
Sabato 27 maggio 2023, presso il Centro Emmaus in Cerreto Sannita, c’è stata la presentazione, promossa dall’Istituto Storico del Sannio Telesino, di Cominium Ocritum e le Forche Caudine: una storia eretica di Lorenzo Morone, per i tipi di Fioridizucca editore.
“Ho cercato, in questo saggio, di trasmettere le emozioni di un territorio che, da quando lo stavo indagando, non cessava mai di raccontare nuove storie. Un unicum, quello che c’era e c’è sui nostri monti, che aspettava solo di essere raccontato e regalato a tutti; da Saepinum a Telesia, da Pietraroia a Morcone, la nostra storia “Comune” è scritta con le pietre in un linguaggio facilmente decodificabile. Una sorta di viaggio, dunque, fra indizi storici, topografia e paleocostruzioni da cui ha avuto origine il racconto storico-scientifico delle tracce: da questo punto di vista non c’è differenza tra quanto l’uomo ha lasciato sui nostri monti, e quello che ha lasciato a Pompei. Trattasi di antropizzazione, dal Neolitico ai giorni nostri, definita di “enorme interesse” sia dal Ministero per i Beni Culturali, sia dall’Associazione Nazionale Italia Nostra.”
«Quella che racconta Renzo Morone – dichiara Emilio Bove, Presidente dell’Istituto Storico Sannio Telesino – non è tanto una storia eretica, come egli la definisce nel titolo, ma è una storia affascinante, perché rappresenta la rivincita dei deboli: una sorta di Davide contro Golia. Per anni ci siamo accontentati della versione ufficiale, quella entrata nella memoria collettiva è divenuta consuetudine, senza farci domande, rifiutando interrogativi che ritenevamo superflui. Ed abbiamo sempre considerato secondari i luoghi della battaglia, rispetto all’enormità dell’evento che, al contrario, ebbe già all’epoca un’eco travolgente».
- Prof. Morone di recente ha pubblicato il libro “Cominium Ocritum e le Forche Caudine”; perché il suo libro è una “una storia eretica”?
- Quella che io racconto, travestendomi da scrittore, è una storia intrigante, che mi ha appassionato fin dai banchi del Liceo Classico Luigi Sodo in Cerreto Sannita. Galeotti furono due brani da tradurre: uno, tratto da Ab Urbe Condita, di Tito Livio, l’altro dalle Storie del greco Polibio. Entrambi raccontano di vicende che si sono sviluppate nei nostri territori. Troppe incongruenze e suggestioni tra quanto leggevo nei testi originali relativamente alla prima guerra sannitica e a quella punica e quanto accettato, dai più, come verità unica ed indiscutibile perché proveniente da un indubbiamente grande storico: Mommsen. Il mio racconto tiene insieme gli antichi testi, l’osservazione sul campo di ritrovamenti archeologici, la morfologia del terreno, la tecnica militare, la consapevolezza che la ricerca storica è un continuo divenire e giunge ad una conclusione che ho voluto chiamare “eretica” perché dissimile dalla “dottrina ufficiale” impersonata dal pur grande storico tedesco, premio Nobel nel 1902.
- Come mai, se i dubbi sono venuti a scuola, il suo libro è stato realizzato solo nel 2023?
