
In un articolo su simboli apotropaici, nella Cerreto Sannita rifondata dopo il terremoto del 1688 e resa viva con il concorso di menti napoletane, ho scritto che, oltre ai mascheroni architettonici, figure di non minore interesse inducono a riflettere in merito al tema e appaiono in opere di ceramisti per edifici sacri, case e private edicole rurali; dunque C’è ancora da indagare, nel dettaglio.(1) Per questo motivo e sempre per saperne di più ho svolto una ricerca, partendo da Napoli, se ne vedrà il perché, ed ho appreso quanto segue.
Si intende anche, per apotropaico, ciò che è capace “di tener lontana ogni influenza malefica”; per edicola, una “piccola cappella contenente un’immagine sacra o, più spesso, nicchia o struttura analoga incassata nelle mura esterne di un edificio e recante un’immagine sacra”; per pannello, un “elemento, parte superficiale piana di una struttura, delimitata talvolta da una cornice, e con funzione decorativa”; per scaramanzia, qualcosa che “nella credenza popolare, scongiura il malocchio o la cattiva sorte”. (2) Edicola e pannello manifestano analogo significato nella parlata comune in Cerreto.(3)
A Napoli, non pochi sono i vecchi palazzi con facciate austere e portali e sopra l’architrave sovente sta la rosta, più spesso in legno che in ferro. Nell’ Evo Antico, la rosta presentava “maschere di satiri e demoni“ con “funzione protettiva”; così pure nell’Evo Moderno, al di sopra delle porte d’ingresso alle abitazioni hanno avuto posto maschere, per lo piùspaventose, al fine di ”scacciare ogni pericolo”. Per protezione è stato fatto ricorso anche ad allegorie differenti quali, ad esempio, la conchiglia o la testa del putto: la conchiglia, di buon augurio, spesso simboleggia la vita e la fertilità e allude all’ospitalità; la testa del putto angelico trova subito rapporto con la tutela dell’angelo custode.(4) La testa angelica, tuttavia, non è il solo elemento sacro
Antica consuetudine in Campania, infatti, consisteva nel porre tempietti accanto all’entrata nelle mura domestiche o praticare in esse incavi e corredare gli uni e gli altri con immagini delle divinità stimate protettrici della casa e dalla famiglia. A Napoli, al pari di mascheroni hanno trovato utilizzo edicole e pannelli che, non pochi, costituiscono prova di devozione popolare e chiunque può realizzarli; di solito stanno a piano strada o piazza o più in alto, su pareti di edifici pubblici e privati; appaiono di dimensioni ineguali, a tempio oppure a nicchia, con volta ovale e contengono, o in dipinti o, qualche volta, in statuine di terracotta, effigi di Santi e Madonne con Anime del Purgatorio, Angeli e il Bambino. Dalla fine del XVI secolo, inoltre, la devozione popolare, a Napoli, indusse le famiglie in numero crescente, a procurarsi immagini di santi e reliquie da custodire in casa esposte sotto campane di vetro. A sostegno di questo culto privato non furono estranee due catastrofi, la peste del 1656 e il terremoto del 1688, con gli atti conseguenti di invocare Santi, Anime del Purgatorio e familiari defunti per l’intercessione, presso Dio, di aiuto e tutela. In occasione di quella epidemia, che si ritenne annunciata da prodigi, e di altre terribili calamità, proprio San Gennaro, il Patrono, non fu assente, cosicché, al termine della moria, la fede nell’immagine e nell’assistenza del Santo si diffuse in tutto il Regno di Napoli. Del resto, Gennaro, morto a Pozzuoli, nella persecuzione del 305 viene stimato fra i protettori più popolari dalle pestilenze e mali differenti. (5)
A Cerreto le dette due catastrofi non furono da meno e, pur se in diversa misura letali, non lo furono altre nel Settecento e nell’Ottocento.(6) Il violento movimento tellurico del 1688 annientò il centro abitato, mieté vittime e indusse a costruire, più a valle e secondo un nuovo, razionale disegno, la così detta nuova Cerreto, (7) Cerreto Sannita.

