
Nel 1799, anche la famiglia diretta di Ercole d’Agnese, martire politico, rimase coinvolta e non poco nella breve, drammatica vita della Repubblica Napoletana; a tal proposito, nell’indagine in corso attinente al detto protagonista, cittadino di Piedimonte d’Alife, oggi Piedimonte Matese,1Come da Decreto del 13 agosto 1970. Cfr. Comune di Piedimonte Matese, Nel primo anniversario del nuovo nome diPiedimonte Matese, ivi, Grillo, 1971. consultando riferimenti a stampa di autori locali, fonti manoscritte con taluni particolari inediti, riedizioni di giornali in italiano e in francese di quell’anno, ho appreso quanto segue, seppure in via preliminare e a prescindere da controverse opinioni di parte.
La famiglia d’Agnese, napoletana e di ceto superiore, aveva presentato, già dalla seconda metà del ‘200, personalità quali, ad esempio, Marino cavaliere di re Carlo d’Angiò, Lancillotto governatore di Gaeta, Biordo ufficiale di marina, Astorgio arcivescovo di Benevento, Alfonso podestà di Firenze. Un ramo cadetto s’era trasferito da Napoli a Piedimonte dove, nel 1712, era nato Vincenzo che prenderà in moglie Eleonora Melchiorre Mastrantuoni, di Caiazzo, e diventerà capofamiglia.2Cfr. Ricordi di Ercole d’Agnese martire politico del 1799, raccolti dal nipote Ercole d’Agnese e donati al Municipio di Piedimonte d’Alife. 1892, ms. s. p., ma p. 3. Ringrazio il prof. Costantino Leuci per il prezioso dono di Ricordi in fotocopia.

Da Vincenzo ed Eleonora nacque Ercole e nel 1745, il 3 di maggio, nella chiesa di Santa Maria Maggiore, a Piedimonte, ricevette il battesimo, col nome di “Ercole Simone Marcellino”, e “Madrina fu donna Giovanna d’Agnese, da mandato di procura del signor dottore don Francesco d’Agnese […]”.3Cfr. Piedimonte Matese, Archivio Parrocchiale di S. Maria Maggiore, Libro de’ Battezzati Anno 1735 Fino al 1754, ms. pp. 174-175 e pass. Cfr. altresì Ricordi, s.p., ma p. 12. Il terzo nome, al pari del primo o del secondo o del terzo di non pochi neonati, tra i quali il fratello Marcellino, venuto al mondo dieci anni dopo, gli sarà stato imposto o per devozione al Santo patrono della città, venerato specialmente nel rione, o per voto fatto, prima, durante o dopo il parto, al Santo taumaturgo guaritore di donne meno-metrorragiche e di neonati.4Cfr. R. Di Lello, San Marcellino prete martire e taumaturgo, in AA.VV., Ricordando S. Marcellino, Prete e Martire Patrono della città di Piedimonte Matese, Tipografica del Matese, Piedimonte Matese, 2003, pp. 71-77.

Nel 1751, la famiglia d’Agnese risultava costituita dai coniugi Vincenzo di anni 38 ed Eleonora di anni 28, da sei loro figli dei quali una femmina ed Ercole secondogenito, da Beatrice Moretti, da Giovanna, da Francesco dimorante in Napoli e dal canonico Marcantonio, rispettivamente madre, sorella e fratelli di Vincenzo; aveva a servizio una donna e un uomo e alle dipendenze una nutrice ed un cocchiere; abitava “a casa propria palaziata, sita nel luogo detto la Piazza di S. Domenico, con giardinello murato”, a confine con proprietà altrui “e via Publica”; possedeva beni consistenti. In seguito, fino al 1760, nacquero altri sette figli dei quali cinque maschi e due femmine.5Cfr. Piedimonte Matese, Biblioteca Civica, Onciario 1754, ms. p. 516 e foto a capo di titolo. Cfr. pure Ricordi, cit., s. p., ma 3 e 12.
