
Ci sono storie che attendono decenni nellโombra prima di ritrovare la luce. ร quanto accaduto con la ripubblicazione del romanzo Il cavaliere di maggio, di Mario Puorto (Fioridizucca editore)1Con prefazione del prof. Antonio Gisondi, il volume รจ stato curato dallโIstituto Storico del Sannio Telesino.: un evento che mi ha spinto a ripercorrere il convulso triennio 1943-1946 a Caiazzo. La ricerca ha trovato una svolta decisiva grazie anche a una segnalazione dellโamico Gaetano Chichierchia: un fascicolo delle Autoritร Alleate conservato allโArchivio Centrale dello Stato, le cui carte aprono oggi una nuova finestra su quegli anni tormentati.Attraverso queste testimonianze riemerge con nitidezza il clima di quel periodo, quando la comunitร di Caiazzo si trovรฒ sospesa tra due mondi: quello appena crollato del fascismo e quello, ancora incerto, dellโoccupazione alleata. In questo vuoto di potere emersero tensioni e tentativi di ricostruire lโordine preesistente. Esausta e divisa, la popolazione era sottoposta a unโautoritร straniera che faticava a comprendere le dinamiche locali, preoccupata solo di mantenere lโordine pubblico. La fine del regime fascista aprรฌ una fase caotica in cui dominava, sopra ogni cosa, lโistinto di sopravvivenza. Quando gli americani entrarono in cittร il 14 ottobre 1943, i corrispondenti di guerra al seguito della quinta Armata statunitense riferirono che la popolazione era piรน inferocita che esultante. Vennero catturati 24 soldati tedeschi e il capitano Valentine Lentz, che comandava le operazioni, dichiarรฒ al giornale Il Progresso Italo-Americano:
Attualmente le maggiori difficoltร che dobbiamo superare consistono nel frenare il furore della popolazione che vuole fare giustizia sommaria dei prigionieri. Gli abitanti sono esacerbati per la distruzione compiuta nelle loro case e nelle loro campagne. Le donne sono piรน furenti degli uomini. Un gruppo di esse, come furie infernali, si sono scagliate contro i prigionieri, mentre marciavano per le vie tra i nostri soldati, colpendoli con bottiglie vuote e con altre armi primitive. Ci siamo trovati nella curiosa posizione di dover difendere i tedeschi dalle giuste ire della folla.2G. Agnone – G. Capobianco, La barbarie e il coraggio, Napoli 1990, p. 34.
Negli ultimi giorni dellโoccupazione tedesca, i militari della Wehrmacht avevano lasciato dietro di sรฉ solo distruzione e una lunga scia di sangue. Angelo De Masi fu il primo a cadere, mitragliato alle spalle nel disperato tentativo di sfuggire a un rastrellamento. La violenza continuรฒ senza sosta: il 7 ottobre, nei pressi di piazza Porta Vetere, Elvira Giorno fu uccisa con un colpo di pistola alla tempia; lโ8 ottobre toccรฒ ad Antonio Buonomo, freddato da due colpi di arma da fuoco. Le esecuzioni proseguirono nei giorni successivi: il 9 ottobre una raffica di mitra colpรฌ Donato De Sciscio, contadino di S. Marco dei Cavoti, e il 10 ottobre, con la stessa modalitร , perse la vita Giovanni Altieri. Il 12 ottobre la ferocia nazista travolse il militare palermitano Francesco Alesi e due contadini di Limatola, Giulio Gallo e Antonio Caporale. In quella stessa data, Caiazzo e SS. Giovanni e Paolo furono messe a ferro e fuoco. Il reverendo Giuseppe Rocereto cosรฌ lo ricorda:
Gli incendi durarono tutta la notte del 12 ottobre; molte case ardevano come tristi falรฒ, ed i loro sinistri bagliori gettavano lo sgomento in tutti coloro che, datisi alla macchia, vivevano nei boschi circostanti, impossibilitati a portare soccorso.3ibidem
Il 13 ottobre caddero Francesco Della Rocca e i fratelli Antonio e Domenico Mondrone. Fu solo il 15 ottobre che le truppe americane scoprirono lโorrore finale: il massacro di 22 civili, tra uomini, donne e bambini, compiuto due giorni prima sulla collina di Monte Carmignano. Mentre si avvertiva ancora lโodore delle macerie fumanti e si contavano le vittime, il 16 ottobre il vescovo Di Girolamo convocรฒ le personalitร piรน in vista del paese per un censimento dei civili feriti e il soccorso ai piรน bisognosi di assistenza. Alla riunione parteciparono il podestร Ferdinando De Angelis4Nominato il 21 dicembre 1942 dal prefetto di Benevento, sarร confermato nella carica fino al giugno 1944, come i due terzi dei podestร della provincia sannita. con i fratelli Eduardo ed Eugenio, i magistrati Loreto Severino e Biagio Incoronato, il canonico Raffaele Puorto, i medici Nicola Molfino e Diodato Marocco.
Tuttavia, tre giorni dopo, il clima di apparente unitร fu incrinato dalle prime spinte di rottura politica. Il 19 ottobre Fioravante Pannone, cittadino di Caiazzo ma naturalizzato statunitense, si presentรฒ a un ufficiale dellโintelligenceamericana come portavoce del popolo. Egli denunciรฒ le minacce ricevute dal comandante dei Carabinieri poco prima dellโarrivo degli Alleati, accusandolo anche di aver assunto, unitamente alle autoritร civili, condotte repressive durante il fascismo.
Il Counter Intelligence Corps (CIC – agenzia del controspionaggio militare USA) accolse tali dichiarazioni con cautela, dubitandone lโaffidabilitร , ma scelse di mantenere i contatti sia con lui sia con il giudice Severino, suggerito come potenziale podestร provvisorio. Questโultimo, perรฒ, consapevole della dubbia reputazione di Pannone, si distanziรฒ presto dalle sue iniziative: una scelta dettata da un rigoroso senso della legalitร che finรฌ per emarginarlo dalle dinamiche politiche della prima fase post-fascista.5Archivio Centrale dello Stato, CAIAZZO (1943 ott. – 1944 mag.), documento pubblicato sul sito https://patrimonioacs.cultura.gov.it/patrimonio/d6a239f3-163a-4db0-ad18-b3c28e89d13b/134-caiazzo-1943-ott-1944-mag
Il 24 ottobre si costituรฌ anche a Caiazzo il Comitato di Liberazione Nazionale. Dal verbale della riunione risultavano presenti:
1) il cavalier Loreto Severino, in rappresentanza del dottore Diodato Marocco, per il Partito della Democrazia del Lavoro; 2) il sacerdote Don Fausto Cusano in rappresentanza della Democrazia Cristiana; 3) il signor Attilio Rispoli per il Partito dei Combattenti (del 1915-18); 4) il signor Fioravante Pannone, detto Fortunato, per il Partito di Azione e per il [Partito] Liberale; 5) il signor Francesco Mastroianni per il Partito Comunista; 6) il signor Nicola Santacroce per il Partito Socialista.6Il documento รจ stato ritrovato dallo storico Armando Pepe presso lโArchivio di Stato di Napoli e pubblicato su https://www.clarusonline.it/2021/10/22/il-ricordo-della-barbarie-la-strage-di-monte-carmignano-nella-storia-di-caiazzo/
I partecipanti dichiararono di volersi costituire in CLN
[โฆ] allo scopo di tenere elevato lโanimo della cittadinanza e per rafforzarne lo spirito di resistenza contro lo straniero e tutti coloro che potrebbero dargli assistenza ed aiuto.
[โฆ] Questo รจ piรน che necessario in Caiazzo, anzi รจ doveroso, perchรฉ Caiazzo รจ stata duramente provata dalla barbarie delle soldatesche germaniche, con saccheggi, stragi dโinnocenti ed incendi.7ibidem
La composizione del Comitato riflette chiaramente lโintenzione di escludere chiunque avesse avuto un ruolo politico-amministrativo durante il regime fascista. Per raggiungere questo obiettivo, si tentรฒ di rappresentare tutte le correnti politiche, anche in modo forzato. Tuttavia, questa fase di transizione durรฒ poco: in breve tempo molti dei protagonisti di quel periodo cambiarono, per scelta o per necessitร , la propria collocazione politica.

