L’epoca tardo-repubblicana di Roma, che si estende dal II secolo a.C. fino al 30 a.C., fu caratterizzata non solo da profondi cambiamenti politici e sociali, culminati nella fine della Repubblica e nell’ascesa di figure come Giulio Cesare, ma anche da una modifica del sistema onomastico, con lโ€™introduzione โ€œrivoluzionariaโ€ dei tre nomi: tria nomina.  In etร  arcaica, infatti, a Roma si usava di solito un solo nome, ad esempio Romolo, il mitico fondatore. I Sabini, invece, i nostri piรน stretti antenati, ne usavano due, come Tito Tazio, appunto re dei Sabini. In seguito, a partire dal II secolo a.C., tra lโ€™aristocrazia romana si diffuse lโ€™uso di tre nomi. Unโ€™autentica rivoluzione che oggi violerebbe la privacy, perchรฉ i tre nomi costituivano una autentica schedatura delle persone: dallโ€™origine alla condizione sociale. La prima parte del nome romano era il praenomen, ossia il nome attribuito ai bambini alla nascita: Marcus, Publius, Servius, Spurius, Titus, Tiberius e Gaius/Caius.Solitamente il padre dava al primogenito lo stesso suo prenome, che invece variava per gli altri figli, spesso in relazione allโ€™ordine nella nascita: Quintus, Sextus, Decimus, o al tempo: Lucius, per esempio, era tradizionalmente imposto ai nati โ€œcon la luce del giornoโ€. I “praenomina” venivano spesso abbreviati ad una o due lettere nelle iscrizioni sulle lapidi.
Il secondo nome, il nomen, era lโ€™equivalente del nostro cognome, il cosiddetto “gentilizio”, o nome gentile, da gens. Ogni membro di una gens, sia per nascita che per adozione, portava questo nome che indicava il nucleo familiare piรน ristretto, il clan di appartenenza, lโ€™insieme delle linee di sangue che riconducevano la propria origine a un comune antenato e divenne perciรฒ ereditario. Ricordiamo la gens Iulia, la gens Cornelia, la gens Claudia, la gens Cassia, la gens Sempronia, la gens Domitia, la gens Valeria, la gens Fabia etc. Poi cโ€™era la gens Pontia, di origine sannitica, citata per la prima volta in relazione alle guerre sannitiche. 
Dopo il nomen, cโ€™era il cognomen, che รจ un poโ€™ diverso dal nostro cognome. Si trattava di un soprannome personale, legato alle occupazioni, alle caratteristiche fisiche, ai comportamenti o a unโ€™abitudine particolare o ancora a un merito conseguito sul campo. Cosรฌ da cicer, โ€˜la verrucaโ€™, veniva fuori Marco Tullio โ€œCiceroneโ€, e dalle caligae, calzature militari, venne fuori il soprannome Caligola dato a Gaio Cesare Germanico per i calzari che portava sin da bambino. 
Lโ€™uso del cognomen diffuso presso i patrizi a partire dal II sec. a.C., trasmettendosi di padre in figlio, divenne unโ€™indicazione del ramo familiare allโ€™interno della gens sicchรฉ, a lungo andare, si trasformรฒ in una sorta di โ€œsecondo cognomeโ€ per distinguere i diversi rami di una stessa gens. Ad esempio, nella gens Cornelia cโ€™erano i Cornelii Scipioni, i Cornelii Gracchi, i Cornelii Sullae, i Cornelii Taciti. A Cerreto tuttโ€™oggi si usa ancora dire: โ€œGiovanni Guarino, dโ€™i Frungiglโ€. Presso i romani sarebbe stato chiamato Giovanni Guarino Frungigl, appartenente cioรจ al gruppo dei Frungigl.
E tra la gens Pontia, di origine sannitica, citati per la prima volta in relazione alle guerre Sannitiche, desta curiositร  non solo il caso di Ponzio Pilato, il Procuratore romano della Giudea, legato nella storia al processo contro Gesรน, ma soprattutto quello dei tre Pontii legati alla storia del Sannio e ai quali tante cittร  hanno dedicato, giustamente, una strada: due dal praenomen Caio/Gaio ed uno Erennio. Tutti e tre della gens Pontia, tutti e tre โ€œTelesiniโ€? A leggere certe indicazioni stradali non proprio univoche cโ€™รจ qualche incertezza. Se a Telese ci sono due strade intitolate a Erennio Ponzio Telesino e a Caio Ponzio Telesino, a Boiano come ad Alife ed Isernia le targhe stradali riportano semplicemente โ€œErennio Ponzioโ€, mentre a Cerreto cโ€™รจ una Via-Piazza intitolata a Caio Ponzio โ€œTelesinoโ€, con Telesino virgolettato. Come mai? Sembra proprio che si voglia sottolineare un cognomen dal significato particolare, non proprio certo. Perchรฉ?

