La famiglia Sarriano, proveniente dalla Spagna, vanta origini molto antiche. Un suo componente giunse in Sicilia giร  alla fine del XIII secolo. A seguito della sconfitta e morte di Manfredi di Svevia, nella battaglia di Benevento del 26 febbraio 1266, Carlo I dโ€™Angiรฒ divenne re del Regno di Sicilia che comprendeva, oltre alla Sicilia, anche tutta lโ€™Italia Meridionale. La Sicilia, da sempre fedele alla casa Sveva, si mostrรฒ da subito particolarmente avversa ai nuovi dominatori francesi. Ciรฒ provocรฒ la reazione degli Angioini, i quali attuarono, oltre ad unโ€™opprimente politica fiscale, anche una generalizzata riduzione delle libertร . 
La rivolta scoppiรฒ la sera del 30 marzo 1282, Lunedรฌ dellโ€™Angelo, sul sagrato della chiesa del Santo Spirito, a Palermo, durante la celebrazione dei Vespri da cui prese poi il nome. 
I siciliani chiamarono in loro aiuto il re Pietro III dโ€™Aragona che aveva sposato Costanza, figlia del defunto re Manfredi di Svevia, considerata, in quanto sua erede, la legittima pretendente al Regno di Sicilia. 
Il 4 settembre, a Palermo, Pietro fu incoronato re di Sicilia con il nome di Pietro I. Tra i tanti nobili e militari giunti in Sicilia al seguito di Pietro dโ€™Aragona vi era anche il giovane Bernardo Sarriano.
Bernardo de Sarriร  (il cognome fu poi italianizzato in Sarriano) nacque nel 1266 nel castello di Confrides1Confrides รจ un piccolo comune spagnolo nella provincia di Alicante nella regione di Valenzia. in Spagna. Il padre Vidal de Sarriร , era un nobile cavaliere a cui il re Giovanni I dโ€™Aragona aveva assegnato il predetto castello di Confrides dopo la sua conquista avvenuta nel 1264.2Nel 1271 Bernardo succedette al padre nel possesso del castello. Alla sua morte, avvenuta nel dicembre 1335, visto che non vi erano eredi, il castello passerร  allโ€™infante Pietro dโ€™Aragona che era uscito vittorioso dalla contesa per la successione al trono contro i suoi fratellastri che il Sarriano aveva appoggiato.

Nel 1286 Bernardo fu dal re Giacomo I, che era succeduto al padre nellโ€™anno precedente, messo a capo di una piccola flotta di venti galee siciliane con il compito di fare incursioni lungo le coste tirreniche del Regno di Napoli. Durante questa missione, Bernardo Sarriano devastรฒ alcuni centri costieri, quali Positano e Sorrento ma, soprattutto, riuscรฌ a occupare le isole di Capri e Procida da cui controllรฒ per circa tre mesi il Golfo di Napoli attaccando e distruggendo numerosi navigli angioini. Lโ€™azione piรน eclatante fu lโ€™occupazione e la distruzione del castello di Astura, sulle coste laziali del Regno Pontificio, per vendicare il tradimento operato dal signore del posto, Giovanni Frangipane, nei confronti di Corradino di Svevia. Nellโ€™azione fu ucciso Michele Frangipane il cui padre Giovanni, nellโ€™agosto del 1268, aveva catturato Corradino di Svevia che sceso dalla Germania, per rivendicare il Regno di Napoli da Carlo Dโ€™Angiรฒ, era stato da questi sconfitto a Tagliacozzo. Dopo la battaglia Corradino con pochi compagni era riuscito a fuggire e ad arrivare nei pressi del castello di Astura. Catturato da Giovanni Frangipane, nonostante le suppliche del giovanissimo re, fu da questi consegnato a Carlo Dโ€™Angiรฒ che il 29 ottobre lo fece decapitare nella piazza del Mercato di Napoli. 
Giovanni Frangipane come premio per il suo vile e spregevole comportamento ricevette dal re Carlo dโ€™Angiรฒ i castelli di Apollosa, Torrecuso, Ponte e Fragneto. Corradino, in quanto figlio di Corrado IV fratellastro di Manfredi, era cugino della regina Costanza figlia di Manfredi, moglie di Pietro dโ€™Aragona e madre di re Giacomo I di Sicilia che aveva commissionato lโ€™impresa.   

