
Il 2 dicembre 1822 la famiglia Pacelli di San Salvatore acquisì al suo patrimonio una serie di terreni mediante una compravendita con il Duca di Miranda. Tra i beni acquistati figurarono anche i ruderi dell’antica Abbazia benedettina del Santo Salvatore, un’istituzione monastica risalente l’anno Mille e che aveva ospitato sant’Anselmo d’Aosta e Ruggero II il Normanno.
La sua proprietà, come la maggior parte dei beni del circondario, apparteneva allo stesso Duca di Miranda, al secolo Onorato Gaetani d’Aragona. Nono duca di Laurenzana ed ultimo signore di Piedimonte d’Alife, Onorato Gaetani era, infatti, un personaggio tra i più facoltosi ed influenti della vita politica locale: cavallerizzo della Regina e Socio di Accademie scientifiche nazionali ed estere, aveva vissuto vicissitudini turbolente ai tempi della Repubblica Napolitana a cui aveva aderito e per cui venne esiliato nell’isola di Pantelleria. Fu tolto dall’esilio da Gioacchino Murat che lo nominò Prefetto di Napoli. Successivamente, rientrata sul trono la casa Borbone, fu perdonato dal Re e nominato Gentiluomo di Camera con esercizio. Nel 1831 venne nominato da Ferdinando II Ministro Consigliere di Stato e nel 1837 Luogotenente Generale in Sicilia.
La casa Gaetani, secondo l’ipotesi più comune, era originaria della Spagna, emigrata in Italia nell’anno 773. Giovanni, un suo discendente e potente Capitano, fu innalzato alla dignità di Patrizio da Giovanni Picingli, Patrizio greco, per toglierlo dalla lega che aveva fatto coi Saraceni. Pervenne Giovanni ad essere Duca di Gaeta e con l’aiuto del Pontefice Giovanni X, e di altri potenti signori, scacciò i Saraceni nell’anno 915. Da questo Giovanni discesero, poi, i Duchi di Gaeta, i quali, dal nome della loro patria, si dissero Gaetani o Caetani, nome che tramandarono ai loro discendenti.[1]
La famiglia Pacelli di San Salvatore acquistò dal Duca di Miranda una serie di beni. L’atto di compravendita venne stipulato in Napoli il 2 dicembre 1822 da parte del notaio Gennaro Ranieri Senti del fu Donato Maria, certificatore del distretto di Napoli e residente allo studio via strada nuova Monte Oliveto n. 5. Venne poi registrato il 14 dicembre 1822 dal notaio Antonio Biase Maturo del fu Francesco, residente in Amorosi, provincia di Terra di Lavoro, strada di Telese.
Sottoscrittori all’atto della compravendita furono:
- Eccellentissimo sig. don Onorato Gaetani d’Aragona, duca di Miranda, figlio del fu don Giuseppantonio, Cavaliere dell’insigne Real Ordine di San Gennaro e Cacciatore Maggiore di Sua Maestà, domiciliato in Napoli Strada fuori la Demolita Porta di Chiaia n. 142
- Don Michele Pacelli (figlio del fu don Salvatore) e procuratore di suo fratello Gennaro Pacelli domiciliato in San Salvatore.
Gennaro e Michele Pacelli erano entrambi figli del notaio Salvatore (1713-1778) che aveva procreato in tutto dieci figli. Il terzo figlio, Gennaro (1742-1825), dottore in Diritto, non intervenne all’atto perché cagionevole di salute, tanto che, per tale motivo, già da alcuni anni non esercitava la professione.[2] Michele (1757-1838), invece, ultimo dei dieci figli di Salvatore Pacelli, esercitava la professione di notaio.
Il prezzo complessivo pattuito per la compravendita fu di 22 mila ducati, di cui 7 mila da corrispondere al momento della stipula del contratto e 15 mila da versarsi in tre anni in rate di 5 mila ducati l’anno.