- Da giovani il pensiero è rivolto altrove; col tempo, poi, gli interessi lentamente cambiano e passi dall’obbligo di studiare al piacere della ricerca, della scoperta. Soprattutto, quando si arriva ad una certa età, con l’esperienza accumulata, ti puoi permettere di essere superiore a tutto, soprattutto a chi eretico non è e considera la storia una ed immutabile…se lo ha detto uno dal nome altisonante. Ma ho avuto la fortuna di ascoltare anche io un nome altisonante come quello di Marco Buonocore, Direttore della Biblioteca Apostolica Vaticana, curatore dei due volumi delle Lettere di Theodor Mommsen agli italiani. Buonocore a San Salvatore, nella Abazia, in occasione di una celebrazione di Mommsen affermò: “…c’è da aspettarsi che ciò che ha detto Mommsen venga scardinato e rivoluzionato perché attraverso l’esperienza del presente mutano le prospettive con cui si legge il passato, vengono fuori testimonianze dimenticate che lo rivelano diverso da come credevamo”. Le parole di Buonocore per me furono indubbiamente una spinta a mettere in ordine le cose che fino ad allora avevo visto sui monti dove non mi recavo più a cercar funghi ma solo a osservare pietre e a continuare nelle mie ricerche che partivano da una affermazione categorica di Tito Livio: “ le vie per raggiungere Lucera da Caiatia, dove erano accampati i romani, sono due: una è quella che va verso la costa del mare Adriatico, facile ma lunga, l’altra, più breve, ma più difficoltosa, attraverso le “furculas caudinas”. Due certezze “indiscutibili” stravolta con autoreferenzialità eccessiva proprio da Mommsen che indica, come unica via percorribile, proprio quella che va verso l’Adriatico passando per Forchia, lungo la via Appia che sarebbe stata costruita dai romani solo qualche decennio dopo, ed ignora completamente quella che taglia “per furculas caudinas”. Un toponimo geografico che Livio ripeterà ancora.
- E così è venuto fuori questo libro edito da Fioridizucca per l’Istituto Storico Sannio Telesino, con il patrocinio di diverse organizzazioni culturali e ambientali, tra cui Italia Nostra?
- Il mio non è il classico libro di storia, perché non sono affatto uno storico, ma una ricerca attenta piena di indizi e di “curiosità”, anche di dubbi che viene proposto alla attenzione generale con la speranza che possa dar luogo non solo ad un dibattito ma ad un approfondimento delle ricerche sul campo. Le uniche certezze che ho raccolto sono relative alle impressionanti tracce archeologiche che conservano i monti del Matese: da Sepino a Cerreto Sannita, da Pietraroia a Morcone. Tracce che vanno dal neolitico ai giorni nostri. Sul Matese c’è ciò che altrove immaginano! Ed è impressionante la serie di coincidenze con quanto descritto da Tito Livio e da Polibio che, a differenza del primo, fu contemporaneo di Annibale e ne descrisse il percorso dalla Daunia a Capua. Lo stesso percorso che, in direzione opposta, volevano fare i Romani indotti a ciò dall’astuto Gaio Ponzio Telesino, capo sannita, che così facendo, li attirò nella trappola infernale delle “furculas” del Titerno, in un campo ricco di acqua posizionato tra due gole, “is ubi accipit ad furculas caudinas”,”li abbiamo intrappolati là dove si accede alle Forche Caudine, specificò Gaio al padre Erennio per chiedere consigli, confermando ancora una volta che trattavasi di un toponimo geografico assolutamente slegato dall’episodio dell’umiliazione dei romani inferta loro dai sanniti.
- Architetto mi spieghi meglio.
- Furculae erano per i romani le gole a forma di V, come la “furcula”, un osso comune ai volatili (Forca d’Acero, Passo della Forcella, Forcella Staulanza, Forca Caruso, Passo delle Forche, etc,). Caudinas perché si aprivano a Faicchio, nella pianura di Marafi, con una prima gola “ta stenà”, le chiamò Polibio, in una zona chiamata “Caudan”, divisa dalla pianura campana-caudina dal Calore e dal Volturno. Poi ci sarà il campo prima delle gole più selvagge, quelle sotto il Monte Cigno, tra il Ponte di Annibale e quello del Mulino.

- Ma i Romani dove erano accampati e dove volevano andare?
- I romani erano accampati a Caiatia, logicamente vicino al Volturno, e dovevano arrivare al più presto in soccorso di Lucera, loro alleata ed in procinto di cadere nelle mani dei sanniti che non presidiavano più i loro monti (fake news)! Era giocoforza scegliere la trappola della “via brevior”, il percorso alternativo indicato da Livio ma ignorato da Mommsen che poi ne fa un’altra: per giustificare la via più breve, sposta l’accampamento dei Romani da Caiatia, presso le acque “vitali” del fiume Volturno, a Calatia, lungo la Via Appia, che ancora non c’era, e distante da un qualsiasi corso d’acqua.

