
Un articolo de Il Mattino del 6 febbraio 1999 racconta gli ultimi anni di vita di unโanziana coppia che viveva a Napoli, in un palazzo signorile al numero 16 di via dei Mille. Gli anziani coniugi non avevano piรน amici nรฉ conoscenti; da anni ormai non frequentavano piรน salotti borghesi, rifuggivano banchetti, incontri nei circoli e caffรจ letterari conducendo, praticamente, una vita da reclusi. Eppure per anni avevano frequentato lโรฉlite culturale partenopea, da Matilde Serao a Scarfoglio. Il loro salotto, nel passato, aveva ospitato frequentemente il celebre poeta Salvatore Di Giacomo, lo scrittore Roberto Bracco e perfino Gabriele DโAnnunzio.
Uscivano solo per ritirare la pensione, lui col bastone, piccolo e attonito, un lungo cappotto, lei sfiancata e stretta al suo braccio. Nessuno sapeva che quel vecchio aveva scritto unโopera diretta da Toscanini, e celebri romanze e quel piccolo capolavoro che comincia ยซโฆNu juorno me ne jette da la casa, jenno vennenno spingule frangeseยป: che la madre cantava a Rosario nella culla.
Negli anni โ50 Max Vajro, famoso giornalista e scrittore napoletano, era tra i pochi ammessi a frequentare quella casa dove i due vecchi vivevano โ o meglio, sopravvivevano โ lontani dal mondo e fuori dalla realtร . Visto dal di fuori lโedificio appariva austero: risaliva agli inizi dellโOttocento e mostrava una facciata sobria ed un ampio portale dโingresso. Dentro, invece, era quasi barocco, con le scale bocciardate in pietra ruvida e un vistoso passamano in legno intarsiato. Lโappartamento conservava un fascino antico e raffinato: nel salone spiccavano tendaggi di broccato, mobili di pregio e una discreta collezione di quadri dโautore; al centro della stanza alcune poltrone lise dal tempo e un polveroso tavolino di cristallo erano adagiate su un enorme tappeto, sbiadito e consunto, che sicuramente aveva vissuto tempi migliori. Addossati alle pareti cโerano due pianoforti su cui facevano bella mostra ritratti di famiglia dentro preziose cornici dโargento di varia forma e grandezza. Ma tutto lโambiente appariva ormai decadente, sintomo evidente di un declino inesorabile che ormai durava da troppi anni. La voglia di vivere dei due coniugi sโera fermata dodici anni prima, in una fredda e piovosa giornata dโautunno quando il destino, proprio nel mezzo della battaglia conseguente allo sbarco alleato in Sicilia, li aveva condotti a San Salvatore Telesino, un paesino del Sannio dove alcuni loro conoscenti sโerano giร recati per sfuggire ai bombardamenti americani.
Era lโestate del 1943. Enrico ed Elvira De Leva avevano preso in affitto alcune stanze nella casa di Federico Rabuano (zi’ Riruccio), al secondo piano di un palazzo addossato alla chiesa parrocchiale. Con loro cโera Rosario, unico figlio della coppia, sedici anni appena compiuti. Sโerano sposati tardi; lui era preso da un lavoro impegnativo, quello di pianista compositore e direttore dโorchestra, che non gli concedeva la possibilitร di pensare al matrimonio ma, a poco piรน di cinquantโanni, aveva finalmente deciso di portare allโaltare la donna che da diversi anni condivideva la sua passione, facendogli da segretaria. Erano giunti a San Salvatore col cuore gonfio di speranza e tanta felicitร . Un viaggio avventuroso, condotto in treno fino ad un certo punto e poi a bordo di un calesse, insieme ad unโaltra famiglia di sfollati con i piรน piccoli sistemati nel bagagliaio. Il borgo era tranquillo; qui le bombe venivano raccontate dalla radio. A Napoli, invece lโatmosfera era divenuta irrespirabile. Oltretutto, alle incursioni dei mastodontici B24 americani si era aggiunto anche il Vesuvio che, stanco di colorare il cielo di grigio con sbuffi di fumo dal suo cratere, aveva cominciato ad eruttare lava. Finalmente un poโ di pace, un poโ di tranquillitร . Il presidio tedesco di stanza in paese faceva ogni pomeriggio il solito giro di perlustrazione, ma non dava fastidio e le giornate scorrevano con ritmo lento, imperturbabile, ovattato.
Nessun presagio di ciรฒ che si stava compiendo.
Agli inizi di ottobre gli eventi precipitarono. I tedeschi cominciarono a minare i ponti per poi farli saltare nel tentativo di rallentare lโavanzata americana. Durante la notte, uno di quei ponti venne sminato da mano ignota, un ipotetico tentativo di sabotaggio. Lโepisodio fornรฌ il pretesto ai tedeschi per lโemanazione di un bando inquietante:
ยซGli uomini dai 15 ai 60 anni devono presentarsi al Comando della Veermacht entro mezzanotte. Chi non lo farร sarร passato per le armiยป.
