ai Pastori

Lโ€™avanzare dellโ€™etร  mi ha stimolato il conoscere caratteristiche di argomenti diversi.1Per Cerreto e Pietraroja, ad esempio, ho appreso di manufatti architettonici, commemorativi, apotropaici e scaramantici; cfr. R. Di Lello, in โ€œAlmanaccoโ€, Istituto Storico Sannio Telesino (ISST) 2020 (1), 2021 (3), 2024 (1), passim. Nel 1943, durante lโ€™ultima guerra, da rifugiato in montagna, a San Potito Sannitico, udii il vocabolo โ€œangรฌnuโ€, โ€œpirรฒccaโ€, โ€œvingiร struโ€, โ€œmazzรฒccaโ€; lโ€™ho riudito da studentello convittore a Cerreto Sannita, negli anni Settanta a Pietraroja e nel 1983 a Guardia Regia. Ho indagato, finalmente, dallโ€™inizio dei miei 89 anni, per apprenderne lโ€™eventuale importanza e ho acquisito qualcosa che mi sembra non superfluo riportare, al solito in breve e โ€œa la bonaโ€โ€“ cioรจ in modo semplice โ€“ per il lettore interessato e perchรฉ voglia aggiustarvi inesattezze e ampliare il testo. Ebbene, sul massiccio del Matese,2Per il territorio, cfr. Dante B. Marrocco, Piedimonte Matese, ivi, ASMV, 1980, cap. XXVI, Il Matese, pp. 445-477. sito in due regioni e quattro province, โ€œangรฌnu, pirรฒcca, vingiร stru e mazzรฒccaโ€ sono, in genere, varianti dialettali  del โ€œbastรฒnuโ€ โ€“ bastone โ€“ e ne indicano nel particolare, per forma e origine: il tipo flesso in cima  e quasi sempre adunco, lโ€™esemplare con apice a pera, la bacchetta di vinco, la mazza grossa e con grande estremitร  tondeggiante. Questi arnesi, in legno, alti e con sommitร  elaborate, ai quali si allude comunemente, competono al pastore: i primi tre al โ€œcaprร ruโ€ e al โ€œpecurร ruโ€ โ€“ capraio e pecoraio โ€“, il quarto al โ€œvaccร ruโ€ โ€“ vaccaio โ€“;3Per i detti termini in vernacolo ed altri, cfr. Bruno Migliorini, Vocabolario della lingua Italiana, Torino, G.B. Paravia & C., 1965, pp.139, 222, 799-800,1547,1602-1603. CC.VV., Nuovissimo Dardano. Dizionario della lingua italiana, Roma, Curcio, 1982, pp. 1829, 2335-2336. F. Galiani, Vocabolario delle parole del dialetto napoletano, Napoli, Porcelli, tomo primo, 1783, p. 17. Raffaele Andreoli, Vocabolario napoletano italiano, Torino, 1887, Pozzuoli-Napoli, De Marco, 1993, pp. 26, 293. R. Di Lello, Aspetti della cultura agricola e pastorale sul Matese, โ€œAnnuario 1979โ€, Piedimonte Matese, Associazione Storica del Medio Volturno, 1979, p74 in 64-85. AA.VV., Guardiaregia, a c.d. Pietro Vecchiarelli, Campobasso, Lampo Ed., 1982, pp. 95 e vid. pp. 98 e 129. Elena Cofrancesco, La parlata cerretese โ€˜L cโ€™rratรจen, Cerreto Sannita, Associazione Socio Culturale Cerretese, 2ยฐ, 2002, pp. 274 e 277, 58, 70,68. Pierino Bello, Dizionario del dialetto di Pietraroja, Pietraroja, Pro loco, 2005, pp. 29, 177 , 272, 277.  