- Ma quindi lei mette proprio in discussione le affermazioni di Mommsen?
- A dubitare di Mommsen non sono solo io. Il comasco Giuseppe Brambilla, nella sua Critica su LA STORIA ROMANA di Mommsen, del 1869, scrive: «…il Mommsen assaissime volte si accorge mancar la forza delle prove alle sue sentenze, e vi supplisce con le retoriche menzogne…»
- Quale criterio ha seguito per formulare la sua tesi?
- La mia è stata una caccia agli indizi guidata da una certa logica che poi ha portato ad altre scoperte. Mi chiedevo: Se c’era una strada BREVIOR più antica della Via Appia e della Via Latina, «…prima però di questa via (Appia) nel 321 a.C., in cui avvenne il fatto tra Romani e Sanniti nelle Forche Caudine, esisteva la Via che è dalla Caiazia Campana per Furclas Caudinas, menava a Luceria, ed era, a dir di Livio, assai breve, e questa non apparteneva né alla Latina, né all’Appia formate da poi» (Pietro Napoli-Signorelli, 1811), lungo la direttrice Caiatia-Luceria ci dovrebbero essere tracce notevoli di antropizzazione e di fortificazioni. Tracce che ho trovato e descritte a iosa nella mia ricerca.
- Mi chiedo quali altre tracce abbiamo sui luoghi che fanno riferimento alle “Forche Caudine”?
- Basta aprire il libro IX-2 di Tito Livio e recarsi all’imbocco delle gole del Titerno a Faicchio. Seguendo la descrizione del patavino, in latino, senza traduzioni “ad usum Delphini”, si arriverà, dopo 6 km, sotto la Rocca di Monte Cigno attraverso una strada scavata nella roccia, “per cavam rupem”, dopo aver attraversato una prima gola ed attraversato un “campo erboso e ricco di acqua”, per poi proseguire e trovare la strada bloccata da massi caduti dall’alto. Massi che, incredibile a dirsi, sono ancora lì e che costrinsero Annibale, un secolo dopo, a raggiungere Capua, provenendo dalla Daunia, deviando per il Monterbano.

- Ne ricorda altre?
- A parte le fortificazioni tipicamente sannite che si incontrano lungo il percorso, a partire da Mont’Acero, e che giustificano il timore dei romani tranquillizzati dai finti pastori, ci sono tante curiosità “stimolanti” in quel magico quadrilatero che va da Sepino a Cerreto, da Pietraroia a Morcone, definito, dal MiBACT, “di eccezionale valore demoetnoantropologico”: dalla piramide di Pietraroia con coppelle fatte per contenere grasso animale da usare come combustibile per fiammelle, al monolite-ziqqurat-osservatorio astronomico di Caia Borsa, con il sole che lo percorre al suo sorgere nel solstizio d’inverno lungo un canale scavato a mano che lo attraversa, dai dolmen ai menhir ai gruppi di capanne recintati, per finire a quei gioielli autentici che sono le necropoli con gruppi di tumuli con menhir centrale, di sapore neolitico, al cosiddetto “ponte del Mulino”, realizzato come una sorta di arco ribassato con conci che arrivano a pesare 14 quintali.
Considerazione finale: non do certezze…ma solo indizi. Io, lungo le gole del Titerno, ne ho trovati a iosa, ivi compreso il “percorso scavato nella roccia” bloccato da una frana. Altrove? Non lo so. Posso solo ripetere ciò che sosteneva Agatha Christie: Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi sono una prova.
P.S. il saggio “Cominium Ocritun e le Forche Caudine. Una storia eretica, è in vendita nelle cartolibrerie di Cerreto, Controvento a Telese e presso Fioridizucca a San Salvatore, nonché su Amazon.
Archeologa classica. Lavora presso l’Università del Salento.
