
Il 24 Novembre del 1721, dinanzi al notaio Marzio Antonio De Nigris, convennero il magnifico Biagio Cerino di San Giorgio la Molara ed il magnifico Nicola Palmieri di Faicchio per sciogliere la societĆ della Spezieria di medicinali, costituita nel 1716. Le Spezierie di un tempo si distinguevano in Spezierie medicinali e Spezierie galeniche, a secondo che fossero state dirette dallo Speziale di medicina o dallo Speziale manuale, paragonabile, questo ultimo, ad un droghiere che aveva il compito di detenere nella propria spezieria e quindi dispensare successivamente solo i medicamenti semplici e non anche i composti, ottenuti dalla manipolazione e trasformazione dei semplici. La Farmacia chimica o Spezieria medicinale era lāarte che insegnava a preparare le medicine con separazione o esaltazione delle parti componenti i semplici che vi entrano; la Farmacia galenica o Spezieria manuale era lāarte che insegnava a preparare le medicine senza separazione o esaltazione alcuna delle parti componenti i semplici che vi entrano.
Il De Nigris, nativo Di Cerreto Sannita, esercitò la professione di notaio a Faicchio dal 1721 al 1726; durante la sua permanenza a Faicchio conobbe Cecilia di Martino, sorella dei celebri matematici Nicolò e Pietro, che sposò nel 1729.
Tornando alla societĆ tra Palmieri e Cerino, il contratto prevedeva una serie di clausole tra cui la durata di sette anni della societĆ ; inoltre le spese e gli utili derivanti dalla gestione sarebbero stati divisi in parti uguali e al termine del contratto Palmieri sarebbe rientrato in possesso dello stabile ove era ubicata la spezieria, con tutto lāarredo. Sciolta, quindi, la societĆ e rientrando ciascuno in possesso di quanto gli spettava, nello stesso giorno dello scioglimento, notar De Nigris redasse un altro atto con il quale il Palmieri cedeva in fitto al collega lāintera sua spezieria: fitto che avrebbe dovuto avere la durata di cinque anni, per un corrispettivo di 35 ducati annui. La spezieria era composta da due vani, uno dei quali adibito a laboratorio e poichĆ© era fornita di vasi e utensili, della stigliatura e dei medicamenti sia semplici che composti, al Palmieri fruttava un ulteriore utile di 60 ducati annui.

A tale scopo, pertanto, fu eseguito lāinventario dei medicamenti semplici e composti con le corrispettive quantitĆ e degli oggetti e utensili che corredavano la spezieria, arredata con mobili in stile barocco e rococò e decorata secondo i detti stili; le formule relative di tutti i medicamenti furono tratte dal Teatro Farmaceutico Dogmatico e Spagirico del dottor Giuseppe Donzelli, una sorta di Farmacopea ufficiale dellāepoca, ovvero una raccolta ufficiale dei nomi dei medicamenti, con i loro caratteri essenziali e con le più comuni formule dāuso.
Catalogando la lunga lista dei medicamenti semplici e composti che arredavano la spezieria Palmieri, risulta che buona parte di questi erano disposti secondo la forma farmaceutica data loro: polveri, droghe semplici, droghe composte, gomme, pillole, semi ecc. che, serbati nei rispettivi alberelli più o meno grandi, si susseguivano ordinatamente negli scaffali della stigliatura seguiti dalle carafe e carafine contenenti le varie forme liquide: acque, sciroppi, elisir, tinture, oli, spiriti, estratti, essenze.
Nel laboratorio, poi, accanto agli utensili obbligatori, trovavano posto medicamenti la cui quantitĆ era notevole e che erano conservati negli alvari, negli alvaroni, nelle lancelle e nei giarroni.
Lāinventario, quindi, prosegue con lāenumerare gli apparecchi e gli utensili di cui la spezieria doveva essere obbligatoriamente fornita e che, nelle moderne farmacie, purtroppo, sono del tutto o quasi scomparsi.
