
Lโepidemia di peste del 1656-1657 colpรฌ in particolar modo il Regno di Napoli provocando per alcuni studiosi la morte di 900mila persone su una popolazione di circa 4,5 milioni di abitanti, mentre per altri con oltre 600mila vittime su circa 3 milioni di abitanti. Nonostante le autoritร fossero al corrente del morbo presente giร da diversi anni in Catalogna (dal 1650) e Sardegna (dal 1652), tardarono a chiudere i contatti per via mare con grave sottovalutazione del pericolo.
E fatale, infatti, si rivelรฒ lโattracco nel porto di Napoli, capitale del Regno, di un bastimento da guerra con a bordo soldati spagnoli appestati provenienti dalla Sardegna e quando in cittร nel gennaio del 1656 si registrarono nei quartieri poveri ed affollati i primi isolati episodi di peste, i governanti tennero la notizia segreta per tutto il tempo che fu possibile. Inoltre da gennaio alla seconda decade di maggio lโenorme esodo da Napoli, in assenza di un divieto legislativo, di almeno un terzo dei suoi abitanti (circa 350mila vivevano in cittร ed altri 100mila nei suoi Casali), contribuรฌ a diffondere la peste in tutte le dodici province del Regno anche se con livelli di contagio differenti. Al termine dellโepidemia nella sola cittร di Napoli si conteranno circa 150mila vittime. I sintomi pestilenziali erano solitamente mal di testa, delirio, vomito, febbre alta, sete inesorabile, ghiandole ingrossate, bubboni inguinali e sotto le ascelle, pustole alle cosce. In assenza di un qualsiasi rimedio efficace sia medico (salassi, incisione dei bubboni, fumigazioni, ecc.) che religioso (processioni, culti di immagini, ex voto ai santi guaritori, ecc.), le persone con gravi sintomatologie di contagio avevano pochi giorni di vita. Per quanto riguarda la Campania le terre maggiormente afflitte dal morbo furono oltre Napoli e Casali, la valle del Sarno, Salerno e dintorni, la regione dei Monti Picentini e lโAppennino Sannita, tanto che in molte Universitร la popolazione si dimezzรฒ.
Ed รจ quello che accadde per il borgo medioevale della Cerreto antica, capoluogo di contea dei Carafa di Maddaloni, che risulta nellโelenco dei centri maggiormente colpiti dal contagio nel biennio 1656-1657 dellโintero Mezzogiorno dโItalia (nei dintorni altre cittadine furono Benevento con allโincirca 13990 deceduti su 19680 abitanti, Maddaloni, Piedimonte dโAlife, Avellino, Teano, Aversa, Sessa Aurunca). Infatti se la Cerreto ante Contagium contava una popolazione di octo mille animae et ultra, in seguito attingit medietatem e cioรจ ยซraggiunge la metร ยป.
La pestilenza entrรฒ nel borgo cintato di mura e nei suoi sobborghi contigui extra moenia di Raino e del Capo da Fora abbastanza tardi nel mese di ottobre del 1656 causando, perรฒ, subito strage della popolazione. Invece nella vicina San Lorenzello il morbo stava giร mietendo vittime a partire dal 4 giugno del 1656 (per il suo periodo di incubazione tra i 2 e i 12 giorni verosimilmente circolava in paese dal mese di maggio) dando a questo casale feudale anche il triste primato come prima parrocchia della Diocesi Telesina ad essere colpita.
Ed anche qui, come a Cerreto, si verificรฒ il dimezzamento della popolazione che ante-peste ascendeva pressappoco a millecinquecento anime.
Cosรฌ a Cerreto nel Libro dei Morti della Collegiata di San Martino dal mese di novembre del 1656 non verranno piรน registrati defunti, mentre nel Libro dei Battezzati, dopo la dicitura ยซTempore Pestis 1656 Morbus Contagiosaยป, si ricominceranno a trascrivere i battesimi dallโaprile del 1657. Quindi dopo diversi mesi funesti la fase epidemica cominciรฒ a declinare spontaneamente non prima di aver portato alla morte ogni genere di persone, ma in particolare i soggetti piรน deboli maggiormente a rischio come i bambini, le donne incinte e gli anziani. Per la popolazione credente, invece, un evento miracoloso era venuto in soccorso della comunitร scongiurando che lโecatombe giร in atto assumesse proporzioni ancora maggiori, cosรฌ come riportato da Serafino Montorio dei Padri Predicatori nello Zodiaco di Maria pubblicato a Napoli nel 1715:
Era nulladimeno la Chiesa assai angusta, e vi si adorava una statua della Vergine scolpita in legno colorito, ed il suo titolo era Santa Maria della Libera. Durรฒ questo culto fino allโanno 1656, quando dilatatosi per tutto il regno il male epidemico, attaccossi anche Cerreto. Intimoriti i Cerretani in vedere tanti portati al sepolcro in pochi giorni, come devotissimi di quellโantica Effigie, per averla piรน da vicino la portarono alla chiesa delle monache di S. Chiara, dove incessanti suppliche livossero a ciรฒ che il Signore, mediante la intercessione della Santissima Madre, placando il suo sdegno, liberasse quel popolo dal pestifero male. Non furono vane le loro suppliche, perchรฉ dopo alcune settimane cessรฒ il contagio; onde quei cittadini memori di tanto beneficio e grati alla loro sovrana Benefattrice, le donarono tantโoro, argento, denaro ed animali che, cavandone la somma di settemila e piรน scudi, con essa demolita lโantica, edificarono la nuova chiesa, cosรฌ magnifica e riguardevole, che degnamente dirsi unica in questi paesi.

Per quanto concerne la collocazione delle vittime di peste si puรฒ presumere inizialmente, quando i numeri erano ancora contenuti, una loro sepoltura esterna nei terreni adiacenti le maggiori chiese del borgo (San Martino, SantโAntonio, Santa Maria di Costantinopoli, Santissima Trinitร (Cattedrale reggente) con annesso lโOspedale di San Leonardo che costituito da un paio di cameroni era custodito da un hospitalario e dove vi esercitavano un medico ed un barbiere cirurgo e sanguettaro, mentre la cura spirituale era affidata ai Padri Cappuccini del Convento di Santa Maria della Gratia. LโOspedale per la sua funzione di assistenza ai poveri e di cura agli ammalati, oltre allโottimale ubicazione fuori le mura proprio allโinizio del sobborgo del Capo da Fora, probabilmente venne scelto dallโUniversitร come sede naturale di un lazzaretto). In tali limitate fosse comuni i cadaveri, le cui esalazioni mantenevano un insopportabile e pericoloso fetore, prima di essere ricoperti bene di terra, venivano cosparsi di calce viva dalle proprietร disinfettanti oppure in mancanza di questa di cenere. Poi colmati questi spazi, quando i morti cominciarono ad aggirarsi sullโordine delle migliaia di unitร , si scavarono grandi fosse comuni lontane dal centro abitato. Al riguardo fra le genti della localitร Cerquelle/Ciarleglio e contrada Montrino, da generazioni si รจ tramandata oralmente lโindicazione che in loco sulle pendici del versante torrentizio di un โtoppoโ boschivo chiamato โDente dellโOrsoโ, una delle tre antiche radure presenti denominata โPiana del Camposantoโ (le altre due sono la Piana di San Tommaso e la Piana della Corticella, rispettivamente di maggiore e minore estensione), sarebbe proprio lo spiazzo scelto per le sepolture dei morti di peste di metร seicento. Dโaltronde la posizione geografica di tale luogo garantiva la preservazione della salubritร delle falde acquifere in quanto si trovava distante dalle sorgenti di Pantano, Chiolli di Cristo e Montrino, le cui acque ยซincanalate in โformaliโ di fabbrica coperti da lastroni di pietra, qualche volta anche in tubi di creta โฆ alimentavano le fontane pubbliche (fons in capite foris, fons plateae Cerriti, fons in planitiis turris, fons Turgidi prope hortum Domini), le gualchiere ed i mulini di proprietร del conteยป.
