
Introduzione
Il presente saggio – nell’analisi di un file declassificato delle US Allied Forces – si propone di esaminare la transizione politica, logistica e assistenziale vissuta dalla Valle Telesina, con particolare focus sul comune di Amorosi nel cruciale arco temporale compreso tra l’ottobre del 1943 e l’aprile del 1944. Attraverso l’incrocio tra la microstoria locale e i documenti d’intelligence statunitensi recentemente declassificati, emerge un quadro in cui la sussistenza civile e la riorganizzazione territoriale si intrecciano indissolubilmente con le esigenze di sicurezza della 5ª Armata USA.
Figure apicali come i generali Mark Wayne Clark (1896-1984) e Troy Houston Middleton (1889-1976) o gli amministratori dell’AMGOT (Allied Military Government of Occupied Territories) diretti da Charles Poletti (1903-2002) vengono qui analizzati non solo come vettori di manovre belliche, ma come artefici di una pervasiva ‘burocrazia della liberazione’ che trovò nel Comune, e nelle reti dei nascenti comitati antifascisti, l’insostituibile interlocutore per governare il caos del retrofronte.1Gribaidui G., Guerra totale. Tra bombe alleate e violenze naziste. Napoli e la Campania 1940-1944, ed. Bollati Boringhieri, Torino, 2005
1. Il contesto: dalla Linea Viktor alla terra bruciata nel Sannio
L’autunno del 1943 rappresentò per i territori della Valle Telesina il momento di massima convergenza tra le dinamiche dilanianti del conflitto e il crollo delle istituzioni locali. A seguito dello sbarco alleato a Salerno (Operation Avalanche), il comando supremo tedesco per il settore Sud, guidato dal Feldmaresciallo Albert Kesselring (1885-1960), impose una ritirata strategica, coordinata dal Generale Heinrich von Vietinghoff (1887-1952), finalizzata a ritardare l’avanzata alleata verso la Linea Gustav a Cassino.2Klinkhammer L., L’occupazione tedesca in Italia 1943-1945, Ed. Bollati Boringhieri, Torino, 1993, pp. 45-52.
Il territorio di Amorosi venne a trovarsi nel settore nevralgico della Viktor-Linie (detta Linea del Volturno). In quest’area, i gruppi della Wehrmacht occuparono i centri urbani applicando i decreti sulla ‘terra bruciata’ (Verbrannte Erde). Il controllo di questo scacchiere fu affidato ai reparti corazzati della 26. Panzer-Division al comando del Generale Smilo von Lüttwitz (1895–1975). I suoi uomini minarono le sponde del Volturno e fecero esplodere ben 57 edifici civili e pubblici ad Amorosi, tra cui il Municipio, provocando la totale distruzione dei registri anagrafici.
Sotto la supervisione degli ufficiali di Lüttwitz, si procedette al sequestro forzato di ogni riserva alimentare e all’applicazione dei bandi sul lavoro coatto. Ciò spinse la popolazione maschile a fuggire verso i boschi e le campagne limitrofe, lasciando le donne, i vecchi e i bambini da soli a gestire la difesa delle case.
Con l’aiuto di delatori fascisti del luogo, i reparti tedeschi usarono rappresaglie verso la popolazione civile, accusata di spionaggio. L’apice della violenza si consumò il 15 ottobre 1943 in contrada Acquara ad Amorosi, dove un reparto della 26. Panzer-Division passò per le armi quattro uomini inermi: Angelo Iasevoli, Pasquale Cacchillo, Giovanni Tommaso e Simone Maturo.3Kogan N., Italy and the Allies, Garvard University Press, Cambridge, 1956, pp. 64-67.
2. I protagonisti: dallo sfondamento del Volturno al consolidamento (Ottobre 1943 – Aprile 1944)
La controffensiva anglo-americana fu pianificata dal generale Mark Clark, comandante della 5ª Armata USA, per scardinare i capisaldi tedeschi dislocati lungo la Valle Telesina.4Kogan N., Italy and the Allies, Harvard University Press, Cambridge, 1956, pp. 64-67.
Il terribile peso dell’avanzata gravò sulla 45ª Divisione di Fanteria statunitense (Thunderbird Division), guidata dal Generale Troy Middleton. L’ordine d’operazione, diramato il 9 ottobre 1943, impose alla divisione di risalire l’asse stradale parallelo al fiume Calore.5“La Battaglia del Volturno: Le fasi preliminari,” Dal Volturno a Cassino, 28 gennaio 2001, p. 1.
L’avanzata dei Thunderbirds venne costantemente supportata da un massiccio impiego della componente aerea, affidata ai cacciabombardieri della XII Tactical Air Force e della Desert Air Force.
Nel mese di ottobre 1943, i cacciabombardieri, che partivano dalle basi aeree di Foggia a est e Napoli/Caserta ovest, poterono raggiungere la Valle Telesina in pochissimi minuti di volo, garantendo una copertura aerea pressoché continua con sgancio di bombe sull’area del Monte Acero per neutralizzare i nidi di osservazione tedeschi.6Center of Military History, From the Volturno to the Winter Line: 6 October – 15 November 1943, United States Army, Washington D.C., 1990, 2ª ed., pp. 32-35.
L’obiettivo primario dei bombardamenti era la paralisi delle linee di rifornimento tedesche 7National Archives and Records Administration – NARA, 45th Infantry Division – Report of Operations, October 1943, declassified RG 407, 1943, Washington D.C., pp. 12-14. con sgancio di bombe sull’area del Monte Acero per neutralizzare i nidi di osservazione tedeschi.8First Crossing of the Volturno in U.S. Army Center of Military History, From the Volturno to the Winter Line (6 October–15 November 1943), American Forces in Action Series, CMH Pub 100-8 (Washington, D.C.: Center of Military History, 1989), pp. 27–54.