Antonella Selvaggio
Architetto, libero professionista. Si occupa di progettazione architettonica, interior design e aspetti legati all’architettura del paesaggio. Dal 2021 è Consigliere dell’ordine degli Architetti della Provincia di Benevento. Ha partecipato a Mostre sul restauro architettonico e a numerose iniziative riguardanti la promozione territoriale.
Vive a Morcone. Presidente Italia Nostra Matese Alto Tammaro.
Dottore di ricerca in Ingegneria Elettronica ed informatica presso l’Università degli Studi di Napoli. Ha Svolto attività didattica presso l’Università Federico II. Vive a Telese.
Laurea in giurisprudenza presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. Dirigente amministrativa presso l’Università del Molise.



Andrea Ciervo nato a Caserta il 12.10.1975. Presbitero dal 24 novembre 2012 già Laureato in Giurisprudenza alla Federico II, con una tesi di Diritto Ecclesiastico sui Risvolti dei Patti Lateranensi col prof. Mario Tedeschi…tirocinante poi presso Studio Notaro in via Mezzocannone di Napoli…consegue il Baccalaureato presso l’Aloysianum di Padova nel 2007 con una tesi sulla Religione in Immanuel Kant col prof. Secondo Bongiovanni. Si Laurea in Sacra Teologia presso la Facoltà Teologica dell’ Italia Meridionale sezione san Tommaso nel 2012 sempre “Summa cum laude”
Presidente dell’Associazione culturale “La Biblioteca del Sannio”, dottore di ricerca presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” con una tesi sulla metadatazione della cartografia storica. Giornalista e direttore di Canale Sassuolo. Già docente a contratto di Lingua e Cultura Spagnola e Global History, presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo vanvitelliano, è attualmente tutor di Storia Contemporanea e Storia dei Partiti e Movimenti politici.






Farmacista. Dopo la laurea ha conseguito un master biennale e un corso di perfezionamento, approfondendo le conoscenze in ambito fitoterapico, micoterapico e nutraceutico, con la pubblicazione del lavoro di tesi sulla rivista di divulgazione scientifica di medicina naturale ‘Scienza Natura’ del Prof. Ivo Bianchi. Attivo nel sociale, è membro del Rotary Club Valle Telesina ed è amante dello sport e della natura. Innamorato del proprio territorio, ha iniziato a coltivare l’interesse per la storia locale.
Nato a Ponte, dove risiede. Dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato. Cultore di storia locale con particolare attenzione al periodo medievale. Ha pubblicato “Ponte tra Cronaca e Storia”, “Domenico Ocone, quarant’anni di storia pontese…”, “Le Vie di Ponte tra Storia e Leggenda”. Collabora con varie associazioni culturali.
Nato a Telese Terme ma originario di Amorosi è stato allievo del filosofo Massimo Achille Bonfantini. Laureato in Semiotica e Filosofia del Linguaggio presso l’Università l’Orientale di Napoli. Dedica le sue ricerche prevalentemente allo studio della filosofia e della psicologia dell’inconscio, come dei nuovi percorsi conoscitivi applicati alle neuroscienze. Ha pubblicato Cento petali e una rosa. Semiosi di un romanzo storico (Natan, 2016), Filosofia hegeliana e religione. Osservazioni su Sebastiano Maturi (Natan, 2017) e, recentemente, il saggio dal titolo: Nel gioco di un’incerta reciprocità: Gregory Bateson e la teoria del “doppio legame” (Ediz. Del Faro, 2020).
Musicista. Maestro di clarinetto ed orchestrale. Studioso di storia della filosofia e del ‘700 napoletano. Esperto simbolista e autore di testi esoterico/filosofici.
Nato a Napoli e residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale all’Università di Modena è stato aiuto chirurgo presso l’ospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente è pensionato. Dal 1° giugno 1978 è socio corrispondente dell’Associazione Culturale Italo Ispanica “C. Colombo – Madrid”. Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche. Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dell’Associazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio è stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.
Originario di Castelvenere. Già dipendente del Miur ora in pensione. Appassionato di Storia locale ed animatore di gruppi per la diffusione della lingua e delle tradizioni di Castelvenere.
Esperta di Comunicazione Istituzionale; in particolar modo di Social Media Policy e e di politiche agroalimentari legate all’economia di piccola scala per Slow Food, in Campania e Basilicata. Suoi contributi in ambito associativo sono legati a tradizioni e culture della terra e del territorio. Ha effettuato training in storiografia in Francia.
Dottore in Archeologia e Scienze Storiche, ha svolto diverse campagne di scavo alla necropoli del Cigno a Macchia Valfortore (CB), con l’Università degli studi di Napoli Federico II e alla necropoli di Crocifisso del tufo a Orvieto (TR), con il Parco Archeologico Ambientale dell’Orvietano e l’ Università dell’Arizona. È attuale vice Presidente della Pro Loco di Sant’Agata dei Goti (BN) dove svolge anche la funzione di OLP per il Servizio Civile Universale. È giornalista tirocinante presso la testata QuasiMezzogiorno. Sì è occupato di alcuni ambiti di archeologia della produzione del Sannio caudino. Attualmente s’interessa alle istituzioni sociali e militari del Medioevo. È vice Presidente dell’Istituto Storico Sannio Telesino.
Cultore di storia locale e delle tradizioni del suo paese. Autore del saggio “Notizie storiche ed urbanistiche di Cerreto antica” in cui ha ricostruito l’antico borgo distrutto dal terremoto del 1688.
Dottore in Legge ed autore di ricerche di Storia Locale. Ha partecipato al progetto “Un museo a colori” avente il fine di far conoscere il museo di arte ceramica di Cerreto Sannita. Le mansioni svolte sono state quelle di guida museale e bibliotecaria, e redazione di progetti e lavori di gruppo con gli altri volontari. Ha scritto un saggio nella Antologia dedicata al bicentenario della nascita di Michele Ungaro, edita dalla Società di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita.
Già sindaco di Caiazzo, dopo aver conseguito la maturità scientifica, rivolge il suo impegno politico alle battaglie del Partito Radicale, soprattutto nel campo della tutela dell’ambiente e in quello per una giustizia giusta. Nel 1980 viene eletto consigliere comunale a Caiazzo, città in cui vive, in rappresentanza della “nuova sinistra”. Nel 1982 aderisce alla Lega per l’Ambiente, promuovendo diverse iniziative per la tutela del fiume Volturno e per il recupero del patrimonio edilizio del centro storico di Caiazzo. Tra il 1987 e il 1994 è Presidente dell’Associazione Storica del Caiatino. Nel 1994 viene eletto sindaco di Caiazzo con la lista civica “Rinascita Caiatina”. Rieletto nel 1998, si adopera per una crescita socio-economica della città; realizza un programma pluriennale, che viene selezionato anche da “Sviluppo Italia” SpA per la costituzione di un Laboratorio di sperimentazione per lo sviluppo locale. Presidente dell’Associazione “Città Paesaggio” dal 2003, è coordinatore del progetto “Per una Carta dei paesaggi dell’olio e dell’olivo”, realizzato d’intesa con l’Associazione nazionale “Città dell’Olio”. Nel 2007 aderisce a Slow Food, dedicandosi soprattutto alla salvaguardia delle piccole produzioni agricole. Ha pubblicato con le Edizioni 2000diciassette: La Memoria e L’Oblio, un saggio sull’eccidio di Caiazzo durante l’ultimo conflitto mondiale.
Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza Cultore di Storia Locale ha scritto il saggio: Telesia 1349 Peste e Terremoto edizioni duemiladicessette, 2016, Cartoline da Telese ed. Unione Filatelica Beneventana, 2009; Castelvenere Valdese insieme a P. Carlo Ed. Realtà Sannita, 2016; Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita insieme a F. Pace, edito dall’ASMV nel 2019. Ha scritto nell’Antologia sulla vita di Michele Ungaro edito dalla Società di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita nel 2019.ha in corso di pubblicazione un libro di poesie. Dirige la collana di poesie della Casa Editrice FioriDiZucca. Presidente pro-tempore dell’Istituto Storico del Sannio Telesino. Premio Upupa 2017 e 2019 per gli studi di storia locale.