Allโalba del giorno seguente la famiglia De Leva fu bruscamente svegliata da violenti colpi battuti col calcio dei fucili contro il loro uscio. Erano i soldati tedeschi che rastrellavano gli uomini da deportare. Per farlo non si facevano scrupolo di violare qualsiasi intimitร , senza preoccuparsi del terrore che generava quel gesto selvaggio e prepotente. Lanciando ordini incomprensibili, irruppero al secondo piano, nellโappartamento della famiglia De Leva che rimase attonita e incapace di qualsiasi reazione. Scrutarono i coniugi e puntarono subito il fucile contro il figlio che, ancora scarmigliato, dovette rivestirsi in fretta e avviarsi per le scale. Il padre era troppo vecchio per essere reclutato.
Giunto in piazza, Rosario fu aggregato ad una piccola folla di uomini, intorpiditi dal freddo e sotto una pioggia minuta, lenta e sottile. Tuttโintorno cโerano soldati tedeschi ben armati e una mitragliatrice posta su una camionetta, orientata nella loro direzione, per scoraggiare qualsiasi tentativo di fuga. Nel giro di una mezzโora un corteo, infoltito da nuovi arrivi, si avviรฒ a piedi verso la Villa. Giunti presso uno slargo, al quadrivio che congiungeva Telese con Piedimonte dโAlife, il gruppo venne fatto salire su due camion che stazionavano al centro della carreggiata. Un cordone militare teneva a debita distanza i familiari dei poveri sventurati, preoccupati per la sorte dei loro cari. A testa bassa salรฌ sul camion anche Rosario, i tedeschi furono inflessibili, incuranti delle grida straziate di Elvira che, in camicia da notte e sotto una pioggia incalzante, implorava disperatamente il rilascio del figlio invocando la Vergine con le braccia al cielo.
Fu lโultima volta che gli anziani coniugi videro il loro Rosario. Lo ritrovarono cinque giorni dopo, crivellato dai colpi di una mitragliatrice, in una chiesetta di contrada Odi a Faicchio. Giaceva insieme ad altri tre amici, anche loro vittime della stessa sorte. Stavano tornando a casa, liberi dalla prigionia tedesca, ma lungo la via del ritorno sโerano imbattuti in una pattuglia nemica che li aveva crudelmente assassinati.

Biografia di Enrico De Leva:
Enrico De Leva nacque nel popoloso quartiere di San Ferdinando il 18 gennaio 1867, lo stesso anno di Pirandello. I suoi genitori, Salvatore e Giuseppa Casaccoli, compresero subito il grande talento musicale del loro giovane figliolo e lo avviarono come alunno interno al Conservatorio di S. Pietro a Maiella, affidandolo agli insegnamenti di un grande maestro di pianoforte, Florestano Rossomandi e alla grande esperienza di Nicola DโArienzo, maestro di storia della musica e composizione. Studiรฒ poi con Luigi Sangermano, ultimo discepolo del famoso Saverio Mercadante, di cui fu lโunico allievo. Iniziรฒ giovanissimo a comporre canzoni napoletane, cui si dedicรฒ per tutto lโarco della sua esistenza e alle quali รจ legata la sua fama. Si impegnรฒ anche nella composizione di opere piรน ardue e complesse quali lavori teatrali e sinfonici: tale attivitร ebbe inizio con lโopera in quattro atti La Camargo, su libretto di G. Pessina, rappresentata al teatro Regio di Torino il 2 marzo 1898 sotto la direzione di A. Toscanini (lโopera, modificata in alcune parti fu riprodotta al teatro S. Carlo di Napoli il 23 aprile dello stesso anno diretta da E. Vitale). Inoltre, pur non avendo conseguito alcun diploma, la solida preparazione maturata negli anni di permanenza nel conservatorio napoletano e la laboriosa esperienza quale autodidatta gli consentirono di iniziare una brillante carriera concertistica come pianista e iniziรฒ le sue tournรฉe in varie cittร italiane e straniere. Nel 1908 fu a Londra per unโacclamata tournรฉe di concerti al seguito di Francesco Paolo Tosti, cantante e autore di celebri romanze da salotto. Il prestigio raggiunto nella sua cittร gli procurรฒ incarichi e pubblici riconoscimenti: nel 1907 successe a N. DโArienzo come direttore artistico dellโistituto musicale dei Ss. Giuseppina e Lucia di Napoli.
