Ci sono storie che attendono decenni nellโ€™ombra prima di ritrovare la luce. รˆ quanto accaduto con la ripubblicazione del romanzo Il cavaliere di maggio, di Mario Puorto (Fioridizucca editore)1Con prefazione del prof. Antonio Gisondi, il volume รจ stato curato dallโ€™Istituto Storico del Sannio Telesino.: un evento che mi ha spinto a ripercorrere il convulso triennio 1943-1946 a Caiazzo. La ricerca ha trovato una svolta decisiva grazie anche a una segnalazione dellโ€™amico Gaetano Chichierchia: un fascicolo delle Autoritร  Alleate conservato allโ€™Archivio Centrale dello Stato, le cui carte aprono oggi una nuova finestra su quegli anni tormentati.Attraverso queste testimonianze riemerge con nitidezza il clima di quel periodo, quando la comunitร  di Caiazzo si trovรฒ sospesa tra due mondi: quello appena crollato del fascismo e quello, ancora incerto, dellโ€™occupazione alleata. In questo vuoto di potere emersero tensioni e tentativi di ricostruire lโ€™ordine preesistente. Esausta e divisa, la popolazione era sottoposta a unโ€™autoritร  straniera che faticava a comprendere le dinamiche locali, preoccupata solo di mantenere lโ€™ordine pubblico. La fine del regime fascista aprรฌ una fase caotica in cui dominava, sopra ogni cosa, lโ€™istinto di sopravvivenza. Quando gli americani entrarono in cittร  il 14 ottobre 1943, i corrispondenti di guerra al seguito della quinta Armata statunitense riferirono che la popolazione era piรน inferocita che esultante. Vennero catturati 24 soldati tedeschi e il capitano Valentine Lentz, che comandava le operazioni, dichiarรฒ al giornale Il Progresso Italo-Americano:

Attualmente le maggiori difficoltร  che dobbiamo superare consistono nel frenare il furore della popolazione che vuole fare giustizia sommaria dei prigionieri. Gli abitanti sono esacerbati per la distruzione compiuta nelle loro case e nelle loro campagne. Le donne sono piรน furenti degli uomini. Un gruppo di esse, come furie infernali, si sono scagliate contro i prigionieri, mentre marciavano per le vie tra i nostri soldati, colpendoli con bottiglie vuote e con altre armi primitive. Ci siamo trovati nella curiosa posizione di dover difendere i tedeschi dalle giuste ire della folla.2G. Agnone – G. Capobianco, La barbarie e il coraggio, Napoli 1990, p. 34. 

Negli ultimi giorni dellโ€™occupazione tedesca, i militari della Wehrmacht avevano lasciato dietro di sรฉ solo distruzione e una lunga scia di sangue. Angelo De Masi fu il primo a cadere, mitragliato alle spalle nel disperato tentativo di sfuggire a un rastrellamento. La violenza continuรฒ senza sosta: il 7 ottobre, nei pressi di piazza Porta Vetere, Elvira Giorno fu uccisa con un colpo di pistola alla tempia; lโ€™8 ottobre toccรฒ ad Antonio Buonomo, freddato da due colpi di arma da fuoco. Le esecuzioni proseguirono nei giorni successivi: il 9 ottobre una raffica di mitra colpรฌ Donato De Sciscio, contadino di S. Marco dei Cavoti, e il 10 ottobre, con la stessa modalitร , perse la vita Giovanni Altieri. Il 12 ottobre la ferocia nazista travolse il militare palermitano Francesco Alesi e due contadini di Limatola, Giulio Gallo e Antonio Caporale. In quella stessa data, Caiazzo e SS. Giovanni e Paolo furono messe a ferro e fuoco. Il reverendo Giuseppe Rocereto cosรฌ lo ricorda:   

Gli incendi durarono tutta la notte del 12 ottobre; molte case ardevano come tristi falรฒ, ed i loro sinistri bagliori gettavano lo sgomento in tutti coloro che, datisi alla macchia, vivevano nei boschi circostanti, impossibilitati a portare soccorso.3ibidem

Il 13 ottobre caddero Francesco Della Rocca e i fratelli Antonio e Domenico Mondrone. Fu solo il 15 ottobre che le truppe americane scoprirono lโ€™orrore finale: il massacro di 22 civili, tra uomini, donne e bambini, compiuto due giorni prima sulla collina di Monte Carmignano. Mentre si avvertiva ancora lโ€™odore delle macerie fumanti e si contavano le vittime, il 16 ottobre il vescovo Di Girolamo convocรฒ le personalitร  piรน in vista del paese per un censimento dei civili feriti e il soccorso ai piรน bisognosi di assistenza. Alla riunione parteciparono il podestร  Ferdinando De Angelis4Nominato il 21 dicembre 1942 dal prefetto di Benevento, sarร  confermato nella carica fino al giugno 1944, come i due terzi dei podestร  della provincia sannita. con i fratelli Eduardo ed Eugenio, i magistrati Loreto Severino e Biagio Incoronato, il canonico Raffaele Puorto, i medici Nicola Molfino e Diodato Marocco.
Tuttavia, tre giorni dopo, il clima di apparente unitร  fu incrinato dalle prime spinte di rottura politica. Il 19 ottobre Fioravante Pannone, cittadino di Caiazzo ma naturalizzato statunitense, si presentรฒ a un ufficiale dellโ€™intelligenceamericana come portavoce del popolo. Egli denunciรฒ le minacce ricevute dal comandante dei Carabinieri poco prima dellโ€™arrivo degli Alleati, accusandolo anche di aver assunto, unitamente alle autoritร  civili, condotte repressive durante il fascismo. 
Il Counter Intelligence Corps (CIC – agenzia del controspionaggio militare USA) accolse tali dichiarazioni con cautela, dubitandone lโ€™affidabilitร , ma scelse di mantenere i contatti sia con lui sia con il giudice Severino, suggerito come potenziale podestร  provvisorio. Questโ€™ultimo, perรฒ, consapevole della dubbia reputazione di Pannone, si distanziรฒ presto dalle sue iniziative: una scelta dettata da un rigoroso senso della legalitร  che finรฌ per emarginarlo dalle dinamiche politiche della prima fase post-fascista.5Archivio Centrale dello Stato, CAIAZZO (1943 ott. – 1944 mag.), documento pubblicato sul sito https://patrimonioacs.cultura.gov.it/patrimonio/d6a239f3-163a-4db0-ad18-b3c28e89d13b/134-caiazzo-1943-ott-1944-mag
Il 24 ottobre si costituรฌ anche a Caiazzo il Comitato di Liberazione Nazionale. Dal verbale della riunione risultavano presenti:

