Premetto che la venuta del Coronavirus mi ha interessato, ma  in generale.1Cfr. R. Di Lello, Epidemie dagli dei al coronavirus, in โ€œQuattro passi nella Storiaโ€, Casertasera.it, (11-3-2020).  Id., Epidemie [โ€ฆ] nellโ€™Evo Antico, ibid, (20-3-2020). Id., Epidemie [โ€ฆ] nel Medioevo, ibid, , (04-4-2020). Id., Epidemie [โ€ฆ] nellโ€™Evo Moderno, ibid., (04-4-2020). Id, โ€œSalveโ€โ€ฆCoronavirus, in โ€œStoria della Medicinaโ€, Istituto Storico Sannio Telesino โ€“ISSTโ€“  (12.6.2921), Id., Coronavirus, epidemie e singolari analogie, in โ€œStoria della medicinaโ€, ISST (05.5.2020. ). Oggi, 8 ottobre 2023, a causa della nuova variante e del riaumento dei contagi un amico mi ha detto: โ€œNon pochi storici hanno fatto riferimento alla terribile epidemia del 1656 in Cerretoโ€ ed ha aggiunto, guardandomi con sorrisetto da marpione: โ€œE a seguire, nel tempo?โ€. Lโ€™ interrogativo mi ha indotto allโ€™indagine concernente il XVIII e il XIX secolo, anche perchรฉ sapevo che differenti epidemie avevano coinvolto la diocesi e che ne aveva detto, forse il solo, dove piรน e dove meno e con richiami di letteratura  e di storia, Nicola Rotondi (1804-1879) un sacerdote del luogo.2Cfr., in Memorie storiche di Cerreto Sannita per Nicola arcidiacono Rotondi, a cura di โ€“a c.d.โ€“ Antonello Santagata, ISST, I, 2019, II, 2019, III, 2023. Introduzione, in  I, p, 5; cap. XLI e XLII, in  III, pp. 66-78. Nello svolgere il tema, ho provato a rivedere in forma semplice quel che, esibito dal Rotondi โ€œcon pompa e artificio di stile e di linguaggioโ€ e con โ€œfrasi enfaticheโ€, si legge โ€œcon faticaโ€œ, anche se lโ€™opera risulta โ€œassai pregevoleโ€;3Vincenzo Mazzacane, Profili di Cerretesi, Napoli, Libreria Scientifica Editrice, 1990, ma in Id., Memorie storiche di Cerreto Sannita, ivi, 1911, Nuova edizione a c.d. Aldo Mazzacane, Napoli, Liguori, 1990, pp. 273 274, in 251-297. notizie per lo specifico le ho raccolte in testi di autori dellโ€™epoca e posteriori, locali e, perciรฒ, reperibili agevolmente da qualche non esigente lettore; ho consultato, in generale, anche scrittori di storia della medicina e gli uni e gli altri ho citato in nota.4Per le immagini cfr. pure Nicola Vigliotti-Renato Pescitelli, La ceramica di Cerreto Sannita e San Lorenzello, San Lorenzello, ECSCSLM, 2007, passim. AA.VV., Cerreto Sannita cittร  di fondazione A.D. 1688, Cuenca-Cerreto Sannita, Cerreto Sannita-S. Lorenzello, ICSA.M., 2014, pass.  

Ruderi di Cerreto in seguito al terremoto del 1688 (Cfr. pure nt. 4)

