Questo lavoro รจ un estratto del libro โTeleseโ di cui sto curando la pubblicazione coadiuvato da molti altri appassionati di Storia Locale dellโIstituto Storico del Sannio Telesino. Le biografie dei Vescovi telesini furono oggetto di un approfondito lavoro alla fine dellโ800 da parte di mons. Giovanni Rossi. Agli inizi del 2000, su spinta del Vescovo de Rosa, mons. Nicola Vigliotti ne curรฒ una riedizione. Nel testo sulla Storia di Telese, che stiamo redigendo, abbiamo, faticosamente, tentato di ampliare le singole biografie ormai decisamente datate.
Questo vescovo รจ appartenuto alla Congregazione Benedettina di Monte Oliveto (O.S.B. Oliv.) detti anche Olivetani.[1]

Questo Ordine ha ottenuto, nel tempo, un Cardinale, due Arcivescovi e 16 vescovi). Classico ordine monastico maschile di ordinamento Papale confederato con lโOrdine di San Benedetto (Benedettini). Lo troviamo Priore del Monastero di San Michele in Bosco, a Bologna sua cittร natale, nel quale eserciterร il suo ruolo per soli quattro anni nella media abituale di permanenza di un Priore prima e di un Abbate dopo che era solo di due o tre anni. Eletto a pieni voti come Abate Generale nel 1596, Placido Fava (De Faba o De Fabio), al secolo Ludovico, era nato a Bologna il 16 agosto del 1546. Il padre Costanzo Fava era imparentato con la nobile famiglia, il cui palazzo cittadino fu affrescato alla fine del Cinquecento dalla bottega dei Carracci.[2] La madre era Giustina Razzali.[3]
A soli undici anni Ludovico entrรฒ nel monastero bolognese di San Michele in Bosco, ricevendo lโabito olivetano e distinguendosi per lโaltezza dellโingeno e lโamore allo studio, che lo portรฒ ben presto a ricoprire la carica di Prefetto degli Studi. Insigne predicatore, Placido Fava, fu chiamato a tenere sermoni nelle principali corti italiane, e in particolare a Roma, su invito del Cardinale Odoardo Farnese. Il duca Ottavio Farnese lo volle a Piacenza, Francesco della Rovere a Urbino, Guglielmo Gonzaga a Mantova, il Doge a Venezia. Fu inoltre invitato a Siena e a Pisa dai rispettivi arcivescovi.[4]
Uomo di lettere, amante dellโarte, Ludovico, in rapporto con gli Olivetani da una parte e con i Farnese dallโaltra, non dovette restare indifferente alle novitร pittoriche introdotte dallโAccademia Carraccesca, di cui doveva aver ben presente le realizzazioni bolognesi il Palazzo Fava, e seguire con interesse quelle romane in Palazzo in Palazzo Farnese. Questa sua capacitร organizzative e la passione per lโarte lo renderร uno dei personaggi piรน noti del suo tempo[5] e nellโultimo decennio del Cinquecento, alla guida di San Michele in Bosco, pronto a rivoluzionare il monastero non solo dal punto di vista spirituale, ma anche con imprese edilizie e decorative. Di particolare menzione la ristrutturazione del secondo cortile[6] affidata allโarchitetto Fiorini che creรฒ un nuovo percorso di accesso alla foresteria, ai refettori, dispense di cucina ed ai servizi del Monastero. Il Fava pretese al centro una cisterna decorata in marmo con la figura dellโArcangelo Michele vincitore sul demonio.
Raccolse inoltre una ricchissima biblioteca presso Monte Oliveto Maggiore, purtroppo distrutta in seguito alle soppressioni.[7]
Desideroso di conferire al Monastero un ruolo assolutamente centrale, fece costruire una strada perchรฉ i pellegrini potessero piรน comodamente raggiungere il luogo e, divenuto abate generale, molto caro a papa Clemente VIII, nel 1598 volle ospitarvi il pontefice in viaggio per Ferrara.
