Nel 1222 S. Francesco, di ritorno dalle Puglie, dove volentieri si recava pellegrino presso Monte Sant’Angelo, nel cuore dell’inverno era passato per la zona di Montella e, chiesta invano ospitalitร , trovรฒ riparo nel bosco. Quella notte nevicรฒ. Ma ecco che il mattino seguente l’albero sotto cui egli si era riparato meravigliosamente si rivelรฒ non essere stato toccato dalla neve. Saputa la cosa il signore del paese, certo Ragone Balbano conte di Conza e di Montella, venne a cercare l’uomo di Dio pregandolo di trattenersi come ospite presso di lui. Francesco preferรฌ proseguire il suo viaggio ma lasciรฒ dei frati perchรฉ in quel luogo edificassero un romitorio e col loro operato convertissero i ladri che infestavano il bosco.
Su quel romitorio, nel 1746, fu costruita una Chiesa secondo il linguaggio del tempo, lo stile rococรฒ. Il monumento, dedicato appunto a S. Francesco, รจ a navata unica, con cappelle laterali, interrotta da un transetto e โ€œarricchita da un pavimento maiolicatoโ€.
La Chiesa, dichiarata monumento nazionale, desta meraviglia per la grandiositร  dell’insieme, per la finezza dei marmi e, appunto, per il pavimento in ceramica. 
Il progettista fu Costantino Manni, figlio di G. Battista, lโ€™ideatore di Cerreto Sannita โ€œ La cittร  pensataโ€. Questi, avendo evidentemente seguito il padre a Cerreto per carpire i segreti del mestiere sul cantiere della ricostruzione, era rimasto affascinato dalla cittร , โ€pensata e realizzataโ€ proprio come i Carafa e suo padre volevano.
Ma, penso, fu colpito pure dalle tante botteghe ceramiche lรฌ aperte e cosรฌ, quando si trattรฒ di scegliere il pavimento per la Chiesa che stava costruendo a Montella, si ricordรฒ della maestria dei ceramisti cerretesi che, โ€œcontaminatiโ€ dalle maestranze napoletane che avevano seguito Manni padre a Cerreto per la ricostruzione, avevano ideato una produzione ceramica nuova nello stile e nei colori. Eโ€™ facile quindi immaginare che, accompagnato dal papร , Costantino Manni visitรฒ le tante botteghe Cerretesi, ubicate tutte nel quartiere dei ceramisti, intorno alla attuale sede delle Poste, magari allungandosi anche nella vicina S. Lorenzello, che era diventata una sorta di albergo diffuso, visto che Cerreto era completamente distrutta. Tra le tante botteghe visitate, rimase colpito dalla produzione di Giacomo Marchitto, che fu cosรฌ incaricato di realizzare la pavimentazione della Chiesa di Montella. Il pavimento, una volta realizzato direttamente in loco, nella fornace realizzata ad hoc, piacque tanto che la ceramica cerretese fu scelta anche per arredare altre chiese della zona, quali S. Maria della Neve e San Domenico a Bagnoli, espandendosi poi a macchia dโ€™olio.
Qui la pavimentazione ceramica รจ conosciuta, semplicemente, come โ€œceramica cerreteseโ€.

Montella (AV) – Santuario di S. Francesco a Folloni
S. Francesco a Folloni – Pavimento โ€œfirmatoโ€ di G. Marchitto

Santa Maria del Monte o della Neve a Montella

Sempre a Montella, in uno splendido scenario, sorge il complesso monastico detto di Santa Maria del Monte o della Neve, costituito dalla chiesa e dal convento adiacente. Edificato tra il 1554 e il 1586 sulla preesistente Chiesa al Monte di Pietร , il monastero sorge a 760 m di altezza, in una zona dove la cinta muraria ed il castello ne confermano la presenza in epoca longobarda. Nel 1603 fu affidato ai frati francescani. Il monastero ha subito nei secoli diverse modifiche, ma conserva intatto un fascino irresistibile. La struttura รจ a navata unica, a pianta quadrata e con il tipico chiostro rinascimentale che conserva affreschi del ‘600. Le volte a crociera presentano lunette affrescate da Ricciardi di San Severino. Molto interessante รจ il refettorio in cui vi รจ un affresco raffigurante la Crocifissione. La chiesa, come detto, รจ a navata unica con presbiterio e coro; oltre a quello maggiore, presenta 6 altari, in uno dei quali รจ conservata la pala duecentesca della Madonna della Neve. Tra la zona presbiteriale e l’arcone di fondo รจ alloggiato un bellissimo coro ligneo, mentre sulla porta d’ingresso della sagrestia vi รจ la cantoria che sostiene l’organo settecentesco. Lโ€™interno ospita opere di grande interesse fra cui una tavola duecentesca della Madonna e ricchi pavimenti in ceramica cerretese.



Lorenzo Morone

Architetto e cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti. ร‰ autore di un saggio sulle Forche caudine dal titolo: "Cominium Ocritum e le Forche caudine: una storia eretica", edito nel 2023.