Per quanto riguarda lโ€™argomento piรน da vicino, della Nuova Cerreto, lโ€™attuale, sappiamo che il terremoto del 5 giugno 1688 rase al suolo il preesistente centro urbano e, in esso, alloggi di medici e di malati e la chiesa di S. Leonardo con lโ€™ ospedale. Dopo la catastrofe, la ricostruzione, poco a valle, procedette in modo rapido sicchรฉ, in un decennio, risultarono aperte strade e piazze, sorsero edifici pubblici, privati, di culto e lโ€™ospedale che rimarrร  attivo per un certo tempo; nel 1858 gli amministratori tenevano in conto, nel bilancio, le spese per medicine ai poveri trattati a domicilio.5R. Di Lello, Lโ€™assistenza ospedaliera nella storia del Medio Volturno, โ€œAnnuario 1989โ€, Piedimonte Matese, Associazione Storica del Madio Volturno, p.164, in 143-194. Cfr. pure Renato Pescitelli, Palazzi Case e Famiglie Cerretesi nel XVIII secolo, Cerreto Sannita, Teta print, II, 2009, pp. 165 e 278. Di gran lunga piรน bella, la nuova Cerreto perse, perรฒ col tempo, in ricchezza economica, la popolazione diminuรฌ, crebbe invece il numero dei medici e dei venditori di spezie e medicinali6Insieme a quello degli uomini di legge e dei sacerdoti. V. Mazzacane, cit., 1990, pass. R. Pescitelli, cit., 2009, pass. e tutto ciรฒ a causa, altresรฌ, di epidemie, di carestie e di movimenti tellurici, come si avrร  modo di notare.
Ebbene, in passato peste e pestilenze, ignorandosene le cause, venivano ritenute la stessa cosa e conseguenza di punizione divina, talchรฉ, per gli ammalati, potevano porvi rimedio soltanto i santi7Luciano Sterpellone, I santi e la medicina, Cinisello Balsamo, San Paolo, 1994, p. 242 e pass. e la Madonna.8Cfr. Massimo Centini, I grandi veri miracoli. Le guarigioni miracolose-Le apparizioni,  Milano, De Vecchi, 1999, pp. 125-140 e pass.  Per questo motivo, a Cerreto, le persone anziane rammentano un canto che nella novena di San Rocco recita: โ€œ[โ€ฆ] grande avvocato / [โ€ฆ] / tu ci liberi se lo vuoi / dalla peste e dal peccatoโ€; espressioni di culto popolare, un detto, volto dal dialetto, afferma che โ€Lโ€™acqua di San Modesto sana le donne dai mali e dalla pesteโ€, mentre un canto del XVII secolo in onore di Santa Maria della Libera, la invoca, volto dal vernacolo: โ€œ[โ€ฆ] adesso da peste e carestia / liberaci Madonna miaโ€.9Elena Cofrancesco, La parlata cerretese, Cerreto Sannita, A S-C C, 2002, pp. 108, 218, 256 e tel. 0824861359, 15.9.2023, ore 13.19. Nรฉ rimase trascurato lโ€™utilizzo di tradizionali mascheroni sopra portali di palazzi e di sole piastrelle o di pannelli a rigiole, in ceramica e a soggetto sacro, allโ€™interno e/o allโ€™esterno di abitazioni di solito non signorili: si credeva, il piรน delle volte, potessero esercitare protezione contro pericoli e malocchio.10Cfr. AA.VV., cit., 2014, pass. R. Di Lello, Artistici simboli apotropaici in Cerreto Sannita, in โ€œStoria-Cerreto Sannitaโ€, ISST, (9.12.2021). Nicola Vigliotti-Renato Pescitelli, cit., 2007, pass. AA.VV., cit., 2014, pass.  

Per il XVIII secolo, ancor piรน nel particolare, si legge che nel 1763, disturbi meteorologici produssero danni agricoli e carestia e nel โ€™64 alla carestia sโ€™associรฒ la peste e insieme funestarono Cerreto. Circa le cause e gli effetti del morbo, Bartolomeo Mazzarella, medico nel luogo, riferรฌ ad una richiesta da Caiazzo che, a cagione della carestia, la โ€œpovera genteโ€ era costretta a nutrirsi di erbe selvatiche e, data la loro scarsitร , neppure scelte tra commestibili e no; da qui debolezza quasi totale nel movimento, stitichezza e mancanza di feci, gonfiore degli arti inferiori, difficoltร  respiratoria con logorio dellโ€™organismo fino al limite massimo dellโ€™attivitร ; insomma, riduzione degli infermi a โ€œcadaveri viventiโ€ che morivano, spesso senza febbre, da uno a cinque al giorno; empiti i sepolcri della cripta nella insigne chiesa collegiata di San Martino, in Cerreto, si pensรฒ di inumare fuori del centro abitato, in campagna, dentro una fossa ben protetta e resa piรน sicura mediante lospargimento di calce viva; sta di fatto che si procedette alle sepolture nottetempo e in una congrega della Cerreto vecchia; infatti, se non in cripte nel centro abitato, lโ€™inumazione avveniva nel suburbio, in fosse di luoghi di culto trattate con calce. Medico e autoritร  fecero di tutto per ostacolare le conseguenze del male ed evitare vittime, ciรฒ nonostante tra la primavera e lโ€™estate i defunti ammontarono a circa 500 e, tra essi, a sessanta carcerati.11N. arcidiacono Rotondi, cit., III, pp. 66-69;  V. Mazzacane, cit., 1990, pp. 194 e 198-199. R. Pescitelli, cit. 2009, pp. 400-401. Per il numero e caratteristiche di sepolture in luoghi di culto diversi, cfr. N. Rotondi, cit., II, p. 35.  AA.VV. cit., 2014, s. p., ma Chiesa di San Rocco [โ€ฆ] protettore degli appestati.  AA. VV. Simbolismi esoterici e religiosi nella Cerreto Sannita di Michele Ungaro, Telese, ISST, 2021,p. 139 e 144.

