
Premetto che la venuta del Coronavirus mi ha interessato, ma in generale.1Cfr. R. Di Lello, Epidemie dagli dei al coronavirus, in โQuattro passi nella Storiaโ, Casertasera.it, (11-3-2020). Id., Epidemie [โฆ] nellโEvo Antico, ibid, (20-3-2020). Id., Epidemie [โฆ] nel Medioevo, ibid, , (04-4-2020). Id., Epidemie [โฆ] nellโEvo Moderno, ibid., (04-4-2020). Id, โSalveโโฆCoronavirus, in โStoria della Medicinaโ, Istituto Storico Sannio Telesino โISSTโ (12.6.2921), Id., Coronavirus, epidemie e singolari analogie, in โStoria della medicinaโ, ISST (05.5.2020. ). Oggi, 8 ottobre 2023, a causa della nuova variante e del riaumento dei contagi un amico mi ha detto: โNon pochi storici hanno fatto riferimento alla terribile epidemia del 1656 in Cerretoโ ed ha aggiunto, guardandomi con sorrisetto da marpione: โE a seguire, nel tempo?โ. Lโ interrogativo mi ha indotto allโindagine concernente il XVIII e il XIX secolo, anche perchรฉ sapevo che differenti epidemie avevano coinvolto la diocesi e che ne aveva detto, forse il solo, dove piรน e dove meno e con richiami di letteratura e di storia, Nicola Rotondi (1804-1879) un sacerdote del luogo.2Cfr., in Memorie storiche di Cerreto Sannita per Nicola arcidiacono Rotondi, a cura di โa c.d.โ Antonello Santagata, ISST, I, 2019, II, 2019, III, 2023. Introduzione, in I, p, 5; cap. XLI e XLII, in III, pp. 66-78. Nello svolgere il tema, ho provato a rivedere in forma semplice quel che, esibito dal Rotondi โcon pompa e artificio di stile e di linguaggioโ e con โfrasi enfaticheโ, si legge โcon faticaโ, anche se lโopera risulta โassai pregevoleโ;3Vincenzo Mazzacane, Profili di Cerretesi, Napoli, Libreria Scientifica Editrice, 1990, ma in Id., Memorie storiche di Cerreto Sannita, ivi, 1911, Nuova edizione a c.d. Aldo Mazzacane, Napoli, Liguori, 1990, pp. 273 274, in 251-297. notizie per lo specifico le ho raccolte in testi di autori dellโepoca e posteriori, locali e, perciรฒ, reperibili agevolmente da qualche non esigente lettore; ho consultato, in generale, anche scrittori di storia della medicina e gli uni e gli altri ho citato in nota.4Per le immagini cfr. pure Nicola Vigliotti-Renato Pescitelli, La ceramica di Cerreto Sannita e San Lorenzello, San Lorenzello, ECSCSLM, 2007, passim. AA.VV., Cerreto Sannita cittร di fondazione A.D. 1688, Cuenca-Cerreto Sannita, Cerreto Sannita-S. Lorenzello, ICSA.M., 2014, pass.

Per quanto riguarda lโargomento piรน da vicino, della Nuova Cerreto, lโattuale, sappiamo che il terremoto del 5 giugno 1688 rase al suolo il preesistente centro urbano e, in esso, alloggi di medici e di malati e la chiesa di S. Leonardo con lโ ospedale. Dopo la catastrofe, la ricostruzione, poco a valle, procedette in modo rapido sicchรฉ, in un decennio, risultarono aperte strade e piazze, sorsero edifici pubblici, privati, di culto e lโospedale che rimarrร attivo per un certo tempo; nel 1858 gli amministratori tenevano in conto, nel bilancio, le spese per medicine ai poveri trattati a domicilio.5R. Di Lello, Lโassistenza ospedaliera nella storia del Medio Volturno, โAnnuario 1989โ, Piedimonte Matese, Associazione Storica del Madio Volturno, p.164, in 143-194. Cfr. pure Renato Pescitelli, Palazzi Case e Famiglie Cerretesi nel XVIII secolo, Cerreto Sannita, Teta print, II, 2009, pp. 165 e 278. Di gran lunga piรน bella, la nuova Cerreto perse, perรฒ col tempo, in ricchezza economica, la popolazione diminuรฌ, crebbe invece il numero dei medici e dei venditori di spezie e medicinali6Insieme a quello degli uomini di legge e dei sacerdoti. V. Mazzacane, cit., 1990, pass. R. Pescitelli, cit., 2009, pass. e tutto ciรฒ a causa, altresรฌ, di epidemie, di carestie e di movimenti tellurici, come si avrร modo di notare.
Ebbene, in passato peste e pestilenze, ignorandosene le cause, venivano ritenute la stessa cosa e conseguenza di punizione divina, talchรฉ, per gli ammalati, potevano porvi rimedio soltanto i santi7Luciano Sterpellone, I santi e la medicina, Cinisello Balsamo, San Paolo, 1994, p. 242 e pass. e la Madonna.8Cfr. Massimo Centini, I grandi veri miracoli. Le guarigioni miracolose-Le apparizioni, Milano, De Vecchi, 1999, pp. 125-140 e pass. Per questo motivo, a Cerreto, le persone anziane rammentano un canto che nella novena di San Rocco recita: โ[โฆ] grande avvocato / [โฆ] / tu ci liberi se lo vuoi / dalla peste e dal peccatoโ; espressioni di culto popolare, un detto, volto dal dialetto, afferma che โLโacqua di San Modesto sana le donne dai mali e dalla pesteโ, mentre un canto del XVII secolo in onore di Santa Maria della Libera, la invoca, volto dal vernacolo: โ[โฆ] adesso da peste e carestia / liberaci Madonna miaโ.9Elena Cofrancesco, La parlata cerretese, Cerreto Sannita, A S-C C, 2002, pp. 108, 218, 256 e tel. 0824861359, 15.9.2023, ore 13.19. Nรฉ rimase trascurato lโutilizzo di tradizionali mascheroni sopra portali di palazzi e di sole piastrelle o di pannelli a rigiole, in ceramica e a soggetto sacro, allโinterno e/o allโesterno di abitazioni di solito non signorili: si credeva, il piรน delle volte, potessero esercitare protezione contro pericoli e malocchio.10Cfr. AA.VV., cit., 2014, pass. R. Di Lello, Artistici simboli apotropaici in Cerreto Sannita, in โStoria-Cerreto Sannitaโ, ISST, (9.12.2021). Nicola Vigliotti-Renato Pescitelli, cit., 2007, pass. AA.VV., cit., 2014, pass.
Per il XVIII secolo, ancor piรน nel particolare, si legge che nel 1763, disturbi meteorologici produssero danni agricoli e carestia e nel โ64 alla carestia sโassociรฒ la peste e insieme funestarono Cerreto. Circa le cause e gli effetti del morbo, Bartolomeo Mazzarella, medico nel luogo, riferรฌ ad una richiesta da Caiazzo che, a cagione della carestia, la โpovera genteโ era costretta a nutrirsi di erbe selvatiche e, data la loro scarsitร , neppure scelte tra commestibili e no; da qui debolezza quasi totale nel movimento, stitichezza e mancanza di feci, gonfiore degli arti inferiori, difficoltร respiratoria con logorio dellโorganismo fino al limite massimo dellโattivitร ; insomma, riduzione degli infermi a โcadaveri viventiโ che morivano, spesso senza febbre, da uno a cinque al giorno; empiti i sepolcri della cripta nella insigne chiesa collegiata di San Martino, in Cerreto, si pensรฒ di inumare fuori del centro abitato, in campagna, dentro una fossa ben protetta e resa piรน sicura mediante lospargimento di calce viva; sta di fatto che si procedette alle sepolture nottetempo e in una congrega della Cerreto vecchia; infatti, se non in cripte nel centro abitato, lโinumazione avveniva nel suburbio, in fosse di luoghi di culto trattate con calce. Medico e autoritร fecero di tutto per ostacolare le conseguenze del male ed evitare vittime, ciรฒ nonostante tra la primavera e lโestate i defunti ammontarono a circa 500 e, tra essi, a sessanta carcerati.11N. arcidiacono Rotondi, cit., III, pp. 66-69; V. Mazzacane, cit., 1990, pp. 194 e 198-199. R. Pescitelli, cit. 2009, pp. 400-401. Per il numero e caratteristiche di sepolture in luoghi di culto diversi, cfr. N. Rotondi, cit., II, p. 35. AA.VV. cit., 2014, s. p., ma Chiesa di San Rocco [โฆ] protettore degli appestati. AA. VV. Simbolismi esoterici e religiosi nella Cerreto Sannita di Michele Ungaro, Telese, ISST, 2021,p. 139 e 144.
Trascorsero anni e nel luglio del 1784 si manifestรฒ in Cerreto, con la โpiรน lamentevole fame [โฆ] un orribile morbo epidemico detto vaioloโ e definito dal popolo โpipeleโ, dal latino โpapulaeโ โ pustole, bolle, vescichette โ. Colpรฌ, di ogni ceto, uomini e donne, vecchi, adulti e bambini e si rese evidente con โpustolosi esantemiโ cioรจ con su โtutto o poco men che tutto il corpo pustoleโ ossia โvescichette grandi e piccoleโ simili a โrosse macchietteโ che, via via, aumentavano di numero, si gonfiavano, si riducevano seccandosi e cadevano allo stato di chiazze o di croste. Tutti presentavano โacuta febbreโ accompagnata da sintomi vari in rapporto allo stato della malattia. Tutti sembravano โun carbone accesoโ a cagione delle pustole, โun marciumeโ a causa delle suppurazioni, โun tizzoneโ a guarigione avvenuta. โTale, poi, e tanto molesto era in loro il pruritoโ e tale il conseguente lamento, da indurre pietร anche nei cuori piรน duri. Il dottore Tommaso Carizzi e gli altri illustri medici fecero continuamente del loro meglio professionale, eppure persero la vita in 226; i sopravvissuti, si ritenne grazie a Dio, rimasero perรฒ deturpati nel volto12Cfr. N. Rotondi, cit., III, pp. 66 e 70-71. V. Mazzacane, cit., 1990, p. 199 che oggi definiremmo butterato, ovvero cosparso di piccole cicatrici.

Per una malattia, tra le piรน comuni ed esiziali, comparsa dopo un triennio, sembra utile premettere che giร negli anni Settanta del XVI secolo era stata definita malaria, perchรฉ sโera ritenuto provenisse dalla mala aria, lโaria malsana dei luoghi paludosi. Non solo: sebbene in certi casi meno funesta, annientava sempre, al pari della peste ed altri mali, una elevata quantitร di vite umane.13Albert S. Lyons e R. Joseph Petrucelli, La storia della medicina, Salerno, Momento Medico, 1992, IV, pp. 497. Nel 1787, infatti, si propagรฒ in Cerreto โun mortifero malore pur epidemicoโ: la โperniciosaโ, allora โComitata del Torti nominataโ, fece โspiritar tuttiโ i cerretesi โdi paura pei suoi effettiโ, e piรน di tutti coloro nei quali si manifestรฒ per la prima volta, intermittente, a decorso acuto, violento e coi sintomi che, straordinari, la precedettero e lโaccompagnarono. Non si capรฌ perchรฉ mai fosse insorta in una Cerreto lontana da acque stagnanti e con aria sempre pura, anzi salutare; pertanto si ipotizzรฒ, semplicemente, che la causa provenisse da altro luogo, malsano. In ogni caso i colpiti dalla โorrenda febbreโ risultavano oltremodo privi di forze, ansimanti e sonnolenti, in seguito presentavano brividi frequenti e febbre, freddo continuo con stridore di denti, tremore, contrazioni di mani e dita, difficoltร respiratoria, pallore, cefalea, raucedine, sete. Con lโattenuarsi e lโestinguersi dei segni descritti, comparivano vescicole sulle labbra e ritornavano nella norma la temperatura corporea accompagnata da sudorazione e lo stato di salute. Le manifestazioni leggere le si curavano con salassi e purganti; nella โtristissima perniciosaโ, poichรฉ la recidiva avrebbe condotto a morte, il detto dottor Carizzi e i colleghi somministravano dosi consistenti di un vegetale, la โchina di chinaโ o โchina chinaโ o โCina Cinaโ โoggi la diremmo Chininoโ ; salvarono numerosi pazienti, nondimeno in due mesi e 19 giorni, perirono 179 tra uomini e donne, vecchi, giovani e bambini, in precedenza sani o cagionevoli. In quella triste circostanza, si distinse monsignor Filiberto Pascale, vescovo della diocesi:14Cfr. N. Rotondi, cit., III, pp.71-73. andava a trovare i poveri nelle loro abitazioni, li confortava, ne detergeva le lacrime e non avendo piรน altro da offrir loro, diede ai meno abbienti il suo letto e la biancheria; il 26 ottobre, sfinito dalle privazioni, dalle sofferenze, dalle fatiche e contagiato โdalla stessa terribile malattiaโ, rese lโanima a Dio, tra โil pianto universaleโ del clero e dei fedeli.15Giovanni Rossi, Catalogo deโ vescovi di Telese, Napoli, 1827, ristampa a c.d. Nicola Vigliotti, Puglianello, Media Press, 2008, pp. 175-177. Angelo Michele Iannacchino, Storia di Telesia. Sua Diocesi e Pastori, Benevento, DโAlessandro, 1900, pp. 281-282.
