
Nel pensiero comune abbondano idee fuorvianti ed errate sui Rom. Quasi sempre, poi, gli appartenenti a queste comunitร vengono etichettati come โnomadiโ o (peggio ancora) vengono associati a โclan mafiosiโ. Per fortuna, perรฒ, ci sono stime e dati coerenti sul numero di Rom e Sinti presenti in Italia, sulla loro origine, la loro lingua e soprattutto il loro nome, che ancora troppo spesso viene identificato nel termine โZingariโ. Partiamo proprio dal nome, allora. Come si chiamano?
Il termine โZingaroโ deriva dal nome di unโantica setta eretica, quella degli Athingani, detti anche Atsingani o Atsinganos. Il nome significa letteralmente “coloro che non vogliono toccare ed essere toccati”. Gli Athingani, infatti, rifiutavano qualsiasi contatto e interazione con le popolazioni estranee, praticavano inoltre la โmagiaโ e conducevano uno stile di vita itinerante. La setta degli Athingani era presente su tutto il territorio dellโImpero bizantino, e quando i Rom arrivarono in quelle stesse zone vennero erroneamente scambiati per loro, con ripercussioni fortemente negative. Allโepoca, essere associati agli Athingani significava essere esclusi ed emarginati. Lโappellativo, poi, si attaccรฒ addosso alla popolazione romanรญ senza mai perdere la sua connotazione negativa. Il termine si รจ evoluto, col tempo, perdendo la A- iniziale, e generando quindi da Atsingano le parole Tsigano, Zigano e infine Zingaro.1G.Spinelli, Rom e Sinti dieci cose che dovresti sapere, Busto Arsizio, People srl, 2022, p. 26 Proprio questโultimo termine fu usato dal disegno criminale nazista che si spinse fino alla follia di creare un apposito lager nei campi di sterminio lo Zigeunerlager. Ultimi tra gli ultimi. Il termine corretto รจ Rom: รจ un etnonimo, indica cioรจ il mondo in cui gli stessi Rom si definiscono e ciรฒ in cui si riconoscono. In particolare, la parola Rom indica le comunitร rimaste nei Balcani e quelle arrivate in Italia attraverso lโAdriatico.
La prima attestazione nel Sud Italia
Nel Regno di Napoli arrivarono soprattutto famiglie romanรจs emigranti alla ricerca di una nuova patria cui offrire i prodotti delle loro attivitร di fabbri, di ferrai, di maniscalchi, di chiodai, di allevatori e commercianti, ma anche di pastori, di braccianti e di imprenditori agricoli. Che fossero emigranti e non girovaghi occasionali si rileva dal fatto che cercarono e trovarono un importante e stabile insediamento soprattutto nelle Province dโApruzzi (Abruzzo e Molise), dove a tuttโoggi i loro discendenti vivono. I casi di inclusione socio-economica di famiglie romanรจs sono certificati da numerosi documenti.2Santino Spinelli, Le veritร negate. Storia, cultura e tradizioni della popolazione romanรญ, Milano, Meltemi 2021, p. 88.
… E in chillo tiempo [de la regina Ioanna seconda]
vide lo duca de Egitto coโ la mogliere e li figlie andare pezzendo per Napole.3Santino Spinelli, Le veritร negate. Storia, cultura e tradizioni della popolazione romanรญ, Milano,Meltemi 2021, p. 88.[
Lโautore di queste brevi note di cronaca รจ Loise de Rosa, noto memorialista di cose napoletane del Quattrocento, e il duca dโEgitto che egli dice di aver visto in giro per Napoli in cerca di elemosine con moglie e figli al seguito al tempo della regina Giovanna II dโAngiรฒ, morta nel 1435, molto probabilmente รจ il capo di quella stessa comitiva di rom in transito per Bologna e Forlรฌ nellโestate del 1422 che era stata descritta, come si ricorderร , nelle cronache riportate da Ludovico Antonio Muratori. In ogni caso รจ questa la prima segnalazione accertata della presenza della comunitร romanรจs nella cittร di Napoli.