Come rileva il file declassificato, il 15 ottobre 1943, alcune pattuglie della Thunderbird Division entrarono ad Amorosi, dichiarando il paese liberato.9Rossetti Valentino, “Strade e ponti dal Volturno a Cassino – Il 1108th Engineer Combat Group”, ed. Dal Volturno a Cassino, San Pietro Infine (CE), 21 giugno 2013, p. 1ss
Subito dopo lo sfondamento, l’area del Volturno mutò funzione strategica, trasformandosi in retrovia logistica affidata al II Corpo d’Armata guidato dal Generale Geoffrey Keyes (1888-1967).10De Antonellis Giacomo, La Campania nella seconda guerra mondiale: l’invasione alleata, la ritirata tedesca, la Resistenza, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 1984, pp. 142-146
Il controllo logistico del territorio venne affidato al 1108th Engineer Combat Group del Colonnello Kingsley S. Andersson (1902-1980), che dislocò ad Amorosi i genieri del 48th Engineer Combat Battalion guidati dal Tenente Colonnello Andrew J. Goodpaster (1915-2005) ‒ divenuto in seguito un celebre generale a quattro stelle e comandante supremo della NATO ‒ e del 235th Engineer Combat Battalion guidati dal maggiore Frank J. Polich (1913-1978).11NARA, College Park, Maryland, Record Group (RG) 331, Records of Allied Administrative and Control Authorities, Allied Military Government (AMG), Box [N. 785023], Folder [N. 5], “Riorganizzazioni territoriali del genio” / “Claims”.
In questo terreno di ricostruzione forzata, un ruolo centrale fu assunto da una figura sempre presente all’interno della storia, un certo Major Stoner, di cui non si cita mai il vero nome ma che si può identificare con il Maggiore Frank E. Stoner (1894-1974) poi Capo del Servizio Comunicazioni (U.S. Army Communications Service) e delegato per l’AMG (Allied Military Government) e dell’ACC (Allied Control Commission).1245th Infantry Division in US Army Divisions in World War II, Vol. 45, ArmyDivs Reference Resource, Washington D.C., 2026
Il Maggiore Stoner, fin dall’inizio sarà l’ufficiale di collegamento tecnico distaccato presso i presidi del comando del II Corpo d’Armata, per dirigere poi le operazioni di censimento delle infrastrutture e l’impiego dei materiali locali per i ponti Bailey sul Volturno, incrociandosi con i flussi di approvvigionamento dei diversi reparti per il fronte di Cassino fino all’aprile del 1944.13Il 1st Lt. Z. M. Santini non era un ufficiale da prima linea, ma una figura chiave della macchina amministrativa d’occupazione. La sua figura è citata più volte in National Archives and Records Administration (NARA), College Park, Maryland, RG 331, Allied Control Commission, Civil Affairs Subsection, Transportation and Supplies Division: Field Inspection Reports and Officers’ Signatures (Campania Sector – Amorosi File), 26 October 1943.
A comprovare la tempestività di questo controllo amministrativo, il file declassificato riporta l’intervento operativo del Primo Tenente Z. M. Santini (1st Lt. Z. M. Santini), ufficiale in forza al Transportation Corps (T.C.), verosimilmente selezionato per le sue competenze bilingue, data la sua origine italo-americana.14Più precisamente sempre in NARA, RG 331, Allied Military Government, Campania Region, Benevento Province. Civil Affairs Field Report / Town Survey: Amorosi, 15 October 1943 (1500 hours), signed by 1st Lt. Z. M. Santini, T.C. (Amorosi Files, Claim and Supply Section).
Ad Amorosi, il processo di transizione dal controllo tattico all’amministrazione civile del territorio si attivò nell’istante stesso della liberazione, avvenuta il 15 ottobre 1943. Alle ore 15:00 di quel medesimo giorno, il 1st Lt. Z. M. Santini redasse a caldo un dettagliato Civil Affairs Field Report.

Il documento fotografa un microcosmo locale di 3.500 abitanti strutturalmente indifeso, sospeso tra la devastazione bellica e l’urgenza della normalizzazione.
Santini annota la presenza di 5 sacerdoti – identificati come residui punti di riferimento morali – e di un corpo di polizia locale superstite, mentre l’apparato politico del regime viene formalmente neutralizzato (organizzazione fascista disabilitata).
Sotto il profilo dell’ordine pubblico, la transizione giuridica appare tempestiva grazie alla regolare affissione dei proclami militari (proclamation posted: yes) e a una situazione di sicurezza temporaneamente stabilizzata (law and order under control), a fronte però di una totale paralisi dei servizi essenziali, con la rete elettrica fuori uso e gli uffici postali e bancari (tra cui la filiale del Banco di Napoli) sbarrati.
Se le condizioni igienico-sanitarie della popolazione sono definite “buone” e supportate da riserve idriche sufficienti, il quadro economico ed annonario rivela un collasso drammatico: le casse comunali registrano un debito fiscale di 100.000 lire e il paese viene descritto, nella sua globalità, come “distrutto e affamato”. L’emergenza più stringente rilevata dal Transportation Corps è riassunta nella perentoria annotazione: «niente grano».
Per scongiurare la crisi, Santini emana un ordine logistico coercitivo e immediato, imponendo il conferimento e la consegna dei cereali da parte dei produttori locali nel più breve tempo possibile. Quale unica forza motrice disponibile per la movimentazione a corto raggio, l’ufficiale censisce e abilita al trasporto 25 cavalli e 5 muli. È proprio l’evoluzione di questa prima, drastica misura d’emergenza a trovare un consolidamento burocratico undici giorni più tardi.
Il 26 ottobre 1943, i flussi di approvvigionamento, avviati dal diktat del 15 ottobre, vengono sottoposti a una rigorosa ispezione sul campo e alla definitiva convalida amministrativa, registrata tramite la sigla del medesimo 1st Lt. Tenente Santini sui fascicoli d’archivio.
Questa seconda operazione avviene in stretta sinergia con il Maggiore Stoner (Major Stoner), suo ufficiale superiore: il controllo delle risorse cerealicole e la gestione delle ricevute di consegna del grano – coordinate da Stoner insieme alla Food and Agriculture Division dell’AMG (Allied Military Government) – dimostrano come il censimento e l’ammasso forzato dei beni di prima necessità avessero ormai perso il carattere di provvedimento estemporaneo, trasformandosi in una priorità strategica istituzionalizzata, volta a stabilizzare le retrovie e a garantire il sostentamento logistico dell’esercito alleato.15Ellwood David W., L’alleato nemico. La politica dell’occupazione anglo-americana in Italia 1943-1946, ed. Feltrinelli, Milano, 1977, p. 142
3. Le attività di intelligence e il controllo sociale
Subito dopo il passaggio del fronte, nel Sannio entrarono in azione i distaccamenti d’avanguardia del CIC (Counter Intelligence Corps) della 5ª Armata, e le sezioni britanniche del FSS (Field Security Section).16National Archives and Records Administration (NARA), RG 331, Allied Control Commission, Sottocommissione Affari Civili, Intelligence and Security Division: Black Lists and Local Fascist Schedules (Campania Sector), 1943.