1) il cavalier Loreto Severino, in rappresentanza del dottore Diodato Marocco, per il Partito della Democrazia del Lavoro; 2) il sacerdote Don Fausto Cusano in rappresentanza della Democrazia Cristiana; 3) il signor Attilio Rispoli per il Partito dei Combattenti (del 1915-18); 4) il signor Fioravante Pannone, detto Fortunato, per il Partito di Azione e per il [Partito] Liberale; 5) il signor Francesco Mastroianni per il Partito Comunista; 6) il signor Nicola Santacroce per il Partito Socialista.6Il documento รจ stato ritrovato dallo storico Armando Pepe presso lโ€™Archivio di Stato di Napoli e pubblicato su https://www.clarusonline.it/2021/10/22/il-ricordo-della-barbarie-la-strage-di-monte-carmignano-nella-storia-di-caiazzo/

I partecipanti dichiararono di volersi costituire in CLN

[โ€ฆ] allo scopo di tenere elevato lโ€™animo della cittadinanza e per rafforzarne lo spirito di resistenza contro lo straniero e tutti coloro che potrebbero dargli assistenza ed aiuto.

[โ€ฆ] Questo รจ piรน che necessario in Caiazzo, anzi รจ doveroso, perchรฉ Caiazzo รจ stata duramente provata dalla barbarie delle soldatesche germaniche, con saccheggi, stragi dโ€™innocenti ed incendi.7ibidem

La composizione del Comitato riflette chiaramente lโ€™intenzione di escludere chiunque avesse avuto un ruolo politico-amministrativo durante il regime fascista. Per raggiungere questo obiettivo, si tentรฒ di rappresentare tutte le correnti politiche, anche in modo forzato. Tuttavia, questa fase di transizione durรฒ poco: in breve tempo molti dei protagonisti di quel periodo cambiarono, per scelta o per necessitร , la propria collocazione politica. 

Loreto Severino

Il Partito Liberale divenne espressione della continuitร  del potere locale. Alla sua guida si impose Eugenio De Angelis, fratello del podestร . Tra gli altri esponenti liberali figuravano Natalino Torone, Carmine Cervera, Costantino Cervo, Pasquale Ferraiuolo e Guido Ferraiuolo.8C.A. Sparano, op. cit., p. 19. In quel clima di fermento, aprirono le proprie sezioni anche la Democrazia Cristiana โ€” guidata da Giuseppe Puorto, Raffaele Castellano e Mario Puorto โ€” e il Partito Socialista di Unitร  Proletaria, capeggiato dal giudice Loreto Severino insieme al cugino Antonio, a Medoro Aldi e Nicola Santacroce. Parallelamente, si organizzรฒ il Partito dโ€™Azione attorno alle figure del medico Diodato Marocco, del figlio Fabio e di Carlo Insero.
Carmine Cervera, testimone diretto di quegli anni, mi riferรฌ che a Fioravante Pannone fu โ€œsuggeritoโ€ โ€” per usare un eufemismo โ€” di abbandonare il Partito Liberale per assumere il ruolo di rappresentante del PCI. Il โ€œsuggerimentoโ€ ebbe seguito: il gruppo di Pannone confluรฌ nel Partito Comunista Italiano dove figuravano, tra i dirigenti locali, anche Antonio Negri, Giovanni Perrone, Angelo Fasulo, Francesco Mastroianni e Alfonso Giannelli Savastano. Allโ€™epoca non era raro che chi aveva aderito in precedenza al fascismo, o si muoveva in zone dโ€™ombra della legalitร , cercasse una sorta di โ€œverginitร  politicaโ€ tra le file del CLN. In questo contesto il PCI, percepito come lโ€™organizzazione politica di massa piรน socialmente aggressiva, divenne un polo dโ€™attrazione per chiunque tentasse di mimetizzarsi nel nuovo ordine democratico. Agli esordi, la sezione comunista si articolรฒ in piccole cellule territoriali, per facilitare il proselitismo e schermare gli iscritti dalle ostilitร  del clero e del notabilato. Tuttavia, la dubbia reputazione di alcuni suoi esponenti offrรฌ il fianco agli avversari, che ne approfittarono per isolare il partito, esasperandone la natura atea e collettivista cosรฌ da alimentare la โ€œpaura del comunismoโ€ tra la popolazione. Il 2 novembre 1943 le Autoritร  Alleate ricevettero una petizione promossa da Pannone e sottoscritta da novantanove cittadini. Il documento recitava come segue:

I sottoscritti cittadini e capi di famiglia di Caiazzo esprimono il loro desiderio di avere un Podestร  che sia un uomo onesto e degno. Lโ€™attuale Podestร  Ferdinando De Angelis รจ un fascista fin dalla prima ora. Durante il periodo della sua amministrazione ha abbandonato le nostre case durante il periodo dei bombardamenti, cercando rifugio altrove. Al suo ritorno dopo alcuni giorni, ha ordinato di requisire viveri e vino per le truppe americane. I sottoscritti cittadini sperano che le Autoritร  Alleate vogliano provvedere per il bene della loro cittร .

Il 21 novembre, a distanza di poche settimane, venne inviata una nuova petizione al Governatore militare americano di Napoli. Promossa probabilmente dai fratelli De Angelis, la missiva denunciava le prepotenze del gruppo di Fioravante Pannone, pur non menzionandolo in modo esplicito:

I sottonotati cittadini, lesi nei loro interessi e nella libertร , si rivolgono a codesto Comando per protestare contro un sistema autoritario assuntosi da certuni di questo paese, senzโ€™alcuna autorizzazione e senza alcun mandato. Entriamo nei particolari. Premettiamo che in primo luogo questi signori, con un passato prettamente fascista (perchรฉ alcuni di essi ex gerarchi) formatisi in Commissione, pretendono continuare nei sistemi mussoliniani adoperando la prepotenza e la violenza, e cercando di coartare quella Libertร  che ci fece intravedere e poi godere S.E. BADOGLIO, non appena assunto il potere. Ad esempio, sono fermati, provocati e minacciati di arresto coloro i quali, per puro bisogno, girovagano per procacciarsi quanto appena puรฒ bastare per il loro sostentamento, sequestrando loro tutto quello che hanno acquistato. Il contadino รจ perseguitato. Da esso si pretende quello che non ha, per quanto sia ben conosciuto che lโ€™agricoltore ha subito da parte dei tedeschi i maggiori danni: distruzione di cereali, sottrazione ed uccisione di bestiame, incendi ed uccisioni di persone. Non puรฒ andare al molino per molire il grano, non puรฒ con libertร  trasportare le olive nel frantoio, perchรฉ queste Commissioni autonominate si fanno avanti e gli precludono il passaggio, sequestrandogli finanche quanto vogliono. Questi soprusi, poi, vengono fatti da persone che hanno un passato torbido e che ha sapore di galera. Costoro, per sentirsi meglio garantiti, non solo ostacolano l’attivitร  della locale autoritร , ma hanno preteso da essa una dichiarazione di non essere stati mai fascisti, cosa che, non rispondendo affatto al vero, รจ stata energicamente loro negata. Puรฒ la cittadinanza tollerare tale stato di cose? Puรฒ il Governo Americano, improntato al piรน alto senso di umana libertร , permettere che questa ci venga ancora preclusa o negata? La venuta degli Americani in Italia ci ha sottratto dal giogo tedesco e ci ha garantito la Libertร  dataci da Badoglio, autore della caduta del Fascismo. Vogliamo sperare che codesto Governo voglia provvedere a che siano eliminati i facinorosi che come iniziarono nel 1922 la lotta per l’assunzione al Governo del Fascismo, cosรฌ credono oggi, sotto altra forma, conservare i sistemi che hanno portato al lutto ed alla miseria la Nazione Italiana.
Caiazzo, 21 novembre 1943 
Perillo Francesco fu Giuseppe [primo firmatario, n.d.r.]9Archivio Centrale dello Stato (ACS), CAIAZZO…cit.

Questo documento costituisce uno straordinario spaccato dellโ€™Italia post-armistizio e descrive quella โ€œzona grigiaโ€ che seguรฌ la Liberazione. In questo contesto i firmatari individuavano in Badoglio il garante della ritrovata libertร : per loro lโ€™8 settembre segnava il ripristino di una legalitร  interrotta dalla parentesi fascista. Di conseguenza, chiunque agisse al di fuori di questo nuovo ordine veniva paradossalmente paragonato ai โ€œfacinorosiโ€ che nel 1922 favorirono lโ€™ascesa del regime.

Il 25 novembre giunse a Caiazzo il principe ereditario Umberto di Savoia. Il vescovo Di Girolamo cosรฌ annotรฒ la sua visita: 

Alle 8,3/4 giunge improvvisamente S.A.R. il Principe di Piemonte con un Col. dโ€™Aviazione e un Capitano: entra in Cattedrale โ€ฆ, il Colonnello viene su a darmene avviso: nemmeno capisco bene โ€ฆ confuso rispondo che favorisca in Episcopio. Un momento dopo vedo Lui โ€ฆ Gli corro incontro giรน per le scale chiedendo mille scuse. Con augusta e francescana bontร  e degnazione chiede notizie dei danni della popolazione interessandosene assaissimo e desiderando dettagli โ€ฆ Giungono Autoritร  โ€“ il Capitolo, suore e folla โ€ฆ Sโ€™intrattiene col Podestร  โ€ฆ indi riceve gli altri, il mio Capitolo, per ciascuno la parola sorridente e buona, poi le Suore โ€ฆ Tanto popolo in piazza e sapendone il disagio temo โ€ฆ Accenno a S.A.R. qualcosina โ€ฆ cercando preparare. Il rumore cresce; do unโ€™occhiata paterna fuori e mโ€™accorgo che รจ il mio buon popolo, spalancando il balcone โ€ฆ S.A.R. con lโ€™usata augusta degnazione buona mi avverte a non farmi male aprendo il balcone sinistrato โ€ฆ Aprii e unโ€™esplosione magnifica di evviva e battimani a S.A.R., a Casa Savoia! Mille Deo gratias!10G. Agnone – G. Capobianco, op. cit., pp. 101-103.

Il 30 novembre Loreto Severino informรฒ le Autoritร  Alleate che lโ€™organizzazione โ€œItalia liberaโ€11โ€œItalia Liberaโ€ fu un movimento autonomo, che ebbe vita breve nel Mezzogiorno. Aveva una forte impronta repubblicana. si stava prodigando per garantire a tutti i cittadini una razione minima di farina per il loro sostentamento, ma con difficoltร : 

[โ€ฆ] Con lโ€™approvazione delle autoritร  alleate, si รจ quindi proceduto alla distribuzione del grano alla popolazione civile, vigilando affinchรฉ nessuno lo accumulasse o ne facesse oggetto di speculazione. In questo contesto, alcuni cittadini hanno collaborato, mentre altri hanno cercato di opporsi alle misure adottate. Ad esempio, il Signor Fioravante Pannone e alcuni suoi collaboratori hanno cercato di ostacolare il piano di distribuzione, rifiutandosi di seguire le disposizioni imposte dalle autoritร  competenti. Nonostante queste difficoltร , ยซItalia Liberaยป ha continuato a lavorare per garantire la giusta distribuzione delle risorse e alleviare le sofferenze della popolazione.  Non tutti hanno apprezzato il nostro lavoro, ma siamo grati a coloro che hanno compreso lโ€™importanza della nostra missione e hanno offerto il loro aiuto.  Preghiamo il Comune di valutare la possibilitร  di costituire unโ€™organizzazione stabile che possa garantire in futuro la giusta distribuzione delle risorse e prevenire qualsiasi tentativo di speculazione o accumulo illecito.12Archivio Centrale dello Stato (ACS), CAIAZZO…cit.
Il 3 dicembre inviรฒ unโ€™altra nota riservata al capitano Salvatore La Rosa โ€“ ufficiale di collegamento dellโ€™esercito americano โ€“ in cui denunciava una generale inosservanza dellโ€™ordinanza sullโ€™ammasso:

La situazione di Caiazzo, dopo il suo intervento, si รจ in gran parte normalizzata; perรฒ permangono alcuni punti di resistenza che รจ mio dovere segnalarle. Il numero dei Carabinieri va diminuendo, e il loro aiuto per la vigilanza sul contrabbando viene meno. In conseguenza di ciรฒ รจ stato impossibile formare una pattuglia per impedire che i proprietari di grano si rechino a sfarinare presso i molini in provincia di Napoli per evitare di dare il 10% per la popolazione tesserata; e cosรฌ molta farina sfugge al contributo. Similmente non si รจ potuta avere lโ€™assistenza dei Carabinieri per la vigilanza ai frantoi oleari, alcuni dei quali hanno scacciato i controllori comunali. Finora allโ€™ammasso non si รจ avuto ancora un litro di olio.13ibidem