I Rom erano presenti in tutti i livelli della societร dai mercanti, agli artigiani fino alla corte reale del re Ferrante (Ferdinando I). Fu il caso di tale Lorenzo Perrone, detto anche Cingaro, โcoco de la Maistร del Signore Reโ.4Fonti aragonesi, XIII, Frammenti dei Registri โCuriae Summariaeโ degli anni 1463-1499, a cura di C. Vultaggio, Napoli, presso lโAccademia Pontaniana, 1990, p. 233. I suoi servigi furono talmente apprezzati che, oltre a sollevarlo dal pagamento delle imposte:
Re Ferdinando I dona a Lorenzo Perrone, detto Cingaro, suo domestico e cuoco, alcune case del valore di duc[ati] 230 site in Napoli, in piazza S. Giorgio Maggiore in vico o piazza de li Zuruli, facenti parte dei beni di Antonello de Petruciis devoluti alla Regia Corte.5Regesto della Cancelleria Aragonese di Napoli, a cura di J. Mazzoleni, Napoli, Lโarte tipografica, 1951, p. 67
ร comprensibile lโeventuale sorpresa nellโapprendere alcuni fatti, normali. Come accennato, lโinformazione e le credenze comuni sono piene di stereotipi e fake news che con gli anni (secoli), hanno finito per costruire unโimmagine del popolo rom menzognera e razzista.
Tornando alla nostra storiaโฆ
Napoli era una 1400 era giร una grande capitale europea, a cui le nobili case europee guardavano con ammirazione e invidia, grazie anche al mecenatismo dei suoi sovrani. Ma con lโaumentare del prestigio, aumenta anche la mole di persone che confluiva a Napoli, e piรน in generale del Regno, in cerca di nuove opportunitร . Alla crescita tumultuosa della cittร erano corrisposti, infatti, numerosi e altrettanto inevitabili inconvenienti di ordine pubblico, sanitari, giudiziari, annonari a causa dei quali nel 1560 il vicerรฉ duca dโAlcalร chiese addirittura al Sovrano di imporre un blocco allโarrivo di altri forestieri. La sua proposta fu respinta, ma si cominciรฒ intanto a controllare e a disciplinare molte di tali โindesirateโ presenze. Non รจ un caso se proprio gli anni 1559-1585 segnassero un momento di straordinario inasprimento, oltre che di inconsueta confluenza tra lโazione di governo vicereale e lโiniziativa delle gerarchie ecclesiastiche nei confronti di rom, ebrei, vagabondi e rinnegati, ora irrimediabilmente associati ai caratteri della mobilitร sul territorio e, quindi, della โpericolositร โ sociale6Il fenomeno della messa al bando delle etnie e delle comunitร scomode coinvolse tutta Europa, che ciclicamente nei momenti di crisi risvegliรฒ i suoi sentimenti piรน tenebrosi, xenofobi e antisemiti. Citando Croce potremmo dire che โogni storia รจ storia contemporaneaโ. 7E. Novi Chavarria, Sulle tracce degli zingari, cit. p.38.
Molti furono costretti a vivere ai confini della cittร , in particolare nella zona di Porta Capuana.8Ivi, op.cit. p. 42 Nonostante i decreti e successivi ritorni in cittร la presenza romanรฌ a Napoli assunse i caratteri della continuitร .