A questo punto, si passa dal XVIII al XIX secolo. Nellโagosto del 1795 e nel gennaio del 1801, in Cerreto ritornรฒ il vaiolo, ma โmeno asproโ nellโazione deturpante. Erano gli anni in cui diventavano sempre piรน noti gli ottimi risultati della โvaccinazione o vaccinaโ; era stata ideata da Eduardo Jenner contro una patologia che nel XVIII secolo aveva prodotto il maggior numero di vittime e che, di solito endemica, assumeva carattere epidemico in talune situazioni quali, ad esempio, il luridume di quei centri abitati dove rifiuti umani invadevano i vicoli e fuoriuscivano da fogne insufficienti. Il 26 luglio 1805,in Cerreto vi fu terremoto con danni e crolli di edifici pubblici e privati e con sei morti; movimenti tellurici sโerano avuti nel 1694, nel 1702, nel 1705 e si avranno nel 1807 e nel 1831, ma tutti superati in intensitร e danni da quello del 1805.16Cfr. N. Rotondi, cit., III, p. 71 e V. Mazzacane, cit., 1990, pp. 199 e 223-227. Albert S. Lyons e R. Joseph Petrucelli, cit.
Nel settembre del 1823, in Cerreto ricomparve la malaria, violenta e spaventosa come nel 1787. Il vecchio dottore Giovanni Sanzari che, allievo del Carizzi, lโaveva curata giร trentasei anni prima, diagnosticatala e proseguendo nella cura insieme a stimati medici la debellรฒ, con โprodigiose guarigioniโ, per mezzo della โchina chinaโ. Oltremodo contento, il medico, parlandone con lโarcidiacono Rotondi e non solo, da ardente cristiano attribuiva a Dio il successo dellโopera sua. โTanti infermi dunque camparonoโ e i Cerretesi lo salutarono โpadre della patriaโ; per giunta, avendo rinunciato ad ogni ricompensa, tutto il popolo e pubblicamente volle, a prova di genuina gratitudine di affetto sincero e di notevole stima, che Giuseppe, figlio primogenito di colui il quale aveva โsalvato la vitaโ, venisse esentato dalla leva imminente.17Cfr. N. Rotondi, cit., III, p. 73. V. Mazzacane, cit., 1990, p. 280. Vittima del male fu, invece, monsignor Raffaele Longobardi, vescovo diocesano: โmentre attendeva con fervido zelo a visitar la diocesi venne assalito da una perniciosa febbre terzanaโ โcome fu definita piรน propriamenteโ, gli consigliarono di cambiare aria e si trasferรฌ a Napoli, ma colpito dalla โfiera recidivaโ, vi morรฌ il giorno 29 di quello stesso mese.18G. Rossi, cit., 2008, pp. 184-186. A. M. Iannacchino, cit., p. 285.