Svolse anche unโintensa attivitร didattica, prima come docente privato e poi, a partire dal 1915, come titolare della cattedra di canto nel conservatorio di S. Pietro a Maiella. Nominato piรน volte membro di giurie di concorsi e commissioni artistiche, si dedicรฒ anche allโattivitร di conferenziere e nel 1905 tenne al Circolo filologico di Napoli la conferenza ยซImpressioni e giudizi musicaliยป, in cui affrontรฒ vari problemi di attualitร e in particolare quello relativo alla divulgazione del wagnerismo in Italia. Nel 1916 fu tra gli organizzatori del comitato di festeggiamenti per il centenario di Giovanni Paisiello, di cui pronunziรฒ il discorso celebrativo. Venne nominato, inoltre, Presidente del primo congresso della Federazione orchestrale italiana tenutosi a Milano nello stesso periodo.

Legato da profonda amicizia a Gabriele DโAnnunzio, ebbe giovanissimo i primi riconoscimenti per la sua delicata vena poetica, tra cui un contratto offertogli dallโeditore Ricordi, che se ne assicurรฒ la collaborazione, pubblicando molte sue composizioni.
Particolarmente significativo fu il sodalizio artistico stabilito con Salvatore Di Giacomo, dalla cui collaborazione nacque, nel 1888, la piรน celebre delle sue canzoni, la gustosa e ironica โE spingole frangese, ispirata a modelli dโintonazione popolare. A Piedigrotta fu un delirio; il motivo entrรฒ subito nel repertorio del teatro di varietร e di tutti i divi del cafรฉ-chantant superando ben presto i confini nazionali.
Il sodalizio con Salvatore Di Giacomo gli consentรฌ di musicare, oltre alla nota โE spingole frangese, diverse altre opere tra cui: il duetto Ammore piccerillo, la squisita A Capemonte riecheggiante la graziosa levitร del Settecento napoletano, la pastorale โa Nuvena, Lacreme amare, Lassame sta, Bonnรฌ bonnรฌ, Rose Rusรฉ e lโarietta Nu pianefforte โe notte.
Non meno proficua fu la collaborazione con Roberto Bracco, autore nel 1908 di una raccolta di testi poetici che offrirono al De Leva vari spunti dโispirazione. Dalla raccolta nacquero canzoni ispirate a canti tradizionali come โO munaciello e โNรน passariello sperzo.
Particolarmente significativo fu il contributo di De Leva allโarte del canto che trovรฒ il suo ambiente ideale nel clima spumeggiante e raffinato del salone Margherita, il piรน elegante cafรฉ chantant partenopeo, ove riviveva la spensierata atmosfera parigina e dove, tra la fine dellโOttocento e gli inizi del nuovo secolo, vi sfilarono i nomi piรน prestigiosi del cosiddetto teatro minore internazionale, tra cui Nicola Maldacea, Fregoli, Elvira Donnarumma, Clรฉo de Merode, e la bella Otero.
Altrettanto ricca fu la sua produzione di romanze in cui, seguendo il filone della tipica romanza allโitaliana di tradizione ottocentesca, ripercorse le tappe dโuna gloriosa tradizione melodica che aveva trovato a Napoli il suo ambiente ideale.
Tra le sue canzoni napoletane pubblicate da diversi editori, tra cui la Casa Editrice Ricordi di Milano, si ricordano: Nun me guardร (poesia di P. Cinquegrana, Milano 1884); โA novena (S.Di Giacomo, ibid. 1888); Bonnรฌ ! Bonnรฌ ! (S. Di Giacomo, Napoli 1888); โE spingole frangese (S. Di Giacomo, Milano 1888); Vocca โe rosa (G. Turco, ibid. 1889); A Capemonte (S. Di Giacomo, ibid. 1890); I bersaglieri (M. Giobbe, Napoli 1895); โNu passariello sperzo (R. Bracco, Napoli 1901); Voce luntana (S. Di Giacomo, Milano 1910); Scusate, si, ve prego (R. Bracco, London 1913); inoltre, tutte pubblicate dallโeditore Ricordi, ma senza indicazione di data: Amore piccerillo (S. Di Giacomo); Durmenno (R. Bracco); Lacreme amare, Lassamme sta!, Rosa! Rosรจ! (S. Di Giacomo); Nanninรจ, Suspirata (F., Russo); โO munaciello (R. Bracco); Campana dโammore (P. Ruocco, Napoli 1939). Delle oltre cento romanze, tutte pubblicate a Milano dallโeditore Ricordi salvo diversa indicazione, si ricordano: Stelle cadenti (L. Conforti, 1893); Vecchio mistero (N. Misari, 1893); Voce del vento (F. Cimmino, 1899); A che pensi ? (E. Praga, 1899); Alla neve (G. De Abate, 1899); Bocca adorata (O. Caterini, 1899); Cuore e cavallo (E. Panzacchi, 1899); Distacco (G. Bellezza, 1899); Finirti aโ piรจ (E. Castellano, 1899); Mentre ritorna il sole (E. Panzacchi, 1899); Non lo sa ! (L. Stecchetti, 1899); Notte sul mare (F. Cimmino, 1899); Perchรฉ ? (D. Milelli, 1899); Rรชvons cโest lโheure (P. Verlaine, 1900); Mentre tu canti (E. Panzacchi, 1901); E non ti basta ancor ? (G. Perruzzini da H. Heine, Firenze 1902); Sotto le finestre (G. De Monaco, Napoli 1907); Dolce menzogna (O. De Sica, 1907); Vegliando (C. Enrico, 1908); Mentre tu dormi (R. Mazzola, 1908); Canta il mare (R. Mazzola, 1910); Notte di luna (L. Laccetti, 1913); Lโanima sogna (R. Mazzola, 1913); Come voi, arietta di stile antico (G. Chiabrera, 1913); Dolce sorriso, chiara pupilla, rispetto popolare (1913); Passa Pierrot (R. Mazzola, 1918); La pavana (R. Mazzola, 1919); Per lโazzurro (R. Mazzola, 1919); Bionda signora (O. De Sica, 1919) e varie altre su testi di F. DallโOngaro, G. Costa, R. Bracco, G. Possina, R. Pagliara ed E. Panzacchi.