Il Partito Liberale divenne espressione della continuitร del potere locale. Alla sua guida si impose Eugenio De Angelis, fratello del podestร . Tra gli altri esponenti liberali figuravano Natalino Torone, Carmine Cervera, Costantino Cervo, Pasquale Ferraiuolo e Guido Ferraiuolo.8C.A. Sparano, op. cit., p. 19. In quel clima di fermento, aprirono le proprie sezioni anche la Democrazia Cristiana โ guidata da Giuseppe Puorto, Raffaele Castellano e Mario Puorto โ e il Partito Socialista di Unitร Proletaria, capeggiato dal giudice Loreto Severino insieme al cugino Antonio, a Medoro Aldi e Nicola Santacroce. Parallelamente, si organizzรฒ il Partito dโAzione attorno alle figure del medico Diodato Marocco, del figlio Fabio e di Carlo Insero.
Carmine Cervera, testimone diretto di quegli anni, mi riferรฌ che a Fioravante Pannone fu โsuggeritoโ โ per usare un eufemismo โ di abbandonare il Partito Liberale per assumere il ruolo di rappresentante del PCI. Il โsuggerimentoโ ebbe seguito: il gruppo di Pannone confluรฌ nel Partito Comunista Italiano dove figuravano, tra i dirigenti locali, anche Antonio Negri, Giovanni Perrone, Angelo Fasulo, Francesco Mastroianni e Alfonso Giannelli Savastano. Allโepoca non era raro che chi aveva aderito in precedenza al fascismo, o si muoveva in zone dโombra della legalitร , cercasse una sorta di โverginitร politicaโ tra le file del CLN. In questo contesto il PCI, percepito come lโorganizzazione politica di massa piรน socialmente aggressiva, divenne un polo dโattrazione per chiunque tentasse di mimetizzarsi nel nuovo ordine democratico. Agli esordi, la sezione comunista si articolรฒ in piccole cellule territoriali, per facilitare il proselitismo e schermare gli iscritti dalle ostilitร del clero e del notabilato. Tuttavia, la dubbia reputazione di alcuni suoi esponenti offrรฌ il fianco agli avversari, che ne approfittarono per isolare il partito, esasperandone la natura atea e collettivista cosรฌ da alimentare la โpaura del comunismoโ tra la popolazione. Il 2 novembre 1943 le Autoritร Alleate ricevettero una petizione promossa da Pannone e sottoscritta da novantanove cittadini. Il documento recitava come segue:
I sottoscritti cittadini e capi di famiglia di Caiazzo esprimono il loro desiderio di avere un Podestร che sia un uomo onesto e degno. Lโattuale Podestร Ferdinando De Angelis รจ un fascista fin dalla prima ora. Durante il periodo della sua amministrazione ha abbandonato le nostre case durante il periodo dei bombardamenti, cercando rifugio altrove. Al suo ritorno dopo alcuni giorni, ha ordinato di requisire viveri e vino per le truppe americane. I sottoscritti cittadini sperano che le Autoritร Alleate vogliano provvedere per il bene della loro cittร .
Il 21 novembre, a distanza di poche settimane, venne inviata una nuova petizione al Governatore militare americano di Napoli. Promossa probabilmente dai fratelli De Angelis, la missiva denunciava le prepotenze del gruppo di Fioravante Pannone, pur non menzionandolo in modo esplicito:
I sottonotati cittadini, lesi nei loro interessi e nella libertร , si rivolgono a codesto Comando per protestare contro un sistema autoritario assuntosi da certuni di questo paese, senzโalcuna autorizzazione e senza alcun mandato. Entriamo nei particolari. Premettiamo che in primo luogo questi signori, con un passato prettamente fascista (perchรฉ alcuni di essi ex gerarchi) formatisi in Commissione, pretendono continuare nei sistemi mussoliniani adoperando la prepotenza e la violenza, e cercando di coartare quella Libertร che ci fece intravedere e poi godere S.E. BADOGLIO, non appena assunto il potere. Ad esempio, sono fermati, provocati e minacciati di arresto coloro i quali, per puro bisogno, girovagano per procacciarsi quanto appena puรฒ bastare per il loro sostentamento, sequestrando loro tutto quello che hanno acquistato. Il contadino รจ perseguitato. Da esso si pretende quello che non ha, per quanto sia ben conosciuto che lโagricoltore ha subito da parte dei tedeschi i maggiori danni: distruzione di cereali, sottrazione ed uccisione di bestiame, incendi ed uccisioni di persone. Non puรฒ andare al molino per molire il grano, non puรฒ con libertร trasportare le olive nel frantoio, perchรฉ queste Commissioni autonominate si fanno avanti e gli precludono il passaggio, sequestrandogli finanche quanto vogliono. Questi soprusi, poi, vengono fatti da persone che hanno un passato torbido e che ha sapore di galera. Costoro, per sentirsi meglio garantiti, non solo ostacolano l’attivitร della locale autoritร , ma hanno preteso da essa una dichiarazione di non essere stati mai fascisti, cosa che, non rispondendo affatto al vero, รจ stata energicamente loro negata. Puรฒ la cittadinanza tollerare tale stato di cose? Puรฒ il Governo Americano, improntato al piรน alto senso di umana libertร , permettere che questa ci venga ancora preclusa o negata? La venuta degli Americani in Italia ci ha sottratto dal giogo tedesco e ci ha garantito la Libertร dataci da Badoglio, autore della caduta del Fascismo. Vogliamo sperare che codesto Governo voglia provvedere a che siano eliminati i facinorosi che come iniziarono nel 1922 la lotta per l’assunzione al Governo del Fascismo, cosรฌ credono oggi, sotto altra forma, conservare i sistemi che hanno portato al lutto ed alla miseria la Nazione Italiana.
Caiazzo, 21 novembre 1943
Perillo Francesco fu Giuseppe [primo firmatario, n.d.r.]9Archivio Centrale dello Stato (ACS), CAIAZZO…, cit.
Questo documento costituisce uno straordinario spaccato dellโItalia post-armistizio e descrive quella โzona grigiaโ che seguรฌ la Liberazione. In questo contesto i firmatari individuavano in Badoglio il garante della ritrovata libertร : per loro lโ8 settembre segnava il ripristino di una legalitร interrotta dalla parentesi fascista. Di conseguenza, chiunque agisse al di fuori di questo nuovo ordine veniva paradossalmente paragonato ai โfacinorosiโ che nel 1922 favorirono lโascesa del regime.
Il 25 novembre giunse a Caiazzo il principe ereditario Umberto di Savoia. Il vescovo Di Girolamo cosรฌ annotรฒ la sua visita:
Alle 8,3/4 giunge improvvisamente S.A.R. il Principe di Piemonte con un Col. dโAviazione e un Capitano: entra in Cattedrale โฆ, il Colonnello viene su a darmene avviso: nemmeno capisco bene โฆ confuso rispondo che favorisca in Episcopio. Un momento dopo vedo Lui โฆ Gli corro incontro giรน per le scale chiedendo mille scuse. Con augusta e francescana bontร e degnazione chiede notizie dei danni della popolazione interessandosene assaissimo e desiderando dettagli โฆ Giungono Autoritร โ il Capitolo, suore e folla โฆ Sโintrattiene col Podestร โฆ indi riceve gli altri, il mio Capitolo, per ciascuno la parola sorridente e buona, poi le Suore โฆ Tanto popolo in piazza e sapendone il disagio temo โฆ Accenno a S.A.R. qualcosina โฆ cercando preparare. Il rumore cresce; do unโocchiata paterna fuori e mโaccorgo che รจ il mio buon popolo, spalancando il balcone โฆ S.A.R. con lโusata augusta degnazione buona mi avverte a non farmi male aprendo il balcone sinistrato โฆ Aprii e unโesplosione magnifica di evviva e battimani a S.A.R., a Casa Savoia! Mille Deo gratias!10G. Agnone – G. Capobianco, op. cit., pp. 101-103.