A guidare sul campo le delicate indagini di contro spionaggio ad Amorosi e nei comuni limitrofi fu il Tenente Rerrie (Lt. Rerrie), ufficiale operativo del CIC di cui non si è a conoscenza del nome.
Il Tenente Rerrie prese possesso dei nodi strategici del paese con compiti stringenti di controspionaggio e sicurezza interna, volti a neutralizzare le reti di informatori detti ‘stay-behind’ o sabotatori lasciate dietro le linee dalla ritirata tedesca.
L’attività informativa guidata dal Tenente Rerrie si articolò su tre livelli operativi:
- l’interrogatorio sistematico dei profughi e dei civili appena rientrati dai boschi per mappare l’esatta dislocazione dei campi minati e identificare eventuali spie fasciste e neutralizzare gli elementi ‘stay-behind’ germanici. A tal proposito, i faldoni declassificati rivelano l’esistenza di specifici elenchi di esponenti fascisti locali – in cui si cita ma non si riporta qui sia il nome e cognome sia la posizione gerarchica – capillarmente schedati dagli agenti del CIC. 17National Archives and Records Administration (NARA), College Park, Maryland, RG 331, Allied Control Commission, Civil Affairs Subsection, Local Government Division: Appointments, Prefectural Commissioners and Municipal Councils (Benevento Province – Amorosi File), 1943-1944.
Queste liste di proscrizione e sorveglianza includevano non solo i quadri dirigenti del disciolto Partito Nazionale Fascista (PNF) di Amorosi, ma anche civili sospettati di collaborazionismo con i tedeschi durante l’occupazione o indicati come potenziali sabotatori dell’ordine pubblico. - la sicurezza delle telecomunicazioni e il controllo della posta civile riattivata tramite gli uffici del Comune, monitorata per intercettare focolai di dissenso o sabotaggio logistico.
- L’azione di intelligence politica ed economica, svolto in stretta collaborazione con il Security Service dell’AMGOT e i reparti ricostituiti dell’Arma dei Carabinieri.
Proprio in merito al ripristino delle forze d’ordine locali, i files declassificati rivelano un interessante scontro burocratico legato alla guarnigione di Amorosi.
A margine dei registri di censimento del personale, un ufficiale alleato appose la secca annotazione: «22 CC RR too many!» (‘22 Carabinieri Reali sono troppi!’).18National Archives and Records Administration (NARA), College Park, Maryland, RG 331, Allied Control Commission, Civil Affairs Subsection, Public Safety Division: Police Personnel and Rations (Campania Sector), 1943-1944.
L’esclamazione documenta la forte diffidenza o, più probabilmente, la rigida politica di spending review applicata dagli americani: per un piccolo centro rurale della Valle Telesina, mantenere e razionare le provviste per ventidue militi italiani era considerato un carico logistico eccessivo e ingiustificato rispetto ai parametri operativi del II Corpo d’Armata, imponendo così un drastico ridimensionamento del presidio italiano sul territorio. Gli agenti infiltrati nelle piazze della Valle Telesina redigevano rapporti quotidiani sullo ‘stato del morale pubblico’ (Morale Reports).
Questi documenti servivano a valutare se la carenza di cibo e l’inflazione potessero degenerare in rivolte popolari o in scioperi agrari, capaci di bloccare il transito dei convogli militari diretti a Cassino.19Cfr. Harris C. R. S., Allied Military Administration of Italy, 1943-1945, HMSO, London, 1957, pp. 102-108.
4. L’AMGOT, l’amministrazione comunale e il Comitato dell’Italia Libera
La gestione amministrativa e la pacificazione civile vennero assunte formalmente dall’AMGOT sotto la direzione generale del Maggiore Charles Poletti (1903–2002), con l’incarico di sovrintendere agli Affari Civili nell’Italia liberata.20Harris C. R. S., op. cit., pp. 88-94
La sua dottrina considerò l’assistenza alle popolazioni come un pilastro fondamentale della sicurezza militare. Per applicare questa politica di stabilizzazione, l’AMGOT sfruttò l’intelaiatura amministrativa locale superstite.
Una volta ‘epurato’ l’apparato fascista, i comandi alleati si coordinarono con le strutture della Prefettura di Benevento e con gli organi tecnici dello Stato; tra questi, un ruolo di primo piano nella gestione delle risorse e dei beni requisiti fu svolto dall’avvocato e giurista Salvatore Scoca, che in qualità di Alto Commissario coordinò la transizione legislativa ed economica delle province campane verso il mercato post-fascista.
La traduzione pratica di questa delicata transizione istituzionale è fedelmente registrata nei verbali di riorganizzazione amministrativa custoditi nei faldoni del NARA.
I documenti attestano la decadenza formale degli organi del Ventennio e la contestuale nomina del dott. Francesco Gagliardi, il quale, (‘as an exellent official’) da ultimo podestà del paese, venne reinvestito dell’autorità civile assumendo la nuova carica di commissario prefettizio d’intesa con il comando militare occupante.21National Archives and Records Administration (NARA), RG 331, Allied Control Commission [Paper n.19 in Note 2]. E.O. 12356 sec. 3.3/NND.
La scelta del dott. Gagliardi rispondeva alla necessità dell’AMGOT di garantire la continuità amministrativa attraverso figure burocraticamente esperte ma ritenute politicamente spendibili o non compromesse con la linea dura del fascismo repubblicano.
Per rifondare la macchina municipale, a Gagliardi vennero affiancati un nuovo segretario comunale –‘Secretary Zotti Osvaldo trasferred from the Comune of Tocco Caudio to Amorosi (I feb 44)’ – incaricato di sovrintendere alla legalità degli atti e alla gestione dei protocolli d’emergenza, e i membri della nuova giunta provvisoria locale.

I componenti di questo esecutivo di transizione ‒ tra cui figuravano i rappresentanti dei partiti antifascisti [prof. Romano Attilio di Romano di anni 52; ufficiale RE Riccio Nicola di Pasquale di anni 27; Carbone Giovanni fu Giuseppe, di anni 64 artigiano] agirono in rappresentanza del nascente Comitato dell’Italia Libera, emanazione dei partiti antifascisti confluiti nel CLN.22National Archives and Records Administration (NARA), College Park, Maryland, RG 331, Allied Control Commission, Civil Affairs Subsection, Local Government Division: Appointments, Prefectural Commissioners and Municipal Councils (Benevento Province – Amorosi File), 1943-1944.
