
Non si hanno – ad oggi – notizie documentarie sul territorio detto ‘casali Amerusii’, antecedenti il primo decennio del 1100 d.C. Dal Catalogus Baronum – risalente al 1150 – i feudi della valle telesina sono divisi tra signori diversi: il Conte Roberto di Caserta ha il possesso di Caserta, Morrone, Melizzano e altro, tra cui un feudo di tre militi – costituito da Bublano, cioè Pugliano, e ciò che teneva in Telese Nicola Franello, e Surupato, cioè Solopaca – confinante è il piccolo dominio di Guillelmus de Sancto Fraymundo (Guglielmo di Sanframondo) che comprende Limata, Guardia, Cerreto, Finitella (Civitella). Puglianello ed alcuni ‘casali vicini’, Ponte e Casalduni appartengono ad altri domini.1Luigi R. Cielo, La nascita dei centri medievali nella Valle Telesina, Il caso di Solopaca, «Rivista Storica del Sannio» 17, 3° serie, Anno IX, 2002, pp. 85-102.
Le ricerche poste in essere riconducono al riconoscimento che tale ‘casali Amerusii’ fosse ‘annesso’ al priorato dell’Ordine Ospedaliero dei Giovanniti (non prima del 1137) in Capua,2A. Pellettieri, Capua e l’Ordine dei Cavalieri di S. Giovanni di Gerusalemme, in Il Gran Priorato giovannita di Capua, ed. Altrimedia, Matera 2008, p. 41. che amministrava la provincia di Terra di Lavoro, Citri ed Ultra, il contado di Molise e gli Abruzzi.
Andando per ordine, “che a Capua fosse presente, già prima del 1180, una domus giovannita lo desumiamo da una memoria di papa Alessandro III, nella quale è citato per l’anno 1179 un priore di nome Fulco, che gestiva l’insediamento degli Ospedalieri capuani: nello stesso anno Fulco riconosceva all’arcivescovo di Salerno la giurisdizione sulla chiesa di San Tommaso Martire di Montoro, promettendo di recarsi a Salerno il 6 maggio, in occasione della traslazione di San Matteo, per offrire quattro tarì e due candele di quattro libbre di cera all’arcivescovo, in qualità di canonico della cattedrale”.3G. Vitolo, Tra Napoli e Salerno. La costruzione dell’identità cittadina nel Mezzogiorno medievale, ed. Carlone, Salerno 2001, p. 181, n. 37. Nel novembre 1185, Adenolfo Feltrerio ‘cognomine Pistillus filius’ fa testamento a favore di sua sorella Marotta – moglie di Landolfo Borrello – onde favorirne una vita agiata.
Ma a chi scrive interessa che, tra le terre affidate alla Marotta, vi furono quelle ‘de loco Cantie’ donate alla congregazione di Santo Stefano, e alla chiesa di San Martino; come pure fu chiara l’istituzione, pro anima sua e dei suoi parenti, di un legato all’Ospedale di S. Giovanni gerosolimitano – sito nei pressi del Castello Nuovo di Capua4Isabella di Resta, Le pergamene di Capua, a cura di J. Mazzoleni, II (1022-1492), ed. L’Arte Tipografica, Napoli 1960. di alcune terre e ‘casali’, siti tra Solopaca, Telese e Puglianello. Non è chiaro però se tra tali ‘casali’vi fu quello detto Amerusii.
Si riconosce per certo – quasi un secolo dopo (1363) – un documento ‘legato’ a papa Urbano V che riporta l’appartenenza al priorato di Capua della domus di Telese e ‘finitimas regiones’ (trad. ‘delle terre vicine’), come pure di quelle in Aversa e Maddalonis. Non così, già dieci anni dopo, quando papa Gregorii XI ritiene bene conoscere i possedimenti dei cavalieri di san Giovanni in Capua. Un errore formale di trascrizione non informa sui possedimenti in Telese, Maddaloni e Caiazzo.