Di seguito un breve elenco di utensileria di cui la spezieria Palmieri era fornita:
Alvaroni e mezzi alvaroni (grossi vasi di ceramica);
Fusilli e mezzi fusilli in ceramica (corrispondenti ai moderni alberelli);
Marruffi (tegami di creta a fondo concavo adatto alla conservazione o digestione di droghe); Langelle (vaso di terracotta a bocca larga per contenere acqua o altri liquidi);
Carafe e carafini (riposte nei nicchi o palchetti dello scaffale dove erano riposti gli spiriti);
Vasetti di estratti e vasetti di pillole di nicchio;
Moscolaio (scaffale suddiviso in piccoli scomparti che conteneva vasetti e piccole caraffe);
Mortaio di bronzo piccolo, mezzano e grosso di rotola dieci (rotolo=unitĆ di misura. A Napoli equivaleva a kg. 0,89);
Mortaio di pietra grosso con pestello in legno;
Bilancia con libbra ed altri pesi (A Napoli la libbra equivaleva a gr. 320);
Mestoli di ferro;
Calamaio di pietra;
Staenati piccoli, tappezzati (presumibilmente erano teli cerati per coprire le droghe messe a macerare nei tini o in altri grossi recipienti);
Alambicco a cappello di rame (apparecchio per distillare);
Setacci (stacci per polverizzare e separare le particelle più fini da quelle più grosse di una o più polveri);
Boffetta con tiratoie (cassettone con tiretti);
Storte mezzane (vasi di vetro per distillare con il collo ricurvato in se stesso);
Sargioli (coperte di lana);
Soppressa da erbe (pressa per estrarre i succhi dalle erbe);
Giarroni (grosse giare di ceramica);
Petitorio (libro che elencava i medicamenti obbligatori di cui la spezieria doveva essere obbligatoriamente provvista, nonchĆ© le domande che il protomedico faceva allo speziale durante lāispezione);
Guida chimica
I medici operanti nel ā700 seguivano ancora i vecchi dogmi risalenti a Galeno, padre della farmacia, di Ippocrate, di Avicenna. Sulla base di tali sistemi, la scienza medica dellāepoca ignorava il rapporto tra causa ed effetto e utilizzava i farmaci in modo empirico tenendo conto degli effetti ottenuti in precedenti casi e di conseguenza si diffuse lāuso di mescolare più farmaci, con la speranza che almeno uno dovesse dare il risultato sperato.
Si può, quindi, asserire che per buona parte del nuovo secolo, quello dellā Illuminismo, continuò ad interpretare i fenomeni fisiologici e patologici sotto lāispirazione di idee filosofiche e non su base moderna e scientifica, protesa ad ampliare e perfezionare il modello sperimentale.
Sulla base di questo modo di operare da parte dei clinici del tempo, possiamo confermare con certezza che nella spezieria Palmieri di Faicchio troviamo, come nel passato, che i rimedi per curare i diversi mali, erano di origine vegetale, animale e minerale, attribuendo ad essi virtù terapeutiche risolutive. Se per buona parte dei vegetali le proprietà terapeutiche erano valide, lo stesso non può dirsi per i derivati del regno animale e minerale che erano ampiamente utilizzati, causando spesso altri mali che, a loro volta, venivano curati con analoghi medicamenti, scatenando un susseguirsi di altri disturbi se non addirittura la morte.
I medici del tempo, indipendentemente dal malanno accusato dal paziente, seguivano un āprotocolloā consolidato e cioĆØ quello di far venire fuori dal corpo, gradualmente, ciò che aveva procurato il disturbo e questo avveniva, come affermava il Fioravanti, per purgationi, tanto per vomito quanto per secesso. Se il caso non si risolveva, si procedeva agli stadi successivi e cioĆØ alla evacuatione di sangue e sudore, ottenendo la purificazione del corpo.
Per quanto riguarda i rimedi, citiamo come esempio alcuni composti di origine minerale esistenti nella spezieria Palmieri: il sal sapientiae era una miscela definita vetriolo, costituita da zolfo, allume e ferro o rame o zinco ed acqua congelata; il sale di tartaro nitriolato, rimedio giovevole per lo stomaco a base di vetriolo e tartaro; fiore di sale armonico composto da fuliggine e limatura di ferro; polvere bianca di Cratonte, una miscela di minerali da pietre preziose; Lapis di Belzoar, costituito da antimonio, mercurio e salnitro e specifico a muovere il sudore e ostruzione del fegato; cerussa di antimonio a base di vetriolo, mercurio, sale, antimonio e salnitro per sudare e urinare.
