
L’epoca tardo-repubblicana di Roma, che si estende dal II secolo a.C. fino al 30 a.C., fu caratterizzata non solo da profondi cambiamenti politici e sociali, culminati nella fine della Repubblica e nell’ascesa di figure come Giulio Cesare, ma anche da una modifica del sistema onomastico, con lโintroduzione โrivoluzionariaโ dei tre nomi: tria nomina. In etร arcaica, infatti, a Roma si usava di solito un solo nome, ad esempio Romolo, il mitico fondatore. I Sabini, invece, i nostri piรน stretti antenati, ne usavano due, come Tito Tazio, appunto re dei Sabini. In seguito, a partire dal II secolo a.C., tra lโaristocrazia romana si diffuse lโuso di tre nomi. Unโautentica rivoluzione che oggi violerebbe la privacy, perchรฉ i tre nomi costituivano una autentica schedatura delle persone: dallโorigine alla condizione sociale. La prima parte del nome romano era il praenomen, ossia il nome attribuito ai bambini alla nascita: Marcus, Publius, Servius, Spurius, Titus, Tiberius e Gaius/Caius.Solitamente il padre dava al primogenito lo stesso suo prenome, che invece variava per gli altri figli, spesso in relazione allโordine nella nascita: Quintus, Sextus, Decimus, o al tempo: Lucius, per esempio, era tradizionalmente imposto ai nati โcon la luce del giornoโ. I “praenomina” venivano spesso abbreviati ad una o due lettere nelle iscrizioni sulle lapidi.
Il secondo nome, il nomen, era lโequivalente del nostro cognome, il cosiddetto “gentilizio”, o nome gentile, da gens. Ogni membro di una gens, sia per nascita che per adozione, portava questo nome che indicava il nucleo familiare piรน ristretto, il clan di appartenenza, lโinsieme delle linee di sangue che riconducevano la propria origine a un comune antenato e divenne perciรฒ ereditario. Ricordiamo la gens Iulia, la gens Cornelia, la gens Claudia, la gens Cassia, la gens Sempronia, la gens Domitia, la gens Valeria, la gens Fabia etc. Poi cโera la gens Pontia, di origine sannitica, citata per la prima volta in relazione alle guerre sannitiche.
Dopo il nomen, cโera il cognomen, che รจ un poโ diverso dal nostro cognome. Si trattava di un soprannome personale, legato alle occupazioni, alle caratteristiche fisiche, ai comportamenti o a unโabitudine particolare o ancora a un merito conseguito sul campo. Cosรฌ da cicer, โla verrucaโ, veniva fuori Marco Tullio โCiceroneโ, e dalle caligae, calzature militari, venne fuori il soprannome Caligola dato a Gaio Cesare Germanico per i calzari che portava sin da bambino.
Lโuso del cognomen diffuso presso i patrizi a partire dal II sec. a.C., trasmettendosi di padre in figlio, divenne unโindicazione del ramo familiare allโinterno della gens sicchรฉ, a lungo andare, si trasformรฒ in una sorta di โsecondo cognomeโ per distinguere i diversi rami di una stessa gens. Ad esempio, nella gens Cornelia cโerano i Cornelii Scipioni, i Cornelii Gracchi, i Cornelii Sullae, i Cornelii Taciti. A Cerreto tuttโoggi si usa ancora dire: โGiovanni Guarino, dโi Frungiglโ. Presso i romani sarebbe stato chiamato Giovanni Guarino Frungigl, appartenente cioรจ al gruppo dei Frungigl.
E tra la gens Pontia, di origine sannitica, citati per la prima volta in relazione alle guerre Sannitiche, desta curiositร non solo il caso di Ponzio Pilato, il Procuratore romano della Giudea, legato nella storia al processo contro Gesรน, ma soprattutto quello dei tre Pontii legati alla storia del Sannio e ai quali tante cittร hanno dedicato, giustamente, una strada: due dal praenomen Caio/Gaio ed uno Erennio. Tutti e tre della gens Pontia, tutti e tre โTelesiniโ? A leggere certe indicazioni stradali non proprio univoche cโรจ qualche incertezza. Se a Telese ci sono due strade intitolate a Erennio Ponzio Telesino e a Caio Ponzio Telesino, a Boiano come ad Alife ed Isernia le targhe stradali riportano semplicemente โErennio Ponzioโ, mentre a Cerreto cโรจ una Via-Piazza intitolata a Caio Ponzio โTelesinoโ, con Telesino virgolettato. Come mai? Sembra proprio che si voglia sottolineare un cognomen dal significato particolare, non proprio certo. Perchรฉ?
