
Nella legislazione italiana il confino politico, ovvero il domicilio coatto degli oppositori, non รจ un istituto di recente introduzione. Lโidea di istituire una misura di isolamento per avversari politici ed oppositori al regime, vede la sua origine nella famigerata legge Pica, risalente agli albori dellโUnitร dโItalia.
Promulgata ufficialmente il 15 agosto 1863, la legge n. 1409, promossa dal deputato abruzzese Giuseppe Pica1Giuseppe Pica (1813-1887) Deputato e patriota. Si laureรฒ in legge a Napoli ed esercitรฒ la professione forense. Per le sue opinioni liberali, venne arrestato nel 1845, ma, dopo otto mesi di prigionia, venne rimesso in libertร . Dopo la concessione della Costituzione, fu deputato dellโAquila nel Parlamento napoletano. A seguito della reazione del 1849, fu sottoposto a processo e condannato a 26 anni, condanna che espiรฒ nei bagni penali di Procida, Montefusco e Montesarchio con Carlo Poerio e Luigi Settembrini. Graziato nel gennaio 1859, scontรฒ lโesilio a Londra. Con lโUnitร dโItalia approdรฒ al Parlamento del Regno e legรฒ il suo nome alla famosa legge del 1863, che ebbe un ruolo importante nello sgominare il brigantaggio nelle provincie meridionali. La nomina a senatore, ottenuta nel novembre 1873, chiuse la sua carriera politica., fu concepita come strumento eccezionale e temporaneo per contrastare il brigantaggio nelle province meridionali ma il suo impiego, nel corso degli anni, si estese ad una piรน ampia gamma di oppositori politici.2Il Governo avrร inoltre facoltร di assegnare per un periodo di tempo non maggiore di un anno un domicilio coatto agli oziosi, ai vagabondi, alle persone sospette, secondo la definizione del Codice penale, non che ai camorristi e sospetti manutengoli, dietro parere di Giunta composta del Prefetto, del Presidente del Tribunale, del Procuratore del Re e di due Consiglieri provincialiยป. Legge n. 1409 del 15 agosto 1863, art. 5.
In veritร , la legge Pica, nella sua prima formulazione, fu mutuata dallโart. 91 della legge di Pubblica Sicurezza del Regno di Sardegna del 13 novembre 1859, n. 3720. Quest’ultima concedeva al titolare della prefettura โ chiamato governatore โ la facoltร di ยซnegare allโozioso o vagabondo lโautorizzazione a stabilire domicilio nella cittร ed altri luoghi da lui sceltiยป se ciรฒ risultava in conflitto col mantenimento dellโordine pubblico.3G. Grassi, R. Brucoli, Da Terlizzi a Ventotene, isola di confino, Ed. Insieme, Bari, 2011, p. 16.
La misura del domicilio coatto, introdotta con la legge Pica, venne successivamente perfezionata con la legge Lanza4Giovanni Lanza (1810-1882) Medico, proprietario terriero, volontario nel 1848, si dedicรฒ alla politica, fino a diventare vicepresidente del Parlamento Subalpino nel 1852. Nominato da Cavour ministro dellโIstruzione nel 1855, divenne successivamente Presidente della Camera e Presidente del Consiglio dal 1869 al 1873. del 1865 (legge n. 2248 del 20 marzo 1865). Il provvedimento legislativo di Giovanni Lanza, ministro dell’Interno del governo La Marmora, fu definitivamente sistematizzato nel Testo Unico di pubblica sicurezza n. 153 del 30 giugno 1889.
Nel 1894, in seguito ad una serie di agitazioni sociali, dei moti di Lunigiana e dellโattentato contro Francesco Crispi, allโepoca Presidente del Consiglio, fu varata la legge n. 316 del 19 luglio 1894 che si propose di inasprire le pene contenute nella precedente normativa, snellire le procedure per l’invio al confino di soggetti pericolosi e decretรฒ un incremento della la durata del domicilio coatto da uno a cinque anni.