Bisognerà aspettare il Quaternum Redditum – una fonte documentaria ‘telesina’ del 1426, ma in realtà molto precedente5D. B. Marrocco, Il “Quaternus Reddituum Civitatis Thelesiae” del 1426, in “Annuario dell’Associazione Storica del Medio Volturno”, Piedimonte Matese (CE), 1977, pp. 144-179. – per ritrovare la citazione di tre piccoli appezzamenti di terre un ‘casali Amerusii’ definite come ‘terram hospitalis’ (trad. ‘terre dell’ospedale’); addirittura raggiungibili per ‘juxta viam publicam’ verso una ‘terra palustris’ (ovvero ‘terra acquitrina’) dei giovanniti, con preciso riferimento a ‘terra Roberti Baldini et Philippi ubi dicitur la corte juxta terram hospitalis’ (trad. ‘la terra di Roberto Baldini e Filippi, chiamata la corte, nel terreno dell’ospedale’).
Ed ancora il Ms Benev. al n. 117 fa menzione di una terra – in possesso dei giovanniti (1405) – simile a un vallone: “ubi dicitur a basarano iuxta rem domne Constantie de Cerrito a duabus partibus, iuxta vallonem Sancti Iohannis, iuxta vallonem Sancti Sebastiani et iuxta rem domni Angeli de Amberosi et eius fratrum, rem Andree Docta de Torello et flumen Caloris et alios suos fines”(trad. “un pezzo di terreno detto da Basarano [proprio alla] proprietà del Sig. Constanzo di Cerreto su due lati, [incluso] al vallone di San Giovanni, [incluso] al vallone di San Sebastiano e [di] proprietà del Sig. Angelo de Amberosi e i suoi fratelli, la proprietà di Andrea Docta del Torello e il fiume Calore e gli altri suoi confini”.6C. Lepore, Monasticon Beneventanum, in “Studi Beneventani”, 6, 1995. p. 81 e nota 168; Ms Benev. 117, con rimando alla cartella 379, n. 20 dell’anno 1482 (in Quaternus bonorum stabilium monasterii Sancti Lupi, ovvero del fondo ‘La Pezza di S. Lupo’ in territorio di Amorosi) della Biblioteca Capitolare di Benevento.
Se già a metà del 1500 i giovanniti detengono i diritti di proprietà sui loro possedimenti,7Pescitelli R., Chiesa Telesina: luoghi di culto, di educazione, di assistenza nel 16 e 17 secolo, Tip. lit. Auxiliatrix, Benevento 1976, p. 230. non così per gli stessi benefici sul patronato, che apparteneva al feudatario di turno.
In realtà numerosi documenti del tempo – tra cui un resoconto del 1647 – rivelano che, tra i beni del priore di Capua Camillo Pamphili, risulta una ‘grancia tra Sorropaca e Thelesie’, in fitto a un certo C. Maresca;8Casale A. – Marciano F. – Amorosi V., Il Priorato di Capua dell’Ordine di Malta in una relazione inedita del 1647, Collana Parva Melitensia, Boscoreale, n. 2-2004, p. 12-13. come pure il podere fondiario esteso del priorato capuano risulta suddiviso in quattro commende (Maddaloni /S. Agata de’ Goti – Caiazzo vs. Telese / Campagnano).
Di un certo ‘dott. D. Domenico Foschini’– in un catasto Onciario di Amorosi, al vol. 1545, tra i ‘forastieri non abitanti ecclesiastici secolari’ – risultano i possedimenti di un ‘territorio aratorio di moggia cinque nel loco detto Li Pontuni, giusta li beni del beneficio di S. Angelo, e fiume Calore, e Volturno’ ove il Calore si getta nel Volturno.