Lโinteresse del Fava per la cultura umanistica e lโarte รจ documentato, oltre che dai suoi scritti personali come i Privilegia Sacrae Congregationis Monachorum S. Mariae Montis Oliveti [8] anche dalla commissione a Jacopo Ligozzi della pala con la Nativitร della Vergine, destinata alla chiesa del Monastero di Monteoliveto Maggiore.[9]
Questa pala ebbe una storia travagliata in quanto il granduca Fernando di Toscana apprezzรฒ a tal punto il dipinto che lo volle per sรฉ, probabilmente per inviarlo in Spagna come dono per il matrimonio dellโinfanta Isabella.[10] Il Ligozzi ne confezionรฒ una replica per gli Olivetani, che si trova tuttora sullโaltare maggiore.[11]
Placido Fava scrive, il 21 maggio 1599 a Ferdinando I una accorata lettera di ringraziamento per lโinvio dellโopera del Ligozzi.[12]
Il sodalizio del Fava con il cardinale di Santa Cecilia fu duraturo, i due religiosi si trovavano, come documentano numerose lettere, insieme a Monteoliveto il 22 aprile 1599, quando il cardinale prese parte ai Comizi Generali solennemente indetti dal Fava, che quello stesso anno, lasciato il ruolo di Abate Generale al termine del suo triennio, fu nuovamente eletto Abate di San Michele in Bosco, carica che non potรฉ tuttavia ricoprire a lungo perchรฉ il pontefice lo volle nello stesso 1599 alla guida della diocesi di Castro. Sotto la guida del Cardinale Sfondrati, protettore degli Olivetani, il Fava ospiterร il pittore Guido Reni, che proprio nel suo Monastero terminerร : La visione di SantโEustachio.[13]
Questa sua passione per lโarte lo renderร uno dei personaggi e mecenati piรน noti del suo tempo.[14]
Il pittore era una vecchia conoscenza degli Olivetani, il cui apprezzamento per le nuove leve pittoriche bolognesi รจ peraltro documentato in quegli anni da tutta la decorazione del monastero bolognese. Dati i rapporti del cardinale con lโOrdine, il patronage del Fava non fu certamente estraneo allโelezione di Guido a pittore di Santa Cecilia. Il Reni giunse a Roma con una copia del Santa Cecilia, un dipinto di Raffaello come biglietto da visita per il ยซcantiere di Santa Cecilia in Trastevereยป.[15]
I Cardinali Sfondrati e Giovanni Antonio Facchinetti, allโepoca titolari della romana basilica dei Santi Quattro Coronati, furono i presentatori del Reni a Roma. Il Fava ebbe il ruolo di pagatore dellโopera con cui il pittore bolognese si presentรฒ nella Capitale. Questo pagamento avvenne il 18 dicembre del 1600 ed il compenso dellโopera fu di 150 scudi. Questo ruolo centrale di Fava nella vicenda dimostra lo stretto legame tra lโAbate ed il Cardinale a cui lโAbate era debitore perla speciale dispensa che permise il suo passaggio al generalato (1596), passo decisivo per il successivo ottenimento del vescovado di Castro in Terra dโOtranto nel gennaio del 1600. Il Reni rimase legato agli olivetani bolognesi ed allโAbate Fava al punto che di ritorno a Bologna affrescรฒ per il chiostro di San Michele in Bosco il San Bernardo nella grotta di Subiaco, una pittura purtroppo scomparsa, perchรฉ eseguita con lโassai deperibile tecnica dellโolio su muro.[16]
Sempre come protettore di artisti il Fava si distinse nei confronti di Adriano Banchieri[17] uno dei piรน noti madrigalisti italiani. Questi nella seconda edizione della sua opera didattica lโOrgano Suonarino[18] loda lโOrdine Olivetano ed il Monastero dove prese i voti: โโฆil soave giogo dell’obbedienza nella Religione Olivetana et obligo patticolate ch’io devo vintiquattr’anni sono all’onoratissimo Monastero di S. Michele in Bosco…โ, di cui era Abate proprio il Fava. Per poi ringraziarlo personalmente nelle Lettere Armoniche (1628) dove si legge: โโฆhavendomi ella dato l’habito nella Congregatione Olivetana in natione tanto onorata, quant’รจ la Bolognese, ed aggregato suo figlio spirituale nel tiguardevole Monastero di S. Michele in Boscoโฆโ. Ancora ulteriore ringraziamento in una dedica, datata 1 febbraio 1598), rivolta allo stesso prelato, in occasione della pubblicazione del libro dei Salmi a 5 voci, che vengono definiti dall’autore:โโฆnati e nodriti sotto il favore della protettione, che diece anni continui, s’รจ compiaciuta havere di me in ogni occasioneโฆโ.[19]