E passiamo al โcolera asiaticoโ, come lo definรฌ Nicola Rotondi che visse quei terribili momenti e ne riferรฌ nei dettagli. La mattina del 16 luglio 1837 โ venuto da Napoli in diocesi โ ne morirono in Cerreto un mercante napoletano, venutovi in casa Piscitelli, il signor Pietro Piscitelli e, con lui, altri due. La gente, non piรน in sรฉ a causa dellโaccaduto, pensando di trovare scampo nel potere della Madonna delle Grazie, si recรฒ cantando fuori lโabitato al piccolo tempio a Lei intitolato, parte vi si costipรฒ, la maggioranza rimase fuori e tutti piansero, sospirarono, pregarono. Dopo non poco tempo, pieni di fiducia e di speranza, preso il simulacro della Vergine e sempre cantando ritornarono, lo portarono nel centro abitato, alla chiesa parrocchiale di San Martino dove aveva un altare e lo collocarono, allo sguardo di tutti, sulla porta dโingresso; tacendo vi entrarono e, con attenzione e ammirazione, ascoltarono un predicatore che, dal pulpito, assicurรฒ loro morte e dannazione se non fossero ritornati penitenti a Dio. Si pianse, si gemette, si sospirรฒ di nuovo, si promise solennemente e si tornรฒ ad una nuova vita, ma per pochi giorni, fino a quando false voci sostennero che si moriva non giร di colera ma di veleno gettato in torrenti e pozzi; tanto fecero credere, rinvenuti sulle rive del torrente Vagno, moltissimi ritagli di panno nero cosparsi di materia bianca โtossica se sciolta in acquaโ la quale, tuttavia, analizzata dal farmacista Francesco Marchitto, si rivelรฒ solubile soltanto nel fuoco โe allora inefficaceโ. Ciรฒ nonostante, vennero ritenuti responsabili โsi ritornava agli untoriโ Tommaso Di Adona, Orazio e Francesco Maturi, quali esecutori e Bonaventura Capuano, quale mandante, il quale, va messo in chiaro, piangeva ancora il diciassettenne figlio primogenito uccisogli dal colera. Onde evitare reazioni spiacevoli da parte della gente, i quattro innocenti si rifugiarono altrove; intanto, la legge riconosceva insostenibile lโaccusa di avvelenamento e tutto rientrรฒ nella norma, tranne il contagio: nei tre mesi dallโorigine lโepidemia tolse la vita a 289 individui. Ad un mese dal termine, lโansia cedette alla tranquillitร e il popolo tutto, oltremodo riconoscente alla Madonna, nella quarta domenica di novembre, giorno festivo, tra suoni di campane, canti lieti e armoniosi di clero, frequenti fuochi dโartificio e con offerte di ceri e di oggetti preziosi, si recรฒ alla chiesa di San Martino, ne sortรฌ con la statua della Vergine e percorrendo in moltitudine il centro abitato, la riaccompagnรฒ con devozione al tempio della Madonna delle Grazie.19Cfr. N. Rotondi, cit., I, p, 125 II, p. 54 e III, pp. 74-78. Emilio Bove, Il lungo viaggio del beato Leucio, Piedimonte Matese, Tipografica del Matese, 2000, pp. 123-124. R. Pescitelli, cit., 2009, pp. 263-264. Vincenzo Canelli, Il convento e la chiesa di S, Maria della Grazia in Cerreto Sannita, Marigliano, Istituto Anselmi, 1980, 1993, pp. 38-39. AA. VV. cit., 2021,p. 34. Da rammentare รจ, altresรฌ, lโintervento di monsignor Carlo Puoti vescovo della diocesi: giร affettuoso verso i poveri, i bisognosi e gli afflitti, innanzitutto allorchรฉ qualche male ne mutava in impellenti le necessitร ordinarie, la di lui generositร brillรฒ in piรน larga misura durante il colera.20Cfr. N. Rotondi, cit., II, p. 54. G. Rossi, cit., 2008, pp. 188-195. A. M. Iannacchino, cit., p. 287.
Per quanto attiene alla significante devozione per la Madonna delle Grazie, va dato risalto almeno a qualcheparticolare: i Cerretesi la consideravano โloro protettriceโ. Il tempio era stato eretto nel 1584, ai piedi di Monte Coppe e su di un architrave dโingresso si leggeva ancora, secoli dopo, nel 1977, lโinvocazione: โS. Maria Succurre Miserisโ, in quanto stimata โdispensatrice di grazie e pietosaโ. La chiesetta intitolata a โSanta Maria de la Gratiaโ Soccorritrice dei miseri, era sorta in localitร Suorvo, era stata aperta al culto nel luglio del 1588 ed รจ verosimile nel giorno 2 quello della festa; la statua, lignea, voluta dalla gente di Cerreto scampata alla carestia del 1730, ed opera dโignoto, era stata consegnata nel 1732 e, dopo il feral morbo del 1837, i Cerretesi avevano fatto voto di recarsi ogni anno a riverire la Vergine e celebrarne la festa del 2 luglio con maggiore solennitร .21Cfr. rispettivamente V. Mazzacane, cit., 1990, pp. 122-124. R. Pescitelli, Chiesa Telesina, Benevento, Auxiliatrix, 1977, pp. 72-76. V. Canelli, cit., pp. 9, 11, 13, 38-39.
Altre due volte ancora, a distanza di 17 e 29 anni, il colera arrecรฒ in Cerreto spavento non minore, ma di breve durata: nel 1854, vi morรฌ soltanto una donna contagiata e venuta dalla vicina Cusano dove lโepidemia mieteva vittime; nel 1866, vi persero la vita tre perone ma, si seppe, non a causa del morbo letale; ciononostante e soprattutto in quelle circostanze, il vescovo, monsignor Luigi Sodo, โsi attivรฒ in favore dei bisognosiโ nella diocesi.22Cfr. N. Rotondi, cit., III, p. 78; E Bove, Politica e affari nellโItalia del Risorgimento, Telese, ISST, 2021, p. 43.
Nuova epidemia di colera si rese manifesta nel 1883 e, questa volta, โCerreto [โฆ]ed altri paesi[โฆ] contarono numerosi i loro mortiโ. A Napoli, dove il morbo uccideva e danneggiava, Armando Ungaro, cerretese figlio di Michele, nel 1884 seguรฌ re Umberto recatosi a visitare bassi e ospedali โper lenire il dolore di un popolo che gemevaโ; il giovane Armando โavrร rivolto una parola di conforto a gente che tremava e piangevaโ ne riferรฌ nella โCommemorazione di Re Umberto I fatta nellโ8 agosto 1900โ, volume pubblicato, in pari data, dalla Societร Operaia di Cerreto Sannita.23B. Gagliardi da E. Bove, cit., 2000, p. 125. A. Ungaro, Commemorazione, in AA. VV. cit., 2021, pp. 54-55.
Nรฉ, circa epidemiche patologie, mancano piรน semplici esempi, ancorchรฉ interessanti, di allusioni a Cerreto: sulla peste del 1656, nientedimeno il De Renzi riferisce, nel suo trattato, che un autore del 1661 elencรฒ Cerreto โtra alcuni paesi, che piรน ne furono maltrattatiโ; nel 1854, a Napoli dove insegnava medicina, Raffaele Biondi, nato in Cerreto, si distinse nel corso del colera; nel 1893, la statua della Madonna delle Grazie, portata in processione a Cerreto ed esposta nella cattedrale, vi fu oggetto nella cerimonia dโincoronazione, la mattina del 2 luglio, e sui grossi pennoni davanti il duomo si leggeva, tra lโaltro: โAlla Diva deโ Cieli / Che con vittrice mano / Tenne lungi daโ nostri avi e da noi / Il furore deโ morbi e degli elementiโ; nel 1932, assai frequentata fu, per le strade di Cerreto, la processione della Madonna delle Grazie.24Rispettivamente: Salvatore De Renzi, Napoli nellโanno 1656, Napoli, 1867, Napoli, Celi, 1968, pp. XII, 42 e 83-84; V. Mazzacane, cit., 1990, pp. 281-282. V. Canelli, cit., p. 47. V. Mazzacane, cit., 1990, foto 47.
Tanto ho trovato per la โNuova Cerretoโ dei due secoli dal 1696 al 1896; perciรฒ, data lโimportanza dellโargomento, mi auguro che altri voglia rivedere lโarticolo, intervenire su eventuali inesattezze e proseguire nellโindagine, anche per la Spagnola del 1918, per lโAsiatica del 1967, per il Colera del 1973 e, perchรฉ no? Per il Coronavirus dei giorni nostri.
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1- Cfr. R. Di Lello, Epidemie dagli dei al coronavirus, in โQuattro passi nella Storiaโ, Casertasera.it, (11-3-2020). Id., Epidemie [โฆ] nellโEvo Antico, ibid, (20-3-2020). Id., Epidemie [โฆ] nel Medioevo, ibid, , (04-4-2020). Id., Epidemie [โฆ] nellโEvo Moderno, ibid., (04-4-2020). Id, โSalveโโฆCoronavirus, in โStoria della Medicinaโ, Istituto Storico Sannio Telesino. โISSTโ (12.6.2921), Id., Coronavirus, epidemie e singolari analogie, in โStoria della medicinaโ, ISST (05.5.2020. ).
2- Cfr., in Memorie storiche di Cerreto Sannita per Nicola arcidiacono Rotondi, a cura di โa c.d.โ Antonello Santagata, ISST, I, 2019, II, 2019, III, 2023. Introduzione, in I, p, 5; cap. XLI e XLII, in III, pp. 66-78.
3-. Vincenzo Mazzacane, Profili di Cerretesi, Napoli, Libreria Scientifica Editrice, 1990, ma in Id., Memorie storiche di Cerreto Sannita, ivi, 1911, Nuova edizione a c.d. Aldo Mazzacane, Napoli, Liguori, 1990, pp. 273 274, in 251-297.
4- Per le immagini cfr. pure Nicola Vigliotti-Renato Pescitelli, La ceramica di Cerreto Sannita e San Lorenzello, San Lorenzello, ECSCSLM, 2007, passim. AA.VV., Cerreto Sannita cittร di fondazione A.D. 1688, Cuenca-Cerreto Sannita, Cerreto Sannita-S. Lorenzello, ICSA.M., 2014, pass.
5- R. Di Lello, Lโassistenza ospedaliera nella storia del Medio Volturno, โAnnuario 1989โ, Piedimonte Matese, Associazione Storica del Madio Volturno, p.164, in 143-194. Cfr. pure Renato Pescitelli, Palazzi Case e Famiglie Cerretesi nel XVIII secolo, Cerreto Sannita, Teta print, II, 2009, pp. 165 e 278.
6- Insieme a quello degli uomini di legge e dei sacerdoti. V. Mazzacane, cit., 1990, pass. R. Pescitelli, cit., 2009, pass.
7- Luciano Sterpellone, I santi e la medicina, Cinisello Balsamo, San Paolo, 1994, p. 242 e pass.
8- Cfr. Massimo Centini, I grandi veri miracoli. Le guarigioni miracolose-Le apparizioni, Milano, De Vecchi, 1999, pp. 125-140 e pass.
9- Elena Cofrancesco, La parlata cerretese, Cerreto Sannita, A S-C C, 2002, pp. 108, 218, 256 e tel. 0824861359, 15.9.2023, ore 13.19.
10 Cfr. AA.VV., cit., 2014, pass. R. Di Lello, Artistici simboli apotropaici in Cerreto Sannita, in โStoria-Cerreto Sannitaโ, ISST, (9.12.2021). Nicola Vigliotti-Renato Pescitelli, cit., 2007, pass. AA.VV., cit., 2014, pass.
11- N. arcidiacono Rotondi, cit., III, pp. 66-69; V. Mazzacane, cit., 1990, pp. 194 e 198-199. R. Pescitelli, cit. 2009, pp. 400-401. Per il numero e caratteristiche di sepolture in luoghi di culto diversi, cfr. N. Rotondi, cit., II, p. 35. AA.VV. cit., 2014, s. p., ma Chiesa di San Rocco [โฆ] protettore degli appestati. AA. VV. Simbolismi esoterici e religiosi nella Cerreto Sannita di Michele Ungaro, Telese, ISST, 2021,p. 139 e 144.
12- Cfr. N. Rotondi, cit., III, pp. 66 e 70-71. V. Mazzacane, cit., 1990, p. 199.
13- Albert S. Lyons e R. Joseph Petrucelli, La storia della medicina, Salerno, Momento Medico, 1992, IV, pp. 497.
14- Cfr. N. Rotondi, cit., III, pp.71-73.
15- Giovanni Rossi, Catalogo deโ vescovi di Telese, Napoli, 1827, ristampa a c.d. Nicola Vigliotti, Puglianello, Media Press, 2008, pp. 175-177. Angelo Michele Iannacchino, Storia di Telesia. Sua Diocesi e Pastori, Benevento, DโAlessandro, 1900, pp. 281-282.
16- Cfr. N. Rotondi, cit., III, p. 71 e V. Mazzacane, cit., 1990, pp. 199 e 223-227. Albert S. Lyons e R. Joseph Petrucelli, cit.
17- Cfr. N. Rotondi, cit., III, p. 73. V. Mazzacane, cit., 1990, p. 280.
18- G. Rossi, cit., 2008, pp. 184-186. A. M. Iannacchino, cit., p. 285.