da quando, perchรฉ, come? Vediamo! E al riguardo mi pare convenga partire da lontano.  Nicola Rotondi, colto arcidiacono di Cerreto, ha sostenuto, in un suo manoscritto del XIX secolo, poi dato alle stampe, che la pastorizia, procedendo da Abele, secondo figlio di Adamo primo uomo, era passata ai patriarchi nati da Set, il terzo figlio, e da quelli ad ogni popolo della terra. In piรน, nella Bibbia non poco e giร  nella Genesi, e in altre opere, si legge di piccolo bestiame, di greggi, di pastori e, altresรฌ, di sacerdoti e di faraoni; si legge di bastoni, di mazze, di verghe, di vincastri e di bacoli, con funzione di difesa, di lavoro, di protezione e guida del gregge, di armi e dโ€™insegna di comando e dignitร .4Cfr. Nicola Rotondi, Memorie storiche di Cerreto Sannita, ms., 1869 – 1875, a c.d. Antonello Santagata, San Salvatore Telesino, Fiori di Zucca Ed., 3, 2019 e 2023, 1, p. 163. La Sacra Bibbia, Roma, CEI, 1974, pass; Nicolas Grimal, Lโ€™antico Egitto, I, Milano, Corriere della Sera, 2004, pp. 5, 24, 25, 28-30. B. Migliorini, 1965, pp. 222,799-800,1268. Versione di episodio significante rammenta che Mosรจ, menando al pascolo le pecore del suocero, sacerdote in Palestina, giunse sullโ€™ Oreb, il Monte di Dio, gli si rivelรฒ il Signore in mezzo ad una fiamma e gli disse: โ€œIo ti mando dal faraone, fai uscire dallโ€™Egitto il mio popolo, gli Israelitiโ€; Mosรจ rispose che non lโ€™avrebbero creduto nรฉ ascoltato; allora il Signore, in collera contro Mosรจ, disse: โ€œChe hai in mano?โ€ Mosรจ rispose: โ€œUn bastoneโ€; Dio riprese: โ€œTerrai in mano questo bastone con il quale compirai prodigiโ€; Mosรจ obbedรฌ e โ€œcol bastone di Dioโ€ fece prodigi.mfn]Cfr. La Sacra Bibbia, 1974, Esodo, III: 1-2, 4, 6  e 10; IV: 1-4, 17 e 20; pass.[/mfn] Altra versione eloquente rievoca che Davide, pecoraio da ragazzo e poi re dโ€™Israele, inneggiรฒ al Signore che, suo  โ€œpastoreโ€, lo forniva di tutto: โ€œsu pascoli erbosiโ€ lo faceva riposare; โ€œad acque tranquilleโ€ lo conduceva; lo rinfrancava; lo guidava โ€œper il giusto  sentieroโ€; nel cammino โ€œin una valle oscuraโ€ lo liberava dal timore dโ€™ogni male, perchรฉ era con lui; il suo โ€œvincastroโ€ e il suo โ€œbastoneโ€ gli davano sicurezzaโ€.5Cfr. La Sacra Bibbia, 1974, Primo libro di Samuele, capp. 16 e 17; Secondo libro di Samuele, cap. 3. Salmi, Salmo 22, diDavide, 1- 6. Il bastone di Dioโ€“ e il vincastro indicavano: lโ€™uno il potere divino e lโ€™altro quello pastorale. 

