Diciamo la verità, senza alcuna nostalgia, in questi piccoli borghi ancora oggi desta curiosità aver notizie circa le sembianze, il carattere e i rapporti con i “sudditi” di coloro che qui vivevano quali Duchi e Duchesse, Baroni e consorti, Marchese e Marchesa. 
Immaginare, ad esempio, come poteva era essere la vita nel piccolo borgo (non c’era Vanity fair o Novella 2000 di oggi) oppure il chiacchiericcio del tempo sulla bellezza o meno di una duchessa, dei suoi eventuali amanti, del loro carattere o del suo stile a corte e nei rapporti con i cittadini, i matrimoni che si tenevano e gli invitati che arrivavano, le feste nel castello nel 1600, gli abiti e altre cose frivole.
A Faicchio ci furono Baroni e Duchi, ma chi furono coloro che governarono Faicchio ed il suo ducato nei tempi antichi?

  1. La Famiglia Sanframondo dal 1151 al 1461
  2. Le Famiglie che chiamerei “minori dell’interregno” dal 1461 al 1612 (cinque famiglie)
  3. La Famiglia De Martino dal 1612 fino alla fine dei battiti cardiaci della nobiltà in Italia. 

La famiglia De Martino

La famiglia De Martino rimane la più importante per questa comunità, anche perché fu quella che realmente visse in questa terra considerandola, diremo oggi , “prima casa” e non residenza di svago, come avvenne per tanti contadi vicini.
Per non creare confusione e complicare il tutto in questo post tratteremo in sintesi della sola famiglia De Martino, delle altre parleremo in altri post.
Di dove erano i De Martino?
La famiglia De Martino compare nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano, iscritta nel libro d’oro della nobiltà italiana. Si divide in due grandi ceppi: quella siciliana e quella napoletana. 
I De Martino, Duchi di Faicchio appartengono a quella napoletana e precisamente derivano dal ceppo di Massa Lubrense (vedere foto) e questo lo confermano diversi storici.
Il primo di tal famiglia, Barone e poi Duca di Faicchio, fu Gabriele Maria De Martino che nel settembre del 1612 per 20.100 ducati acquistò davanti al Regio Fisco le vaste terre che Faicchio comprendeva. IL Regio Fisco era creditore di Ferrante Monsorio (ex Feudatario di Faicchio) per i molti debiti accumulati, potremmo dire quasi come se oggi si andasse ad indennizzare l’agenzia delle entrate per riscattare beni altrui.  
Prima di citare l’intero casato De Martino che si succedette a Faicchio, si sente la necessità di scrivere due righe su come erano strutturati i rapporti tra “sudditi” e “governanti”. 
Dimentichiamoci, innanzitutto, il Feudatario tipico nell’immaginario collettivo, con potere assoluto di vita e di morte sui sudditi e con prigioni, torture e frustate: non era così! In quel tempo, l’amministrazione civica o come diremo oggi quella comunale era chiamata “Università” in quanto tutti i cittadini “universi cives” avevano diritto a tenere pubbliche adunanze “parlamenti” e a Faicchio questi “parlamenti” si fecero sentire bene e spesso con grande eco fino a scomodare i massimi giuristi a Napoli. Tali “parlamenti” vantavano diritto a difendere i loro interessi generali e dei cittadini. Erano parte del Parlamento: il Governatore, gli Eletti che a Faicchio erano 4, gli Aggiunti o Decurioni che in numero di 12 venivano scelti tra i cittadini più noti a tutto il popolo. 
Come erano i rapporti tra il casato De Martino e i cittadini “universi cives”? 
Da quello che ci risulta ampiamente buoni (lo confermano diverse fonti) anche se con numerosi contenziosi e pretese avanzate dall’Università ai Duchi De Martino, soprattutto per “tributi” riscossi nel tempo e non più dovuti; costoro accettarono, anche contraendo mutui pur di transare e restituire (anche con interessi in alcuni casi al 7%) ciò che non era a loro dovuto, cosa che fu onorata dalla famiglia De Martino. 
Testimonianza dei buoni rapporti con i cittadini di Faicchio si rinvengono ad esempio con la Duchessa Caterina Carrara, vedova del duca Gabriele De Martino, che contrasse un debito di 1000 ducati a favore di Faicchio mettendo a garanzia le entrate a loro dovute per l’arrendamento del sapone e dell’olio che si possedeva sul feudo di Faicchio. Nel 15 marzo 1736 altri 2.000 ducati per altre faccende lunghe che non sto qui a raccontarvi, in quanto articolate e lunghe da riportare. In parole povere, a Faicchio i rapporti tra Ducato ed Università (cittadini) portò spesso a contenziosi, anche importanti da risuonare nella giurisdizione napoletana ma, alla fine, si chiusero quasi sempre a vantaggio dei cittadini, con riduzione di gabelle e poteri “feudali” vantati dai codesti nobili.
Vi sono numerose tracce di collaborazione, di lasciti e supporti finanziari alla chiesa da parte dei De Martino anche se non posso nascondere ben due scomuniche (poi abbonate) che arrivarono alla famiglia per “marachelle” più futili che importanti. Importante dire che del Gabriele De Martino non ve ne fu uno ma più, in quanto nipoti presero il nome degli avi.
Ad esempio entrando nel castello l’epigrafe, che qui riporto in parte, fu voluta da Gabriele De Martino nipote che a memoria ed elogio del suo avo omonimo, nel centenario della morte fece apporre dinanzi a notaio Marzio Antonio De Negris ed altri tre testimoni. “Gabriel de Martino e Nobilitate Napoletana Oppidi Dominus ecc…” Il Primo, Gabriele Maria De Martino, come anticipato, acquistò diritti su Faicchio e sue terre nel 1612 , a lui sono dovuti gran parte dei lavori di restauro ed abbellimento straordinario del Castello. 
Nel 1616, mediante pubblico parlamento ci fu subito una transazione tra cittadini e Duca, con regio assenso, per rinuncia ai diritti di “bonatenenza”. 
Il Primo Gabriele de Martino muore nel 1622 (dopo solo dieci anni dall’ingresso a Faicchio) e gli succedette il primogenito (sempre residente a Faicchio dall’infanzia) Pietro De Martino, il quale come sposa prese in prime nozze la bella Isabella Carafa di Stigliano e poi Donna Emilia Laudati (nipote per linea materna del Papa Paolo IV) figlia di Don Francesco Laudati, Cavaliere di San Jacopo e di Donna Giovanna Carafa della famiglia di Papa Paolo IV.