Fioravante Pannone ebbe gioco facile nel raccogliere attorno a sรฉ mezzadri e piccoli coltivatori diretti. Il boicottaggio dellโ€™ordinanza sullโ€™ammasso, pur essendo destinato ad alimentare inevitabilmente il mercato nero, rappresentava una forma di protesta contro una โ€œclasse padronaleโ€ che, nelle settimane successive alla liberazione dellโ€™area caiatina, sembrava ancora mantenere il controllo della situazione. Il 4 dicembre lโ€™ufficiale superiore per gli Affari Civili del Governo Militare Alleato (AMG) in provincia di Benevento, W.A. Thistlethwaite, scrisse:

[โ€ฆ] Pannone non fa mistero del fatto di agire come agente per il C.I.C. (se ciรฒ sia vero o meno non รจ noto) e tutti nel comune lo credono tale; di conseguenza, egli si ritiene, almeno a suo parere, una persona di una certa importanza. Si sostiene che Pannone, con lโ€™aiuto di alcuni soldati americani a cui si era rivolto, sia stato determinante nel calpestare un ordine del Podestร  che imponeva ai produttori di consegnare il grano e al mugnaio di macinarlo per sfamare la popolazione affamata. Fortunatamente, il Capitano La Rosa รจ arrivato al momento opportuno e ha fermato questo sopruso.

Le difficoltร  materiali erano enormi e le condizioni igieniche, pur sotto controllo, restavano precarie: poco cibo, pochi alloggi, centinaia di sfollati in cittร  senza che il Comune avesse i mezzi per sostenerli. Gli amministratori locali inviavano continue richieste di aiuto agli Alleati, chiedendo fondi, viveri e assistenza, come nel caso della nota che segue:14ibidem

COMUNE DI CAIAZZO

Il sottoscritto, in qualitร  di Sindaco pro-tempore della cittร  di Caiazzo,

  1. Rileva che il Comando Alleato, con suo ordine, ha fatto affluire in questo Comune circa 2.000 sfollati;
  2. Rileva che detto Comando ha assicurato che avrebbe provveduto al loro mantenimento;
  3. Rileva che, per il momento, non ha provveduto a distribuire viveri di alcun genere;
  4. Rileva che l’amministrazione comunale รจ impossibilitata a provvedere per mancanza di fondi;
  5. Rileva che la popolazione รจ in grave stato di agitazione;
  6. Rileva che รจ necessario provvedere urgentemente;
  7. Rileva che occorrono viveri di vario genere per circa 2.000 persone;
  8. Rileva che occorrono circa ยฃ. 40.000 giornaliere;
  9. Rileva che occorrono circa ยฃ. 1.200.000 mensili.

Pertanto
Prega vivamente il Comando di provvedere urgentemente.
Il Sindaco pro-tempore, Ferdinando De Angelis

Poi, il 27 gennaio 1944, la situazione precipitรฒ ulteriormente: Caiazzo venne colpita per errore da un bombardamento dellโ€™aviazione americana, sebbene gli Alleati presenti sul posto ne avessero inizialmente attribuito la responsabilitร  ai tedeschi. In pochi minuti il centro abitato venne devastato: decine di morti, molti feriti, edifici distrutti, infrastrutture interrotte. La cittร  si ritrovรฒ in macerie, con gran parte della popolazione del centro urbano senza casa e senza mezzi di sostentamento. Gli americani intervennero con soccorsi e aiuti, ma le risorse erano limitate rispetto allโ€™entitร  della distruzione. Dopo il bombardamento, la disperazione era totale. Lโ€™amministrazione locale descriveva alle Autoritร  Alleate una popolazione stremata, che aveva perso tutto: case, lavoro, sicurezza. Le richieste di assistenza si moltiplicavano: servivano alloggi, cibo, cure mediche, denaro per ricostruire. Il 28 gennaio 1944 il sindaco Ferdinando De Angelis scrisse al capitano Leslie Hill, ufficiale per gli Affari Civili dellโ€™AMGOT:15Allied Military Government of Occupied Territories

Signor Capitano, 
Le scrivo in riferimento alla sua visita di ieri a Caiazzo. La situazione a Caiazzo รจ estremamente grave. La cittร  รจ stata bombardata per la seconda volta in meno di tre mesi. La maggior parte degli edifici sono stati danneggiati o distrutti. Molte persone sono rimaste senza casa e hanno perso tutti i loro beni. Le infrastrutture della cittร  sono state gravemente colpite. Le strade sono bloccate dalle macerie, rendendo difficile la circolazione. Le linee elettriche e telefoniche sono state interrotte, e la rete idrica ha subito danni in diversi punti. La popolazione รจ in uno stato di profonda disperazione. Hanno perso i loro cari, le loro case e i loro mezzi di sussistenza. Hanno urgente bisogno di cibo, vestiario, alloggi temporanei e assistenza medica. Le autoritร  locali stanno facendo del loro meglio per far fronte alla situazione, ma le loro risorse sono limitate. Hanno urgente bisogno di assistenza esterna.
Pertanto, La prego vivamente di voler prendere in considerazione la possibilitร  di fornire aiuti urgenti alla popolazione di Caiazzo. In particolare, avremmo bisogno di:

  • Alloggi temporanei per i senzatetto.
  • Forniture di cibo e vestiario.
  • Assistenza medica e sanitaria.
  • Materiali per la riparazione delle abitazioni e delle infrastrutture.
  • Assistenza finanziaria per aiutare le persone a ricostruire le loro vite.

Sono fiducioso che, con il Suo prezioso aiuto, potremo alleviare le sofferenze della nostra popolazione e avviare la lenta e difficile opera di ricostruzione.
La ringrazio anticipatamente per la Sua attenzione e collaborazione.
Con i piรน cordiali saluti, Il sindaco Ferdinando De Angelis16Archivio Centrale dello Stato (ACS), CAIAZZO…cit

Il 29 gennaio il capitano Reynolds inviรฒ al Quartier Generale AMGOT il seguente rapporto:17ibidem