La compravendita riguardava la “Masseria di campo”, con più di 170 moggi (circa 53 ettari) in tenimento di San Salvatore, consistente in undici pezzi distinti acquistati nel 1798 dal Marchese Don Nicola Viverenzio, Delegato del Re per la vendita della Badia e Regi benefici appartenenti al soppresso Monte Frumentario. Riguardava, inoltre, 18 moggi acquistati con istrumento del notaio Nunzio Pacitro di Napoli il 3 giugno 1798 con approvazione di sua Maestà, del Marchese fu Don Nicola Viverenzio delegato dalla Maestà Sua per la vendita dell’antica abbazia e Regi benefici appartenenti al soppresso Monte frumentario quali fondi che appartenevano alla Badia vacante di San Salvatore in Diocesi di Telese e Cerreto censiti in tenimento di detto Comune di San Salvatore sul prezzo e coi patti contenuti in detto istrumento, senza diritto di ricompra e scevri da ogni peso e servitù, eccettuato quello della pubblica imposta.
Questi, nello specifico, i beni acquistati dalla famiglia Pacelli, così come riportati nella stesura dell’atto di compravendita:
- – 28 moggi in luogo detto “la montagna della Rocca” ossia la Costa tutto oliveto
- – 8 moggi in località detta “la Creta”
- – 14 moggi in località detta “le Cardarelle”
- – 75 moggi in località detta “Pantano”
- – 12 moggi in località detta “la Starza”
- – 6 moggi in località detta “Pezza del lago”
- – 18 moggi alla “Piana di Telese”
- – 12 moggi in località detta “san Vincenzo”
- – 2 moggi in località detta “Viscariello”
- – 16 moggi presso la località detta “imperiale” presso le mura dell’antica città di Telese
- – 7 moggi in località detta “la pezza”
- – 2 moggi in località detta “purgatorio”
Al momento dell’acquisto, l’antica abbazia benedettina del Santo Salvatore, era lontana dagli antichi fasti vissuti in epoca medievale e si presentava in uno stato di degrado e di abbandono.
Nell’atto di compravendita il sito veniva così descritto: «un casamento del tutto diruto ed inabitabile comprendendo l’antica Chiesa ed Eremitaggio dei Benedettini, con due piccoli giardini murati che insieme comprendevano l’estensione di 1 moggio1Moggio=unità di misura agraria in uso prima dell’adozione del sistema metrico decimale, con valori diversi in varie province italiane. A volte utilizzato come sinonimo di “tomolo”. Corrispondeva generalmente a 3.387 mq. A. Ferrario, Piccolo dizionario di metrologia generale, Ed. Zanichelli. Bologna, 1959 e passi 26, di provenienza dai Regi demani tramite l’Intendente di Terra di Lavoro Signor Don Michele Bassi duca di Alanno e Edoardo Bontet direttore dei demani (vendita fatta nel Palazzo della Intendenza di Terra di Lavoro il 1 agosto 1810, registrato in Capua il 4 agosto 1810). Il casamento e i giardini sono censiti nel catasto provvisorio del Comune di San Salvatore sotto l’articolo 96 in testa del Sig. Duca di Miranda di rendita ducati 745 e grana 74 il di cui certificato estratto dal Sig. Antonio Fusco Cancelliere di detto Comune, vistato dal Sindaco Signor Felice de Toro nel dì 30 novembre 1810 registrato in Guardia Sanframondi il detto dì foglio 89 sotto il n° progressivo 1350».
La famiglia Pacelli utilizzò l’antica struttura monastica per adibirla a mulino.

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[1] Altri storici ritengono che la famiglia Gaetani fosse, invece, originaria di Anagni, sortita dalla famiglia Anicia, romana dalla quale uscirono anche la Frangipane, la Pierleone, l’Aquino e la Casa imperiale d’Austria. R. Marrocco, Memorie storiche di Piedimonte d’Alife, Ed. La Bodoniana, Piedimonte d’Alife, 1926.
[2] «La salute di lui a quarant’anni diventa debole e malsana, ma per l’esattezza del suo vivere menò innanzi la sua vita fino all’anno 1825 essendosene morto con idrotorace al 25 luglio». Cfr.: Notizie Genealogiche della famiglia Pacelli, Manoscritto senza data in Archivio Pacelli.