LโAgro Telesino
Da secoli le province del Mezzogiorno dโItalia alimentavano dalle regioni orientali del Mediterraneo flussi di immigrazione piรน o meno contenuti di manodopera servile utilizzata nelle grandi proprietร feudali o arruolata negli eserciti regi e signorili. Ma รจ via via che ci si addentra nel volgere degli anni tra Quattro e Cinquecento, in concomitanza con lโavvio del trend economico positivo da un lato e con la macroscopica portata della sfida ottomana nel Mediterraneo dallโaltro, che il fenomeno divenne piรน vistoso. Esso andรฒ configurandosi sullo sfondo di un rimescolamento etnico e del simultaneo confronto e scambio con lโIslam e con la Cristianitร greca che costituivano anchโessi tratti di lunga durata nella storia socio-antropologica del Mezzogiorno. Fu da allora in ogni caso, e per gli stessi motivi, che gruppi di rom relativamente consistenti cominciarono a premere sulle coste e i confini italiani insieme a migliaia di altri profughi in cerca di una nuova collocazione.9Ivi, cit., p. 47
La prima attestazione che abbiamo sul suolo italiano รจ a Bologna, 142210Una stele ricorda ancora oggi lโarrivo dei rom in cittร ., da lรฌ seguendo le vie del commercio, passando per Roma, arrivando nel Regno di Napoli. Da Napoli seguirono lโantico tracciato romano della via Appia passava per San Vittore, Teano e Capua, da dove si diramava per la via degli Abruzzi e la via delle Calabrie. La prima attraversando Venafro, Isernia, Sulmona e LโAquila raggiungeva le vie della transumanza dislocate nel grande sistema formato dagli Abruzzi e dalla Capitanata e nel sistema minore compreso tra il Matese e il Vallo di Diano.
Proprio tra questi itinerari molti rom riuscirono a costruirsi fisse dimore, vivendo di artigianato e pastorizia. Cosรฌ avvenne alle porte di Napoli, in Terra di Lavoro tra la piana del Volturno e lโAgro telesino, in particolare a Capua dopo il 1445 e tra Cerreto Sannita e S. Lorenzello, dove intorno al 1493 ritroviamo alcuni โgipziโ dediti al commercio e allโallevamento di animali. Cosรฌ avvenne nellโarea che attraverso il passo del Vinchiaturo collegava Napoli alle regioni della transumanza.11E. Novi Chavarria, op.cit., p. 47
In questi luoghi, avvantaggiati forse dalla compresenza con le tradizioni greco-bizantine che vi si conservavano e che le nuove immigrazioni dai Balcani andavano ulteriormente rafforzando, molti di loro si radicarono stabilmente sul territorio dando vita in qualche caso anche a inedite forme di sincretismo religioso.12E. Novi Chavarria, op.cit., p. 48 13Da menzionare lโunicum della cittร di Jelsi, nel Sannio Molisano. Il nome piรน antico del paese รจ Tibiczan, nome di chiara origine bulgara, poi trasformatosi in vari nomi (elencati in ordine cronologico): Gibbiza, Gittia, “Terra Gyptie”, Gilizza, Gelzi, Ielzi, fino ad arrivare al penultimo nome dato durante il Regno delle Due Sicilie, quello di Ielsi.
Un indizio indiretto ma altrettanto sostanziale circa la presenza di gipzi in quegli anni nella zona racchiusa tra la piana del Volturno e lโAgro telesino viene dalla toponomastica. Il 12 ottobre 1493 tra lโUniversitร di Cerreto e il feudatario Giovan Tommaso Carafa II conte di Maddaloni, confermati da Alfonso II dโAragona il 18 giugno dellโanno successivo e sottoposti nel 1541 a nuova ratifica a seguito della transazione avutasi tra il nuovo conte di Maddaloni Diomede III Carafa e lโUniversitร , speciali norme regolamentarono il pascolo ยซin curtibus Cornii, giptij, Trocchiae, S. Laurenzelliยป vietandone lโaccesso ai contadini e ai loro animali domestici e bovini nel periodo compreso tra lโinizio di agosto e la fine di ottobre, quando cioรจ bisognava raccogliere il foraggio per i mesi invernali.14E. Novi Chavarria, op.cit., p. 53
Si trattava evidentemente di difese padronali adibite al pascolo degli animali dislocate nellโarea compresa tra Cerreto Sannita e S. Lorenzello dove i Carafa, in concomitanza con lโincremento del patrimonio zootecnico ovino, lโimpianto di lanifici e di un importante polo manifatturiero, furono tra i primi baroni ad avviare nel Regno il passaggio da un sistema di terre aperte a quello di territori โdifesiโ con palizzate e recinzioni. Lโuso del genitivo giptij farebbe pensare allora non solo al passaggio di uno o piรน rom nella zona, ma anche al ruolo attivo esercitato da almeno uno di loro nella recinzione o nella coltura del terreno che ne portava il nome. Nel secolo successivo famiglie con il cognome Gizzi risultano documentate sia a Cerreto che a S. Lorenzello.15 Cfr. R. Pescitelli, Scias lector โฆ I notai di Cerreto Sannita e le loro memorie (sec. XVII-XIX), in ยซArchivio storico del Sannioยป, 1-2, 1992, pp. 157-251. Esse erano stabili sul territorio. Dai dati ancora parziali di una ricerca in corso, rileviamo che tra il 1874 e il 1928 nei comuni di Cusano e S. Lorenzello, e nellโarea limitrofa costituita dai centri di Cusano Mutri, Faicchio, Valfortore, Baselice e Campolattaro, risiedevano ancora almeno 54 individui maschi col cognome Gizzi.16E. Novi Chavarria, op.cit., p. 54. Dai sentieri antichi romani, passando per quelli della transumanza la popolazione romanรฌ trovรฒ stanziale sistemazione tra i paesi dellโAgro Telesino fino ad arrivare ai nostri giorni, come tanti abitanti dei paesi limitrofi, nella cittadina di Telese Terme dove รจ presente una numerosa comunitร ormai da decenni.