La maggior parte di questi composti di origine minerale contenevano, dunque, mercurio e antimonio, elementi che causano danni irreversibili a carico di fegato e reni. Tra gli altri citiamo il topazio specifico per le emorroidi e le depressioni, lo zaffiro per la dissenteria, il rubino per le depressioni e le pestilenze, lo smeraldo come rinforzante della vista, neutralizzante il veleno di serpenti e per inibire le contrazioni uterine premature, facilitare il parto e frenare le emorragie uterine.
Le stesse considerazioni espresse sui medicamenti provenienti dal mondo minerale circa la dubbia efficacia terapeutica, valgono per i rimedi provenienti dal mondo animale che erano pericolosi il più delle volte o del tutto inefficaci.
Tra i medicamenti presenti nella spezieria Palmieri, citiamo il sangue di capro, fatto seccare e utilizzato per la pleurite associato al decotto di cardo, mentre con sassofrasso era valido per i calcoli; la polvere di corno di cervo era prescritta come blando diaforetico e come antiparassitario intestinale se assunto con acqua di ruta, dal potere antielmintico; sal lepre come rimedio per le coliche renali e costituita dalla polvere di lepre; la polvere di vipera secca utilizzata come antidoto contro i morsi di animali velenosi, comprese le vipere stesse; lāolio distillato e lāelisir di formiche che, raccolte e trattate con vino e cinnamomo, avevano uno spiccato potere afrodisiaco; lāempiastro di rane con mercurio, trattate preventivamente con vino e quindi, con varie droghe, grasso di maiale e vitello e poi aggiunti il litargirio contenente piombo ed altri eccipienti. Lāempiastro ottenuto costituiva un medicamento antitumorale ed era un rimedio efficace contro la sifilide. Ben diverse sono le considerazioni che scaturiscono esaminando i medicamenti del regno vegetale, la cui assunzione e lāuso topico era preferibile allāuso della maggior parte dei medicamenti del mondo minerale e/o animale.
Tra i principali semplici e composti della nostra spezieria annoveriamo lāacqua ophtalmica; lo spirito di ginepro adoperato per le ulcere polmonari; china utilizzata contro la febbre; lāestratto cattolico per le sue virtù purgative; la scilla con la sua azione digitalica; semi di giusquiamo; olio di camomilla; olio di trementina assoluto o associato a fiori di iperico e zafferano usato come rubefacente o antitussivo se miscelato con piantagine e equiseto; balsamo del Perù adoperato come anticatarrale; polvere di licopodio per lāintertrigine dei bambini; lāelettuario citrino per confortare lo stomaco e rendere il fiato e la bocca di gradevole odore; manna, olio di semi di lino, cassia, cannella, liquirizia, the, rabarbaro, unguento canforato, radice e semi di peonia, cremortartaro, oppio da solo o in associazione per dolori moderati e severi, colchico come antigottoso, sciroppo di papavero come bechico e cosƬ via.
Per tutto il ā700 e in parte del secolo successivo il testo di riferimento era il Teatro farmaceutico, dove gli elementi semplici e composti continuarono ad essere prescritti dai medici e detenuti dalle spezierie.
Si dovrĆ attendere qualche decennio del nuovo secolo per bandire definitivamente ālāassurditĆ delle meschine ricette, impinguate di una barbara molteplicitĆ dāingredienti, forse di opposte virtùā: cosƬ recitava Antonio Campana nella sua nuova Farmacopea nel 1892, che resta forse il miglior testo che precede la prima edizione della Farmacopea Ufficiale del 1934.
Nel testo, al Campana deve essere riconosciuto il merito di aver dato allo speziale la giusta responsabilitĆ di operare come chimico e per aver riportato i relativi principi attivi delle droghe, che in quegli anni venivano scoperti. Epoca in cui viene dato il giusto valore alla chimica e alla sperimentazione scientifica.
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Bibliografia:
Renato Pescitelli – la Spezieria Palmieri di Faicchio;
A. Campana-Farmacopea del dott. Antonio Campana;
F. Capasso, G.Grandolini, N. Mascolo-Farmacognosia: farmaci naturali, loro preparazioni ed impiego terapeutico ;
F. Capasso, G. Grandolini-Fitofarmacia: impiego razionale delle droghe vegetali ;
G. Donzelli-Teatro farmaceutico dogmatico e spagirico;
M. L. Fioravanti-la cirurgia ;
Medicamenta-guida teorico pratica per sanitari ;
Neapolitanum petitorum ;
F. Pasquale e G. A. Pasquale – elementi di botanica ;
A. S. Roveri-diagnostica e terapia.
Archeologa classica. Lavora presso l’UniversitĆ del Salento.
