L’indagine per un recente articolo sulla storia della medicina nella Valle del Medio Volturno1Di Lello, “Medico cura te stesso anche nella Valle del Medio Volturno, in “Storia della medicina”, Istituto Storico Sannio Telesino, 08-01-2021. mi ha indotto a considerare, da chirurgo, anche il modo di dire, in dialetto e no, “Surare sanghe” e “Sudar sangue”, attuale nella cultura del citato territorio, anzi di tutta la Campania. Allo stato della ricerca ho appreso, penso, quanto segue e lo riproporrò, con alcune mie considerazioni, per l’occasionale lettore interessato all’argomento. Il significato non è univoco, infatti “Suràre sanghe” indica “l’affaticarsi nel procacciare checchessia”, cioè per procurarsi qualcosa, e rimanda al termine “sudore” o “sudamma” e alle espressioni “Jeresenne in sudore” ossia andarsenesciogliersi in sudore,2Cfr. R. Andreoli, Vocabolario napoletano italiano, Torino, 1887, Napoli, 1966 – Napoli, La Fazia, 1993, p. 413. anche perché, come assicura un altrettanto comune proverbio, in dialetto o meno: “Il vino fa sangue e la fatica fa gettare sangue”; il senso, invece,  di “Sudar sangue”, è “durare gran fatica, e sofferenza gran pena e travaglio”.3Rigutini e Fanfani, Vocabolario italiano della lingua parlata, Firenze, Barbera, 1871, p. 1193. 
In ogni caso, la metafora riconduce all’Evo Antico, ad oltre 1500 anni or sono. Per la cultura greca, già qualcuno aveva scritto, nel IV secolo a.C., che taluni avevano emesso “ematico sudore”.4Aristotele, Historia animalium, III, 19, in G. Ricciotti, Vita di Gesù Cristo, Milano, Mondadori, 1994, pp. 634-635. La cultura latina attribuì il “Sanguinem sudare”, anche a cose, per esempio a statue5Cfr. Cicerone, De Divinatone, I, 13 e, addirittura, in Sicilia, a scudi militari,6Cfr. Valerio Massimo, Factorum dictorumque memorabilium, Libro Primo, VI, 5. nonché, idealmente, a fatiche e a sforzi fisici.7AA.VV., in F. Calonghi, Dizionario latino- italiano, Torino, Rosemberg & Sellier, 1950, col. 2643; O. Badellino, Dizionario italiano-latino, Torino, Rosemberg & Sellier, 1962, col 2634. 
Al presente, di coloro i quali conoscono il modo di dire, i più, non medici, lo ritengono indicativo soltanto dal punto di vista allegorico. Senonché, un esempio non allegorico, con provata testimonianza ed  emblematico, riporta anch’esso all’Evo Antico, a circa duemila anni or sono e già allora, in epoca prescientifica, risulta perfino rapportato, sia pure genericamente, ad una momentanea psicosi. Al riguardo, i Vangeli canonici8Ad esempio,  quelli nel Codex Vaticanus, 354, antico manoscritto e nella vetusta edizione de  La Sacra Bibbia, a c. d. Antonio Martini, Vol. IV, Firenze, Usigli, 1852. trattano non soltanto dei prodigi, delle guarigioni miracolose e delle restituzioni in vita ad opera di un messia ovvero di un cristo, per quanto fanno riferimento al di lui sudore di sangue; per giunta, lasciano dedurre, che quel sintomo sia stato, nell’Orto degli olivi a Gerusalemme, l’effetto di terribili, ripetuti stati d’animo in un essere umano che, sempre più chiari, avendone compresa la causa, aveva visto e perciò rivissuto i patimenti e il genere di morte che avrebbe dovuto affrontare, soltanto per aver voluto insegnare ai suoi simili come comportarsi, da esseri umani, nel rispetto dei loro simili.     