Trascorsero anni e nel luglio del 1784 si manifestรฒ in Cerreto, con la โ€œpiรน lamentevole fame [โ€ฆ] un orribile morbo epidemico detto vaioloโ€ e definito dal popolo โ€œpipeleโ€, dal latino โ€œpapulaeโ€ โ€“ pustole, bolle, vescichette โ€“. Colpรฌ, di ogni ceto, uomini e donne, vecchi, adulti e bambini e si  rese evidente con โ€œpustolosi esantemiโ€ cioรจ  con su โ€œtutto o poco men che tutto il corpo pustoleโ€ ossia โ€œvescichette grandi e piccoleโ€ simili a โ€œrosse macchietteโ€œ che, via via, aumentavano di numero, si gonfiavano, si riducevano seccandosi e cadevano allo stato di chiazze o di croste. Tutti presentavano โ€œacuta febbreโ€ accompagnata da sintomi vari in rapporto allo stato della malattia. Tutti sembravano โ€œun carbone accesoโ€ a cagione delle pustole, โ€œun marciumeโ€ a causa  delle suppurazioni, โ€œun tizzoneโ€ a guarigione avvenuta. โ€œTale, poi, e  tanto molesto era in loro il pruritoโ€  e tale il conseguente lamento, da indurre pietร  anche nei cuori piรน duri. Il dottore Tommaso Carizzi e gli altri illustri medici fecero continuamente del loro meglio professionale, eppure persero la vita in 226; i sopravvissuti, si ritenne grazie a Dio, rimasero perรฒ deturpati nel volto12Cfr. N. Rotondi, cit., III, pp. 66 e 70-71. V. Mazzacane, cit., 1990, p. 199 che oggi definiremmo  butterato, ovvero cosparso di piccole cicatrici. 

Stemma di Cerreto, prima e dopo il 1688 (Cfr.: pure nt. 4)