La Pellettieri – allo studio di un cabreo del priorato in Capua del 16809Trattasi di un cabreo rogato dal notaio Santo de Puca di Sant’Antimo su ordine del priore Gaspare Gabuccini e conservato presso la National Library of Malta, vedi Pellettieri A., I registri patrimoniali capuani, in Il Gran Priorato giovannita di Capua, op. cit., pp. 109-112. – rivela che il ‘regio ingegnere’ G. B. Manni – nel misurare i territori del priorato in Terra di Lavoro- elaborò vari disegni dei beni immobili dell’Ordine – ubicati in Caiazzo, Campagnano, S. Agata dei Goti e nella Baronia di Solopaca, ove fu presente anche una chiesa.
Ma è interessante riscontrare che ‘in civitatis (sic) Telesiae’ vi siano indicati cinque pezzi di terra, uno dei quali – lontano dalla civitas è ‘di pertinenza di tale città ‘campestre in loco Perazze’ di sedici ‘moia, none due e quinte tre mezze’ non lontano da Santa Maria dello Casale (ora San Salvatore Telesino) ed oltre la località Santo Stefano. In una logica di accorpamento tra enti demaniali, monastici e religiosi10L. R. Cielo, L’incastellamento nel Matese campano. L’area telesina, in “Rivista Storica del Sannio”, 3a Serie, X, 2003, p. 61., località ‘Perazze’ si scopre essere di pertinenza di Telese, così pure sembra di Nocella, Lanternina e il torrente Truono che si insinua di fianco le mura della vecchia città di Telesia e ‘nova longobarda’ del IX secolo.
Come affermato in precedenza, già liminari al priorato di San Giovanni dal 1380 in poi, vi erano alcuni beni della corte della città di Telese, di Santa Maria dello Casale, di ‘Santi Antonii’ in Cerreto Sannita11D. B. Marrocco, Il “Quaternus Reddituum Civitatis Thelesiae” del 1426, op.cit., pag. 157. Di notevole interesse un pezzo di terra ‘in baronia Solipacae’, di ‘moia quattro [sito] nello loco detto à Santo Angelo’, molto probabilmente della Chiesa (?) di Sant’Angelo del ‘primo casale’ di Amorosi. Ciò è confermato nel Quaternus Redditum, ove si dice di un luogo al confine con località Grocella ‘ubi dicitur la corte juxta terram hospitalis’, sulla via ‘dalla parte di mezzogiorno, et scirocco’, che circoscrive il possedimento dei Cavalieri di S. Giovanni proprio nel luogo ‘à Santo Angelo’, in ‘confluenza a due fluvii’. Si ipotizza [sic] una zona di interesse viario o agricolo, ove la ‘domus giovannita’ presente sul territorio – a sinistra del torrente san Giovanni in Telese – emerge non lontana dalla confluenza del fiume Calore nel Volturno.
Un certo interesse logistico si evince dalla linea viaria e strategica nota in un impianto, alla confluenza, di un ‘casale del XII secolo’ non ancora localizzato dagli storici, della sua influenza su abbazie di prestigio, tra cui S. Lupo di Benevento e di San Menna di S. Agata dei Goti.12L. R. Cielo, L’incastellamento nel Matese campano. L’area telesina, op. cit., pp. 58 ss.
Qui si apre l’ipotesi del Sant’Angelo Vethuso – da una menzione in un catasto dell’anno 1544, riferito dal Maturi13Unica attestazione certa in Maturi P., Amorosi. Vita religiosa e luoghi di culto, ed. Slalom, Amorosi (BN), 2004, p. 24.– ai primordi di una ‘ecclesia Sancti Angeli’ nel Casalis Amorusi, fin dalle Rationes Decimarum (1325).14M. Inguanez, L. Mattei-Cerasoli e P. Sella (a cura), Rationes decimarum Italiae nei secoli XIII e XIV. Campania, a cura, Città del Vaticano (RM) 1942, pp.51-64.