[3] Moggio=unità di misura agraria in uso prima dell’adozione del sistema metrico decimale, con valori diversi in varie province italiane. A volte utilizzato come sinonimo di “tomolo”. Corrispondeva generalmente a 3.387 mq. A. Ferrario, Piccolo dizionario di metrologia generale, Ed. Zanichelli. Bologna, 1959.
Antonella Selvaggio
Archeologa classica. Lavora presso l’Università del Salento.
Medico e scrittore. Ha all’attivo numerose collaborazioni con riviste di carattere storico. Ha pubblicato una Vita di San Leucio, il libro: “Da Casale a Comune” e la Storia della Parrocchiale Santa Maria Assunta di San Salvatore Telesino. Ha partecipato all’Antologia “Dieci Medici Raccontano”, che ha ottenuto il “Premio Rufolo 2019”. Premio Olmo 2009 per il romanzo storico «L’ultima notte di Bedò», è anche autore di alcuni saggi sulla Storia della Medicina tra cui uno studio sulla Depressione dal titolo «Il potere misterioso della bile nera, breve storia della depressione da Ippocrate a Charlie Brown». Nel 2024 ha pubblicato “Fu la peste” e “Islam a Telesia” per ABE Editore Napoli. Fondatore e Direttore Editoriale della Casa Editrice Fioridizucca.


Laurea magistrale in Lettere. Docente a Prato. Ha approfondito gli eventi storici che portarono alla “Marcia della fame” del 1957 nei comuni del Valfortore sannita. Ha scritto il “Catasto Onciario della Terra di San Salvatore”.

Scrittore, poeta e divulgatore culturale. Medico di continuità assistenziale. Autore di diversi saggi storici e racconti. Ha partecipato all’antologia “Dieci Medici Raccontano”. Fondatore del Premio Nazionale Olmo che tutti gli anni si svolge in Raviscanina (Ce).
Dottore in Lettere. all’Università di Salerno, indirizzo “storico medievale”. Si è poi laureata in Scienze della Formazione primaria all’Ateneo di Campobasso. Studiosa della storia della sua città. Lettrice instancabile di autori italiani e stranieri, si occupa della formazione di piccoli lettori e poeti. È insegnante nella Scuola Primaria da quindici anni. Ha sperimentato innovative metodologie di approccio alla lettura utilizzando le nuove tecnologie che hanno portato alla pubblicazione di una ricerca dal titolo: TIC e DSA. Riflessioni ed esperienze sulle nuove frontiere della pedagogia speciale, Ed. EriksonLive. La storia locale e la ricerca accurata le ha permesso di pubblicare anche un Saggio in storia medievale sull’assetto urbano e riorganizzazione del territorio della Benevento nei sec. XI e XII. Animatore culturale, scrive poesie per fermare in foto-scritte, attimi di vita.
Lorenzo Piombo, medico psichiatra, dirigente del Dipartimento Salute Mentale della ASL di Benevento. Ricercatore e studioso di storia. Vive e opera a Morcone.
Avvocato. Patrocinante in Cassazione. Scrittore di Storia Locale. Opera a Guardia Sanframondi.
Architetto e docente. Appassionato cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, città in cui vive. Ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti. Collabora con il Blog dell’Istituto Storico del Sannio di cui è socio fondatore. È autore del saggio “Cominium Ocritum e le forche caudine: una storia
Studioso del ‘700 napoletano e dell’epopea di Federico II ha approfondito in modo particolare le influenza arabe sull’architettura napoletana. Studioso di suffisso e di religioni orientali.
Medico del Lavoro. Regista teatrale. Giornalista pubblicista. Fondatore di “Byblos”, la biblioteca del Sannio. Scrittore e divulgatore della storia e dei personaggi del Sannio, ha pubblicato “A tavola nel Sannio”, una guida ai ristoranti della provincia di Benevento; “Dietro la Leggenda” (2016), una raccolta di racconti ispirati a fiabe e a leggende del Sannio. Nel 2017 ha pubblicato “Samnes”, un romanzo storico sull’epopea sannita. Ha curato la trascrizione del manoscritto e la stampa dei tre volumi delle “Memorie storiche di Cerreto Sannita per Arcidiacono Nicola Rotondi”. Nel 2019 ha pubblicato “Guida alla Valle Telesina e al Sannio”. Ha pubblicato “Il delitto del pozzo dei pazzi”, un medical-thriller ambientato nel primo ‘900 nell’ospedale degli Incurabili di Napoli. È autore della “Storia di Cerreto dalla preistoria alla seconda guerra mondiale (2022) e di “Fiabe e Favole in cerretese”, edito da Fioridizucca. (2023).