Per una malattia, tra le piรน comuni ed esiziali, comparsa dopo un triennio, sembra utile premettere che giร  negli anni Settanta del XVI secolo era stata definita malaria, perchรฉ sโ€™era ritenuto provenisse dalla mala aria, lโ€™aria malsana dei luoghi paludosi. Non solo: sebbene in certi casi meno funesta, annientava sempre, al pari della peste ed altri mali, una elevata quantitร  di vite umane.13Albert S. Lyons e R. Joseph Petrucelli, La storia della medicina, Salerno, Momento Medico, 1992, IV, pp. 497. Nel 1787, infatti, si propagรฒ in Cerreto โ€œun mortifero malore pur epidemicoโ€: la โ€œperniciosaโ€, allora โ€œComitata del Torti nominataโ€, fece โ€œspiritar tuttiโ€ i cerretesi โ€œdi paura pei suoi effettiโ€, e piรน di tutti coloro nei quali si manifestรฒ per la prima volta, intermittente, a decorso acuto, violento e coi sintomi che, straordinari, la precedettero e lโ€™accompagnarono. Non si capรฌ perchรฉ mai fosse insorta in una Cerreto lontana da acque stagnanti e con aria sempre pura, anzi salutare; pertanto si ipotizzรฒ, semplicemente, che la causa provenisse da altro luogo, malsano. In ogni caso i colpiti dalla โ€œorrenda febbreโ€ risultavano oltremodo privi di forze, ansimanti e sonnolenti, in seguito presentavano brividi frequenti e febbre, freddo continuo con stridore di denti, tremore, contrazioni di mani e dita, difficoltร  respiratoria, pallore, cefalea, raucedine, sete. Con lโ€™attenuarsi e lโ€™estinguersi dei segni descritti, comparivano vescicole sulle labbra e ritornavano nella norma la temperatura corporea accompagnata da sudorazione e lo stato di salute. Le manifestazioni leggere le si curavano con salassi e purganti; nella โ€œtristissima perniciosaโ€, poichรฉ la recidiva avrebbe condotto a morte, il detto dottor Carizzi e i colleghi somministravano dosi consistenti di un vegetale, la โ€œchina di chinaโ€ o โ€œchina chinaโ€ o โ€œCina Cinaโ€ โ€“oggi  la diremmo Chininoโ€“ ; salvarono numerosi pazienti, nondimeno in due mesi e 19 giorni, perirono 179 tra uomini e donne, vecchi, giovani e bambini, in precedenza sani o cagionevoli. In quella triste circostanza, si distinse monsignor Filiberto Pascale, vescovo della diocesi:14Cfr. N. Rotondi, cit., III, pp.71-73. andava a trovare i poveri nelle loro abitazioni, li confortava, ne detergeva le lacrime  e non avendo piรน altro da offrir loro, diede ai meno abbienti il suo letto e la biancheria; il 26 ottobre, sfinito dalle privazioni, dalle sofferenze, dalle fatiche e contagiato โ€œdalla stessa terribile malattiaโ€, rese lโ€™anima a Dio, tra โ€œil pianto universaleโ€œ del clero e dei fedeli.15Giovanni Rossi, Catalogo deโ€™ vescovi di Telese, Napoli, 1827, ristampa a c.d. Nicola Vigliotti, Puglianello, Media Press, 2008, pp. 175-177. Angelo Michele Iannacchino, Storia di Telesia. Sua Diocesi e Pastori, Benevento, Dโ€™Alessandro, 1900, pp. 281-282. 

A questo punto, si passa dal XVIII al XIX secolo. Nellโ€™agosto del 1795 e nel gennaio del 1801, in Cerreto ritornรฒ il vaiolo, ma โ€œmeno asproโ€ nellโ€™azione deturpante.  Erano gli anni in cui diventavano sempre piรน noti gli ottimi risultati della โ€œvaccinazione o vaccinaโ€; era stata ideata da Eduardo Jenner contro una patologia che nel XVIII secolo aveva prodotto il maggior numero di vittime e che, di solito endemica, assumeva carattere epidemico in talune situazioni quali, ad esempio, il luridume di quei centri abitati dove rifiuti umani invadevano i vicoli e fuoriuscivano da fogne insufficienti. Il 26 luglio 1805,in Cerreto vi fu terremoto con danni e crolli di edifici pubblici e privati e con sei morti; movimenti tellurici sโ€™erano avuti nel 1694, nel 1702, nel 1705 e si avranno  nel 1807 e nel 1831, ma tutti superati in intensitร  e danni da quello del 1805.16Cfr. N. Rotondi, cit., III, p. 71 e V. Mazzacane, cit., 1990, pp. 199 e 223-227. Albert S. Lyons e R. Joseph Petrucelli, cit.   

 Nel settembre del 1823, in Cerreto ricomparve la malaria, violenta e spaventosa come nel 1787. Il vecchio dottore Giovanni Sanzari che, allievo del Carizzi, lโ€™aveva curata giร  trentasei anni prima, diagnosticatala e proseguendo nella cura insieme a stimati medici la debellรฒ, con โ€œprodigiose guarigioniโ€, per mezzo della โ€œchina chinaโ€. Oltremodo contento, il medico, parlandone con lโ€™arcidiacono Rotondi e non solo, da ardente cristiano attribuiva a Dio il successo dellโ€™opera sua. โ€œTanti infermi dunque camparonoโ€ e i Cerretesi lo salutarono โ€œpadre della patriaโ€; per giunta, avendo rinunciato ad ogni ricompensa, tutto il popolo e pubblicamente volle, a prova di genuina gratitudine di affetto sincero e di notevole stima, che Giuseppe, figlio primogenito di colui il quale aveva โ€œsalvato la vitaโ€, venisse esentato dalla leva imminente.17Cfr. N. Rotondi, cit., III, p. 73. V. Mazzacane, cit., 1990, p. 280.  Vittima del male fu, invece, monsignor Raffaele Longobardi, vescovo diocesano: โ€œmentre attendeva con fervido zelo a visitar la diocesi venne assalito da una perniciosa febbre terzanaโ€ โ€“come fu definita piรน propriamenteโ€“, gli consigliarono di cambiare aria e si trasferรฌ a Napoli, ma colpito dalla โ€œfiera recidivaโ€, vi morรฌ il giorno 29 di quello stesso mese.18G. Rossi, cit., 2008,  pp. 184-186. A. M. Iannacchino, cit., p. 285. 