Il 1st Lt. Z. M. Santini il 6 dicembre 1943, nella sua relazione di presentazione (si scrive in modo integrali con eventuali errori) sottoscriverà:
«Il primo (Romano Attilio) rappresenta la classe intellettuale, che (h)a tenuta sempre viva la fiamma della libertà umana. Il secondo (Riccio Nicola) è l’espressione della giovinezza fiduciosa nell’avvenire, di un mondo libero senza sfruttamenti di sorta. Il terzo (Carbone Giovanni) è la reazione spontanea dei lavoratori contro un sistema che li considerava esseri inferiori ed incapaci a guidarci».23 National Archives and Records Administration (NARA), RG 331, Allied Control Commission [Paper n.18 a-b]. E.O. 12356 sec. 3.3/NND
Questo Comitato assunse fin da subito una duplice funzione: politica, di epurazione e transizione democratica, e sociale, di supporto assistenziale alle famiglie disastrate.24Sulla nascita dei comitati civici d’emergenza nel Mezzogiorno liberato, cfr. D. W. Ellwood, op. cit., pp. 165-171
I membri del Comitato dell’Italia Libera lavorarono a stretto contatto con gli ufficiali dell’AMGOT e con il clero locale per garantire la legittimità delle nuove nomine municipali.
In moltissimi comuni della valle del Volturno (come Capua, Caiazzo o Caserta), i parroci e i vescovi rappresentavano l’unica autorità morale rimasta intatta e l’unico punto di riferimento per la popolazione civile dopo la fuga dei funzionari fascisti.
L’AMGOT usò i sacerdoti come ‘garanti di affidabilità’ per verificare che i membri dei neonati comitati antifascisti fossero persone probe e stimate. Agendo da ponte, proponeva uomini di provata fede democratica per le cariche municipali, evitando che gli alleati ripiegassero per comodità su ex burocrati del vecchio regime (un compromesso che purtroppo a volte avvenne, pur di mantenere l’ordine pubblico).
Fu proprio il Comitato a farsi carico della prima vigilanza democratica sulle liste dei sussidi, vigilando affinché gli aiuti alimentari alleati non finissero sul mercato nero, molto attivo nei territori, ma allo stesso tempo decapitato sul nascere.
L’esercito alleato distribuiva razioni e farine (i cosiddetti aiuti Am-Am),25Nella lingua parlata dei civili napoletani e casertani, stremati da anni di guerra e dalla fame, “am-am” si sovrapponeva perfettamente al gesto fonetico del mangiare (“gnam gnam” o il fare “am” con la bocca). Fu un’associazione immediata: la farina con la grande “AM” stampata sopra divenne per tutti la “farina am-am”. Gli aiuti “Am-Am” venivano sbarcati al porto di Napoli e distribuiti nei comuni della valle del Volturno e del casertano sotto la supervisione dell’AMGOT. Dato che la farina bianca americana era di qualità nettamente superiore rispetto al pessimo ‘pane nero’ del razionamento fascista, questi sacchi divennero il bersaglio principale dei contrabbandieri. I criminali locali cercavano in ogni modo di sottrarli ai depositi comunali per rivenderli a prezzi astronomici sul mercato nero. Per questo motivo, l’intervento dei Comitati di Liberazione per controllare i registri dei sussidi stroncò molte speculazioni basate proprio sulla farina “Am-Am”. Cfr. Istituto Campano per la Storia della Resistenza (ICSR), Fondo Memorie dell’Occupazione, Testimonianza orale sul razionamento dei beni ‘Am-Am’ nel casertano, faldone 1943. ma la gestione pratica del razionamento e delle tessere annonarie veniva delegata ai municipi. Nelle zone colpite dai saccheggi e dalle distruzioni della ritirata tedesca, il grano e la farina erano oro. Senza la vigilanza democratica dei membri del Comitato, i vecchi speculatori o i funzionari corrotti avrebbero falsificato le liste dei residenti (creando ‘anime morte’) per deviare tonnellate di cibo verso i canali del mercato nero, dove i prezzi erano ormai schizzati alle stelle, affamando la popolazione stremata.
Il ‘Comune’ di Amorosi, pur con la sede municipale distrutta, rimase grazie a questo raccordo politico la cellula burocratica essenziale per raccogliere i dati della popolazione e compilare gli elenchi nominativi da trasmettere alla Allied Relief Subsection. In tale contesto trova sembra interessante un biglietto scritto in francese da una vedova del luogo:26National Archives and Records Administration (NARA), RG 331, Allied Control Commission [Paper n.6-7]. E.O. 12356 sec. 3.3/NND.
«Très gentil Capitaine, Je soussignée, Omissis, mère de trois employées de la commune (dont Omissis Carmelina et Michelina), congédiées par la volonté du docteur Gagliardi sous des prétextes non plausibles, m’adresse à vous, Commandant allièe, pour faire en sorte que mes filles soient réadmises dans les bureaux de la commune d’Amorosi. Je vous présente ma situation : je suis veuve avec six filles, toutes mineures. Pour cela, je vous prie de me secourir de la manière susmentionnée. Certaine que vous prendrez conscience de ma condition, j’attends votre réponse, en vous remerciant par anticipation».

Il documento d’archivio è custodito nel dossier di Amorosi, conservato presso i National Archives and Records Administration (NARA), e testimonia le tensioni amministrative post-liberazione.
Il testo include la trascrizione dell’originale e la versione emendata in francese, evidenziando come l’AMGOT intervenisse per garantire il reintegro o sussidi, anteponendo la stabilità sociale alle epurazioni locali.
Attraverso l’analisi della petizione, indirizzata direttamente agli ufficiali dell’AMGOT, emerge il conflitto tra la ristrutturazione della burocrazia locale e le strategie di sussistenza della popolazione, spesso risolto dagli Alleati tramite inchieste del Counter Intelligence Corps e l’imposizione di compromessi sociali.

5. La codificazione del bisogno: gli Allied Relief Funds e i ‘Claims’
La mole di documenti storici emersa dai National Archives americani, getta una luce chiara sui meccanismi di gestione burocratica dell’indigenza attuati dagli uffici amministrativi della 5ª Armata.
I faldoni del Record Group 331 custodiscono migliaia di schede e moduli standardizzati dove le stringhe d’indice d’archivio in lingua inglese riportano la località d’origine della pratica (Amorosi), l’anno di riferimento (1943) e i dati del civile, a volte secretato.