19- Cfr. N. Rotondi, cit., I, p, 125 II, p. 54 e III, pp. 74-78. Emilio Bove, Il lungo viaggio del beato Leucio, Piedimonte Matese, Tipografica del Matese, 2000, pp. 123-124. R. Pescitelli, cit., 2009, pp. 263-264. Vincenzo Canelli, Il convento e la chiesa di S, Maria della Grazia in Cerreto Sannita, Marigliano, Istituto Anselmi, 1980, 1993, pp. 38-39. AA. VV. cit., 2021,p. 34.
20- Cfr. N. Rotondi, cit., II, p. 54. G. Rossi, cit., 2008, pp. 188-195. A. M. Iannacchino, cit., p. 287. 21- Cfr. rispettivamente V. Mazzacane, cit., 1990, pp. 122-124. R. Pescitelli, Chiesa Telesina, Benevento, Auxiliatrix, 1977, pp. 72-76. V. Canelli, cit., pp. 9, 11, 13, 38-39.
22- Cfr. N. Rotondi, cit., III, p. 78; E Bove, Politica e affari nellโItalia del Risorgimento, Telese, ISST, 2021, p. 43.
23- B. Gagliardi da E. Bove, cit., 2000, p. 125. A. Ungaro, Commemorazione, in AA. VV. cit., 2021, pp. 54-55.
24- Rispettivamente: Salvatore De Renzi, Napoli nellโanno 1656, Napoli, 1867, Napoli, Celi, 1968, pp. XII, 42 e 83-84; V. Mazzacane, cit., 1990, pp. 281-282. V. Canelli, cit., p. 47. V. Mazzacane, cit., 1990, foto 47.
Archeologa classica. Lavora presso l’Universitร del Salento.
Antonella Selvaggio
Architetto, libero professionista. Si occupa di progettazione architettonica, interior design e aspetti legati all’architettura del paesaggio. Dal 2021 รจ Consigliere dell’ordine degli Architetti della Provincia di Benevento. Ha partecipato a Mostre sul restauro architettonico e a numerose iniziative riguardanti la promozione territoriale.
Vive a Morcone. Presidente Italia Nostra Matese Alto Tammaro.
Dottore di ricerca in Ingegneria Elettronica ed informatica presso l’Universitร degli Studi di Napoli. Ha Svolto attivitร didattica presso l’Universitร Federico II. Vive a Telese.
Laurea in giurisprudenza presso l’Universitร degli Studi “La Sapienza” di Roma. Dirigente amministrativa presso l’Universitร del Molise.



Andrea Ciervo nato a Caserta il 12.10.1975. Presbitero dal 24 novembre 2012 giร Laureato in Giurisprudenza alla Federico II, con una tesi di Diritto Ecclesiastico sui Risvolti dei Patti Lateranensi col prof. Mario Tedeschi…tirocinante poi presso Studio Notaro in via Mezzocannone di Napoli…consegue il Baccalaureato presso l’Aloysianum di Padova nel 2007 con una tesi sulla Religione in Immanuel Kant col prof. Secondo Bongiovanni. Si Laurea in Sacra Teologia presso la Facoltร Teologica dell’ Italia Meridionale sezione san Tommaso nel 2012 sempre “Summa cum laude”
Presidente dellโAssociazione culturale โLa Biblioteca del Sannioโ, dottore di ricerca presso lโUniversitร degli Studi della Campania โLuigi Vanvitelliโ con una tesi sulla metadatazione della cartografia storica. Giornalista e direttore di Canale Sassuolo. Giร docente a contratto di Lingua e Cultura Spagnola e Global History, presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo vanvitelliano, รจ attualmente tutor di Storia Contemporanea e Storia dei Partiti e Movimenti politici.






Farmacista. Dopo la laurea ha conseguito un master biennale e un corso di perfezionamento, approfondendo le conoscenze in ambito fitoterapico, micoterapico e nutraceutico, con la pubblicazione del lavoro di tesi sulla rivista di divulgazione scientifica di medicina naturale ‘Scienza Natura’ del Prof. Ivo Bianchi. Attivo nel sociale, รจ membro del Rotary Club Valle Telesina ed รจ amante dello sport e della natura. Innamorato del proprio territorio, ha iniziato a coltivare l’interesse per la storia locale.
Nato a Ponte, dove risiede. Dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato. Cultore di storia locale con particolare attenzione al periodo medievale. Ha pubblicato “Ponte tra Cronaca e Storia”, “Domenico Ocone, quarant’anni di storia pontese…”, “Le Vie di Ponte tra Storia e Leggenda”. Collabora con varie associazioni culturali.
Nato a Telese Terme ma originario di Amorosi รจ stato allievo del filosofo Massimo Achille Bonfantini. Laureato in Semiotica e Filosofia del Linguaggio presso l’Universitร l’Orientale di Napoli. Dedica le sue ricerche prevalentemente allo studio della filosofia e della psicologia dell’inconscio, come dei nuovi percorsi conoscitivi applicati alle neuroscienze. Ha pubblicato Cento petali e una rosa. Semiosi di un romanzo storico (Natan, 2016), Filosofia hegeliana e religione. Osservazioni su Sebastiano Maturi (Natan, 2017) e, recentemente, il saggio dal titolo: Nel gioco di un’incerta reciprocitร : Gregory Bateson e la teoria del “doppio legame” (Ediz. Del Faro, 2020).
Musicista. Maestro di clarinetto ed orchestrale. Studioso di storia della filosofia e del ‘700 napoletano. Esperto simbolista e autore di testi esoterico/filosofici.
Nato a Napoli e residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia allโUniversitร di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale allโUniversitร di Modena รจ stato aiuto chirurgo presso lโospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente รจ pensionato.ย Dal 1ยฐ giugno 1978 รจ socio corrispondente dellโAssociazione Culturale Italo Ispanica โC. Colombo โ Madridโ.ย Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche.ย Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dellโAssociazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio รจ stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.
Originario di Castelvenere. Giร dipendente del Miur ora in pensione. Appassionato di Storia locale ed animatore di gruppi per la diffusione della lingua e delle tradizioni di Castelvenere.
