Civitella Licinio è una frazione del comune di Cusano Mutri, collocata di fronte a Monte Cigno, oltre il Titerno.
Con i Carafa fu “casale” di Cerreto Sannita fino alla promulgazione delle leggi eversive, con le quali Giuseppe Bonaparte, re di Napoli, abolì la feudalità. Fu così che nel 1810 «Civitella», divenne comune autonomo e al nome originario fu aggiunto l’appellativo “Licinio”, con evidente riferimento al dirimpettaio Monte Cigno.
Nel 1867 venne aggregata a Cusano Mutri.
L’appellativo aggiunto ha spinto storici ed appassionati a trovare dei riferimenti improbabili più al nome ottocentesco di Licinio piuttosto che al toponimo originale di “Civitella”, a mio parere assai più interessante e decisamente capace di indirizzarci verso una storia assai più intrigante.
Sono tantissimi, infatti, i toponimi formati sull’appellativo cìvita e sui suoi derivati. Da dove derivano?
Naturalmente dal latino civitas, un astratto di civis ‘cittadino’, e cioè ‘cittadinanza’. Ma già in epoca classica civitas assume il significato più concreto di ‘città’, all’inizio soprattutto con riferimento a Roma, ma in seguito esteso ai vari municipi e città romane.

Civitella Licinio


Nell’alto Medioevo si ha questo strano fenomeno: mentre civitas si evolve fino a città nel linguaggio parlato, si cristallizza invece come cìvita nella toponomastica centro-meridionale. In particolare, il termine viene ad assumere il significato di ‘resti di antica città’, ‘sito di antico centro abitato’.
Importante è la constatazione che le varie Civitelle dell’Appennino centro-meridionale sono tutti insediamenti di altura, per cui potrebbero benissimo ricordare ancor più antiche roccaforti sabelliche, ossia, vestine, marse, carricine e, dulcis in fundo, pentre.
Proprio come nel caso della nostra Civitella le cui antiche origini sannite sono da ricercare sia nei terrazzamenti di Monterbano, che negli insediamenti su Monte Cigno, a cui l’attuale borgo era collocato da un percorso “scavato nella roccia” (esistente!) che attraversava il Titerno due volte: prima col Ponte di Annibale, poi con il Ponte del Mulino.
Un autentico gioiello megalitico che non ha eguali nel mondo ed al quale nemmeno una sopraelevazione postuma ha levato il fascino innegabile che emana solo chi siede su un trono. Per me il simbolo della zona che è tanto ricca di riferimenti archeologici che potrebbe regalare un futuro migliore.
Se solo non girassimo lo sguardo dall’altra parte.



Lorenzo Morone

Lorenzo Morone

Architetto e cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti.