I Vescovi, pastori di anime di queste terre, ebbero loro dimora abituale in Telese e Cerreto. Ci fu qualcuno che preferì eleggere Faicchio come propria residenza. Tra questi troviamo Juan Esteban de Urbieta. Contrariamente a quanto riportato nel Catalogo dei Vescovi Telesini (pag. 144) tale Vescovo non era di Urbieta o Ubeta (cittadina spagnola) ma veniva definito tale in quanto figlio (naturale) del famoso condottiero Juan de Urbieta che fece prigioniero Francesco I nella battaglia di Pavia del 1525.
Juan de Urbieta invece di uccidere il Re avvertì i suoi superiori e mise in moto gli avvenimenti che condussero alla resa del sovrano al vicerè di Napoli. Questo gesto fu premiato da Carlo V che lo insignò del titolo di cavaliere dell’ordine di Santiago e nomina a capitano di cavalleria nel mentre Francesco I (il catturato) lo ringraziò con una lettera.Ora veniamo però al nostro Vescovo, il quale nella corrispondenza epistolare (bolle) soleva concedersi con “Faicchio, in domibus solitae nostrae residentiae”.
Il Vescovo J. E. De Urbieta fu prima Capitano di Fanteria nelle armate di Filippo II , per qualche tempo religioso nell’Ordine dei Padri Predicatori e dopo tre anni di Vescovado, nel 1586 “misteriosamente” rinunciò (quia timebat deponi) al vescovado per tornare in Spagna ove morì.

(Preconizado obispo de Telleri (Thelesi) Napoles en Italia, en diciembre de 1584, diócesis a la que renunció tres años más tarde. Murió en Madrid el 6 de diciembre de 1595, y fue enterrado en la localidad toledana de Illescas).

Ritratto di Juan De Urbieta

Dove troviamo la conferma che il nostro Vescovo Telesino fu figlio del condottiero Juan De Urbieta? Nel testamento olografo di quest’ultimo stilato il 22 agosto 1533 nella città di Hernani di cui tra il virgolettato riporto la confessione «…omissis… porque tengo un hijo natural llamado Jùan Esteba de Urbieta legitimato per Su Santitad emeprador nuestro senor ..omissis…el dicho mi hijo i mis descendientes y suyos mejor puedan servir a Dios y à su Majestad… omissis».
Che Juan Esteban de Urbieta fosse figlio naturale di Juan De Urbieta troviamo conferma anche in diversi dizionari storico-ecclesiastici spagnoli, di cui in calce riporto alcuni riferimenti bibliografici. Arrivati a questo punto due sono le conclusioni: la prima ,certa, è che il Vescovo (obispo Thelesi) Juan Esteban de Urbieta non fu di Urbieta (come riportato nel catalogo dei Vescovi Telesini) ma fu figlio del famoso Cavaliere Juan de Urbuieta che fece prigioniero il Re di Francia Francesco I nella battaglia di Pavia, la seconda è legata al culto di San Sancio che si venera a Fontanavecchia di Faicchio. Questa seconda conclusione è ancora un mio “romanzo”, non notizia attendibilmente storica e necessita di approfondimenti e ricerche che possano comprovarlo e che cercherò di portare avanti. Direte… Cosa c’entra San Sancio con il Vescovo spagnolo. Potrebbe essere proprio tale Vescovo ad aver introdotto a Fontanavecchia il culto di San Sancio, il Santo ancora appellato in Spagna come “descuido” sconosciuto, che viene fuori dagli scritti di Sant’Eulogio che guarda caso furono resi pubblici proprio all’inizio del 1600. San Sancio Martire, ancora tra gli anziani del mio paesello viene definito “Principe di Pamplona” e proprio tra il finire del 1500 e l’inizio del 1600 la storia dei Martiri di Spagna fu argomento molto in voga in quei tempi. San Sancio è venerato in pochissimi luoghi al mondo (tre in tutto) tra cui Fontanavecchia di Faicchio, Cusano Mutri (località Santa Maria) e Oviedo in Spagna. Pamplona è una cittadina molto vicina ad Hernani, siamo nei Paesi Bassi e da quelle parti vi è anche Oviedo dove è custodita una statua di San Sancio del 1825.
Non risultano come ci dice lo studioso Maria Alday altre statue al mondo oltre quella di Oviedo (la creiamòs unica scrive Alday) , ma Maria Alday non sa che in questo remoto paesino del Sannio vi è un’altra statua di San Sancio… ma di questo ci occuperemo in altri post e quando avremo, speriamo, trovato ogni prova che il culto di San Sancio a Fontanavecchia di Faicchio sia da attribuire a questo Vescovo Spagnolo che dimorò per tre anni a Faicchio.
Dimenticavo che grazie a Maria Alday, disponiamo nel nostro piccolo museo di una importante e ricca ricerca su San Sancio.


Alcune fonti consultate:
M. Scardigli – A. Santangelo “Le armi del diavolo- La battaglia di Pavia del 24 febbraio del 1525”Javier Ma Sada “Historia de la ciudad de San Sebastián a través de sus personajes” Diccionario geografico-estadistico-historico de España y sus…Colección de documentos inéditos para la historia de España, Volumi 37-38Indices de la Correspondencia Entre la Nunciatura en Espana Y la Santa Sede.



William Mattei

Laurea in Economia. Promotore culturale, Dirigente d’impresa a Milano nel settore delle borse valori e mercati finanziari. Ha scritto diversi articoli sulla stampa finanziaria nazionale, tra cui il Sole 24 Ore ed Investire. Vincitore del premio Prosa IX Premio letterario dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Titolare delle strutture ricettive “Magie del Sannio” ha dato vita anche al “Piccolo Museo privato di Faicchio Magie del Sannio”.