
ยซ โฆFabiola, alias Faicchia, per quam reliquia via Appia dignoscuntโฆยป
Paese ricco di luoghi sacri, โcon quindici Casali, โฆรจ una terra divisa, parte in Casali, e parte unita, mentre cosรฌ la Terra, come i Casali fanno un solo corpo, rispetto al temporale, come pure in quanto allo spiritualeโฆ i detti Casali sono lontani dalla Terra, da un miglio, ed i medesimi Casali sono distinti tra loro, o un quarto, o un mezzo miglio, o anche piรน, siccome costa dalla misura della piantaโฆโ
(Atti civili, Faicchio 1748)
CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA
Chiesa Collegiata sin dal 1446, giร Arcipretale e โMatriceโ prima di tale data. Mons. Marcuzio Brancia, infatti, unรฌ le Chiese parrocchiali intitolate a S. Giovanni Battista, S. Pietro di Massa, S. Apollinare e S. Maria di Piazzano, ed i benefici semplici di S. Salvatore, S. Martino, S. Lorenzo, S.Maria de Gaudellis, S. Maria di Capitosti, S. Angelo, S. Giorgio, S. Arcangelo, S. Andrea di Cortesano, S. Nicola di Porto e S. Nicola de Cici, allโarcipretale e con bolla del 1 Luglio 1446 la dichiarรฒ Collegiata: < Eadem Ecclesias in unum colligimus, et de eia unum corpus facimus cum Eccl. S.Mariae >.
Lโanno successivo, nel 1447, fu impartito lโAssenso Apostolico, mentre nel 1468 Mons. De Judicibus stabilรฌ che lโArciprete ne fosse la prima Dignitร e che i Canonici fossero in numero di tredici. Inoltre gli introiti dovevano dividersi in parti eguali. Alcune di queste antiche Chiese, come vedremo, le troviamo ancora a distanza di un secolo e mezzo. La Chiesa di S. Maria Assunta era costituita da tre navate e due porte. Mons.Savino la dice capace a contenervi il popolo. Sul retro si trovava il Cimitero, mentre la Sacrestia sporgeva ad occidente, costruita tutta a volta. Contiguo ad essa era un altro locale dove si trovava una cisterna. Sotto lโarco della tribuna, sulla trave, era dipinto il Crocefisso e sotto di esso erano collocate cinque lampade che venivano accese nelle grandi solennitร . Aveva un piccolo atrio ed era isolata da altre costruzioni. Quattro erano le campane: < duae honestae magnitudinis alias duae minores >; Al Campanile si accedeva dalla Sacrestia. Allโaltare maggiore, < sub tribuna opere fornicato constructa >, era annessa la Confraternita del SS. Corpo di Cristo; era ornato da un quadro dellโAssunta nel quale la Vergine aveva sotto di sรจ i dodici Apostoli e sopra questi i SS. Giovanni Battista da un lato e Gennaro dallโaltro. Il Battistero era collocato < in extrema parte Ecclesiae a cornu evangelii >. A parte Evangelii dellโAltare maggiore era la Cappella del SS. Rosario con lโomonima Confraternita e < a latere epistulae >, la Cappella di S. Maria Maddalena dei Ferrara, con una tavola su cui era dipinto il Crocefisso ed ai suoi piedi la Maddalena. Nella navata dove trovava posto la Cappella del Rosario, era un altare, dove una volta si custodiva il Sacramento, ritrovato nel 1596 con una < fenestrella cum ianua deaurata > con scolpita lโimmagine di Cristo. Al di sopra di essa era un calice di pietra. Ambedue queste sacre raffigurazioni provenivano dallโantico altare del Santissimo il quale alla fine del XVI secolo fu intitolato a S. Andrea, di patronato dei De Rosa. Seguiva lโAltare dello Spirito Santo dei Menea, <โฆprope quello che si dice anticamente essere stato lโaltare maggioreโฆ, con tre fosse, โฆquella a diritto e dirimpetto di essa altare, nella quale si seppelliscono tutti li pretiโฆ>, quindi:
– quello di S.Sebastiano, dei Romano;
– di S.Leonardo e S.Caterina, dei De Iudice;
– di S.Antonio di Padova, dei De Russo;
– di S.Giacomo, dei Nicolaria, con tela della Vergine e Cristo bambino ed ai lati S.Pietro, S.Giacomo e S.Monica;
– di S. Pietro, dei Riccio;
– quindi la cappella di S.Maria Maddalena.
A queste Cappelle ed altari se ne aggiunsero altri: cosรฌ nella S. Visita del 1614 ritroviamo:
– lโaltare intitolato alla Resurrezione, dei De Chellis, privilegiato, con tela raffigurante Cristo Risorto e < angeli tenentes calicem in manu prope latus Iesus a quo defluit sanguis, mago S. Ioannis Bapt. >;
– lโaltare dedicato al SS. Corpo di Cristo, dei Palmieri;
– la cappella della presentazione di Maria Vergine;
– la cappella di S.Maria di Loreto, dei Moncillo, con tela con la Vergine attorniata da S.Anna e S.Giuseppe;
– la cappella della Trinitร , di Giovan Pietro dello Iodice;
– la cappella dellโAnnunciata dei Moncillo, < in qua adest depicta imago B. V. cum angelo annunciante >.