Ma fu con lโavvento del fascismo che lโistituto del confinamento politico ebbe la sua massima applicazione. Esso venne formalmente introdotto con le cosiddette leggi fascistissime, un termine che identifica una serie di norme giuridiche emanate tra il 1925 e il 1926, che sancirono la trasformazione dellโordinamento giuridico del Regno dโItalia nel regime fascista. Esse affermavano la supremazia del potere esecutivo sul potere legislativo e stabilivano lโabolizione dei partiti politici di opposizione, delle libertร di stampa e di associazione. Decretarono inoltre lโistituzione di uno speciale Tribunale per la Difesa dello Stato, utilizzato per emarginare gli oppositori politici5Il Tribunale speciale per la difesa dello Stato fu un organo speciale del regime fascista competente a giudicare i reati contro la sicurezza dello Stato e del regime, istituito con la legge n. 2008 del 25 novembre 1926.
Il nuovo testo, opera del ministro dell’Interno Luigi Federzoni, (legge n. 1848 del 6 novembre 1926), superรฒ la precedente normativa sul domicilio coatto (legge 6144 del 30 giugno 1889) ed istituรฌ il confino politico per gli oppositori, detto confino di polizia: un provvedimento esplicitamente pensato per colpire in maniera preventiva coloro che erano ritenuti predisposti o sospetti all’attivitร politica. Con questa stessa legge, oltre ad istituire il Tribunale speciale (con competenza sui reati contro la sicurezza dello Stato ed un collegio giudicante formato da membri della polizia volontaria per la sicurezza nazionale e delle Forze Armate) si decretรฒ la nascita dell’OVRA, una polizia segreta del regime, che aveva compiti di vigilanza e repressione di organizzazioni sovversive e che divenne operativa a partire dal 1927.6Lโacronimo, non del tutto chiaro, dovrebbe significare โopera vigilanza repressione antifascismoโ; consisteva in uno speciale organismo che raggruppava tutti i servizi di polizia politica, con una competenza territoriale piรน vasta e con poteri piรน ampi rispetto a quelli delle Questure. Cfr.: Ovra in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dellโEnciclopedia Italiana.

Il confino di polizia, giustificato dal regime come misura preventiva di ordine pubblico, divenne il piรน efficace tra i mezzi adottati dalla macchina della repressione fascista per combattere il dissenso politico.
La nuova normativa fascista prevedeva lโistituzione di apposite Commissioni provinciali, composte dal Prefetto, dal Questore, dal Comandante dei Carabinieri e da un ufficiale della milizia che deliberavano lโallontanamento e lโassegnazione al domicilio coatto di persone considerate pericolose (il confino poteva durare da uno a cinque anni, prorogabili) in modo da creare una separazione materiale e psicologica tra oppositori al regime e societร civile. La decisione dunque, non scaturiva dallo svolgimento di un regolare processo con conseguente sentenza di un tribunale ma era, piรน semplicemente, la conclusione di una decisione autonoma di questa Commissione, che aveva il potere di decidere in maniera del tutto arbitraria.

Col passar degli anni, lโistituto giuridico del confino, subรฌ ulteriori modificazioni e venne ulteriormente disciplinato nel 1931, con la promulgazione del Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza:
Possono essere assegnati al confino di polizia, coloro che svolgono o abbiano manifestato il proposito di svolgere unโattivitร rivolta a sovvertire violentemente gli ordinamenti politici, economici o sociali costituiti nello Stato o a contrastare o a ostacolare lโazione dei poteri dello Stato.
Venne introdotto lโobbligo del lavoro per i confinati, che dovevano rispettare rigidi orari per lโuscita ed il rientro nella propria abitazione ed avevano il divieto tassativo di frequentare esercizi pubblici, luoghi di ritrovo e di creare assembramento con gli abitanti del luogo.7M. Franzinelli, Confino di polizia in Dizionario del Fascismo a cura di V. de Grazia e S. Luzzatto, Torino, Einaudi, 2003.
