Sabato 28 febbraio 2026 presso la Sala Minerva dell’Associazione Storica del Medio Volturno di Piedimonte Matese, il Vice Presidente dell’Istituto Storico Sannio Telesino, dott. Nicola Ciervo, ha presentato un relazione dal titolo: “Le origini dell’Europa: il sincretismo tra civiltà germanica e cultura latino cristiana”.
L’occasione è stata fornita dall’evento di presentazione dell’Annuario 2025 dell’Associazione Storica.
Nicola Ciervo, storico e giornalista, ha ritenuto che, in un momento in cui il dibattito pubblico sulla storia è sempre più esposto a semplificazioni, fosse necessario fare uno sforzo e portare questi contenuti a quante più persone possibile perché il rischio, ormai sempre più reale e frequente, è che a parlare di storia non siano più gli storici, ma gli imbonitori del passato: persone che strumentalizzano gli eventi con una ripercussione drammatica sulla nostra vita civile. Quando la storia diventa retorica – ha ribadito il dott. Ciervo – la memoria smette di essere libera. Ed è per questo motivo che egli ha provato a raccontare come due civiltà apparentemente inconciliabili, quella latino-cristiana, sedentaria e giuridica, e quella germanico-pagana, nomade e guerriera, si siano incontrate nel Medioevo e, anziché annullarsi, abbiano generato qualcosa di radicalmente nuovo. Un sincretismo che attraversa le istituzioni (dal comitatus alla cavalleria), la religione (Tacito che scrive come San Paolo), l’immaginario (dal guerriero-belva a Wolverine), la lingua (guerra, faida, schiena, pizza: tutte parole longobarde) e che trova il suo punto d’arrivo in Petrarca: forse il primo individuo moderno, perché il primo a fare della contraddizione non un problema da risolvere, ma una condizione dell’anima.
L’integrazione tra l’elemento romano e quello germanico non fu solo un processo politico o militare, ma coinvolse profondamente la vita quotidiana e le identità individuali.
Il dott. Ciervo ha dimostrato come l’integrazione tra l’elemento romano e quello germanico non fu solo un processo politico o militare, ma coinvolse profondamente la vita quotidiana e le identità individuali. Ha sottolineato il ruolo fondamentale della Chiesa cattolica come indispensabile mediatore culturale che ha trasformato le popolazioni germaniche formando il collante sociale al processo di integrazione.
Ha più volte ribadito la natura storica e culturale dell’Occidente: “Figlio di due mondi così diversi da risultare inconciliabili, eppure fusi in un sincretismo che ci ha resi, nel bene e nel male, ciò che siamo“. Ed ha concluso la sua interessantissima relazione citando il sonetto CXXXIV del Canzoniere di Petrarca: “Pace non trovo, et non ò da far guerra“.

L’intervento integrale della relazione di Nicola Ciervo è reperibile al seguente indirizzo: https://youtu.be/jUGS2QSXEq0