Bastoni dellโ€™Evo Antico. (Esempi dellโ€™autore)

                                                                                      

Divinitร  e sovrani apparivano, nellโ€™arte figurativa, col bastone, simbolo di potere, creduto talismano, di varia prominenza e con vertice modellato o ad uncino, o curvo, o arrotondato, o piriforme. Genti che affacciavano sul Mar Mediterraneo e a confine, utilizzavano, di consueto, il menzionato attrezzo.6Tanto, da immagini di antichi bastoni. Cfr. anche AA.VV. Dalla preistoria allโ€™antico Egitto, Roma, La biblioteca di Repubblica, 2004, figg. a pp. 226, 456, 560, 664, 670. Nicolas Grimal, 2004, figg. 5,  43, 44, 52, 54. AA. DD., a c.d., Il libro dei morti EE. DD. pass. R. Di Lello, Esempi in foto n.1 nel testo.  Per le genti del Sannio, agricoltori e pastori, lโ€™allevamento ovino era piรน importante di altre industrie, a motivo della necessaria produzione di lana, latte e derivati, talchรฉ, col sopraggiungere del freddo invernale, i pecorai โ€œpercorrevano con i loro greggi lunghe distanze per raggiungere zone di pascolo in pianuraโ€7E.T. Salmon, Il Sannio e i Sanniti, Torino, Giulio Einaudi, 1985, pass. e pp. 55,56,72-74,79. Per insediamenti sul Matese, cfr. Id., ibid., pass. Nicola Rotondi, 1869,2019, I, pp 163-168  AA.VV., Sepino Archeologia e continuitร , Campobasso, Ed. Enne, 1979, pp. 5-31. AA.VV., Sannio Pentri e Frentani dal VI al I sec. A.C. Roma, De Luca Ed., 1980, pass. Nicola Mancini, Raviscanina, Piedimonte Matese, ikona, 1998, pp.5-21. Alberico Boiano, La ricchezza delle pecore, Napoli, Guida Editori, 2022, pp. 19-24. Lorenzo Morone, Dallโ€™Urtz al santuario italico di Cerreto Sannita, dalle case sparse di Vallantico a Telesia, in โ€œAlmanaccoโ€, Telese, ISST, 08/02/2025. Id., La bussola di Caia Borsa, in โ€œAlmanaccoโ€, Telese, ISST, 22/03/2025. e praticare scambi economici e culturali con i residenti. Circa i bastoni e in mancanza di reperti allo stato della ricerca, ho pensato che i pastori del Matese abbiano rifinito negli aspetti soliti le cuspidi di pertiche,8Da immagini di antichi bastoni e da: AA.VV., 2004, figg. a pp. 226, 456, 560, 664, 670, Nicolas Grimal, 2004, figg. 5,  43, 44, 52, 54. AA. DD. a c.d., Il libro dei morti, EE. DD., pass. quando non semplici e robuste di natura. Nel Medioevo, la pastorizia, in piรน larga misura lโ€™ovina, fu pratica fondamentale in special modo nelle zone rurali; sul Matese, dโ€™altro canto, al di lร  dei miglioramenti vi furono momenti di crisi, pure a cagione di danni conseguiti a transumanza.9Cfr. Nicola Rotondi, 1869,2019, I, pp. 163-168. AA.VV., 1979, p. 31. AA.VV., Le vie della transumanza, Foggia, Leone, 1984, pass. Il bastone, indispensabile e ordinario, conservรฒ lunghezza e cima nelle forme descritte e il โ€œvingiastroโ€ diventรฒ โ€“ potremmo dire โ€“, piรน menzionato da quando Dante Alighieri poetรฒ:

Lo villanello a cui la roba manca,
si leva, e guarda, e vede la campagna
biancheggiar tutta;

poi ritorna e,

veggendo โ€˜l mondo aver cambiata faccia
in poco dโ€™ora, e prende suo vincastro
e fuor le pecorelle a pascer cacciaโ€.10Dante Alighieri, La Divina Commedia, Inferno, XXIV, 7-15.

Il bacolo, rimase strumento ecclesiastico, come dimostra lโ€™utensile ad apice arrotolato di Antonio Moretta, dal 1458 al 1482 vescovo della diocesi di Alife.11Cfr. AA VV, Alife, Ivi, Amministrazione Comunale, s.d., pp. 22-23 e lastra tombale del vescovo Moreta. 