Mediante lโistituto del confino, il regime fascista non isolรฒ solo gli avversari politici, ma anche intellettuali e docenti universitari che rifiutavano di giurare fedeltร al fascismo, giornalisti e scrittori critici verso il regime, semplici oppositori che venivano genericamente additati come antifascisti, esponenti delle minoranze etniche e religiose e, dopo lโintroduzione della legislazione razziale del 1938, anche gli omosessuali, definiti in maniera dispregiativa pederasti, accusati di ยซattentato alla dignitร della razzaยป e pertanto ritenuti pericolosi per la morale pubblica.
Il piรน delle volte, il confino di polizia veniva applicato come una misura preventiva, e non punitiva, per un reato che poteva essere utilizzato come strumento per il mantenimento dell’ordine pubblico. Il provvedimento era piรน grave della semplice ammonizione, una sanzione che prevedeva solo lโobbligo di rendere conto โ talvolta quotidianamente โ della propria presenza alle autoritร di pubblica sicurezza, ma certamente meno grave di una pena detentiva poichรฉ consentiva al condannato di conservare, sia pure nei limiti stabiliti e con alcune limitazioni, la libertร personale.
Tuttavia, per finire al confino bastava veramente poco: partecipare al funerale di un amico comunista, deporre fiori sulla tomba di un antifascista, screditare il regime anche semplicemente con il racconto di storielle sul fascismo o sul duce, leggere libri ritenuti sovversivi, cantare inni considerati rivoluzionari (anche in abitazioni private), festeggiare il primo maggio ecc.
Lโassegnazione al confino avveniva con procedure sommarie ed in maniera sollecita: bastava che la polizia segnalasse un soggetto come โpericolosoโ e la Commissione Provinciale di Pubblica Sicurezza poteva deliberare il domicilio coatto, senza ulteriori accertamenti e senza tener conto delle considerazioni dellโimputato. Lโindividuo veniva deportato, senza alcuna possibilitร di difesa, in una localitร indicata dalla Commissione โ abitualmente in villaggi o borghi lontani dalle grandi cittร , oppure in isole remote e difficilmente raggiungibili โ dove potevano essere costantemente sorvegliati e dove era difficile, per i detenuti, comunicare con lโesterno.
Le zone maggiormente utilizzate erano quelle dellโItalia meridionale, perchรฉ economicamente depresse e piรน difficili da raggiungere. Si preferivano, inoltre, le piccole isole che garantivano una maggiore sicurezza.

Le aree interne maggiormente utilizzate furono quelle della Lucania: Matera, Grassano, Aliano; della Calabria: Gerace e Pizzo Calabro e della Sardegna: Fonni, Orune, Sorgono.
Molte furono le isole interessate come localitร di confino: Ustica, Ponza, Ventotene, Lipari, Lampedusa, Isole Tremiti.
Le zone del Sud venivano usate molto spesso, perchรฉ economicamente depresse e difficili da raggiungere.
Le condizioni di vita dei confinati variavano in base alla localitร , ma generalmente erano molto dure: i confinati percepivano un’indennitร , detta mazzetta, che inizialmente era di 5 lire al giorno ma che, con la crisi del ’29, venne ridotta a 4 e, in alcuni casi, a 3 lire. Non potevano in alcun modo lasciare lโisola o il paese assegnato; erano sottoposti a controlli giornalieri e dovevano presentarsi regolarmente alle autoritร . Per loro, le possibilitร di lavoro erano estremamente ridotte, per cui spesso vivevano in condizioni di estrema povertร .
Le comunicazioni con lโesterno risultavano particolarmente complicate le comunicazioni con la famiglia di origine erano sottoposte ad una ferrea censura sulla corrispondenza. Ovviamente gli antifascisti piรน influenti erano i piรน sorvegliati.

Dopo lโentrata dellโItalia in guerra, il confino fu esteso a ebrei, dissidenti interni, omosessuali.