Madonna delle Grazie. Simulacro

E passiamo al  โ€œcolera asiaticoโ€, come lo definรฌ Nicola Rotondi che visse quei terribili momenti e ne riferรฌ nei dettagli. La mattina del 16 luglio 1837 โ€“ venuto da Napoli in diocesi โ€“ ne morirono in Cerreto un mercante napoletano, venutovi in casa Piscitelli, il signor Pietro Piscitelli e, con lui, altri due. La gente, non piรน in sรฉ a causa dellโ€™accaduto, pensando di trovare scampo nel potere della Madonna delle Grazie, si recรฒ cantando fuori lโ€™abitato al piccolo tempio a Lei intitolato, parte vi si costipรฒ, la maggioranza rimase fuori e tutti piansero, sospirarono, pregarono. Dopo non poco tempo, pieni di fiducia e di speranza, preso il simulacro della Vergine e sempre cantando ritornarono, lo portarono nel centro abitato, alla chiesa parrocchiale di San Martino dove aveva un altare e lo collocarono, allo sguardo di tutti, sulla porta dโ€™ingresso; tacendo vi entrarono e, con attenzione e ammirazione, ascoltarono un predicatore che, dal pulpito, assicurรฒ loro morte e dannazione se non fossero ritornati penitenti a Dio. Si pianse, si gemette, si sospirรฒ di nuovo, si promise solennemente e si tornรฒ ad una nuova vita, ma per pochi giorni, fino a quando false voci sostennero che si moriva non giร  di colera ma di veleno gettato in torrenti e pozzi; tanto fecero credere, rinvenuti sulle rive del torrente Vagno, moltissimi ritagli di panno nero cosparsi di materia bianca โ€“tossica se sciolta in acquaโ€“  la quale, tuttavia, analizzata dal farmacista Francesco Marchitto, si rivelรฒ solubile soltanto nel fuoco โ€“e allora inefficaceโ€“. Ciรฒ nonostante, vennero ritenuti responsabili โ€“si ritornava agli untoriโ€“ Tommaso Di Adona, Orazio e Francesco Maturi, quali esecutori e Bonaventura Capuano, quale mandante, il quale, va messo in chiaro, piangeva ancora il diciassettenne figlio primogenito uccisogli dal colera. Onde evitare reazioni spiacevoli da parte della gente, i quattro innocenti si rifugiarono altrove; intanto, la legge riconosceva insostenibile lโ€™accusa di avvelenamento e tutto rientrรฒ nella norma, tranne il contagio: nei tre mesi dallโ€™origine lโ€™epidemia tolse la vita a 289 individui. Ad un mese dal termine, lโ€™ansia cedette alla tranquillitร  e il popolo tutto, oltremodo riconoscente alla Madonna, nella quarta domenica di novembre, giorno festivo, tra  suoni di campane, canti lieti e armoniosi di clero, frequenti fuochi dโ€™artificio e con offerte di ceri e di oggetti preziosi, si recรฒ alla chiesa di San Martino, ne sortรฌ con la statua della Vergine e percorrendo in moltitudine il centro abitato, la riaccompagnรฒ con devozione al tempio della Madonna delle Grazie.19Cfr. N. Rotondi, cit., I, p, 125 II, p. 54 e III, pp. 74-78. Emilio Bove, Il lungo viaggio del beato Leucio, Piedimonte Matese, Tipografica del Matese, 2000, pp. 123-124. R. Pescitelli, cit., 2009, pp. 263-264. Vincenzo Canelli, Il convento e la chiesa di S, Maria della Grazia in Cerreto Sannita, Marigliano, Istituto Anselmi, 1980, 1993, pp. 38-39. AA. VV. cit., 2021,p. 34. Da rammentare รจ, altresรฌ, lโ€™intervento di monsignor Carlo Puoti vescovo della diocesi: giร  affettuoso verso i poveri, i bisognosi e gli afflitti, innanzitutto allorchรฉ qualche male ne mutava in impellenti le necessitร  ordinarie, la di lui generositร  brillรฒ in piรน larga misura durante il colera.20Cfr. N. Rotondi, cit., II, p. 54. G. Rossi,  cit., 2008, pp. 188-195. A. M. Iannacchino, cit., p. 287.

Per quanto attiene alla significante devozione per la Madonna delle Grazie, va dato risalto almeno a qualcheparticolare: i Cerretesi la consideravano โ€œloro protettriceโ€. Il tempio era stato eretto  nel 1584, ai piedi di Monte Coppe e su di un architrave dโ€™ingresso si leggeva ancora, secoli dopo, nel 1977, lโ€™invocazione: โ€S. Maria Succurre Miserisโ€, in quanto stimata โ€œdispensatrice di grazie e pietosaโ€. La chiesetta intitolata a โ€œSanta Maria de la Gratiaโ€ Soccorritrice dei miseri, era sorta in localitร  Suorvo, era stata aperta al culto  nel luglio del 1588 ed รจ verosimile nel giorno 2 quello della festa; la statua, lignea, voluta dalla gente di Cerreto  scampata alla carestia del 1730, ed opera dโ€™ignoto, era stata consegnata nel 1732 e, dopo il feral morbo  del  1837, i Cerretesi avevano fatto voto di recarsi ogni anno a riverire la Vergine e celebrarne la festa del 2 luglio con maggiore solennitร .21Cfr. rispettivamente V. Mazzacane, cit., 1990, pp. 122-124. R. Pescitelli, Chiesa Telesina, Benevento, Auxiliatrix, 1977, pp. 72-76. V. Canelli, cit., pp. 9, 11, 13, 38-39. 

Altre due volte ancora, a distanza di 17 e 29 anni, il colera arrecรฒ in Cerreto spavento non minore, ma di breve durata: nel 1854, vi morรฌ soltanto una donna contagiata e venuta dalla vicina Cusano dove lโ€™epidemia mieteva vittime; nel 1866, vi persero la vita tre perone ma, si seppe, non a causa del morbo letale; ciononostante e soprattutto in quelle circostanze, il vescovo, monsignor Luigi Sodo, โ€œsi attivรฒ in favore dei bisognosiโ€ nella diocesi.22Cfr. N. Rotondi, cit., III, p. 78; E Bove, Politica e affari nellโ€™Italia del Risorgimento, Telese, ISST, 2021, p. 43.  

Nuova epidemia di colera si rese manifesta nel 1883 e, questa volta, โ€œCerreto [โ€ฆ]ed altri paesi[โ€ฆ] contarono numerosi i loro mortiโ€. A Napoli, dove il morbo uccideva e danneggiava, Armando Ungaro,  cerretese figlio di Michele, nel 1884 seguรฌ re Umberto recatosi a visitare bassi e ospedali โ€œper lenire il dolore di un popolo che gemevaโ€; il giovane Armando โ€“avrร  rivolto una parola di conforto a gente che tremava e piangevaโ€“ ne riferรฌ nella โ€Commemorazione di Re Umberto I fatta nellโ€™8 agosto 1900โ€, volume pubblicato, in pari data, dalla Societร  Operaia di Cerreto Sannita.23B. Gagliardi da E. Bove, cit., 2000, p. 125. A. Ungaro, Commemorazione, in  AA. VV. cit., 2021, pp. 54-55.

Nรฉ, circa epidemiche patologie, mancano piรน semplici esempi, ancorchรฉ interessanti, di allusioni a Cerreto: sulla peste del 1656, nientedimeno il De Renzi riferisce, nel suo trattato, che un autore del 1661 elencรฒ Cerreto โ€œtra alcuni paesi, che piรน ne furono maltrattatiโ€;  nel 1854, a Napoli dove insegnava medicina, Raffaele Biondi, nato in Cerreto, si distinse nel corso del colera; nel 1893, la statua della Madonna delle Grazie, portata in processione a Cerreto ed esposta nella cattedrale, vi fu oggetto nella cerimonia dโ€™incoronazione, la mattina del 2 luglio, e sui grossi pennoni davanti il duomo si leggeva, tra lโ€™altro: โ€œAlla Diva deโ€™ Cieli / Che con vittrice mano / Tenne lungi daโ€™ nostri avi e da noi / Il furore deโ€™ morbi e degli elementiโ€; nel 1932, assai frequentata fu, per le strade di Cerreto, la processione della Madonna delle Grazie.24Rispettivamente: Salvatore De Renzi, Napoli nellโ€™anno 1656, Napoli, 1867, Napoli, Celi, 1968, pp. XII, 42 e 83-84; V. Mazzacane, cit., 1990, pp. 281-282. V. Canelli, cit., p. 47. V. Mazzacane, cit., 1990, foto 47. 

Tanto ho trovato per la โ€œNuova Cerretoโ€ dei due secoli dal 1696 al 1896; perciรฒ, data lโ€™importanza dellโ€™argomento, mi auguro che altri voglia rivedere lโ€™articolo, intervenire su eventuali inesattezze e proseguire nellโ€™indagine, anche per la Spagnola del 1918, per lโ€™Asiatica del 1967, per il Colera del 1973 e, perchรฉ no?  Per il Coronavirus dei giorni nostri.

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1- Cfr. R. Di Lello, Epidemie dagli dei al coronavirus, in โ€œQuattro passi nella Storiaโ€, Casertasera.it, (11-3-2020).  Id., Epidemie [โ€ฆ] nellโ€™Evo Antico, ibid, (20-3-2020). Id., Epidemie [โ€ฆ] nel Medioevo, ibid, , (04-4-2020). Id., Epidemie [โ€ฆ] nellโ€™Evo Moderno, ibid., (04-4-2020). Id, โ€œSalveโ€โ€ฆCoronavirus, in โ€œStoria della Medicinaโ€, Istituto Storico Sannio Telesino. โ€“ISSTโ€“  (12.6.2921), Id., Coronavirus, epidemie e singolari analogie, in โ€œStoria della medicinaโ€, ISST (05.5.2020. ). 
2- Cfr., in Memorie storiche di Cerreto Sannita per Nicola arcidiacono Rotondi, a cura di โ€“a c.d.โ€“ Antonello Santagata, ISST, I, 2019, II, 2019, III, 2023. Introduzione, in  I, p, 5; cap. XLI e XLII, in  III, pp. 66-78. 
3-. Vincenzo Mazzacane, Profili di Cerretesi, Napoli, Libreria Scientifica Editrice, 1990, ma in Id., Memorie storiche di Cerreto Sannita, ivi, 1911, Nuova edizione a c.d. Aldo Mazzacane, Napoli, Liguori, 1990, pp. 273 274, in 251-297. 
4- Per le immagini cfr. pure Nicola Vigliotti-Renato Pescitelli, La ceramica di Cerreto Sannita e San Lorenzello, San Lorenzello, ECSCSLM, 2007, passim. AA.VV., Cerreto Sannita cittร  di fondazione A.D. 1688, Cuenca-Cerreto Sannita, Cerreto Sannita-S. Lorenzello, ICSA.M., 2014, pass.
5- R. Di Lello, Lโ€™assistenza ospedaliera nella storia del Medio Volturno, โ€œAnnuario 1989โ€, Piedimonte Matese, Associazione Storica del Madio Volturno, p.164, in 143-194. Cfr. pure Renato Pescitelli, Palazzi Case e Famiglie Cerretesi nel XVIII secolo, Cerreto Sannita, Teta print, II, 2009, pp. 165 e 278.
6- Insieme a quello degli uomini di legge e dei sacerdoti. V. Mazzacane, cit., 1990, pass. R. Pescitelli, cit., 2009, pass.
7- Luciano Sterpellone, I santi e la medicina, Cinisello Balsamo, San Paolo, 1994, p. 242 e pass. 
8- Cfr. Massimo Centini, I grandi veri miracoli. Le guarigioni miracolose-Le apparizioni,  Milano, De Vecchi, 1999, pp. 125-140 e pass. 
9- Elena Cofrancesco, La parlata cerretese, Cerreto Sannita, A S-C C, 2002, pp. 108, 218, 256 e tel. 0824861359, 15.9.2023, ore 13.19.
10 Cfr. AA.VV., cit., 2014, pass. R. Di Lello, Artistici simboli apotropaici in Cerreto Sannita, in โ€œStoria-Cerreto Sannitaโ€, ISST, (9.12.2021). Nicola Vigliotti-Renato Pescitelli, cit., 2007, pass. AA.VV., cit., 2014, pass. 
11- N. arcidiacono Rotondi, cit., III, pp. 66-69;  V. Mazzacane, cit., 1990, pp. 194 e 198-199. R. Pescitelli, cit. 2009, pp. 400-401. Per il numero e caratteristiche di sepolture in luoghi di culto diversi, cfr. N. Rotondi, cit., II, p. 35.  AA.VV. cit., 2014, s. p., ma Chiesa di San Rocco [โ€ฆ] protettore degli appestati.  AA. VV. Simbolismi esoterici e religiosi nella Cerreto Sannita di Michele Ungaro, Telese, ISST, 2021,p. 139 e 144. 
12- Cfr. N. Rotondi, cit., III, pp. 66 e 70-71. V. Mazzacane, cit., 1990, p. 199.
13- Albert S. Lyons e R. Joseph Petrucelli, La storia della medicina, Salerno, Momento Medico, 1992, IV, pp. 497.  
14- Cfr. N. Rotondi, cit., III, pp.71-73. 
15- Giovanni Rossi, Catalogo deโ€™ vescovi di Telese, Napoli, 1827, ristampa a c.d. Nicola Vigliotti, Puglianello, Media Press, 2008, pp. 175-177. Angelo Michele Iannacchino, Storia di Telesia. Sua Diocesi e Pastori, Benevento, Dโ€™Alessandro, 1900, pp. 281-282.
16- Cfr. N. Rotondi, cit., III, p. 71 e V. Mazzacane, cit., 1990, pp. 199 e 223-227. Albert S. Lyons e R. Joseph Petrucelli, cit. 
17- Cfr. N. Rotondi, cit., III, p. 73. V. Mazzacane, cit., 1990, p. 280. 
18- G. Rossi, cit., 2008,  pp. 184-186. A. M. Iannacchino, cit., p. 285. 
19- Cfr. N. Rotondi, cit., I, p, 125 II, p. 54 e III, pp. 74-78. Emilio Bove, Il lungo viaggio del beato Leucio, Piedimonte Matese, Tipografica del Matese, 2000, pp. 123-124. R. Pescitelli, cit., 2009, pp. 263-264. Vincenzo Canelli, Il convento e la chiesa di S, Maria della Grazia in Cerreto Sannita, Marigliano, Istituto Anselmi, 1980, 1993, pp. 38-39. AA. VV. cit., 2021,p. 34.
20- Cfr. N. Rotondi, cit., II, p. 54. G. Rossi,  cit., 2008, pp. 188-195. A. M. Iannacchino, cit., p. 287. 21- Cfr. rispettivamente V. Mazzacane, cit., 1990, pp. 122-124. R. Pescitelli, Chiesa Telesina, Benevento, Auxiliatrix, 1977, pp. 72-76. V. Canelli, cit., pp. 9, 11, 13, 38-39.
22- Cfr. N. Rotondi, cit., III, p. 78; E Bove, Politica e affari nellโ€™Italia del Risorgimento, Telese, ISST, 2021, p. 43. 
23- B. Gagliardi da E. Bove, cit., 2000, p. 125. A. Ungaro, Commemorazione, in  AA. VV. cit., 2021, pp. 54-55.
24- Rispettivamente: Salvatore De Renzi, Napoli nellโ€™anno 1656, Napoli, 1867, Napoli, Celi, 1968, pp. XII, 42 e 83-84; V. Mazzacane, cit., 1990, pp. 281-282. V. Canelli, cit., p. 47. V. Mazzacane, cit., 1990, foto 47.



Rosario Di Lello

Rosario Di Lello รจ nato a Napoli il 9 dicembre 1936 ed รจ residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia allโ€™Universitร  di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale allโ€™Universitร  di Modena รจ stato aiuto chirurgo presso lโ€™ospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente รจ pensionato. Dal 1ยฐ giugno 1978 รจ socio corrispondente dellโ€™Associazione Culturale Italo Ispanica โ€œC. Colombo โ€“ Madridโ€. Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche. Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dellโ€™Associazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio รจ stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.