Pastore del Matese, con uncino a becco. Particolare. (Cfr. nt, 18)

Nellโ€™Evo Moderno, in Cerreto e โ€œpaesi viciniโ€ la โ€œindustria delle pecoreโ€ รจ stata florida, di migliaia di capi, perรฒ a non pochi venne in mente il detto: โ€œChi ha animali, or ride, or piangeโ€, quando, nel 1676, โ€œper lโ€™usato malore messosi nelle lor pecoreโ€ i proprietari โ€œvidero tornare quasi il nienteโ€ del molto bestiame mandato a transumare in Puglia;12Nicola Rotondi, 1869,2019, I, pp. 163-168. e nella โ€œvecchia e nuova Cerretoโ€, prima e dopo lโ€™orrendo terremoto del 1688 un detto ha sostenuto: โ€œChi nun tene pecure, nun perdeโ€ โ€“Chi non possiede pecore non perde maiโ€“;13Domenico Franco, La pastorizia e il commercio della lana nella vecchia e nuova Cerreto, in โ€œSamniumโ€, Napoli, Istituto della Stampa, XXXVIII, 1965, III-IV e XXXIX,1966, I-II. Pasqualina  Di Lello Manzelli, Alcune tradizioni popolari in Pietraroia, โ€œAnnuario 1975โ€, Napoli, Laurenziana, 1975,pp. 84-86, 90-91, 95, in 82-98.  R Di Lello, 1979, p.72. il bastone, comunque, ha trovato sempre utilizzo, nelle forme consuete, anche se qualche volta per branchi esigui di ovini. Nel โ€˜700, il sacro pastorale ad estremitร  inclinata, lo si รจ potuto ammirare tenuto da un vescovo effigiato  a Cerreto;14Cfr. Nicola Vigliotti, Renato  Pescitelli, La ceramica di Cerreto Sannita e San Lorenzello, San Lorenzello, ECSG, 2007, p. 88, โ€œAcquasantiera, decorata a rilievo con Vescovoโ€. nei secoli successivi, il bacolo, con sommitร  ricurva, verrร  ancora portato, in solenni occasioni e in segno di dignitร , dal vescovo,15Cfr. B. Migliorini, 1965, p. 982. dal cardinale e dal papa, pastori del gregge cattolico. 

Ancini, R. Di Lello, Piedimonte Matese,. (Foto dellโ€™autore)

Ai giorni nostri e in relazione a pastorizia e attivitร  connesse, non mancano informazioni che toccano il secolo scorso e il presente. A fine estate del 1903 Gabriele Dโ€™Annunzio ha composto in versi che a โ€œsettembreโ€, essendo โ€œtempo di migrareโ€ in transumanza, i pastori โ€œlascian gli stazziโ€ di montagna, e โ€œscendono allโ€™Adriaticoโ€, perciรฒ rinnovano la โ€œverga dโ€™avellanoโ€ e, guidando il gregge, โ€œvanno pel tratturo antico al piano [โ€ฆ] su le vestigia degli antichi padriโ€.16Gabriele Dโ€™Annunzio, I pastori, 1903, 1-13. Per il bastone tradizionale, รจ opportuno anticipare che, col trascorrer del tempo,  sul Matese sโ€™รจ cimentato, oltre al pecoraio, qualche contadino, tale da sempre o non piรน pastore. Negli anni Settanta, ziโ€™ Gabriele Bello, domiciliato a Pietraroja in localitร  Ariola, mi fece dono di due โ€œanginiโ€, da lui manufatti da โ€œullanaโ€ โ€“ nocciola, avellano โ€“, e da โ€œvrignaleโ€ โ€“ corniolo โ€“, ciascuno con inciso, sul vertice a becco, un suggestivo volto dโ€™uomo o di donna; li riporto qui in foto, insieme ad un terzo di anonimo artefice.17Vedi R. Di Lello, 1979, fig. 19. 
Alquanto dopo vidi in Pietraroja, da Lucia Falcigno, gli esemplari collezionati dal genitore Domenico. Egli aveva scritto tre preziosi articoli su pastorizia, produzione e transumanza, e vi fa vedere dieci relative immagini, una delle quali, qui a capo di titolo, propone, munito di uncino, un โ€œPastore con cane e gregge sulla Civitaโ€, localitร  a monte del paese; altra, di un calendario del 2015, mostra, qui nel dettaglio, un pastore che tiene con la destra un artistico uncino  con volto,18Cfr. Domenico Falcigno, La pastorizia: ieri ed oggi, in โ€œStoria di tutti i giorni vecchi discorsiโ€, Pietraroia, Pro Loco-Comune,2005, pp. 13-15; Id., Il formaggio pecorino, โ€œibid.โ€, 2006, pp. 21-24; Id., Pastorizia e transumanza, con foto, โ€œibid.โ€,2011, pp. 2-7. Calendario, Pietraroja che fu. Antichi mestieri, con foto, 2015โ€, Pietraroja, Pro Loco. opera, รจ probabile, del nominato Gabriele Bello.