Nella nuova Cerreto il portone dei palazzi veniva “arricchito spesso da una rosta semicircolare costituita da assi lignei” e con base talvolta ornata “da un orrido mascherone con funzione apotropaica o dalla testa di un puttino o da una conchiglia”; l’architettura riproduceva “modelli e stili dei palazzi napoletani in quanto i progettisti venivano da Napoli”. Non mancavano edicole e pannelli che eseguiti tra il 1690 e la metà dell’Ottocento, con soggetti religiosi in affresco o in stucco o in ceramica, erano parte di abitazioni signorili e qualche volta di casette e stavano su prospetti, su portali, su terrazze o all’interno di vani; esempi di edicole in stucco della fine del XVII secolo, uno con Madonna e angioletti, (8) qui sopra riproposti, impreziosiscono due facciate, e risultano a protezione e di non minore importanza rispetto ai mascheroni apotropaici. Tra gli edifici sacri va segnalata la Chiesa di San Gennaro, con l’immagine in stucco del Santo, commissionata nel 1722 da un ricco mercante. (9).
Rispetto ai mascheroni e ai manufatti in affresco e in stucco, le icone in ceramica, tenute in vista, onorate devotamente e all’occorrenza implorate, mi son sembrate di non minore rilevanza e m’hanno indotto a pensare che talvolta siano state viste come apotropaiche, in particolare protettrici e per giunta, se su case di campagna, addirittura favorevoli alla fertilità ed alla produttività agricola.
Dopo il terremoto, la città da edificare richiedeva molti artigiani sicché, per interessamento del feudatario Carafa, vi giunsero in maggior numero da Napoli. La produzione ceramica fu, nella nuova Cerreto, da principio, opera di mastri forestieri e già nel 1692 un ceramista napoletano vi aprì laboratorio e bottega, in seguito, vennero a lavorarvi sempre da Napoli, gente del luogo imparò l’arte, ma non la mise da parte e in pochi anni i manufatti diventarono da popolari anche artistici e i primi decenni del Settecento ne furono un periodo d’oro. L’artigianato continuò, per quanto in misura ridotta, per quasi tutto l’Ottocento.(10)

Oltre che in edifici sacri, opere in ceramica con figure rassicuranti da tenere esposte, venerare e, semmai, supplicare per interventi benefici, non mancarono in dimore private: modelli ne sono i pannelli con san Lorenzo Martire, del ‘700, “su parete di casa”, di sant’Antonio Abate, del 1736, “su facciata di casa”, della Madonna Immacolata, del 1758, “su facciata di abitazione”, qui riproposti, e di San Donato che, del 1740, “dall’alto dell’antico ponte sul Titerno in San Lorenzello <caccia il male>” perché causa di sofferenze. E ancora, S. Antonio Abate, Sant’ Antuòno, protettore dei ceramisti, veniva raffigurato nella piastrella sistemata a tutela sopra l’imboccatura della fornace. (11) Tra le mattonelle collocate in apposita ancona sopra l’entrata, sotto una finestra o in cima alla scala, san Lorenzo risultava con graticola a lato.(12) Da tener presente, altresì, che san Lorenzo, morto da martire sulla graticola di un rogo nella seconda metà del 1200, è reputato ancora protettore dalle ustioni, mentre sant’ Antonio Abate, morto da eremita in una grotta nella seconda metà del secolo successivo, soffrì di urenti patologie della pelle e di Herpes zooster, il così detto Fuoco di sant’Antonio, pertanto lo si implora contro queste forme morbose e, per esteso, contro tutte le pestilenze compresa la peste bubbonica.(13) Esempi in dialetto cerretese, oltre la detta supplica a Sant’ Antonio Abate, sono, tra numerose altre, quella a San Silvestro, perché liberi la casa da pene e da guai, a santa Francesca perché una pianta cresca, alle Anime Purganti, per essere da Dio consolati, a San Modesto perché sani le donne dai mali e dalla peste, alla Madonna della Libera, perché liberi da peste e carestia.(14)
E vi fu chi, nella zona del distrutto centro abitato, in un pezzo di terra a destra di strada tra le località Tinta e Sant’Anna, possedeva casa colonica con sul prospetto e in una nicchia, l’immagine in ceramica della Madonna, in un pannello, forse del primo ‘800, di sei mattonelle quadrate disposte in verticale tre per lato e per un’altezza di circa sessanta cm. L’opera è stata rubata dopo che il colono ha lasciato massaria e campagna. (15)
Per concludere, in Cerreto sono state fotografate, analizzate ed esposte architetture, in non pochi particolari: edificireligiosi e palazzi, portali, il grazioso volto di un puttino e mascheroni, facce che,, di tradizione pagana, “dall’aspetto spaventoso, lapidee su facciate e più numerose in legno sulle roste, “si pensava potessero scacciare ogni pericolo da quello fisico al malocchio e alla sfortuna” e “avevano anche il significato di benvenuto”. Altrettanto significanti sono le “numerose edicole di ceramica”, con effigi di santi, di madonne e di anime del purgatorio, sistemate, a tutela, all’esterno e/o all’interno di abitazioni; considerate derivazione degli antichi tempietti pagani eretti in determinati punti di strade, vengono ritenute “quasi una contrapposizione cattolica dei mascheroni” (16) scaramantici; ed anche per questo risultano non meno importanti e degne di attenzione.