È nato e vive a Castelvenere. Già docente di materie letterarie nella scuola statale, ha pubblicato diverse raccolte di liriche, pagine di ricerca letteraria, studi relativi alla cultura popolare. È presente in antologie, dizionari bio-bibliografici e testi scolastici. Appassionato si storia e di tradizioni locali, è membro di associazioni culturali nazionali. I suoi versi hanno ricevuto giudizi positivi da parte della critica e in concorsi letterari si è classificato ai primi posti.
Architetto, libero professionista. Si occupa di progettazione architettonica, interior design e aspetti legati all’architettura del paesaggio. Dal 2021 è Consigliere dell’ordine degli Architetti della Provincia di Benevento. Ha partecipato a Mostre sul restauro architettonico e a numerose iniziative riguardanti la promozione territoriale.
Insegnante, vive a Caiazzo. È Presidente del’Associazione Storica del Caiatino.
Cultore di storia locale e delle tradizioni del suo paese. Autore del saggio “Notizie storiche ed urbanistiche di Cerreto antica” in cui ha ricostruito l’antico borgo distrutto dal terremoto del 1688.
Originario di Castelvenere. Già dipendente del Miur ora in pensione. Appassionato di Storia locale ed animatore di gruppi per la diffusione della lingua e delle tradizioni di Castelvenere.
Nato a Napoli e residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale all’Università di Modena è stato aiuto chirurgo presso l’ospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente è pensionato. Dal 1° giugno 1978 è socio corrispondente dell’Associazione Culturale Italo Ispanica “C. Colombo – Madrid”. Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche. Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dell’Associazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio è stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.
Musicista. Maestro di clarinetto ed orchestrale. Studioso di storia della filosofia e del ‘700 napoletano. Esperto simbolista e autore di testi esoterico/filosofici.
Nato a Telese Terme ma originario di Amorosi è stato allievo del filosofo Massimo Achille Bonfantini. Laureato in Semiotica e Filosofia del Linguaggio presso l’Università l’Orientale di Napoli. Dedica le sue ricerche prevalentemente allo studio della filosofia e della psicologia dell’inconscio, come dei nuovi percorsi conoscitivi applicati alle neuroscienze. Ha pubblicato Cento petali e una rosa. Semiosi di un romanzo storico (Natan, 2016), Filosofia hegeliana e religione. Osservazioni su Sebastiano Maturi (Natan, 2017) e, recentemente, il saggio dal titolo: Nel gioco di un’incerta reciprocità: Gregory Bateson e la teoria del “doppio legame” (Ediz. Del Faro, 2020).
Nato a Ponte, dove risiede. Dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato. Cultore di storia locale con particolare attenzione al periodo medievale. Ha pubblicato “Ponte tra Cronaca e Storia”, “Domenico Ocone, quarant’anni di storia pontese…”, “Le Vie di Ponte tra Storia e Leggenda”. Collabora con varie associazioni culturali.
Farmacista. Dopo la laurea ha conseguito un master biennale e un corso di perfezionamento, approfondendo le conoscenze in ambito fitoterapico, micoterapico e nutraceutico, con la pubblicazione del lavoro di tesi sulla rivista di divulgazione scientifica di medicina naturale ‘Scienza Natura’ del Prof. Ivo Bianchi. Attivo nel sociale, è membro del Rotary Club Valle Telesina ed è amante dello sport e della natura. Innamorato del proprio territorio, ha iniziato a coltivare l’interesse per la storia locale.