Nel 1662 gli Eletti dellโUniversitร chiesero al Vescovo di poter riparare la Chiesa la quale peraltro nel 1618 minacciava di rovinare. I lavori di restauro dovettero durare a lungo, in quanto nel 1635 lโUniversitร fece supplica alla S. Congregazione dei Riti perchรฉ il servizio sacro fosse trasferito a S. Giovanni, essendo la Chiesa <โฆruinata per lโinondatione del contiguo fiumeโฆ et perchรฉ i fedeli ricusano di piรน andarci per lโimminente pericolo di ruinaโฆ>. Ancora nel 1638 la SS. Eucarestia et โAlia Sacramentaliaโ si trovavano in S. Giovanni e la Chiesa di S. Maria, nel 1640 โminaccia ruinaโ.
Da questโultimo documento, inoltre, sappiamo che lโaltare maggiore prese il posto di quello intitolato allo Sposalizio di Maria Vergine. Il terremoto del 1688 non risparmiรฒ nemmeno questโaltro Tempio della fede! Dalla relazione ad limina di Mons.De Bellis del 1690 risulta che era < in magna parte collapsa > ed i Sacramenti venivano amministrati nella Chiesa di S. Giovanni Battista.La Chiesa di S.Maria Assunta era sita nel luogo detto โlo scarrupatoโ ed era lunga 100 palmi per 50 di larghezza. Aveva due porte: sulla maggiore, nel 1685, si leggeva una iscrizione del 1592, che citava:< Sumptibus Ecclesiae has valvas faciendas curavit Dominus Ioannes Franc. Riccius Archipresbiter Fabiolae Anno 1592 >; al di sopra della scritta poi, trovava posto una piccola nicchia raffigurante lโAssunta. La porta maggiore doveva essere un piccolo capolavoro: infatti su una imposta era scolpita la Vergine e sullโaltra S.Giovanni Battista, figure racchiuse in cornici scolpite sullo stesso legno. La porta si apriva < a cornu evangelii altaris maioris >, mentre quella secondaria apriva ai piedi della Chiesa. La cappella intitolata al Rosario, tutta costruita a volta, di palmi 20 per 20, era ornata da un quadro con la cornice di legno scolpita e raffigurante S.Domenico e la Vergine ed intorno i misteri del Rosario. Tutta pitturata con scene di Santi, nella parete a cornu epistulae era un armadio: su una porta di questo era dipinto S.Domenico e sullโaltra S.Caterina. Nellโinterno, poi, la parete di fondo raffigurava S.Anna, mentre le pareti laterali raffiguravano S. Tommaso dโAquino e S. Rosa; sulla soffitta, due angeli con una corona nelle mani. Nellโarmadio era serbata la statua della Vergine con una corona argentea: sul braccio sinistro teneva Cristo bambino, anch’esso incoronato. Nella cappella dellโImmacolata Concezione si accedeva tra gli altari dellโAnnunciazione e quello di S. Carlo. Anche essa era a volta e tutta dipinta con figure di Santi e lโaltare era ornato da una tela con la Vergine Immacolata ed ai lati i SS. Ignazio e Gaetano.
CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA
Antica Chiesa parrocchiale, come si รจ visto, unita nel 1446 alla Chiesa di S. Maria, era sita nel luogo detto โla Facchiolaโ, lunga 150 e larga 100 palmi. Subรฌ un radicale rifacimento agli inizi del XVII secolo ad opera dellโUniversitร , e funse ancora da Parrocchia quando lโArcipretale era in rifacimento. Per questโultima ragione gli Eletti dellโUniversitร nel 1701 chiesero ed ottennero dalla S. C. dei Riti che in S. Giovanni si potessero conservare i Sacramenti per la sola adorazione. Aveva due porte: sulla maggiore vi era una piccola nicchia con la figura del SS. Sacramento e due Angeli. A destra, entrando, trova posto il fonte battesimale, del quale troviamo traccia solo a partire dalla S. Visita del 1638, e cioรจ nella stessa epoca in cui questa Chiesa dovette fungere da Parrocchia. Aveva la torre campanaria con due campane. Lโaltare maggiore, ornato da un quadro con i SS. Giovanni Battista ed Evangelista, con al centro la Vergine, era < sub tribuna hemicicla >. Originariamente la Chiesa era cosรฌ costituita: < a cornu evangelii > trovava posto una cappella il cui altare fu abbattuto per ordine del Vescovo per crearvi la Sacrestia; quindi era lโaltare intitolatoa S.Quintino con statua lignea, dei Lupone, ed infine lโaltare dellโEpifania, dei Nicolaria. Nel 1614 troviamo unโaltra cappella, quella intitolata a S. Sebastiano, dei Romano, mentre la cappella di S.Quirino รจ detta di patronato dei Ferrara. Infine, ad iniziare dal 1638, ai sopraddetti altari vengono aggiunti quelli della Presentazione di Maria Vergine, degli Isotta, quello di S. Maria del Carmine, dei Petrucci e quello dello Spirito Santo. Qualche anno prima del terremoto, infine, Clemente Palmieri innalzรฒ lโaltare intitolato a S.Maria delle Grazie o delle Anime del Purgatorio, ornato da una tela raffigurante la Vergine e Cristo bambino ai cui piedi <nonnullae imagines animarum existentium inter flammas Purgatorii >. Sotto questo quadro, tra i nomi di Clemente e Notar Silvestro Flaminio Palmieri, era โNonnulla Carminaโ dedicato alle anime del Purgatorio e che purtroppo non ci รจ stato tramandato. In conclusione, dal lato dellโepistula dellโaltare maggiore si trovavano gli altari delle anime del Purgatorio, del Carmine e di S. Sebastiano; a cornu evangelii quelli della Presentazione di M.V. e quello dello Spirito Santo. Tutti quanti, ornati da tale raffiguranti il Santo al quale erano dedicati. Dietro lโaltare maggiore, infine, il Coro con lโorgano. Alla Chiesa di S. Giovanni era annessa la Confraternita del SS. Corpo di Cristo. Con il terremoto del 1688 la Chiesa dovette essere danneggiata in modo notevole, secondo le testimonianze riportate in un processo del dicembre del 1688, ma subito restaurata e rifatta con elemosine e caritร .