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Note:
1- R. Di Lello, Artistici simboli apotropaici in Cerreto Sannita, in “Almanacco”, Telese, Istituto Storico Sannio Telesino (ISST), 9-12-2021.
2- Nuovissimo Dardano. Dizionario della lingua Italiana, Roma, Armando Curcio Editore, 1982, pp.130, 617, 1361, 1821
3- Come sovente ho udito.
4- Cfr. Marina Cavaliere, Porte, portali e roste di Napoli, Roma, Newton, 1995, pp. 30-59, pass.
5- Cfr. Maria Rosaria Costa, Le edicole sacre di Napoli, Roma, Newton, 1998, pp. 8, 12-15, 21-24, 28-29 e pass. Marino Niola, pp. 55-56, in AA.VV. San Gennaro Il Mito, Roma, la Repubblica-Napoli, Guida Editori, 2024, pp. 53-64. Luciano Sterpellone, I santi e la medicina Medici Taumaturghi Protettori, Alba, San Paolo,1994,pp. 243-244, 272.
6- Cfr. Memorie storiche di Cerreto Sannita per Nicola arcidiacono Rotondi, a c.d. Antonello Santagata, Telese, ISST, parte I, 2019, pp. 177-187; II, b, 2023, pp. 66-78. R. Di Lello. Epidemie in Cerreto Sannita, in “Almanacco”, Telese, ISST, 11-12-2023.
7- Cfr. Nicola arcidiacono Rotondi, cit., I, pp. 181-187, II, a, 2019, pp. 15-42. Vincenzo Mazzacane, Memorie storiche di Cerreto Sannita, Cerreto Sannita, Tipografia Editrice Telesina, 1911, pp. 113-126- 135-142; R. Di Lello,9-12-2021, cit.
8- Renato Pescitelli, Palazzi Case e Famiglie Cerretesi nel XVIII secolo, Cerreto Sannita, TETA print, 2009, pp.36, 41, 43, 117, 122-124, 347, 360, 418-429.
9- AA.VV. Cerreto Sannita Città di fondazione A. D. 1688, Cerreto Sannita, Teta-print, s.p., 2014, pass
10- Cfr. Nicola Vigliotti, I Giustiniani e la ceramica cerretese, Cerreto Sannita, Istituto Statale d’Arte, 1980, pp. 13-48 e Tavole, III, IV, VII, VIII- XV, XVII-XXIV, XXVII, 2. Vid. N. Vigliotti- R. Pescitelli, 2007, cit., p. 72.
11- N. Vigliotti–R. Pescitelli, pass. e Tavole XI,XII,XVI. N. Vigliotti, 1980, cit. p. 25 e tav. XV, 1.
12- V. Mazzacane, Memorie storiche di Cerreto Sannita, a c.d. Aldo Mazzacane, Napoli, Liguori Editore, 1990, pp. 173-174.
13- Cfr. L. Sterpellone, cit., pp. 262-263 e 239-241.