Si deduce che non è facile trarre una datazione effettiva del borgo ‘Amaerusii’ quale ‘casali’ :
a) se si ipotizza un’esistenza anteriore di case – intorno a un luogo di culto – fin già dall’epoca longobarda, se si tiene conto del riferimento ‘all’Arcangelo’, la cui devozione, presso il popolo del nord, era attestata già dal VII sec.;
b) se si tiene conto del Quaternus Redditum, la cui esistenza documentaria – ovvero di una località ‘pro medietate terre dicti Nicolai ubi dicitur ad Sanctum Angelum’, in confluenza tra due fiumi – non va oltre il 1380;
c) se si tiene conto del cabreo giovannita del 1680, il luogo Sanctii Angeli e i benefici connessi è individuato sempre tra due fiumi;
d) se si ipotizza un luogo diverso del Sant’Angelo Vethuso rispetto a un Sant’Angelo della Chiesa parrocchiale.
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Note:
[1] Luigi R. Cielo, La nascita dei centri medievali nella Valle Telesina, Il caso di Solopaca, «Rivista Storica del Sannio» 17, 3° serie, Anno IX, 2002, pp. 85-102.
[2] A. Pellettieri, Capua e l’Ordine dei Cavalieri di S. Giovanni di Gerusalemme, in Il Gran Priorato giovannita di Capua, ed. Altrimedia, Matera 2008, p. 41.
[3] G. Vitolo, Tra Napoli e Salerno. La costruzione dell’identità cittadina nel Mezzogiorno medievale, ed. Carlone, Salerno 2001, p. 181, n. 37.
[4] Isabella di Resta, Le pergamene di Capua, a cura di J. Mazzoleni, II (1022-1492), ed. L’Arte Tipografica, Napoli 1960.
[5] D. B. Marrocco, Il “Quaternus Reddituum Civitatis Thelesiae” del 1426, in “Annuario dell’Associazione Storica del Medio Volturno”, Piedimonte Matese (CE), 1977, pp. 144-179.
[6] C. Lepore, Monasticon Beneventanum, in “Studi Beneventani”, 6, 1995. p. 81 e nota 168; Ms Benev. 117, con rimando alla cartella 379, n. 20 dell’anno 1482 (in Quaternus bonorum stabilium monasterii Sancti Lupi, ovvero del fondo ‘La Pezza di S. Lupo’ in territorio di Amorosi) della Biblioteca Capitolare di Benevento.
[7] Pescitelli R., Chiesa Telesina: luoghi di culto, di educazione, di assistenza nel 16 e 17 secolo, Tip. lit. Auxiliatrix, Benevento 1976, p. 230.
[8] Casale A. – Marciano F. – Amorosi V., Il Priorato di Capua dell’Ordine di Malta in una relazione inedita del 1647, Collana Parva Melitensia, Boscoreale, n. 2-2004, p. 12-13.
[9] Trattasi di un cabreo rogato dal notaio Santo de Puca di Sant’Antimo su ordine del priore Gaspare Gabuccini e conservato presso la National Library of Malta, vedi Pellettieri A., I registri patrimoniali capuani, in Il Gran Priorato giovannita di Capua, op. cit.,pp. 109-112.
[10] L. R. Cielo, L’incastellamento nel Matese campano. L’area telesina, in “Rivista Storica del Sannio”, 3a Serie, X, 2003, p. 61.[11] D. B. Marrocco, Il “Quaternus Reddituum Civitatis Thelesiae” del 1426, op.cit., pag. 157.
[12] L. R. Cielo, L’incastellamento nel Matese campano. L’area telesina, op. cit., pp. 58 ss.
[13] Unica attestazione certa in Maturi P., Amorosi. Vita religiosa e luoghi di culto, ed. Slalom, Amorosi (BN), 2004, p. 24.
[14] M. Inguanez, L. Mattei-Cerasoli e P. Sella (a cura), Rationes decimarum Italiae nei secoli XIII e XIV. Campania, a cura, Città del Vaticano (RM) 1942, pp.51-64.
Antonella Selvaggio
Archeologa classica. Lavora presso l’Università del Salento.