DELLE CHIESE MINORI DI FAICCHIO
Alla fine del XVI secolo troviamo ancora alcune Chiese che furono annesse nel 1446 alla Chiesa di S. Maria Assunta. Di alcune di esse si trova traccia negli atti di S. Visita.
CHIESA DI SANTโAPOLLINARE
Ex Parrocchia il cui unico altare era custodito < sub tribuna hemicicla forma >. Era poco distante dalla Chiesa matrice, nel luogo detto โalli Mazzucchiโ. Isolata, aveva il campanile posto in pede Ecclesiae. Era grande 40 per 20 palmi, con una sola porta.
CHIESA DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE DI PLAZZANO
Unita anche questa, con tutti gli oneri, allโArcipretale.Dedicata alla Vergine delle Grazie, sita nel luogo campestre, proprio a โPlazzanoโ o โalle Masserieโ, aveva una grandezza di 50 palmi per 40. Sullโunica porta era una piccola nicchia con dipinta la Vergine. Con un unico altare ornato dalla Madonna delle Grazie e le anime del Purgatorio. A cavallo tra il XVI e il XVII secolo, fu rifatta dalle fondamenta, essendo caduta lโantica Cappella. Veniva distinta dallโomonima Chiesa dei Capitosti con lโaggettivo โda sopraโ.
CHIESA DI SANTA LUCIA ED OSPEDALE
Questa Chiesa, sita โin burgoโ, con un unico altare e due porte, era contigua ad alcune case che confinavano con lโOspedale il quale era costituito da piรน camere e, come al solito, accoglieva < perigrinos et pauperes >. LโOspedale, come vedremo, era legato alla Chiesa di S. Giorgio. Ambedue gli edifici li ritroviamo citati sino al 1687. Infatti la Chiesa, cadente, fu ricostruita ex novo allโalba del XVIII secolo a pochi passi del vecchio oratorio di S.Lucia, allโestremitร del paese, verso Cerreto Sannita, su di un tratto dellโantichissima via del Sannio e dallโantico oppresso Ospedale, tenendo alle spalle la caduta S. Giorgio ed al suo fianco destro lโantichissima distrutta S. Apollinare. Nel 1727 Mons. Baccari diede lโassenso allโerezione della Congrega intitolata a S. Maria dei Sette Dolori.
ORATORIO DI SAN GIORGIO
Posto accanto allโOspedale ed unito alla Matrice di S.Maria. Sorgeva < prope moenia > nel luogo detto โallo Moncilloโ. Era tutto dipinto con immagini sacre; sullโaltare maggiore era la tela di S. Giorgio che ammazza il drago. Con una sola porta e una campanula.
CHIESA DI SAN MICHELE ARCANGELO
Altra Chiesa โsine curaโ ammessa alla matrice. < Iuxta habitationem in loco ubi vulgo dicitur alli Moncilli >, era lunga 30 palmi per 20. Con un solo altare, nel 1687 fu ritrovata semi abbandonata.
CHIESA DI SAN SALVATORE
Chiesa < in monte herbario sita >. Anche questa unita a S.Maria; nella S.Visita di Mons. Savino fu ritrovata con lโaltare maggiore ed altri cinque altari sui quali si celebrava solo in occasione delle ricorrenze del Santo cui erano dedicati. Allโaltare maggiore si accedeva mediante tre gradini ed era ornato da una tavola con Cristo Salvatore. Dalla S. Visita del 1685 apprendiamo che < a cornu evangelii altaris maioris sequitur arcus usque ad cornum epistulae altaris S.Blasii >, arco tutto dipinto, con immagini sacre ed al centro la scritta, < in litteris Longubardisโฆ: Iustus es Domin., et rectum iudicium tuum >. In altra parte dellโarco unโaltra scritta, negli stessi caratteri: < In nomine Domini Iesu Christi amen. Haec cappella feci frater Petrus Molella Dei auxilio ordini fratrum praedicatorum pro anima sua, et pro omnibus benefactoribus suis, fuit eadem aedificata ad honorem istarum duarum sanctarum Doroteae, et Barbarae, cuius aedem fiant pro nobis intercessores, nunc et in hora mortis mostrae amen. Scripsit anno Domini MCCCCXXXXIII Rege Ferdinando regnante, et Domine Ioanne de Monsorio in nostra Faicchij >. Tramite questo arco, dunque, si accedeva alla cappella di S.Maria della Pietร . < A latere evangelii > dellโaltare, dopo un arco, era la cappella di S.Biagio. Sullโarco era riportata una scena della passione di S.Barbara. Dalla parte dellโepistula dellโaltare maggiore si trovava un altro altare con la statua lignea del Bambino Gesรน. La Chiesa, prosegue il citato Atto di S.Visita, era quasi di forma quadrata e misurava circa 30 palmi. Con due porte accanto sorgeva la casa per lโEremita. Solo allโinizio del XVIII secolo furono erette due cappelle, intitolate a S. Ciro e S. Pasquale Baylon dal Duca di Faicchio. La Chiesa dedicata al SS. Salvatore, dunque, posta alle falde meridionali di Monte Erbano, โin una collina amena con veduta piacevoleโ, ed attaccata alla casetta per lโEremita, nel XV secolo doveva ospitare dei frati dellโOrdine dei Predicatori, secondo quanto si deduce dallโepigrafe della cappella di S.Biagio. Solo nella metร del โ700, dopo secoli di abbandono, la Chiesa venne modificata; si costruรฌ la Sacrestia ed il Coro e si iniziรฒ ad innalzare il Convento intitolato a S.Pasquale. Mons. Baccari scrive a tal proposito che al suo tempo furono spesi โquattromila e piรน ducatiโ ricavati dalle elemosine fatte dai frati agli abitanti di Faicchio ed altri. Nel 1751 vi posero cosi stanza i PP. di S.Pietro di Alcantara, in virtรน di Assenso Pontificio munito di Regio exequatur.