Il 30 novembre Loreto Severino informรฒ le Autoritร Alleate che lโorganizzazione โItalia liberaโ11โItalia Liberaโ fu un movimento autonomo, che ebbe vita breve nel Mezzogiorno. Aveva una forte impronta repubblicana. si stava prodigando per garantire a tutti i cittadini una razione minima di farina per il loro sostentamento, ma con difficoltร :
[โฆ] Con lโapprovazione delle autoritร alleate, si รจ quindi proceduto alla distribuzione del grano alla popolazione civile, vigilando affinchรฉ nessuno lo accumulasse o ne facesse oggetto di speculazione. In questo contesto, alcuni cittadini hanno collaborato, mentre altri hanno cercato di opporsi alle misure adottate. Ad esempio, il Signor Fioravante Pannone e alcuni suoi collaboratori hanno cercato di ostacolare il piano di distribuzione, rifiutandosi di seguire le disposizioni imposte dalle autoritร competenti. Nonostante queste difficoltร , ยซItalia Liberaยป ha continuato a lavorare per garantire la giusta distribuzione delle risorse e alleviare le sofferenze della popolazione. Non tutti hanno apprezzato il nostro lavoro, ma siamo grati a coloro che hanno compreso lโimportanza della nostra missione e hanno offerto il loro aiuto. Preghiamo il Comune di valutare la possibilitร di costituire unโorganizzazione stabile che possa garantire in futuro la giusta distribuzione delle risorse e prevenire qualsiasi tentativo di speculazione o accumulo illecito.12Archivio Centrale dello Stato (ACS), CAIAZZO…, cit.
Il 3 dicembre inviรฒ unโaltra nota riservata al capitano Salvatore La Rosa โ ufficiale di collegamento dellโesercito americano โ in cui denunciava una generale inosservanza dellโordinanza sullโammasso:
La situazione di Caiazzo, dopo il suo intervento, si รจ in gran parte normalizzata; perรฒ permangono alcuni punti di resistenza che รจ mio dovere segnalarle. Il numero dei Carabinieri va diminuendo, e il loro aiuto per la vigilanza sul contrabbando viene meno. In conseguenza di ciรฒ รจ stato impossibile formare una pattuglia per impedire che i proprietari di grano si rechino a sfarinare presso i molini in provincia di Napoli per evitare di dare il 10% per la popolazione tesserata; e cosรฌ molta farina sfugge al contributo. Similmente non si รจ potuta avere lโassistenza dei Carabinieri per la vigilanza ai frantoi oleari, alcuni dei quali hanno scacciato i controllori comunali. Finora allโammasso non si รจ avuto ancora un litro di olio.13ibidem
Fioravante Pannone ebbe gioco facile nel raccogliere attorno a sรฉ mezzadri e piccoli coltivatori diretti. Il boicottaggio dellโordinanza sullโammasso, pur essendo destinato ad alimentare inevitabilmente il mercato nero, rappresentava una forma di protesta contro una โclasse padronaleโ che, nelle settimane successive alla liberazione dellโarea caiatina, sembrava ancora mantenere il controllo della situazione. Il 4 dicembre lโufficiale superiore per gli Affari Civili del Governo Militare Alleato (AMG) in provincia di Benevento, W.A. Thistlethwaite, scrisse:
[โฆ] Pannone non fa mistero del fatto di agire come agente per il C.I.C. (se ciรฒ sia vero o meno non รจ noto) e tutti nel comune lo credono tale; di conseguenza, egli si ritiene, almeno a suo parere, una persona di una certa importanza. Si sostiene che Pannone, con lโaiuto di alcuni soldati americani a cui si era rivolto, sia stato determinante nel calpestare un ordine del Podestร che imponeva ai produttori di consegnare il grano e al mugnaio di macinarlo per sfamare la popolazione affamata. Fortunatamente, il Capitano La Rosa รจ arrivato al momento opportuno e ha fermato questo sopruso.
Le difficoltร materiali erano enormi e le condizioni igieniche, pur sotto controllo, restavano precarie: poco cibo, pochi alloggi, centinaia di sfollati in cittร senza che il Comune avesse i mezzi per sostenerli. Gli amministratori locali inviavano continue richieste di aiuto agli Alleati, chiedendo fondi, viveri e assistenza, come nel caso della nota che segue:14ibidem
COMUNE DI CAIAZZO
Il sottoscritto, in qualitร di Sindaco pro-tempore della cittร di Caiazzo,
- Rileva che il Comando Alleato, con suo ordine, ha fatto affluire in questo Comune circa 2.000 sfollati;
- Rileva che detto Comando ha assicurato che avrebbe provveduto al loro mantenimento;
- Rileva che, per il momento, non ha provveduto a distribuire viveri di alcun genere;
- Rileva che l’amministrazione comunale รจ impossibilitata a provvedere per mancanza di fondi;
- Rileva che la popolazione รจ in grave stato di agitazione;
- Rileva che รจ necessario provvedere urgentemente;
- Rileva che occorrono viveri di vario genere per circa 2.000 persone;
- Rileva che occorrono circa ยฃ. 40.000 giornaliere;
- Rileva che occorrono circa ยฃ. 1.200.000 mensili.
Pertanto
Prega vivamente il Comando di provvedere urgentemente.
Il Sindaco pro-tempore, Ferdinando De Angelis
Poi, il 27 gennaio 1944, la situazione precipitรฒ ulteriormente: Caiazzo venne colpita per errore da un bombardamento dellโaviazione americana, sebbene gli Alleati presenti sul posto ne avessero inizialmente attribuito la responsabilitร ai tedeschi. In pochi minuti il centro abitato venne devastato: decine di morti, molti feriti, edifici distrutti, infrastrutture interrotte. La cittร si ritrovรฒ in macerie, con gran parte della popolazione del centro urbano senza casa e senza mezzi di sostentamento. Gli americani intervennero con soccorsi e aiuti, ma le risorse erano limitate rispetto allโentitร della distruzione. Dopo il bombardamento, la disperazione era totale. Lโamministrazione locale descriveva alle Autoritร Alleate una popolazione stremata, che aveva perso tutto: case, lavoro, sicurezza. Le richieste di assistenza si moltiplicavano: servivano alloggi, cibo, cure mediche, denaro per ricostruire. Il 28 gennaio 1944 il sindaco Ferdinando De Angelis scrisse al capitano Leslie Hill, ufficiale per gli Affari Civili dellโAMGOT:15Allied Military Government of Occupied Territories.
Signor Capitano,
Le scrivo in riferimento alla sua visita di ieri a Caiazzo. La situazione a Caiazzo รจ estremamente grave. La cittร รจ stata bombardata per la seconda volta in meno di tre mesi. La maggior parte degli edifici sono stati danneggiati o distrutti. Molte persone sono rimaste senza casa e hanno perso tutti i loro beni. Le infrastrutture della cittร sono state gravemente colpite. Le strade sono bloccate dalle macerie, rendendo difficile la circolazione. Le linee elettriche e telefoniche sono state interrotte, e la rete idrica ha subito danni in diversi punti. La popolazione รจ in uno stato di profonda disperazione. Hanno perso i loro cari, le loro case e i loro mezzi di sussistenza. Hanno urgente bisogno di cibo, vestiario, alloggi temporanei e assistenza medica. Le autoritร locali stanno facendo del loro meglio per far fronte alla situazione, ma le loro risorse sono limitate. Hanno urgente bisogno di assistenza esterna.
Pertanto, La prego vivamente di voler prendere in considerazione la possibilitร di fornire aiuti urgenti alla popolazione di Caiazzo. In particolare, avremmo bisogno di:
- Alloggi temporanei per i senzatetto.
- Forniture di cibo e vestiario.
- Assistenza medica e sanitaria.
- Materiali per la riparazione delle abitazioni e delle infrastrutture.
- Assistenza finanziaria per aiutare le persone a ricostruire le loro vite.
Sono fiducioso che, con il Suo prezioso aiuto, potremo alleviare le sofferenze della nostra popolazione e avviare la lenta e difficile opera di ricostruzione.
La ringrazio anticipatamente per la Sua attenzione e collaborazione.