Medico e scrittore. Ha all’attivo numerose collaborazioni con riviste di carattere storico. Ha pubblicato una Vita di San Leucio, il libro: “Da Casale a Comune” e la Storia della Parrocchiale Santa Maria Assunta di San Salvatore Telesino. Ha partecipato all’Antologia “Dieci Medici Raccontano”, che ha ottenuto il “Premio Rufolo 2019”. Premio Olmo 2009 per il romanzo storico «L’ultima notte di Bedò», è anche autore di alcuni saggi sulla Storia della Medicina tra cui uno studio sulla Depressione dal titolo «Il potere misterioso della bile nera, breve storia della depressione da Ippocrate a Charlie Brown». Nel 2024 ha pubblicato “Fu la peste” e “Islam a Telesia” per ABE Editore Napoli. Fondatore e Direttore Editoriale della Casa Editrice Fioridizucca.


Laurea magistrale in Lettere. Docente a Prato. Ha approfondito gli eventi storici che portarono alla “Marcia della fame” del 1957 nei comuni del Valfortore sannita. Ha scritto il “Catasto Onciario della Terra di San Salvatore”.

Scrittore, poeta e divulgatore culturale. Medico di continuità assistenziale. Autore di diversi saggi storici e racconti. Ha partecipato all’antologia “Dieci Medici Raccontano”. Fondatore del Premio Nazionale Olmo che tutti gli anni si svolge in Raviscanina (Ce).
Dottore in Lettere. all’Università di Salerno, indirizzo “storico medievale”. Si è poi laureata in Scienze della Formazione primaria all’Ateneo di Campobasso. Studiosa della storia della sua città. Lettrice instancabile di autori italiani e stranieri, si occupa della formazione di piccoli lettori e poeti. È insegnante nella Scuola Primaria da quindici anni. Ha sperimentato innovative metodologie di approccio alla lettura utilizzando le nuove tecnologie che hanno portato alla pubblicazione di una ricerca dal titolo: TIC e DSA. Riflessioni ed esperienze sulle nuove frontiere della pedagogia speciale, Ed. EriksonLive. La storia locale e la ricerca accurata le ha permesso di pubblicare anche un Saggio in storia medievale sull’assetto urbano e riorganizzazione del territorio della Benevento nei sec. XI e XII. Animatore culturale, scrive poesie per fermare in foto-scritte, attimi di vita.
Lorenzo Piombo, medico psichiatra, dirigente del Dipartimento Salute Mentale della ASL di Benevento. Ricercatore e studioso di storia. Vive e opera a Morcone.
Avvocato. Patrocinante in Cassazione. Scrittore di Storia Locale. Opera a Guardia Sanframondi.
Architetto e docente. Appassionato cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, città in cui vive. Ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti. Collabora con il Blog dell’Istituto Storico del Sannio di cui è socio fondatore. È autore del saggio “Cominium Ocritum e le forche caudine: una storia
Studioso del ‘700 napoletano e dell’epopea di Federico II ha approfondito in modo particolare le influenza arabe sull’architettura napoletana. Studioso di suffisso e di religioni orientali.
Medico del Lavoro. Regista teatrale. Giornalista pubblicista. Fondatore di “Byblos”, la biblioteca del Sannio. Scrittore e divulgatore della storia e dei personaggi del Sannio, ha pubblicato “A tavola nel Sannio”, una guida ai ristoranti della provincia di Benevento; “Dietro la Leggenda” (2016), una raccolta di racconti ispirati a fiabe e a leggende del Sannio. Nel 2017 ha pubblicato “Samnes”, un romanzo storico sull’epopea sannita. Ha curato la trascrizione del manoscritto e la stampa dei tre volumi delle “Memorie storiche di Cerreto Sannita per Arcidiacono Nicola Rotondi”. Nel 2019 ha pubblicato “Guida alla Valle Telesina e al Sannio”. Ha pubblicato “Il delitto del pozzo dei pazzi”, un medical-thriller ambientato nel primo ‘900 nell’ospedale degli Incurabili di Napoli. È autore della “Storia di Cerreto dalla preistoria alla seconda guerra mondiale (2022) e di “Fiabe e Favole in cerretese”, edito da Fioridizucca. (2023).