CRIPTA DI SANTโANGELO
Sita su Monte Erbano, con un solo altare e la sacra immagine del Santo dipinta sulla parete e tutta consunta dal tempo. Era, questo, un altro luogo sacro annesso alla Matrice e giร nel 1596 non vi si celebrava piรน. Molto antica, fu solennemente inaugurata nel 1172.
ORATORIO DELLA SS. ANNUNCIATA
Cappellina posta accanto alla Matrice ed unita al Seminario. Aveva un unico altare. Viene citata solo nella S. Visita del 1596.
CHIESA DI SANTA ALLIGNARE
Posta nella contada detta โla pezzaโ, era una Chiesina rurale, semicadente alla fine del 1500. Dovette crollare del tutto in quanto di essa non si fa piรน menzione nel secolo successivo.
CHIESA DI SAN VITO
In quel di Marafi, era detta di S.Vito vecchia. Beneficio del seminario. Viene citata solo nella S. Visita per Mons. Savino il quale la ritrovรฒ in cattivo stato. Forse agli inizi del nuovo secolo subรฌ lavori di rifacimento e quindi indicata col nome di S. Vito nuova.
CHIESA DI SANTโANDREA
Antica parrocchia del <Castrum Marafi >, era di patronato del feudatario il quale, nel 1593, dichiarรฒ che aveva fatto restaurare questa cappella < quae antiquitus fuerat Parochialis ecclesiae Terrae Marafi >. Nella S. Visita del 1685 troviamo lโaltare maggiore posto sotto un arco e questo arricchito con raffigurazioni di diversi Santi.
ORATORIO DI SAN LUCA
Oratorio che sorgeva < prope castrum >, semi cadente e abbandonato alla fine del XVI secolo.
CHIESA DELLA SANTISSIMA TRINITAโ
< Intus castrum >, cadente e rovinata nel 1596.
ORATORIO DI SAN ROCCO
< Prope pontem >, di patronato dellโUniversitร , con un antico altare ornato da una statua lignea del Santo a cui era dedicato. Puรฒ darsi che questo Oratorio sia lo stesso intitolato a S. M. della Sanitร , perchรฉ < in ripa turrentis Tierno > vi era un solo luogo sacro. Non รจ da confondersi con lโaltro oratorio intitolato anche a S.Rocco e fondato < a tempore contagii > nel 1656. Infatti questโaltra Chiesina, era nel luogo detto โallo Chioppoโ, ovvero < e cospectu ianuae palatij Baronem >. Vi era unโunica porta sulla quale era dipinto S.Rocco e al di sopra una finestra. Lโaltare maggiore era ornato dalla statua lignea dello stesso santo.
CHIESA DI SANTA MARIA DI COSTANTINOPOLI IN FONTANAVECCHIA
Altra Chiesa fuori le mura che distava dal centro < unum miliare, iuxta casale unum vulgo dictum la fontana vecchia >. Constava di un unico altare ornato da un quadro raffigurante la Vergine col Bambino Gesรน. A latere evangelii era la Sacrestia. Sulla porta di ingresso, una nicchia con dipinta la Vergine e, ai lati, due Santi. Agli inizi del XVII secolo, sotto il vescovato di Mons. Gambacorta, fu ampliata con le offerte dei fedeli.