14- Cfr. Elena Cofrancesco, La Parlata Cerretese L’ Crratèn, Associazione Socio-Culturale Cerretese, 2022, pp. 127, 129, 132, 218 256, e pass,
15- Umberto De Nicola ha riferito del nonno, omonimo, Piedimonte Matese, Piazza Roma, 15-4-2024, ore 11,30.
16- AA.VV. 2014, cit.
Antonella Selvaggio
Archeologa classica. Lavora presso l’Università del Salento.
Medico e scrittore. Ha all’attivo numerose collaborazioni con riviste di carattere storico. Ha pubblicato una Vita di San Leucio, il libro: “Da Casale a Comune” e la Storia della Parrocchiale Santa Maria Assunta di San Salvatore Telesino. Ha partecipato all’Antologia “Dieci Medici Raccontano”, che ha ottenuto il “Premio Rufolo 2019”. Premio Olmo 2009 per il romanzo storico «L’ultima notte di Bedò», è anche autore di alcuni saggi sulla Storia della Medicina tra cui uno studio sulla Depressione dal titolo «Il potere misterioso della bile nera, breve storia della depressione da Ippocrate a Charlie Brown». Nel 2024 ha pubblicato “Fu la peste” e “Islam a Telesia” per ABE Editore Napoli. Fondatore e Direttore Editoriale della Casa Editrice Fioridizucca.


Laurea magistrale in Lettere. Docente a Prato. Ha approfondito gli eventi storici che portarono alla “Marcia della fame” del 1957 nei comuni del Valfortore sannita. Ha scritto il “Catasto Onciario della Terra di San Salvatore”.

Scrittore, poeta e divulgatore culturale. Medico di continuità assistenziale. Autore di diversi saggi storici e racconti. Ha partecipato all’antologia “Dieci Medici Raccontano”. Fondatore del Premio Nazionale Olmo che tutti gli anni si svolge in Raviscanina (Ce).
Dottore in Lettere. all’Università di Salerno, indirizzo “storico medievale”. Si è poi laureata in Scienze della Formazione primaria all’Ateneo di Campobasso. Studiosa della storia della sua città. Lettrice instancabile di autori italiani e stranieri, si occupa della formazione di piccoli lettori e poeti. È insegnante nella Scuola Primaria da quindici anni. Ha sperimentato innovative metodologie di approccio alla lettura utilizzando le nuove tecnologie che hanno portato alla pubblicazione di una ricerca dal titolo: TIC e DSA. Riflessioni ed esperienze sulle nuove frontiere della pedagogia speciale, Ed. EriksonLive. La storia locale e la ricerca accurata le ha permesso di pubblicare anche un Saggio in storia medievale sull’assetto urbano e riorganizzazione del territorio della Benevento nei sec. XI e XII. Animatore culturale, scrive poesie per fermare in foto-scritte, attimi di vita.
Lorenzo Piombo, medico psichiatra, dirigente del Dipartimento Salute Mentale della ASL di Benevento. Ricercatore e studioso di storia. Vive e opera a Morcone.
Avvocato. Patrocinante in Cassazione. Scrittore di Storia Locale. Opera a Guardia Sanframondi.
Architetto e docente. Appassionato cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, città in cui vive. Ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti. Collabora con il Blog dell’Istituto Storico del Sannio di cui è socio fondatore. È autore del saggio “Cominium Ocritum e le forche caudine: una storia
Studioso del ‘700 napoletano e dell’epopea di Federico II ha approfondito in modo particolare le influenza arabe sull’architettura napoletana. Studioso di suffisso e di religioni orientali.
Medico del Lavoro. Regista teatrale. Giornalista pubblicista. Fondatore di “Byblos”, la biblioteca del Sannio. Scrittore e divulgatore della storia e dei personaggi del Sannio, ha pubblicato “A tavola nel Sannio”, una guida ai ristoranti della provincia di Benevento; “Dietro la Leggenda” (2016), una raccolta di racconti ispirati a fiabe e a leggende del Sannio. Nel 2017 ha pubblicato “Samnes”, un romanzo storico sull’epopea sannita. Ha curato la trascrizione del manoscritto e la stampa dei tre volumi delle “Memorie storiche di Cerreto Sannita per Arcidiacono Nicola Rotondi”. Nel 2019 ha pubblicato “Guida alla Valle Telesina e al Sannio”. Ha pubblicato “Il delitto del pozzo dei pazzi”, un medical-thriller ambientato nel primo ‘900 nell’ospedale degli Incurabili di Napoli. È autore della “Storia di Cerreto dalla preistoria alla seconda guerra mondiale (2022) e di “Fiabe e Favole in cerretese”, edito da Fioridizucca. (2023).