Facendo seguito alle mie precedenti comunicazioni riguardanti i danni causati dal bombardamento a Caiazzo, desidero ora fornire un resoconto piรน dettagliato basato su un sopralluogo effettuato il 29 gennaio 1944. Le tre chiese principali sono state gravemente danneggiate, e si stima che il loro restauro richiederร  una somma considerevole. Un rapporto dettagliato sui danni a ciascuna chiesa รจ allegato alla presente. Per quanto riguarda gli edifici privati, รจ difficile fornire una stima precisa dei danni senza un’indagine casa per casa. Tuttavia, sulla base di un’ispezione generale, si stima che circa il 70% degli edifici abbia subito danni di varia entitร . Molte case sono state completamente distrutte, mentre altre hanno subito danni strutturali o danni minori come finestre e tetti danneggiati. Il bombardamento ha anche causato danni significativi alle infrastrutture della cittร . Le strade sono state bloccate da macerie, rendendo difficile la circolazione. Le linee elettriche e telefoniche sono state interrotte, e la rete idrica ha subito danni in diversi punti. Inoltre, il bombardamento ha avuto un grave impatto sulla popolazione civile. Molte persone sono rimaste senza casa e hanno perso tutti i loro beni. La distruzione delle attivitร  commerciali ha portato alla perdita di posti di lavoro e ha interrotto l’economia locale. รˆ essenziale che vengano intrapresi interventi urgenti per fornire alloggi temporanei ai senzatetto, ripristinare i servizi essenziali e fornire assistenza alle famiglie colpite. Una valutazione completa dei danni รจ necessaria per pianificare e attuare un programma di ricostruzione efficace. Si prega di considerare la gravitร  della situazione e di fornire l’assistenza necessaria per alleviare le sofferenze della popolazione di Caiazzo.

Il 31 gennaio 1944, il maggiore. F.J. Armstrong, Ufficiale Superiore per gli Affari Civili, informรฒ il Quartier Generale AMG:18ibidem

Alle ore 16:00 di venerdรฌ 28 gennaio [27 gennaio, n.d.r.], 8 bombardieri tedeschi hanno sganciato bombe senza interferenze sul centro di Caiazzo in questa provincia. Almeno 22 persone risultano essere state uccise e 40 ferite. Il luogo ha ricevuto attenzione da parte del vicino ospedale da campo dell’esercito americano. Non ci sono state vittime militari. Una vicina unitร  del Genio dellโ€™Esercito Americano ha prestato immediata assistenza nei lavori di soccorso e sgombero delle strade.
Il Capitano Reynolds, Ufficiale Affari Civili, ha visitato il Comune il 29 gennaio e ha fornito assistenza. Ho fatto inviare farina e forniture mediche al Comune, e il Colonnello White e il Capitano Reynolds si sono recati lรฌ oggi per fornire ulteriori consigli e assistenza secondo necessitร .
Benevento, 31 Gennaio 1944
Maggiore F.J. ARMSTRONG, Ufficiale Superiore Affari Civili

Intanto, tra una emergenza e lโ€™altra, la comunitร  locale dovette a fare i conti anche con lโ€™ereditร  del regime.  Nonostante le ampie responsabilitร  collettive, il processo di epurazione si risolse in unโ€™operazione mirata: la colpa politica venne attribuita esclusivamente a un ristretto nucleo di esponenti di spicco, tra cui i fratelli De Simone, Domenico Giannelli Savastano, Pia Lamberti, Luigi De Sorbo e Vittorio Orlando19Su 18 dirigenti fascisti solo in quattro furono inviati al campo di concentramento. La magistratura avviรฒ inoltre indagini penali a carico di Stefano De Simone e Vittorio Orlando per episodi di squadrismo risalenti al 1922 (devastazione della sede del Partito Nazionalista di Piana di Caiazzo). Cfr. N. Santacroce, op. cit.

Questa โ€œauto-assoluzioneโ€ della classe dirigente locale, che scelse di consegnare un manipolo di fascisti alla rabbia popolare per preservare sรฉ stessa, era funzionale a una precisa prospettiva politica: considerare la dittatura come una โ€œparentesiโ€ da chiudere rapidamente per tornare a una normalitร  monarchica e conservatrice. In questo contesto, la sopravvivenza delle รฉlite si legรฒ alla difesa di Casa Savoia, vista come baluardo contro il “pericolo rosso” rappresentato soprattutto da un Partito Comunista sempre piรน agguerrito.
In definitiva, mentre il ceto medio rimaneva “prigioniero del suo passato prossimo” e dei sensi di colpa per i disastri della guerra, lโ€™epurazione ufficiale si dimostrรฒ selettiva e temporanea. Su diciotto dirigenti fascisti, solo quattro furono effettivamente ristretti in un campo di concentramento per un periodo relativamente breve, confermando come la volontร  di โ€œnormalizzazioneโ€ prevalse sulla reale necessitร  di un rinnovamento profondo del Paese.
 In questo solco di continuitร  si inserisce lโ€™insediamento della prima giunta comunale di nomina prefettizia, che avvenne il 26 giugno 1944. A ricoprire la carica di sindaco fu confermato Ferdinando De Angelis, giร  podestร  dal 1936 e ora amministratore liberale. Tra gli assessori, un socialista (Medoro Aldi), un democristiano (Gennaro Puorto, assessore supplente) e quattro liberali (Domenico Isotti, Natalino Torone, Costantino Cervo e Carmine Cervera, questโ€™ultimo assessore supplente).
Risulta evidente il contrasto tra la composizione del primo CLN cittadino, debole e delegittimato, e quella della giunta comunale, che aveva il sostegno del prefetto e del governatore militare di Benevento.20G. Agnone – G. Capobianco, op. cit., p. 112.
Nellโ€™agosto 1944 fu costituito un nuovo CLN: se Sparano attribuisce la svolta a un โ€œdissenso interno causato dallโ€™eccessivo accentramento di potere del presidente Severino e del vice Maroccoโ€, appare piรน probabile che il rimpasto fosse lโ€™esito della progressiva โ€œistituzionalizzazioneโ€ dei CLN nel Mezzogiorno, ormai sotto il controllo del Governo Militare Alleato. Questa nuova compagine includeva i delegati di tutti i partiti presenti a Caiazzo, tra cui Carmine Cervera per la famiglia De Angelis (PLI). La presidenza fu affidata a Nicola Santacroce (PSIUP), affiancato dal vicepresidente Fabio Marocco (Pdโ€™A), da Mario Puorto (DC) e Francesco Mastroianni (PCI).21C.A. Sparano, op. cit., p. 17.
Non รจ chiaro se fu lโ€™ingresso di un rappresentante dei De Angelis nel CLN a scompaginare il quadro politico โ€œantifascistaโ€; sta di fatto che, nella notte del 14 agosto, un ordigno rudimentale esplose davanti allโ€™abitazione del sindaco il quale, pochi giorni dopo, ricevette anche minacce anonime. Lโ€™attentato causรฒ danni lievi, ma esasperรฒ le tensioni interne alla comunitร . 
Il 3 settembre la Giunta, su proposta dellโ€™assessore Costantino Cervo, approvรฒ una mozione che, nel condannare lโ€™atto intimidatorio, esprimeva piena solidarietร  al primo cittadino.22cfr. N. Santacroce, op. cit., (allegati). Sebbene i responsabili non siano mai stati identificati, i sospetti ricaddero subito sui comunisti che, nonostante la crescente ostilitร , nel 1945 contavano circa cento aderenti.23G. Capobianco, La costruzione del โ€œPartito nuovoโ€ in una provincia del Sud, Salerno 1981, p. 183.  