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Note:
[1] G.Spinelli, Rom e Sinti dieci cose che dovresti sapere, Busto Arsizio, People srl, 2022, pg.26
[2] Santino Spinelli, Le veritร negate. Storia, cultura e tradizioni della popolazione romanรญ, Milano, Meltemi 2021, p. 88.
[3] L. De Rosa, [Lodi Napoli], in A. Altamura, Napoli aragonese nei ricordi di Loise de Rosa, Napoli, Libreria Scientifica Editrice, 1971, p. 23.
[4] Fonti aragonesi, XIII, Frammenti dei Registri โCuriae Summariaeโ degli anni 1463-1499, a cura di C. Vultaggio, Napoli, presso lโAccademia Pontaniana, 1990, p. 233.
[5] Regesto della Cancelleria Aragonese di Napoli, a cura di J. Mazzoleni, Napoli, LโArte Tipografica, 1951, p. 67.
[6] Il fenomeno della messa al bando delle etnie e delle comunitร scomode coinvolse tutta Europa, che ciclicamente nei momenti di crisi risvegliรฒ i suoi sentimenti piรน tenebrosi, xenofobi e antisemiti. Citando Croce potremmo dire che โogni storia รจ storia contemporaneaโ.
[7] E. Novi Chavarria, Sulle tracce degli zingari, cit. ,p. 38.
[8] Ivi, op.cit., p. 42.
[9] Ivi, cit., p. 47.
[10] Una stele ricorda ancora oggi lโarrivo dei rom in cittร .
[11] E. Novi Chavarria, op.cit., p. 47.
[12] E. Novi Chavarria, op.cit., p. 48.
[13] Da menzionare lโunicum della cittร di Jelsi, nel Sannio Molisano. Il nome piรน antico del paese รจ Tibiczan, nome di chiara origine bulgara, poi trasformatosi in vari nomi (elencati in ordine cronologico): Gibbiza, Gittia, “Terra Gyptie”, Gilizza, Gelzi, Ielzi, fino ad arrivare al penultimo nome dato durante il Regno delle Due Sicilie, quello di Ielsi.
[14] E. Novi Chavarria, op.cit., p. 53.
[15] Cfr. R. Pescitelli, Scias lector โฆ I notai di Cerreto Sannita e le loro memorie (sec. XVII-XIX), in ยซArchivio storico del Sannioยป, 1-2, 1992, pp. 157-251.
[16] E. Novi Chavarria, op.cit., p. 54.
Archeologa classica. Lavora presso l’Universitร del Salento.
Antonella Selvaggio
Architetto, libero professionista. Si occupa di progettazione architettonica, interior design e aspetti legati all’architettura del paesaggio. Dal 2021 รจ Consigliere dell’ordine degli Architetti della Provincia di Benevento. Ha partecipato a Mostre sul restauro architettonico e a numerose iniziative riguardanti la promozione territoriale.