Esperta di Comunicazione Istituzionale; in particolar modo di Social Media Policy e e di politiche agroalimentari legate all’economia di piccola scala per Slow Food, in Campania e Basilicata. Suoi contributi in ambito associativo sono legati a tradizioni e culture della terra e del territorio. Ha effettuato training in storiografia in Francia.
Dottore in Archeologia e Scienze Storiche, ha svolto diverse campagne di scavo alla necropoli del Cigno a Macchia Valfortore (CB), con lโUniversitร degli studi di Napoli Federico II e alla necropoli di Crocifisso del tufo a Orvieto (TR), con il Parco Archeologico Ambientale dellโOrvietano e lโ Universitร dell’Arizona. ร attuale vice Presidente della Pro Loco di SantโAgata dei Goti (BN) dove svolge anche la funzione di OLP per il Servizio Civile Universale. ร giornalista tirocinante presso la testata QuasiMezzogiorno. Sรฌ รจ occupato di alcuni ambiti di archeologia della produzione del Sannio caudino. Attualmente s’interessa alle istituzioni sociali e militari del Medioevo. ร vice Presidente dell’Istituto Storico Sannio Telesino.
Cultore di storia locale e delle tradizioni del suo paese. Autore del saggio “Notizie storiche ed urbanistiche di Cerreto antica” in cui ha ricostruito l’antico borgo distrutto dal terremoto del 1688.
Dottore in Legge ed autore di ricerche di Storia Locale. Ha partecipato al progetto “Un museo a colori” avente il fine di far conoscere il museo di arte ceramica di Cerreto Sannita. Le mansioni svolte sono state quelle di guida museale e bibliotecaria, e redazione di progetti e lavori di gruppo con gli altri volontari. Ha scritto un saggio nella Antologia dedicata al bicentenario della nascita di Michele Ungaro, edita dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita.
Giร sindaco di Caiazzo, dopo aver conseguito la maturitร scientifica, rivolge il suo impegno politico alle battaglie del Partito Radicale, soprattutto nel campo della tutela dell’ambiente e in quello per una giustizia giusta. Nel 1980 viene eletto consigliere comunale a Caiazzo, cittร in cui vive, in rappresentanza della “nuova sinistra”. Nel 1982 aderisce alla Lega per l’Ambiente, promuovendo diverse iniziative per la tutela del fiume Volturno e per il recupero del patrimonio edilizio del centro storico di Caiazzo. Tra il 1987 e il 1994 รจ Presidente dell’Associazione Storica del Caiatino. Nel 1994 viene eletto sindaco di Caiazzo con la lista civica “Rinascita Caiatina”. Rieletto nel 1998, si adopera per una crescita socio-economica della cittร ; realizza un programma pluriennale, che viene selezionato anche da “Sviluppo Italia” SpA per la costituzione di un Laboratorio di sperimentazione per lo sviluppo locale. Presidente dell’Associazione “Cittร Paesaggio” dal 2003, รจ coordinatore del progetto “Per una Carta dei paesaggi dell’olio e dell’olivo”, realizzato d’intesa con l’Associazione nazionale “Cittร dell’Olio”. Nel 2007 aderisce a Slow Food, dedicandosi soprattutto alla salvaguardia delle piccole produzioni agricole. Ha pubblicato con le Edizioni 2000diciassette: La Memoria e LโOblio, un saggio sullโeccidio di Caiazzo durante l’ultimo conflitto mondiale.
Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza Cultore di Storia Locale ha scritto il saggio: Telesia 1349 Peste e Terremoto edizioni duemiladicessette, 2016, Cartoline da Telese ed. Unione Filatelica Beneventana, 2009; Castelvenere Valdese insieme a P. Carlo Ed. Realtร Sannita, 2016; Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita insieme a F. Pace, edito dallโASMV nel 2019. Ha scritto nellโAntologia sulla vita di Michele Ungaro edito dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita nel 2019.ha in corso di pubblicazione un libro di poesie. Dirige la collana di poesie della Casa Editrice FioriDiZucca. Presidente pro-tempore dellโIstituto Storico del Sannio Telesino. Premio Upupa 2017 e 2019 per gli studi di storia locale.
Insegnante, vive a Caiazzo. ร Presidente del’Associazione Storica del Caiatino.
Maestro elementare, appassionato studioso e cultore di Storia Locale.
Biologo residente a Telese Terme. Cultore di storia locale con particolare riferimento alla storia del periodo sannitico. ร autore del saggio “La Leonessa e il fenomeno luminoso nella grotta di Sant’Angelo” edito da Fioridizucca nel 2022.
Sannita di origini e toscano d’adozione. Medico anestesista, ha coltivato con interesse e particolarmente studiato la “Terapia del dolore”. Di tale disciplina รจ stato per lunghi anni docente all’Universitร di Siena. Ha avuto anche esperienze di insegnamento all’estero (Bobigny Paris nord, Accademia Russa delle Scienze mediche, Accademia Lettone di Scienze odontoiatriche). Ufficiale medico dell’Esercito italiano, รจ appassionato di esoterismo, di cultura e tradizioni popolari. E’ autore di saggistica. Ha recentemente pubblicato saggio su “Massoneria, relazioni umane e comunicazione tecnologica” edito da Fioridizucca edizioni.
Giornalista professionista. Scrittore di romanzi e direttore di diverse testate radio televisive. Fondatore del sito: Neifatti.it
Medico specialista in oncologia e cure palliative รจ autore principalmente di pubblicazioni scientifiche di settore in lingua inglese ed italiana. ร stato inoltre relatore
Laurea magistrale in Lettere. Docente a Prato. Ha approfondito gli eventi storici che portarono alla โMarcia della fameโ del 1957 nei comuni del Valfortore sannita. Ha scritto il “Catasto Onciario della Terra di San Salvatore”.