È nato e vive a Castelvenere. Già docente di materie letterarie nella scuola statale, ha pubblicato diverse raccolte di liriche, pagine di ricerca letteraria, studi relativi alla cultura popolare. È presente in antologie, dizionari bio-bibliografici e testi scolastici. Appassionato si storia e di tradizioni locali, è membro di associazioni culturali nazionali. I suoi versi hanno ricevuto giudizi positivi da parte della critica e in concorsi letterari si è classificato ai primi posti.
Architetto, libero professionista. Si occupa di progettazione architettonica, interior design e aspetti legati all’architettura del paesaggio. Dal 2021 è Consigliere dell’ordine degli Architetti della Provincia di Benevento. Ha partecipato a Mostre sul restauro architettonico e a numerose iniziative riguardanti la promozione territoriale.
Insegnante, vive a Caiazzo. È Presidente del’Associazione Storica del Caiatino.
Cultore di storia locale e delle tradizioni del suo paese. Autore del saggio “Notizie storiche ed urbanistiche di Cerreto antica” in cui ha ricostruito l’antico borgo distrutto dal terremoto del 1688.
Originario di Castelvenere. Già dipendente del Miur ora in pensione. Appassionato di Storia locale ed animatore di gruppi per la diffusione della lingua e delle tradizioni di Castelvenere.
Nato a Napoli e residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale all’Università di Modena è stato aiuto chirurgo presso l’ospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente è pensionato. Dal 1° giugno 1978 è socio corrispondente dell’Associazione Culturale Italo Ispanica “C. Colombo – Madrid”. Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche. Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dell’Associazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio è stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.
Musicista. Maestro di clarinetto ed orchestrale. Studioso di storia della filosofia e del ‘700 napoletano. Esperto simbolista e autore di testi esoterico/filosofici.
Nato a Telese Terme ma originario di Amorosi è stato allievo del filosofo Massimo Achille Bonfantini. Laureato in Semiotica e Filosofia del Linguaggio presso l’Università l’Orientale di Napoli. Dedica le sue ricerche prevalentemente allo studio della filosofia e della psicologia dell’inconscio, come dei nuovi percorsi conoscitivi applicati alle neuroscienze. Ha pubblicato Cento petali e una rosa. Semiosi di un romanzo storico (Natan, 2016), Filosofia hegeliana e religione. Osservazioni su Sebastiano Maturi (Natan, 2017) e, recentemente, il saggio dal titolo: Nel gioco di un’incerta reciprocità: Gregory Bateson e la teoria del “doppio legame” (Ediz. Del Faro, 2020).
Nato a Ponte, dove risiede. Dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato. Cultore di storia locale con particolare attenzione al periodo medievale. Ha pubblicato “Ponte tra Cronaca e Storia”, “Domenico Ocone, quarant’anni di storia pontese…”, “Le Vie di Ponte tra Storia e Leggenda”. Collabora con varie associazioni culturali.
Farmacista. Dopo la laurea ha conseguito un master biennale e un corso di perfezionamento, approfondendo le conoscenze in ambito fitoterapico, micoterapico e nutraceutico, con la pubblicazione del lavoro di tesi sulla rivista di divulgazione scientifica di medicina naturale ‘Scienza Natura’ del Prof. Ivo Bianchi. Attivo nel sociale, è membro del Rotary Club Valle Telesina ed è amante dello sport e della natura. Innamorato del proprio territorio, ha iniziato a coltivare l’interesse per la storia locale.


Presidente dell’Associazione culturale “La Biblioteca del Sannio”, dottore di ricerca presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” con una tesi sulla metadatazione della cartografia storica. Giornalista e direttore di Canale Sassuolo. Già docente a contratto di Lingua e Cultura Spagnola e Global History, presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo vanvitelliano, è attualmente tutor di Storia Contemporanea e Storia dei Partiti e Movimenti politici.



Laurea in giurisprudenza presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. Dirigente amministrativa presso l’Università del Molise.