Ercole d’Agnese frequentò, con profitto, la vicina scuola dei Padri Domenicani, invece i fratelli Alessandro e Filippo, terzo e quartogenito, furono allievi nel seminario di Capua. Senonché, “morto il padre, e rimaritatasi la madre”, lo zio Marcantonio assunse il governo di famiglia e, non tollerando il modo di pensare e il comportarsi di Ercole, lo oppresse a tal punto da indurlo a fuggire a Napoli, dallo zio Francesco, avvocato, e ad espatriare in Francia. Il giovane si presentava avvenente, di statura bassa, di fisico asciutto e ben proporzionato, di volto spigliato, di mento pronunciato e di naso grandicello, parlava poco, anche quando era allegro, e si muoveva in modo disinvolto. A Parigi, sposò Paolina Tibouthier, nipote del generale Giovambattista Abrial, ed ebbe due figli che chiamò Francesco e Francesca per riconoscenza verso lo zio che molto lo aveva aiutato nell’espatrio. Nel 1789, in Francia esplose la rivoluzione e il d’Agnese, prendendovi parte, raggiunse alti gradi di governo.6Cfr. Ricordi, s.p., ma 3-4,9-11.
A Napoli, nel contempo, i liberali, sempre più numerosi, diffondevano le idee repubblicane di libertà, eguaglianza e fraternità, mentre le autorità monarchiche li osteggiavano con arresti, processi e condanne. Quando le truppe francesi venute in Italia ebbero il sopravvento sulle borboniche, re Ferdinando e la corte ripararono in Sicilia, nel dicembre del 1798. Entrati in Napoli, i Francesi vi proclamarono la repubblica e vi organizzarono un governo provvisorio.7Cfr. La Gazette Nationale ou Le Moniteur universel, pp. 788 e 792 in Il Monitore Napoletano 1799, a c.d. Mario Battaglini, Napoli, Alfredo Guida Editore, 1999, pp. 702-865. R. Di Lello, Insurrezioni e brigantaggio sul Matese. Gli avvenimenti del 1799, in AA.VV., Brigantaggio meridionale e circondario cerretese 1799-1888, Associazione Socio-Culturale Cerretese, Cerreto Sannita, 1988, pp. 23-39. Id., Il brigante Fra Diavolo dal Matese al Patibolo (tra editi e inediti), “Annuario 2017”, Associazione Storica Valle Telesina, 2018, pp. 129-170.
Da Parigi, vi ando’ l’Abrial e, in aprile, formò il nuovo governo con una commissione legislativa ed una esecutiva della quale entrò a far parte, quale presidente, Ercole d’Agnese. Ritornato a Napoli, con moglie e figli, non mancò di recarsi a Piedimonte, due volte, a salutare le persone care e per organizzare la truppa civica; ripartendo, fece uscire di clausura, dal cenobio di San Salvatore, e condusse a Napoli la monaca Maria Eleonora, al secolo Carlotta, sua sorella.8Cfr. Il Monitore Napoletano 1799, cit. pp. 454-456, 514 e pass. La Gazette Nationale ou Le Moniteur universel, cit. pp. 796-797 e 841, 846-849. Ricordi, cit., s. p., ma 4-5, 8 e 45-46. Cronaca manoscritta, a c.d. Dante Marrocco, cit., pp. 68-70.
A Piedimonte, intanto, Giuseppe, fratello primogenito e sindaco nel 1779 era “amicissimo costui del re”, e “primario cittadino dopo il Barone” ; Filippo, invece, sindaco nel 1786 dopo Alessandro e prima del sestogenito Domenico, “amicissimo” di monarchici e “occulto vero realista”, aveva accettato dai repubblicani l’incarico di giudice, ma “per far qualche bene alli paesani”, da “rivoluzionario”, ma finto e in modo assai prudente.9In Cronaca manoscritta, a c.d. Dante Marrocco, Il saccheggio di Piedimonte nel 1799 (Narrato da Vincenzo Mezzala), Napoli, Ariello, 1965, II, Piedimonte Matese, Rotary Club, 1999, pp. 68 e 72-73. Sui d’Agnese sindaci di Piedimonte, cfr. Raffaello Marrocco, Memorie storiche di Piedimonte d’Alife, ivi, La Bodoniana, 1926, pp.103-105.