Scorrendo la storia, viene fuori che sia Erennio, ritenuto persona colta e saggia, che suo figlio Caio, lโ€™Embratur che, per battere i romani, nel 321 a.C. li attirรฒ con uno stratagemma in una zona poco adatta al loro organizzato esercito: una stretta pianura tra due gole, โ€œis ubi accepit ad Furculas Caudinasโ€, lร  dove di accede alle Forche caudine, sono vissuti nel IV secolo a.C., quindi ben prima della romanizzazione del Sannio e che si manifestasse lโ€™uso del tria nomina. Cโ€™รจ poi un altro Caio/Gaio Ponzio, lo sfortunato condottiero che guidรฒ i sanniti nell’ultima, decisiva battaglia della guerra sociale, quella di Porta Collina.1La battaglia di Porta Collina ebbe luogo il 1ยบ e il 2 novembre dell’82 a.C. tra le legioni della fazione aristocratica romana guidata da Lucio Cornelio Silla e un esercito formato dalle legioni della fazione dei populares e dalle milizie italiche guidate dal Marso Pompรจdio Silรณne Quinto e dal sannita Ponzio Telesino. La battaglia, combattuta con estremo accanimento alle porte della cittร , venne vinta dall’esercito della fazione aristocratica e il vincitore Silla procedette a spietate misure punitive con l’uccisione in massa dei capi e dei soldati dell’esercito sconfitto caduti prigionieri. A Gaio Ponzio Silla fece tagliare la testa.

Abbiamo dunque un Caio Ponzio vissuto PRIMA della Romanizzazione e prima, quindi, che fosse costruita Telesia, al quale talvolta รจ attribuito, cosรฌ come al padre Erennio, il cognomen Telesinus, un altro Caio Ponzio vissuto dopo la romanizzazione del Sannio e la costruzione dellโ€™Urbs Telesia, cui unanimemente viene attribuito il cognomen Telesinus.  รˆ corretto allora identificare entrambi col cognomen Telesino, oppure sia Erennio che il figlio Caio/Gaio comandante dei Sanniti alla Forche Caudine, avevano solo praenomen e nomen, sia perchรจ siamo nel IV sec. a.C., sia per la provenienza Sabina?

Il cognomen Telesino, come universalmente acclarato, deriva da Telesia, per cui รจ dalla probabile etimologia del nome della cittร  fondata dai Romani, con la gemella Saepinum, che bisogna partire per avere qualche indizio in piรน!  Nello studio del territorio i toponimi sono importantissimi ai fini della conoscenza sia geografica che umana. โ€œNomina sunt consequentia rerumโ€, diceva Giustiniano, (i nomi sono le conseguenze delle cose). Associare un nome a un luogo rappresentava un modo infallibile per assegnare una identitร  specifica a un elemento del territorio, รจ un vero e proprio segno di appropriazione del territorio da parte dellโ€™uomo. Il toponimo รจ dunque una sorta di soprannome (cognomen), lโ€™appellativo scherzoso, ironico o anche malevolo imposto a una persona in conseguenza di certe caratteristiche fisiche o tratti del carattere o qualitร  o attitudini, o in base al luogo di nascita o di provenienza.  
Un toponimo, come un soprannome, nasce quindi quando la gente attribuisce una qualsiasi caratteristica a una localitร , elevandola alla dignitร  di luogo: gli dร  un nome geografico e quindi ne riconosce lโ€™identitร . Un toponimo รจ il ritratto di un luogo, una descrizione praticamente infallibile in quanto trae la sua origine da una qualche cosa che altrove non cโ€™รจ, magari da un elemento specifico che, ripetendosi a volte fino allโ€™ossessione, caratterizza un luogo tanto da determinarne il nome. Cerreto: Cittร  ricca di Cerri.
Riavvolgendo il nastro della storia, penso a Cominium, luogo in cui venivano convocate le adunanze (comitia) delle popolazioni di tipo esco, caratterizzato dalla presenza di un luogo sacro e di uno spazio per le adunanze. Penso a  Furculae, gola a forma di furcula, etc. Successivamente fu poi aggiunto, spontaneamente, un aggettivo, una sorta di โ€œcognomenโ€ che specificasse meglio un nome che era diventato comune a piรน localitร : cosรฌ la nostra Cominium divenne Okritum, luogo di riunioni โ€œtra i montiโ€, e a Furculae si aggiunse, di volta in volta: Forca dโ€™Acero, Forca Rossa, Forcella Staulanza, etc. Dalle parti nostre esistono le โ€œForche Caudine”, cioรจ le gole a forma di furcula nellโ€™ager Caudium, nel territorio abitato dai Caudini, da non confondersi con la Valle Caudina che ne rappresenta solo una piccola parte.

Ritornando ai cognomen โ€œTelesinusโ€, questo deriverebbe, secondo il parere di validi esperti e secondo logica, dal nome Telesia: quindi Caio o Erennio Ponzio Telesino significherebbe di Telesia. E Telesia?  Carlo Giuliano Franciosi, archeologo allโ€™Istituto Orientale di Napoli, sostiene lโ€™ipotesi che la radice di origine indoeuropea Tell o Tel, che ritroviamo ad esempio nellโ€™ebraico Tel=collina (Tel Aviv, Tel al Zaatar) poteva essere alla base della denominazione Tel-ese: luogo in collina. Ma, penso io, a naso, per caritร , Telesia urbs romana fu fondata in pianura! Un altro valido studioso,  Libero Petrucci, medico originario di San Salvatore Telesino, vissuto tra il 1793 e il 1865, autore di una voluminosa Storia di Telese, tra le varie ipotesi sulle origini del toponimo Telesia, ne propone una molto suggestiva: il nome Telesia potrebbe derivare da Tilisium, vale a dire un luogo di tigli: โ€œรˆ costume di queste Popolazioni rimasto fino aโ€™ nostri giorni di tenersi un piede di tiglio nella pubblica piazza, sotto di cui si radunano i Cittadini per ombreggiare, e meriggiare neโ€™ caldi Canicolari.โ€ Una ipotesi plausibileโ€ฆ forse un po’ troppo romantica e poco popolareโ€ฆ per i tempi. 

Proviamo a percorrere allora unโ€™altra via: se il cognomen poteva individuava si lโ€™origine, ma anche lโ€™attitudine di un gruppo familiare, non potrebbe essere pure il contrario, ovvero essere il ramo dei โ€œTelesiniโ€ ad aver dato il nome a Telesia, cosรฌ come furono i Cosmati ad aver dato il nome ai pavimenti โ€œCosmateschiโ€, ovvero i Della Robbia ad averlo dato alle maioliche invetriate alla fiorentina che, tradizionalmente, anche oggi si chiamano โ€œRobbianeโ€?
Cโ€™รจ un passo di Sallustio che invita a pensare: la conquista del Sannio da parte di Roma portรฒ anche alla โ€œcopiaโ€ di certe armi sannite: โ€œarma atque tela militaria ab Samnitibus sumpseruntโ€, i romani dai Sanniti hanno preso le armi di difesa e di offesa: il telum.  E se Telesinus fosse il nome del gruppo che si occupava di fabbricare le armi: i fabbricanti del Telum, e Telesia lโ€™Urbs dei fabbricanti? 
ยซSi opporrร  che questo mio sentimento รจ  privo di ogni appoggio. Se  vi fossero  notizie sicure non avremmo bisogno di congettureยป, asserรฌ il Petrucci dopo aver ipotizzato che i Telesini fossero  gli unici a โ€œvendereโ€ un tipo di armatura definibile come telum, che giustificherebbe il toponimo di โ€œTelesiaโ€. Ed io mi associo con tanto rispetto allโ€™ipotesi del grande storico, con un pensiero finale: una volta lโ€™altopiano di Vallantico, tra Monte Moschiaturo e Monte Coppe, tra Pietraroja e Morcone, ricco di acqua, di pascoli e di pietre, brulicava di vita: cโ€™erano i Saunitados, i Sanniti, i lanciatori di Saunia.  Poi i Sanniti divennero โ€œcives romaniโ€ e furono โ€œdelocalizzatiโ€ a valle, nelle โ€œnew Townโ€ di Saepinum e Telesia, il latino sostituรฌ lโ€™Osko e i giavellotti prima chiamati Saunie, divennero in latino ยซTelumยป โ€œneque ullum frustra telum ex loco superiore mittereโ€ โ€œdall’alto nessuna freccia falliva il bersaglioโ€.2I Sanniti lanciavano le sannie dallโ€™alto delle cosiddette โ€œalture trincerareโ€, quei segmenti di muro che resistono ancora a Vallantico, tra Sepino-Morcone-Pietraroia e Monte Coppe, ed inauditamente identificati, in aperta contraddizione rispetto al giudizio del MiBACT, come โ€œmuretti di contenimento tra cumuli da spietramento!โ€ (sic! sic! sic!).  E le osche โ€œsannieโ€ diventarono  i latini โ€œteliโ€, e i Sanniti diventarono Telesini: lanciatori-fabbricatori di Teli.