Dottore di ricerca in Ingegneria Elettronica ed informatica presso l’Università degli Studi di Napoli. Ha Svolto attività didattica presso l’Università Federico II. Vive a Telese.
Vive a Morcone. Presidente Italia Nostra Matese Alto Tammaro.
Maestro elementare, appassionato studioso e cultore di Storia Locale.
Biologo residente a Telese Terme. Cultore di storia locale con particolare riferimento alla storia del periodo sannitico. È autore del saggio “La Leonessa e il fenomeno luminoso nella grotta di Sant’Angelo” edito da Fioridizucca nel 2022.
Già sindaco di Caiazzo, dopo aver conseguito la maturità scientifica, rivolge il suo impegno politico alle battaglie del Partito Radicale, soprattutto nel campo della tutela dell’ambiente e in quello per una giustizia giusta. Nel 1980 viene eletto consigliere comunale a Caiazzo, città in cui vive, in rappresentanza della “nuova sinistra”. Nel 1982 aderisce alla Lega per l’Ambiente, promuovendo diverse iniziative per la tutela del fiume Volturno e per il recupero del patrimonio edilizio del centro storico di Caiazzo. Tra il 1987 e il 1994 è Presidente dell’Associazione Storica del Caiatino. Nel 1994 viene eletto sindaco di Caiazzo con la lista civica “Rinascita Caiatina”. Rieletto nel 1998, si adopera per una crescita socio-economica della città; realizza un programma pluriennale, che viene selezionato anche da “Sviluppo Italia” SpA per la costituzione di un Laboratorio di sperimentazione per lo sviluppo locale. Presidente dell’Associazione “Città Paesaggio” dal 2003, è coordinatore del progetto “Per una Carta dei paesaggi dell’olio e dell’olivo”, realizzato d’intesa con l’Associazione nazionale “Città dell’Olio”. Nel 2007 aderisce a Slow Food, dedicandosi soprattutto alla salvaguardia delle piccole produzioni agricole. Ha pubblicato con le Edizioni 2000diciassette: La Memoria e L’Oblio, un saggio sull’eccidio di Caiazzo durante l’ultimo conflitto mondiale.
Giornalista Pubblicista. Esperto di Enologia, collabora a diversi siti web del settore. Collaboratore del blog lucianopignataro.it è responsabile dell’Ufficio Stampa del Sannio Consorzio Tutela Vini.
Dottore in Storia. Autore di un saggio storico, conseguente a ricerca d’archivio, sul suo Comune dal titolo: Faicchio 1920 – 1946 dall’avvento del Fascismo alla nascita della Repubblica, 2016.
Promotore culturale dell’area di Faicchio. Dopo aver conseguito la maturità classica si è laureato in Economia. È dirigente d’impresa a Milano nel settore delle borse valori e mercati finanziari. Ha scritto diversi articoli sulla stampa finanziaria nazionale, tra cui il Sole 24 Ore ed Investire. È appassionato di cultura locale, ha vinto il premio Prosa IX Premio letterario dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Titolare delle strutture ricettive “Magie del Sannio” ha dato vita anche al “Piccolo Museo privato di Faicchio Magie del Sannio”.
Giornalista professionista. Scrittore di romanzi e direttore di diverse testate radio televisive. Fondatore del sito: Neifatti.it
Esperta di Comunicazione Istituzionale; in particolar modo di Social Media Policy e e di politiche agroalimentari legate all’economia di piccola scala per Slow Food, in Campania e Basilicata. Suoi contributi in ambito associativo sono legati a tradizioni e culture della terra e del territorio. Ha effettuato training in storiografia in Francia.
Infaticabile animatore culturale dell’area del Caiatino e del Casertano. Allievo del prof. Galasso. Fondatore di Gruppi culturali dediti alla divulgazione della storia del Territorio, attualmente responsabile di Procedimento Unità Operativa Biblioteca civica e Archivio Storico del Comune di Caiazzo.