Dal 1927 al 1943 la misura del confino politico fu inflitta a 12.330 oppositori politici, 177 dei quali morirono durante il periodo di isolamento. Con la caduta del fascismo il confino fu abolito e molti ex confinati divennero protagonisti della nascita della Repubblica Italiana.
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NOTE:
[1] Giuseppe Pica (1813-1887) Deputato e patriota. Si laureรฒ in legge a Napoli ed esercitรฒ la professione forense. Per le sue opinioni liberali, venne arrestato nel 1845, ma, dopo otto mesi di prigionia, venne rimesso in libertร . Dopo la concessione della Costituzione, fu deputato dellโAquila nel Parlamento napoletano. A seguito della reazione del 1849, fu sottoposto a processo e condannato a 26 anni, condanna che espiรฒ nei bagni penali di Procida, Montefusco e Montesarchio con Carlo Poerio e Luigi Settembrini. Graziato nel gennaio 1859, scontรฒ lโesilio a Londra. Con lโUnitร dโItalia approdรฒ al Parlamento del Regno e legรฒ il suo nome alla famosa legge del 1863, che ebbe un ruolo importante nello sgominare il brigantaggio nelle provincie meridionali. La nomina a senatore, ottenuta nel novembre 1873, chiuse la sua carriera politica.
[2] ยซIl Governo avrร inoltre facoltร di assegnare per un periodo di tempo non maggiore di un anno un domicilio coatto agli oziosi, ai vagabondi, alle persone sospette, secondo la definizione del Codice penale, non che ai camorristi e sospetti manutengoli, dietro parere di Giunta composta del Prefetto, del Presidente del Tribunale, del Procuratore del Re e di due Consiglieri provincialiยป. Legge n. 1409 del 15 agosto 1863, art. 5.
[3] G. Grassi, R. Brucoli, Da Terlizzi a Ventotene, isola di confino, Ed. Insieme, Bari, 2011, p. 16.
[4] Giovanni Lanza (1810-1882) Medico, proprietario terriero, volontario nel 1848, si dedicรฒ alla politica, fino a diventare vicepresidente del Parlamento Subalpino nel 1852. Nominato da Cavour ministro dellโIstruzione nel 1855, divenne successivamente Presidente della Camera e Presidente del Consiglio dal 1869 al 1873.
[5] Il Tribunale speciale per la difesa dello Stato fu un organo speciale del regime fascista competente a giudicare i reati contro la sicurezza dello Stato e del regime, istituito con la legge n. 2008 del 25 novembre 1926.
[6] Lโacronimo, non del tutto chiaro, dovrebbe significare โopera vigilanza repressione antifascismoโ; consisteva in uno speciale organismo che raggruppava tutti i servizi di polizia politica, con una competenza territoriale piรน vasta e con poteri piรน ampi rispetto a quelli delle Questure. Cfr.: Ovra in Enciclopedia italiana, Roma, Istituto dellโEnciclopedia Italiana.
[7] M. Franzinelli, Confino di polizia in Dizionario del Fascismo a cura di V. de Grazia e S. Luzzatto, Torino, Einaudi, 2003.
Archeologa classica. Lavora presso l’Universitร del Salento.
Antonella Selvaggio
Architetto, libero professionista. Si occupa di progettazione architettonica, interior design e aspetti legati all’architettura del paesaggio. Dal 2021 รจ Consigliere dell’ordine degli Architetti della Provincia di Benevento. Ha partecipato a Mostre sul restauro architettonico e a numerose iniziative riguardanti la promozione territoriale.
Vive a Morcone. Presidente Italia Nostra Matese Alto Tammaro.
Dottore di ricerca in Ingegneria Elettronica ed informatica presso l’Universitร degli Studi di Napoli. Ha Svolto attivitร didattica presso l’Universitร Federico II. Vive a Telese.
Laurea in giurisprudenza presso l’Universitร degli Studi “La Sapienza” di Roma. Dirigente amministrativa presso l’Universitร del Molise.