Vive a Morcone. Presidente Italia Nostra Matese Alto Tammaro.
Dottore di ricerca in Ingegneria Elettronica ed informatica presso l’Universitร degli Studi di Napoli. Ha Svolto attivitร didattica presso l’Universitร Federico II. Vive a Telese.
Laurea in giurisprudenza presso l’Universitร degli Studi “La Sapienza” di Roma. Dirigente amministrativa presso l’Universitร del Molise.



Andrea Ciervo nato a Caserta il 12.10.1975. Presbitero dal 24 novembre 2012 giร Laureato in Giurisprudenza alla Federico II, con una tesi di Diritto Ecclesiastico sui Risvolti dei Patti Lateranensi col prof. Mario Tedeschi…tirocinante poi presso Studio Notaro in via Mezzocannone di Napoli…consegue il Baccalaureato presso l’Aloysianum di Padova nel 2007 con una tesi sulla Religione in Immanuel Kant col prof. Secondo Bongiovanni. Si Laurea in Sacra Teologia presso la Facoltร Teologica dell’ Italia Meridionale sezione san Tommaso nel 2012 sempre “Summa cum laude”
Presidente dellโAssociazione culturale โLa Biblioteca del Sannioโ, dottore di ricerca presso lโUniversitร degli Studi della Campania โLuigi Vanvitelliโ con una tesi sulla metadatazione della cartografia storica. Giornalista e direttore di Canale Sassuolo. Giร docente a contratto di Lingua e Cultura Spagnola e Global History, presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo vanvitelliano, รจ attualmente tutor di Storia Contemporanea e Storia dei Partiti e Movimenti politici.






Farmacista. Dopo la laurea ha conseguito un master biennale e un corso di perfezionamento, approfondendo le conoscenze in ambito fitoterapico, micoterapico e nutraceutico, con la pubblicazione del lavoro di tesi sulla rivista di divulgazione scientifica di medicina naturale ‘Scienza Natura’ del Prof. Ivo Bianchi. Attivo nel sociale, รจ membro del Rotary Club Valle Telesina ed รจ amante dello sport e della natura. Innamorato del proprio territorio, ha iniziato a coltivare l’interesse per la storia locale.
Nato a Ponte, dove risiede. Dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato. Cultore di storia locale con particolare attenzione al periodo medievale. Ha pubblicato “Ponte tra Cronaca e Storia”, “Domenico Ocone, quarant’anni di storia pontese…”, “Le Vie di Ponte tra Storia e Leggenda”. Collabora con varie associazioni culturali.
Nato a Telese Terme ma originario di Amorosi รจ stato allievo del filosofo Massimo Achille Bonfantini. Laureato in Semiotica e Filosofia del Linguaggio presso l’Universitร l’Orientale di Napoli. Dedica le sue ricerche prevalentemente allo studio della filosofia e della psicologia dell’inconscio, come dei nuovi percorsi conoscitivi applicati alle neuroscienze. Ha pubblicato Cento petali e una rosa. Semiosi di un romanzo storico (Natan, 2016), Filosofia hegeliana e religione. Osservazioni su Sebastiano Maturi (Natan, 2017) e, recentemente, il saggio dal titolo: Nel gioco di un’incerta reciprocitร : Gregory Bateson e la teoria del “doppio legame” (Ediz. Del Faro, 2020).
Musicista. Maestro di clarinetto ed orchestrale. Studioso di storia della filosofia e del ‘700 napoletano. Esperto simbolista e autore di testi esoterico/filosofici.
Nato a Napoli e residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia allโUniversitร di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale allโUniversitร di Modena รจ stato aiuto chirurgo presso lโospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente รจ pensionato.ย Dal 1ยฐ giugno 1978 รจ socio corrispondente dellโAssociazione Culturale Italo Ispanica โC. Colombo โ Madridโ.ย Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche.ย Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dellโAssociazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio รจ stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.
Originario di Castelvenere. Giร dipendente del Miur ora in pensione. Appassionato di Storia locale ed animatore di gruppi per la diffusione della lingua e delle tradizioni di Castelvenere.