Insegnante, vive a Caiazzo. È Presidente del’Associazione Storica del Caiatino.
Maestro elementare, appassionato studioso e cultore di Storia Locale.
Biologo residente a Telese Terme. Cultore di storia locale con particolare riferimento alla storia del periodo sannitico. È autore del saggio “La Leonessa e il fenomeno luminoso nella grotta di Sant’Angelo” edito da Fioridizucca nel 2022.
Sannita di origini e toscano d’adozione. Medico anestesista, ha coltivato con interesse e particolarmente studiato la “Terapia del dolore”. Di tale disciplina è stato per lunghi anni docente all’Università di Siena. Ha avuto anche esperienze di insegnamento all’estero (Bobigny Paris nord, Accademia Russa delle Scienze mediche, Accademia Lettone di Scienze odontoiatriche). Ufficiale medico dell’Esercito italiano, è appassionato di esoterismo, di cultura e tradizioni popolari. E’ autore di saggistica. Ha recentemente pubblicato saggio su “Massoneria, relazioni umane e comunicazione tecnologica” edito da Fioridizucca edizioni.
Giornalista professionista. Scrittore di romanzi e direttore di diverse testate radio televisive. Fondatore del sito: Neifatti.it
Medico specialista in oncologia e cure palliative è autore principalmente di pubblicazioni scientifiche di settore in lingua inglese ed italiana. È stato inoltre relatore
Laurea magistrale in Lettere. Docente a Prato. Ha approfondito gli eventi storici che portarono alla “Marcia della fame” del 1957 nei comuni del Valfortore sannita. Ha scritto il “Catasto Onciario della Terra di San Salvatore”.
Medico e scrittore. Ha all’attivo numerose collaborazioni con riviste di carattere storico. Ha pubblicato una Vita di San Leucio, il libro: “Da Casale a Comune” e la Storia della Parrocchiale Santa Maria Assunta di San Salvatore Telesino. Ha partecipato all’Antologia “Dieci Medici Raccontano”, che ha ottenuto il “Premio Rufolo 2019”. Premio Olmo 2009 per il romanzo storico «L’ultima notte di Bedò», è anche autore di alcuni saggi sulla Storia della Medicina tra cui uno studio sulla Depressione dal titolo «Il potere misterioso della bile nera, breve storia della depressione da Ippocrate a Charlie Brown». Nel 2024 ha pubblicato “Fu la peste” e “Islam a Telesia” per ABE Editore Napoli. Fondatore e Direttore Editoriale della Casa Editrice Fioridizucca.
Studioso della storia del Risorgimento e cultore del periodo Borbonico, ha recentemente collaborato con un suo scritto all’antologia biografica dedicata a Michele Ungaro. Ha in corso un saggio su Sanchez De Luna, un Vescovo del ‘700.

Scrittore, poeta e divulgatore culturale. Medico di continuità assistenziale. Autore di diversi saggi storici e racconti. Ha partecipato all’antologia “Dieci Medici Raccontano”. Fondatore del Premio Nazionale Olmo che tutti gli anni si svolge in Raviscanina (Ce).
Dottore in Lettere. all’Università di Salerno, indirizzo “storico medievale”. Si è poi laureata in Scienze della Formazione primaria all’Ateneo di Campobasso. Studiosa della storia della sua città. Lettrice instancabile di autori italiani e stranieri, si occupa della formazione di piccoli lettori e poeti. È insegnante nella Scuola Primaria da quindici anni. Ha sperimentato innovative metodologie di approccio alla lettura utilizzando le nuove tecnologie che hanno portato alla pubblicazione di una ricerca dal titolo: TIC e DSA. Riflessioni ed esperienze sulle nuove frontiere della pedagogia speciale, Ed. EriksonLive. La storia locale e la ricerca accurata le ha permesso di pubblicare anche un Saggio in storia medievale sull’assetto urbano e riorganizzazione del territorio della Benevento nei sec. XI e XII. Animatore culturale, scrive poesie per fermare in foto-scritte, attimi di vita.