All’interno di questi elenchi, validati anche tramite i riscontri dei delegati del Comitato dell’Italia Libera, il carico della prole non era un semplice dato statistico, ma un moltiplicatore di priorità.
Le madri rimaste sole con figli a carico ricevevano il punteggio di indigenza più elevato, garantendo l’accesso prioritario ai magazzini di distribuzione controllati dal Comune.27Ellwood D. W., op. cit., p. 115.
Il dossier declassificato contiene numerose ricevute di consegna forzata del grano da parte dei principali proprietari terrieri di Amorosi.28National Archives and Records Administration (NARA), College Park, Maryland, RG 331, Allied Control Commission, Civil Affairs Subsection, Food and Agriculture Division: Grain Requisitions and Ammassi Receipts (Benevento Province), 1943-1944.
Tali ricevute testimoniano l’applicazione dei decreti sugli ammassi obbligatori gestiti in sinergia tra il Comune, l’Alto Commissariato di Salvatore Scoca e gli ufficiali alleati.
Requisire le scorte dei latifondisti e dei produttori locali era l’unico modo per sottrarre il grano alla speculazione del mercato nero e garantire i quantitativi minimi di farina per la popolazione civile stremata, offrendo in cambio ai proprietari delle ricevute ufficiali spendibili come crediti o rimborsabili parzialmente in Am-Lire (la moneta di occupazione).
L’altro grande filone contrassegnato dalla sigla NND riguarda i Claims, ovvero la macchina dei risarcimenti (detta Allied Claims Commission) ove appellarsi per contenziosi economici dovuti all’occupazione di terreni o requisizione di stalle.
Le istruttorie, spesso vistate e vagliate sul fronte della congruità logistica dalle relazioni del Maggiore Stoner, venivano elaborate dagli uffici del Comune per l’emissione del risarcimento in Am-Lire.
In queste istanze economiche, l’allegazione dello stato di famiglia storico e la presenza di figli venivano inserite come elementi di pressione legale per accelerare l’emissione dei mandati di pagamento da parte dei contabili dell’esercito statunitense.29Kogan N., op. cit., pp. 64-67.

Conclusioni: il valore della fonte declassificata per la ‘microstoria’
I protocolli di declassificazione governativa americana, si rivelano strumenti fondamentali per la ricerca storiografica italiana ed europea. Questi file restituiscono una documentazione concreta alle strategie di sopravvivenza messe in atto dalle popolazioni della Valle Telesina tra l’autunno del 1943 e la primavera del 1944 e dimostrano come, nel momento del collasso dello Stato centrale, il Municipio — inteso come ufficio del ‘Comune’ — e le reti di coordinamento dei Comitati di Liberazione antifascisti, siano rimasti gli unici elementi di continuità amministrativa, capaci di riconvertirsi in uno strumento di tutela per far dialogare il dramma umano dei civili con la complessa macchina burocratica dell’esercito liberatore.
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Note bibliografiche:
[1] Gribaudi G., Guerra totale. Tra bombe alleate e violenze naziste. Napoli e la Campania 1940-1944, ed. Bollati Boringhieri, Torino, 2005.
[2] Cfr. Klinkhammer L., L’occupazione tedesca in Italia 1943-1945, ed. Bollati Boringhieri, Torino, 1993.
[3] Kogan N., Italy and the Allies, Harvard University Press, Cambridge, 1956, pp. 64-67.
[4] Kogan N., Italy and the Allies, Harvard University Press, Cambridge, 1956, pp. 64-67.
[5] AA.VV., “La Battaglia del Volturno: Le fasi preliminari” Dal Volturno a Cassino, 28 gennaio 2001, p. 1.
Blumenson Martin, United States Army in World War II. The Mediterranean Theater of Operations: Salerno to Cassino, in Office of the Chief of Military History – U.S. Army, Washington D.C., 1969, 1ª ed. pp. 190-195.
[6] Center of Military History, From the Volturno to the Winter Line: 6 October – 15 November 1943, United States Army, Washington D.C., 1990, 2ª ed., pp. 32-35.
[7] National Archives and Records Administration – NARA, 45th Infantry Division – Report of Operations, October 1943, declassified RG 407, 1943, Washington D.C., pp. 12-14.
[8] ‘First Crossing of the Volturno’ in U.S. Army Center of Military History, From the Volturno to the Winter Line (6 October–15 November 1943), American Forces in Action Series, CMH Pub 100-8 (Washington, D.C.: Center of Military History, 1989), pp. 27–54.
[9] Rossetti Valentino, “Strade e ponti dal Volturno a Cassino – Il 1108th Engineer Combat Group”, ed. Dal Volturno a Cassino, San Pietro Infine (CE), 21 giugno 2013, p. 1ss.
[10] De Antonellis Giacomo, La Campania nella seconda guerra mondiale: l’invasione alleata, la ritirata tedesca, la Resistenza, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 1984, pp. 142-146.
[11] National Archives and Records Administration, College Park, Maryland (NARA), Record Group (RG) 331, Records of Allied Administrative and Control Authorities, Allied Military Government (AMG), Box [N. 785023], Folder [N. 5], “Riorganizzazioni territoriali del genio” / “Claims“.
[12] 45th Infantry Division in US Army Divisions in World War II, Vol. 45, ArmyDivs Reference Resource, Washington D.C., 2026.
[13] Il 1st Lt. Z. M. Santini non era un ufficiale da prima linea, ma una figura chiave della macchina amministrativa d’occupazione. La sua figura è citata più volte in National Archives and Records Administration (NARA), College Park, Maryland, RG 331, Allied Control Commission, Civil Affairs Subsection, Transportation and Supplies Division: Field Inspection Reports and Officers’ Signatures (Campania Sector – Amorosi File), 26 October 1943.
[14] Più precisamente sempre in NARA, RG 331, Allied Military Government, Campania Region, Benevento Province. Civil Affairs Field Report / Town Survey: Amorosi, 15 October 1943 (1500 hours), signed by 1st Lt. Z. M. Santini, T.C. (Amorosi Files, Claim and Supply Section).
[15] Ellwood David W., L’alleato nemico. La politica dell’occupazione anglo-americana in Italia 1943-1946, ed. Feltrinelli, Milano, 1977, p. 142.
[16] National Archives and Records Administration (NARA), RG 331, Allied Control Commission, Sottocommissione Affari Civili, Intelligence and Security Division: Black Lists and Local Fascist Schedules (Campania Sector), 1943.