Esperta di Comunicazione Istituzionale; in particolar modo di Social Media Policy e e di politiche agroalimentari legate all’economia di piccola scala per Slow Food, in Campania e Basilicata. Suoi contributi in ambito associativo sono legati a tradizioni e culture della terra e del territorio. Ha effettuato training in storiografia in Francia.
Dottore in Archeologia e Scienze Storiche, ha svolto diverse campagne di scavo alla necropoli del Cigno a Macchia Valfortore (CB), con lโUniversitร degli studi di Napoli Federico II e alla necropoli di Crocifisso del tufo a Orvieto (TR), con il Parco Archeologico Ambientale dellโOrvietano e lโ Universitร dell’Arizona. ร attuale vice Presidente della Pro Loco di SantโAgata dei Goti (BN) dove svolge anche la funzione di OLP per il Servizio Civile Universale. ร giornalista tirocinante presso la testata QuasiMezzogiorno. Sรฌ รจ occupato di alcuni ambiti di archeologia della produzione del Sannio caudino. Attualmente s’interessa alle istituzioni sociali e militari del Medioevo. ร vice Presidente dell’Istituto Storico Sannio Telesino.
Cultore di storia locale e delle tradizioni del suo paese. Autore del saggio “Notizie storiche ed urbanistiche di Cerreto antica” in cui ha ricostruito l’antico borgo distrutto dal terremoto del 1688.
Dottore in Legge ed autore di ricerche di Storia Locale. Ha partecipato al progetto “Un museo a colori” avente il fine di far conoscere il museo di arte ceramica di Cerreto Sannita. Le mansioni svolte sono state quelle di guida museale e bibliotecaria, e redazione di progetti e lavori di gruppo con gli altri volontari. Ha scritto un saggio nella Antologia dedicata al bicentenario della nascita di Michele Ungaro, edita dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita.
Giร sindaco di Caiazzo, dopo aver conseguito la maturitร scientifica, rivolge il suo impegno politico alle battaglie del Partito Radicale, soprattutto nel campo della tutela dell’ambiente e in quello per una giustizia giusta. Nel 1980 viene eletto consigliere comunale a Caiazzo, cittร in cui vive, in rappresentanza della “nuova sinistra”. Nel 1982 aderisce alla Lega per l’Ambiente, promuovendo diverse iniziative per la tutela del fiume Volturno e per il recupero del patrimonio edilizio del centro storico di Caiazzo. Tra il 1987 e il 1994 รจ Presidente dell’Associazione Storica del Caiatino. Nel 1994 viene eletto sindaco di Caiazzo con la lista civica “Rinascita Caiatina”. Rieletto nel 1998, si adopera per una crescita socio-economica della cittร ; realizza un programma pluriennale, che viene selezionato anche da “Sviluppo Italia” SpA per la costituzione di un Laboratorio di sperimentazione per lo sviluppo locale. Presidente dell’Associazione “Cittร Paesaggio” dal 2003, รจ coordinatore del progetto “Per una Carta dei paesaggi dell’olio e dell’olivo”, realizzato d’intesa con l’Associazione nazionale “Cittร dell’Olio”. Nel 2007 aderisce a Slow Food, dedicandosi soprattutto alla salvaguardia delle piccole produzioni agricole. Ha pubblicato con le Edizioni 2000diciassette: La Memoria e LโOblio, un saggio sullโeccidio di Caiazzo durante l’ultimo conflitto mondiale.
Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza Cultore di Storia Locale ha scritto il saggio: Telesia 1349 Peste e Terremoto edizioni duemiladicessette, 2016, Cartoline da Telese ed. Unione Filatelica Beneventana, 2009; Castelvenere Valdese insieme a P. Carlo Ed. Realtร Sannita, 2016; Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita insieme a F. Pace, edito dallโASMV nel 2019. Ha scritto nellโAntologia sulla vita di Michele Ungaro edito dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita nel 2019.ha in corso di pubblicazione un libro di poesie. Dirige la collana di poesie della Casa Editrice FioriDiZucca. Presidente pro-tempore dellโIstituto Storico del Sannio Telesino. Premio Upupa 2017 e 2019 per gli studi di storia locale.