Possiamo dunque immaginare allโepoca degli eventi i beccamorti, preannunciati dal suono di un campanello, girare per una desolata Cerreto con un carro tirato da buoi a recuperare i cadaveri maleodoranti degli appestati raccolti in alcune chiese ed Ospedale di San Leonardo, ma anche quelli abbandonati in mezzo alla strada. Quindi con i corpi ammucchiati sul carro uscire fuori le mura del borgo da Porta SantโAntonio (a nord-est nella parte alta) e svoltando subito allโaltezza della chiesina campestre di Santa Maria del Soccorso, avviarsi lentamente per la via pastorale che portava fino al โtratturelloโ nelle zone Cerro e Cese nei pressi della Leonessa. Cosรฌ pressappoco a metร strada, appena attraversato il torrente Selvatico che confluisce a valle nel maggiore Cappuccini allora detto Vagno, scaricare dal carro i cadaveri per sistemarli piegati sul ventre uno o due per volta sulla groppa dei muli. Con questo carico di sventurati avviarsi lungo un sentiero costeggiante poco al di sopra il torrente, per arrivare quasi subito alla pianeggiante largura di sepoltura dalle discrete dimensioni avente unโestremitร lambita dal Selvatico mentre lโaltra addossata ad una rupe. A tale increscioso ufficio di sepoltura nulla toglie che dalle autoritร cittadine fossero costretti ad eseguirlo anche gli stessi familiari cui apparteneva il morto. Essendo questo cimitero dei pestiferati posto in localitร isolata e abbastanza lontana dal centro abitato, รจ plausibile che i cadaveri, anche in mancanza della disinfettante calce viva o di cenere, venissero interrati sistemati in diversi strati con poca terra sopra quasi fino alla sommitร del suolo. Frontalmente sullโaltra sponda del torrente a filo dโacqua si trova una grossa โmorgiaโ, mentre pochissimo piรน giรน una grande briglia oltre la quale, continuando a scendere incontrandone altre, si giunge allโincantevole scenario lussureggiante della cascatella naturale su parete rocciosa chiamata scherzosamente โPiscio di Cola Conteโ che alimenta con le sue acque una gora detta โGorgo di Cola Conteโ. Concludendo non รจ da escludere lโeventualitร che per la considerevole quantitร di cadaveri da seppellire, siano stati occupati con fosse comuni anche altri appezzamenti di terreno demaniali del territorio feudale.
Negli anni appena successivi la peste nefaste furono pure le conseguenze in campo economico con lโimpoverimento dei cittadini sopravvissuti al contagio. Infatti si ebbe una stagnazione nel commercio, specie di quello dei tessuti a causa dellโattivitร ridotta nella filiera connessa allโindustria dei pannilana, mentre la Chiesa e le Congreghe si videro diminuire drasticamente le cospicue entrate legate sia allโaffitto di case restate oramai vuote per scarsezza di abitatori che alla vendita dei frutti di terreni rimasti in parte incolti per mancanza di coloni.
Archeologa classica. Lavora presso l’Universitร del Salento.
Antonella Selvaggio
Architetto, libero professionista. Si occupa di progettazione architettonica, interior design e aspetti legati all’architettura del paesaggio. Dal 2021 รจ Consigliere dell’ordine degli Architetti della Provincia di Benevento. Ha partecipato a Mostre sul restauro architettonico e a numerose iniziative riguardanti la promozione territoriale.
Vive a Morcone. Presidente Italia Nostra Matese Alto Tammaro.
Dottore di ricerca in Ingegneria Elettronica ed informatica presso l’Universitร degli Studi di Napoli. Ha Svolto attivitร didattica presso l’Universitร Federico II. Vive a Telese.
Laurea in giurisprudenza presso l’Universitร degli Studi “La Sapienza” di Roma. Dirigente amministrativa presso l’Universitร del Molise.