Con i piรน cordiali saluti, Il sindaco Ferdinando De Angelis16Archivio Centrale dello Stato (ACS), CAIAZZO…, cit
Il 29 gennaio il capitano Reynolds inviรฒ al Quartier Generale AMGOT il seguente rapporto:17ibidem
Facendo seguito alle mie precedenti comunicazioni riguardanti i danni causati dal bombardamento a Caiazzo, desidero ora fornire un resoconto piรน dettagliato basato su un sopralluogo effettuato il 29 gennaio 1944. Le tre chiese principali sono state gravemente danneggiate, e si stima che il loro restauro richiederร una somma considerevole. Un rapporto dettagliato sui danni a ciascuna chiesa รจ allegato alla presente. Per quanto riguarda gli edifici privati, รจ difficile fornire una stima precisa dei danni senza un’indagine casa per casa. Tuttavia, sulla base di un’ispezione generale, si stima che circa il 70% degli edifici abbia subito danni di varia entitร . Molte case sono state completamente distrutte, mentre altre hanno subito danni strutturali o danni minori come finestre e tetti danneggiati. Il bombardamento ha anche causato danni significativi alle infrastrutture della cittร . Le strade sono state bloccate da macerie, rendendo difficile la circolazione. Le linee elettriche e telefoniche sono state interrotte, e la rete idrica ha subito danni in diversi punti. Inoltre, il bombardamento ha avuto un grave impatto sulla popolazione civile. Molte persone sono rimaste senza casa e hanno perso tutti i loro beni. La distruzione delle attivitร commerciali ha portato alla perdita di posti di lavoro e ha interrotto l’economia locale. ร essenziale che vengano intrapresi interventi urgenti per fornire alloggi temporanei ai senzatetto, ripristinare i servizi essenziali e fornire assistenza alle famiglie colpite. Una valutazione completa dei danni รจ necessaria per pianificare e attuare un programma di ricostruzione efficace. Si prega di considerare la gravitร della situazione e di fornire l’assistenza necessaria per alleviare le sofferenze della popolazione di Caiazzo.
Il 31 gennaio 1944, il maggiore. F.J. Armstrong, Ufficiale Superiore per gli Affari Civili, informรฒ il Quartier Generale AMG:18ibidem
Alle ore 16:00 di venerdรฌ 28 gennaio [27 gennaio, n.d.r.], 8 bombardieri tedeschi hanno sganciato bombe senza interferenze sul centro di Caiazzo in questa provincia. Almeno 22 persone risultano essere state uccise e 40 ferite. Il luogo ha ricevuto attenzione da parte del vicino ospedale da campo dell’esercito americano. Non ci sono state vittime militari. Una vicina unitร del Genio dellโEsercito Americano ha prestato immediata assistenza nei lavori di soccorso e sgombero delle strade.
Il Capitano Reynolds, Ufficiale Affari Civili, ha visitato il Comune il 29 gennaio e ha fornito assistenza. Ho fatto inviare farina e forniture mediche al Comune, e il Colonnello White e il Capitano Reynolds si sono recati lรฌ oggi per fornire ulteriori consigli e assistenza secondo necessitร .
Benevento, 31 Gennaio 1944
Maggiore F.J. ARMSTRONG, Ufficiale Superiore Affari Civili
Intanto, tra una emergenza e lโaltra, la comunitร locale dovette a fare i conti anche con lโereditร del regime. Nonostante le ampie responsabilitร collettive, il processo di epurazione si risolse in unโoperazione mirata: la colpa politica venne attribuita esclusivamente a un ristretto nucleo di esponenti di spicco, tra cui i fratelli De Simone, Domenico Giannelli Savastano, Pia Lamberti, Luigi De Sorbo e Vittorio Orlando19Su 18 dirigenti fascisti solo in quattro furono inviati al campo di concentramento. La magistratura avviรฒ inoltre indagini penali a carico di Stefano De Simone e Vittorio Orlando per episodi di squadrismo risalenti al 1922 (devastazione della sede del Partito Nazionalista di Piana di Caiazzo). Cfr. N. Santacroce, op. cit.
Questa โauto-assoluzioneโ della classe dirigente locale, che scelse di consegnare un manipolo di fascisti alla rabbia popolare per preservare sรฉ stessa, era funzionale a una precisa prospettiva politica: considerare la dittatura come una โparentesiโ da chiudere rapidamente per tornare a una normalitร monarchica e conservatrice. In questo contesto, la sopravvivenza delle รฉlite si legรฒ alla difesa di Casa Savoia, vista come baluardo contro il “pericolo rosso” rappresentato soprattutto da un Partito Comunista sempre piรน agguerrito.
In definitiva, mentre il ceto medio rimaneva “prigioniero del suo passato prossimo” e dei sensi di colpa per i disastri della guerra, lโepurazione ufficiale si dimostrรฒ selettiva e temporanea. Su diciotto dirigenti fascisti, solo quattro furono effettivamente ristretti in un campo di concentramento per un periodo relativamente breve, confermando come la volontร di โnormalizzazioneโ prevalse sulla reale necessitร di un rinnovamento profondo del Paese.
In questo solco di continuitร si inserisce lโinsediamento della prima giunta comunale di nomina prefettizia, che avvenne il 26 giugno 1944. A ricoprire la carica di sindaco fu confermato Ferdinando De Angelis, giร podestร dal 1936 e ora amministratore liberale. Tra gli assessori, un socialista (Medoro Aldi), un democristiano (Gennaro Puorto, assessore supplente) e quattro liberali (Domenico Isotti, Natalino Torone, Costantino Cervo e Carmine Cervera, questโultimo assessore supplente).
Risulta evidente il contrasto tra la composizione del primo CLN cittadino, debole e delegittimato, e quella della giunta comunale, che aveva il sostegno del prefetto e del governatore militare di Benevento.20G. Agnone – G. Capobianco, op. cit., p. 112.
Nellโagosto 1944 fu costituito un nuovo CLN: se Sparano attribuisce la svolta a un โdissenso interno causato dallโeccessivo accentramento di potere del presidente Severino e del vice Maroccoโ, appare piรน probabile che il rimpasto fosse lโesito della progressiva โistituzionalizzazioneโ dei CLN nel Mezzogiorno, ormai sotto il controllo del Governo Militare Alleato. Questa nuova compagine includeva i delegati di tutti i partiti presenti a Caiazzo, tra cui Carmine Cervera per la famiglia De Angelis (PLI). La presidenza fu affidata a Nicola Santacroce (PSIUP), affiancato dal vicepresidente Fabio Marocco (PdโA), da Mario Puorto (DC) e Francesco Mastroianni (PCI).21C.A. Sparano, op. cit., p. 17.
Non รจ chiaro se fu lโingresso di un rappresentante dei De Angelis nel CLN a scompaginare il quadro politico โantifascistaโ; sta di fatto che, nella notte del 14 agosto, un ordigno rudimentale esplose davanti allโabitazione del sindaco il quale, pochi giorni dopo, ricevette anche minacce anonime. Lโattentato causรฒ danni lievi, ma esasperรฒ le tensioni interne alla comunitร .
Il 3 settembre la Giunta, su proposta dellโassessore Costantino Cervo, approvรฒ una mozione che, nel condannare lโatto intimidatorio, esprimeva piena solidarietร al primo cittadino.22cfr. N. Santacroce, op. cit., (allegati). Sebbene i responsabili non siano mai stati identificati, i sospetti ricaddero subito sui comunisti che, nonostante la crescente ostilitร , nel 1945 contavano circa cento aderenti.23G. Capobianco, La costruzione del โPartito nuovoโ in una provincia del Sud, Salerno 1981, p. 183.
Dal 26 settembre il sindaco rinunciรฒ a esercitare le sue funzioni delegando il vicesindaco Domenico Isotti.
Nel maggio 1945 il prefetto di Benevento nominรฒ una nuova giunta. Nella compagine amministrativa figuravano Domenico Isotti (sindaco, liberale), Eugenio De Angelis (liberale, fratello del podestร Ferdinando), Medoro Aldi (socialista), Costantino Cervo (liberale), Natalino Torone (liberale), Carmine Cervera (liberale, assessore supplente) e, per la prima volta, Francesco Mastroianni (comunista, assessore supplente).
