Mercoledì 14 gennaio a Benevento, presso il nuovo polo didattico dell’Università degli Studi del Sannio di via delle Puglie, nell’ambito del corso di Storia dell’esperienza giuridica della professoressa Cristina Ciancio si è svolta una lezione seminariale dedicata alla figura di Vincenzo Maria Orsini.
L’incontro è stato un’occasione per approfondire il profilo di una delle personalità più influenti dell’episcopato italiano di antico regime, ponendo particolare attenzione alla dimensione normativa del suo operato ecclesiale, con specifico riferimento alla diocesi di Benevento. Il tema della normatività è stato analizzato in costante relazione con la dottrina e il ruolo educativo dei catechismi, che Orsini considerava fondamento imprescindibile per la formazione del clero e di ogni cristiano.
La lezione, tenuta dal dott. Domenico Arcidiacone – socio dell’Istituto e dottorando di ricerca in Teaching&Learning Sciences presso l’Università degli Studi di Macerata – ha presentato Vincenzo Maria Orsini, poi papa Benedetto XIII, non soltanto come uomo di profonda spiritualità, ma come pastore convinto che la cura delle anime passasse anzitutto attraverso un’educazione ordinata dei contenuti della fede. Il suo episcopato a Benevento, così come il successivo pontificato fu, infatti, caratterizzato da una marcata attenzione ai temi dell’educazione e della formazione del clero parrocchiale. L’analisi offerta dal dott. Arcidiacone ha ripercorso, in particolare, gli editti sinodali del 1693 e del 1705 sulla dottrina cristiana, le Regole del seminario de’ chierici della città di Benevento e alcune Istruzioni per ben guidare le Congregazioni e Scuole della Dottrina di Gesù Cristo, pubblicate agli inizi del Settecento e successivamente nel 1725, quando Orsini era ormai Vescovo di Roma. Dopo un breve inquadramento biografico, è stato evidenziato come l’azione normativa di Orsini si inserisse nelle sue preoccupazioni per un contesto locale profondamente segnato da carenze culturali, sia del clero che più in generale dei fedeli, che riguardavano non solo il profilo pastorale ma anche le regole grammaticali più semplici. Uno stato di cose che a suo avviso comprometteva seriamente la corretta trasmissione della dottrina cristiana e l’efficacia dell’azione pastorale, imponendo che vi si ponesse rimedio. All’arrivo dell’Orsini, le disposizioni tridentine sulla formazione del clero risultavano, infatti, ancora largamente inattuate nella diocesi beneventana. L’impianto di regole e principi disposto da Orsini contribuì, tuttavia, e in tempi relativamente brevi, ad avviare concrete azioni di contrasto verso queste criticità producendo risultati significativi, in particolare nell’incremento della partecipazione alle scuole di catechismo, rivolte tanto ai giovani come agli adulti.
La seconda parte della lezione è stata dedicata al metodo didattico proposto da Orsini nelle sue disposizioni, e soprattutto allo strumento della disputa. Si trattava di un’interrogazione vicendevole tra i fanciulli più preparati nella Dottrina, svolta sotto la supervisione di un maestro o di un ammonitore, talvolta scelto tra gli stessi ragazzi. Un metodo rigoroso e, per certi aspetti, dal grande valore interattivo. La lezione si è poi conclusa cercando di confrontare analogie e differenze tra la disputa orsiniana e alcune metodologie didattiche contemporanee, come il cooperative learning e il debate. Pur non essendo un teorico dell’educazione – è bene sottolinearlo – Vincenzo Maria Orsini rappresenta un caso emblematico di come, all’interno di un contesto fortemente tradizionale, come quello dell’educazione ecclesiastica e catechetica, siano emersi elementi di inattesa modernità pedagogica. Senza elaborare una teoria sistematica, egli contribuì a trasformare la catechesi in un processo educativo strutturato, attento alle istituzioni che ne erano preposte e metodicamente organizzato. Il seminario, rivolto agli studenti di Giurisprudenza, non si è dunque limitato a ripercorrere le vicende biografiche di Orsini, ma ha offerto uno spunto critico su una delle tante dimensioni normative che hanno caratterizzato la cultura non solo giuridica di età moderna, e sulle sue peculiarità nella svolta cruciale tra XVII e XVIII secolo, evidenziando la ricchezza normativa del mondo ecclesiastico di antico regime anche in chiave storico-pedagogica.

Alcuni momenti del seminario del dott. Domenico Arcidiacone