[17] National Archives and Records Administration (NARA), College Park, Maryland, RG 331, Allied Control Commission, Civil Affairs Subsection, Public Safety Division: Police Personnel and Rations (Campania Sector), 1943-1944.
[18] National Archives and Records Administration (NARA), College Park, Maryland, RG 331, Allied Control Commission, Civil Affairs Subsection, Public Safety Division: Police Personnel and Rations (Campania Sector), 1943-1944.
[19] Cfr. Harris C. R. S., Allied Military Administration of Italy, 1943-1945, HMSO, London, 1957, pp. 102-108.
[20] Harris C. R. S., op. cit., pp. 88-94.
[21] National Archives and Records Administration (NARA), RG 331, Allied Control Commission [Paper n.19 in Note 2]. E.O. 12356 sec. 3.3/NND.
[22] National Archives and Records Administration (NARA), College Park, Maryland, RG 331, Allied Control Commission, Civil Affairs Subsection, Local Government Division: Appointments, Prefectural Commissioners and Municipal Councils (Benevento Province – Amorosi File), 1943-1944.
[23] National Archives and Records Administration (NARA), RG 331, Allied Control Commission [Paper n.18 a-b]. E.O. 12356 sec. 3.3/NND.
[24] Sulla nascita dei comitati civici d’emergenza nel Mezzogiorno liberato, cfr. D. W. Ellwood, op. cit., pp. 165-171.
[25] Nella lingua parlata dei civili napoletani e casertani, stremati da anni di guerra e dalla fame, “am-am” si sovrapponeva perfettamente al gesto fonetico del mangiare (“gnam gnam” o il fare “am” con la bocca). Fu un’associazione immediata: la farina con la grande “AM” stampata sopra divenne per tutti la “farina am-am”. Gli aiuti “Am-Am” venivano sbarcati al porto di Napoli e distribuiti nei comuni della valle del Volturno e del casertano sotto la supervisione dell’AMGOT. Dato che la farina bianca americana era di qualità nettamente superiore rispetto al pessimo ‘pane nero’ del razionamento fascista, questi sacchi divennero il bersaglio principale dei contrabbandieri. I criminali locali cercavano in ogni modo di sottrarli ai depositi comunali per rivenderli a prezzi astronomici sul mercato nero. Per questo motivo, l’intervento dei Comitati di Liberazione per controllare i registri dei sussidi stroncò molte speculazioni basate proprio sulla farina “Am-Am”. Cfr. Istituto Campano per la Storia della Resistenza (ICSR), Fondo Memorie dell’Occupazione, Testimonianza orale sul razionamento dei beni ‘Am-Am’ nel casertano, faldone 1943.
[26] National Archives and Records Administration (NARA), RG 331, Allied Control Commission [Paper n.6-7]. E.O. 12356 sec. 3.3/NND.
[27] Ellwood D. W., op. cit., p. 115.
[28] National Archives and Records Administration (NARA), College Park, Maryland, RG 331, Allied Control Commission, Civil Affairs Subsection, Food and Agriculture Division: Grain Requisitions and Ammassi Receipts (Benevento Province), 1943-1944.
[29] Kogan N., op. cit., pp. 64-67.
Archeologa classica. Lavora presso l’Università del Salento.
Antonella Selvaggio
Architetto, libero professionista. Si occupa di progettazione architettonica, interior design e aspetti legati all’architettura del paesaggio. Dal 2021 è Consigliere dell’ordine degli Architetti della Provincia di Benevento. Ha partecipato a Mostre sul restauro architettonico e a numerose iniziative riguardanti la promozione territoriale.
Vive a Morcone. Presidente Italia Nostra Matese Alto Tammaro.
Dottore di ricerca in Ingegneria Elettronica ed informatica presso l’Università degli Studi di Napoli. Ha Svolto attività didattica presso l’Università Federico II. Vive a Telese.
Laurea in giurisprudenza presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. Dirigente amministrativa presso l’Università del Molise.



Andrea Ciervo nato a Caserta il 12.10.1975. Presbitero dal 24 novembre 2012 già Laureato in Giurisprudenza alla Federico II, con una tesi di Diritto Ecclesiastico sui Risvolti dei Patti Lateranensi col prof. Mario Tedeschi…tirocinante poi presso Studio Notaro in via Mezzocannone di Napoli…consegue il Baccalaureato presso l’Aloysianum di Padova nel 2007 con una tesi sulla Religione in Immanuel Kant col prof. Secondo Bongiovanni. Si Laurea in Sacra Teologia presso la Facoltà Teologica dell’ Italia Meridionale sezione san Tommaso nel 2012 sempre “Summa cum laude”
Presidente dell’Associazione culturale “La Biblioteca del Sannio”, dottore di ricerca presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” con una tesi sulla metadatazione della cartografia storica. Giornalista e direttore di Canale Sassuolo. Già docente a contratto di Lingua e Cultura Spagnola e Global History, presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo vanvitelliano, è attualmente tutor di Storia Contemporanea e Storia dei Partiti e Movimenti politici.






Farmacista. Dopo la laurea ha conseguito un master biennale e un corso di perfezionamento, approfondendo le conoscenze in ambito fitoterapico, micoterapico e nutraceutico, con la pubblicazione del lavoro di tesi sulla rivista di divulgazione scientifica di medicina naturale ‘Scienza Natura’ del Prof. Ivo Bianchi. Attivo nel sociale, è membro del Rotary Club Valle Telesina ed è amante dello sport e della natura. Innamorato del proprio territorio, ha iniziato a coltivare l’interesse per la storia locale.
Nato a Ponte, dove risiede. Dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato. Cultore di storia locale con particolare attenzione al periodo medievale. Ha pubblicato “Ponte tra Cronaca e Storia”, “Domenico Ocone, quarant’anni di storia pontese…”, “Le Vie di Ponte tra Storia e Leggenda”. Collabora con varie associazioni culturali.
Nato a Telese Terme ma originario di Amorosi è stato allievo del filosofo Massimo Achille Bonfantini. Laureato in Semiotica e Filosofia del Linguaggio presso l’Università l’Orientale di Napoli. Dedica le sue ricerche prevalentemente allo studio della filosofia e della psicologia dell’inconscio, come dei nuovi percorsi conoscitivi applicati alle neuroscienze. Ha pubblicato Cento petali e una rosa. Semiosi di un romanzo storico (Natan, 2016), Filosofia hegeliana e religione. Osservazioni su Sebastiano Maturi (Natan, 2017) e, recentemente, il saggio dal titolo: Nel gioco di un’incerta reciprocità: Gregory Bateson e la teoria del “doppio legame” (Ediz. Del Faro, 2020).