Cusanelliโ€“ Gagliardi, Bastuni, Pietraroja. (Foto A. L. Bello)

Il 20 ottobre 2017, nel castagneto in localitร  Filette, a Pietraroja, mโ€™imbattei in Antonio Cusanelli che, molto avanti negli anni e seduto davanti casa, filava spago; lo fotografai e mi confidรฒ dโ€™essere stato custode di pecore e di agnelli da quando aveva nove anni, al pari di coetanei, ed uno degli ultimi, nel 1970-โ€˜80, a far transumanza in Puglia e dโ€™avervi imparato, durante le soste, a confezionare โ€œcisti re vinciโ€ โ€“ cesti di vimini โ€“, โ€œfuni e bastuniโ€.19Ref. A. Cusanelli, Pietraroja, 20 ottobre 2017, ore 12.30. Il 15 aprile 2023, da Anna Luisa Bello, di Pietraroja, ho ricevuto lโ€™immagine di quattro โ€œbastuniโ€, due con uncino legato al tronco in attesa della stagionatura; suo nonno, Antonio Cusanelli, domiciliato in localitร  Filette, li aveva tratti da germogli di castagno, flessibili eppure resistenti, per uso personale e per doni eventuali.20A.L. Bello, 15, 4, 2023, ore 14,32 e tel. pass.

Mazzocca e, forse, pirocca, Pietraroia. (Foto L. Falcigno)

Il 10 marzo 2025, sempre Anna L. Bello mi ha inviato due foto dei bastoni collezionati, datele da Lucia Falcigno; una di esse mette in evidenza una โ€œmazzoccaโ€, portata a compimento con testa grossa e tondeggiante, purtroppo corrosa, e  una forma, approssimativa, forse di โ€œpiroccaโ€.21A.L. Bello, ref. con foto, per iPhone del 10,3, 2025, ore 17,12.
Dal 4 al 6 luglio 2025, ho trovato, da Nicola De Carlo, da Domenico Varrone e da Giuseppe Iamartino, in Pietraroja, tre rare โ€œpiroccheโ€, di rispettive misure decrescenti e dal De Carlo mi ha sorpreso un bastone incompleto; ho fotografato tutto il materiale e osservando lโ€™arnese incompiuto ho dedotto che il pastore, eliminati i rami e parte del nodo in comune, somigliante a collo e testa bovina, avrebbe potuto ricavare il culmine di โ€œpiroccaโ€. E non รจ tutto: Giovanni Mannato, di Pietrarojia, mi ha reso noto dโ€™aver โ€œfatto una pirocca con nodo del vrignale e un vingiastro con saliceโ€.22G. Mannato, tel, 0824 868044, ref. in Pietraroja, Piazza Municipio, 6-7-2025, ore 12.39.                            