Andrea Ciervo nato a Caserta il 12.10.1975. Presbitero dal 24 novembre 2012 giร Laureato in Giurisprudenza alla Federico II, con una tesi di Diritto Ecclesiastico sui Risvolti dei Patti Lateranensi col prof. Mario Tedeschi…tirocinante poi presso Studio Notaro in via Mezzocannone di Napoli…consegue il Baccalaureato presso l’Aloysianum di Padova nel 2007 con una tesi sulla Religione in Immanuel Kant col prof. Secondo Bongiovanni. Si Laurea in Sacra Teologia presso la Facoltร Teologica dell’ Italia Meridionale sezione san Tommaso nel 2012 sempre “Summa cum laude”
Presidente dellโAssociazione culturale โLa Biblioteca del Sannioโ, dottore di ricerca presso lโUniversitร degli Studi della Campania โLuigi Vanvitelliโ con una tesi sulla metadatazione della cartografia storica. Giornalista e direttore di Canale Sassuolo. Giร docente a contratto di Lingua e Cultura Spagnola e Global History, presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo vanvitelliano, รจ attualmente tutor di Storia Contemporanea e Storia dei Partiti e Movimenti politici.






Farmacista. Dopo la laurea ha conseguito un master biennale e un corso di perfezionamento, approfondendo le conoscenze in ambito fitoterapico, micoterapico e nutraceutico, con la pubblicazione del lavoro di tesi sulla rivista di divulgazione scientifica di medicina naturale ‘Scienza Natura’ del Prof. Ivo Bianchi. Attivo nel sociale, รจ membro del Rotary Club Valle Telesina ed รจ amante dello sport e della natura. Innamorato del proprio territorio, ha iniziato a coltivare l’interesse per la storia locale.
Nato a Ponte, dove risiede. Dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato. Cultore di storia locale con particolare attenzione al periodo medievale. Ha pubblicato “Ponte tra Cronaca e Storia”, “Domenico Ocone, quarant’anni di storia pontese…”, “Le Vie di Ponte tra Storia e Leggenda”. Collabora con varie associazioni culturali.
Nato a Telese Terme ma originario di Amorosi รจ stato allievo del filosofo Massimo Achille Bonfantini. Laureato in Semiotica e Filosofia del Linguaggio presso l’Universitร l’Orientale di Napoli. Dedica le sue ricerche prevalentemente allo studio della filosofia e della psicologia dell’inconscio, come dei nuovi percorsi conoscitivi applicati alle neuroscienze. Ha pubblicato Cento petali e una rosa. Semiosi di un romanzo storico (Natan, 2016), Filosofia hegeliana e religione. Osservazioni su Sebastiano Maturi (Natan, 2017) e, recentemente, il saggio dal titolo: Nel gioco di un’incerta reciprocitร : Gregory Bateson e la teoria del “doppio legame” (Ediz. Del Faro, 2020).
Musicista. Maestro di clarinetto ed orchestrale. Studioso di storia della filosofia e del ‘700 napoletano. Esperto simbolista e autore di testi esoterico/filosofici.
Nato a Napoli e residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia allโUniversitร di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale allโUniversitร di Modena รจ stato aiuto chirurgo presso lโospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente รจ pensionato.ย Dal 1ยฐ giugno 1978 รจ socio corrispondente dellโAssociazione Culturale Italo Ispanica โC. Colombo โ Madridโ.ย Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche.ย Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dellโAssociazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio รจ stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.
Originario di Castelvenere. Giร dipendente del Miur ora in pensione. Appassionato di Storia locale ed animatore di gruppi per la diffusione della lingua e delle tradizioni di Castelvenere.
Esperta di Comunicazione Istituzionale; in particolar modo di Social Media Policy e e di politiche agroalimentari legate all’economia di piccola scala per Slow Food, in Campania e Basilicata. Suoi contributi in ambito associativo sono legati a tradizioni e culture della terra e del territorio. Ha effettuato training in storiografia in Francia.