Anche il CLN locale fu rinnovato in ottemperanza a una direttiva del Governo Militare Alleato, che prevedeva due rappresentanti per ogni partito. Entrarono a farne parte: per il Partito Socialista di Unitร Proletaria, Ortensio Severino (presidente) e Antonio Severino (vicepresidente); per la Democrazia Cristiana, Mario Puorto e Raffaele Castellano; per il Partito Comunista Italiano, Fortunato Pannone e Francesco Mastroianni; per il Partito dโAzione, Fabio Marocco e Carlo Insero; per il Partito Liberale Italiano, Natalino Torone e Carmine Cervera.24C.A. Sparano, op. cit., p. 18.
Nel settembre 1945 la composizione della giunta fu ulteriormente rimaneggiata: Carlo Insero (azionista) e Giuseppe Puorto (democristiano) subentrarono a Natalino Torone (liberale) e Gennaro Puorto (democristiano). Questโorgano โ formato da tre liberali, un socialista, un comunista, un democristiano e un azionista โ rimase in carica fino alle prime elezioni amministrative libere del 6 ottobre 1946. Nella tarda mattinata del 1ยฐ novembre 1945 le tensioni politiche culminarono in un episodio di violenza: alcune decine di contadini diedero vita a una spedizione armata contro la sezione comunista. Fu un capitano della polizia militare americana a fornire loro le armi: 24 moschetti, un mitra, quattro mitragliatrici e diverse bombe a mano. Gli uomini si radunarono sulla strada statale nei pressi del bosco di Pontiele e, prima di entrare in paese, qualcuno diede loro una bandiera degli Stati Uniti e vino in abbondanza.25La circostanza mi fu riferita negli anni โ80 dal prof. Ortensio Severino e da uno degli imputati.
Andrea Vetrone, accusato di aver organizzato lโassalto, il giorno dopo ammise le proprie responsabilitร assieme a Giovanni Perillo. Questa la sua dichiarazione, resa nel corso di un interrogatorio presso la locale stazione dei Carabinieri:
Verso le ore 10 di ieri partimmo dalla predetta contrada, dopo aver impartito le istruzioni necessarie, raggiungendo questo centro abitato verso le ore 11 circa, recandomi io, con circa 20 uomini alla sede del partito comunista, dopo avere collocato i servizi ai vari sbocchi dei vicoli e delle strade di accesso al paese. Nel circolo comunista trovammo Sangiovanni Paolo, il bidello Mancini Stefano e tale โo figlio do Patanaroโ. Entrammo per primi nella sede, io, il Perillo suddetto e certo Friello Andrea di Salvatore. Io chiesi al Sangiovanni la tessera del partito comunista che mi esibรฌ subito. Dopo di ciรฒ lo cacciai fuori dalla sede e non vidi se fosse stato schiaffeggiato da qualche mio compagno. Dopo, gli altri miei compagni in numero di venti circa, buttarono sulla strada i pochi mobili e carteggio esistente nella sede e vi diedero fuoco. Nel trambusto furono esplosi alcuni colpi di arma da fuoco che io perรฒ non posso precisare da chi sparati.
Al ritorno, passando davanti la sezione del partito socialista, notato che sulla tabella vi era lโemblema con falce e martello e ritenendo che fosse circolo dello stesso partito comunista, scassinammo la porta con due colpi di moschetto esplosi da me e prese le poche suppellettili ivi esistenti le bruciammo sulla pubblica via.26G. Capobianco, op. cit., pp. 142-143.
Vetrone cosรฌ spiegรฒ i motivi dellโassalto:
[โฆ] altre sofferenze avremmo dovuto subire, noialtri italiani, in quanto in Italia stava prendendo piede il comunismo e se ciรฒ si fosse avverato certamente in Italia si sarebbe instaurato il regime russo.27ibidem
Dopo lโinterrogatorio Vetrone e Perillo non furono trattenuti dai carabinieri; nei loro confronti fu solo disposta una denuncia a piede libero. Vincenzo Orlando, allโepoca giovane comunista, ricorda pochi particolari di quellโavvenimento. In unโintervista rilasciata a Nicola Santacroce, ha dichiarato che a compiere lโassalto furono โalcuni contadini organizzati ed armati da taluni signorotti di Caiazzo che si dicevano aderenti al Partito Liberaleโ:
[โฆ] Ricordo solo che un giovane democristiano, tale Ugo Cervo, di circa venti anni, trovandosi a passare al momento dei fatti, poichรฉ aveva espresso il suo disappunto su ciรฒ che stava accadendo, venne malmenato dagli aggressori, che cercarono anche di fargli ingoiare il distintivo dello Scudo Crociato che egli portava al petto. Allโepoca non fu data alcuna rilevanza a siffatto episodio. Al momento dellโaggressione perpetrata alle sedi del PCI e del PSUP, lโallora segretario della sezione del PCI, Pannone Fortunato, con una banale scusa, venne trattenuto presso la caserma dei CC di Caiazzo dal maresciallo Pisa.28N. Santacroce, op. cit., p. 233.
Anche il giudice Loreto Severino ricorda quei fatti nella sua Autobiografia:
Contrastata fu dagli elementi reazionari e fascisti la vita di quella sezione [PSUP, n.d.r.], poichรฉ nel novembre del 1945, mentre io mi trovavo alla Corte di Assise di Campobasso, una banda di oltre cento contadini, armati di mitra e di altre armi, ai quali era stato fatto credere che i partiti estremi avrebbero loro tolto le mogli, le terre, la religione, irruppe in paese e distrusse le sedi del partito socialista e del partito comunista. I carabinieri li avevano accompagnati e avevano assistito senza intervenire.29L. Severino, op. cit., p. 129.
In un rapporto del 3 novembre, il commissario di polizia Marinucci riferรฌ che
[…] quasi tutti i predetti erano armati di fucili italiani e alleati; Giorgio Giovanni, come da sua dichiarazione, era armato di mitra americano; le armi, dopo la manifestazione, furono ritirate dal Vetrone e, a suo dire, restituite ad un capitano americano di stanza a S. Maria C.V.30G. Capobianco, op. cit., pp. 125-126.
Il coinvolgimento degli americani fu confermato dai carabinieri. Il maggiore Achille Pomarici individuรฒ nel capitano F.S. Kastl lโufficiale che aveva fornito le armi agli assalitori. In un rapporto alla magistratura dichiarรฒ che
[…] al momento dellโazione si trovavano in Caiazzo diversi poliziotti americani per eventualmente intervenire in caso di necessitร .31ibidem
Nonostante le prove raccolte e le confessioni rese, vi fu una precisa volontร di non adottare provvedimenti nei confronti degli autori dellโazione armata; anzi, ai comunisti si negรฒ qualunque forma di solidarietร . In una nota del 5 novembre il maggiore Pomarici scrisse:
Ho accertato che per concordi dichiarazioni rese dai maggiori esponenti locali, fra cui il Vescovo di Caiazzo ed i dirigenti e presidenti delle sezioni di tutti i partiti locali in essi compresi il presidente del Comitato di Liberazione e presidente della sede socialista, le attuali condizioni dello spirito pubblico sono tali da ritenere assolutamente imprudente procedere ora al fermo dei responsabili dei danneggiamenti, senza provocare gravissime reazioni in seno alla popolazione, la quale ha appreso la chiusura della sezione comunista con soddisfazione, siccome il suo presidente [Fortunato Pannone, n.d.r.] conduceva cattiva, volgare e provocatoria propaganda.32ibidem
La Giunta comunale affrontรฒ la questione solo il 28 novembre. Lโassessore comunista Francesco Mastroianni presentรฒ una mozione di condanna dellโepisodio, anche per sollecitare un intervento delle autoritร volto a โgarantire, facendo giustizia, la piena esplicazione delle libertร democraticheโ.33ibidem
Si dichiararono contrari al documento il sindaco e gli assessori De Angelis (liberale), Insero (azionista) e Puorto (democristiano), perchรฉ consideravano la giunta incompetente a discutere questioni politiche e, soprattutto, perchรฉ ritenevano che โtrascinareโ il caso avrebbe aggravato ulteriormente la situazione. Contrario anche lโassessore supplente Carmine Cervera che dichiarรฒ di votare contro la mozione
[…] sia per lโincompetenza della Giunta al riguardo sia perchรฉ quale agricoltore รจ a conoscenza che i comunisti hanno svolto propaganda contraria agli interessi degli agricoltori a base di minacce e di violenze personali, di appropriazioni forzose ecc. Pertanto, per deplorare lโuna bisogna prima deplorare lโaltra violenza.34ibidem
Lโassessore Aldi (socialista) chiese di approvare la mozione in quanto, se era vero che la giunta era un organo amministrativo, era altrettanto vero che essa era espressione dei partiti. Quei fatti
[…] esorbitando dal campo politico per entrare in quello del codice penale, gettano una cattiva luce sullโintera cittadinanza caiatina, per cui ritiene opportuno un atto ufficiale di deplorazione da parte della Giunta.35ibidem
La mozione fu respinta.