Presidente dell’Associazione culturale “La Biblioteca del Sannio”, dottore di ricerca presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” con una tesi sulla metadatazione della cartografia storica. Giornalista e direttore di Canale Sassuolo. Già docente a contratto di Lingua e Cultura Spagnola e Global History, presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo vanvitelliano, è attualmente tutor di Storia Contemporanea e Storia dei Partiti e Movimenti politici.



Laurea in giurisprudenza presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. Dirigente amministrativa presso l’Università del Molise.
Dottore di ricerca in Ingegneria Elettronica ed informatica presso l’Università degli Studi di Napoli. Ha Svolto attività didattica presso l’Università Federico II. Vive a Telese.
Vive a Morcone. Presidente Italia Nostra Matese Alto Tammaro.
Maestro elementare, appassionato studioso e cultore di Storia Locale.
Biologo residente a Telese Terme. Cultore di storia locale con particolare riferimento alla storia del periodo sannitico. È autore del saggio “La Leonessa e il fenomeno luminoso nella grotta di Sant’Angelo” edito da Fioridizucca nel 2022.
Già sindaco di Caiazzo, dopo aver conseguito la maturità scientifica, rivolge il suo impegno politico alle battaglie del Partito Radicale, soprattutto nel campo della tutela dell’ambiente e in quello per una giustizia giusta. Nel 1980 viene eletto consigliere comunale a Caiazzo, città in cui vive, in rappresentanza della “nuova sinistra”. Nel 1982 aderisce alla Lega per l’Ambiente, promuovendo diverse iniziative per la tutela del fiume Volturno e per il recupero del patrimonio edilizio del centro storico di Caiazzo. Tra il 1987 e il 1994 è Presidente dell’Associazione Storica del Caiatino. Nel 1994 viene eletto sindaco di Caiazzo con la lista civica “Rinascita Caiatina”. Rieletto nel 1998, si adopera per una crescita socio-economica della città; realizza un programma pluriennale, che viene selezionato anche da “Sviluppo Italia” SpA per la costituzione di un Laboratorio di sperimentazione per lo sviluppo locale. Presidente dell’Associazione “Città Paesaggio” dal 2003, è coordinatore del progetto “Per una Carta dei paesaggi dell’olio e dell’olivo”, realizzato d’intesa con l’Associazione nazionale “Città dell’Olio”. Nel 2007 aderisce a Slow Food, dedicandosi soprattutto alla salvaguardia delle piccole produzioni agricole. Ha pubblicato con le Edizioni 2000diciassette: La Memoria e L’Oblio, un saggio sull’eccidio di Caiazzo durante l’ultimo conflitto mondiale.
Giornalista Pubblicista. Esperto di Enologia, collabora a diversi siti web del settore. Collaboratore del blog lucianopignataro.it è responsabile dell’Ufficio Stampa del Sannio Consorzio Tutela Vini.
Dottore in Storia. Autore di un saggio storico, conseguente a ricerca d’archivio, sul suo Comune dal titolo: Faicchio 1920 – 1946 dall’avvento del Fascismo alla nascita della Repubblica, 2016.
Promotore culturale dell’area di Faicchio. Dopo aver conseguito la maturità classica si è laureato in Economia. È dirigente d’impresa a Milano nel settore delle borse valori e mercati finanziari. Ha scritto diversi articoli sulla stampa finanziaria nazionale, tra cui il Sole 24 Ore ed Investire. È appassionato di cultura locale, ha vinto il premio Prosa IX Premio letterario dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Titolare delle strutture ricettive “Magie del Sannio” ha dato vita anche al “Piccolo Museo privato di Faicchio Magie del Sannio”.
Giornalista professionista. Scrittore di romanzi e direttore di diverse testate radio televisive. Fondatore del sito: Neifatti.it
Esperta di Comunicazione Istituzionale; in particolar modo di Social Media Policy e e di politiche agroalimentari legate all’economia di piccola scala per Slow Food, in Campania e Basilicata. Suoi contributi in ambito associativo sono legati a tradizioni e culture della terra e del territorio. Ha effettuato training in storiografia in Francia.
Infaticabile animatore culturale dell’area del Caiatino e del Casertano. Allievo del prof. Galasso. Fondatore di Gruppi culturali dediti alla divulgazione della storia del Territorio, attualmente responsabile di Procedimento Unità Operativa Biblioteca civica e Archivio Storico del Comune di Caiazzo.