Scorrendo la storia, viene fuori che sia Erennio, ritenuto persona colta e saggia, che suo figlio Caio, lโEmbratur che, per battere i romani, nel 321 a.C. li attirรฒ con uno stratagemma in una zona poco adatta al loro organizzato esercito: una stretta pianura tra due gole, โis ubi accepit ad Furculas Caudinasโ, lร dove di accede alle Forche caudine, sono vissuti nel IV secolo a.C., quindi ben prima della romanizzazione del Sannio e che si manifestasse lโuso del tria nomina. Cโรจ poi un altro Caio/Gaio Ponzio, lo sfortunato condottiero che guidรฒ i sanniti nell’ultima, decisiva battaglia della guerra sociale, quella di Porta Collina.1La battaglia di Porta Collina ebbe luogo il 1ยบ e il 2 novembre dell’82 a.C. tra le legioni della fazione aristocratica romana guidata da Lucio Cornelio Silla e un esercito formato dalle legioni della fazione dei populares e dalle milizie italiche guidate dal Marso Pompรจdio Silรณne Quinto e dal sannita Ponzio Telesino. La battaglia, combattuta con estremo accanimento alle porte della cittร , venne vinta dall’esercito della fazione aristocratica e il vincitore Silla procedette a spietate misure punitive con l’uccisione in massa dei capi e dei soldati dell’esercito sconfitto caduti prigionieri. A Gaio Ponzio Silla fece tagliare la testa.
Abbiamo dunque un Caio Ponzio vissuto PRIMA della Romanizzazione e prima, quindi, che fosse costruita Telesia, al quale talvolta รจ attribuito, cosรฌ come al padre Erennio, il cognomen Telesinus, un altro Caio Ponzio vissuto dopo la romanizzazione del Sannio e la costruzione dellโUrbs Telesia, cui unanimemente viene attribuito il cognomen Telesinus. ร corretto allora identificare entrambi col cognomen Telesino, oppure sia Erennio che il figlio Caio/Gaio comandante dei Sanniti alla Forche Caudine, avevano solo praenomen e nomen, sia perchรจ siamo nel IV sec. a.C., sia per la provenienza Sabina?
Il cognomen Telesino, come universalmente acclarato, deriva da Telesia, per cui รจ dalla probabile etimologia del nome della cittร fondata dai Romani, con la gemella Saepinum, che bisogna partire per avere qualche indizio in piรน! Nello studio del territorio i toponimi sono importantissimi ai fini della conoscenza sia geografica che umana. โNomina sunt consequentia rerumโ, diceva Giustiniano, (i nomi sono le conseguenze delle cose). Associare un nome a un luogo rappresentava un modo infallibile per assegnare una identitร specifica a un elemento del territorio, รจ un vero e proprio segno di appropriazione del territorio da parte dellโuomo. Il toponimo รจ dunque una sorta di soprannome (cognomen), lโappellativo scherzoso, ironico o anche malevolo imposto a una persona in conseguenza di certe caratteristiche fisiche o tratti del carattere o qualitร o attitudini, o in base al luogo di nascita o di provenienza.
Un toponimo, come un soprannome, nasce quindi quando la gente attribuisce una qualsiasi caratteristica a una localitร , elevandola alla dignitร di luogo: gli dร un nome geografico e quindi ne riconosce lโidentitร . Un toponimo รจ il ritratto di un luogo, una descrizione praticamente infallibile in quanto trae la sua origine da una qualche cosa che altrove non cโรจ, magari da un elemento specifico che, ripetendosi a volte fino allโossessione, caratterizza un luogo tanto da determinarne il nome. Cerreto: Cittร ricca di Cerri.