CHIESA DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE O DI CAPITOSTI
Altra Chiesa rurale distante un miglio da Faicchio, detta anche โS. Maria di bascio seu inferioreโ. Tale denominazione fu dettata da Mons. Cattaneo in un suo decreto del 6 Maggio 1608. Da tale documento si rileva che questa Chiesa, a seguito di un alluvione causato dal vicino torrente, era caduta e quindi fu ricostruita dagli abitanti della zona: < Ecclesiam novam sub eodem titulo a fundamentis construere >. Poichรฉ nel territorio di Faicchio esisteva unโaltra Chiesa intitolata anche alla Vergine delle Grazie, e cioรจ quella di Plazzano, Mons. Cattaneo distingueva questโultima con la dizione โda sopraโ e quella di Capitosti โda bassoโ. Quindi questo luogo sacro, ricostruito sulle rovine del precedente, custodiva un unico altare. Successivamente i Porto costruirono quello intitolato a S.Maria del Carmine, altare che lo troviamo citato solo a partire dalla S.Visita del 1639. La Chiesa, della lunghezza di 55 palmi e larga 30, tutta a volta, aveva una porta sulla quale era una nicchia con dipinta la Vergine. Al centro della Chiesa sorgeva un arco sul quale era dipinto il Crocefisso e, ai suoi piedi, la scritta โFratelli chi confida in Dio non perisce in eternoโ. Lโaltare maggiore era ornato da una tela con la Madonna ed il Bambino incoronati: a destra S.Giuseppe ed a sinistra S.Agata. A sinistra della tela era dipinto S. Barbato e, sullโaltro lato, S. Anastasia. Lโaltro altare, quello dedicato alla Madonna del Carmine, si trovava ai piedi della Chiesa, entrando a sinistra, anche esso con tela con Vergine con Gesรน Bambino in braccio. A latere evangelii dellโaltare maggiore sorgeva un altro arco che immetteva in unโaltra cappella, priva di altare; sulle pareti, alcune finestre nelle quali anticamente venivano custodite altre statue di Santi con le Reliquie. A cornu epistulae era una porta che immetteva direttamente nella casa dellโEremita, costituita nel 1685 da tre camere al piano terra e quattro al primo piano.
CHIESA DI SAN PIETRO DI MASSA
Chiesa parrocchiale unita alla Matrice, con un unico altare posto < sub tribuna hemicicla forma constructa >, con una piccola icona affrescata, raffigurante la Vergine tra i Santi Pietro e Paolo.Sulla porta era una piccola campana.
CHIESA DI SAN NICOLA DI MASSA
Anche questa, anticamente Parrocchia, poi soppressa per la tenuitร dei suoi redditi, veniva curata da un Rettore, mentre lโamministrazione dei Sacramenti era affidata allโArciprete. Con un unico altare. Abbiamo memoria dei due Benefici esistenti a Massa, detta peraltro โTerra novaโ: lโuna intitolata a S. Eramo e lโaltro a S. Croce.
CHIESE DI SAN MARTINO E SAN NICOLA DI PORTO
Benefici semplici, uniti alla Chiesa di S.Maria Assunta. Quello di S. Martino con un solo altare e con sulla porta una raffigurazione del Santo al quale era dedicato. Lโaltare era ornato da una tela con la Vergine ed il Bambino Gesรน in braccio ad ai lati S. Antonio e S. Martino. Lโaltra Chiesa, intitolata a S. Nicola, alla fine del XVII secolo era caduta e di essa non cโรจ memoria. LโArciprete De Petruccio scrive che da Mons. Gambaro il beneficio fu annesso alla Parrocchia della SS. Annunciata dei Casali.
ORATORIO DI SAN FRANCESCO
Costruito verso la fine del XVII secolo < in loco campestri a quibusdam civibus >. Sopra lโaltare era raffigurata la Vergine con ai lati S.Francesco e S.Sebastiano.
CHIESA DI SANTA MARIA DELLA SANITAโ o SAN CATALDO o SANTA APOLLONIA
Costruita < in ripa cuiusdam turrentis vulgo dicti Titerno >. Nella S. Visita del 1685 la Chiesa, detta di S.Cataldo, รจ ritrovata abbandonata e con lโaltare spoglio di ogni suppellettile. Al di sopra di esso, lโaffresco con la Vergine alla cui sinistra erano, in atteggiamento orante, S. Michele Arcangelo e S. Antonio da Padova; a destra S. Francesco, S. Maria e S. Apollonia.
ALTRO
La S.Visita del 1685 riporta anche una < notitia sacrarum imaginum existentibus in viis publicis >, ovvero informazioni sulle immagini sacre esistenti nelle strade pubbliche.
Esse erano:
– una piccola cappella con la Vergine e Gesรน Bambino in braccio, spoglia di tutto;
– unโaltra raffigurazione uguale nel lugo detto โalle liscieโ, presso la Chiesa di S.Lucia;
– unโimmagine della S.Croce < ex lapidibus erecta in medio habitationis in via publica in loco ubi dicitur alla Facchiola >;
– un altro Crocefisso nel luogo detto S.Luca;
– una cappellina di 8 per 8 palmi, con un altare spoglio, sita <alle massarie prope S.Mariae gratiarum de Plazzano>.
_____________________
Bibliografia:
R. Pescitelli, Chiesa Telesina, tip. Auxiliatrix, Benevento, 1977.
Archeologa classica. Lavora presso l’Universitร del Salento.
Antonella Selvaggio
Architetto, libero professionista. Si occupa di progettazione architettonica, interior design e aspetti legati all’architettura del paesaggio. Dal 2021 รจ Consigliere dell’ordine degli Architetti della Provincia di Benevento. Ha partecipato a Mostre sul restauro architettonico e a numerose iniziative riguardanti la promozione territoriale.
Vive a Morcone. Presidente Italia Nostra Matese Alto Tammaro.
Dottore di ricerca in Ingegneria Elettronica ed informatica presso l’Universitร degli Studi di Napoli. Ha Svolto attivitร didattica presso l’Universitร Federico II. Vive a Telese.
Laurea in giurisprudenza presso l’Universitร degli Studi “La Sapienza” di Roma. Dirigente amministrativa presso l’Universitร del Molise.



Andrea Ciervo nato a Caserta il 12.10.1975. Presbitero dal 24 novembre 2012 giร Laureato in Giurisprudenza alla Federico II, con una tesi di Diritto Ecclesiastico sui Risvolti dei Patti Lateranensi col prof. Mario Tedeschi…tirocinante poi presso Studio Notaro in via Mezzocannone di Napoli…consegue il Baccalaureato presso l’Aloysianum di Padova nel 2007 con una tesi sulla Religione in Immanuel Kant col prof. Secondo Bongiovanni. Si Laurea in Sacra Teologia presso la Facoltร Teologica dell’ Italia Meridionale sezione san Tommaso nel 2012 sempre “Summa cum laude”
Presidente dellโAssociazione culturale โLa Biblioteca del Sannioโ, dottore di ricerca presso lโUniversitร degli Studi della Campania โLuigi Vanvitelliโ con una tesi sulla metadatazione della cartografia storica. Giornalista e direttore di Canale Sassuolo. Giร docente a contratto di Lingua e Cultura Spagnola e Global History, presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo vanvitelliano, รจ attualmente tutor di Storia Contemporanea e Storia dei Partiti e Movimenti politici.






Farmacista. Dopo la laurea ha conseguito un master biennale e un corso di perfezionamento, approfondendo le conoscenze in ambito fitoterapico, micoterapico e nutraceutico, con la pubblicazione del lavoro di tesi sulla rivista di divulgazione scientifica di medicina naturale ‘Scienza Natura’ del Prof. Ivo Bianchi. Attivo nel sociale, รจ membro del Rotary Club Valle Telesina ed รจ amante dello sport e della natura. Innamorato del proprio territorio, ha iniziato a coltivare l’interesse per la storia locale.
Nato a Ponte, dove risiede. Dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato. Cultore di storia locale con particolare attenzione al periodo medievale. Ha pubblicato “Ponte tra Cronaca e Storia”, “Domenico Ocone, quarant’anni di storia pontese…”, “Le Vie di Ponte tra Storia e Leggenda”. Collabora con varie associazioni culturali.
Nato a Telese Terme ma originario di Amorosi รจ stato allievo del filosofo Massimo Achille Bonfantini. Laureato in Semiotica e Filosofia del Linguaggio presso l’Universitร l’Orientale di Napoli. Dedica le sue ricerche prevalentemente allo studio della filosofia e della psicologia dell’inconscio, come dei nuovi percorsi conoscitivi applicati alle neuroscienze. Ha pubblicato Cento petali e una rosa. Semiosi di un romanzo storico (Natan, 2016), Filosofia hegeliana e religione. Osservazioni su Sebastiano Maturi (Natan, 2017) e, recentemente, il saggio dal titolo: Nel gioco di un’incerta reciprocitร : Gregory Bateson e la teoria del “doppio legame” (Ediz. Del Faro, 2020).
Musicista. Maestro di clarinetto ed orchestrale. Studioso di storia della filosofia e del ‘700 napoletano. Esperto simbolista e autore di testi esoterico/filosofici.
Nato a Napoli e residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia allโUniversitร di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale allโUniversitร di Modena รจ stato aiuto chirurgo presso lโospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente รจ pensionato.ย Dal 1ยฐ giugno 1978 รจ socio corrispondente dellโAssociazione Culturale Italo Ispanica โC. Colombo โ Madridโ.ย Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche.ย Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dellโAssociazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio รจ stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.
Originario di Castelvenere. Giร dipendente del Miur ora in pensione. Appassionato di Storia locale ed animatore di gruppi per la diffusione della lingua e delle tradizioni di Castelvenere.
Esperta di Comunicazione Istituzionale; in particolar modo di Social Media Policy e e di politiche agroalimentari legate all’economia di piccola scala per Slow Food, in Campania e Basilicata. Suoi contributi in ambito associativo sono legati a tradizioni e culture della terra e del territorio. Ha effettuato training in storiografia in Francia.
Dottore in Archeologia e Scienze Storiche, ha svolto diverse campagne di scavo alla necropoli del Cigno a Macchia Valfortore (CB), con lโUniversitร degli studi di Napoli Federico II e alla necropoli di Crocifisso del tufo a Orvieto (TR), con il Parco Archeologico Ambientale dellโOrvietano e lโ Universitร dell’Arizona. ร attuale vice Presidente della Pro Loco di SantโAgata dei Goti (BN) dove svolge anche la funzione di OLP per il Servizio Civile Universale. ร giornalista tirocinante presso la testata QuasiMezzogiorno. Sรฌ รจ occupato di alcuni ambiti di archeologia della produzione del Sannio caudino. Attualmente s’interessa alle istituzioni sociali e militari del Medioevo. ร vice Presidente dell’Istituto Storico Sannio Telesino.
Cultore di storia locale e delle tradizioni del suo paese. Autore del saggio “Notizie storiche ed urbanistiche di Cerreto antica” in cui ha ricostruito l’antico borgo distrutto dal terremoto del 1688.