Compose inoltre vari pezzi per pianoforte, pubblicati dallโeditore Ricordi, salvo diversa indicazione; ricordiamo tra gli altri: Heures delicieuses (1911); Canzone, Gavotta, Minuetto, Pagine dโalbum (s.a.); Maschere (1913); Tristezza (1913); Rรฉverences ร la Marquise (1913); Gondoliera (1918); Bon soir Colombine (London 1911). Tra le composizioni di piรน ampio respiro si ricordano: Le quattro stagioni dโamore. Epithalamio del cavalier Pessina con echi melodici del maestro E. De Luca (Napoli 1889); La sirenetta (da La Gioconda di G. DโAnnunzio per soprano e orchestra) e infine una Suite in quattro tempi per orchestra (Londra s.a.).

Rallentata lโattivitร negli anni che precedettero la seconda guerra mondiale, la interruppe completamente a partire dal 1943 in seguito alla tragica fine dellโunico figlio Rosario, trucidato a soli sedici anni dai tedeschi. Morรฌ a Napoli il 23 luglio 1955.
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Bibliografia:
E. Bove, Lโultima notte di Bedรฒ, Ed. Vereja, Benevento, 2008
S. Di Massa, Il Cafรฉ-chantant e la canzone a Napoli, Ed. F. Fiorentino, Napoli, 1969
Archeologa classica. Lavora presso l’Universitร del Salento.
Antonella Selvaggio
Architetto, libero professionista. Si occupa di progettazione architettonica, interior design e aspetti legati all’architettura del paesaggio. Dal 2021 รจ Consigliere dell’ordine degli Architetti della Provincia di Benevento. Ha partecipato a Mostre sul restauro architettonico e a numerose iniziative riguardanti la promozione territoriale.
Vive a Morcone. Presidente Italia Nostra Matese Alto Tammaro.
Dottore di ricerca in Ingegneria Elettronica ed informatica presso l’Universitร degli Studi di Napoli. Ha Svolto attivitร didattica presso l’Universitร Federico II. Vive a Telese.
Laurea in giurisprudenza presso l’Universitร degli Studi “La Sapienza” di Roma. Dirigente amministrativa presso l’Universitร del Molise.



Andrea Ciervo nato a Caserta il 12.10.1975. Presbitero dal 24 novembre 2012 giร Laureato in Giurisprudenza alla Federico II, con una tesi di Diritto Ecclesiastico sui Risvolti dei Patti Lateranensi col prof. Mario Tedeschi…tirocinante poi presso Studio Notaro in via Mezzocannone di Napoli…consegue il Baccalaureato presso l’Aloysianum di Padova nel 2007 con una tesi sulla Religione in Immanuel Kant col prof. Secondo Bongiovanni. Si Laurea in Sacra Teologia presso la Facoltร Teologica dell’ Italia Meridionale sezione san Tommaso nel 2012 sempre “Summa cum laude”
Presidente dellโAssociazione culturale โLa Biblioteca del Sannioโ, dottore di ricerca presso lโUniversitร degli Studi della Campania โLuigi Vanvitelliโ con una tesi sulla metadatazione della cartografia storica. Giornalista e direttore di Canale Sassuolo. Giร docente a contratto di Lingua e Cultura Spagnola e Global History, presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo vanvitelliano, รจ attualmente tutor di Storia Contemporanea e Storia dei Partiti e Movimenti politici.






Farmacista. