
In una ricerca su vescovi Alifani fra ritratti e stemmi m’è capitato di incontrare antistiti di altre diocesi e tener conto anche del loro blasone. Per quella di Telese-Cerreto, talvolta unita all’alifana e, così come questa, suffraganea dell’archidiocesi beneventana, lessi, in un volume manoscritto, la copia d’ una singolare missiva in cui, Crescenzo De Petrillis, arciprete di Pietraroia vissuto ben 124 anni, dal 1493 al 1617, aveva trattato di tredici prelati succedutisi nel corso di sua lunga vita.1Cfr. Pietraroia, Archivio della Parrocchia, AA.VV., Memorie, ms., pp. 119-121 e R. Di Lello, La biografia di tredici vescovi telesini in una lettera di C. Petrillo, Piedimonte Matese, Associazione Storica del Medio Volturno, 1978.
Attrassero subito la mia attenzione due resoconti sintetici, ma più degli altri suggestivi; sicché, nel tempo, ho indagato, ho appreso quel che aveva combinato “uno Spagnuolo […] di assai slacciati piedi e di lascivi pensieri, […] attento più tosto a martiali scherzi, che a pastorale scettro […]”,2Cfr. AA.VV. cit., p. 121 e R. Di lello, Un vescovo Telesino… non del tutto vescovo, in “Storia diocesana”, Istituto Storico Sannio Telesino, 21 luglio 2020. e ho saputo qualcosa di più anche in merito a “Biagio Caropipe di Cerreto, huomo di lunga età, et di vita esemplare”.

Nel dettaglio e per quanto concerne il tema, infatti, Vincenzo Ciarlanti, arciprete della cattedrale d’Isernia nel 1644 e storico, annoverò, per il Sannio, gli “Huomini illustri ne tempi delli Re Aragonesi” e, tra essi, “Blasio Caropipe, di cui è quella Iscrittione nella Chiesa di S. Angelo in Sasso fuori Cerreto, ch’egli viuendo si elesse” e a 63 anni morì, il 10 luglio 1524.3V. Ciarlanti, Memorie historiche del Sannio, Isernia, Cauallo, 1644, V, 16, pp. 466 e 468.
Il barone Antonio Carizzi, cerretese, nell’ultimo quarto del ‘700 fece riferimento, in un suo manoscritto poi dato alle stampe, al “Vescovo nativo di Cerreto D. Biagio Caropipe”.4Cfr. Vincenzo Mazzacane, Memorie storiche di Ceerreto Sannita, ivi, Telesina, 1911, pp. 11 e 216.
Nicola Rotondi, arcidiacono della diocesi telesina dal 1861 al ’79, trattò in un manoscritto nel merito “Dei vescovi di Telese, indi di Cerreto” e di Biagio Caropipe che lo fu dal 1 di giugno del 1515; nel dettaglio, evidenzia che “dopo il nostro concittadino Giacomo di Giovanni Bartolomeo da Cerrito” –1353-1372 – “Fu questi il 2° vescovo nostro cittadino e se ne paiono le virtù, i pregi, gli onori, l’età, la morte ed il luogo della sua sepoltura[…]” il di 1° di giugno5In Memorie storiche di Cerreto Sannita per Nicola arcidiacono Rotondi, 1869, altresì a c.d. Antonello Santagata, Istituto Storico Sannio Telesino, I, 2019, pp. 5 e 102-103. Angelo M. Iannacchino, presule dal 1895 al 1918, rese noto, tra l’altro, che il Caropipe, “da Cerreto”, era stato “Arciprete di S. Maria Maggiore in Guardia Sanframondi”; traversò “una lunga vita, ma esemplare” ; di lui “parlò molto bene l’innanzi mentovato Petrilli, anzi volle essere sepolto in una Chiesetta scavata in un’enorme sasso detto Sant’Angelo ad saxo”, in territorio di Cerreto, ma alquanto lontano,6A. M. Iannacchino, Storia di Telesia Sua Diocesi e Pastori, Benevento, D’Alessandro, 1900, p. 262. a confine con Guardia. Da rilevare che località Sant’Angelo è la zona in cui, sta la grossa roccia che, isolata e per l’ aspetto, vien definita “La leonessa”.
Insomma, per quel che nello specifico concerne il tema, il nostro pastore risulta originario di Cerreto e meritevole.