Dottore in Legge ed autore di ricerche di Storia Locale. Ha partecipato al progetto “Un museo a colori” avente il fine di far conoscere il museo di arte ceramica di Cerreto Sannita. Le mansioni svolte sono state quelle di guida museale e bibliotecaria, e redazione di progetti e lavori di gruppo con gli altri volontari. Ha scritto un saggio nella Antologia dedicata al bicentenario della nascita di Michele Ungaro, edita dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita.
Giร sindaco di Caiazzo, dopo aver conseguito la maturitร scientifica, rivolge il suo impegno politico alle battaglie del Partito Radicale, soprattutto nel campo della tutela dell’ambiente e in quello per una giustizia giusta. Nel 1980 viene eletto consigliere comunale a Caiazzo, cittร in cui vive, in rappresentanza della “nuova sinistra”. Nel 1982 aderisce alla Lega per l’Ambiente, promuovendo diverse iniziative per la tutela del fiume Volturno e per il recupero del patrimonio edilizio del centro storico di Caiazzo. Tra il 1987 e il 1994 รจ Presidente dell’Associazione Storica del Caiatino. Nel 1994 viene eletto sindaco di Caiazzo con la lista civica “Rinascita Caiatina”. Rieletto nel 1998, si adopera per una crescita socio-economica della cittร ; realizza un programma pluriennale, che viene selezionato anche da “Sviluppo Italia” SpA per la costituzione di un Laboratorio di sperimentazione per lo sviluppo locale. Presidente dell’Associazione “Cittร Paesaggio” dal 2003, รจ coordinatore del progetto “Per una Carta dei paesaggi dell’olio e dell’olivo”, realizzato d’intesa con l’Associazione nazionale “Cittร dell’Olio”. Nel 2007 aderisce a Slow Food, dedicandosi soprattutto alla salvaguardia delle piccole produzioni agricole. Ha pubblicato con le Edizioni 2000diciassette: La Memoria e LโOblio, un saggio sullโeccidio di Caiazzo durante l’ultimo conflitto mondiale.
Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza Cultore di Storia Locale ha scritto il saggio: Telesia 1349 Peste e Terremoto edizioni duemiladicessette, 2016, Cartoline da Telese ed. Unione Filatelica Beneventana, 2009; Castelvenere Valdese insieme a P. Carlo Ed. Realtร Sannita, 2016; Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita insieme a F. Pace, edito dallโASMV nel 2019. Ha scritto nellโAntologia sulla vita di Michele Ungaro edito dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita nel 2019.ha in corso di pubblicazione un libro di poesie. Dirige la collana di poesie della Casa Editrice FioriDiZucca. Presidente pro-tempore dellโIstituto Storico del Sannio Telesino. Premio Upupa 2017 e 2019 per gli studi di storia locale.
Insegnante, vive a Caiazzo. ร Presidente del’Associazione Storica del Caiatino.
Maestro elementare, appassionato studioso e cultore di Storia Locale.
Biologo residente a Telese Terme. Cultore di storia locale con particolare riferimento alla storia del periodo sannitico. ร autore del saggio “La Leonessa e il fenomeno luminoso nella grotta di Sant’Angelo” edito da Fioridizucca nel 2022.
Sannita di origini e toscano d’adozione. Medico anestesista, ha coltivato con interesse e particolarmente studiato la “Terapia del dolore”. Di tale disciplina รจ stato per lunghi anni docente all’Universitร di Siena. Ha avuto anche esperienze di insegnamento all’estero (Bobigny Paris nord, Accademia Russa delle Scienze mediche, Accademia Lettone di Scienze odontoiatriche). Ufficiale medico dell’Esercito italiano, รจ appassionato di esoterismo, di cultura e tradizioni popolari. E’ autore di saggistica. Ha recentemente pubblicato saggio su “Massoneria, relazioni umane e comunicazione tecnologica” edito da Fioridizucca edizioni.
Giornalista professionista. Scrittore di romanzi e direttore di diverse testate radio televisive. Fondatore del sito: Neifatti.it
Medico specialista in oncologia e cure palliative รจ autore principalmente di pubblicazioni scientifiche di settore in lingua inglese ed italiana. ร stato inoltre relatore
Laurea magistrale in Lettere. Docente a Prato. Ha approfondito gli eventi storici che portarono alla โMarcia della fameโ del 1957 nei comuni del Valfortore sannita. Ha scritto il “Catasto Onciario della Terra di San Salvatore”.
Medico e scrittore. Ha allโattivo numerose collaborazioni con riviste di carattere storico. Ha pubblicato una Vita di San Leucio, il libro: โDa Casale a Comuneโ e la Storia della Parrocchiale Santa Maria Assunta di San Salvatore Telesino. Ha partecipato allโAntologia โDieci Medici Raccontanoโ, che ha ottenuto il “Premio Rufolo 2019”. Premio Olmo 2009 per il romanzo storico ยซL’ultima notte di Bedรฒยป, รจ anche autore di alcuni saggi sulla Storia della Medicina tra cui uno studio sulla Depressione dal titolo ยซIl potere misterioso della bile nera, breve storia della depressione da Ippocrate a Charlie Brownยป. Nel 2024 ha pubblicato “Fu la peste” e “Islam a Telesia” per ABE Editore Napoli. Fondatore e Direttore Editoriale della Casa Editrice Fioridizucca.