Senonché, in giugno, dopo che in breve volger di tempo le truppe francesi s’erano ritirate, il monarchico cardinale Ruffo, a capo di bande armate, riconquistò Napoli e i patrioti repubblicani ed un esiguo numero di militari ripararono in castelli.10R. Di Lello, 1988; Id., 2017.

A fine mese s’ebbe la capitolazione, ma i giacobini furono incarcerati ed ebbe inizio la lunga serie di esecuzioni alla pena capitale. Ercole d’Agnese, processato e condannato a morte, ingerì dell’oppio – per non subire dolore fisico e trauma psichico– e perse i sensi; poi si riprese alquanto, “pur tuttavia fu portato sopra una sedia, ed al patibolo vi giunse quasi morto”, in Piazza Mercato, comunque lo impiccarono; era il tardo pomeriggio del primo giorno d’ottobre. Fu sepolto “nella congregazione dei Dottori chiamata S.ta Luciella”.11Cfr. Ricordi, cit., s.p., ma 5-6,8,13-18.
Il d’Agnese non fu il solo a rimetterci, tant’è vero che pesanti conseguenze si ripercossero anche a carico di famigliari: moglie e figli vennero mandati in esilio; nelle note di proscrizione rimasero inclusi i fratelli Filippo, Pietro e Carlotta, i quali stavano in Napoli da pochi giorni, nonché frate Giacinto dei Padri di Monte Vergine al secolo Egidio; e non è tutto: quali “Rei di Stato” furono condannati sotto pena di morte se fossero ritornati senza il Reale Permesso nei Reali Domini; la sorella, “arrestata e menata nelle segrete”, non ne venne fuori, per l’esilio, “che dopo la morte del fratello”. Continue furono le confische alla famiglia e i grandi possessi affidati ad un Aniello Toscano della Giunta di Stato né mancarono, a danno di Ercole, di Filippo, di Pietro e di Giuseppe, sequestri di denaro loro intestato nelle banche.12Cfr. Ricordi, s.p., ma 8-10, –12–, 28-30, 45-46, 51-52, 55.

Il 30 maggio del 1800, il re concesse un “perdono generale”, ragion per cui, dopo l’esecuzione di 99 cittadini dal giugno del ‘99, il patibolo comune venne, finalmente, rimosso da “Largo Mercato”.13Cfr. Ricordi, s.p., ma 77-96.
Per quanto concerne i famigliari menzionati, Filippo, nel 1806, era giudice di pace nella terra natia e Carlotta vi morì vecchia nel 1844. Nel marzo del 1802, Paolina, la vedova del martire, stava a Parigi; Francesco, il figlio, emigrato nel Nord America, fu richiamato, dopo la rivoluzione del 1830, dal re di Francia ed ebbe posto in palazzo reale, quale addetto alla sicurezza personale del monarca; Francesca, la sorella, ritornata in patria diventò “egregia pittrice di maiolica” e, nel 1833, moglie di un Dubois Davesne.14Cfr. Ricordi, s.p., ma. 8-10 e 35-38. Anche la figlia fu decoratrice e, nel 1891, donò al comune di Piedimonte un busto che raffigurava Ercole; il manufatto ispirò lo scultore Mossuti nella costruzione della statua che gli eresse in Piazza Ercole d’Agnese a Piedimonte.15C. Leuci, Per un profilo biografico di Ercole d’Agnese, in Felicio Corvese e Olindo Isernia, a c.d., Il difficile cammino dell’Unità d’Italia […],Centro Studi Daniele, Caserta, 2010, p. 44, in 31- 46 e figure 1-4, in Appendice fotografica.

L’attenzione, infine, è stata attratta da Ercole d’Agnese, ma dal nipote omonimo: sindaco di Piedimonte dal 1877 al 1887 e dal 1890 al 1903, fu insignito di tre onorificenze cavalleresche dal 1885 al 1896; per la storia, oltre ad aver raccolto, da stampe, manoscritti e tradizioni di famiglia, i citati, preziosi Ricordi, commemorò, nel marzo del 1899, tutti i martiri napoletani del ‘799 e pubblicò, in opuscolo del 1911, la interessante relazione tenuta, nell’ottobre del 1908, in merito allo zio, per l’inaugurazione, in Piedimonte, del circolo di cultura intitolato “Ercole d’Agnese”.16Raffaello Marrocco, Memorie storiche, cit., pp. 105 e 122.- Per la storia, cfr. E. d’Agnese, Ercole d’Agnese ed i suoi tempi, Piedimonte d’Alife, Libreria Editrice Sannita, 1911.
Questo, in sintesi, è quanto, allo stato della ricerca.
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Note:
[1] Come da Decreto del 13 agosto 1970. Cfr. Comune di Piedimonte Matese, Nel primo anniversario del nuovo nome diPiedimonte Matese, ivi, Grillo, 1971.
[2] Cfr. Ricordi di Ercole d’Agnese martire politico del 1799, raccolti dal nipote Ercole d’Agnese e donati al Municipio di Piedimonte d’Alife. 1892, ms. s. p., ma p. 3. Ringrazio il prof. Costantino Leuci per il prezioso dono di Ricordi in fotocopia.
[3] Cfr. Piedimonte Matese, Archivio Parrocchiale di S. Maria Maggiore, Libro de’ Battezzati Anno 1735 Fino al 1754, ms. pp. 174-175 e pass. Cfr. altresì Ricordi, s.p., ma p. 12.
[4] Cfr. R. Di Lello, San Marcellino prete martire e taumaturgo, in AA.VV., Ricordando S. Marcellino, Prete e Martire Patrono della città di Piedimonte Matese, Tipografica del Matese, Piedimonte Matese, 2003, pp. 71-77.
[5] Cfr. Piedimonte Matese, Biblioteca Civica, Onciario 1754, ms. p. 516 e foto a capo di titolo. Cfr. pure Ricordi, cit., s. p., ma 3 e 12.
[6] Cfr. Ricordi, s.p., ma 3-4,9-11.
[7] Cfr. La Gazette Nationale ou Le Moniteur universel, pp. 788 e 792 in Il Monitore Napoletano 1799, a c.d. Mario Battaglini, Napoli, Alfredo Guida Editore, 1999, pp. 702-865. R. Di Lello, Insurrezioni e brigantaggio sul Matese. Gli avvenimenti del 1799, in AA.VV., Brigantaggio meridionale e circondario cerretese 1799-1888, Associazione Socio-Culturale Cerretese, Cerreto Sannita, 1988, pp. 23-39. Id., Il brigante Fra Diavolo dal Matese al Patibolo (tra editi e inediti), “Annuario 2017”, Associazione Storica Valle Telesina, 2018, pp. 129-170.
[8] Cfr. Il Monitore Napoletano 1799, cit. pp. 454-456, 514 e pass. La Gazette Nationale ou Le Moniteur universel, cit. pp. 796-797 e 841, 846-849. Ricordi, cit., s. p., ma 4-5, 8 e 45-46. Cronaca manoscritta, a c.d. Dante Marrocco, cit., pp. 68-70.
[9] In Cronaca manoscritta, a c.d. Dante Marrocco, Il saccheggio di Piedimonte nel 1799 (Narrato da Vincenzo Mezzala), Napoli, Ariello, 1965, II, Piedimonte Matese, Rotary Club, 1999, pp. 68 e 72-73. Sui d’Agnese sindaci di Piedimonte, cfr. Raffaello Marrocco, Memorie storiche di Piedimonte d’Alife, ivi, La Bodoniana, 1926, pp.103-105.
[10] R. Di Lello, 1988; Id., 2017.
[11] Cfr. Ricordi, cit., s.p., ma 5-6,8,13-18.
[12] Cfr. Ricordi, s.p., ma 8-10, –12–, 28-30, 45-46, 51-52, 55.
[13] Cfr. Ricordi, s.p., ma 77-96.
[14] Cfr. Ricordi, s.p., ma. 8-10 e 35-38.
[15]– C. Leuci, Per un profilo biografico di Ercole d’Agnese, in Felicio Corvese e Olindo Isernia, a c.d., Il difficile cammino dell’Unità d’Italia […], Centro Studi Daniele, Caserta, 2010, p. 44, in 31- 46 e figure 1-4, in Appendice fotografica.
[16]– Raffaello Marrocco, Memorie storiche, cit., pp. 105 e 122.- Per la storia, cfr. E. d’Agnese, Ercole d’Agnese ed i suoi tempi, Piedimonte d’Alife, Libreria Editrice Sannita, 1911.
Antonella Selvaggio
Archeologa classica. Lavora presso l’Università del Salento.
Medico e scrittore. Ha all’attivo numerose collaborazioni con riviste di carattere storico. Ha pubblicato una Vita di San Leucio, il libro: “Da Casale a Comune” e la Storia della Parrocchiale Santa Maria Assunta di San Salvatore Telesino. Ha partecipato all’Antologia “Dieci Medici Raccontano”, che ha ottenuto il “Premio Rufolo 2019”. Premio Olmo 2009 per il romanzo storico «L’ultima notte di Bedò», è anche autore di alcuni saggi sulla Storia della Medicina tra cui uno studio sulla Depressione dal titolo «Il potere misterioso della bile nera, breve storia della depressione da Ippocrate a Charlie Brown». Nel 2024 ha pubblicato “Fu la peste” e “Islam a Telesia” per ABE Editore Napoli. Fondatore e Direttore Editoriale della Casa Editrice Fioridizucca.


Laurea magistrale in Lettere. Docente a Prato. Ha approfondito gli eventi storici che portarono alla “Marcia della fame” del 1957 nei comuni del Valfortore sannita. Ha scritto il “Catasto Onciario della Terra di San Salvatore”.

Scrittore, poeta e divulgatore culturale. Medico di continuità assistenziale. Autore di diversi saggi storici e racconti. Ha partecipato all’antologia “Dieci Medici Raccontano”. Fondatore del Premio Nazionale Olmo che tutti gli anni si svolge in Raviscanina (Ce).
Dottore in Lettere. all’Università di Salerno, indirizzo “storico medievale”. Si è poi laureata in Scienze della Formazione primaria all’Ateneo di Campobasso. Studiosa della storia della sua città. Lettrice instancabile di autori italiani e stranieri, si occupa della formazione di piccoli lettori e poeti. È insegnante nella Scuola Primaria da quindici anni. Ha sperimentato innovative metodologie di approccio alla lettura utilizzando le nuove tecnologie che hanno portato alla pubblicazione di una ricerca dal titolo: TIC e DSA. Riflessioni ed esperienze sulle nuove frontiere della pedagogia speciale, Ed. EriksonLive. La storia locale e la ricerca accurata le ha permesso di pubblicare anche un Saggio in storia medievale sull’assetto urbano e riorganizzazione del territorio della Benevento nei sec. XI e XII. Animatore culturale, scrive poesie per fermare in foto-scritte, attimi di vita.
Lorenzo Piombo, medico psichiatra, dirigente del Dipartimento Salute Mentale della ASL di Benevento. Ricercatore e studioso di storia. Vive e opera a Morcone.
Avvocato. Patrocinante in Cassazione. Scrittore di Storia Locale. Opera a Guardia Sanframondi.
Architetto e docente. Appassionato cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, città in cui vive. Ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti. Collabora con il Blog dell’Istituto Storico del Sannio di cui è socio fondatore. È autore del saggio “Cominium Ocritum e le forche caudine: una storia
Studioso del ‘700 napoletano e dell’epopea di Federico II ha approfondito in modo particolare le influenza arabe sull’architettura napoletana. Studioso di suffisso e di religioni orientali.
Medico del Lavoro. Regista teatrale. Giornalista pubblicista. Fondatore di “Byblos”, la biblioteca del Sannio. Scrittore e divulgatore della storia e dei personaggi del Sannio, ha pubblicato “A tavola nel Sannio”, una guida ai ristoranti della provincia di Benevento; “Dietro la Leggenda” (2016), una raccolta di racconti ispirati a fiabe e a leggende del Sannio. Nel 2017 ha pubblicato “Samnes”, un romanzo storico sull’epopea sannita. Ha curato la trascrizione del manoscritto e la stampa dei tre volumi delle “Memorie storiche di Cerreto Sannita per Arcidiacono Nicola Rotondi”. Nel 2019 ha pubblicato “Guida alla Valle Telesina e al Sannio”. Ha pubblicato “Il delitto del pozzo dei pazzi”, un medical-thriller ambientato nel primo ‘900 nell’ospedale degli Incurabili di Napoli. È autore della “Storia di Cerreto dalla preistoria alla seconda guerra mondiale (2022) e di “Fiabe e Favole in cerretese”, edito da Fioridizucca. (2023).