È nato e vive a Castelvenere. Già docente di materie letterarie nella scuola statale, ha pubblicato diverse raccolte di liriche, pagine di ricerca letteraria, studi relativi alla cultura popolare. È presente in antologie, dizionari bio-bibliografici e testi scolastici. Appassionato si storia e di tradizioni locali, è membro di associazioni culturali nazionali. I suoi versi hanno ricevuto giudizi positivi da parte della critica e in concorsi letterari si è classificato ai primi posti.
Architetto, libero professionista. Si occupa di progettazione architettonica, interior design e aspetti legati all’architettura del paesaggio. Dal 2021 è Consigliere dell’ordine degli Architetti della Provincia di Benevento. Ha partecipato a Mostre sul restauro architettonico e a numerose iniziative riguardanti la promozione territoriale.
Insegnante, vive a Caiazzo. È Presidente del’Associazione Storica del Caiatino.
Cultore di storia locale e delle tradizioni del suo paese. Autore del saggio “Notizie storiche ed urbanistiche di Cerreto antica” in cui ha ricostruito l’antico borgo distrutto dal terremoto del 1688.
Originario di Castelvenere. Già dipendente del Miur ora in pensione. Appassionato di Storia locale ed animatore di gruppi per la diffusione della lingua e delle tradizioni di Castelvenere.
Nato a Napoli e residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale all’Università di Modena è stato aiuto chirurgo presso l’ospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente è pensionato. Dal 1° giugno 1978 è socio corrispondente dell’Associazione Culturale Italo Ispanica “C. Colombo – Madrid”. Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche. Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dell’Associazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio è stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.
Musicista. Maestro di clarinetto ed orchestrale. Studioso di storia della filosofia e del ‘700 napoletano. Esperto simbolista e autore di testi esoterico/filosofici.
Nato a Telese Terme ma originario di Amorosi è stato allievo del filosofo Massimo Achille Bonfantini. Laureato in Semiotica e Filosofia del Linguaggio presso l’Università l’Orientale di Napoli. Dedica le sue ricerche prevalentemente allo studio della filosofia e della psicologia dell’inconscio, come dei nuovi percorsi conoscitivi applicati alle neuroscienze. Ha pubblicato Cento petali e una rosa. Semiosi di un romanzo storico (Natan, 2016), Filosofia hegeliana e religione. Osservazioni su Sebastiano Maturi (Natan, 2017) e, recentemente, il saggio dal titolo: Nel gioco di un’incerta reciprocità: Gregory Bateson e la teoria del “doppio legame” (Ediz. Del Faro, 2020).
Nato a Ponte, dove risiede. Dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato. Cultore di storia locale con particolare attenzione al periodo medievale. Ha pubblicato “Ponte tra Cronaca e Storia”, “Domenico Ocone, quarant’anni di storia pontese…”, “Le Vie di Ponte tra Storia e Leggenda”. Collabora con varie associazioni culturali.
Farmacista. Dopo la laurea ha conseguito un master biennale e un corso di perfezionamento, approfondendo le conoscenze in ambito fitoterapico, micoterapico e nutraceutico, con la pubblicazione del lavoro di tesi sulla rivista di divulgazione scientifica di medicina naturale ‘Scienza Natura’ del Prof. Ivo Bianchi. Attivo nel sociale, è membro del Rotary Club Valle Telesina ed è amante dello sport e della natura. Innamorato del proprio territorio, ha iniziato a coltivare l’interesse per la storia locale.