Riavvolgendo il nastro della storia, penso a Cominium, luogo in cui venivano convocate le adunanze (comitia) delle popolazioni di tipo esco, caratterizzato dalla presenza di un luogo sacro e di uno spazio per le adunanze. Penso a Furculae, gola a forma di furcula, etc. Successivamente fu poi aggiunto, spontaneamente, un aggettivo, una sorta di โcognomenโ che specificasse meglio un nome che era diventato comune a piรน localitร : cosรฌ la nostra Cominium divenne Okritum, luogo di riunioni โtra i montiโ, e a Furculae si aggiunse, di volta in volta: Forca dโAcero, Forca Rossa, Forcella Staulanza, etc. Dalle parti nostre esistono le โForche Caudine”, cioรจ le gole a forma di furcula nellโager Caudium, nel territorio abitato dai Caudini, da non confondersi con la Valle Caudina che ne rappresenta solo una piccola parte.
Ritornando ai cognomen โTelesinusโ, questo deriverebbe, secondo il parere di validi esperti e secondo logica, dal nome Telesia: quindi Caio o Erennio Ponzio Telesino significherebbe di Telesia. E Telesia? Carlo Giuliano Franciosi, archeologo allโIstituto Orientale di Napoli, sostiene lโipotesi che la radice di origine indoeuropea Tell o Tel, che ritroviamo ad esempio nellโebraico Tel=collina (Tel Aviv, Tel al Zaatar) poteva essere alla base della denominazione Tel-ese: luogo in collina. Ma, penso io, a naso, per caritร , Telesia urbs romana fu fondata in pianura! Un altro valido studioso, Libero Petrucci, medico originario di San Salvatore Telesino, vissuto tra il 1793 e il 1865, autore di una voluminosa Storia di Telese, tra le varie ipotesi sulle origini del toponimo Telesia, ne propone una molto suggestiva: il nome Telesia potrebbe derivare da Tilisium, vale a dire un luogo di tigli: โร costume di queste Popolazioni rimasto fino aโ nostri giorni di tenersi un piede di tiglio nella pubblica piazza, sotto di cui si radunano i Cittadini per ombreggiare, e meriggiare neโ caldi Canicolari.โ Una ipotesi plausibileโฆ forse un po’ troppo romantica e poco popolareโฆ per i tempi.
Proviamo a percorrere allora unโaltra via: se il cognomen poteva individuava si lโorigine, ma anche lโattitudine di un gruppo familiare, non potrebbe essere pure il contrario, ovvero essere il ramo dei โTelesiniโ ad aver dato il nome a Telesia, cosรฌ come furono i Cosmati ad aver dato il nome ai pavimenti โCosmateschiโ, ovvero i Della Robbia ad averlo dato alle maioliche invetriate alla fiorentina che, tradizionalmente, anche oggi si chiamano โRobbianeโ?
Cโรจ un passo di Sallustio che invita a pensare: la conquista del Sannio da parte di Roma portรฒ anche alla โcopiaโ di certe armi sannite: โarma atque tela militaria ab Samnitibus sumpseruntโ, i romani dai Sanniti hanno preso le armi di difesa e di offesa: il telum. E se Telesinus fosse il nome del gruppo che si occupava di fabbricare le armi: i fabbricanti del Telum, e Telesia lโUrbs dei fabbricanti?
ยซSi opporrร che questo mio sentimento รจ privo di ogni appoggio. Se vi fossero notizie sicure non avremmo bisogno di congettureยป, asserรฌ il Petrucci dopo aver ipotizzato che i Telesini fossero gli unici a โvendereโ un tipo di armatura definibile come telum, che giustificherebbe il toponimo di โTelesiaโ. Ed io mi associo con tanto rispetto allโipotesi del grande storico, con un pensiero finale: una volta lโaltopiano di Vallantico, tra Monte Moschiaturo e Monte Coppe, tra Pietraroja e Morcone, ricco di acqua, di pascoli e di pietre, brulicava di vita: cโerano i Saunitados, i Sanniti, i lanciatori di Saunia. Poi i Sanniti divennero โcives romaniโ e furono โdelocalizzatiโ a valle, nelle โnew Townโ di Saepinum e Telesia, il latino sostituรฌ lโOsko e i giavellotti prima chiamati Saunie, divennero in latino ยซTelumยป โneque ullum frustra telum ex loco superiore mittereโ โdall’alto nessuna freccia falliva il bersaglioโ.2I Sanniti lanciavano le sannie dallโalto delle cosiddette โalture trincerareโ, quei segmenti di muro che resistono ancora a Vallantico, tra Sepino-Morcone-Pietraroia e Monte Coppe, ed inauditamente identificati, in aperta contraddizione rispetto al giudizio del MiBACT, come โmuretti di contenimento tra cumuli da spietramento!โ (sic! sic! sic!). E le osche โsannieโ diventarono i latini โteliโ, e i Sanniti diventarono Telesini: lanciatori-fabbricatori di Teli.

Cosรฌ potrebbe essere nato il nome di Telesia, la terra dei lanciatori e/o fabbricatori del Telum, e del cognomen Telesino, associato โindistintamenteโ ai due comandanti delle truppe sannite. Tutto chiaro? Non penso. Se per il Caio Ponzio condottiero a capo dei Sanniti a Porta Collina, nellโ82 a.C. ben si puรฒ giustificare il cognomen di โtelesinoโ perchรฉ oramai Telesia era stata fondata e la romanizzazione aveva portato allโuso del tria nomina, per lโEmbratur dei Sanniti alle Forche Caudine, 321 a.C., e per suo padre Erennio,3Cicerone trattando di Catone (Cato maior de senectute, XII 39-41) attribuisce al grande scrittore ed oratore una conversazione avvenuta nel 209 a.C. durante la quale Nearco di Taranto avrebbe raccontato dellโincontro tra Archita, Platone e Ponzio durante il quale si sarebbe discusso dei pregi della vecchiaia. In quella sorta di โConvivioโ Erennio viene chiamato semplicemente Ponzio Erennio. sarebbe proprio improbabile.

Al piรน quel Caio Ponzio, ed il suo grande padre Erennio, potrebbero essere identificati come โCaudiniโ, visto il livello superiore della loro cultura, mutuata dai contatti con la Magna Grecia, e visto che il territorio ove fu poi costruita Telesia faceva parte indubbiamente dellโ โager Caudiumโ, la terra abitata dalla gens Caudina. ยซI Caudini, scrisse Salmon, vivevano ai margini della pianura campana, nella valle dellโIsclero e lungo il tratto centrale del Volturnoยป. Un territorio ben piรน ampio dellโattuale Valle Caudina. Per chiudere con un esempio puerile, ma calzante, diciamo che se lโepisodio delle Forche Caudine invece di essere avvenuto del 321 a.C. fosse avvenuto dopo la costruzione di Telesia, le โfurculasโ sarebbero passate alla storia come โFurculae telesinaeโ, in quanto accessibili proprio dallโ Ager Telesia.

Un volo pindarico? Chissร . Certo รจ che nomi e toponimi sono sempre venuti fuori da ciรฒ che soprattutto la gente comune si passava di bocca in bocca. Toponimi che definirei โpopolariโ, perchรฉ legati alla conoscenza del popolo e che quindi non potevano essere legati a concetti troppoโฆ elevati. Un po’ come avviene con i soprannomi. Alla base cโรจ sempre una veritร โpopolareโ, magari di pettegolezzo: vox populi, voxโฆ toponimi/soprannomi.
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Note:
[1] La battaglia di Porta Collina ebbe luogo il 1ยบ e il 2 novembre dell’82 a.C. tra le legioni della fazione aristocratica romana guidata da Lucio Cornelio Silla e un esercito formato dalle legioni della fazione dei populares e dalle milizie italiche guidate dal Marso Pompรจdio Silรณne Quinto e dal sannita Ponzio Telesino. La battaglia, combattuta con estremo accanimento alle porte della cittร , venne vinta dall’esercito della fazione aristocratica e il vincitore Silla procedette a spietate misure punitive con l’uccisione in massa dei capi e dei soldati dell’esercito sconfitto caduti prigionieri. A Gaio Ponzio Silla fece tagliare la testa.
[2] I Sanniti lanciavano le sannie dallโalto delle cosiddette โalture trincerareโ, quei segmenti di muro che resistono ancora a Vallantico, tra Sepino-Morcone-Pietraroia e Monte Coppe, ed inauditamente identificati, in aperta contraddizione rispetto al giudizio del MiBACT, come โmuretti di contenimento tra cumuli da spietramento!โ (sic! sic! sic!).