Stemma nobiliare della famiglia Sarriano

Il primo Sarriano di cui si hanno notizie certe รจ Pietro. Secondo quanto scrive Carlo Padiglione โ€œPietro Sarriano nato in Agerola, terra allora, appartenente al Ducato di Amalfi, appena terminati gli studi elementari nel paese nativo, venne in Napoli, e qui, datosi allo studio delle leggi, vi riuscรฌ peritissimo. Salito in fama, si ebbe la cittadinanza napolitana; per lo che fu due volte nominato eletto del popolo, nel dicembre 1537, e nel giugno 1539. Fu pure giudice della Gran Corte della Vicaria, e Consigliere del Sacro Regio Consiglio di S. Chiaraโ€.3Carlo Padiglione โ€œMemorie storiche artistiche di S. Maria delle Grazie Maggiore a Capo Napoli con cenni biografici di alcuni illustri che vi furono sepoltiโ€ p.p. 118 โ€“ 120, Napoli 1855

Il Padiglione continua affermando che Pietro morรฌ nellโ€™anno 1556.4Il Padiglione arriva a questa conclusione rifacendosi allโ€™anno riportato sulla lapide di sepoltura di Pietro: โ€œPETRI SARRIANI U.J.D. REGII CONSILIARII HER SEPOLTURA ANNO DOMINI MD I VIโ€. Stabilendo che lettera, prima della V, che appare come una I, debba essere intesa invece come L, la cui parte orizzontale inferiore risulta chiaramente consumata, visto anche lo spazio tra la lettera I e la successiva lettera V e quindi debba leggersi MDLVI. Solo per completezza riportiamo anche quanto scritto da Francesco Pansa -โ€œIstoria dellโ€™antica repubblica dโ€™Amalfiโ€ฆโ€, pag. 258 – Napoli 1724 (pubblicazione postuma): โ€œNel qual anno morรฌ Pietro Sarriano oriundo di Agerola, Regio Consigliero, e fu nella sua Cappella sepolto nella medesima Chiesa di S. Maria delle Grazieโ€ฆโ€, poi continua riportando lโ€™iscrizione della lapide tombale trascrivendo la data in numeri arabi โ€œโ€ฆanno Domini 1516โ€ tratto chiaramente in errore dalla consunzione della lettera L (50) cosi come dimostrato dal Padiglione. Per completezza vedere anche nota 8.
Se, come scrive il Padiglione, Pietro, sin da piccolo รจ attestato in Agerola รจ molto probabile che i suoi genitori fossero giร  presenti in questo territorio al momento della sua nascita. Ritengo, quindi, molto verosimile quanto affermato da Aldo Cinque ยซIo credo che fu proprio la presenza dei dโ€™Aragona sul trono di Napoli (1445-1505) a favorire lโ€™arrivo in Campania dei Sarriano; non so se direttamente dalla Spagna o se, invece, dalla piรน vicina Sicilia, dove forse erano giunti durante quel secolo e mezzo che vide lโ€™isola giร  aragonese e il sud Italia peninsulare ancora in mano agli Angioini. In ogni caso risalgono al Quattrocento le prime attestazioni del cognome Sarriano dalle nostre partiยป.5Aldo Cinque โ€œI Sarriano di Agerolaโ€ Pubblicato in data 27 febbraio 2016 sul blog โ€œda Jerula ad Agerolaโ€.

Il 9 marzo del 1538 con istrumento, stipulato dal notaio Santillo Pagano di Napoli, Pietro comprรฒ, da Diomede Carafa II,6Diomede Carafa apparteneva a una delle piรน potenti famiglie del Regno. Era figlio di Giovan Tommaso Carafa signore di Formicola, Pontelatrone, Pomigliano, Sessa, Cancello, Maddaloni, Cerreto, Pietraroia, Civitella, Guardia, San Lorenzo, Limata, San Lupo, Pontelandolfo, Casalduni e Ferrarisi. per la somma di 7000 ducati, il castello di Casalduni e il feudo di Ferrarisi. Lโ€™assenso sovrano fu firmato in Napoli dal vicerรฉ Don Pietro di Toledo, Marchese di Villafranca, e dal suo Regio Collaterale Consiglio il giorno18 dello stesso mese.7Erasmo Ricca โ€œLa Nobiltร  del Regno delle Due Sicilieโ€ Vol. I Casalduni pp. 194-204 – Napoli 1862
Pietro Sarriano moriva il 19 marzo del 1551.8 Questa data riportata da Erasmo Ricca op. cit. รจ la piรน attendibile e corretta perchรฉ supportata da documentazione ufficiale dellโ€™epoca. Molto verosimilmente la data riportata sulla lapide tombale (1556) si riferisce alla sua apposizione. suo successore fu il figlio primogenito Giovanni Antonio che non aveva figli. Alla sua morte, avvenuta nel 1572, fu il fratello secondogenito Fabrizio ad ereditare i suoi beni.

Il Castello di Casalduni

Il 18 settembre 1584 moriva Vittoria Carafa dei duchi di Nocera, la quale oltre ai feudi di Torrecuso, Finocchio, Torrepalazzo, e Monterone possedeva anche il feudo di Ponte. Suo erede fu il nipote Filippo Caracciolo marchese di Vico. Essendo perรฒ questi notevolmente indebitato, il tribunale del Sacro Regio Consiglio, su istanza dei suoi creditori, vendรฉ a Fabrizio Sarriano, giร  signore di Casalduni, il feudo di Ponte con le difese di โ€œAsproโ€ e โ€œPantanoโ€, il prezzo pagato fu di 17.000 ducati. Lโ€™Istrumento di vendita fu stipulato dal notaio Agnello De Martino di Napoli il 27 novembre 1585. Il 12 agosto del 1592, Fabrizio, donรฒ i suoi feudi di Casalduni, Ponte e Ferrrarisi al figlio primogenito Pietro II in occasione della solenne promessa di matrimonio tra questi e Luisa de Leyva. I principi De Leyva, originari della regione della Navarra in Spagna erano tra le piรน importanti ed influenti famiglie dellโ€™impero. Ai tempi dellโ€™imperatore Carlo V, un ramo cadetto della famiglia, con capostipite Antonio (1480-1536), si stabilรฌ in Lombardia. Egli fu comandante supremo dellโ€™esercito imperiale e, per i suoi meriti, gli fu concesso il feudo di Ascoli di Capitanata (oggi Ascoli Satriano) in Puglia, con il titolo di principe. Inoltre, per il decisivo contributo dato alla vittoria delle truppe imperiali nella battaglia di Pavia contro i francesi, nel 1531 gli fu assegnato il feudo di Monza con il titolo di conte. Successore di Antonio fu il figlio Luigi, primo governatore spagnolo di Milano. Questi ebbe sei figli, tra i quali il conte di Monza, Martino, padre della famosa Monaca di Monza (suor Virginia Maria al secolo Marianna de Leyva 1575-1650). Primogenito di Luigi, e fratello di Martino, fu Antonio che ebbe assegnato il titolo di terzo principe di Ascoli. Sposรฒ Eufrania de Guzman e dal matrimonio nacque, quintogenita, Luisa de Leyva.9

Erasmo Ricca โ€œLa Nobiltร  del Regno delle Due Sicilieโ€ Vol. I Casalduni pp. 194-204 – Napoli 1862, riporta a p. 197, erroneamente, che la moglie di Antonio era Maria de la Cueva. In realtร  Maria o Mariana de la Cueva era sua madre in quanto moglie di Luigi. Aldo Cinque โ€œPietro 2ยฐ Sarriano sposa una cugina della monaca di Monzaโ€ pubblicato in data 1aprile 2016 sul blog โ€œda Jerula ad Agerolaโ€, riporta che Luisa era figlia di Giovanni (figlio quartogenito di Luigi), e di Beatrice Carafa.Luisa era comunque cugina di Marianna perchรฉ sia Antonio che Giovanni erano fratelli di Martino.

Al momento del fidanzamento tra Pietro e Luisa, i Sarriano non avevano nessun titolo nobiliare mentre i De Leyva ricoprivano importanti cariche allโ€™interno dellโ€™impero. In particolare, il fratello primogenito di Luisa di nome Antonio Luis, oltre ai titoli di principe di Ascoli e marchese di Atella, fu capitano generale dellโ€™esercito di Francia, governatore dei Paesi Bassi, maresciallo di campo di S.M. in Italia, capitano generale della Lega Cattolica, governatore della provincia di Principato Ultra. 
รˆ probabile che la famiglia De Leyva, molto vicina agli ambienti di corte, si sia data da fare affinchรฉ la loro congiunta, di cosรฌ nobile origine, potesse sposare un titolato. 
Con diploma del 3 aprile 1602, il re Filippo III di Spagna accordรฒ il titolo di conte di Casalduni a Fabrizio Sarriano e ai suoi eredi e successori in considerazione dei servigi resi, da lui come Giustiziere della cittร  di Napoli e da suo padre Pietro come Regio Consigliere della Camera di Santa Chiara. Il 2 agosto del 1604 moriva Fabrizio Sarriano, primo conte di Casalduni, e gli succedette il figlio primogenito Pietro II che, come giร  detto, aveva sposato Luisa de Leyva. Morto Pietro II a succedergli, nel 1608, fu il figlio primogenito Fabrizio II che sposรฒ Lavinia Minutolo. Fabrizio II morรฌ il 30 luglio del 1616 e suo successore fu il figlio primogenito Pietro III, ma non essendo ancora maggiorenne, suoi tutori furono nominati la madre Lavinia Minutolo e lo zio paterno Giovanni. Il 29 novembre 1617 moriva Pietro III e non avendo eredi la madre, contessa Lavinia Minutolo, che era ancora sua tutrice, chiese che a succedergli fosse il suo secondogenito Fabrizio, fratello del predetto Pietro III, di appena tre anni. 
Fabrizio Sarriano quinto conte di Casalduni morรฌ lโ€™8 gennaio del 1636 suo successore fu il figlio primogenito Giuseppe, ma essendo ancora minorenne, suoi tutori furono nominati Anna Maria de Azzia, contessa di Casalduni, Pietro Minutolo e Giovanni Antonio Sarriano.

Il castello di Ponte

Con istrumento del 9 febbraio 1686, redatto dal notaio Domenico Bilotta di Pontelandolfo, Giuseppe Sarriano, sesto conte di Casalduni, donรฒ i suoi feudi di Casalduni, Ponte e Ferrarisi con le difese di Aspro e Pantano e il titolo di conte di Casalduni al figlio primogenito Michele con lโ€™obbligo per questi del sostentamento dei suoi sei fratelli: Domenico, Baldassarre, Nicola, Stefano, Carlo e Giovanni.
Michele morรฌ lโ€™8 settembre del 1709 e ne fu dichiarata erede la sua unica figlia di nome Saveria. Questa, essendo novizia nel monastero del Divino Amore di Napoli e non volendo rinunciare ai voti solenni professati, decise di cedere, con istrumento del notaio Niccolรฒ De Palma di Napoli datato 3 febbraio 1713, le terre di Ponte e Casalduni e tutti gli altri possedimenti, nonchรฉ il titolo di conte di Casalduni, allo zio paterno Domenico primo nella linea di successione.
Domenico Sarriano, il 31 ottobre del 1722, con diploma sottoscritto in Vienna, ebbe dallโ€™imperatore Carlo V dโ€™Austria il titolo di duca di Ponte per sรฉ e i suoi eredi e successori. 
Alla sua morte, avvenuta, il 28 marzo del 1733, suo successore fu il figlio primogenito Gaetano che morรฌ in Napoli il I febbraio del 1760, suo erede fu il figlio Domenico. Essendo questโ€™ultimo infermo di mente, sua tutrice fu nominata la madre Vittoria Lanfreschi che con istrumento del notaio Francesco Rinaldi di Pontelandolfo, rogato in data 8 agosto 1767, rinunciรฒ ai feudi e titoli in favore del suo secondogenito di nome Carlo. 
Carlo morรฌ il 5 ottobre del 1801 e a succedergli fu il figlio primogenito di nome Gaetano che sposรฒ Teresa Spinello dei principi di S. Giorgio ed ebbe un solo figlio maschio di nome Salvatore. 
Nel 1854, essendo morto il padre, Salvatore divenne 14ยฐ conte di Casalduni e 6ยฐ duca di Ponte, sposรฒ Raffaela Caracciolo figlia di Francesco Paolo duca di Rodi. Dal loro matrimonio nacque un solo figlio maschio di nome Carlo che alla morte del padre, avvenuta il 24 dicembre 1857, ne ereditรฒ i titoli divenendo 15ยฐ conte di Casalduni e 7ยฐ duca di Ponte.