Musicista. Maestro di clarinetto ed orchestrale. Studioso di storia della filosofia e del ‘700 napoletano. Esperto simbolista e autore di testi esoterico/filosofici.
Nato a Napoli e residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale all’Università di Modena è stato aiuto chirurgo presso l’ospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente è pensionato. Dal 1° giugno 1978 è socio corrispondente dell’Associazione Culturale Italo Ispanica “C. Colombo – Madrid”. Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche. Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dell’Associazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio è stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.
Originario di Castelvenere. Già dipendente del Miur ora in pensione. Appassionato di Storia locale ed animatore di gruppi per la diffusione della lingua e delle tradizioni di Castelvenere.
Esperta di Comunicazione Istituzionale; in particolar modo di Social Media Policy e e di politiche agroalimentari legate all’economia di piccola scala per Slow Food, in Campania e Basilicata. Suoi contributi in ambito associativo sono legati a tradizioni e culture della terra e del territorio. Ha effettuato training in storiografia in Francia.
Dottore in Archeologia e Scienze Storiche, ha svolto diverse campagne di scavo alla necropoli del Cigno a Macchia Valfortore (CB), con l’Università degli studi di Napoli Federico II e alla necropoli di Crocifisso del tufo a Orvieto (TR), con il Parco Archeologico Ambientale dell’Orvietano e l’ Università dell’Arizona. È attuale vice Presidente della Pro Loco di Sant’Agata dei Goti (BN) dove svolge anche la funzione di OLP per il Servizio Civile Universale. È giornalista tirocinante presso la testata QuasiMezzogiorno. Sì è occupato di alcuni ambiti di archeologia della produzione del Sannio caudino. Attualmente s’interessa alle istituzioni sociali e militari del Medioevo. È vice Presidente dell’Istituto Storico Sannio Telesino.
Cultore di storia locale e delle tradizioni del suo paese. Autore del saggio “Notizie storiche ed urbanistiche di Cerreto antica” in cui ha ricostruito l’antico borgo distrutto dal terremoto del 1688.
Dottore in Legge ed autore di ricerche di Storia Locale. Ha partecipato al progetto “Un museo a colori” avente il fine di far conoscere il museo di arte ceramica di Cerreto Sannita. Le mansioni svolte sono state quelle di guida museale e bibliotecaria, e redazione di progetti e lavori di gruppo con gli altri volontari. Ha scritto un saggio nella Antologia dedicata al bicentenario della nascita di Michele Ungaro, edita dalla Società di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita.
Già sindaco di Caiazzo, dopo aver conseguito la maturità scientifica, rivolge il suo impegno politico alle battaglie del Partito Radicale, soprattutto nel campo della tutela dell’ambiente e in quello per una giustizia giusta. Nel 1980 viene eletto consigliere comunale a Caiazzo, città in cui vive, in rappresentanza della “nuova sinistra”. Nel 1982 aderisce alla Lega per l’Ambiente, promuovendo diverse iniziative per la tutela del fiume Volturno e per il recupero del patrimonio edilizio del centro storico di Caiazzo. Tra il 1987 e il 1994 è Presidente dell’Associazione Storica del Caiatino. Nel 1994 viene eletto sindaco di Caiazzo con la lista civica “Rinascita Caiatina”. Rieletto nel 1998, si adopera per una crescita socio-economica della città; realizza un programma pluriennale, che viene selezionato anche da “Sviluppo Italia” SpA per la costituzione di un Laboratorio di sperimentazione per lo sviluppo locale. Presidente dell’Associazione “Città Paesaggio” dal 2003, è coordinatore del progetto “Per una Carta dei paesaggi dell’olio e dell’olivo”, realizzato d’intesa con l’Associazione nazionale “Città dell’Olio”. Nel 2007 aderisce a Slow Food, dedicandosi soprattutto alla salvaguardia delle piccole produzioni agricole. Ha pubblicato con le Edizioni 2000diciassette: La Memoria e L’Oblio, un saggio sull’eccidio di Caiazzo durante l’ultimo conflitto mondiale.
Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza Cultore di Storia Locale ha scritto il saggio: Telesia 1349 Peste e Terremoto edizioni duemiladicessette, 2016, Cartoline da Telese ed. Unione Filatelica Beneventana, 2009; Castelvenere Valdese insieme a P. Carlo Ed. Realtà Sannita, 2016; Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita insieme a F. Pace, edito dall’ASMV nel 2019. Ha scritto nell’Antologia sulla vita di Michele Ungaro edito dalla Società di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita nel 2019.ha in corso di pubblicazione un libro di poesie. Dirige la collana di poesie della Casa Editrice FioriDiZucca. Presidente pro-tempore dell’Istituto Storico del Sannio Telesino. Premio Upupa 2017 e 2019 per gli studi di storia locale.
Insegnante, vive a Caiazzo. È Presidente del’Associazione Storica del Caiatino.
Maestro elementare, appassionato studioso e cultore di Storia Locale.
Biologo residente a Telese Terme. Cultore di storia locale con particolare riferimento alla storia del periodo sannitico. È autore del saggio “La Leonessa e il fenomeno luminoso nella grotta di Sant’Angelo” edito da Fioridizucca nel 2022.
Sannita di origini e toscano d’adozione. Medico anestesista, ha coltivato con interesse e particolarmente studiato la “Terapia del dolore”. Di tale disciplina è stato per lunghi anni docente all’Università di Siena. Ha avuto anche esperienze di insegnamento all’estero (Bobigny Paris nord, Accademia Russa delle Scienze mediche, Accademia Lettone di Scienze odontoiatriche). Ufficiale medico dell’Esercito italiano, è appassionato di esoterismo, di cultura e tradizioni popolari. E’ autore di saggistica. Ha recentemente pubblicato saggio su “Massoneria, relazioni umane e comunicazione tecnologica” edito da Fioridizucca edizioni.