[3] Cicerone trattando di Catone (Cato maior de senectute, XII 39-41) attribuisce al grande scrittore ed oratore una conversazione avvenuta nel 209 a.C. durante la quale Nearco di Taranto avrebbe raccontato dellโincontro tra Archita, Platone e Ponzio durante il quale si sarebbe discusso dei pregi della vecchiaia. In quella sorta di โConvivioโ Erennio viene chiamato semplicemente Ponzio Erennio.
Archeologa classica. Lavora presso l’Universitร del Salento.
Antonella Selvaggio
Architetto, libero professionista. Si occupa di progettazione architettonica, interior design e aspetti legati all’architettura del paesaggio. Dal 2021 รจ Consigliere dell’ordine degli Architetti della Provincia di Benevento. Ha partecipato a Mostre sul restauro architettonico e a numerose iniziative riguardanti la promozione territoriale.
Vive a Morcone. Presidente Italia Nostra Matese Alto Tammaro.
Dottore di ricerca in Ingegneria Elettronica ed informatica presso l’Universitร degli Studi di Napoli. Ha Svolto attivitร didattica presso l’Universitร Federico II. Vive a Telese.
Laurea in giurisprudenza presso l’Universitร degli Studi “La Sapienza” di Roma. Dirigente amministrativa presso l’Universitร del Molise.



Andrea Ciervo nato a Caserta il 12.10.1975. Presbitero dal 24 novembre 2012 giร Laureato in Giurisprudenza alla Federico II, con una tesi di Diritto Ecclesiastico sui Risvolti dei Patti Lateranensi col prof. Mario Tedeschi…tirocinante poi presso Studio Notaro in via Mezzocannone di Napoli…consegue il Baccalaureato presso l’Aloysianum di Padova nel 2007 con una tesi sulla Religione in Immanuel Kant col prof. Secondo Bongiovanni. Si Laurea in Sacra Teologia presso la Facoltร Teologica dell’ Italia Meridionale sezione san Tommaso nel 2012 sempre “Summa cum laude”
Presidente dellโAssociazione culturale โLa Biblioteca del Sannioโ, dottore di ricerca presso lโUniversitร degli Studi della Campania โLuigi Vanvitelliโ con una tesi sulla metadatazione della cartografia storica. Giornalista e direttore di Canale Sassuolo. Giร docente a contratto di Lingua e Cultura Spagnola e Global History, presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo vanvitelliano, รจ attualmente tutor di Storia Contemporanea e Storia dei Partiti e Movimenti politici.






Farmacista. Dopo la laurea ha conseguito un master biennale e un corso di perfezionamento, approfondendo le conoscenze in ambito fitoterapico, micoterapico e nutraceutico, con la pubblicazione del lavoro di tesi sulla rivista di divulgazione scientifica di medicina naturale ‘Scienza Natura’ del Prof. Ivo Bianchi. Attivo nel sociale, รจ membro del Rotary Club Valle Telesina ed รจ amante dello sport e della natura. Innamorato del proprio territorio, ha iniziato a coltivare l’interesse per la storia locale.
Nato a Ponte, dove risiede. Dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato. Cultore di storia locale con particolare attenzione al periodo medievale. Ha pubblicato “Ponte tra Cronaca e Storia”, “Domenico Ocone, quarant’anni di storia pontese…”, “Le Vie di Ponte tra Storia e Leggenda”. Collabora con varie associazioni culturali.
Nato a Telese Terme ma originario di Amorosi รจ stato allievo del filosofo Massimo Achille Bonfantini. Laureato in Semiotica e Filosofia del Linguaggio presso l’Universitร l’Orientale di Napoli. Dedica le sue ricerche prevalentemente allo studio della filosofia e della psicologia dell’inconscio, come dei nuovi percorsi conoscitivi applicati alle neuroscienze. Ha pubblicato Cento petali e una rosa. Semiosi di un romanzo storico (Natan, 2016), Filosofia hegeliana e religione. Osservazioni su Sebastiano Maturi (Natan, 2017) e, recentemente, il saggio dal titolo: Nel gioco di un’incerta reciprocitร : Gregory Bateson e la teoria del “doppio legame” (Ediz. Del Faro, 2020).
Musicista. Maestro di clarinetto ed orchestrale. Studioso di storia della filosofia e del ‘700 napoletano. Esperto simbolista e autore di testi esoterico/filosofici.