Gesù nell’orto degli ulivi. Dipinto cm. 61×75 (NA91236PM)

Tempo prima, infatti, Gesù aveva iniziato ad informare i suoi discepoli che a Gerusalemme avrebbe sofferto molte cose e sarebbe stato messo a morte.9Cfr. Mt, XVI, 21; Mc, VIII, 31-32; Lc, IX, 22. Poi, in Galilea, aveva annunciato loro, ancora una volta, che sarebbe stato preso e ucciso.10Cfr. Mt, XVII, 22; Mc, IX, 30-32; Lc, IX, 43-45. In seguito, andando verso Gerusalemme, aveva rammentato ai dodici seguaci che sarebbe stato catturato, condannato a morte, insultato, schernito finanche con sputi addosso, flagellato  e crocifisso.11Cfr. Mt, XX,17-19; Mc, X, 32-34; Lc, XVIII, 31-34. Prima della Pasqua, aveva detto loro che sarebbe stato tradito e inchiodato sulla croce; non solo: mentre era ospite a pranzo, aveva annunciato la propria sepoltura.12Cfr. Mt, XXVI, 1-2 e 6-12; Mc, XIV, 3-9; Gv, XII, 1-8. E non è tutto. Durante la cena pasquale, Gesù confidò ai discepoli che aveva tanto desiderato mangiare con loro, prima di soffrire; poi indicò nel pane –ridotto in numerosi brandelli, N. d. A.– il proprio corpo e nel vino –in parti– il proprio sangue; sostenne che di li a poco lo avrebbero abbandonato e non mancò di accennare a colui il quale lo avrebbe addirittura tradito.13Cfr. Lc, XXII, 14-25; Mt, XXVI, 20 e 26-30; Mc, XIV 17-31; Gv, XIII, 36-38.
A  questo punto vien da domandarsi quali sensazioni avrebbe avvertito un individuo sensibile preso, costantemente, dalla visione di quei momenti di certo spiacevoli e quali sarebbero state le reazioni e le conseguenze. 

Sofferenza e preghiera (Ibid.)

Vediamo: per Gesù – pur sempre essere umano, N.d.A. –  è stato scritto che, dopo la cena, insieme ai discepoli si portò, oltre il torrente Cedron, sul monte degli Olivi, in un luogo, detto Getsemani, dove stava un orto; giuntovi si fece accompagnare poco più oltre da Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò ad essere mesto e diventò triste fino alla morte. Si allontanò  da loro quanto un tiro di sasso e, prostrato  – e inquieto, presagendo l’imminente cattura, N.d.A. – per ben due volte pregò, altrettante tornò dai discepoli che, nel frattempo, erano stati colti da sonno, si riallontanò, ricominciò a pregare e chiese a Dio di evitargli, se avesse voluto, quel calice di dolore.14Cfr.  Mt, XXVI, 36-46; Mc, XIV, 32-42; Lc, XXII, 39-42. 

Discepoli dormienti (Ibid.)

E qui, sembra non superfluo riproporre, tradotto, il passo conclusivo, e perché concerne il tema e perché ne è autore l’evangelista Luca, medico contemporaneo di Gesù, non testimone oculare, ma attento ricercatore dei fatti:15Cfr. R. Di Lello, 2021, cit. Su Luca medico, cfr. pure I.A. Santangelo, Certezze su Gesù, Adrano, Comunità Editrice, 1982, p. 35. “Ed apparve a lui un angelo dal cielo, confortandolo. Entrato in angoscia, più intensamente pregava / e si fece il sudore di lui così come gocce di sangue che scorrevano a terra”.16Lc, XXII, 43-44, in La Sacra Bibbia, cit.   

L’angelo consolatore (Ibid.)