A questo punto, avendo letto di araldica pubblica e privata77- Tra gli altri, Giacomo C. Bascapè-Marcello del Piazzo e Luigi Borgia, Insegne e simboli Araldica pubblica e privata medievale e moderna, I e II, Roma, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, 1983e1999. per altri ecclesiastici, ho ritenuto opportuno indagarne pure circa l’emblema e ho pensato che, in quanto di personaggio, nella storia di una diocesi e, per giunta, del luogo e degno di stima, lo avrei trovato in un’ opera enciclopedica o, in serie com’è d’uso, in un salone della sede pastorale.
Ho consultato, pertanto, due edizioni di Italia Sacra del rinomato Ferdinando Ughelli e, su “Blasius Caropipe de Cerreto”, ho rinvenuto un cenno e non il simbolo;8Cfr. col. 524, in F. Ughelli, Italia Sacra, Roma, Deversin & Masotti, 1662, VIII, coll, 519 e segg. Cfr. col 370, in Id., ibid., Venezia, Coleti, 1721, VIII, coll. 367 e segg. ho compulsato il Catalogo di Giovanni Rossi, custode della Reale Biblioteca Borbonica di Napoli, e ho notato che vi aveva trattato diffusamente di “Blasius Caropipe de Cerreto Episcopus Telesinus (an 1515)”, riandando anche al Petrillo, ma senza figura alcuna;9G. Rossi, Catalogo de’Vescovi di Telese, Napoli, Società Tipografica, 1827, pp. 115-118. ho appreso, che nel Salone degli Stemmi, nel palazzo prelatizio di Cerreto, stava una serie di insegne la quale, però, aveva inizio con quella di Annibale Cotugno, monsignore dal 1577 al 1583.10Conferma del ref. architetto Vittorino Onofrio, Faicchio, tel. 3288761234, 22/ 6/ 2021, 12:01. Vid., altresì, pp. 325-333, in S. D’Onofrio e N. Masotta, a c.d., Documenti e immagini, in G. Rossi, cit. II ristampa, a c.d. N. Vigliotti, Puglianello, Media Press, 2008, pp. 309 e 339.
E Allora? Per quanto attiene al distintivo del “personaggio, per giunta originario del luogo e meritevole”, ho creduto, al momento, che non ne esistesse copia e mi son detto che non avrei mai visto niente del genere; eppure, m’è stato possibile acquisire qualcosa in merito.
Uno stemma del Caropipe sta nella Tabula Diptica, catalogo dei vescovi telesini manoscritto già al tempo dell’antistite Filippo Gentile ( 1747- 1771) e l’hanno riproposto Salvatore d’Onofrio e Nunzio Masotta.11Cfr. S. D’Onofrio e N. Masotta, cit., pp. 312 e 324. Il disegno originale, (fig. 2) semplice e in bianco e nero, riporta uno scudo sormontato da mitra con accenno a bende e con albero a chioma unita e sostenuto da due leoni contrapposti a tronco con tre radici.

Avevo letto, in Italia Sacra, che la lapide di Biagio Caropipe, faceva riferimento – volto dal latino – al dottore in legge e vescovo telesino, il quale, illuminato di spirito angelico ed umiltà, da vivo scelse il sepolcro in quella grotta. Visse anni 62, e morì il 10 di luglio 1524. Era stato canonico, primicerio e in più luoghi arciprete, per virtù personale, non perdestino; il testo era a firma del nipote Martino Paolino;1212- F. Ughelli, cit. Il Ciarlanti, cit. e la lapide portano, invece: anni 63. Nicola Vigliotti, sacerdote e docente di storia in Cerreto, ha aggiunto, di notevole interesse, che il Paolino era marito di Giulia Caropipe, nipote del vescovo e che il prelato Filiberto Pascale, sconsacrò nel 1783 la grotta-cappella, diventata sito d’armenti, e fece trasferire in cattedrale i resti mortali del Caropipe”; anzi, mentre l’Ughelli, non aveva riportato – ribadisco – blasone alcuno, il Vigliotti ha esplicitato le numerose abbreviazioni dell’ epitaffio e ha messo in evidenza (fig. 3) l’immagine della marmorea tomba che sta in cattedrale e sulla quale si legge, incisa, l’epigrafe con al centro, scolpito, l’emblema del presule;13N. Vigliotti, Il Culto Micaelico nella Grotta della Leonessa, in Cerreto Sannita, ivi, Comunità Montana del Titerno, 2000, pp. 25-27 e 21, 28 il simbolo, artistico, appare sormontato da mitra con bende e presenta un albero con chioma ripartita su tre grossi rami e tronco, su tre radici, sostenuto da due leoni a coda biforcuta e contrapposti.

Immagine recente è un disegno, opera dell’architetto Lorenzo Morone da Cerreto, per due differenti composizioni della Ceramica Marina; speditami gentilmente in copia dall’autore,14Ref. L. Morone, email del 16.6.2021, ore 17.34. che ringrazio, configura un’ insegna (fig. 4) ancor più completa, perché a colori e con mitra, bende, albero a chioma su tre rami, tronco a tre radici e sostenuto da due leoni a coda biforcuta e contrapposti.

Dei due manufatti in maiolica, quello nella Grotta S. Angelo,15Id., ibid., Vid. pure N. Vigliotti, 2000, cit., p. 28. contiene distintivo e, autografi, commento storico, nota a precedenti lavori di restauro colà portati a termine e provenienza.

Il secondo (fig. 5 ) sta nel pavimento del così detto Chiostro contiguo alla chiesa Sant’Antonio in Cerreto e presenta stemma con didascalia e provenienza scritte a mano.16Ref. R. Morone, cit.

Da notare, infine, (fig. 6) a prescindere da eventuali colori, dal galero, dai cordoni col relativo numero di nappe e dalla croce astile doppia, elementi tutti cardinalizi, che uno scudo con albero a chioma unica, con tronco a tre radici17Cfr.. Notificazione per la Santa Quaresima del 1897. Al Diletto Clero e popolo dell’Archidiocesi di Benevento e della Diocesi suffraganea di Alife. o senza e sostenuto da due leoni contrapposti, caratterizza pure il blasone di Camillo Siciliano, cardinale, dal 1879 al 1897, dell’archidiocesi di Benevento.18Per dati storici e iconografia, cfr. Ferdinando Grassi-Lamberto Ingaldi, I Pastori della Cattedra Beneventana, Benevento, Auxiliatrix,1969, pp. 175-177.

E, fin qui, per monsignor Biagio Caropipe non sembra poco; quando, poi, si dice …
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[1] Cfr. Pietraroia, Archivio della Parrocchia, AA.VV., Memorie, ms., pp. 119-121 e R. Di Lello, La biografia di tredici vescovi telesini in una lettera di C. Petrillo, Piedimonte Matese, Associazione Storica del Medio Volturno, 1978.
[2] Cfr. AA.VV. cit., p. 121 e R. Di lello, Un vescovo Telesino… non del tutto vescovo, in “Storia diocesana”, Istituto Storico Sannio Telesino, 21 luglio 2020.
[3] V. Ciarlanti, Memorie historiche del Sannio, Isernia, Cauallo, 1644, V, 16, pp. 466 e 468.
[4] Cfr. Vincenzo Mazzacane, Memorie storiche di Ceerreto Sannita, ivi, Telesina, 1911, pp. 11 e 216.
[5] In Memorie storiche di Cerreto Sannita per Nicola arcidiacono Rotondi, 1869, altresì a c.d. Antonello Santagata, Istituto Storico Sannio Telesino, I, 2019, pp. 5 e 102-103.
[6] A. M. Iannacchino, Storia di Telesia Sua Diocesi e Pastori, Benevento, D’Alessandro, 1900, p. 262.
[7] Tra gli altri, Giacomo C. Bascapè-Marcello del Piazzo e Luigi Borgia, Insegne e simboli Araldica pubblica e privata medievale e moderna, I e II, Roma, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, 1983e1999.
[8] Cfr. col. 524, in F. Ughelli, Italia Sacra, Roma, Deversin & Masotti, 1662, VIII, coll, 519 e segg. Cfr. col 370, in Id., ibid., Venezia, Coleti, 1721, VIII, coll. 367 e segg.
[9] G. Rossi, Catalogo de’Vescovi di Telese, Napoli, Società Tipografica, 1827, pp. 115-118.
[10] Conferma del ref. architetto Vittorino Onofrio, Faicchio, tel. 3288761234, 22/ 6/ 2021, 12:01. Vid., altresì, pp. 325-333, in S. D’Onofrio e N. Masotta, a c.d., Documenti e immagini, in G. Rossi, cit. II ristampa, a c.d. N. Vigliotti, Puglianello, Media Press, 2008, pp. 309 e 339.