Dottore in Archeologia e Scienze Storiche, ha svolto diverse campagne di scavo alla necropoli del Cigno a Macchia Valfortore (CB), con lโUniversitร degli studi di Napoli Federico II e alla necropoli di Crocifisso del tufo a Orvieto (TR), con il Parco Archeologico Ambientale dellโOrvietano e lโ Universitร dell’Arizona. ร attuale vice Presidente della Pro Loco di SantโAgata dei Goti (BN) dove svolge anche la funzione di OLP per il Servizio Civile Universale. ร giornalista tirocinante presso la testata QuasiMezzogiorno. Sรฌ รจ occupato di alcuni ambiti di archeologia della produzione del Sannio caudino. Attualmente s’interessa alle istituzioni sociali e militari del Medioevo. ร vice Presidente dell’Istituto Storico Sannio Telesino.
Cultore di storia locale e delle tradizioni del suo paese. Autore del saggio “Notizie storiche ed urbanistiche di Cerreto antica” in cui ha ricostruito l’antico borgo distrutto dal terremoto del 1688.
Dottore in Legge ed autore di ricerche di Storia Locale. Ha partecipato al progetto “Un museo a colori” avente il fine di far conoscere il museo di arte ceramica di Cerreto Sannita. Le mansioni svolte sono state quelle di guida museale e bibliotecaria, e redazione di progetti e lavori di gruppo con gli altri volontari. Ha scritto un saggio nella Antologia dedicata al bicentenario della nascita di Michele Ungaro, edita dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita.
Giร sindaco di Caiazzo, dopo aver conseguito la maturitร scientifica, rivolge il suo impegno politico alle battaglie del Partito Radicale, soprattutto nel campo della tutela dell’ambiente e in quello per una giustizia giusta. Nel 1980 viene eletto consigliere comunale a Caiazzo, cittร in cui vive, in rappresentanza della “nuova sinistra”. Nel 1982 aderisce alla Lega per l’Ambiente, promuovendo diverse iniziative per la tutela del fiume Volturno e per il recupero del patrimonio edilizio del centro storico di Caiazzo. Tra il 1987 e il 1994 รจ Presidente dell’Associazione Storica del Caiatino. Nel 1994 viene eletto sindaco di Caiazzo con la lista civica “Rinascita Caiatina”. Rieletto nel 1998, si adopera per una crescita socio-economica della cittร ; realizza un programma pluriennale, che viene selezionato anche da “Sviluppo Italia” SpA per la costituzione di un Laboratorio di sperimentazione per lo sviluppo locale. Presidente dell’Associazione “Cittร Paesaggio” dal 2003, รจ coordinatore del progetto “Per una Carta dei paesaggi dell’olio e dell’olivo”, realizzato d’intesa con l’Associazione nazionale “Cittร dell’Olio”. Nel 2007 aderisce a Slow Food, dedicandosi soprattutto alla salvaguardia delle piccole produzioni agricole. Ha pubblicato con le Edizioni 2000diciassette: La Memoria e LโOblio, un saggio sullโeccidio di Caiazzo durante l’ultimo conflitto mondiale.
Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza Cultore di Storia Locale ha scritto il saggio: Telesia 1349 Peste e Terremoto edizioni duemiladicessette, 2016, Cartoline da Telese ed. Unione Filatelica Beneventana, 2009; Castelvenere Valdese insieme a P. Carlo Ed. Realtร Sannita, 2016; Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita insieme a F. Pace, edito dallโASMV nel 2019. Ha scritto nellโAntologia sulla vita di Michele Ungaro edito dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita nel 2019.ha in corso di pubblicazione un libro di poesie. Dirige la collana di poesie della Casa Editrice FioriDiZucca. Presidente pro-tempore dellโIstituto Storico del Sannio Telesino. Premio Upupa 2017 e 2019 per gli studi di storia locale.
Insegnante, vive a Caiazzo. ร Presidente del’Associazione Storica del Caiatino.