Il 2 giugno 1946, in occasione del referendum istituzionale, le tensioni dei mesi precedenti lasciarono il segno, penalizzando in particolare il PCI e il PSIUP. Per lโelezione dellโAssemblea Costituente, i maggiori consensi andarono allโUnione Democratica Nazionale (1.172 voti), compagine che riuniva i gruppi moderati di orientamento monarchico, seguita dalla Democrazia Cristiana con 981 preferenze. Agli altri partiti andarono le briciole: il PSIUP raccolse 135 voti, il PRI 155, il PCI 57 e il PdโA 28. Netto, infine, lโesito referendario con la โMonarchiaโ che ottenne 2.429 voti contro i 535 della โRepubblicaโ. ร in questo contesto politico che si colloca Il cavaliere di maggio, di Mario Puorto. Lโautore โ rientrato avventurosamente dalla Grecia, dove aveva militato tra i partigiani dellโELAS dopo lโ8 settembre 1943 โ ha vissuto a Caiazzo la convulsa transizione verso la democrazia.
Lโopera descrive in forma narrativa il conflitto sociale e politico scaturito dal referendum tra Monarchia e Repubblica in una comunitร ancora legata a strutture di stampo feudale. In tale scenario, la Monarchia era percepita come un ordine โnaturale e antropologicoโ, mentre la Repubblica era temuta come una pericolosa illusione che avrebbe portato allโegualitarismo forzato e alla fine della proprietร privata. Il testo evidenzia come, in molte realtร del Mezzogiorno, il post-fascismo abbia prevalso sullโantifascismo: le vecchie รฉlite si riciclarono rapidamente sotto le insegne monarchiche o liberali per preservare lo status quo e frenare ogni forma di mutamento sociale e politico. Il 6 ottobre 1946 si tennero le prime elezioni libere per il Consiglio comunale. La sfida per lโAmministrazione vide contrapporsi il Partito Liberale, guidato da Eugenio De Angelis, e il Blocco Popolare, capeggiato dal giovane avvocato Bernardino Bolognese. La vittoria andรฒ ai liberali e, il 13 ottobre, De Angelis fu eletto sindaco.
Come rilevato da Nicola Santacroce, sebbene la seduta dโinsediamento coincidesse con il terzo anniversario della strage di Caiazzo, nessun consigliere โ nรฉ di maggioranza nรฉ di minoranza โ ne fece menzione in aula.36idem p. 122.
Negli anni successivi lo scontro politico si fece sempre piรน aspro, come testimoniano altri episodi riportati dallo stesso Santacroce. Il 5 dicembre 1946, a sei mesi dal referendum istituzionale, Severino presentรฒ una mozione per rimuovere i simboli monarchici dagli edifici comunali, ma la proposta fu respinta con 16 voti contrari. Il 2 settembre 1948 il consigliere incalzรฒ il sindaco De Angelis chiedendogli di โrendere ragione al Consiglio e alla cittadinanzaโ del suo passaggio dal Partito Liberale alla Democrazia Cristiana. De Angelis troncรฒ la discussione dichiarando di non dover dare spiegazioni a nessuno, โtanto meno a un consigliere della minoranzaโ.37ibidem
Il clima di scontro frontale รจ ben sintetizzato anche da un episodio emblematico riportato da Mario Puorto su l’Unitร (?),38Archivio famiglia Puorto, Da Caiazzo. Lโopposizione abbandona lโaula consigliare, articolo non firmato e senza data riguardante unโinterpellanza di Severino sui criteri di applicazione dellโimposta di famiglia. Facendosi portavoce del malcontento popolare per le palesi disparitร fiscali, Severino aveva denunciato come le dichiarazioni dei redditi del sindaco e dei suoi fedelissimi fossero โaddomesticateโ e inverosimili. Tale accusa aveva giร scatenato, nella seduta precedente, la reazione convulsa di De Angelis e lโintervento scomposto di un assessore, che era quasi arrivato allo scontro fisico con Severino, โcolpevoleโ di aver definito facoltosa la sua famiglia.
Il confronto giunse al culmine quando Severino esibรฌ i certificati catastali a riprova dei redditi reali del primo cittadino. Per tutta risposta, De Angelis liquidรฒ i documenti come โnumeri del lottoโ, arrivando a sconfessare atti ufficiali dello Stato pur di non ammetterne la veridicitร . Di fronte a tale impudenza, Severino accusรฒ apertamente il sindaco di mendacia e abbandonรฒ lโaula, seguito per protesta dallโintera opposizione.

[1] Con prefazione del prof. Antonio Gisondi, il volume รจ stato curato dallโIstituto Storico del Sannio Telesino.
[2] G. Agnone – G. Capobianco, La barbarie e il coraggio, Napoli 1990, p. 34.
[3] ibidem.
[4] Nominato il 21 dicembre 1942 dal prefetto di Benevento, sarร confermato nella carica fino al giugno 1944, come i due terzi dei podestร della provincia sannita.
[5] Archivio Centrale dello Stato, CAIAZZO (1943 ott. – 1944 mag.), documento pubblicato sul sito https://patrimonioacs.cultura.gov.it/patrimonio/d6a239f3-163a-4db0-ad18-b3c28e89d13b/134-caiazzo-1943-ott-1944-mag
[6] Il documento รจ stato ritrovato dallo storico Armando Pepe presso lโArchivio di Stato di Napoli e pubblicato su https://www.clarusonline.it/2021/10/22/il-ricordo-della-barbarie-la-strage-di-monte-carmignano-nella-storia-di-caiazzo/
[7] ibidem.
[8] C.A. Sparano, op. cit., p. 19.
[9] Archivio Centrale dello Stato (ACS), CAIAZZO…, cit.
[10] G. Agnone – G. Capobianco, op. cit., pp. 101-103.
[11] โItalia Liberaโ fu un movimento autonomo, che ebbe vita breve nel Mezzogiorno. Aveva una forte impronta repubblicana.
[12] Archivio Centrale dello Stato (ACS), CAIAZZO…, cit.
[13] ibidem
[14] ibidem
[15] Allied Military Government of Occupied Territories.
[16] Archivio Centrale dello Stato (ACS), CAIAZZO…, cit.
[17] ibidem
[18] ibidem
[19] Su 18 dirigenti fascisti solo in quattro furono inviati al campo di concentramento. La magistratura avviรฒ inoltre indagini penali a carico di Stefano De Simone e Vittorio Orlando per episodi di squadrismo risalenti al 1922 (devastazione della sede del Partito Nazionalista di Piana di Caiazzo). Cfr. N. Santacroce, op. cit.
[20] G. Agnone – G. Capobianco, op. cit., p. 112.
[21] C.A. Sparano, op. cit., p. 17.
[22] cfr. N. Santacroce, op. cit., (allegati).
[23] G. Capobianco, La costruzione del โPartito nuovoโ in una provincia del Sud, Salerno 1981, p. 183.
[24] C.A. Sparano, op. cit., p. 18.
[25] La circostanza mi fu riferita negli anni โ80 dal prof. Ortensio Severino e da uno degli imputati.
[26] G. Capobianco, op. cit., pp. 142-143.
[27] ibidem.
[28] N. Santacroce, op. cit., p. 233.
[29] L. Severino, op. cit., p. 129.
[30] G. Capobianco, op. cit., pp. 125-126.
[31] ibidem.
[32] ibidem.
[33] N. Santacroce, op. cit., p. 229.
[34] ibidem.
[35] ibidem.
[36] idem, p. 122.
[37] ibidem.
[38] Archivio famiglia Puorto, Da Caiazzo. Lโopposizione abbandona lโaula consigliare, articolo non firmato e senza data.