N. De Carlo, D. Varrone, G. Iamartino, Pirocche, Pietraroja. (Foto dellโ€™autore)   

Infine, in appunti sulla matesina cultura agricola e pastorale, messi insieme nel corso di unโ€™indagine sul campo, integrati con testi e foto e quindi editati, ma soltanto in parte,23Cfr. R. Di Lello, 1979, cit. Id. Aspetti dellโ€™arte agro-pastorale nel Beneventano (Esperienze e prospettive), โ€œRivista Storica Del Sannioโ€, Benevento, De Toma, I, 2, 1983, pp. 43-52. ho riletto che, โ€œper  tradizione secolareโ€, il pastore di Pietraroja, cosรฌ come quello di altri paesi dellโ€™area matesina, costruiva โ€œda sรฉโ€ con legno o di nocciola, o di corniolo, o di castagno, o di vinco, bastoni โ€quanto la propria altezza, o piรน o meno di pocoโ€; ne arrotondava la cuspide, oppure lโ€™incurvava e la teneva legata qualche tempo per la โ€œstagionaturaโ€, se di castagno, altrimenti e piรน di frequente, se di nocciola o di corniolo, integrava piรน agevolmente la biforcazione di due rami contigui mozzandola, accorciandone uno e manipolandolo  โ€œa beccoโ€.  Il bastone, ripeto, in generico dialetto โ€œbastรฒnuโ€ e nello specifico โ€œangรฌnu, pirรฒcca, vingiร stru e mazzรฒccaโ€, era, cosi come altri oggetti, un mezzo di lavoro personale da rispondere a esigenze e caratteristiche individuali e, perciรฒ, da esser โ€œfatto con le sue stesse mani dal pecoraioโ€ e in giusta misura. Perchรฉ era di legno, lungo e con estremitร  elaborata? Perchรฉ risultava: garantito dalla tradizione, economico, di abituale e semplice fattura, resistente, di facile e comoda presa, leggero e adeguato al molteplice impiego, quale? Oltretutto: il sostegno della persona, nella deambulazione, specialmente nei lunghi tragitti; il โ€œmenare allineate le pecore fuori,โ€ in transumanza, in pascoli verdi e verso limpide acque abbondanti; il raggrupparle allโ€™ombra nelle ore calde; โ€œlโ€™appoggio e il riposo, sempre allโ€™ertaโ€ nel sorvegliarle in sosta, tenendolo puntato a terra, col palmo delle mani โ€œsopra il tunnoโ€ โ€“ sul tondo โ€“, e col mento sul dorso delle stesse; il difendere โ€œla mansueta pecorellaโ€ da bestie aggressive, lโ€™ โ€œacchiappareโ€ e trarre a sรฉ quella fugace da mungere o lโ€™agnello caduto in un corso dโ€™acqua o in un fosso; il โ€œtrattenere al collare il caneโ€ che sโ€™avventava; il โ€œportare a spalla una mappataโ€ โ€“ un fagotto โ€“, il tirar giรน dallโ€™albero qualche rametto con della frutta.  Ed รจ probabile  che il pastore, pur se inconsapevolmente, abbia talvolta valutato miracoli i risultati positivi ottenuti col bastone; non solo: forse per questo e per evidenziare la propria importanza socio-economica e la conseguente autoritร , nonchรฉ la capacitร  artistica, nei momenti di riposo abbia impreziosito, con intagli, lโ€™insostituibile, inseparabile, simbolico compagno di lavoro e di sopravvivenza e tanto non mai per lucro, ma  anche al fine di farne eventuale dono, sincero ed  eloquente.
In conclusione, oso pensare che perfino un umile oggetto possa costituire motivo e argomento di storia; o no?

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Note:

[1] Per Cerreto e Pietraroja, ad esempio, ho appreso di manufatti architettonici, commemorativi, apotropaici e scaramantici; cfr. R. Di Lello, in โ€œAlmanaccoโ€, Istituto Storico Sannio Telesino (ISST) 2020 (1), 2021 (3), 2024 (1), passim. 
[2] Per il territorio, cfr. Dante B. Marrocco, Piedimonte Matese, ivi, ASMV, 1980, cap. XXVI, Il Matese, pp. 445-477. 
[3] Per i detti termini in vernacolo ed altri, cfr. Bruno Migliorini, Vocabolario della lingua Italiana, Torino, G.B. Paravia & C., 1965, pp.139, 222, 799-800,1547,1602-1603. CC.VV., Nuovissimo Dardano. Dizionario della lingua italiana, Roma, Curcio, 1982, pp. 1829, 2335-2336. F. Galiani, Vocabolario delle parole del dialetto napoletano, Napoli, Porcelli, tomo primo, 1783, p. 17. Raffaele Andreoli, Vocabolario napoletano italiano, Torino, 1887, Pozzuoli-Napoli, De Marco, 1993, pp. 26, 293. R. Di Lello, Aspetti della cultura agricola e pastorale sul Matese, โ€œAnnuario 1979โ€, Piedimonte Matese, Associazione Storica del Medio Volturno, 1979, p74 in 64-85. AA.VV., Guardiaregia, a c.d. Pietro Vecchiarelli, Campobasso, Lampo Ed., 1982, pp. 95 e vid. pp. 98 e 129. Elena Cofrancesco, La parlata cerretese โ€˜L cโ€™rratรจen, Cerreto Sannita, Associazione Socio Culturale Cerretese, 2ยฐ, 2002, pp. 274 e 277, 58, 70,68. Pierino Bello, Dizionario del dialetto di Pietraroja, Pietraroja, Pro loco, 2005, pp. 29, 177 , 272, 277. 
[4] Cfr. Nicola Rotondi, Memorie storiche di Cerreto Sannita, ms., 1869 – 1875, a c.d. Antonello Santagata, San Salvatore Telesino, Fiori di Zucca Ed., 3, 2019 e 2023, 1, p. 163. La Sacra Bibbia, Roma, CEI, 1974, pass; Nicolas Grimal, Lโ€™antico Egitto, I, Milano, Corriere della Sera, 2004, pp. 5, 24, 25, 28-30. B. Migliorini, 1965, pp. 222,799-800,1268.
[5] Cfr. La Sacra Bibbia, 1974, Esodo, III: 1-2, 4, 6  e 10; IV: 1-4, 17 e 20; pass. 
[6] Cfr. La Sacra Bibbia, 1974, Primo libro di Samuele, capp. 16 e 17; Secondo libro di Samuele, cap. 3. Salmi, Salmo 22, di Davide, 1- 6. Il bastone di Dioโ€“ e il vincastro indicavano: lโ€™uno il potere divino e lโ€™altro quello pastorale. 
[7] Tanto, da immagini di antichi bastoni. Cfr. anche AA.VV. Dalla preistoria allโ€™antico Egitto, Roma, La biblioteca di Repubblica, 2004, figg. a pp. 226, 456, 560, 664, 670. Nicolas Grimal, 2004, figg. 5,  43, 44, 52, 54. AA. DD., a c.d., Il libro dei morti EE. DD. pass. R. Di Lello, Esempi in foto n.1 nel testo. 
[8] E.T. Salmon, Il Sannio e i Sanniti, Torino, Giulio Einaudi, 1985, pass. e pp. 55,56,72-74,79. Per insediamenti sul Matese, cfr. Id., ibid., pass. Nicola Rotondi, 1869,2019, I, pp 163-168  AA.VV., Sepino Archeologia e continuitร , Campobasso, Ed. Enne, 1979, pp. 5-31. AA.VV., Sannio Pentri e Frentani dal VI al I sec. A.C. Roma, De Luca Ed., 1980, pass. Nicola Mancini, Raviscanina, Piedimonte Matese, ikona, 1998, pp.5-21. Alberico Boiano, La ricchezza delle pecore, Napoli, Guida Editori, 2022, pp. 19-24. Lorenzo Morone, Dallโ€™Urtz al santuario italico di Cerreto Sannita, dalle case sparse di Vallantico a Telesia, in โ€œAlmanaccoโ€, Telese, ISST, 08/02/2025. Id., La bussola di Caia Borsa, in โ€œAlmanaccoโ€, Telese, ISST, 22/03/2025.