Cosรฌ potrebbe essere nato il nome di Telesia, la terra dei lanciatori e/o fabbricatori del Telum, e del cognomen Telesino, associato โ€œindistintamenteโ€ ai due comandanti delle truppe sannite. Tutto chiaro? Non penso. Se per il Caio Ponzio condottiero a capo dei Sanniti a Porta Collina, nellโ€™82 a.C. ben si puรฒ giustificare il cognomen di โ€œtelesinoโ€ perchรฉ oramai Telesia era stata fondata e la romanizzazione aveva portato allโ€™uso del tria nomina, per lโ€™Embratur dei Sanniti alle Forche Caudine, 321 a.C., e per suo padre Erennio,3Cicerone trattando di Catone (Cato maior de senectute, XII 39-41) attribuisce al grande scrittore ed oratore una conversazione avvenuta nel 209 a.C. durante la quale Nearco di Taranto avrebbe raccontato dellโ€™incontro tra Archita, Platone e Ponzio durante il quale si sarebbe discusso dei pregi della vecchiaia. In quella sorta di โ€œConvivioโ€ Erennio viene chiamato semplicemente Ponzio Erennio. sarebbe proprio improbabile. 

Sulla targa che riporta lโ€™intitolazione del tratto stradale della provinciale per Telese antistante il Campo sportivo di Cerreto, il cognomen โ€œTelesinoโ€ รจ, a mio parere, giustamente virgolettato.


Al piรน quel Caio Ponzio, ed il suo grande padre Erennio, potrebbero essere identificati come โ€œCaudiniโ€, visto il livello superiore della loro cultura, mutuata dai contatti con la Magna Grecia, e visto che il territorio ove fu poi costruita Telesia faceva parte indubbiamente dellโ€™ โ€œager Caudiumโ€, la terra abitata dalla gens Caudina. ยซI Caudini, scrisse Salmon, vivevano ai margini della pianura campana, nella valle dellโ€™Isclero e lungo il tratto centrale del Volturnoยป. Un territorio ben piรน ampio dellโ€™attuale Valle Caudina. Per chiudere con un esempio puerile, ma calzante, diciamo che se lโ€™episodio delle Forche Caudine invece di essere avvenuto del 321 a.C. fosse avvenuto dopo la costruzione di Telesia, le โ€œfurculasโ€ sarebbero passate alla storia come โ€œFurculae telesinaeโ€, in quanto accessibili proprio dallโ€™ Ager Telesia. 

Un volo pindarico? Chissร . Certo รจ che nomi e toponimi sono sempre venuti fuori da ciรฒ che soprattutto la gente comune si passava di bocca in bocca. Toponimi  che definirei โ€œpopolariโ€, perchรฉ legati alla conoscenza del popolo e che quindi non potevano essere legati a concetti troppoโ€ฆ elevati. Un po’ come avviene con i soprannomi. Alla base cโ€™รจ sempre una veritร  โ€œpopolareโ€, magari di pettegolezzo: vox populi, voxโ€ฆ toponimi/soprannomi.

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Note:

[1] La battaglia di Porta Collina ebbe luogo il 1ยบ e il 2 novembre dell’82 a.C. tra le legioni della fazione aristocratica romana guidata da Lucio Cornelio Silla e un esercito formato dalle legioni della fazione dei populares e dalle milizie italiche guidate dal Marso Pompรจdio Silรณne Quinto e dal sannita Ponzio Telesino. La battaglia, combattuta con estremo accanimento alle porte della cittร , venne vinta dall’esercito della fazione aristocratica e il vincitore Silla procedette a spietate misure punitive con l’uccisione in massa dei capi e dei soldati dell’esercito sconfitto caduti prigionieri. A Gaio Ponzio Silla fece tagliare la testa.

[2] I Sanniti lanciavano le sannie dallโ€™alto delle cosiddette โ€œalture trincerareโ€, quei segmenti di muro che resistono ancora a Vallantico, tra Sepino-Morcone-Pietraroia e Monte Coppe, ed inauditamente identificati, in aperta contraddizione rispetto al giudizio del MiBACT, come โ€œmuretti di contenimento tra cumuli da spietramento!โ€ (sic! sic! sic!).

[3] Cicerone trattando di Catone (Cato maior de senectute, XII 39-41) attribuisce al grande scrittore ed oratore una conversazione avvenuta nel 209 a.C. durante la quale Nearco di Taranto avrebbe raccontato dellโ€™incontro tra Archita, Platone e Ponzio durante il quale si sarebbe discusso dei pregi della vecchiaia. In quella sorta di โ€œConvivioโ€ Erennio viene chiamato semplicemente Ponzio Erennio.



Lorenzo Morone

Architetto e cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti. ร‰ autore di un saggio sulle Forche caudine dal titolo: "Cominium Ocritum e le Forche caudine: una storia eretica", edito nel 2023.