Andrea Ciervo nato a Caserta il 12.10.1975. Presbitero dal 24 novembre 2012 giร Laureato in Giurisprudenza alla Federico II, con una tesi di Diritto Ecclesiastico sui Risvolti dei Patti Lateranensi col prof. Mario Tedeschi…tirocinante poi presso Studio Notaro in via Mezzocannone di Napoli…consegue il Baccalaureato presso l’Aloysianum di Padova nel 2007 con una tesi sulla Religione in Immanuel Kant col prof. Secondo Bongiovanni. Si Laurea in Sacra Teologia presso la Facoltร Teologica dell’ Italia Meridionale sezione san Tommaso nel 2012 sempre “Summa cum laude”
Presidente dellโAssociazione culturale โLa Biblioteca del Sannioโ, dottore di ricerca presso lโUniversitร degli Studi della Campania โLuigi Vanvitelliโ con una tesi sulla metadatazione della cartografia storica. Giornalista e direttore di Canale Sassuolo. Giร docente a contratto di Lingua e Cultura Spagnola e Global History, presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo vanvitelliano, รจ attualmente tutor di Storia Contemporanea e Storia dei Partiti e Movimenti politici.






Farmacista. Dopo la laurea ha conseguito un master biennale e un corso di perfezionamento, approfondendo le conoscenze in ambito fitoterapico, micoterapico e nutraceutico, con la pubblicazione del lavoro di tesi sulla rivista di divulgazione scientifica di medicina naturale ‘Scienza Natura’ del Prof. Ivo Bianchi. Attivo nel sociale, รจ membro del Rotary Club Valle Telesina ed รจ amante dello sport e della natura. Innamorato del proprio territorio, ha iniziato a coltivare l’interesse per la storia locale.
Nato a Ponte, dove risiede. Dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato. Cultore di storia locale con particolare attenzione al periodo medievale. Ha pubblicato “Ponte tra Cronaca e Storia”, “Domenico Ocone, quarant’anni di storia pontese…”, “Le Vie di Ponte tra Storia e Leggenda”. Collabora con varie associazioni culturali.
Nato a Telese Terme ma originario di Amorosi รจ stato allievo del filosofo Massimo Achille Bonfantini. Laureato in Semiotica e Filosofia del Linguaggio presso l’Universitร l’Orientale di Napoli. Dedica le sue ricerche prevalentemente allo studio della filosofia e della psicologia dell’inconscio, come dei nuovi percorsi conoscitivi applicati alle neuroscienze. Ha pubblicato Cento petali e una rosa. Semiosi di un romanzo storico (Natan, 2016), Filosofia hegeliana e religione. Osservazioni su Sebastiano Maturi (Natan, 2017) e, recentemente, il saggio dal titolo: Nel gioco di un’incerta reciprocitร : Gregory Bateson e la teoria del “doppio legame” (Ediz. Del Faro, 2020).
Musicista. Maestro di clarinetto ed orchestrale. Studioso di storia della filosofia e del ‘700 napoletano. Esperto simbolista e autore di testi esoterico/filosofici.
Nato a Napoli e residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia allโUniversitร di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale allโUniversitร di Modena รจ stato aiuto chirurgo presso lโospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente รจ pensionato.ย Dal 1ยฐ giugno 1978 รจ socio corrispondente dellโAssociazione Culturale Italo Ispanica โC. Colombo โ Madridโ.ย Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche.ย Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dellโAssociazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio รจ stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.
Originario di Castelvenere. Giร dipendente del Miur ora in pensione. Appassionato di Storia locale ed animatore di gruppi per la diffusione della lingua e delle tradizioni di Castelvenere.
Esperta di Comunicazione Istituzionale; in particolar modo di Social Media Policy e e di politiche agroalimentari legate all’economia di piccola scala per Slow Food, in Campania e Basilicata. Suoi contributi in ambito associativo sono legati a tradizioni e culture della terra e del territorio. Ha effettuato training in storiografia in Francia.