Gian Piero Carafa – Papa Paolo IV

Nella successione da Gabriele De Martino al figlio Pietro ci furono problemi che portarono ad un importante contezioso in quel tempo che fu oggetto di diversi studi sui diritti vantati da terzi per atti inter-vivos . 
Alla morte di Pietro De Martino (1638) succedette Francesco De Martino, che viveva sempre a Faicchio ovviamente e che dovette accollarsi altra causa contro l’Università per imposte riscosse e non dovute dai predecessori. 
Di ciò si occuparono il giudice Giacomo De Avitabile , il Notaio Amenta di Napoli avverso ricorso presentato dal Notaio Giovan Lazzaro Palmieri a pretesa dei cittadini di Faicchio. Troviamo successivamente Giuseppe Maria De Martino, figlio di Gabriele e consorte Duchessa Vincenza Danza che chiese un voto ed ottenne grazia da S.Massimo venerato nella chiesa del SS. Salvatore per la guarigione di suo marito. Gabriele (II) De Martino a cui si attribuisce l’epigrafe nel Castello a memoria del suo antenato di stesso nome passò ad altra vita il 26 marzo 1738, come rinvenuto in nota di un codice musicale ecclesiastico. 

La duchessa Caterina Carrara

La duchessa Caterina Carrara, vedova del Barone e duca Gabriele De Martino, contrasse ed onorò altri debiti per chiudere altri contenziosi con l’Università. 
Violante De Martino, sua figlia e sorella di Giuseppe Maria De Martino, andò in sposa a Salvatore del Pezzo, duca di Caianello.
Sul finire del 1700, l’ultimo duca di Faicchio Salvatore De Martino non avendo figli o parenti prossimi maschi che potessero succedergli, consentì la successione al titolo alla famiglia Zona-Sanniti di Pietramelara, discendenti in linea femminile dai Martino. 

La famiglia De Martino


Dimenticavo, in termini di araldica: gli storici tra cui il Prof. Franco, ci fanno notare i tre alabardi nella parte superiore dello scudo e bande monocromatiche nella parte inferiore con ulteriori orlature in corona. 
Nelle foto riporto lo stemma araldico della famiglia De Martino di ramo napoletano che conferma ciò.  
In conclusione, questa delle famiglie nobili che dimorarono a Faicchio condizionandone la vita sociale ed economica per tanti secoli, meritano attenta ricerca storica, non sono una semplice appendice da riportare quale nota a piè di pagina né possono essere liquidati sommariamente con la semplice menzione quale duca di Faicchio. 
Quando si parla di Duca a Faicchio si pensa sempre a Gabriele ma così non è, ne succedettero tanti.
Porteremo avanti anche noi questi studi, con la speranza di ritrovar almeno qualche ritratto di coloro che furono i Duchi (non il Duca) di Faicchio.
(Nella foto la genealogia della famiglia De Martino, un ritratto del Papa Paolo IV, zio della seconda moglie di Pietro De Martino e lo stemma araldico ufficiale della famiglia De Martino).

Stemma araldico De Martino


William Mattei

Laurea in Economia. Promotore culturale, Dirigente d’impresa a Milano nel settore delle borse valori e mercati finanziari. Ha scritto diversi articoli sulla stampa finanziaria nazionale, tra cui il Sole 24 Ore ed Investire. Vincitore del premio Prosa IX Premio letterario dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Titolare delle strutture ricettive “Magie del Sannio” ha dato vita anche al “Piccolo Museo privato di Faicchio Magie del Sannio”.