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NOTE:

[1] Confrides รจ un piccolo comune spagnolo nella provincia di Alicante nella regione di Valenzia.
[2] Nel 1271 Bernardo succedette al padre nel possesso del castello. Alla sua morte, avvenuta nel dicembre 1335, visto che non vi erano eredi, il castello passerร  allโ€™infante Pietro dโ€™Aragona che era uscito vittorioso dalla contesa per la successione al trono contro i suoi fratellastri che il Sarriano aveva appoggiato.
[3] Carlo Padiglione โ€œMemorie storiche artistiche di S. Maria delle Grazie Maggiore a Capo Napoli con cenni biografici di alcuni illustri che vi furono sepoltiโ€ p.p. 118 โ€“ 120, Napoli 1855.
[4] Il Padiglione arriva a questa conclusione rifacendosi allโ€™anno riportato sulla lapide di sepoltura di Pietro: โ€œPETRI SARRIANI U.J.D. REGII CONSILIARII HER SEPOLTURA ANNO DOMINI MD I VIโ€. Stabilendo che lettera, prima della V, che appare come una I, debba essere intesa invece come L, la cui parte orizzontale inferiore risulta chiaramente consumata, visto anche lo spazio tra la lettera I e la successiva lettera V e quindi debba leggersi MDLVI.Solo per completezza riportiamo anche quanto scritto da Francesco Pansa -โ€œIstoria dellโ€™antica repubblica dโ€™Amalfiโ€ฆโ€, pag. 258 – Napoli 1724 (pubblicazione postuma): โ€œNel qual anno morรฌ Pietro Sarriano oriundo di Agerola, Regio Consigliero, e fu nella sua Cappella sepolto nella medesima Chiesa di S. Maria delle Grazieโ€ฆโ€, poi continua riportando lโ€™iscrizione della lapide tombale trascrivendo la data in numeri arabi โ€œโ€ฆanno Domini 1516โ€ tratto chiaramente in errore dalla consunzione della lettera L (50) cosi come dimostrato dal Padiglione. Per completezza vedere anche nota 8.
[5] Aldo Cinque โ€œI Sarriano di Agerolaโ€ Pubblicato in data 27 febbraio 2016 sul blog โ€œda Jerula ad Agerolaโ€.
[6] Diomede Carafa apparteneva a una delle piรน potenti famiglie del Regno. Era figlio di Giovan Tommaso Carafa signore di Formicola, Pontelatrone, Pomigliano, Sessa, Cancello, Maddaloni, Cerreto, Pietraroia, Civitella, Guardia, San Lorenzo, Limata, San Lupo, Pontelandolfo, Casalduni e Ferrarisi.
[7] Erasmo Ricca โ€œLa Nobiltร  del Regno delle Due Sicilieโ€ Vol. I Casalduni pp. 194-204 – Napoli 1862.
[8] Questa data riportata da Erasmo Ricca op. cit. รจ la piรน attendibile e corretta perchรฉ supportata da documentazione ufficiale dellโ€™epoca. Molto verosimilmente la data riportata sulla lapide tombale (1556) si riferisce alla sua apposizione.
[9] Erasmo Ricca โ€œLa Nobiltร  del Regno delle Due Sicilieโ€ Vol. I Casalduni pp. 194-204 – Napoli 1862, riporta a p. 197, erroneamente, che la moglie di Antonio era Maria de la Cueva. In realtร  Maria o Mariana de la Cueva era sua madre in quanto moglie di Luigi. Aldo Cinque โ€œPietro 2ยฐ Sarriano sposa una cugina della monaca di Monzaโ€ pubblicato in data 1aprile 2016 sul blog โ€œda Jerula ad Agerolaโ€, riporta che Luisa era figlia di Giovanni (figlio quartogenito di Luigi), e di Beatrice Carafa.Luisa era comunque cugina di Marianna perchรฉ sia Antonio che Giovanni erano fratelli di Martino.



Giuseppe Corbo

Nato a Ponte, dove risiede. Dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato. Cultore di storia locale con particolare attenzione al periodo medievale. Ha pubblicato "Ponte tra Cronaca e Storia", "Domenico Ocone, quarant'anni di storia pontese...", "Le Vie di Ponte tra Storia e Leggenda". Collabora con varie associazioni culturali.