Dottore in Archeologia e Scienze Storiche, ha svolto diverse campagne di scavo alla necropoli del Cigno a Macchia Valfortore (CB), con lโUniversitร degli studi di Napoli Federico II e alla necropoli di Crocifisso del tufo a Orvieto (TR), con il Parco Archeologico Ambientale dellโOrvietano e lโ Universitร dell’Arizona. ร attuale vice Presidente della Pro Loco di SantโAgata dei Goti (BN) dove svolge anche la funzione di OLP per il Servizio Civile Universale. ร giornalista tirocinante presso la testata QuasiMezzogiorno. Sรฌ รจ occupato di alcuni ambiti di archeologia della produzione del Sannio caudino. Attualmente s’interessa alle istituzioni sociali e militari del Medioevo. ร vice Presidente dell’Istituto Storico Sannio Telesino.
Cultore di storia locale e delle tradizioni del suo paese. Autore del saggio “Notizie storiche ed urbanistiche di Cerreto antica” in cui ha ricostruito l’antico borgo distrutto dal terremoto del 1688.
Dottore in Legge ed autore di ricerche di Storia Locale. Ha partecipato al progetto “Un museo a colori” avente il fine di far conoscere il museo di arte ceramica di Cerreto Sannita. Le mansioni svolte sono state quelle di guida museale e bibliotecaria, e redazione di progetti e lavori di gruppo con gli altri volontari. Ha scritto un saggio nella Antologia dedicata al bicentenario della nascita di Michele Ungaro, edita dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita.
Giร sindaco di Caiazzo, dopo aver conseguito la maturitร scientifica, rivolge il suo impegno politico alle battaglie del Partito Radicale, soprattutto nel campo della tutela dell’ambiente e in quello per una giustizia giusta. Nel 1980 viene eletto consigliere comunale a Caiazzo, cittร in cui vive, in rappresentanza della “nuova sinistra”. Nel 1982 aderisce alla Lega per l’Ambiente, promuovendo diverse iniziative per la tutela del fiume Volturno e per il recupero del patrimonio edilizio del centro storico di Caiazzo. Tra il 1987 e il 1994 รจ Presidente dell’Associazione Storica del Caiatino. Nel 1994 viene eletto sindaco di Caiazzo con la lista civica “Rinascita Caiatina”. Rieletto nel 1998, si adopera per una crescita socio-economica della cittร ; realizza un programma pluriennale, che viene selezionato anche da “Sviluppo Italia” SpA per la costituzione di un Laboratorio di sperimentazione per lo sviluppo locale. Presidente dell’Associazione “Cittร Paesaggio” dal 2003, รจ coordinatore del progetto “Per una Carta dei paesaggi dell’olio e dell’olivo”, realizzato d’intesa con l’Associazione nazionale “Cittร dell’Olio”. Nel 2007 aderisce a Slow Food, dedicandosi soprattutto alla salvaguardia delle piccole produzioni agricole. Ha pubblicato con le Edizioni 2000diciassette: La Memoria e LโOblio, un saggio sullโeccidio di Caiazzo durante l’ultimo conflitto mondiale.
Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza Cultore di Storia Locale ha scritto il saggio: Telesia 1349 Peste e Terremoto edizioni duemiladicessette, 2016, Cartoline da Telese ed. Unione Filatelica Beneventana, 2009; Castelvenere Valdese insieme a P. Carlo Ed. Realtร Sannita, 2016; Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita insieme a F. Pace, edito dallโASMV nel 2019. Ha scritto nellโAntologia sulla vita di Michele Ungaro edito dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita nel 2019.ha in corso di pubblicazione un libro di poesie. Dirige la collana di poesie della Casa Editrice FioriDiZucca. Presidente pro-tempore dellโIstituto Storico del Sannio Telesino. Premio Upupa 2017 e 2019 per gli studi di storia locale.