[9] Da immagini di antichi bastoni e da: AA.VV., 2004, figg. a pp. 226, 456, 560, 664, 670, Nicolas Grimal, 2004, figg. 5,  43, 44, 52, 54. AA. DD. a c.d., Il libro dei morti, EE. DD., pass.
[10] Cfr. Nicola Rotondi, 1869,2019, I, pp. 163-168. AA.VV., 1979, p. 31. AA.VV., Le vie della transumanza, Foggia, Leone, 1984, pass. 
[11] Dante Alighieri, La Divina Commedia, Inferno, XXIV, 7-15.
[12] Cfr. AA VV, Alife, Ivi, Amministrazione Comunale, s.d., pp. 22-23 e lastra tombale del vescovo Moreta.  [13]  Nicola Rotondi, 1869,2019, I, pp. 163-168. 
[14] Domenico Franco, La pastorizia e il commercio della lana nella vecchia e nuova Cerreto, in โ€œSamniumโ€, Napoli, Istituto della Stampa, XXXVIII, 1965, III-IV e XXXIX,1966, I-II. Pasqualina  Di Lello Manzelli, Alcune tradizioni popolari in Pietraroia, โ€œAnnuario 1975โ€, Napoli, Laurenziana, 1975,pp. 84-86, 90-91, 95, in 82-98.  R Di Lello, 1979, p.72. 
[15] Cfr. Nicola Vigliotti, Renato  Pescitelli, La ceramica di Cerreto Sannita e San Lorenzello, San Lorenzello, ECSG, 2007, p. 88, โ€œAcquasantiera, decorata a rilievo con Vescovoโ€.
[16]ยญยญยญยญยญยญยญยญยญยญยญยญ Cfr. B. Migliorini, 1965, p. 982.  
[17] Gabriele Dโ€™Annunzio, I pastori, 1903, 1-13.
[18] Vedi R. Di Lello, 1979, fig. 19. 
[19] Cfr. Domenico Falcigno, La pastorizia: ieri ed oggi, in โ€œStoria di tutti i giorni vecchi discorsiโ€, Pietraroia, Pro Loco-Comune,2005, pp. 13-15; Id., Il formaggio pecorino, โ€œibid.โ€, 2006, pp. 21-24; Id., Pastorizia e transumanza, con foto, โ€œibid.โ€,2011, pp. 2-7. Calendario, Pietraroja che fu. Antichi mestieri, con foto, 2015โ€, Pietraroja, Pro Loco. 
[20] Ref. A. Cusanelli, Pietraroja, 20 ottobre 2017, ore 12.30.
[21] A.L. Bello, 15, 4, 2023, ore 14,32 e tel. pass.
[22] A.L. Bello, ref. con foto, per iPhone del 10,3, 2025, ore 17,12.
[23] G. Mannato, tel, 0824 868044, ref. in Pietraroja, Piazza Municipio, 6-7-2025, ore 12.39. 24– Cfr. R. Di Lello, 1979, cit. Id. Aspetti dellโ€™arte agro-pastorale nel Beneventano (Esperienze e prospettive), โ€œRivista Storica.



Rosario Di Lello

Rosario Di Lello รจ nato a Napoli il 9 dicembre 1936 ed รจ residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia allโ€™Universitร  di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale allโ€™Universitร  di Modena รจ stato aiuto chirurgo presso lโ€™ospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente รจ pensionato. Dal 1ยฐ giugno 1978 รจ socio corrispondente dellโ€™Associazione Culturale Italo Ispanica โ€œC. Colombo โ€“ Madridโ€. Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche. Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dellโ€™Associazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio รจ stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.