Antonella Selvaggio
Architetto, libero professionista. Si occupa di progettazione architettonica, interior design e aspetti legati all’architettura del paesaggio. Dal 2021 ĆØ Consigliere dell’ordine degli Architetti della Provincia di Benevento. Ha partecipato a Mostre sul restauro architettonico e a numerose iniziative riguardanti la promozione territoriale.
Vive a Morcone. Presidente Italia Nostra Matese Alto Tammaro.
Dottore di ricerca in Ingegneria Elettronica ed informatica presso l’UniversitĆ degli Studi di Napoli. Ha Svolto attivitĆ didattica presso l’UniversitĆ Federico II. Vive a Telese.
Laurea in giurisprudenza presso l’UniversitĆ degli Studi “La Sapienza” di Roma. Dirigente amministrativa presso l’UniversitĆ del Molise.



Andrea Ciervo nato a Caserta il 12.10.1975. Presbitero dal 24 novembre 2012 giĆ Laureato in Giurisprudenza alla Federico II, con una tesi di Diritto Ecclesiastico sui Risvolti dei Patti Lateranensi col prof. Mario Tedeschi…tirocinante poi presso Studio Notaro in via Mezzocannone di Napoli…consegue il Baccalaureato presso l’Aloysianum di Padova nel 2007 con una tesi sulla Religione in Immanuel Kant col prof. Secondo Bongiovanni. Si Laurea in Sacra Teologia presso la FacoltĆ Teologica dell’ Italia Meridionale sezione san Tommaso nel 2012 sempre “Summa cum laude”
Presidente dellāAssociazione culturale āLa Biblioteca del Sannioā, dottore di ricerca presso lāUniversitĆ degli Studi della Campania āLuigi Vanvitelliā con una tesi sulla metadatazione della cartografia storica. Giornalista e direttore di Canale Sassuolo. GiĆ docente a contratto di Lingua e Cultura Spagnola e Global History, presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo vanvitelliano, ĆØ attualmente tutor di Storia Contemporanea e Storia dei Partiti e Movimenti politici.






Farmacista. Dopo la laurea ha conseguito un master biennale e un corso di perfezionamento, approfondendo le conoscenze in ambito fitoterapico, micoterapico e nutraceutico, con la pubblicazione del lavoro di tesi sulla rivista di divulgazione scientifica di medicina naturale ‘Scienza Natura’ del Prof. Ivo Bianchi. Attivo nel sociale, ĆØ membro del Rotary Club Valle Telesina ed ĆØ amante dello sport e della natura. Innamorato del proprio territorio, ha iniziato a coltivare l’interesse per la storia locale.
Nato a Ponte, dove risiede. Dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato. Cultore di storia locale con particolare attenzione al periodo medievale. Ha pubblicato “Ponte tra Cronaca e Storia”, “Domenico Ocone, quarant’anni di storia pontese…”, “Le Vie di Ponte tra Storia e Leggenda”. Collabora con varie associazioni culturali.
Nato a Telese Terme ma originario di Amorosi ĆØ stato allievo del filosofo Massimo Achille Bonfantini. Laureato in Semiotica e Filosofia del Linguaggio presso l’UniversitĆ l’Orientale di Napoli. Dedica le sue ricerche prevalentemente allo studio della filosofia e della psicologia dell’inconscio, come dei nuovi percorsi conoscitivi applicati alle neuroscienze. Ha pubblicato Cento petali e una rosa. Semiosi di un romanzo storico (Natan, 2016), Filosofia hegeliana e religione. Osservazioni su Sebastiano Maturi (Natan, 2017) e, recentemente, il saggio dal titolo: Nel gioco di un’incerta reciprocitĆ : Gregory Bateson e la teoria del “doppio legame” (Ediz. Del Faro, 2020).
Musicista. Maestro di clarinetto ed orchestrale. Studioso di storia della filosofia e del ‘700 napoletano. Esperto simbolista e autore di testi esoterico/filosofici.