Insegnante, vive a Caiazzo. ร Presidente del’Associazione Storica del Caiatino.
Maestro elementare, appassionato studioso e cultore di Storia Locale.
Biologo residente a Telese Terme. Cultore di storia locale con particolare riferimento alla storia del periodo sannitico. ร autore del saggio “La Leonessa e il fenomeno luminoso nella grotta di Sant’Angelo” edito da Fioridizucca nel 2022.
Sannita di origini e toscano d’adozione. Medico anestesista, ha coltivato con interesse e particolarmente studiato la “Terapia del dolore”. Di tale disciplina รจ stato per lunghi anni docente all’Universitร di Siena. Ha avuto anche esperienze di insegnamento all’estero (Bobigny Paris nord, Accademia Russa delle Scienze mediche, Accademia Lettone di Scienze odontoiatriche). Ufficiale medico dell’Esercito italiano, รจ appassionato di esoterismo, di cultura e tradizioni popolari. E’ autore di saggistica. Ha recentemente pubblicato saggio su “Massoneria, relazioni umane e comunicazione tecnologica” edito da Fioridizucca edizioni.
Giornalista professionista. Scrittore di romanzi e direttore di diverse testate radio televisive. Fondatore del sito: Neifatti.it
Medico specialista in oncologia e cure palliative รจ autore principalmente di pubblicazioni scientifiche di settore in lingua inglese ed italiana. ร stato inoltre relatore
Laurea magistrale in Lettere. Docente a Prato. Ha approfondito gli eventi storici che portarono alla โMarcia della fameโ del 1957 nei comuni del Valfortore sannita. Ha scritto il “Catasto Onciario della Terra di San Salvatore”.
Medico e scrittore. Ha allโattivo numerose collaborazioni con riviste di carattere storico. Ha pubblicato una Vita di San Leucio, il libro: โDa Casale a Comuneโ e la Storia della Parrocchiale Santa Maria Assunta di San Salvatore Telesino. Ha partecipato allโAntologia โDieci Medici Raccontanoโ, che ha ottenuto il “Premio Rufolo 2019”. Premio Olmo 2009 per il romanzo storico ยซL’ultima notte di Bedรฒยป, รจ anche autore di alcuni saggi sulla Storia della Medicina tra cui uno studio sulla Depressione dal titolo ยซIl potere misterioso della bile nera, breve storia della depressione da Ippocrate a Charlie Brownยป. Nel 2024 ha pubblicato “Fu la peste” e “Islam a Telesia” per ABE Editore Napoli. Fondatore e Direttore Editoriale della Casa Editrice Fioridizucca.
Studioso della storia del Risorgimento e cultore del periodo Borbonico, ha recentemente collaborato con un suo scritto allโantologia biografica dedicata a Michele Ungaro. Ha in corso un saggio su Sanchez De Luna, un Vescovo del โ700.

Scrittore, poeta e divulgatore culturale. Medico di continuitร assistenziale. Autore di diversi saggi storici e racconti. Ha partecipato all’antologia “Dieci Medici Raccontano”. Fondatore del Premio Nazionale Olmo che tutti gli anni si svolge in Raviscanina (Ce).
Dottore in Lettere. all’Universitร di Salerno, indirizzo “storico medievale”. Si รจ poi laureata in Scienze della Formazione primaria all’Ateneo di Campobasso. Studiosa della storia della sua cittร . Lettrice instancabile di autori italiani e stranieri, si occupa della formazione di piccoli lettori e poeti. ร insegnante nella Scuola Primaria da quindici anni. Ha sperimentato innovative metodologie di approccio alla lettura utilizzando le nuove tecnologie che hanno portato alla pubblicazione di una ricerca dal titolo: TIC e DSA. Riflessioni ed esperienze sulle nuove frontiere della pedagogia speciale, Ed. EriksonLive. La storia locale e la ricerca accurata le ha permesso di pubblicare anche un Saggio in storia medievale sull’assetto urbano e riorganizzazione del territorio della Benevento nei sec. XI e XII. Animatore culturale, scrive poesie per fermare in foto-scritte, attimi di vita.