Circa l’aspetto scientifico del fenomeno, in quel  momento, pare sufficiente, senza andare troppo indietro nel tempo, far presente che nel secolo scorso medici stranieri e italiani, hanno ammesso casi del genere. Per quanto in generale, nel primo decennio,  Glentwort  Reeve Butler, caporeparto e medico di ospedali americani, nonché membro dell’Accademia Medica di New York e della Società di Scienze, Lettere ed Arti di Londra, ha scritto che “rarissime volte fu notato il sudore sanguigno (ematidrosi)” effetto, nelle ghiandole sudoripare, di “emorragie capillari” conseguenza di “alterazioni nervose” indotte, tra l’altro, da “forti emozioni, spavento, dolori”.17G.R. Butler, Trattato di diagnostica medica, Milano-New York, Morgagni, 1910, frontespizio, pp. 111 e 1272-1273.
Nella seconda metà del ‘900, Giovanni M. Rasario, il “Maestro”, professore di Patologia e di Terapia medica, nonché direttore d’Istituto di  Semeiotica medica,18L. Condorelli, Prefazione in G.M. Rasario, Manuale di semeiotica medica, Napoli, Idelson, s.d., ma 1960. in una sua opera  ha fatto riferimento alla “Cromidrosi” cioè “la secrezione di sudore colorato (sudore sanguigno rosso in rapporto a fenomeni isterici o alla presenza sulla cute del bac. prodigiosus […]”.19G. M. Rasario, cit., p. 21. Gregorio C. Marañon, stimato professore di poliedrica cultura e vasta esperienza, clinico di considerevole fama, maestro di Clinica e notevole endocrinologo,20C. Frugoni, Prefazione in C. Marañon, Diagnostica eziologica differenziata, Roma, SEU, IV ristampa dal 1954, 1961. ha riportato che erano stati descritti casi, o “quasi sempre inaccettabili”, di “sudorazione ematica”, o da “effettiva trasudazione di sangue” a causa di “sforzi supremi” ed “emozioni terribili”.21C. Marañon, cit., p. 188. Tanto, ribadisco, per quanto in generale, ma da uomini di scienza.   Per il particolare, Pierluigi Baima Bollone, medico autore di numerosi lavori sperimentali  e Pier Paolo Benedetto, giornalista autore di numerosi saggi, hanno scritto negli anni Settanta, a proposito dell’ uomo della sindone, che il tentativo più completo, efficace e persuasivo di interpretarne la morte lo aveva svolto Giovanni Judica-Cordiglia – loro contemporaneo – studioso dell’argomento; egli aveva sostenuto che causa, tra le  prime fu la “visione panoramica dei dolori fisici e morali”, subita“nell’orto di Getsemani” –e in precedenza anche altrove, n. d. a.– la quale aveva indotto, in quella circostanza, “reazioni neuropsichiche” con conseguente “sudor di sangue”.22P. Baima Bollone, P.P. Benedetto, Alla ricerca dell’uomo della sindone, Milano, Mondadori, 1978, sopraccoperta e pp. 168 e 213.
All’inizio di questo secolo, P. Baima Bollone, professore di medicina legale nell’Università di Torino, direttore del Centro Internazionale di Sindonologia e, fino al 1985, autore di oltre cento lavori scientifici,23Cfr. P. Baima Bollone, Alla ricerca delle reliquie di Cristo. L’impronta di Dio, Milano, Mondadori 1985, sopraccoperta. avendo affrontato il tema concernente la passione di Gesù, e in più larga misura il particolare in questione, ha definito ematoidrosi quel fenomeno di sudorazione e l’ha rapportato ad intensa stimolazione neurovegetativa, con dilatazione e aumento della permeabilità dei vasi sanguigni e conseguente fuoriuscita di globuli rossi dalla cute; non solo, la “nevrosi d’organo”  avrebbe condotto pure ad aumento della frequenza e dolore cardiaco, ad affanno, a vertigine24Cfr. Id., Gli ultimi giorni di Gesù, Mondadori, 2000, pass. e, non è inverosimile, a visioni irreali.

Via crucis. Maiolica cerretese, cm. 60×60 (NA91236PM)

Insomma, Il Messia, il Cristo, ma in quella circostanza e da prima altresì essere umano, s’era trovatoin uno stato di emozione e panico così terribili che neppure l’aver scorto un angelo venire dal cielo era riuscito a sedare. Dunque? Dopo aver pregato, per la terza volta, ritornò dai discepoli … e s’avverò tutto quanto aveva previsto, perfino la morte in croce;25Continua in Mt, XXVI,42-XXVII, 30; Mc, XIV, 43- XV, 37; Lc, XXII, 42-XXIII, 46; Gv, XVIII, 3-XIX, 30. per questo argomento, l’aver considerato in altra occasione testi di autori pagani, fenomeni celesti, movimenti  tellurici e date, dell’’Evo Antico, mi ha indotto a ritenere non impossibile che Gesù sia morto nel primo pomeriggio del venerdì 3 di aprile dell’anno Trenta.26Cfr. R. Di Lello, Passione e morte di Gesù. Storicità e cronologia, in “Fraternità aperta”, Piedimonte Matese, Bandista (aprile, 1999) pp. 7-9. 