Dal 26 settembre il sindaco rinunciรฒ a esercitare le sue funzioni delegando il vicesindaco Domenico Isotti.
Nel maggio 1945 il prefetto di Benevento nominรฒ una nuova giunta. Nella compagine amministrativa figuravano Domenico Isotti (sindaco, liberale), Eugenio De Angelis (liberale, fratello del podestร  Ferdinando), Medoro Aldi (socialista), Costantino Cervo (liberale), Natalino Torone (liberale), Carmine Cervera (liberale, assessore supplente) e, per la prima volta, Francesco Mastroianni (comunista, assessore supplente).
Anche il CLN locale fu rinnovato in ottemperanza a una direttiva del Governo Militare Alleato, che prevedeva due rappresentanti per ogni partito. Entrarono a farne parte: per il Partito Socialista di Unitร  Proletaria, Ortensio Severino (presidente) e Antonio Severino (vicepresidente); per la Democrazia Cristiana, Mario Puorto e Raffaele Castellano; per il Partito Comunista Italiano, Fortunato Pannone e Francesco Mastroianni; per il Partito dโ€™Azione, Fabio Marocco e Carlo Insero; per il Partito Liberale Italiano, Natalino Torone e Carmine Cervera.24C.A. Sparano, op. cit., p. 18.
Nel settembre 1945 la composizione della giunta fu ulteriormente rimaneggiata: Carlo Insero (azionista) e Giuseppe Puorto (democristiano) subentrarono a Natalino Torone (liberale) e Gennaro Puorto (democristiano). Questโ€™organo โ€” formato da tre liberali, un socialista, un comunista, un democristiano e un azionista โ€” rimase in carica fino alle prime elezioni amministrative libere del 6 ottobre 1946. Nella tarda mattinata del 1ยฐ novembre 1945 le tensioni politiche culminarono in un episodio di violenza: alcune decine di contadini diedero vita a una spedizione armata contro la sezione comunista. Fu un capitano della polizia militare americana a fornire loro le armi: 24 moschetti, un mitra, quattro mitragliatrici e diverse bombe a mano. Gli uomini si radunarono sulla strada statale nei pressi del bosco di Pontiele e, prima di entrare in paese, qualcuno diede loro una bandiera degli Stati Uniti e vino in abbondanza.25La circostanza mi fu riferita negli anni โ€™80 dal prof. Ortensio Severino e da uno degli imputati. 
Andrea Vetrone, accusato di aver organizzato lโ€™assalto, il giorno dopo ammise le proprie responsabilitร  assieme a Giovanni Perillo. Questa la sua dichiarazione, resa nel corso di un interrogatorio presso la locale stazione dei Carabinieri: 

Verso le ore 10 di ieri partimmo dalla predetta contrada, dopo aver impartito le istruzioni necessarie, raggiungendo questo centro abitato verso le ore 11 circa, recandomi io, con circa 20 uomini alla sede del partito comunista, dopo avere collocato i servizi ai vari sbocchi dei vicoli e delle strade di accesso al paese. Nel circolo comunista trovammo Sangiovanni Paolo, il bidello Mancini Stefano e tale โ€œo figlio do Patanaroโ€. Entrammo per primi nella sede, io, il Perillo suddetto e certo Friello Andrea di Salvatore. Io chiesi al Sangiovanni la tessera del partito comunista che mi esibรฌ subito. Dopo di ciรฒ lo cacciai fuori dalla sede e non vidi se fosse stato schiaffeggiato da qualche mio compagno. Dopo, gli altri miei compagni in numero di venti circa, buttarono sulla strada i pochi mobili e carteggio esistente nella sede e vi diedero fuoco. Nel trambusto furono esplosi alcuni colpi di arma da fuoco che io perรฒ non posso precisare da chi sparati. 
Al ritorno, passando davanti la sezione del partito socialista, notato che sulla tabella vi era lโ€™emblema con falce e martello e ritenendo che fosse circolo dello stesso partito comunista, scassinammo la porta con due colpi di moschetto esplosi da me e prese le poche suppellettili ivi esistenti le bruciammo sulla pubblica via.26G. Capobianco, op. cit., pp. 142-143.  

Vetrone cosรฌ spiegรฒ i motivi dellโ€™assalto:  

[โ€ฆ] altre sofferenze avremmo dovuto subire, noialtri italiani, in quanto in Italia stava prendendo piede il comunismo e se ciรฒ si fosse avverato certamente in Italia si sarebbe instaurato il regime russo.27ibidem

Dopo lโ€™interrogatorio Vetrone e Perillo non furono trattenuti dai carabinieri; nei loro confronti fu solo disposta una denuncia a piede libero. Vincenzo Orlando, allโ€™epoca giovane comunista, ricorda pochi particolari di quellโ€™avvenimento. In unโ€™intervista rilasciata a Nicola Santacroce, ha dichiarato che a compiere lโ€™assalto furono โ€œalcuni contadini organizzati ed armati da taluni signorotti di Caiazzo che si dicevano aderenti al Partito Liberaleโ€: 

[โ€ฆ] Ricordo solo che un giovane democristiano, tale Ugo Cervo, di circa venti anni, trovandosi a passare al momento dei fatti, poichรฉ aveva espresso il suo disappunto su ciรฒ che stava accadendo, venne malmenato dagli aggressori, che cercarono anche di fargli ingoiare il distintivo dello Scudo Crociato che egli portava al petto. Allโ€™epoca non fu data alcuna rilevanza a siffatto episodio. Al momento dellโ€™aggressione perpetrata alle sedi del PCI e del PSUP, lโ€™allora segretario della sezione del PCI, Pannone Fortunato, con una banale scusa, venne trattenuto presso la caserma dei CC di Caiazzo dal maresciallo Pisa.28N. Santacroce, op. cit., p. 233.