Insegnante, vive a Caiazzo. ร Presidente del’Associazione Storica del Caiatino.
Maestro elementare, appassionato studioso e cultore di Storia Locale.
Biologo residente a Telese Terme. Cultore di storia locale con particolare riferimento alla storia del periodo sannitico. ร autore del saggio “La Leonessa e il fenomeno luminoso nella grotta di Sant’Angelo” edito da Fioridizucca nel 2022.
Sannita di origini e toscano d’adozione. Medico anestesista, ha coltivato con interesse e particolarmente studiato la “Terapia del dolore”. Di tale disciplina รจ stato per lunghi anni docente all’Universitร di Siena. Ha avuto anche esperienze di insegnamento all’estero (Bobigny Paris nord, Accademia Russa delle Scienze mediche, Accademia Lettone di Scienze odontoiatriche). Ufficiale medico dell’Esercito italiano, รจ appassionato di esoterismo, di cultura e tradizioni popolari. E’ autore di saggistica. Ha recentemente pubblicato saggio su “Massoneria, relazioni umane e comunicazione tecnologica” edito da Fioridizucca edizioni.
Giornalista professionista. Scrittore di romanzi e direttore di diverse testate radio televisive. Fondatore del sito: Neifatti.it
Medico specialista in oncologia e cure palliative รจ autore principalmente di pubblicazioni scientifiche di settore in lingua inglese ed italiana. ร stato inoltre relatore
Laurea magistrale in Lettere. Docente a Prato. Ha approfondito gli eventi storici che portarono alla โMarcia della fameโ del 1957 nei comuni del Valfortore sannita. Ha scritto il “Catasto Onciario della Terra di San Salvatore”.
Medico e scrittore. Ha allโattivo numerose collaborazioni con riviste di carattere storico. Ha pubblicato una Vita di San Leucio, il libro: โDa Casale a Comuneโ e la Storia della Parrocchiale Santa Maria Assunta di San Salvatore Telesino. Ha partecipato allโAntologia โDieci Medici Raccontanoโ, che ha ottenuto il “Premio Rufolo 2019”. Premio Olmo 2009 per il romanzo storico ยซL’ultima notte di Bedรฒยป, รจ anche autore di alcuni saggi sulla Storia della Medicina tra cui uno studio sulla Depressione dal titolo ยซIl potere misterioso della bile nera, breve storia della depressione da Ippocrate a Charlie Brownยป. Nel 2024 ha pubblicato “Fu la peste” e “Islam a Telesia” per ABE Editore Napoli. Fondatore e Direttore Editoriale della Casa Editrice Fioridizucca.
Studioso della storia del Risorgimento e cultore del periodo Borbonico, ha recentemente collaborato con un suo scritto allโantologia biografica dedicata a Michele Ungaro. Ha in corso un saggio su Sanchez De Luna, un Vescovo del โ700.

Scrittore, poeta e divulgatore culturale. Medico di continuitร assistenziale. Autore di diversi saggi storici e racconti. Ha partecipato all’antologia “Dieci Medici Raccontano”. Fondatore del Premio Nazionale Olmo che tutti gli anni si svolge in Raviscanina (Ce).
Dottore in Lettere. all’Universitร di Salerno, indirizzo “storico medievale”. Si รจ poi laureata in Scienze della Formazione primaria all’Ateneo di Campobasso. Studiosa della storia della sua cittร . Lettrice instancabile di autori italiani e stranieri, si occupa della formazione di piccoli lettori e poeti. ร insegnante nella Scuola Primaria da quindici anni. Ha sperimentato innovative metodologie di approccio alla lettura utilizzando le nuove tecnologie che hanno portato alla pubblicazione di una ricerca dal titolo: TIC e DSA. Riflessioni ed esperienze sulle nuove frontiere della pedagogia speciale, Ed. EriksonLive. La storia locale e la ricerca accurata le ha permesso di pubblicare anche un Saggio in storia medievale sull’assetto urbano e riorganizzazione del territorio della Benevento nei sec. XI e XII. Animatore culturale, scrive poesie per fermare in foto-scritte, attimi di vita.