[11] Cfr. S. D’Onofrio e N. Masotta, cit., pp. 312 e 324.
[12] F. Ughelli, cit. Il Ciarlanti, cit. e la lapide portano, invece: anni 63.
[13] N. Vigliotti, Il Culto Micaelico nella Grotta della Leonessa, in Cerreto Sannita, ivi, Comunità Montana del Titerno, 2000, pp. 25-27 e 21, 28
[14] Ref. L. Morone, email del 16.6.2021, ore 17.34.
[15] Id., ibid., Vid. pure N. Vigliotti, 2000, cit., p. 28 .
[16] Ref. R. Morone, cit.
[17] Cfr.. Notificazione per la Santa Quaresima del 1897. Al Diletto Clero e popolo dell’Archidiocesi di Benevento e della Diocesi suffraganea di Alife.
[18] Per dati storici e iconografia, cfr. Ferdinando Grassi-Lamberto Ingaldi, I Pastori della Cattedra Beneventana, Benevento, Auxiliatrix,1969, pp. 175-177.
Archeologa classica. Lavora presso l’Università del Salento.
Antonella Selvaggio
Architetto, libero professionista. Si occupa di progettazione architettonica, interior design e aspetti legati all’architettura del paesaggio. Dal 2021 è Consigliere dell’ordine degli Architetti della Provincia di Benevento. Ha partecipato a Mostre sul restauro architettonico e a numerose iniziative riguardanti la promozione territoriale.
Vive a Morcone. Presidente Italia Nostra Matese Alto Tammaro.
Dottore di ricerca in Ingegneria Elettronica ed informatica presso l’Università degli Studi di Napoli. Ha Svolto attività didattica presso l’Università Federico II. Vive a Telese.
Laurea in giurisprudenza presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. Dirigente amministrativa presso l’Università del Molise.



Andrea Ciervo nato a Caserta il 12.10.1975. Presbitero dal 24 novembre 2012 già Laureato in Giurisprudenza alla Federico II, con una tesi di Diritto Ecclesiastico sui Risvolti dei Patti Lateranensi col prof. Mario Tedeschi…tirocinante poi presso Studio Notaro in via Mezzocannone di Napoli…consegue il Baccalaureato presso l’Aloysianum di Padova nel 2007 con una tesi sulla Religione in Immanuel Kant col prof. Secondo Bongiovanni. Si Laurea in Sacra Teologia presso la Facoltà Teologica dell’ Italia Meridionale sezione san Tommaso nel 2012 sempre “Summa cum laude”
Presidente dell’Associazione culturale “La Biblioteca del Sannio”, dottore di ricerca presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” con una tesi sulla metadatazione della cartografia storica. Giornalista e direttore di Canale Sassuolo. Già docente a contratto di Lingua e Cultura Spagnola e Global History, presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo vanvitelliano, è attualmente tutor di Storia Contemporanea e Storia dei Partiti e Movimenti politici.






Farmacista. Dopo la laurea ha conseguito un master biennale e un corso di perfezionamento, approfondendo le conoscenze in ambito fitoterapico, micoterapico e nutraceutico, con la pubblicazione del lavoro di tesi sulla rivista di divulgazione scientifica di medicina naturale ‘Scienza Natura’ del Prof. Ivo Bianchi. Attivo nel sociale, è membro del Rotary Club Valle Telesina ed è amante dello sport e della natura. Innamorato del proprio territorio, ha iniziato a coltivare l’interesse per la storia locale.
Nato a Ponte, dove risiede. Dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato. Cultore di storia locale con particolare attenzione al periodo medievale. Ha pubblicato “Ponte tra Cronaca e Storia”, “Domenico Ocone, quarant’anni di storia pontese…”, “Le Vie di Ponte tra Storia e Leggenda”. Collabora con varie associazioni culturali.