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[1] R. Di Lello, “Medico cura te stesso” anche nella Valle del Medio Volturno, in ”Storia della medicina”, Istituto Storico Sannio Telesino, 08-01-2021. 
[2] Cfr. R. Andreoli, Vocabolario napoletano italiano, Torino, 1887, Napoli, 1966 – Napoli, La Fazia, 1993, p. 413. 
[3] Rigutini e Fanfani, Vocabolario italiano della lingua parlata, Firenze, Barbera, 1871, p. 1193. 
[4] Aristotele, Historia animalium, III, 19, in G. Ricciotti, Vita di Gesù Cristo, Milano, Mondadori, 1994, pp. 634-635. 
[5] Cfr. Cicerone, De Divinatone, I, 13 
[6] Cfr. Valerio Massimo, Factorum dictorumque memorabilium, Libro Primo, VI, 5. 
[7] AA.VV., in F. Calonghi, Dizionario latino- italiano, Torino, Rosemberg & Sellier, 1950, col. 2643; O. Badellino, Dizionario italiano-latino, Torino, Rosemberg & Sellier, 1962, col 2634. 
[8] Ad esempio,  quelli nel Codex Vaticanus, 354, antico manoscritto e nella vetusta edizione de  La Sacra Bibbia, a c. d. Antonio Martini, Vol. IV, Firenze, Usigli, 1852.  
[9] Cfr. Mt, XVI, 21; Mc, VIII, 31-32; Lc, IX, 22.
[10] Cfr. Mt, XVII, 22; Mc, IX, 30-32; Lc, IX, 43-45. 
[11] Cfr. Mt, XX,17-19;  Mc, X, 32-34; Lc, XVIII, 31-34. 
[12] Cfr. Mt, XXVI, 1-2 e 6-12; Mc, XIV, 3-9; Gv, XII, 1-8.  
[13] Cfr. Lc, XXII, 14-25; Mt, XXVI, 20 e 26-30; Mc, XIV 17-31; Gv, XIII, 36-38. [14] Cfr.  Mt, XXVI, 36-46; Mc, XIV, 32-42; Lc, XXII, 39-42.  
[15] Cfr. R. Di Lello, 2021, cit. Su Luca medico, cfr. pure I.A. Santangelo, Certezze su Gesù, Adrano, Comunità Editrice, 1982, p. 35.
[16] Lc, XXII, 43-44, in La Sacra Bibbia, cit. 
[17] G.R. Butler, Trattato di diagnosticamedica, Milano-New York, Morgagni, 1910, frontespizio, pp. 111 e 1272-1273. 
[18] L. Condorelli, Prefazione in G.M. Rasario, Manuale di semeiotica medica, Napoli, Idelson, s.d., ma 1960. 
[19] G. M. Rasario, cit., p. 21. 
[20] C. Frugoni, Prefazione in C. Marañon, Diagnostica eziologica differenziata, Roma, SEU, IV ristampa dal 1954, 1961. 
[21] C. Marañon, cit., p. 188.  
[22] P. Baima Bollone, P.P. Benedetto, Alla ricerca dell’uomo della sindone, Milano, Mondadori, 1978,sopraccoperta e pp. 168 e 213. 
[23] Cfr. P. Baima Bollone, Alla ricerca delle reliquie di Cristo. L’impronta di Dio, Milano, Mondadori 1985, sopraccoperta. 
[24] Cfr. Id., Gli ultimi giorni di Gesù, Mondadori, 2000, pass.  
[25] Continua in Mt, XXVI,42-XXVII, 30;  Mc,  XIV, 43-  XV, 37; Lc, XXII, 42-XXIII, 46; Gv, XVIII, 3-XIX, 30. 
[26] Cfr. R. Di Lello, Passione e morte di Gesù. Storicità e cronologia, in “Fraternità aperta”, Piedimonte Matese, Bandista (aprile, 1999) pp. 7-9.


Rosario Di Lello

Rosario Di Lello è nato a Napoli il 9 dicembre 1936 ed è residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale all’Università di Modena è stato aiuto chirurgo presso l’ospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente è pensionato. Dal 1° giugno 1978 è socio corrispondente dell’Associazione Culturale Italo Ispanica “C. Colombo – Madrid”. Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche. Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dell’Associazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio è stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.