Medico e scrittore. Ha allโattivo numerose collaborazioni con riviste di carattere storico. Ha pubblicato una Vita di San Leucio, il libro: โDa Casale a Comuneโ e la Storia della Parrocchiale Santa Maria Assunta di San Salvatore Telesino. Ha partecipato allโAntologia โDieci Medici Raccontanoโ, che ha ottenuto il “Premio Rufolo 2019”. Premio Olmo 2009 per il romanzo storico ยซL’ultima notte di Bedรฒยป, รจ anche autore di alcuni saggi sulla Storia della Medicina tra cui uno studio sulla Depressione dal titolo ยซIl potere misterioso della bile nera, breve storia della depressione da Ippocrate a Charlie Brownยป. Nel 2024 ha pubblicato “Fu la peste” e “Islam a Telesia” per ABE Editore Napoli. Fondatore e Direttore Editoriale della Casa Editrice Fioridizucca.
Studioso della storia del Risorgimento e cultore del periodo Borbonico, ha recentemente collaborato con un suo scritto allโantologia biografica dedicata a Michele Ungaro. Ha in corso un saggio su Sanchez De Luna, un Vescovo del โ700.

Scrittore, poeta e divulgatore culturale. Medico di continuitร assistenziale. Autore di diversi saggi storici e racconti. Ha partecipato all’antologia “Dieci Medici Raccontano”. Fondatore del Premio Nazionale Olmo che tutti gli anni si svolge in Raviscanina (Ce).
Dottore in Lettere. all’Universitร di Salerno, indirizzo “storico medievale”. Si รจ poi laureata in Scienze della Formazione primaria all’Ateneo di Campobasso. Studiosa della storia della sua cittร . Lettrice instancabile di autori italiani e stranieri, si occupa della formazione di piccoli lettori e poeti. ร insegnante nella Scuola Primaria da quindici anni. Ha sperimentato innovative metodologie di approccio alla lettura utilizzando le nuove tecnologie che hanno portato alla pubblicazione di una ricerca dal titolo: TIC e DSA. Riflessioni ed esperienze sulle nuove frontiere della pedagogia speciale, Ed. EriksonLive. La storia locale e la ricerca accurata le ha permesso di pubblicare anche un Saggio in storia medievale sull’assetto urbano e riorganizzazione del territorio della Benevento nei sec. XI e XII. Animatore culturale, scrive poesie per fermare in foto-scritte, attimi di vita.
Medico di Emergenza territoriale residente in Puglianello. Ha collaborato all’opera Dieci Medici Raccontano.
Lorenzo Piombo, medico psichiatra, dirigente del Dipartimento Salute Mentale della ASL di Benevento. Ricercatore e studioso di storia. Vive e opera a Morcone.
Avvocato. Patrocinante in Cassazione. Scrittore di Storia Locale. Opera a Guardia Sanframondi.
Promotore culturale dellโarea di Faicchio. Dopo aver conseguito la maturitร classica si รจ laureato in Economia. ร dirigente d’impresa a Milano nel settore delle borse valori e mercati finanziari. Ha scritto diversi articoli sulla stampa finanziaria nazionale, tra cui il Sole 24 Ore ed Investire. ร appassionato di cultura locale, ha vinto il premio Prosa IX Premio letterario dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Titolare delle strutture ricettive “Magie del Sannio” ha dato vita anche al “Piccolo Museo privato di Faicchio Magie del Sannio”.
Dottore in Storia. Autore di un saggio storico, conseguente a ricerca d’archivio, sul suo Comune dal titolo: ย Faicchio 1920 – 1946 dall’avvento del Fascismo alla nascita della Repubblica, 2016.
Medico ed esperto di storia della gastronomia.
Architetto e docente. Appassionato cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, cittร in cui vive. Ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti. Collabora con il Blog dell’Istituto Storico del Sannio di cui รจ socio fondatore. ร autore del saggio “Cominium Ocritum e le forche caudine: una storia
Studioso del ‘700 napoletano e dell’epopea di Federico II ha approfondito in modo particolare le influenza arabe sull’architettura napoletana. Studioso diย suffisso e di religioni orientali.
Medico del Lavoro. Regista teatrale. Giornalista pubblicista. Fondatore di “Byblos”, la biblioteca del Sannio. Scrittore e divulgatore della storia e dei personaggi del Sannio, ha pubblicato “A tavola nel Sannio”, una guida ai ristoranti della provincia di Benevento; “Dietro la Leggenda” (2016), una raccolta di racconti ispirati a fiabe e a leggende del Sannio. Nel 2017 ha pubblicato “Samnes”, un romanzo storico sull’epopea sannita. Ha curato la trascrizione del manoscritto e la stampa dei tre volumi delle “Memorie storiche di Cerreto Sannita per Arcidiacono Nicola Rotondi”. Nel 2019 ha pubblicato “Guida alla Valle Telesina e al Sannio”. Ha pubblicato “Il delitto del pozzo dei pazzi”, un medical-thriller ambientato nel primo ‘900 nell’ospedale degli Incurabili di Napoli. ร autore della “Storia di Cerreto dalla preistoria alla seconda guerra mondiale (2022) e di “Fiabe e Favole in cerretese”, edito da Fioridizucca. (2023).
ร nato e vive a Castelvenere. Giร docente di materie letterarie nella scuola statale, ha pubblicato diverse raccolte di liriche, pagine di ricerca letteraria, studi relativi alla cultura popolare. ร presente in antologie, dizionari bio-bibliografici e testi scolastici. Appassionato si storia e di tradizioni locali, รจ membro di associazioni culturali nazionali. I suoi versi hanno ricevuto giudizi positivi da parte della critica e in concorsi letterari si รจ classificato ai primi posti.
Giornalista Pubblicista. Esperto di Enologia, collabora a diversi siti web del settore. Collaboratore del blog lucianopignataro.it รจ responsabile dell’Ufficio Stampa del Sannio Consorzio Tutela Vini. 
Infaticabile animatore culturale dellโarea del Caiatino e del Casertano. Allievo del prof. Galasso. Fondatore di Gruppi culturali dediti alla divulgazione della storia del Territorio, attualmente responsabile di Procedimento Unitร Operativa Biblioteca civica e Archivio Storico del Comune di Caiazzo.