Medico di Emergenza territoriale residente in Puglianello. Ha collaborato all’opera Dieci Medici Raccontano.
Lorenzo Piombo, medico psichiatra, dirigente del Dipartimento Salute Mentale della ASL di Benevento. Ricercatore e studioso di storia. Vive e opera a Morcone.
Avvocato. Patrocinante in Cassazione. Scrittore di Storia Locale. Opera a Guardia Sanframondi.
Promotore culturale dell’area di Faicchio. Dopo aver conseguito la maturità classica si è laureato in Economia. È dirigente d’impresa a Milano nel settore delle borse valori e mercati finanziari. Ha scritto diversi articoli sulla stampa finanziaria nazionale, tra cui il Sole 24 Ore ed Investire. È appassionato di cultura locale, ha vinto il premio Prosa IX Premio letterario dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Titolare delle strutture ricettive “Magie del Sannio” ha dato vita anche al “Piccolo Museo privato di Faicchio Magie del Sannio”.
Dottore in Storia. Autore di un saggio storico, conseguente a ricerca d’archivio, sul suo Comune dal titolo: Faicchio 1920 – 1946 dall’avvento del Fascismo alla nascita della Repubblica, 2016.
Medico ed esperto di storia della gastronomia.
Architetto e docente. Appassionato cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, città in cui vive. Ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti. Collabora con il Blog dell’Istituto Storico del Sannio di cui è socio fondatore. È autore del saggio “Cominium Ocritum e le forche caudine: una storia
Studioso del ‘700 napoletano e dell’epopea di Federico II ha approfondito in modo particolare le influenza arabe sull’architettura napoletana. Studioso di suffisso e di religioni orientali.
Medico del Lavoro. Regista teatrale. Giornalista pubblicista. Fondatore di “Byblos”, la biblioteca del Sannio. Scrittore e divulgatore della storia e dei personaggi del Sannio, ha pubblicato “A tavola nel Sannio”, una guida ai ristoranti della provincia di Benevento; “Dietro la Leggenda” (2016), una raccolta di racconti ispirati a fiabe e a leggende del Sannio. Nel 2017 ha pubblicato “Samnes”, un romanzo storico sull’epopea sannita. Ha curato la trascrizione del manoscritto e la stampa dei tre volumi delle “Memorie storiche di Cerreto Sannita per Arcidiacono Nicola Rotondi”. Nel 2019 ha pubblicato “Guida alla Valle Telesina e al Sannio”. Ha pubblicato “Il delitto del pozzo dei pazzi”, un medical-thriller ambientato nel primo ‘900 nell’ospedale degli Incurabili di Napoli. È autore della “Storia di Cerreto dalla preistoria alla seconda guerra mondiale (2022) e di “Fiabe e Favole in cerretese”, edito da Fioridizucca. (2023).
È nato e vive a Castelvenere. Già docente di materie letterarie nella scuola statale, ha pubblicato diverse raccolte di liriche, pagine di ricerca letteraria, studi relativi alla cultura popolare. È presente in antologie, dizionari bio-bibliografici e testi scolastici. Appassionato si storia e di tradizioni locali, è membro di associazioni culturali nazionali. I suoi versi hanno ricevuto giudizi positivi da parte della critica e in concorsi letterari si è classificato ai primi posti.
Giornalista Pubblicista. Esperto di Enologia, collabora a diversi siti web del settore. Collaboratore del blog lucianopignataro.it è responsabile dell’Ufficio Stampa del Sannio Consorzio Tutela Vini. 
Infaticabile animatore culturale dell’area del Caiatino e del Casertano. Allievo del prof. Galasso. Fondatore di Gruppi culturali dediti alla divulgazione della storia del Territorio, attualmente responsabile di Procedimento Unità Operativa Biblioteca civica e Archivio Storico del Comune di Caiazzo.