Archeologa classica. Lavora presso l’Universitร del Salento.
Antonella Selvaggio
Architetto, libero professionista. Si occupa di progettazione architettonica, interior design e aspetti legati all’architettura del paesaggio. Dal 2021 รจ Consigliere dell’ordine degli Architetti della Provincia di Benevento. Ha partecipato a Mostre sul restauro architettonico e a numerose iniziative riguardanti la promozione territoriale.
Vive a Morcone. Presidente Italia Nostra Matese Alto Tammaro.
Dottore di ricerca in Ingegneria Elettronica ed informatica presso l’Universitร degli Studi di Napoli. Ha Svolto attivitร didattica presso l’Universitร Federico II. Vive a Telese.
Laurea in giurisprudenza presso l’Universitร degli Studi “La Sapienza” di Roma. Dirigente amministrativa presso l’Universitร del Molise.



Andrea Ciervo nato a Caserta il 12.10.1975. Presbitero dal 24 novembre 2012 giร Laureato in Giurisprudenza alla Federico II, con una tesi di Diritto Ecclesiastico sui Risvolti dei Patti Lateranensi col prof. Mario Tedeschi…tirocinante poi presso Studio Notaro in via Mezzocannone di Napoli…consegue il Baccalaureato presso l’Aloysianum di Padova nel 2007 con una tesi sulla Religione in Immanuel Kant col prof. Secondo Bongiovanni. Si Laurea in Sacra Teologia presso la Facoltร Teologica dell’ Italia Meridionale sezione san Tommaso nel 2012 sempre “Summa cum laude”
Presidente dellโAssociazione culturale โLa Biblioteca del Sannioโ, dottore di ricerca presso lโUniversitร degli Studi della Campania โLuigi Vanvitelliโ con una tesi sulla metadatazione della cartografia storica. Giornalista e direttore di Canale Sassuolo. Giร docente a contratto di Lingua e Cultura Spagnola e Global History, presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo vanvitelliano, รจ attualmente tutor di Storia Contemporanea e Storia dei Partiti e Movimenti politici.






Farmacista. Dopo la laurea ha conseguito un master biennale e un corso di perfezionamento, approfondendo le conoscenze in ambito fitoterapico, micoterapico e nutraceutico, con la pubblicazione del lavoro di tesi sulla rivista di divulgazione scientifica di medicina naturale ‘Scienza Natura’ del Prof. Ivo Bianchi. Attivo nel sociale, รจ membro del Rotary Club Valle Telesina ed รจ amante dello sport e della natura. Innamorato del proprio territorio, ha iniziato a coltivare l’interesse per la storia locale.
Nato a Ponte, dove risiede. Dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato. Cultore di storia locale con particolare attenzione al periodo medievale. Ha pubblicato “Ponte tra Cronaca e Storia”, “Domenico Ocone, quarant’anni di storia pontese…”, “Le Vie di Ponte tra Storia e Leggenda”. Collabora con varie associazioni culturali.
Nato a Telese Terme ma originario di Amorosi รจ stato allievo del filosofo Massimo Achille Bonfantini. Laureato in Semiotica e Filosofia del Linguaggio presso l’Universitร l’Orientale di Napoli. Dedica le sue ricerche prevalentemente allo studio della filosofia e della psicologia dell’inconscio, come dei nuovi percorsi conoscitivi applicati alle neuroscienze. Ha pubblicato Cento petali e una rosa. Semiosi di un romanzo storico (Natan, 2016), Filosofia hegeliana e religione. Osservazioni su Sebastiano Maturi (Natan, 2017) e, recentemente, il saggio dal titolo: Nel gioco di un’incerta reciprocitร : Gregory Bateson e la teoria del “doppio legame” (Ediz. Del Faro, 2020).
Musicista. Maestro di clarinetto ed orchestrale. Studioso di storia della filosofia e del ‘700 napoletano. Esperto simbolista e autore di testi esoterico/filosofici.
Nato a Napoli e residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia allโUniversitร di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale allโUniversitร di Modena รจ stato aiuto chirurgo presso lโospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente รจ pensionato.ย Dal 1ยฐ giugno 1978 รจ socio corrispondente dellโAssociazione Culturale Italo Ispanica โC. Colombo โ Madridโ.ย Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche.ย Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dellโAssociazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio รจ stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.
Originario di Castelvenere. Giร dipendente del Miur ora in pensione. Appassionato di Storia locale ed animatore di gruppi per la diffusione della lingua e delle tradizioni di Castelvenere.
Esperta di Comunicazione Istituzionale; in particolar modo di Social Media Policy e e di politiche agroalimentari legate all’economia di piccola scala per Slow Food, in Campania e Basilicata. Suoi contributi in ambito associativo sono legati a tradizioni e culture della terra e del territorio. Ha effettuato training in storiografia in Francia.
Dottore in Archeologia e Scienze Storiche, ha svolto diverse campagne di scavo alla necropoli del Cigno a Macchia Valfortore (CB), con lโUniversitร degli studi di Napoli Federico II e alla necropoli di Crocifisso del tufo a Orvieto (TR), con il Parco Archeologico Ambientale dellโOrvietano e lโ Universitร dell’Arizona. ร attuale vice Presidente della Pro Loco di SantโAgata dei Goti (BN) dove svolge anche la funzione di OLP per il Servizio Civile Universale. ร giornalista tirocinante presso la testata QuasiMezzogiorno. Sรฌ รจ occupato di alcuni ambiti di archeologia della produzione del Sannio caudino. Attualmente s’interessa alle istituzioni sociali e militari del Medioevo. ร vice Presidente dell’Istituto Storico Sannio Telesino.
Cultore di storia locale e delle tradizioni del suo paese. Autore del saggio “Notizie storiche ed urbanistiche di Cerreto antica” in cui ha ricostruito l’antico borgo distrutto dal terremoto del 1688.
Dottore in Legge ed autore di ricerche di Storia Locale. Ha partecipato al progetto “Un museo a colori” avente il fine di far conoscere il museo di arte ceramica di Cerreto Sannita. Le mansioni svolte sono state quelle di guida museale e bibliotecaria, e redazione di progetti e lavori di gruppo con gli altri volontari. Ha scritto un saggio nella Antologia dedicata al bicentenario della nascita di Michele Ungaro, edita dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita.
Giร sindaco di Caiazzo, dopo aver conseguito la maturitร scientifica, rivolge il suo impegno politico alle battaglie del Partito Radicale, soprattutto nel campo della tutela dell’ambiente e in quello per una giustizia giusta. Nel 1980 viene eletto consigliere comunale a Caiazzo, cittร in cui vive, in rappresentanza della “nuova sinistra”. Nel 1982 aderisce alla Lega per l’Ambiente, promuovendo diverse iniziative per la tutela del fiume Volturno e per il recupero del patrimonio edilizio del centro storico di Caiazzo. Tra il 1987 e il 1994 รจ Presidente dell’Associazione Storica del Caiatino. Nel 1994 viene eletto sindaco di Caiazzo con la lista civica “Rinascita Caiatina”. Rieletto nel 1998, si adopera per una crescita socio-economica della cittร ; realizza un programma pluriennale, che viene selezionato anche da “Sviluppo Italia” SpA per la costituzione di un Laboratorio di sperimentazione per lo sviluppo locale. Presidente dell’Associazione “Cittร Paesaggio” dal 2003, รจ coordinatore del progetto “Per una Carta dei paesaggi dell’olio e dell’olivo”, realizzato d’intesa con l’Associazione nazionale “Cittร dell’Olio”. Nel 2007 aderisce a Slow Food, dedicandosi soprattutto alla salvaguardia delle piccole produzioni agricole. Ha pubblicato con le Edizioni 2000diciassette: La Memoria e LโOblio, un saggio sullโeccidio di Caiazzo durante l’ultimo conflitto mondiale.
Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza Cultore di Storia Locale ha scritto il saggio: Telesia 1349 Peste e Terremoto edizioni duemiladicessette, 2016, Cartoline da Telese ed. Unione Filatelica Beneventana, 2009; Castelvenere Valdese insieme a P. Carlo Ed. Realtร Sannita, 2016; Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita insieme a F. Pace, edito dallโASMV nel 2019. Ha scritto nellโAntologia sulla vita di Michele Ungaro edito dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita nel 2019.ha in corso di pubblicazione un libro di poesie. Dirige la collana di poesie della Casa Editrice FioriDiZucca. Presidente pro-tempore dellโIstituto Storico del Sannio Telesino. Premio Upupa 2017 e 2019 per gli studi di storia locale.