Medico ed esperto di storia della gastronomia.
Medico di Emergenza territoriale residente in Puglianello. Ha collaborato all’opera Dieci Medici Raccontano.
Studioso della storia del Risorgimento e cultore del periodo Borbonico, ha recentemente collaborato con un suo scritto all’antologia biografica dedicata a Michele Ungaro. Ha in corso un saggio su Sanchez De Luna, un Vescovo del ‘700.
Medico specialista in oncologia e cure palliative è autore principalmente di pubblicazioni scientifiche di settore in lingua inglese ed italiana. È stato inoltre relatore
Sannita di origini e toscano d’adozione. Medico anestesista, ha coltivato con interesse e particolarmente studiato la “Terapia del dolore”. Di tale disciplina è stato per lunghi anni docente all’Università di Siena. Ha avuto anche esperienze di insegnamento all’estero (Bobigny Paris nord, Accademia Russa delle Scienze mediche, Accademia Lettone di Scienze odontoiatriche). Ufficiale medico dell’Esercito italiano, è appassionato di esoterismo, di cultura e tradizioni popolari. E’ autore di saggistica. Ha recentemente pubblicato saggio su “Massoneria, relazioni umane e comunicazione tecnologica” edito da Fioridizucca edizioni.
Dottore in Legge ed autore di ricerche di Storia Locale. Ha partecipato al progetto “Un museo a colori” avente il fine di far conoscere il museo di arte ceramica di Cerreto Sannita. Le mansioni svolte sono state quelle di guida museale e bibliotecaria, e redazione di progetti e lavori di gruppo con gli altri volontari. Ha scritto un saggio nella Antologia dedicata al bicentenario della nascita di Michele Ungaro, edita dalla Società di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita.
Andrea Ciervo nato a Caserta il 12.10.1975. Presbitero dal 24 novembre 2012 già Laureato in Giurisprudenza alla Federico II, con una tesi di Diritto Ecclesiastico sui Risvolti dei Patti Lateranensi col prof. Mario Tedeschi…tirocinante poi presso Studio Notaro in via Mezzocannone di Napoli…consegue il Baccalaureato presso l’Aloysianum di Padova nel 2007 con una tesi sulla Religione in Immanuel Kant col prof. Secondo Bongiovanni. Si Laurea in Sacra Teologia presso la Facoltà Teologica dell’ Italia Meridionale sezione san Tommaso nel 2012 sempre “Summa cum laude”
Dottore in Archeologia e Scienze Storiche, ha svolto diverse campagne di scavo alla necropoli del Cigno a Macchia Valfortore (CB), con l’Università degli studi di Napoli Federico II e alla necropoli di Crocifisso del tufo a Orvieto (TR), con il Parco Archeologico Ambientale dell’Orvietano e l’ Università dell’Arizona. È attuale vice Presidente della Pro Loco di Sant’Agata dei Goti (BN) dove svolge anche la funzione di OLP per il Servizio Civile Universale. È giornalista tirocinante presso la testata QuasiMezzogiorno. Sì è occupato di alcuni ambiti di archeologia della produzione del Sannio caudino. Attualmente s’interessa alle istituzioni sociali e militari del Medioevo. È vice Presidente dell’Istituto Storico Sannio Telesino.
Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza Cultore di Storia Locale ha scritto il saggio: Telesia 1349 Peste e Terremoto edizioni duemiladicessette, 2016, Cartoline da Telese ed. Unione Filatelica Beneventana, 2009; Castelvenere Valdese insieme a P. Carlo Ed. Realtà Sannita, 2016; Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita insieme a F. Pace, edito dall’ASMV nel 2019. Ha scritto nell’Antologia sulla vita di Michele Ungaro edito dalla Società di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita nel 2019.ha in corso di pubblicazione un libro di poesie. Dirige la collana di poesie della Casa Editrice FioriDiZucca. Presidente pro-tempore dell’Istituto Storico del Sannio Telesino. Premio Upupa 2017 e 2019 per gli studi di storia locale.