Nel 1595 Niccolรฒ degli Oddi, padovano dellโAccademici Catenati, [21] gli dedicรฒ unโode dal titolo: In lode al reverendissimo don Placido Fava abate generale della congregazione di Monte Oliveto. [22]
Il 29 aprile del 1596 ottenne una dispensa[23] per la promozione al generalato, passo decisivo verso la promozione a vescovo di Castro, ratificata da Papa Clemente VIII nel 1599. [24]
Divenne vescovo di Castro di Puglia il 19 gennaio del 1600 ed ordinato nel nuovo ruolo il giorno dopo. In attuazione delle decisioni del Concilio di Trento, Placido Fava indisse il primo sinodo diocesano nella storia della diocesi pugliese.[25]
A Telese giunse il 17 novembre del 1604 dove, appena un anno dopo il 19 novembre del 1605,[26] si spense a Monte Oliveto di Napoli dove fu seppellito. Era stato consacrato il 24 febbraio del 1600 in Roma, secondo il Rossi, dal Cardinale Alfonso Paleotto, Arcivescovo di Bologna, nella Chiesa di S. Marta in Vaticano.[27] In realtร il giorno della suo ordinazione vescovile ebbe come consacratore principale il cardinale Ottaviano Paravicini da SantโAlessio coiaduvato nella consacrazione dai vescovi di Bitetto, Valeriano Muti e quello di Mottola (Motula), Silvestro Tufo.
A Telese dimorรฒ solo nove mesi e secondo lโarciprete di Pietraroia: โโฆsโintese esser egli buon predicatore, ma non fรจ dimostrazioni di sua vita, perchรฉ morte interpose i suoi mezziโฆโ.
โฆche abbia risieduto in diocesi, non ci sono dubbi anche per il fatto che acquistรฒ da Giovan Battista eFlavio De Palmaun ortopresso le mura della cittร di Cerreto e di fronte al palazzo vescovile che, giร in buone condizioni, essendo statocostruito pochi anni prima della ciutata donazione del Mazzacane, era stato reso funzionale da monsignor Savino cheโฆvi aveva preso stabile e comoda dimoraโฆ.[28]
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[1] La congregazione, sorta presso Siena come comunitร eremitica a opera di san Bernardo Tolomei, per volere del vescovo di Arezzo Guido Tarlati passรฒ al cenobitismo sotto la regola di san Benedetto. La congregazione si caratterizzรฒ per la limitazione temporale della carica di abate (gli abati benedettini erano eletti a vita) e per la facilitร con cui i monaci potevano trasferirsi da un monastero a un altro (i monaci benedettini erano obbligati dal voto di stabilitร a risiedere nel monastero dove avevano professato). Schwaiger G., La vita religiosa dalle origini ai nostri giorni, Milano, San Paolo, 1997
[2] Giovanni Battista di Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti, Giornale araldico, Pisa, 1886, p. 394.
[3] Scarpini M, I Monaci Benedettini di Monte Oliveto, S. Salvatore Monferrato, 1952, p.201.
[4] Scarpini M, I Monaci Benedettini di Monte Oliveto, S. Salvatore Monferrato, 1952, p.202.
[5] Terzaghi M. C., Caravaggio, Annibale Carracci, Guido Reni tra le ricevute del Banco Herrera & Costa, LโErma di Bretschneider, 2007, pp. 173-174.
[6] โโฆQuadrangolare lungo piedi 95 e largo piedi 82 si puรฒ egli dire il piรน vecchio di fabbricaโฆโ. Arzo L., Indicazione storico-artistica delle cose spettanti alla villa Legatizia di San Michele in Bosco giร Monastero Deโ RR PP. Olivetani monumento tra i piรน celebri suburbani di Bologna, Tipografia Governativa alla Volpe, 1850.
[7] Terzaghi M.C., Caravaggio, Annibale Carracci, Guido Reni tra le ricevute del Banco Herrera & Costa, LโErma di Bretschneider, 2007, pp. 173-174.
[8] Fava P., Privilegia Sacrae Congregationis Monachorum S. Mariae Montis Oliveti, Bologna, presso Giovanni de Rossi, 1580.
[9] 133 Conigliello L., Jacopo Ligozzi pittore e La Verna. In: Altro monte non ha piรน santo il Mondo, La Verna (Arezzo), 26-28 luglio 2014, Edizioni studi francescani, vol. 4, 2018, pp. 195-207. Cfr.: Thomas G.M., LโAbbaye de Mont-Olivet-Majeur, Firenze, 1883, p. 104-105 e Conigliello L., L’altra faccia di Arcimboldo, Paragone Arte, vol. XLIII, 1992, pp. 33 e 44, nota 134. โโฆIl Ligozzi riceve 50 scudi a conto di una tavola grande che faโฆโ. A.S.F., Guardaroba Medicea 214, c 22r., stessa notizia nella filza 212, c. 6s.
[10] Lettera del 3 maggio 1599 inviata dallโabate Placido Fava al granduca Ferdinando, Archivio di Stato di Firenze, Archivio Mediceo del Principato, 891, c. 14. Cfr.: Conigliello L., Jacopo Liggozzi, le vedute del sacro monte della Verna: i dipinti di Poppi e Bibbiena, Comune di Poppi, Edizione della Biblioteca Comunale Rillana, 1992.
[11] Conigliello L., L’altra faccia di Arcimboldo, Paragone Arte, vol. XLIII, 1992, pp. 33 e 44, nota 137.
[12] A.S.F., Mediceo del Principato, 89l, c, 14.
[13] Guido Reni, Visione di SantโEustachio, Genova, giร collezione Durazzo Pallavicini.
[14] Terzaghi M. C., Caravaggio, Annibale Carracci, Guido Reni tra le ricevute del Banco Herrera & Costa, LโErma di Bretschneider, 2007, pp. 173-174.
[15] Terzaghi M. C., Caravaggio, Annibale Carracci, Guido Reni tra le ricevute del Banco Herrera & Costa, LโErma di Bretschneider, 2007, p. 132.
[16] Gallo G., Principi di Santa Romana Chiesa. I Cardinali e l’Arte, Ed. Cangemi, 2015. Cfr.: Antonio di Paolo Masini, Bologna perlustrata, in cui si fa mentione ogni giorno, 1650, p. 694.
[17] Adriano Banchieri, nato Tommaso Banchieri (Bologna, 3 settembre 1568-1634), รจ stato un musicista, compositore, poeta e monaco italiano del tardo Rinascimento e dell’inizio dell’era barocca. Noto anche come Adriano da Bologna e con gli pseudonimi: Attabalibba dal Perรน, Camillo Scaligeri della Fratta e il Dissonante. Egli entrรฒ nell’Ordine Benedettino Olivetano nel monastero di S. Michele in Bosco
a Bologna nel 1587; lโingresso ufficiale avvenne poco piรน tardi (8 settembre 1589) quando fu accettato come novizio con la cerimonia della vestizione e dell’imposizione del nuovo nome. La solenne professione dei voti monastici ebbe luogo il 16 settembre 1590s. Zotti C., Le sourire du moine: Adriano Banchieri bolonais, musicien, homme de lettres pรฉdagogue, รฉquilibriste sur le fil des querelles du seicento, Serre, Nice, 2009.
[18] LโOrgano Suonarino, Edizione di Ricciardo Amadino, Venezia, 1605.
[19] Lorenzi E., Il Monastero di San Michele in Bosco e l’Istituto Ortopedico Rizzoli, Bologna, Pendragon, 2006. Cfr.: Mischiati O., Gli antichi organi della Provincia e dell’Arcidiocesi di Bologna, Regesto, in: L’organo, Rivista di cultura organaria e organistica, Bologna, Patron, 2008 (XL), pp. 5-365.
[20] Vogli G.G., Tavole cronologiche degli uomini illustri per lettere, e impieghi nudriti dall’Universitร di Bologna, o usciti della medesima dal principio del passato secolo in quร . Ad uso di chi volesse scrivere la storia di detta Universitร compilate dal dottore Gio. Giacinto Vogli, 1726.
[21] Bertinelli G. A., Catalogo delle opere antiche e moderne Italiane e forestiere che sono vendibili nella libreria di Giovanni Gallarini librajo bibliografo in Roma, 1856, p.403
[22] Saggio di bibliografia della poesia religiosa (1471-1600), disp.let.uniroma1.it,
[23] Rivista Storica Benedettina, Vol. 11-12, Ed. Santa Maria Nova, 1916
[24] Campanini M. S., Il chiostro dei Carracci a San Michele in Bosco, Collana Rapporti, nยฐ 71, Nuova Alfa Editoriale, 1993; Cfr.: Ludovico Carracci. A cura di Andrea Emiliani. Con scritti di Maria Silvia Campanini, Gail Feigenbaum, Sydeny J. Freedberg, Giovanna Perini, Anna Stanzani, Bologna, Nuova Alfa Editoriale,1992, p.184.
[25] Luigi Maggiulli, Castro. Monografia, Galatina, 1896, p. 166.
[26] Altri indicano la data del 14 settembre del 1605.
[27] Rossi G., Catalogo deโ Vescovi di Telese.
[28] Pescitelli R.,Chiesa Telesina, Tipografia Auxiliatrix, Benevento,1979, p. 45.
Archeologa classica. Lavora presso l’Universitร del Salento.
Antonella Selvaggio
Architetto, libero professionista. Si occupa di progettazione architettonica, interior design e aspetti legati all’architettura del paesaggio. Dal 2021 รจ Consigliere dell’ordine degli Architetti della Provincia di Benevento. Ha partecipato a Mostre sul restauro architettonico e a numerose iniziative riguardanti la promozione territoriale.
Vive a Morcone. Presidente Italia Nostra Matese Alto Tammaro.
Dottore di ricerca in Ingegneria Elettronica ed informatica presso l’Universitร degli Studi di Napoli. Ha Svolto attivitร didattica presso l’Universitร Federico II. Vive a Telese.
Laurea in giurisprudenza presso l’Universitร degli Studi “La Sapienza” di Roma. Dirigente amministrativa presso l’Universitร del Molise.



Andrea Ciervo nato a Caserta il 12.10.1975. Presbitero dal 24 novembre 2012 giร Laureato in Giurisprudenza alla Federico II, con una tesi di Diritto Ecclesiastico sui Risvolti dei Patti Lateranensi col prof. Mario Tedeschi…tirocinante poi presso Studio Notaro in via Mezzocannone di Napoli…consegue il Baccalaureato presso l’Aloysianum di Padova nel 2007 con una tesi sulla Religione in Immanuel Kant col prof. Secondo Bongiovanni. Si Laurea in Sacra Teologia presso la Facoltร Teologica dell’ Italia Meridionale sezione san Tommaso nel 2012 sempre “Summa cum laude”
Presidente dellโAssociazione culturale โLa Biblioteca del Sannioโ, dottore di ricerca presso lโUniversitร degli Studi della Campania โLuigi Vanvitelliโ con una tesi sulla metadatazione della cartografia storica. Giornalista e direttore di Canale Sassuolo. Giร docente a contratto di Lingua e Cultura Spagnola e Global History, presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo vanvitelliano, รจ attualmente tutor di Storia Contemporanea e Storia dei Partiti e Movimenti politici.






Farmacista. Dopo la laurea ha conseguito un master biennale e un corso di perfezionamento, approfondendo le conoscenze in ambito fitoterapico, micoterapico e nutraceutico, con la pubblicazione del lavoro di tesi sulla rivista di divulgazione scientifica di medicina naturale ‘Scienza Natura’ del Prof. Ivo Bianchi. Attivo nel sociale, รจ membro del Rotary Club Valle Telesina ed รจ amante dello sport e della natura. Innamorato del proprio territorio, ha iniziato a coltivare l’interesse per la storia locale.
Nato a Ponte, dove risiede. Dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato. Cultore di storia locale con particolare attenzione al periodo medievale. Ha pubblicato “Ponte tra Cronaca e Storia”, “Domenico Ocone, quarant’anni di storia pontese…”, “Le Vie di Ponte tra Storia e Leggenda”. Collabora con varie associazioni culturali.
Nato a Telese Terme ma originario di Amorosi รจ stato allievo del filosofo Massimo Achille Bonfantini. Laureato in Semiotica e Filosofia del Linguaggio presso l’Universitร l’Orientale di Napoli. Dedica le sue ricerche prevalentemente allo studio della filosofia e della psicologia dell’inconscio, come dei nuovi percorsi conoscitivi applicati alle neuroscienze. Ha pubblicato Cento petali e una rosa. Semiosi di un romanzo storico (Natan, 2016), Filosofia hegeliana e religione. Osservazioni su Sebastiano Maturi (Natan, 2017) e, recentemente, il saggio dal titolo: Nel gioco di un’incerta reciprocitร : Gregory Bateson e la teoria del “doppio legame” (Ediz. Del Faro, 2020).
Musicista. Maestro di clarinetto ed orchestrale. Studioso di storia della filosofia e del ‘700 napoletano. Esperto simbolista e autore di testi esoterico/filosofici.
Nato a Napoli e residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia allโUniversitร di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale allโUniversitร di Modena รจ stato aiuto chirurgo presso lโospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente รจ pensionato.ย Dal 1ยฐ giugno 1978 รจ socio corrispondente dellโAssociazione Culturale Italo Ispanica โC. Colombo โ Madridโ.ย Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche.ย Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dellโAssociazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio รจ stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.
Originario di Castelvenere. Giร dipendente del Miur ora in pensione. Appassionato di Storia locale ed animatore di gruppi per la diffusione della lingua e delle tradizioni di Castelvenere.
Esperta di Comunicazione Istituzionale; in particolar modo di Social Media Policy e e di politiche agroalimentari legate all’economia di piccola scala per Slow Food, in Campania e Basilicata. Suoi contributi in ambito associativo sono legati a tradizioni e culture della terra e del territorio. Ha effettuato training in storiografia in Francia.
Dottore in Archeologia e Scienze Storiche, ha svolto diverse campagne di scavo alla necropoli del Cigno a Macchia Valfortore (CB), con lโUniversitร degli studi di Napoli Federico II e alla necropoli di Crocifisso del tufo a Orvieto (TR), con il Parco Archeologico Ambientale dellโOrvietano e lโ Universitร dell’Arizona. ร attuale vice Presidente della Pro Loco di SantโAgata dei Goti (BN) dove svolge anche la funzione di OLP per il Servizio Civile Universale. ร giornalista tirocinante presso la testata QuasiMezzogiorno. Sรฌ รจ occupato di alcuni ambiti di archeologia della produzione del Sannio caudino. Attualmente s’interessa alle istituzioni sociali e militari del Medioevo. ร vice Presidente dell’Istituto Storico Sannio Telesino.
Cultore di storia locale e delle tradizioni del suo paese. Autore del saggio “Notizie storiche ed urbanistiche di Cerreto antica” in cui ha ricostruito l’antico borgo distrutto dal terremoto del 1688.
Dottore in Legge ed autore di ricerche di Storia Locale. Ha partecipato al progetto “Un museo a colori” avente il fine di far conoscere il museo di arte ceramica di Cerreto Sannita. Le mansioni svolte sono state quelle di guida museale e bibliotecaria, e redazione di progetti e lavori di gruppo con gli altri volontari. Ha scritto un saggio nella Antologia dedicata al bicentenario della nascita di Michele Ungaro, edita dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita.
Giร sindaco di Caiazzo, dopo aver conseguito la maturitร scientifica, rivolge il suo impegno politico alle battaglie del Partito Radicale, soprattutto nel campo della tutela dell’ambiente e in quello per una giustizia giusta. Nel 1980 viene eletto consigliere comunale a Caiazzo, cittร in cui vive, in rappresentanza della “nuova sinistra”. Nel 1982 aderisce alla Lega per l’Ambiente, promuovendo diverse iniziative per la tutela del fiume Volturno e per il recupero del patrimonio edilizio del centro storico di Caiazzo. Tra il 1987 e il 1994 รจ Presidente dell’Associazione Storica del Caiatino. Nel 1994 viene eletto sindaco di Caiazzo con la lista civica “Rinascita Caiatina”. Rieletto nel 1998, si adopera per una crescita socio-economica della cittร ; realizza un programma pluriennale, che viene selezionato anche da “Sviluppo Italia” SpA per la costituzione di un Laboratorio di sperimentazione per lo sviluppo locale. Presidente dell’Associazione “Cittร Paesaggio” dal 2003, รจ coordinatore del progetto “Per una Carta dei paesaggi dell’olio e dell’olivo”, realizzato d’intesa con l’Associazione nazionale “Cittร dell’Olio”. Nel 2007 aderisce a Slow Food, dedicandosi soprattutto alla salvaguardia delle piccole produzioni agricole. Ha pubblicato con le Edizioni 2000diciassette: La Memoria e LโOblio, un saggio sullโeccidio di Caiazzo durante l’ultimo conflitto mondiale.
Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza Cultore di Storia Locale ha scritto il saggio: Telesia 1349 Peste e Terremoto edizioni duemiladicessette, 2016, Cartoline da Telese ed. Unione Filatelica Beneventana, 2009; Castelvenere Valdese insieme a P. Carlo Ed. Realtร Sannita, 2016; Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita insieme a F. Pace, edito dallโASMV nel 2019. Ha scritto nellโAntologia sulla vita di Michele Ungaro edito dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita nel 2019.ha in corso di pubblicazione un libro di poesie. Dirige la collana di poesie della Casa Editrice FioriDiZucca. Presidente pro-tempore dellโIstituto Storico del Sannio Telesino. Premio Upupa 2017 e 2019 per gli studi di storia locale.
Insegnante, vive a Caiazzo. ร Presidente del’Associazione Storica del Caiatino.
Maestro elementare, appassionato studioso e cultore di Storia Locale.
Biologo residente a Telese Terme. Cultore di storia locale con particolare riferimento alla storia del periodo sannitico. ร autore del saggio “La Leonessa e il fenomeno luminoso nella grotta di Sant’Angelo” edito da Fioridizucca nel 2022.
Sannita di origini e toscano d’adozione. Medico anestesista, ha coltivato con interesse e particolarmente studiato la “Terapia del dolore”. Di tale disciplina รจ stato per lunghi anni docente all’Universitร di Siena. Ha avuto anche esperienze di insegnamento all’estero (Bobigny Paris nord, Accademia Russa delle Scienze mediche, Accademia Lettone di Scienze odontoiatriche). Ufficiale medico dell’Esercito italiano, รจ appassionato di esoterismo, di cultura e tradizioni popolari. E’ autore di saggistica. Ha recentemente pubblicato saggio su “Massoneria, relazioni umane e comunicazione tecnologica” edito da Fioridizucca edizioni.
Giornalista professionista. Scrittore di romanzi e direttore di diverse testate radio televisive. Fondatore del sito: Neifatti.it
Medico specialista in oncologia e cure palliative รจ autore principalmente di pubblicazioni scientifiche di settore in lingua inglese ed italiana. ร stato inoltre relatore
Laurea magistrale in Lettere. Docente a Prato. Ha approfondito gli eventi storici che portarono alla โMarcia della fameโ del 1957 nei comuni del Valfortore sannita. Ha scritto il “Catasto Onciario della Terra di San Salvatore”.
Medico e scrittore. Ha allโattivo numerose collaborazioni con riviste di carattere storico. Ha pubblicato una Vita di San Leucio, il libro: โDa Casale a Comuneโ e la Storia della Parrocchiale Santa Maria Assunta di San Salvatore Telesino. Ha partecipato allโAntologia โDieci Medici Raccontanoโ, che ha ottenuto il “Premio Rufolo 2019”. Premio Olmo 2009 per il romanzo storico ยซL’ultima notte di Bedรฒยป, รจ anche autore di alcuni saggi sulla Storia della Medicina tra cui uno studio sulla Depressione dal titolo ยซIl potere misterioso della bile nera, breve storia della depressione da Ippocrate a Charlie Brownยป. Nel 2024 ha pubblicato “Fu la peste” e “Islam a Telesia” per ABE Editore Napoli. Fondatore e Direttore Editoriale della Casa Editrice Fioridizucca.
Studioso della storia del Risorgimento e cultore del periodo Borbonico, ha recentemente collaborato con un suo scritto allโantologia biografica dedicata a Michele Ungaro. Ha in corso un saggio su Sanchez De Luna, un Vescovo del โ700.

Scrittore, poeta e divulgatore culturale. Medico di continuitร assistenziale. Autore di diversi saggi storici e racconti. Ha partecipato all’antologia “Dieci Medici Raccontano”. Fondatore del Premio Nazionale Olmo che tutti gli anni si svolge in Raviscanina (Ce).
Dottore in Lettere. all’Universitร di Salerno, indirizzo “storico medievale”. Si รจ poi laureata in Scienze della Formazione primaria all’Ateneo di Campobasso. Studiosa della storia della sua cittร . Lettrice instancabile di autori italiani e stranieri, si occupa della formazione di piccoli lettori e poeti. ร insegnante nella Scuola Primaria da quindici anni. Ha sperimentato innovative metodologie di approccio alla lettura utilizzando le nuove tecnologie che hanno portato alla pubblicazione di una ricerca dal titolo: TIC e DSA. Riflessioni ed esperienze sulle nuove frontiere della pedagogia speciale, Ed. EriksonLive. La storia locale e la ricerca accurata le ha permesso di pubblicare anche un Saggio in storia medievale sull’assetto urbano e riorganizzazione del territorio della Benevento nei sec. XI e XII. Animatore culturale, scrive poesie per fermare in foto-scritte, attimi di vita.
Medico di Emergenza territoriale residente in Puglianello. Ha collaborato all’opera Dieci Medici Raccontano.
Lorenzo Piombo, medico psichiatra, dirigente del Dipartimento Salute Mentale della ASL di Benevento. Ricercatore e studioso di storia. Vive e opera a Morcone.
Avvocato. Patrocinante in Cassazione. Scrittore di Storia Locale. Opera a Guardia Sanframondi.
Promotore culturale dellโarea di Faicchio. Dopo aver conseguito la maturitร classica si รจ laureato in Economia. ร dirigente d’impresa a Milano nel settore delle borse valori e mercati finanziari. Ha scritto diversi articoli sulla stampa finanziaria nazionale, tra cui il Sole 24 Ore ed Investire. ร appassionato di cultura locale, ha vinto il premio Prosa IX Premio letterario dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Titolare delle strutture ricettive “Magie del Sannio” ha dato vita anche al “Piccolo Museo privato di Faicchio Magie del Sannio”.
Dottore in Storia. Autore di un saggio storico, conseguente a ricerca d’archivio, sul suo Comune dal titolo: ย Faicchio 1920 – 1946 dall’avvento del Fascismo alla nascita della Repubblica, 2016.
Medico ed esperto di storia della gastronomia.
Architetto e docente. Appassionato cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, cittร in cui vive. Ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti. Collabora con il Blog dell’Istituto Storico del Sannio di cui รจ socio fondatore. ร autore del saggio “Cominium Ocritum e le forche caudine: una storia
Studioso del ‘700 napoletano e dell’epopea di Federico II ha approfondito in modo particolare le influenza arabe sull’architettura napoletana. Studioso diย suffisso e di religioni orientali.
Medico del Lavoro. Regista teatrale. Giornalista pubblicista. Fondatore di “Byblos”, la biblioteca del Sannio. Scrittore e divulgatore della storia e dei personaggi del Sannio, ha pubblicato “A tavola nel Sannio”, una guida ai ristoranti della provincia di Benevento; “Dietro la Leggenda” (2016), una raccolta di racconti ispirati a fiabe e a leggende del Sannio. Nel 2017 ha pubblicato “Samnes”, un romanzo storico sull’epopea sannita. Ha curato la trascrizione del manoscritto e la stampa dei tre volumi delle “Memorie storiche di Cerreto Sannita per Arcidiacono Nicola Rotondi”. Nel 2019 ha pubblicato “Guida alla Valle Telesina e al Sannio”. Ha pubblicato “Il delitto del pozzo dei pazzi”, un medical-thriller ambientato nel primo ‘900 nell’ospedale degli Incurabili di Napoli. ร autore della “Storia di Cerreto dalla preistoria alla seconda guerra mondiale (2022) e di “Fiabe e Favole in cerretese”, edito da Fioridizucca. (2023).
ร nato e vive a Castelvenere. Giร docente di materie letterarie nella scuola statale, ha pubblicato diverse raccolte di liriche, pagine di ricerca letteraria, studi relativi alla cultura popolare. ร presente in antologie, dizionari bio-bibliografici e testi scolastici. Appassionato si storia e di tradizioni locali, รจ membro di associazioni culturali nazionali. I suoi versi hanno ricevuto giudizi positivi da parte della critica e in concorsi letterari si รจ classificato ai primi posti.
Giornalista Pubblicista. Esperto di Enologia, collabora a diversi siti web del settore. Collaboratore del blog lucianopignataro.it รจ responsabile dell’Ufficio Stampa del Sannio Consorzio Tutela Vini. 
Infaticabile animatore culturale dellโarea del Caiatino e del Casertano. Allievo del prof. Galasso. Fondatore di Gruppi culturali dediti alla divulgazione della storia del Territorio, attualmente responsabile di Procedimento Unitร Operativa Biblioteca civica e Archivio Storico del Comune di Caiazzo.