Medico di Emergenza territoriale residente in Puglianello. Ha collaborato all’opera Dieci Medici Raccontano.
Lorenzo Piombo, medico psichiatra, dirigente del Dipartimento Salute Mentale della ASL di Benevento. Ricercatore e studioso di storia. Vive e opera a Morcone.
Avvocato. Patrocinante in Cassazione. Scrittore di Storia Locale. Opera a Guardia Sanframondi.
Promotore culturale dellโarea di Faicchio. Dopo aver conseguito la maturitร classica si รจ laureato in Economia. ร dirigente d’impresa a Milano nel settore delle borse valori e mercati finanziari. Ha scritto diversi articoli sulla stampa finanziaria nazionale, tra cui il Sole 24 Ore ed Investire. ร appassionato di cultura locale, ha vinto il premio Prosa IX Premio letterario dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Titolare delle strutture ricettive “Magie del Sannio” ha dato vita anche al “Piccolo Museo privato di Faicchio Magie del Sannio”.
Dottore in Storia. Autore di un saggio storico, conseguente a ricerca d’archivio, sul suo Comune dal titolo: ย Faicchio 1920 – 1946 dall’avvento del Fascismo alla nascita della Repubblica, 2016.
Medico ed esperto di storia della gastronomia.
Architetto e docente. Appassionato cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, cittร in cui vive. Ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti. Collabora con il Blog dell’Istituto Storico del Sannio di cui รจ socio fondatore. ร autore del saggio “Cominium Ocritum e le forche caudine: una storia
Studioso del ‘700 napoletano e dell’epopea di Federico II ha approfondito in modo particolare le influenza arabe sull’architettura napoletana. Studioso diย suffisso e di religioni orientali.
Medico del Lavoro. Regista teatrale. Giornalista pubblicista. Fondatore di “Byblos”, la biblioteca del Sannio. Scrittore e divulgatore della storia e dei personaggi del Sannio, ha pubblicato “A tavola nel Sannio”, una guida ai ristoranti della provincia di Benevento; “Dietro la Leggenda” (2016), una raccolta di racconti ispirati a fiabe e a leggende del Sannio. Nel 2017 ha pubblicato “Samnes”, un romanzo storico sull’epopea sannita. Ha curato la trascrizione del manoscritto e la stampa dei tre volumi delle “Memorie storiche di Cerreto Sannita per Arcidiacono Nicola Rotondi”. Nel 2019 ha pubblicato “Guida alla Valle Telesina e al Sannio”. Ha pubblicato “Il delitto del pozzo dei pazzi”, un medical-thriller ambientato nel primo ‘900 nell’ospedale degli Incurabili di Napoli. ร autore della “Storia di Cerreto dalla preistoria alla seconda guerra mondiale (2022) e di “Fiabe e Favole in cerretese”, edito da Fioridizucca. (2023).
ร nato e vive a Castelvenere. Giร docente di materie letterarie nella scuola statale, ha pubblicato diverse raccolte di liriche, pagine di ricerca letteraria, studi relativi alla cultura popolare. ร presente in antologie, dizionari bio-bibliografici e testi scolastici. Appassionato si storia e di tradizioni locali, รจ membro di associazioni culturali nazionali. I suoi versi hanno ricevuto giudizi positivi da parte della critica e in concorsi letterari si รจ classificato ai primi posti.
Giornalista Pubblicista. Esperto di Enologia, collabora a diversi siti web del settore. Collaboratore del blog lucianopignataro.it รจ responsabile dell’Ufficio Stampa del Sannio Consorzio Tutela Vini. 
Infaticabile animatore culturale dellโarea del Caiatino e del Casertano. Allievo del prof. Galasso. Fondatore di Gruppi culturali dediti alla divulgazione della storia del Territorio, attualmente responsabile di Procedimento Unitร Operativa Biblioteca civica e Archivio Storico del Comune di Caiazzo.