Presidente dell’Associazione culturale “La Biblioteca del Sannio”, dottore di ricerca presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” con una tesi sulla metadatazione della cartografia storica. Giornalista e direttore di Canale Sassuolo. Già docente a contratto di Lingua e Cultura Spagnola e Global History, presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo vanvitelliano, è attualmente tutor di Storia Contemporanea e Storia dei Partiti e Movimenti politici.



Laurea in giurisprudenza presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. Dirigente amministrativa presso l’Università del Molise.
Dottore di ricerca in Ingegneria Elettronica ed informatica presso l’Università degli Studi di Napoli. Ha Svolto attività didattica presso l’Università Federico II. Vive a Telese.
Vive a Morcone. Presidente Italia Nostra Matese Alto Tammaro.
Maestro elementare, appassionato studioso e cultore di Storia Locale.
Biologo residente a Telese Terme. Cultore di storia locale con particolare riferimento alla storia del periodo sannitico. È autore del saggio “La Leonessa e il fenomeno luminoso nella grotta di Sant’Angelo” edito da Fioridizucca nel 2022.
Già sindaco di Caiazzo, dopo aver conseguito la maturità scientifica, rivolge il suo impegno politico alle battaglie del Partito Radicale, soprattutto nel campo della tutela dell’ambiente e in quello per una giustizia giusta. Nel 1980 viene eletto consigliere comunale a Caiazzo, città in cui vive, in rappresentanza della “nuova sinistra”. Nel 1982 aderisce alla Lega per l’Ambiente, promuovendo diverse iniziative per la tutela del fiume Volturno e per il recupero del patrimonio edilizio del centro storico di Caiazzo. Tra il 1987 e il 1994 è Presidente dell’Associazione Storica del Caiatino. Nel 1994 viene eletto sindaco di Caiazzo con la lista civica “Rinascita Caiatina”. Rieletto nel 1998, si adopera per una crescita socio-economica della città; realizza un programma pluriennale, che viene selezionato anche da “Sviluppo Italia” SpA per la costituzione di un Laboratorio di sperimentazione per lo sviluppo locale. Presidente dell’Associazione “Città Paesaggio” dal 2003, è coordinatore del progetto “Per una Carta dei paesaggi dell’olio e dell’olivo”, realizzato d’intesa con l’Associazione nazionale “Città dell’Olio”. Nel 2007 aderisce a Slow Food, dedicandosi soprattutto alla salvaguardia delle piccole produzioni agricole. Ha pubblicato con le Edizioni 2000diciassette: La Memoria e L’Oblio, un saggio sull’eccidio di Caiazzo durante l’ultimo conflitto mondiale.
Giornalista Pubblicista. Esperto di Enologia, collabora a diversi siti web del settore. Collaboratore del blog lucianopignataro.it è responsabile dell’Ufficio Stampa del Sannio Consorzio Tutela Vini.
Dottore in Storia. Autore di un saggio storico, conseguente a ricerca d’archivio, sul suo Comune dal titolo: Faicchio 1920 – 1946 dall’avvento del Fascismo alla nascita della Repubblica, 2016.
Promotore culturale dell’area di Faicchio. Dopo aver conseguito la maturità classica si è laureato in Economia. È dirigente d’impresa a Milano nel settore delle borse valori e mercati finanziari. Ha scritto diversi articoli sulla stampa finanziaria nazionale, tra cui il Sole 24 Ore ed Investire. È appassionato di cultura locale, ha vinto il premio Prosa IX Premio letterario dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Titolare delle strutture ricettive “Magie del Sannio” ha dato vita anche al “Piccolo Museo privato di Faicchio Magie del Sannio”.
Giornalista professionista. Scrittore di romanzi e direttore di diverse testate radio televisive. Fondatore del sito: Neifatti.it
Esperta di Comunicazione Istituzionale; in particolar modo di Social Media Policy e e di politiche agroalimentari legate all’economia di piccola scala per Slow Food, in Campania e Basilicata. Suoi contributi in ambito associativo sono legati a tradizioni e culture della terra e del territorio. Ha effettuato training in storiografia in Francia.
Infaticabile animatore culturale dell’area del Caiatino e del Casertano. Allievo del prof. Galasso. Fondatore di Gruppi culturali dediti alla divulgazione della storia del Territorio, attualmente responsabile di Procedimento Unità Operativa Biblioteca civica e Archivio Storico del Comune di Caiazzo.
Medico ed esperto di storia della gastronomia.
Medico di Emergenza territoriale residente in Puglianello. Ha collaborato all’opera Dieci Medici Raccontano.
Studioso della storia del Risorgimento e cultore del periodo Borbonico, ha recentemente collaborato con un suo scritto all’antologia biografica dedicata a Michele Ungaro. Ha in corso un saggio su Sanchez De Luna, un Vescovo del ‘700.
Medico specialista in oncologia e cure palliative è autore principalmente di pubblicazioni scientifiche di settore in lingua inglese ed italiana. È stato inoltre relatore
Sannita di origini e toscano d’adozione. Medico anestesista, ha coltivato con interesse e particolarmente studiato la “Terapia del dolore”. Di tale disciplina è stato per lunghi anni docente all’Università di Siena. Ha avuto anche esperienze di insegnamento all’estero (Bobigny Paris nord, Accademia Russa delle Scienze mediche, Accademia Lettone di Scienze odontoiatriche). Ufficiale medico dell’Esercito italiano, è appassionato di esoterismo, di cultura e tradizioni popolari. E’ autore di saggistica. Ha recentemente pubblicato saggio su “Massoneria, relazioni umane e comunicazione tecnologica” edito da Fioridizucca edizioni.
Dottore in Legge ed autore di ricerche di Storia Locale. Ha partecipato al progetto “Un museo a colori” avente il fine di far conoscere il museo di arte ceramica di Cerreto Sannita. Le mansioni svolte sono state quelle di guida museale e bibliotecaria, e redazione di progetti e lavori di gruppo con gli altri volontari. Ha scritto un saggio nella Antologia dedicata al bicentenario della nascita di Michele Ungaro, edita dalla Società di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita.
Andrea Ciervo nato a Caserta il 12.10.1975. Presbitero dal 24 novembre 2012 già Laureato in Giurisprudenza alla Federico II, con una tesi di Diritto Ecclesiastico sui Risvolti dei Patti Lateranensi col prof. Mario Tedeschi…tirocinante poi presso Studio Notaro in via Mezzocannone di Napoli…consegue il Baccalaureato presso l’Aloysianum di Padova nel 2007 con una tesi sulla Religione in Immanuel Kant col prof. Secondo Bongiovanni. Si Laurea in Sacra Teologia presso la Facoltà Teologica dell’ Italia Meridionale sezione san Tommaso nel 2012 sempre “Summa cum laude”
Dottore in Archeologia e Scienze Storiche, ha svolto diverse campagne di scavo alla necropoli del Cigno a Macchia Valfortore (CB), con l’Università degli studi di Napoli Federico II e alla necropoli di Crocifisso del tufo a Orvieto (TR), con il Parco Archeologico Ambientale dell’Orvietano e l’ Università dell’Arizona. È attuale vice Presidente della Pro Loco di Sant’Agata dei Goti (BN) dove svolge anche la funzione di OLP per il Servizio Civile Universale. È giornalista tirocinante presso la testata QuasiMezzogiorno. Sì è occupato di alcuni ambiti di archeologia della produzione del Sannio caudino. Attualmente s’interessa alle istituzioni sociali e militari del Medioevo. È vice Presidente dell’Istituto Storico Sannio Telesino.
Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza Cultore di Storia Locale ha scritto il saggio: Telesia 1349 Peste e Terremoto edizioni duemiladicessette, 2016, Cartoline da Telese ed. Unione Filatelica Beneventana, 2009; Castelvenere Valdese insieme a P. Carlo Ed. Realtà Sannita, 2016; Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita insieme a F. Pace, edito dall’ASMV nel 2019. Ha scritto nell’Antologia sulla vita di Michele Ungaro edito dalla Società di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita nel 2019.ha in corso di pubblicazione un libro di poesie. Dirige la collana di poesie della Casa Editrice FioriDiZucca. Presidente pro-tempore dell’Istituto Storico del Sannio Telesino. Premio Upupa 2017 e 2019 per gli studi di storia locale.