È nato e vive a Castelvenere. Già docente di materie letterarie nella scuola statale, ha pubblicato diverse raccolte di liriche, pagine di ricerca letteraria, studi relativi alla cultura popolare. È presente in antologie, dizionari bio-bibliografici e testi scolastici. Appassionato si storia e di tradizioni locali, è membro di associazioni culturali nazionali. I suoi versi hanno ricevuto giudizi positivi da parte della critica e in concorsi letterari si è classificato ai primi posti.
Architetto, libero professionista. Si occupa di progettazione architettonica, interior design e aspetti legati all’architettura del paesaggio. Dal 2021 è Consigliere dell’ordine degli Architetti della Provincia di Benevento. Ha partecipato a Mostre sul restauro architettonico e a numerose iniziative riguardanti la promozione territoriale.
Insegnante, vive a Caiazzo. È Presidente del’Associazione Storica del Caiatino.
Cultore di storia locale e delle tradizioni del suo paese. Autore del saggio “Notizie storiche ed urbanistiche di Cerreto antica” in cui ha ricostruito l’antico borgo distrutto dal terremoto del 1688.
Originario di Castelvenere. Già dipendente del Miur ora in pensione. Appassionato di Storia locale ed animatore di gruppi per la diffusione della lingua e delle tradizioni di Castelvenere.
Nato a Napoli e residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale all’Università di Modena è stato aiuto chirurgo presso l’ospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente è pensionato. Dal 1° giugno 1978 è socio corrispondente dell’Associazione Culturale Italo Ispanica “C. Colombo – Madrid”. Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche. Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dell’Associazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio è stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.
Musicista. Maestro di clarinetto ed orchestrale. Studioso di storia della filosofia e del ‘700 napoletano. Esperto simbolista e autore di testi esoterico/filosofici.
Nato a Telese Terme ma originario di Amorosi è stato allievo del filosofo Massimo Achille Bonfantini. Laureato in Semiotica e Filosofia del Linguaggio presso l’Università l’Orientale di Napoli. Dedica le sue ricerche prevalentemente allo studio della filosofia e della psicologia dell’inconscio, come dei nuovi percorsi conoscitivi applicati alle neuroscienze. Ha pubblicato Cento petali e una rosa. Semiosi di un romanzo storico (Natan, 2016), Filosofia hegeliana e religione. Osservazioni su Sebastiano Maturi (Natan, 2017) e, recentemente, il saggio dal titolo: Nel gioco di un’incerta reciprocità: Gregory Bateson e la teoria del “doppio legame” (Ediz. Del Faro, 2020).
Nato a Ponte, dove risiede. Dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato. Cultore di storia locale con particolare attenzione al periodo medievale. Ha pubblicato “Ponte tra Cronaca e Storia”, “Domenico Ocone, quarant’anni di storia pontese…”, “Le Vie di Ponte tra Storia e Leggenda”. Collabora con varie associazioni culturali.
Farmacista. Dopo la laurea ha conseguito un master biennale e un corso di perfezionamento, approfondendo le conoscenze in ambito fitoterapico, micoterapico e nutraceutico, con la pubblicazione del lavoro di tesi sulla rivista di divulgazione scientifica di medicina naturale ‘Scienza Natura’ del Prof. Ivo Bianchi. Attivo nel sociale, è membro del Rotary Club Valle Telesina ed è amante dello sport e della natura. Innamorato del proprio territorio, ha iniziato a coltivare l’interesse per la storia locale.