Nato a Napoli e residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia allāUniversitĆ di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale allāUniversitĆ di Modena ĆØ stato aiuto chirurgo presso lāospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente ĆØ pensionato.Ā Dal 1° giugno 1978 ĆØ socio corrispondente dellāAssociazione Culturale Italo Ispanica āC. Colombo ā Madridā.Ā Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche.Ā Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dellāAssociazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio ĆØ stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.
Originario di Castelvenere. GiĆ dipendente del Miur ora in pensione. Appassionato di Storia locale ed animatore di gruppi per la diffusione della lingua e delle tradizioni di Castelvenere.
Esperta di Comunicazione Istituzionale; in particolar modo di Social Media Policy e e di politiche agroalimentari legate all’economia di piccola scala per Slow Food, in Campania e Basilicata. Suoi contributi in ambito associativo sono legati a tradizioni e culture della terra e del territorio. Ha effettuato training in storiografia in Francia.
Dottore in Archeologia e Scienze Storiche, ha svolto diverse campagne di scavo alla necropoli del Cigno a Macchia Valfortore (CB), con lāUniversitĆ degli studi di Napoli Federico II e alla necropoli di Crocifisso del tufo a Orvieto (TR), con il Parco Archeologico Ambientale dellāOrvietano e lā UniversitĆ dell’Arizona. Ć attuale vice Presidente della Pro Loco di SantāAgata dei Goti (BN) dove svolge anche la funzione di OLP per il Servizio Civile Universale. Ć giornalista tirocinante presso la testata QuasiMezzogiorno. SƬ ĆØ occupato di alcuni ambiti di archeologia della produzione del Sannio caudino. Attualmente s’interessa alle istituzioni sociali e militari del Medioevo. Ć vice Presidente dell’Istituto Storico Sannio Telesino.
Cultore di storia locale e delle tradizioni del suo paese. Autore del saggio “Notizie storiche ed urbanistiche di Cerreto antica” in cui ha ricostruito l’antico borgo distrutto dal terremoto del 1688.
Dottore in Legge ed autore di ricerche di Storia Locale. Ha partecipato al progetto “Un museo a colori” avente il fine di far conoscere il museo di arte ceramica di Cerreto Sannita. Le mansioni svolte sono state quelle di guida museale e bibliotecaria, e redazione di progetti e lavori di gruppo con gli altri volontari. Ha scritto un saggio nella Antologia dedicata al bicentenario della nascita di Michele Ungaro, edita dalla SocietĆ di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita.
GiĆ sindaco di Caiazzo, dopo aver conseguito la maturitĆ scientifica, rivolge il suo impegno politico alle battaglie del Partito Radicale, soprattutto nel campo della tutela dell’ambiente e in quello per una giustizia giusta. Nel 1980 viene eletto consigliere comunale a Caiazzo, cittĆ in cui vive, in rappresentanza della “nuova sinistra”. Nel 1982 aderisce alla Lega per l’Ambiente, promuovendo diverse iniziative per la tutela del fiume Volturno e per il recupero del patrimonio edilizio del centro storico di Caiazzo. Tra il 1987 e il 1994 ĆØ Presidente dell’Associazione Storica del Caiatino. Nel 1994 viene eletto sindaco di Caiazzo con la lista civica “Rinascita Caiatina”. Rieletto nel 1998, si adopera per una crescita socio-economica della cittĆ ; realizza un programma pluriennale, che viene selezionato anche da “Sviluppo Italia” SpA per la costituzione di un Laboratorio di sperimentazione per lo sviluppo locale. Presidente dell’Associazione “CittĆ Paesaggio” dal 2003, ĆØ coordinatore del progetto “Per una Carta dei paesaggi dell’olio e dell’olivo”, realizzato d’intesa con l’Associazione nazionale “CittĆ dell’Olio”. Nel 2007 aderisce a Slow Food, dedicandosi soprattutto alla salvaguardia delle piccole produzioni agricole. Ha pubblicato con le Edizioni 2000diciassette: La Memoria e LāOblio, un saggio sullāeccidio di Caiazzo durante l’ultimo conflitto mondiale.
Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza Cultore di Storia Locale ha scritto il saggio: Telesia 1349 Peste e Terremoto edizioni duemiladicessette, 2016, Cartoline da Telese ed. Unione Filatelica Beneventana, 2009; Castelvenere Valdese insieme a P. Carlo Ed. RealtĆ Sannita, 2016; Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita insieme a F. Pace, edito dallāASMV nel 2019. Ha scritto nellāAntologia sulla vita di Michele Ungaro edito dalla SocietĆ di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita nel 2019.ha in corso di pubblicazione un libro di poesie. Dirige la collana di poesie della Casa Editrice FioriDiZucca. Presidente pro-tempore dellāIstituto Storico del Sannio Telesino. Premio Upupa 2017 e 2019 per gli studi di storia locale.
Insegnante, vive a Caiazzo. Ć Presidente del’Associazione Storica del Caiatino.
Maestro elementare, appassionato studioso e cultore di Storia Locale.
Biologo residente a Telese Terme. Cultore di storia locale con particolare riferimento alla storia del periodo sannitico. Ć autore del saggio “La Leonessa e il fenomeno luminoso nella grotta di Sant’Angelo” edito da Fioridizucca nel 2022.
Sannita di origini e toscano d’adozione. Medico anestesista, ha coltivato con interesse e particolarmente studiato la “Terapia del dolore”. Di tale disciplina ĆØ stato per lunghi anni docente all’UniversitĆ di Siena. Ha avuto anche esperienze di insegnamento all’estero (Bobigny Paris nord, Accademia Russa delle Scienze mediche, Accademia Lettone di Scienze odontoiatriche). Ufficiale medico dell’Esercito italiano, ĆØ appassionato di esoterismo, di cultura e tradizioni popolari. E’ autore di saggistica. Ha recentemente pubblicato saggio su “Massoneria, relazioni umane e comunicazione tecnologica” edito da Fioridizucca edizioni.
Giornalista professionista. Scrittore di romanzi e direttore di diverse testate radio televisive. Fondatore del sito: Neifatti.it
Medico specialista in oncologia e cure palliative ĆØ autore principalmente di pubblicazioni scientifiche di settore in lingua inglese ed italiana. Ć stato inoltre relatore
Laurea magistrale in Lettere. Docente a Prato. Ha approfondito gli eventi storici che portarono alla āMarcia della fameā del 1957 nei comuni del Valfortore sannita. Ha scritto il “Catasto Onciario della Terra di San Salvatore”.
Medico e scrittore. Ha allāattivo numerose collaborazioni con riviste di carattere storico. Ha pubblicato una Vita di San Leucio, il libro: āDa Casale a Comuneā e la Storia della Parrocchiale Santa Maria Assunta di San Salvatore Telesino. Ha partecipato allāAntologia āDieci Medici Raccontanoā, che ha ottenuto il “Premio Rufolo 2019”. Premio Olmo 2009 per il romanzo storico Ā«L’ultima notte di Bedò», ĆØ anche autore di alcuni saggi sulla Storia della Medicina tra cui uno studio sulla Depressione dal titolo Ā«Il potere misterioso della bile nera, breve storia della depressione da Ippocrate a Charlie BrownĀ». Nel 2024 ha pubblicato “Fu la peste” e “Islam a Telesia” per ABE Editore Napoli. Fondatore e Direttore Editoriale della Casa Editrice Fioridizucca.
Studioso della storia del Risorgimento e cultore del periodo Borbonico, ha recentemente collaborato con un suo scritto allāantologia biografica dedicata a Michele Ungaro. Ha in corso un saggio su Sanchez De Luna, un Vescovo del ā700.

Scrittore, poeta e divulgatore culturale. Medico di continuitĆ assistenziale. Autore di diversi saggi storici e racconti. Ha partecipato all’antologia “Dieci Medici Raccontano”. Fondatore del Premio Nazionale Olmo che tutti gli anni si svolge in Raviscanina (Ce).
Dottore in Lettere. all’UniversitĆ di Salerno, indirizzo “storico medievale”. Si ĆØ poi laureata in Scienze della Formazione primaria all’Ateneo di Campobasso. Studiosa della storia della sua cittĆ . Lettrice instancabile di autori italiani e stranieri, si occupa della formazione di piccoli lettori e poeti. Ć insegnante nella Scuola Primaria da quindici anni. Ha sperimentato innovative metodologie di approccio alla lettura utilizzando le nuove tecnologie che hanno portato alla pubblicazione di una ricerca dal titolo: TIC e DSA. Riflessioni ed esperienze sulle nuove frontiere della pedagogia speciale, Ed. EriksonLive. La storia locale e la ricerca accurata le ha permesso di pubblicare anche un Saggio in storia medievale sull’assetto urbano e riorganizzazione del territorio della Benevento nei sec. XI e XII. Animatore culturale, scrive poesie per fermare in foto-scritte, attimi di vita.