Nato a Telese Terme ma originario di Amorosi è stato allievo del filosofo Massimo Achille Bonfantini. Laureato in Semiotica e Filosofia del Linguaggio presso l’Università l’Orientale di Napoli. Dedica le sue ricerche prevalentemente allo studio della filosofia e della psicologia dell’inconscio, come dei nuovi percorsi conoscitivi applicati alle neuroscienze. Ha pubblicato Cento petali e una rosa. Semiosi di un romanzo storico (Natan, 2016), Filosofia hegeliana e religione. Osservazioni su Sebastiano Maturi (Natan, 2017) e, recentemente, il saggio dal titolo: Nel gioco di un’incerta reciprocità: Gregory Bateson e la teoria del “doppio legame” (Ediz. Del Faro, 2020).
Musicista. Maestro di clarinetto ed orchestrale. Studioso di storia della filosofia e del ‘700 napoletano. Esperto simbolista e autore di testi esoterico/filosofici.
Nato a Napoli e residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale all’Università di Modena è stato aiuto chirurgo presso l’ospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente è pensionato. Dal 1° giugno 1978 è socio corrispondente dell’Associazione Culturale Italo Ispanica “C. Colombo – Madrid”. Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche. Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dell’Associazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio è stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.
Originario di Castelvenere. Già dipendente del Miur ora in pensione. Appassionato di Storia locale ed animatore di gruppi per la diffusione della lingua e delle tradizioni di Castelvenere.
Esperta di Comunicazione Istituzionale; in particolar modo di Social Media Policy e e di politiche agroalimentari legate all’economia di piccola scala per Slow Food, in Campania e Basilicata. Suoi contributi in ambito associativo sono legati a tradizioni e culture della terra e del territorio. Ha effettuato training in storiografia in Francia.
Dottore in Archeologia e Scienze Storiche, ha svolto diverse campagne di scavo alla necropoli del Cigno a Macchia Valfortore (CB), con l’Università degli studi di Napoli Federico II e alla necropoli di Crocifisso del tufo a Orvieto (TR), con il Parco Archeologico Ambientale dell’Orvietano e l’ Università dell’Arizona. È attuale vice Presidente della Pro Loco di Sant’Agata dei Goti (BN) dove svolge anche la funzione di OLP per il Servizio Civile Universale. È giornalista tirocinante presso la testata QuasiMezzogiorno. Sì è occupato di alcuni ambiti di archeologia della produzione del Sannio caudino. Attualmente s’interessa alle istituzioni sociali e militari del Medioevo. È vice Presidente dell’Istituto Storico Sannio Telesino.
Cultore di storia locale e delle tradizioni del suo paese. Autore del saggio “Notizie storiche ed urbanistiche di Cerreto antica” in cui ha ricostruito l’antico borgo distrutto dal terremoto del 1688.
Dottore in Legge ed autore di ricerche di Storia Locale. Ha partecipato al progetto “Un museo a colori” avente il fine di far conoscere il museo di arte ceramica di Cerreto Sannita. Le mansioni svolte sono state quelle di guida museale e bibliotecaria, e redazione di progetti e lavori di gruppo con gli altri volontari. Ha scritto un saggio nella Antologia dedicata al bicentenario della nascita di Michele Ungaro, edita dalla Società di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita.
Già sindaco di Caiazzo, dopo aver conseguito la maturità scientifica, rivolge il suo impegno politico alle battaglie del Partito Radicale, soprattutto nel campo della tutela dell’ambiente e in quello per una giustizia giusta. Nel 1980 viene eletto consigliere comunale a Caiazzo, città in cui vive, in rappresentanza della “nuova sinistra”. Nel 1982 aderisce alla Lega per l’Ambiente, promuovendo diverse iniziative per la tutela del fiume Volturno e per il recupero del patrimonio edilizio del centro storico di Caiazzo. Tra il 1987 e il 1994 è Presidente dell’Associazione Storica del Caiatino. Nel 1994 viene eletto sindaco di Caiazzo con la lista civica “Rinascita Caiatina”. Rieletto nel 1998, si adopera per una crescita socio-economica della città; realizza un programma pluriennale, che viene selezionato anche da “Sviluppo Italia” SpA per la costituzione di un Laboratorio di sperimentazione per lo sviluppo locale. Presidente dell’Associazione “Città Paesaggio” dal 2003, è coordinatore del progetto “Per una Carta dei paesaggi dell’olio e dell’olivo”, realizzato d’intesa con l’Associazione nazionale “Città dell’Olio”. Nel 2007 aderisce a Slow Food, dedicandosi soprattutto alla salvaguardia delle piccole produzioni agricole. Ha pubblicato con le Edizioni 2000diciassette: La Memoria e L’Oblio, un saggio sull’eccidio di Caiazzo durante l’ultimo conflitto mondiale.
Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza Cultore di Storia Locale ha scritto il saggio: Telesia 1349 Peste e Terremoto edizioni duemiladicessette, 2016, Cartoline da Telese ed. Unione Filatelica Beneventana, 2009; Castelvenere Valdese insieme a P. Carlo Ed. Realtà Sannita, 2016; Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita insieme a F. Pace, edito dall’ASMV nel 2019. Ha scritto nell’Antologia sulla vita di Michele Ungaro edito dalla Società di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita nel 2019.ha in corso di pubblicazione un libro di poesie. Dirige la collana di poesie della Casa Editrice FioriDiZucca. Presidente pro-tempore dell’Istituto Storico del Sannio Telesino. Premio Upupa 2017 e 2019 per gli studi di storia locale.
Insegnante, vive a Caiazzo. È Presidente del’Associazione Storica del Caiatino.
Maestro elementare, appassionato studioso e cultore di Storia Locale.
Biologo residente a Telese Terme. Cultore di storia locale con particolare riferimento alla storia del periodo sannitico. È autore del saggio “La Leonessa e il fenomeno luminoso nella grotta di Sant’Angelo” edito da Fioridizucca nel 2022.
Sannita di origini e toscano d’adozione. Medico anestesista, ha coltivato con interesse e particolarmente studiato la “Terapia del dolore”. Di tale disciplina è stato per lunghi anni docente all’Università di Siena. Ha avuto anche esperienze di insegnamento all’estero (Bobigny Paris nord, Accademia Russa delle Scienze mediche, Accademia Lettone di Scienze odontoiatriche). Ufficiale medico dell’Esercito italiano, è appassionato di esoterismo, di cultura e tradizioni popolari. E’ autore di saggistica. Ha recentemente pubblicato saggio su “Massoneria, relazioni umane e comunicazione tecnologica” edito da Fioridizucca edizioni.
Giornalista professionista. Scrittore di romanzi e direttore di diverse testate radio televisive. Fondatore del sito: Neifatti.it
Medico specialista in oncologia e cure palliative è autore principalmente di pubblicazioni scientifiche di settore in lingua inglese ed italiana. È stato inoltre relatore
Laurea magistrale in Lettere. Docente a Prato. Ha approfondito gli eventi storici che portarono alla “Marcia della fame” del 1957 nei comuni del Valfortore sannita. Ha scritto il “Catasto Onciario della Terra di San Salvatore”.
Medico e scrittore. Ha all’attivo numerose collaborazioni con riviste di carattere storico. Ha pubblicato una Vita di San Leucio, il libro: “Da Casale a Comune” e la Storia della Parrocchiale Santa Maria Assunta di San Salvatore Telesino. Ha partecipato all’Antologia “Dieci Medici Raccontano”, che ha ottenuto il “Premio Rufolo 2019”. Premio Olmo 2009 per il romanzo storico «L’ultima notte di Bedò», è anche autore di alcuni saggi sulla Storia della Medicina tra cui uno studio sulla Depressione dal titolo «Il potere misterioso della bile nera, breve storia della depressione da Ippocrate a Charlie Brown». Nel 2024 ha pubblicato “Fu la peste” e “Islam a Telesia” per ABE Editore Napoli. Fondatore e Direttore Editoriale della Casa Editrice Fioridizucca.
Studioso della storia del Risorgimento e cultore del periodo Borbonico, ha recentemente collaborato con un suo scritto all’antologia biografica dedicata a Michele Ungaro. Ha in corso un saggio su Sanchez De Luna, un Vescovo del ‘700.

Scrittore, poeta e divulgatore culturale. Medico di continuità assistenziale. Autore di diversi saggi storici e racconti. Ha partecipato all’antologia “Dieci Medici Raccontano”. Fondatore del Premio Nazionale Olmo che tutti gli anni si svolge in Raviscanina (Ce).