Maestro elementare, appassionato studioso e cultore di Storia Locale.
Biologo residente a Telese Terme. Cultore di storia locale con particolare riferimento alla storia del periodo sannitico. ร autore del saggio “La Leonessa e il fenomeno luminoso nella grotta di Sant’Angelo” edito da Fioridizucca nel 2022.
Sannita di origini e toscano d’adozione. Medico anestesista, ha coltivato con interesse e particolarmente studiato la “Terapia del dolore”. Di tale disciplina รจ stato per lunghi anni docente all’Universitร di Siena. Ha avuto anche esperienze di insegnamento all’estero (Bobigny Paris nord, Accademia Russa delle Scienze mediche, Accademia Lettone di Scienze odontoiatriche). Ufficiale medico dell’Esercito italiano, รจ appassionato di esoterismo, di cultura e tradizioni popolari. E’ autore di saggistica. Ha recentemente pubblicato saggio su “Massoneria, relazioni umane e comunicazione tecnologica” edito da Fioridizucca edizioni.
Giornalista professionista. Scrittore di romanzi e direttore di diverse testate radio televisive. Fondatore del sito: Neifatti.it
Medico specialista in oncologia e cure palliative รจ autore principalmente di pubblicazioni scientifiche di settore in lingua inglese ed italiana. ร stato inoltre relatore
Laurea magistrale in Lettere. Docente a Prato. Ha approfondito gli eventi storici che portarono alla โMarcia della fameโ del 1957 nei comuni del Valfortore sannita. Ha scritto il “Catasto Onciario della Terra di San Salvatore”.
Medico e scrittore. Ha allโattivo numerose collaborazioni con riviste di carattere storico. Ha pubblicato una Vita di San Leucio, il libro: โDa Casale a Comuneโ e la Storia della Parrocchiale Santa Maria Assunta di San Salvatore Telesino. Ha partecipato allโAntologia โDieci Medici Raccontanoโ, che ha ottenuto il “Premio Rufolo 2019”. Premio Olmo 2009 per il romanzo storico ยซL’ultima notte di Bedรฒยป, รจ anche autore di alcuni saggi sulla Storia della Medicina tra cui uno studio sulla Depressione dal titolo ยซIl potere misterioso della bile nera, breve storia della depressione da Ippocrate a Charlie Brownยป. Nel 2024 ha pubblicato “Fu la peste” e “Islam a Telesia” per ABE Editore Napoli. Fondatore e Direttore Editoriale della Casa Editrice Fioridizucca.
Studioso della storia del Risorgimento e cultore del periodo Borbonico, ha recentemente collaborato con un suo scritto allโantologia biografica dedicata a Michele Ungaro. Ha in corso un saggio su Sanchez De Luna, un Vescovo del โ700.

Scrittore, poeta e divulgatore culturale. Medico di continuitร assistenziale. Autore di diversi saggi storici e racconti. Ha partecipato all’antologia “Dieci Medici Raccontano”. Fondatore del Premio Nazionale Olmo che tutti gli anni si svolge in Raviscanina (Ce).
Dottore in Lettere. all’Universitร di Salerno, indirizzo “storico medievale”. Si รจ poi laureata in Scienze della Formazione primaria all’Ateneo di Campobasso. Studiosa della storia della sua cittร . Lettrice instancabile di autori italiani e stranieri, si occupa della formazione di piccoli lettori e poeti. ร insegnante nella Scuola Primaria da quindici anni. Ha sperimentato innovative metodologie di approccio alla lettura utilizzando le nuove tecnologie che hanno portato alla pubblicazione di una ricerca dal titolo: TIC e DSA. Riflessioni ed esperienze sulle nuove frontiere della pedagogia speciale, Ed. EriksonLive. La storia locale e la ricerca accurata le ha permesso di pubblicare anche un Saggio in storia medievale sull’assetto urbano e riorganizzazione del territorio della Benevento nei sec. XI e XII. Animatore culturale, scrive poesie per fermare in foto-scritte, attimi di vita.