Medico di Emergenza territoriale residente in Puglianello. Ha collaborato all’opera Dieci Medici Raccontano.
Lorenzo Piombo, medico psichiatra, dirigente del Dipartimento Salute Mentale della ASL di Benevento. Ricercatore e studioso di storia. Vive e opera a Morcone.
Avvocato. Patrocinante in Cassazione. Scrittore di Storia Locale. Opera a Guardia Sanframondi.
Promotore culturale dellāarea di Faicchio. Dopo aver conseguito la maturitĆ classica si ĆØ laureato in Economia. Ć dirigente d’impresa a Milano nel settore delle borse valori e mercati finanziari. Ha scritto diversi articoli sulla stampa finanziaria nazionale, tra cui il Sole 24 Ore ed Investire. Ć appassionato di cultura locale, ha vinto il premio Prosa IX Premio letterario dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Titolare delle strutture ricettive “Magie del Sannio” ha dato vita anche al “Piccolo Museo privato di Faicchio Magie del Sannio”.
Dottore in Storia. Autore di un saggio storico, conseguente a ricerca d’archivio, sul suo Comune dal titolo: Ā Faicchio 1920 – 1946 dall’avvento del Fascismo alla nascita della Repubblica, 2016.
Medico ed esperto di storia della gastronomia.
Architetto e docente. Appassionato cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, cittĆ in cui vive. Ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti. Collabora con il Blog dell’Istituto Storico del Sannio di cui ĆØ socio fondatore. Ć autore del saggio “Cominium Ocritum e le forche caudine: una storia
Studioso del ‘700 napoletano e dell’epopea di Federico II ha approfondito in modo particolare le influenza arabe sull’architettura napoletana. Studioso diĀ suffisso e di religioni orientali.
Medico del Lavoro. Regista teatrale. Giornalista pubblicista. Fondatore di “Byblos”, la biblioteca del Sannio. Scrittore e divulgatore della storia e dei personaggi del Sannio, ha pubblicato “A tavola nel Sannio”, una guida ai ristoranti della provincia di Benevento; “Dietro la Leggenda” (2016), una raccolta di racconti ispirati a fiabe e a leggende del Sannio. Nel 2017 ha pubblicato “Samnes”, un romanzo storico sull’epopea sannita. Ha curato la trascrizione del manoscritto e la stampa dei tre volumi delle “Memorie storiche di Cerreto Sannita per Arcidiacono Nicola Rotondi”. Nel 2019 ha pubblicato “Guida alla Valle Telesina e al Sannio”. Ha pubblicato “Il delitto del pozzo dei pazzi”, un medical-thriller ambientato nel primo ‘900 nell’ospedale degli Incurabili di Napoli. Ć autore della “Storia di Cerreto dalla preistoria alla seconda guerra mondiale (2022) e di “Fiabe e Favole in cerretese”, edito da Fioridizucca. (2023).
Ć nato e vive a Castelvenere. GiĆ docente di materie letterarie nella scuola statale, ha pubblicato diverse raccolte di liriche, pagine di ricerca letteraria, studi relativi alla cultura popolare. Ć presente in antologie, dizionari bio-bibliografici e testi scolastici. Appassionato si storia e di tradizioni locali, ĆØ membro di associazioni culturali nazionali. I suoi versi hanno ricevuto giudizi positivi da parte della critica e in concorsi letterari si ĆØ classificato ai primi posti.
Giornalista Pubblicista. Esperto di Enologia, collabora a diversi siti web del settore. Collaboratore del blog lucianopignataro.it ĆØ responsabile dell’Ufficio Stampa del Sannio Consorzio Tutela Vini. 
Infaticabile animatore culturale dellāarea del Caiatino e del Casertano. Allievo del prof. Galasso. Fondatore di Gruppi culturali dediti alla divulgazione della storia del Territorio, attualmente responsabile di Procedimento UnitĆ Operativa Biblioteca civica e Archivio Storico del Comune di Caiazzo.