Insegnante, vive a Caiazzo. ร Presidente del’Associazione Storica del Caiatino.
Maestro elementare, appassionato studioso e cultore di Storia Locale.
Biologo residente a Telese Terme. Cultore di storia locale con particolare riferimento alla storia del periodo sannitico. ร autore del saggio “La Leonessa e il fenomeno luminoso nella grotta di Sant’Angelo” edito da Fioridizucca nel 2022.
Sannita di origini e toscano d’adozione. Medico anestesista, ha coltivato con interesse e particolarmente studiato la “Terapia del dolore”. Di tale disciplina รจ stato per lunghi anni docente all’Universitร di Siena. Ha avuto anche esperienze di insegnamento all’estero (Bobigny Paris nord, Accademia Russa delle Scienze mediche, Accademia Lettone di Scienze odontoiatriche). Ufficiale medico dell’Esercito italiano, รจ appassionato di esoterismo, di cultura e tradizioni popolari. E’ autore di saggistica. Ha recentemente pubblicato saggio su “Massoneria, relazioni umane e comunicazione tecnologica” edito da Fioridizucca edizioni.
Giornalista professionista. Scrittore di romanzi e direttore di diverse testate radio televisive. Fondatore del sito: Neifatti.it
Medico specialista in oncologia e cure palliative รจ autore principalmente di pubblicazioni scientifiche di settore in lingua inglese ed italiana. ร stato inoltre relatore
Laurea magistrale in Lettere. Docente a Prato. Ha approfondito gli eventi storici che portarono alla โMarcia della fameโ del 1957 nei comuni del Valfortore sannita. Ha scritto il “Catasto Onciario della Terra di San Salvatore”.
Medico e scrittore. Ha allโattivo numerose collaborazioni con riviste di carattere storico. Ha pubblicato una Vita di San Leucio, il libro: โDa Casale a Comuneโ e la Storia della Parrocchiale Santa Maria Assunta di San Salvatore Telesino. Ha partecipato allโAntologia โDieci Medici Raccontanoโ, che ha ottenuto il “Premio Rufolo 2019”. Premio Olmo 2009 per il romanzo storico ยซL’ultima notte di Bedรฒยป, รจ anche autore di alcuni saggi sulla Storia della Medicina tra cui uno studio sulla Depressione dal titolo ยซIl potere misterioso della bile nera, breve storia della depressione da Ippocrate a Charlie Brownยป. Nel 2024 ha pubblicato “Fu la peste” e “Islam a Telesia” per ABE Editore Napoli. Fondatore e Direttore Editoriale della Casa Editrice Fioridizucca.
Studioso della storia del Risorgimento e cultore del periodo Borbonico, ha recentemente collaborato con un suo scritto allโantologia biografica dedicata a Michele Ungaro. Ha in corso un saggio su Sanchez De Luna, un Vescovo del โ700.

Scrittore, poeta e divulgatore culturale. Medico di continuitร assistenziale. Autore di diversi saggi storici e racconti. Ha partecipato all’antologia “Dieci Medici Raccontano”. Fondatore del Premio Nazionale Olmo che tutti gli anni si svolge in Raviscanina (Ce).
Dottore in Lettere. all’Universitร di Salerno, indirizzo “storico medievale”. Si รจ poi laureata in Scienze della Formazione primaria all’Ateneo di Campobasso. Studiosa della storia della sua cittร . Lettrice instancabile di autori italiani e stranieri, si occupa della formazione di piccoli lettori e poeti. ร insegnante nella Scuola Primaria da quindici anni. Ha sperimentato innovative metodologie di approccio alla lettura utilizzando le nuove tecnologie che hanno portato alla pubblicazione di una ricerca dal titolo: TIC e DSA. Riflessioni ed esperienze sulle nuove frontiere della pedagogia speciale, Ed. EriksonLive. La storia locale e la ricerca accurata le ha permesso di pubblicare anche un Saggio in storia medievale sull’assetto urbano e riorganizzazione del territorio della Benevento nei sec. XI e XII. Animatore culturale, scrive poesie per fermare in foto-scritte, attimi di vita.
Medico di Emergenza territoriale residente in Puglianello. Ha collaborato all’opera Dieci Medici Raccontano.
Lorenzo Piombo, medico psichiatra, dirigente del Dipartimento Salute Mentale della ASL di Benevento. Ricercatore e studioso di storia. Vive e opera a Morcone.
Avvocato. Patrocinante in Cassazione. Scrittore di Storia Locale. Opera a Guardia Sanframondi.
Promotore culturale dellโarea di Faicchio. Dopo aver conseguito la maturitร classica si รจ laureato in Economia. ร dirigente d’impresa a Milano nel settore delle borse valori e mercati finanziari. Ha scritto diversi articoli sulla stampa finanziaria nazionale, tra cui il Sole 24 Ore ed Investire. ร appassionato di cultura locale, ha vinto il premio Prosa IX Premio letterario dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Titolare delle strutture ricettive “Magie del Sannio” ha dato vita anche al “Piccolo Museo privato di Faicchio Magie del Sannio”.
Dottore in Storia. Autore di un saggio storico, conseguente a ricerca d’archivio, sul suo Comune dal titolo: ย Faicchio 1920 – 1946 dall’avvento del Fascismo alla nascita della Repubblica, 2016.
Medico ed esperto di storia della gastronomia.
Architetto e docente. Appassionato cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, cittร in cui vive. Ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti. Collabora con il Blog dell’Istituto Storico del Sannio di cui รจ socio fondatore. ร autore del saggio “Cominium Ocritum e le forche caudine: una storia
Studioso del ‘700 napoletano e dell’epopea di Federico II ha approfondito in modo particolare le influenza arabe sull’architettura napoletana. Studioso diย suffisso e di religioni orientali.
Medico del Lavoro. Regista teatrale. Giornalista pubblicista. Fondatore di “Byblos”, la biblioteca del Sannio. Scrittore e divulgatore della storia e dei personaggi del Sannio, ha pubblicato “A tavola nel Sannio”, una guida ai ristoranti della provincia di Benevento; “Dietro la Leggenda” (2016), una raccolta di racconti ispirati a fiabe e a leggende del Sannio. Nel 2017 ha pubblicato “Samnes”, un romanzo storico sull’epopea sannita. Ha curato la trascrizione del manoscritto e la stampa dei tre volumi delle “Memorie storiche di Cerreto Sannita per Arcidiacono Nicola Rotondi”. Nel 2019 ha pubblicato “Guida alla Valle Telesina e al Sannio”. Ha pubblicato “Il delitto del pozzo dei pazzi”, un medical-thriller ambientato nel primo ‘900 nell’ospedale degli Incurabili di Napoli. ร autore della “Storia di Cerreto dalla preistoria alla seconda guerra mondiale (2022) e di “Fiabe e Favole in cerretese”, edito da Fioridizucca. (2023).
ร nato e vive a Castelvenere. Giร docente di materie letterarie nella scuola statale, ha pubblicato diverse raccolte di liriche, pagine di ricerca letteraria, studi relativi alla cultura popolare. ร presente in antologie, dizionari bio-bibliografici e testi scolastici. Appassionato si storia e di tradizioni locali, รจ membro di associazioni culturali nazionali. I suoi versi hanno ricevuto giudizi positivi da parte della critica e in concorsi letterari si รจ classificato ai primi posti.
Giornalista Pubblicista. Esperto di Enologia, collabora a diversi siti web del settore. Collaboratore del blog lucianopignataro.it รจ responsabile dell’Ufficio Stampa del Sannio Consorzio Tutela Vini. 
Infaticabile animatore culturale dellโarea del Caiatino e del Casertano. Allievo del prof. Galasso. Fondatore di Gruppi culturali dediti alla divulgazione della storia del Territorio, attualmente responsabile di Procedimento Unitร Operativa Biblioteca civica e Archivio Storico del Comune di Caiazzo.