Medico di Emergenza territoriale residente in Puglianello. Ha collaborato all’opera Dieci Medici Raccontano.
Lorenzo Piombo, medico psichiatra, dirigente del Dipartimento Salute Mentale della ASL di Benevento. Ricercatore e studioso di storia. Vive e opera a Morcone.
Avvocato. Patrocinante in Cassazione. Scrittore di Storia Locale. Opera a Guardia Sanframondi.
Promotore culturale dellโarea di Faicchio. Dopo aver conseguito la maturitร classica si รจ laureato in Economia. ร dirigente d’impresa a Milano nel settore delle borse valori e mercati finanziari. Ha scritto diversi articoli sulla stampa finanziaria nazionale, tra cui il Sole 24 Ore ed Investire. ร appassionato di cultura locale, ha vinto il premio Prosa IX Premio letterario dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Titolare delle strutture ricettive “Magie del Sannio” ha dato vita anche al “Piccolo Museo privato di Faicchio Magie del Sannio”.
Dottore in Storia. Autore di un saggio storico, conseguente a ricerca d’archivio, sul suo Comune dal titolo: ย Faicchio 1920 – 1946 dall’avvento del Fascismo alla nascita della Repubblica, 2016.
Medico ed esperto di storia della gastronomia.
Architetto e docente. Appassionato cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, cittร in cui vive. Ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti. Collabora con il Blog dell’Istituto Storico del Sannio di cui รจ socio fondatore. ร autore del saggio “Cominium Ocritum e le forche caudine: una storia
Studioso del ‘700 napoletano e dell’epopea di Federico II ha approfondito in modo particolare le influenza arabe sull’architettura napoletana. Studioso diย suffisso e di religioni orientali.
Medico del Lavoro. Regista teatrale. Giornalista pubblicista. Fondatore di “Byblos”, la biblioteca del Sannio. Scrittore e divulgatore della storia e dei personaggi del Sannio, ha pubblicato “A tavola nel Sannio”, una guida ai ristoranti della provincia di Benevento; “Dietro la Leggenda” (2016), una raccolta di racconti ispirati a fiabe e a leggende del Sannio. Nel 2017 ha pubblicato “Samnes”, un romanzo storico sull’epopea sannita. Ha curato la trascrizione del manoscritto e la stampa dei tre volumi delle “Memorie storiche di Cerreto Sannita per Arcidiacono Nicola Rotondi”. Nel 2019 ha pubblicato “Guida alla Valle Telesina e al Sannio”. Ha pubblicato “Il delitto del pozzo dei pazzi”, un medical-thriller ambientato nel primo ‘900 nell’ospedale degli Incurabili di Napoli. ร autore della “Storia di Cerreto dalla preistoria alla seconda guerra mondiale (2022) e di “Fiabe e Favole in cerretese”, edito da Fioridizucca. (2023).
ร nato e vive a Castelvenere. Giร docente di materie letterarie nella scuola statale, ha pubblicato diverse raccolte di liriche, pagine di ricerca letteraria, studi relativi alla cultura popolare. ร presente in antologie, dizionari bio-bibliografici e testi scolastici. Appassionato si storia e di tradizioni locali, รจ membro di associazioni culturali nazionali. I suoi versi hanno ricevuto giudizi positivi da parte della critica e in concorsi letterari si รจ classificato ai primi posti.
Giornalista Pubblicista. Esperto di Enologia, collabora a diversi siti web del settore. Collaboratore del blog lucianopignataro.it รจ responsabile dell’Ufficio Stampa del Sannio Consorzio Tutela Vini. 
Infaticabile animatore culturale dellโarea del Caiatino e del Casertano. Allievo del prof. Galasso. Fondatore di Gruppi culturali dediti alla divulgazione della storia del Territorio, attualmente responsabile di Procedimento Unitร Operativa Biblioteca civica e Archivio Storico del Comune di Caiazzo.