Nato a Napoli e residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia allโUniversitร di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale allโUniversitร di Modena รจ stato aiuto chirurgo presso lโospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente รจ pensionato.ย Dal 1ยฐ giugno 1978 รจ socio corrispondente dellโAssociazione Culturale Italo Ispanica โC. Colombo โ Madridโ.ย Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche.ย Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dellโAssociazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio รจ stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.
Originario di Castelvenere. Giร dipendente del Miur ora in pensione. Appassionato di Storia locale ed animatore di gruppi per la diffusione della lingua e delle tradizioni di Castelvenere.
Esperta di Comunicazione Istituzionale; in particolar modo di Social Media Policy e e di politiche agroalimentari legate all’economia di piccola scala per Slow Food, in Campania e Basilicata. Suoi contributi in ambito associativo sono legati a tradizioni e culture della terra e del territorio. Ha effettuato training in storiografia in Francia.
Dottore in Archeologia e Scienze Storiche, ha svolto diverse campagne di scavo alla necropoli del Cigno a Macchia Valfortore (CB), con lโUniversitร degli studi di Napoli Federico II e alla necropoli di Crocifisso del tufo a Orvieto (TR), con il Parco Archeologico Ambientale dellโOrvietano e lโ Universitร dell’Arizona. ร attuale vice Presidente della Pro Loco di SantโAgata dei Goti (BN) dove svolge anche la funzione di OLP per il Servizio Civile Universale. ร giornalista tirocinante presso la testata QuasiMezzogiorno. Sรฌ รจ occupato di alcuni ambiti di archeologia della produzione del Sannio caudino. Attualmente s’interessa alle istituzioni sociali e militari del Medioevo. ร vice Presidente dell’Istituto Storico Sannio Telesino.
Cultore di storia locale e delle tradizioni del suo paese. Autore del saggio “Notizie storiche ed urbanistiche di Cerreto antica” in cui ha ricostruito l’antico borgo distrutto dal terremoto del 1688.
Dottore in Legge ed autore di ricerche di Storia Locale. Ha partecipato al progetto “Un museo a colori” avente il fine di far conoscere il museo di arte ceramica di Cerreto Sannita. Le mansioni svolte sono state quelle di guida museale e bibliotecaria, e redazione di progetti e lavori di gruppo con gli altri volontari. Ha scritto un saggio nella Antologia dedicata al bicentenario della nascita di Michele Ungaro, edita dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita.
Giร sindaco di Caiazzo, dopo aver conseguito la maturitร scientifica, rivolge il suo impegno politico alle battaglie del Partito Radicale, soprattutto nel campo della tutela dell’ambiente e in quello per una giustizia giusta. Nel 1980 viene eletto consigliere comunale a Caiazzo, cittร in cui vive, in rappresentanza della “nuova sinistra”. Nel 1982 aderisce alla Lega per l’Ambiente, promuovendo diverse iniziative per la tutela del fiume Volturno e per il recupero del patrimonio edilizio del centro storico di Caiazzo. Tra il 1987 e il 1994 รจ Presidente dell’Associazione Storica del Caiatino. Nel 1994 viene eletto sindaco di Caiazzo con la lista civica “Rinascita Caiatina”. Rieletto nel 1998, si adopera per una crescita socio-economica della cittร ; realizza un programma pluriennale, che viene selezionato anche da “Sviluppo Italia” SpA per la costituzione di un Laboratorio di sperimentazione per lo sviluppo locale. Presidente dell’Associazione “Cittร Paesaggio” dal 2003, รจ coordinatore del progetto “Per una Carta dei paesaggi dell’olio e dell’olivo”, realizzato d’intesa con l’Associazione nazionale “Cittร dell’Olio”. Nel 2007 aderisce a Slow Food, dedicandosi soprattutto alla salvaguardia delle piccole produzioni agricole. Ha pubblicato con le Edizioni 2000diciassette: La Memoria e LโOblio, un saggio sullโeccidio di Caiazzo durante l’ultimo conflitto mondiale.
Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza Cultore di Storia Locale ha scritto il saggio: Telesia 1349 Peste e Terremoto edizioni duemiladicessette, 2016, Cartoline da Telese ed. Unione Filatelica Beneventana, 2009; Castelvenere Valdese insieme a P. Carlo Ed. Realtร Sannita, 2016; Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita insieme a F. Pace, edito dallโASMV nel 2019. Ha scritto nellโAntologia sulla vita di Michele Ungaro edito dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita nel 2019.ha in corso di pubblicazione un libro di poesie. Dirige la collana di poesie della Casa Editrice FioriDiZucca. Presidente pro-tempore dellโIstituto Storico del Sannio Telesino. Premio Upupa 2017 e 2019 per gli studi di storia locale.
Insegnante, vive a Caiazzo. ร Presidente del’Associazione Storica del Caiatino.
Maestro elementare, appassionato studioso e cultore di Storia Locale.
Biologo residente a Telese Terme. Cultore di storia locale con particolare riferimento alla storia del periodo sannitico. ร autore del saggio “La Leonessa e il fenomeno luminoso nella grotta di Sant’Angelo” edito da Fioridizucca nel 2022.
Sannita di origini e toscano d’adozione. Medico anestesista, ha coltivato con interesse e particolarmente studiato la “Terapia del dolore”. Di tale disciplina รจ stato per lunghi anni docente all’Universitร di Siena. Ha avuto anche esperienze di insegnamento all’estero (Bobigny Paris nord, Accademia Russa delle Scienze mediche, Accademia Lettone di Scienze odontoiatriche). Ufficiale medico dell’Esercito italiano, รจ appassionato di esoterismo, di cultura e tradizioni popolari. E’ autore di saggistica. Ha recentemente pubblicato saggio su “Massoneria, relazioni umane e comunicazione tecnologica” edito da Fioridizucca edizioni.
Giornalista professionista. Scrittore di romanzi e direttore di diverse testate radio televisive. Fondatore del sito: Neifatti.it
Medico specialista in oncologia e cure palliative รจ autore principalmente di pubblicazioni scientifiche di settore in lingua inglese ed italiana. ร stato inoltre relatore
Laurea magistrale in Lettere. Docente a Prato. Ha approfondito gli eventi storici che portarono alla โMarcia della fameโ del 1957 nei comuni del Valfortore sannita. Ha scritto il “Catasto Onciario della Terra di San Salvatore”.
Medico e scrittore. Ha allโattivo numerose collaborazioni con riviste di carattere storico. Ha pubblicato una Vita di San Leucio, il libro: โDa Casale a Comuneโ e la Storia della Parrocchiale Santa Maria Assunta di San Salvatore Telesino. Ha partecipato allโAntologia โDieci Medici Raccontanoโ, che ha ottenuto il “Premio Rufolo 2019”. Premio Olmo 2009 per il romanzo storico ยซL’ultima notte di Bedรฒยป, รจ anche autore di alcuni saggi sulla Storia della Medicina tra cui uno studio sulla Depressione dal titolo ยซIl potere misterioso della bile nera, breve storia della depressione da Ippocrate a Charlie Brownยป. Nel 2024 ha pubblicato “Fu la peste” e “Islam a Telesia” per ABE Editore Napoli. Fondatore e Direttore Editoriale della Casa Editrice Fioridizucca.
Studioso della storia del Risorgimento e cultore del periodo Borbonico, ha recentemente collaborato con un suo scritto allโantologia biografica dedicata a Michele Ungaro. Ha in corso un saggio su Sanchez De Luna, un Vescovo del โ700.

Scrittore, poeta e divulgatore culturale. Medico di continuitร assistenziale. Autore di diversi saggi storici e racconti. Ha partecipato all’antologia “Dieci Medici Raccontano”. Fondatore del Premio Nazionale Olmo che tutti gli anni si svolge in Raviscanina (Ce).
Dottore in Lettere. all’Universitร di Salerno, indirizzo “storico medievale”. Si รจ poi laureata in Scienze della Formazione primaria all’Ateneo di Campobasso. Studiosa della storia della sua cittร . Lettrice instancabile di autori italiani e stranieri, si occupa della formazione di piccoli lettori e poeti. ร insegnante nella Scuola Primaria da quindici anni. Ha sperimentato innovative metodologie di approccio alla lettura utilizzando le nuove tecnologie che hanno portato alla pubblicazione di una ricerca dal titolo: TIC e DSA. Riflessioni ed esperienze sulle nuove frontiere della pedagogia speciale, Ed. EriksonLive. La storia locale e la ricerca accurata le ha permesso di pubblicare anche un Saggio in storia medievale sull’assetto urbano e riorganizzazione del territorio della Benevento nei sec. XI e XII. Animatore culturale, scrive poesie per fermare in foto-scritte, attimi di vita.