Giornalista professionista. Scrittore di romanzi e direttore di diverse testate radio televisive. Fondatore del sito: Neifatti.it
Medico specialista in oncologia e cure palliative è autore principalmente di pubblicazioni scientifiche di settore in lingua inglese ed italiana. È stato inoltre relatore
Laurea magistrale in Lettere. Docente a Prato. Ha approfondito gli eventi storici che portarono alla “Marcia della fame” del 1957 nei comuni del Valfortore sannita. Ha scritto il “Catasto Onciario della Terra di San Salvatore”.
Medico e scrittore. Ha all’attivo numerose collaborazioni con riviste di carattere storico. Ha pubblicato una Vita di San Leucio, il libro: “Da Casale a Comune” e la Storia della Parrocchiale Santa Maria Assunta di San Salvatore Telesino. Ha partecipato all’Antologia “Dieci Medici Raccontano”, che ha ottenuto il “Premio Rufolo 2019”. Premio Olmo 2009 per il romanzo storico «L’ultima notte di Bedò», è anche autore di alcuni saggi sulla Storia della Medicina tra cui uno studio sulla Depressione dal titolo «Il potere misterioso della bile nera, breve storia della depressione da Ippocrate a Charlie Brown». Nel 2024 ha pubblicato “Fu la peste” e “Islam a Telesia” per ABE Editore Napoli. Fondatore e Direttore Editoriale della Casa Editrice Fioridizucca.
Studioso della storia del Risorgimento e cultore del periodo Borbonico, ha recentemente collaborato con un suo scritto all’antologia biografica dedicata a Michele Ungaro. Ha in corso un saggio su Sanchez De Luna, un Vescovo del ‘700.

Scrittore, poeta e divulgatore culturale. Medico di continuità assistenziale. Autore di diversi saggi storici e racconti. Ha partecipato all’antologia “Dieci Medici Raccontano”. Fondatore del Premio Nazionale Olmo che tutti gli anni si svolge in Raviscanina (Ce).
Dottore in Lettere. all’Università di Salerno, indirizzo “storico medievale”. Si è poi laureata in Scienze della Formazione primaria all’Ateneo di Campobasso. Studiosa della storia della sua città. Lettrice instancabile di autori italiani e stranieri, si occupa della formazione di piccoli lettori e poeti. È insegnante nella Scuola Primaria da quindici anni. Ha sperimentato innovative metodologie di approccio alla lettura utilizzando le nuove tecnologie che hanno portato alla pubblicazione di una ricerca dal titolo: TIC e DSA. Riflessioni ed esperienze sulle nuove frontiere della pedagogia speciale, Ed. EriksonLive. La storia locale e la ricerca accurata le ha permesso di pubblicare anche un Saggio in storia medievale sull’assetto urbano e riorganizzazione del territorio della Benevento nei sec. XI e XII. Animatore culturale, scrive poesie per fermare in foto-scritte, attimi di vita.
Medico di Emergenza territoriale residente in Puglianello. Ha collaborato all’opera Dieci Medici Raccontano.
Lorenzo Piombo, medico psichiatra, dirigente del Dipartimento Salute Mentale della ASL di Benevento. Ricercatore e studioso di storia. Vive e opera a Morcone.
Avvocato. Patrocinante in Cassazione. Scrittore di Storia Locale. Opera a Guardia Sanframondi.
Promotore culturale dell’area di Faicchio. Dopo aver conseguito la maturità classica si è laureato in Economia. È dirigente d’impresa a Milano nel settore delle borse valori e mercati finanziari. Ha scritto diversi articoli sulla stampa finanziaria nazionale, tra cui il Sole 24 Ore ed Investire. È appassionato di cultura locale, ha vinto il premio Prosa IX Premio letterario dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Titolare delle strutture ricettive “Magie del Sannio” ha dato vita anche al “Piccolo Museo privato di Faicchio Magie del Sannio”.
Dottore in Storia. Autore di un saggio storico, conseguente a ricerca d’archivio, sul suo Comune dal titolo: Faicchio 1920 – 1946 dall’avvento del Fascismo alla nascita della Repubblica, 2016.
Medico ed esperto di storia della gastronomia.
Architetto e docente. Appassionato cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, città in cui vive. Ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti. Collabora con il Blog dell’Istituto Storico del Sannio di cui è socio fondatore. È autore del saggio “Cominium Ocritum e le forche caudine: una storia
Studioso del ‘700 napoletano e dell’epopea di Federico II ha approfondito in modo particolare le influenza arabe sull’architettura napoletana. Studioso di suffisso e di religioni orientali.
Medico del Lavoro. Regista teatrale. Giornalista pubblicista. Fondatore di “Byblos”, la biblioteca del Sannio. Scrittore e divulgatore della storia e dei personaggi del Sannio, ha pubblicato “A tavola nel Sannio”, una guida ai ristoranti della provincia di Benevento; “Dietro la Leggenda” (2016), una raccolta di racconti ispirati a fiabe e a leggende del Sannio. Nel 2017 ha pubblicato “Samnes”, un romanzo storico sull’epopea sannita. Ha curato la trascrizione del manoscritto e la stampa dei tre volumi delle “Memorie storiche di Cerreto Sannita per Arcidiacono Nicola Rotondi”. Nel 2019 ha pubblicato “Guida alla Valle Telesina e al Sannio”. Ha pubblicato “Il delitto del pozzo dei pazzi”, un medical-thriller ambientato nel primo ‘900 nell’ospedale degli Incurabili di Napoli. È autore della “Storia di Cerreto dalla preistoria alla seconda guerra mondiale (2022) e di “Fiabe e Favole in cerretese”, edito da Fioridizucca. (2023).
È nato e vive a Castelvenere. Già docente di materie letterarie nella scuola statale, ha pubblicato diverse raccolte di liriche, pagine di ricerca letteraria, studi relativi alla cultura popolare. È presente in antologie, dizionari bio-bibliografici e testi scolastici. Appassionato si storia e di tradizioni locali, è membro di associazioni culturali nazionali. I suoi versi hanno ricevuto giudizi positivi da parte della critica e in concorsi letterari si è classificato ai primi posti.
Giornalista Pubblicista. Esperto di Enologia, collabora a diversi siti web del settore. Collaboratore del blog lucianopignataro.it è responsabile dell’Ufficio Stampa del Sannio Consorzio Tutela Vini. 
Infaticabile animatore culturale dell’area del Caiatino e del Casertano. Allievo del prof. Galasso. Fondatore di Gruppi culturali dediti alla divulgazione della storia del Territorio, attualmente responsabile di Procedimento Unità Operativa Biblioteca civica e Archivio Storico del Comune di Caiazzo.