Presidente dell’Associazione culturale “La Biblioteca del Sannio”, dottore di ricerca presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” con una tesi sulla metadatazione della cartografia storica. Giornalista e direttore di Canale Sassuolo. Già docente a contratto di Lingua e Cultura Spagnola e Global History, presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo vanvitelliano, è attualmente tutor di Storia Contemporanea e Storia dei Partiti e Movimenti politici.



Laurea in giurisprudenza presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. Dirigente amministrativa presso l’Università del Molise.
Dottore di ricerca in Ingegneria Elettronica ed informatica presso l’Università degli Studi di Napoli. Ha Svolto attività didattica presso l’Università Federico II. Vive a Telese.
Vive a Morcone. Presidente Italia Nostra Matese Alto Tammaro.
Maestro elementare, appassionato studioso e cultore di Storia Locale.
Biologo residente a Telese Terme. Cultore di storia locale con particolare riferimento alla storia del periodo sannitico. È autore del saggio “La Leonessa e il fenomeno luminoso nella grotta di Sant’Angelo” edito da Fioridizucca nel 2022.
Già sindaco di Caiazzo, dopo aver conseguito la maturità scientifica, rivolge il suo impegno politico alle battaglie del Partito Radicale, soprattutto nel campo della tutela dell’ambiente e in quello per una giustizia giusta. Nel 1980 viene eletto consigliere comunale a Caiazzo, città in cui vive, in rappresentanza della “nuova sinistra”. Nel 1982 aderisce alla Lega per l’Ambiente, promuovendo diverse iniziative per la tutela del fiume Volturno e per il recupero del patrimonio edilizio del centro storico di Caiazzo. Tra il 1987 e il 1994 è Presidente dell’Associazione Storica del Caiatino. Nel 1994 viene eletto sindaco di Caiazzo con la lista civica “Rinascita Caiatina”. Rieletto nel 1998, si adopera per una crescita socio-economica della città; realizza un programma pluriennale, che viene selezionato anche da “Sviluppo Italia” SpA per la costituzione di un Laboratorio di sperimentazione per lo sviluppo locale. Presidente dell’Associazione “Città Paesaggio” dal 2003, è coordinatore del progetto “Per una Carta dei paesaggi dell’olio e dell’olivo”, realizzato d’intesa con l’Associazione nazionale “Città dell’Olio”. Nel 2007 aderisce a Slow Food, dedicandosi soprattutto alla salvaguardia delle piccole produzioni agricole. Ha pubblicato con le Edizioni 2000diciassette: La Memoria e L’Oblio, un saggio sull’eccidio di Caiazzo durante l’ultimo conflitto mondiale.
Giornalista Pubblicista. Esperto di Enologia, collabora a diversi siti web del settore. Collaboratore del blog lucianopignataro.it è responsabile dell’Ufficio Stampa del Sannio Consorzio Tutela Vini.
Dottore in Storia. Autore di un saggio storico, conseguente a ricerca d’archivio, sul suo Comune dal titolo: Faicchio 1920 – 1946 dall’avvento del Fascismo alla nascita della Repubblica, 2016.
Promotore culturale dell’area di Faicchio. Dopo aver conseguito la maturità classica si è laureato in Economia. È dirigente d’impresa a Milano nel settore delle borse valori e mercati finanziari. Ha scritto diversi articoli sulla stampa finanziaria nazionale, tra cui il Sole 24 Ore ed Investire. È appassionato di cultura locale, ha vinto il premio Prosa IX Premio letterario dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Titolare delle strutture ricettive “Magie del Sannio” ha dato vita anche al “Piccolo Museo privato di Faicchio Magie del Sannio”.
Giornalista professionista. Scrittore di romanzi e direttore di diverse testate radio televisive. Fondatore del sito: Neifatti.it
Esperta di Comunicazione Istituzionale; in particolar modo di Social Media Policy e e di politiche agroalimentari legate all’economia di piccola scala per Slow Food, in Campania e Basilicata. Suoi contributi in ambito associativo sono legati a tradizioni e culture della terra e del territorio. Ha effettuato training in storiografia in Francia.
Infaticabile animatore culturale dell’area del Caiatino e del Casertano. Allievo del prof. Galasso. Fondatore di Gruppi culturali dediti alla divulgazione della storia del Territorio, attualmente responsabile di Procedimento Unità Operativa Biblioteca civica e Archivio Storico del Comune di Caiazzo.