Anche il giudice Loreto Severino ricorda quei fatti nella sua Autobiografia:

Contrastata fu dagli elementi reazionari e fascisti la vita di quella sezione [PSUP, n.d.r.], poichรฉ nel novembre del 1945, mentre io mi trovavo alla Corte di Assise di Campobasso, una banda di oltre cento contadini, armati di mitra e di altre armi, ai quali era stato fatto credere che i partiti estremi avrebbero loro tolto le mogli, le terre, la religione, irruppe in paese e distrusse le sedi del partito socialista e del partito comunista. I carabinieri li avevano accompagnati e avevano assistito senza intervenire.29L. Severino, op. cit., p. 129.

In un rapporto del 3 novembre, il commissario di polizia Marinucci riferรฌ che 

[…] quasi tutti i predetti erano armati di fucili italiani e alleati; Giorgio Giovanni, come da sua dichiarazione, era armato di mitra americano; le armi, dopo la manifestazione, furono ritirate dal Vetrone e, a suo dire, restituite ad un capitano americano di stanza a S. Maria C.V.30G. Capobianco, op. cit., pp. 125-126.

Il coinvolgimento degli americani fu confermato dai carabinieri. Il maggiore Achille Pomarici individuรฒ nel capitano F.S. Kastl lโ€™ufficiale che aveva fornito le armi agli assalitori. In un rapporto alla magistratura dichiarรฒ che 

[…] al momento dellโ€™azione si trovavano in Caiazzo diversi poliziotti americani per eventualmente intervenire in caso di necessitร .31ibidem

Nonostante le prove raccolte e le confessioni rese, vi fu una precisa volontร  di non adottare provvedimenti nei confronti degli autori dellโ€™azione armata; anzi, ai comunisti si negรฒ qualunque forma di solidarietร . In una nota del 5 novembre il maggiore Pomarici scrisse: 

Ho accertato che per concordi dichiarazioni rese dai maggiori esponenti locali, fra cui il Vescovo di Caiazzo ed i dirigenti e presidenti delle sezioni di tutti i partiti locali in essi compresi il presidente del Comitato di Liberazione e presidente della sede socialista, le attuali condizioni dello spirito pubblico sono tali da ritenere assolutamente imprudente procedere ora al fermo dei responsabili dei danneggiamenti, senza provocare gravissime reazioni in seno alla popolazione, la quale ha appreso la chiusura della sezione comunista con soddisfazione, siccome il suo presidente [Fortunato Pannone, n.d.r.] conduceva cattiva, volgare e provocatoria propaganda.32ibidem

La Giunta comunale affrontรฒ la questione solo il 28 novembre. Lโ€™assessore comunista Francesco Mastroianni presentรฒ una mozione di condanna dellโ€™episodio, anche per sollecitare un intervento delle autoritร  volto a โ€œgarantire, facendo giustizia, la piena esplicazione delle libertร  democraticheโ€.33ibidem

Si dichiararono contrari al documento il sindaco e gli assessori De Angelis (liberale), Insero (azionista) e Puorto (democristiano), perchรฉ consideravano la giunta incompetente a discutere questioni politiche e, soprattutto, perchรฉ ritenevano che โ€œtrascinareโ€ il caso avrebbe aggravato ulteriormente la situazione. Contrario anche lโ€™assessore supplente Carmine Cervera che dichiarรฒ di votare contro la mozione 

[…] sia per lโ€™incompetenza della Giunta al riguardo sia perchรฉ quale agricoltore รจ a conoscenza che i comunisti hanno svolto propaganda contraria agli interessi degli agricoltori a base di minacce e di violenze personali, di appropriazioni forzose ecc. Pertanto, per deplorare lโ€™una bisogna prima deplorare lโ€™altra violenza.34ibidem

Lโ€™assessore Aldi (socialista) chiese di approvare la mozione in quanto, se era vero che la giunta era un organo amministrativo, era altrettanto vero che essa era espressione dei partiti. Quei fatti 

[…] esorbitando dal campo politico per entrare in quello del codice penale, gettano una cattiva luce sullโ€™intera cittadinanza caiatina, per cui ritiene opportuno un atto ufficiale di deplorazione da parte della Giunta.35ibidem

La mozione fu respinta. 

Il 2 giugno 1946, in occasione del referendum istituzionale, le tensioni dei mesi precedenti lasciarono il segno, penalizzando in particolare il PCI e il PSIUP. Per lโ€™elezione dellโ€™Assemblea Costituente, i maggiori consensi andarono allโ€™Unione Democratica Nazionale (1.172 voti), compagine che riuniva i gruppi moderati di orientamento monarchico, seguita dalla Democrazia Cristiana con 981 preferenze. Agli altri partiti andarono le briciole: il PSIUP raccolse 135 voti, il PRI 155, il PCI 57 e il Pdโ€™A 28. Netto, infine, lโ€™esito referendario con la โ€œMonarchiaโ€ che ottenne 2.429 voti contro i 535 della โ€œRepubblicaโ€. รˆ in questo contesto politico che si colloca Il cavaliere di maggio, di Mario Puorto. Lโ€™autore โ€” rientrato avventurosamente dalla Grecia, dove aveva militato tra i partigiani dellโ€™ELAS dopo lโ€™8 settembre 1943 โ€” ha vissuto a Caiazzo la convulsa transizione verso la democrazia.
Lโ€™opera descrive in forma narrativa il conflitto sociale e politico scaturito dal referendum tra Monarchia e Repubblica in una comunitร  ancora legata a strutture di stampo feudale. In tale scenario, la Monarchia era percepita come un ordine โ€œnaturale e antropologicoโ€, mentre la Repubblica era temuta come una pericolosa illusione che avrebbe portato allโ€™egualitarismo forzato e alla fine della proprietร  privata. Il testo evidenzia come, in molte realtร  del Mezzogiorno, il post-fascismo abbia prevalso sullโ€™antifascismo: le vecchie รฉlite si riciclarono rapidamente sotto le insegne monarchiche o liberali per preservare lo status quo e frenare ogni forma di mutamento sociale e politico. Il 6 ottobre 1946 si tennero le prime elezioni libere per il Consiglio comunale. La sfida per lโ€™Amministrazione vide contrapporsi il Partito Liberale, guidato da Eugenio De Angelis, e il Blocco Popolare, capeggiato dal giovane avvocato Bernardino Bolognese. La vittoria andรฒ ai liberali e, il 13 ottobre, De Angelis fu eletto sindaco.
Come rilevato da Nicola Santacroce, sebbene la seduta dโ€™insediamento coincidesse con il terzo anniversario della strage di Caiazzo, nessun consigliere โ€“ nรฉ di maggioranza nรฉ di minoranza โ€“ ne fece menzione in aula.36idem p. 122.
Negli anni successivi lo scontro politico si fece sempre piรน aspro, come testimoniano altri episodi riportati dallo stesso Santacroce. Il 5 dicembre 1946, a sei mesi dal referendum istituzionale, Severino presentรฒ una mozione per rimuovere i simboli monarchici dagli edifici comunali, ma la proposta fu respinta con 16 voti contrari. Il 2 settembre 1948 il consigliere incalzรฒ il sindaco De Angelis chiedendogli di โ€œrendere ragione al Consiglio e alla cittadinanzaโ€ del suo passaggio dal Partito Liberale alla Democrazia Cristiana. De Angelis troncรฒ la discussione dichiarando di non dover dare spiegazioni a nessuno, โ€œtanto meno a un consigliere della minoranzaโ€.37ibidem
Il clima di scontro frontale รจ ben sintetizzato anche da un episodio emblematico riportato da Mario Puorto su l’Unitร  (?),38Archivio famiglia Puorto, Da Caiazzo. Lโ€™opposizione abbandona lโ€™aula consigliare, articolo non firmato e senza data riguardante unโ€™interpellanza di Severino sui criteri di applicazione dellโ€™imposta di famiglia. Facendosi portavoce del malcontento popolare per le palesi disparitร  fiscali, Severino aveva denunciato come le dichiarazioni dei redditi del sindaco e dei suoi fedelissimi fossero โ€œaddomesticateโ€ e inverosimili. Tale accusa aveva giร  scatenato, nella seduta precedente, la reazione convulsa di De Angelis e lโ€™intervento scomposto di un assessore, che era quasi arrivato allo scontro fisico con Severino, โ€œcolpevoleโ€ di aver definito facoltosa la sua famiglia.
Il confronto giunse al culmine quando Severino esibรฌ i certificati catastali a riprova dei redditi reali del primo cittadino. Per tutta risposta, De Angelis liquidรฒ i documenti come โ€œnumeri del lottoโ€, arrivando a sconfessare atti ufficiali dello Stato pur di non ammetterne la veridicitร . Di fronte a tale impudenza, Severino accusรฒ apertamente il sindaco di mendacia e abbandonรฒ lโ€™aula, seguito per protesta dallโ€™intera opposizione.