Medico ed esperto di storia della gastronomia.
Medico di Emergenza territoriale residente in Puglianello. Ha collaborato all’opera Dieci Medici Raccontano.
Studioso della storia del Risorgimento e cultore del periodo Borbonico, ha recentemente collaborato con un suo scritto all’antologia biografica dedicata a Michele Ungaro. Ha in corso un saggio su Sanchez De Luna, un Vescovo del ‘700.
Medico specialista in oncologia e cure palliative è autore principalmente di pubblicazioni scientifiche di settore in lingua inglese ed italiana. È stato inoltre relatore
Sannita di origini e toscano d’adozione. Medico anestesista, ha coltivato con interesse e particolarmente studiato la “Terapia del dolore”. Di tale disciplina è stato per lunghi anni docente all’Università di Siena. Ha avuto anche esperienze di insegnamento all’estero (Bobigny Paris nord, Accademia Russa delle Scienze mediche, Accademia Lettone di Scienze odontoiatriche). Ufficiale medico dell’Esercito italiano, è appassionato di esoterismo, di cultura e tradizioni popolari. E’ autore di saggistica. Ha recentemente pubblicato saggio su “Massoneria, relazioni umane e comunicazione tecnologica” edito da Fioridizucca edizioni.
Dottore in Legge ed autore di ricerche di Storia Locale. Ha partecipato al progetto “Un museo a colori” avente il fine di far conoscere il museo di arte ceramica di Cerreto Sannita. Le mansioni svolte sono state quelle di guida museale e bibliotecaria, e redazione di progetti e lavori di gruppo con gli altri volontari. Ha scritto un saggio nella Antologia dedicata al bicentenario della nascita di Michele Ungaro, edita dalla Società di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita.
Andrea Ciervo nato a Caserta il 12.10.1975. Presbitero dal 24 novembre 2012 già Laureato in Giurisprudenza alla Federico II, con una tesi di Diritto Ecclesiastico sui Risvolti dei Patti Lateranensi col prof. Mario Tedeschi…tirocinante poi presso Studio Notaro in via Mezzocannone di Napoli…consegue il Baccalaureato presso l’Aloysianum di Padova nel 2007 con una tesi sulla Religione in Immanuel Kant col prof. Secondo Bongiovanni. Si Laurea in Sacra Teologia presso la Facoltà Teologica dell’ Italia Meridionale sezione san Tommaso nel 2012 sempre “Summa cum laude”
Dottore in Archeologia e Scienze Storiche, ha svolto diverse campagne di scavo alla necropoli del Cigno a Macchia Valfortore (CB), con l’Università degli studi di Napoli Federico II e alla necropoli di Crocifisso del tufo a Orvieto (TR), con il Parco Archeologico Ambientale dell’Orvietano e l’ Università dell’Arizona. È attuale vice Presidente della Pro Loco di Sant’Agata dei Goti (BN) dove svolge anche la funzione di OLP per il Servizio Civile Universale. È giornalista tirocinante presso la testata QuasiMezzogiorno. Sì è occupato di alcuni ambiti di archeologia della produzione del Sannio caudino. Attualmente s’interessa alle istituzioni sociali e militari del Medioevo. È vice Presidente dell’Istituto Storico Sannio Telesino.
Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza Cultore di Storia Locale ha scritto il saggio: Telesia 1349 Peste e Terremoto edizioni duemiladicessette, 2016, Cartoline da Telese ed. Unione Filatelica Beneventana, 2009; Castelvenere Valdese insieme a P. Carlo Ed. Realtà Sannita, 2016; Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita insieme a F. Pace, edito dall’ASMV nel 2019. Ha scritto nell’Antologia sulla vita di Michele Ungaro edito dalla Società di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita nel 2019.ha in corso di pubblicazione un libro di poesie. Dirige la collana di poesie della Casa Editrice FioriDiZucca. Presidente pro-tempore dell’Istituto Storico del Sannio Telesino. Premio Upupa 2017 e 2019 per gli studi di storia locale.