Medico di Emergenza territoriale residente in Puglianello. Ha collaborato all’opera Dieci Medici Raccontano.
Lorenzo Piombo, medico psichiatra, dirigente del Dipartimento Salute Mentale della ASL di Benevento. Ricercatore e studioso di storia. Vive e opera a Morcone.
Avvocato. Patrocinante in Cassazione. Scrittore di Storia Locale. Opera a Guardia Sanframondi.
Promotore culturale dellโarea di Faicchio. Dopo aver conseguito la maturitร classica si รจ laureato in Economia. ร dirigente d’impresa a Milano nel settore delle borse valori e mercati finanziari. Ha scritto diversi articoli sulla stampa finanziaria nazionale, tra cui il Sole 24 Ore ed Investire. ร appassionato di cultura locale, ha vinto il premio Prosa IX Premio letterario dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Titolare delle strutture ricettive “Magie del Sannio” ha dato vita anche al “Piccolo Museo privato di Faicchio Magie del Sannio”.
Dottore in Storia. Autore di un saggio storico, conseguente a ricerca d’archivio, sul suo Comune dal titolo: ย Faicchio 1920 – 1946 dall’avvento del Fascismo alla nascita della Repubblica, 2016.
Medico ed esperto di storia della gastronomia.
Architetto e docente. Appassionato cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, cittร in cui vive. Ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti. Collabora con il Blog dell’Istituto Storico del Sannio di cui รจ socio fondatore. ร autore del saggio “Cominium Ocritum e le forche caudine: una storia
Studioso del ‘700 napoletano e dell’epopea di Federico II ha approfondito in modo particolare le influenza arabe sull’architettura napoletana. Studioso diย suffisso e di religioni orientali.
Medico del Lavoro. Regista teatrale. Giornalista pubblicista. Fondatore di “Byblos”, la biblioteca del Sannio. Scrittore e divulgatore della storia e dei personaggi del Sannio, ha pubblicato “A tavola nel Sannio”, una guida ai ristoranti della provincia di Benevento; “Dietro la Leggenda” (2016), una raccolta di racconti ispirati a fiabe e a leggende del Sannio. Nel 2017 ha pubblicato “Samnes”, un romanzo storico sull’epopea sannita. Ha curato la trascrizione del manoscritto e la stampa dei tre volumi delle “Memorie storiche di Cerreto Sannita per Arcidiacono Nicola Rotondi”. Nel 2019 ha pubblicato “Guida alla Valle Telesina e al Sannio”. Ha pubblicato “Il delitto del pozzo dei pazzi”, un medical-thriller ambientato nel primo ‘900 nell’ospedale degli Incurabili di Napoli. ร autore della “Storia di Cerreto dalla preistoria alla seconda guerra mondiale (2022) e di “Fiabe e Favole in cerretese”, edito da Fioridizucca. (2023).
ร nato e vive a Castelvenere. Giร docente di materie letterarie nella scuola statale, ha pubblicato diverse raccolte di liriche, pagine di ricerca letteraria, studi relativi alla cultura popolare. ร presente in antologie, dizionari bio-bibliografici e testi scolastici. Appassionato si storia e di tradizioni locali, รจ membro di associazioni culturali nazionali. I suoi versi hanno ricevuto giudizi positivi da parte della critica e in concorsi letterari si รจ classificato ai primi posti.
Giornalista Pubblicista. Esperto di Enologia, collabora a diversi siti web del settore. Collaboratore del blog lucianopignataro.it รจ responsabile dell’Ufficio Stampa del Sannio Consorzio Tutela Vini. 
Infaticabile animatore culturale dellโarea del Caiatino e del Casertano. Allievo del prof. Galasso. Fondatore di Gruppi culturali dediti alla divulgazione della storia del Territorio, attualmente responsabile di Procedimento Unitร Operativa Biblioteca civica e Archivio Storico del Comune di Caiazzo.