Medico ed esperto di storia della gastronomia.
Medico di Emergenza territoriale residente in Puglianello. Ha collaborato all’opera Dieci Medici Raccontano.
Studioso della storia del Risorgimento e cultore del periodo Borbonico, ha recentemente collaborato con un suo scritto all’antologia biografica dedicata a Michele Ungaro. Ha in corso un saggio su Sanchez De Luna, un Vescovo del ‘700.
Medico specialista in oncologia e cure palliative è autore principalmente di pubblicazioni scientifiche di settore in lingua inglese ed italiana. È stato inoltre relatore
Sannita di origini e toscano d’adozione. Medico anestesista, ha coltivato con interesse e particolarmente studiato la “Terapia del dolore”. Di tale disciplina è stato per lunghi anni docente all’Università di Siena. Ha avuto anche esperienze di insegnamento all’estero (Bobigny Paris nord, Accademia Russa delle Scienze mediche, Accademia Lettone di Scienze odontoiatriche). Ufficiale medico dell’Esercito italiano, è appassionato di esoterismo, di cultura e tradizioni popolari. E’ autore di saggistica. Ha recentemente pubblicato saggio su “Massoneria, relazioni umane e comunicazione tecnologica” edito da Fioridizucca edizioni.
Dottore in Legge ed autore di ricerche di Storia Locale. Ha partecipato al progetto “Un museo a colori” avente il fine di far conoscere il museo di arte ceramica di Cerreto Sannita. Le mansioni svolte sono state quelle di guida museale e bibliotecaria, e redazione di progetti e lavori di gruppo con gli altri volontari. Ha scritto un saggio nella Antologia dedicata al bicentenario della nascita di Michele Ungaro, edita dalla Società di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita.
Andrea Ciervo nato a Caserta il 12.10.1975. Presbitero dal 24 novembre 2012 già Laureato in Giurisprudenza alla Federico II, con una tesi di Diritto Ecclesiastico sui Risvolti dei Patti Lateranensi col prof. Mario Tedeschi…tirocinante poi presso Studio Notaro in via Mezzocannone di Napoli…consegue il Baccalaureato presso l’Aloysianum di Padova nel 2007 con una tesi sulla Religione in Immanuel Kant col prof. Secondo Bongiovanni. Si Laurea in Sacra Teologia presso la Facoltà Teologica dell’ Italia Meridionale sezione san Tommaso nel 2012 sempre “Summa cum laude”
Dottore in Archeologia e Scienze Storiche, ha svolto diverse campagne di scavo alla necropoli del Cigno a Macchia Valfortore (CB), con l’Università degli studi di Napoli Federico II e alla necropoli di Crocifisso del tufo a Orvieto (TR), con il Parco Archeologico Ambientale dell’Orvietano e l’ Università dell’Arizona. È attuale vice Presidente della Pro Loco di Sant’Agata dei Goti (BN) dove svolge anche la funzione di OLP per il Servizio Civile Universale. È giornalista tirocinante presso la testata QuasiMezzogiorno. Sì è occupato di alcuni ambiti di archeologia della produzione del Sannio caudino. Attualmente s’interessa alle istituzioni sociali e militari del Medioevo. È vice Presidente dell’Istituto Storico Sannio Telesino.
Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza Cultore di Storia Locale ha scritto il saggio: Telesia 1349 Peste e Terremoto edizioni duemiladicessette, 2016, Cartoline da Telese ed. Unione Filatelica Beneventana, 2009; Castelvenere Valdese insieme a P. Carlo Ed. Realtà Sannita, 2016; Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita insieme a F. Pace, edito dall’ASMV nel 2019. Ha scritto nell’Antologia sulla vita di Michele Ungaro edito dalla Società di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita nel 2019.ha in corso di pubblicazione un libro di poesie. Dirige la collana di poesie della Casa Editrice FioriDiZucca. Presidente pro-tempore dell’Istituto Storico del Sannio Telesino. Premio Upupa 2017 e 2019 per gli studi di storia locale.