Dottore in Lettere. all’Università di Salerno, indirizzo “storico medievale”. Si è poi laureata in Scienze della Formazione primaria all’Ateneo di Campobasso. Studiosa della storia della sua città. Lettrice instancabile di autori italiani e stranieri, si occupa della formazione di piccoli lettori e poeti. È insegnante nella Scuola Primaria da quindici anni. Ha sperimentato innovative metodologie di approccio alla lettura utilizzando le nuove tecnologie che hanno portato alla pubblicazione di una ricerca dal titolo: TIC e DSA. Riflessioni ed esperienze sulle nuove frontiere della pedagogia speciale, Ed. EriksonLive. La storia locale e la ricerca accurata le ha permesso di pubblicare anche un Saggio in storia medievale sull’assetto urbano e riorganizzazione del territorio della Benevento nei sec. XI e XII. Animatore culturale, scrive poesie per fermare in foto-scritte, attimi di vita.
Medico di Emergenza territoriale residente in Puglianello. Ha collaborato all’opera Dieci Medici Raccontano.
Lorenzo Piombo, medico psichiatra, dirigente del Dipartimento Salute Mentale della ASL di Benevento. Ricercatore e studioso di storia. Vive e opera a Morcone.
Avvocato. Patrocinante in Cassazione. Scrittore di Storia Locale. Opera a Guardia Sanframondi.
Promotore culturale dell’area di Faicchio. Dopo aver conseguito la maturità classica si è laureato in Economia. È dirigente d’impresa a Milano nel settore delle borse valori e mercati finanziari. Ha scritto diversi articoli sulla stampa finanziaria nazionale, tra cui il Sole 24 Ore ed Investire. È appassionato di cultura locale, ha vinto il premio Prosa IX Premio letterario dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Titolare delle strutture ricettive “Magie del Sannio” ha dato vita anche al “Piccolo Museo privato di Faicchio Magie del Sannio”.
Dottore in Storia. Autore di un saggio storico, conseguente a ricerca d’archivio, sul suo Comune dal titolo: Faicchio 1920 – 1946 dall’avvento del Fascismo alla nascita della Repubblica, 2016.
Medico ed esperto di storia della gastronomia.
Architetto e docente. Appassionato cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, città in cui vive. Ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti. Collabora con il Blog dell’Istituto Storico del Sannio di cui è socio fondatore. È autore del saggio “Cominium Ocritum e le forche caudine: una storia
Studioso del ‘700 napoletano e dell’epopea di Federico II ha approfondito in modo particolare le influenza arabe sull’architettura napoletana. Studioso di suffisso e di religioni orientali.
Medico del Lavoro. Regista teatrale. Giornalista pubblicista. Fondatore di “Byblos”, la biblioteca del Sannio. Scrittore e divulgatore della storia e dei personaggi del Sannio, ha pubblicato “A tavola nel Sannio”, una guida ai ristoranti della provincia di Benevento; “Dietro la Leggenda” (2016), una raccolta di racconti ispirati a fiabe e a leggende del Sannio. Nel 2017 ha pubblicato “Samnes”, un romanzo storico sull’epopea sannita. Ha curato la trascrizione del manoscritto e la stampa dei tre volumi delle “Memorie storiche di Cerreto Sannita per Arcidiacono Nicola Rotondi”. Nel 2019 ha pubblicato “Guida alla Valle Telesina e al Sannio”. Ha pubblicato “Il delitto del pozzo dei pazzi”, un medical-thriller ambientato nel primo ‘900 nell’ospedale degli Incurabili di Napoli. È autore della “Storia di Cerreto dalla preistoria alla seconda guerra mondiale (2022) e di “Fiabe e Favole in cerretese”, edito da Fioridizucca. (2023).
È nato e vive a Castelvenere. Già docente di materie letterarie nella scuola statale, ha pubblicato diverse raccolte di liriche, pagine di ricerca letteraria, studi relativi alla cultura popolare. È presente in antologie, dizionari bio-bibliografici e testi scolastici. Appassionato si storia e di tradizioni locali, è membro di associazioni culturali nazionali. I suoi versi hanno ricevuto giudizi positivi da parte della critica e in concorsi letterari si è classificato ai primi posti.
Giornalista Pubblicista. Esperto di Enologia, collabora a diversi siti web del settore. Collaboratore del blog lucianopignataro.it è responsabile dell’Ufficio Stampa del Sannio Consorzio Tutela Vini. 
Infaticabile animatore culturale dell’area del Caiatino e del Casertano. Allievo del prof. Galasso. Fondatore di Gruppi culturali dediti alla divulgazione della storia del Territorio, attualmente responsabile di Procedimento Unità Operativa Biblioteca civica e Archivio Storico del Comune di Caiazzo.