Notizia del bombardamento


[1] Con prefazione del prof. Antonio Gisondi, il volume รจ stato curato dallโ€™Istituto Storico del Sannio Telesino.
[2] G. Agnone – G. Capobianco, La barbarie e il coraggio, Napoli 1990, p. 34.
[3] ibidem.
[4] Nominato il 21 dicembre 1942 dal prefetto di Benevento, sarร  confermato nella carica fino al giugno 1944, come i due terzi dei podestร  della provincia sannita.
[5] Archivio Centrale dello Stato, CAIAZZO (1943 ott. – 1944 mag.), documento pubblicato sul sito https://patrimonioacs.cultura.gov.it/patrimonio/d6a239f3-163a-4db0-ad18-b3c28e89d13b/134-caiazzo-1943-ott-1944-mag
[6] Il documento รจ stato ritrovato dallo storico Armando Pepe presso lโ€™Archivio di Stato di Napoli e pubblicato su https://www.clarusonline.it/2021/10/22/il-ricordo-della-barbarie-la-strage-di-monte-carmignano-nella-storia-di-caiazzo/
[7] ibidem.
[8] C.A. Sparano, op. cit., p. 19.
[9] Archivio Centrale dello Stato (ACS), CAIAZZO…cit.
[10] G. Agnone – G. Capobianco, op. cit., pp. 101-103.
[11] โ€œItalia Liberaโ€ fu un movimento autonomo, che ebbe vita breve nel Mezzogiorno. Aveva una forte impronta repubblicana.
[12] Archivio Centrale dello Stato (ACS), CAIAZZO…cit.
[13] ibidem
[14] ibidem
[15] Allied Military Government of Occupied Territories
[16] Archivio Centrale dello Stato (ACS), CAIAZZO…cit.
[17] ibidem
[18] ibidem
[19] Su 18 dirigenti fascisti solo in quattro furono inviati al campo di concentramento. La magistratura avviรฒ inoltre indagini penali a carico di Stefano De Simone e Vittorio Orlando per episodi di squadrismo risalenti al 1922 (devastazione della sede del Partito Nazionalista di Piana di Caiazzo). Cfr. N. Santacroce, op. cit.
[20] G. Agnone – G. Capobianco, op. cit., p. 112.
[21] C.A. Sparano, op. cit., p. 17.
[22] cfr. N. Santacroce, op. cit., (allegati).
[23] G. Capobianco, La costruzione del โ€œPartito nuovoโ€ in una provincia del Sud, Salerno 1981, p. 183.
[24] C.A. Sparano, op. cit., p. 18.
[25] La circostanza mi fu riferita negli anni โ€™80 dal prof. Ortensio Severino e da uno degli imputati. 
[26] G. Capobianco, op. cit., pp. 142-143.  
[27] ibidem
[28] N. Santacroce, op. cit., p. 233.
[29] L. Severino, op. cit., p. 129.
[30] G. Capobianco, op. cit., pp. 125-126.
[31] ibidem.
[32] ibidem.
[33] N. Santacroce, op. cit., p. 229.
[34] ibidem.
[35] ibidem.
[36] idem, p. 122.
[37] ibidem.
[38] Archivio famiglia Puorto, Da Caiazzo. Lโ€™opposizione abbandona lโ€™aula consigliare, articolo non firmato e senza data.



Nicola Sorbo

Nato a Napoli nel 1959, giร  sindaco di Caiazzo (CE), rivolge il suo impegno politico alle battaglie del Partito Radicale, soprattutto nel campo della tutela dell'ambiente e in quello per una giustizia giusta. Candidato come indipendente nella lista del PCI, nel 1980 viene eletto consigliere comunale a Caiazzo, cittร  dove vive. Nel 1982 aderisce alla Lega per l'Ambiente. Tra il 1987 e il 1994 รจ anche Presidente dell'Associazione Storica del Caiatino, per la quale cura la pubblicazione di diverse ricerche di storia locale. Nel 1994 viene eletto sindaco di Caiazzo. Rieletto nel 1998, si adopera per una crescita socio-economica della cittร . Nel 2007 aderisce a Slow Food, dedicandosi soprattutto alla salvaguardia delle piccole produzioni agricole e alla difesa dei diritti delle popolazioni montane sulle terre comuni. Ha pubblicato con le Edizioni 200Diciassette: La Memoria e Lโ€™Oblio, un saggio sullโ€™eccidio di Caiazzo durante l'ultimo conflitto mondiale.