Studioso della storia del Risorgimento e cultore del periodo Borbonico, ha recentemente collaborato con un suo scritto allโantologia biografica dedicata a Michele Ungaro. Ha in corso un saggio su Sanchez De Luna, un Vescovo del โ700.

Scrittore, poeta e divulgatore culturale. Medico di continuitร assistenziale. Autore di diversi saggi storici e racconti. Ha partecipato all’antologia “Dieci Medici Raccontano”. Fondatore del Premio Nazionale Olmo che tutti gli anni si svolge in Raviscanina (Ce).
Dottore in Lettere. all’Universitร di Salerno, indirizzo “storico medievale”. Si รจ poi laureata in Scienze della Formazione primaria all’Ateneo di Campobasso. Studiosa della storia della sua cittร . Lettrice instancabile di autori italiani e stranieri, si occupa della formazione di piccoli lettori e poeti. ร insegnante nella Scuola Primaria da quindici anni. Ha sperimentato innovative metodologie di approccio alla lettura utilizzando le nuove tecnologie che hanno portato alla pubblicazione di una ricerca dal titolo: TIC e DSA. Riflessioni ed esperienze sulle nuove frontiere della pedagogia speciale, Ed. EriksonLive. La storia locale e la ricerca accurata le ha permesso di pubblicare anche un Saggio in storia medievale sull’assetto urbano e riorganizzazione del territorio della Benevento nei sec. XI e XII. Animatore culturale, scrive poesie per fermare in foto-scritte, attimi di vita.
Medico di Emergenza territoriale residente in Puglianello. Ha collaborato all’opera Dieci Medici Raccontano.
Lorenzo Piombo, medico psichiatra, dirigente del Dipartimento Salute Mentale della ASL di Benevento. Ricercatore e studioso di storia. Vive e opera a Morcone.
Avvocato. Patrocinante in Cassazione. Scrittore di Storia Locale. Opera a Guardia Sanframondi.
Promotore culturale dellโarea di Faicchio. Dopo aver conseguito la maturitร classica si รจ laureato in Economia. ร dirigente d’impresa a Milano nel settore delle borse valori e mercati finanziari. Ha scritto diversi articoli sulla stampa finanziaria nazionale, tra cui il Sole 24 Ore ed Investire. ร appassionato di cultura locale, ha vinto il premio Prosa IX Premio letterario dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Titolare delle strutture ricettive “Magie del Sannio” ha dato vita anche al “Piccolo Museo privato di Faicchio Magie del Sannio”.
Dottore in Storia. Autore di un saggio storico, conseguente a ricerca d’archivio, sul suo Comune dal titolo: ย Faicchio 1920 – 1946 dall’avvento del Fascismo alla nascita della Repubblica, 2016.
Medico ed esperto di storia della gastronomia.
Architetto e docente. Appassionato cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, cittร in cui vive. Ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti. Collabora con il Blog dell’Istituto Storico del Sannio di cui รจ socio fondatore. ร autore del saggio “Cominium Ocritum e le forche caudine: una storia
Studioso del ‘700 napoletano e dell’epopea di Federico II ha approfondito in modo particolare le influenza arabe sull’architettura napoletana. Studioso diย suffisso e di religioni orientali.
Medico del Lavoro. Regista teatrale. Giornalista pubblicista. Fondatore di “Byblos”, la biblioteca del Sannio. Scrittore e divulgatore della storia e dei personaggi del Sannio, ha pubblicato “A tavola nel Sannio”, una guida ai ristoranti della provincia di Benevento; “Dietro la Leggenda” (2016), una raccolta di racconti ispirati a fiabe e a leggende del Sannio. Nel 2017 ha pubblicato “Samnes”, un romanzo storico sull’epopea sannita. Ha curato la trascrizione del manoscritto e la stampa dei tre volumi delle “Memorie storiche di Cerreto Sannita per Arcidiacono Nicola Rotondi”. Nel 2019 ha pubblicato “Guida alla Valle Telesina e al Sannio”. Ha pubblicato “Il delitto del pozzo dei pazzi”, un medical-thriller ambientato nel primo ‘900 nell’ospedale degli Incurabili di Napoli. ร autore della “Storia di Cerreto dalla preistoria alla seconda guerra mondiale (2022) e di “Fiabe e Favole in cerretese”, edito da Fioridizucca. (2023).
ร nato e vive a Castelvenere. Giร docente di materie letterarie nella scuola statale, ha pubblicato diverse raccolte di liriche, pagine di ricerca letteraria, studi relativi alla cultura popolare. ร presente in antologie, dizionari bio-bibliografici e testi scolastici. Appassionato si storia e di tradizioni locali, รจ membro di associazioni culturali nazionali. I suoi versi hanno ricevuto giudizi positivi da parte della critica e in concorsi letterari si รจ classificato ai primi posti.
Giornalista Pubblicista. Esperto di Enologia, collabora a diversi siti web del settore. Collaboratore del blog lucianopignataro.it รจ responsabile dell’Ufficio Stampa del Sannio Consorzio Tutela Vini. 
Infaticabile animatore culturale dellโarea del Caiatino e del Casertano. Allievo del prof. Galasso. Fondatore di Gruppi culturali dediti alla divulgazione della storia del Territorio, attualmente responsabile di Procedimento Unitร Operativa Biblioteca civica e Archivio Storico del Comune di Caiazzo.