Medico di Emergenza territoriale residente in Puglianello. Ha collaborato all’opera Dieci Medici Raccontano.
Lorenzo Piombo, medico psichiatra, dirigente del Dipartimento Salute Mentale della ASL di Benevento. Ricercatore e studioso di storia. Vive e opera a Morcone.
Avvocato. Patrocinante in Cassazione. Scrittore di Storia Locale. Opera a Guardia Sanframondi.
Promotore culturale dellโarea di Faicchio. Dopo aver conseguito la maturitร classica si รจ laureato in Economia. ร dirigente d’impresa a Milano nel settore delle borse valori e mercati finanziari. Ha scritto diversi articoli sulla stampa finanziaria nazionale, tra cui il Sole 24 Ore ed Investire. ร appassionato di cultura locale, ha vinto il premio Prosa IX Premio letterario dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Titolare delle strutture ricettive “Magie del Sannio” ha dato vita anche al “Piccolo Museo privato di Faicchio Magie del Sannio”.
Dottore in Storia. Autore di un saggio storico, conseguente a ricerca d’archivio, sul suo Comune dal titolo: ย Faicchio 1920 – 1946 dall’avvento del Fascismo alla nascita della Repubblica, 2016.
Medico ed esperto di storia della gastronomia.
Architetto e docente. Appassionato cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, cittร in cui vive. Ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti. Collabora con il Blog dell’Istituto Storico del Sannio di cui รจ socio fondatore. ร autore del saggio “Cominium Ocritum e le forche caudine: una storia
Studioso del ‘700 napoletano e dell’epopea di Federico II ha approfondito in modo particolare le influenza arabe sull’architettura napoletana. Studioso diย suffisso e di religioni orientali.
Medico del Lavoro. Regista teatrale. Giornalista pubblicista. Fondatore di “Byblos”, la biblioteca del Sannio. Scrittore e divulgatore della storia e dei personaggi del Sannio, ha pubblicato “A tavola nel Sannio”, una guida ai ristoranti della provincia di Benevento; “Dietro la Leggenda” (2016), una raccolta di racconti ispirati a fiabe e a leggende del Sannio. Nel 2017 ha pubblicato “Samnes”, un romanzo storico sull’epopea sannita. Ha curato la trascrizione del manoscritto e la stampa dei tre volumi delle “Memorie storiche di Cerreto Sannita per Arcidiacono Nicola Rotondi”. Nel 2019 ha pubblicato “Guida alla Valle Telesina e al Sannio”. Ha pubblicato “Il delitto del pozzo dei pazzi”, un medical-thriller ambientato nel primo ‘900 nell’ospedale degli Incurabili di Napoli. ร autore della “Storia di Cerreto dalla preistoria alla seconda guerra mondiale (2022) e di “Fiabe e Favole in cerretese”, edito da Fioridizucca. (2023).
ร nato e vive a Castelvenere. Giร docente di materie letterarie nella scuola statale, ha pubblicato diverse raccolte di liriche, pagine di ricerca letteraria, studi relativi alla cultura popolare. ร presente in antologie, dizionari bio-bibliografici e testi scolastici. Appassionato si storia e di tradizioni locali, รจ membro di associazioni culturali nazionali. I suoi versi hanno ricevuto giudizi positivi da parte della critica e in concorsi letterari si รจ classificato ai primi posti.
Giornalista Pubblicista. Esperto di Enologia, collabora a diversi siti web del settore. Collaboratore del blog lucianopignataro.it รจ responsabile dell’Ufficio Stampa del Sannio Consorzio Tutela Vini. 
Infaticabile animatore culturale dellโarea del Caiatino e del Casertano. Allievo del prof. Galasso. Fondatore di Gruppi culturali dediti alla divulgazione della storia del Territorio, attualmente responsabile di Procedimento Unitร Operativa Biblioteca civica e Archivio Storico del Comune di Caiazzo.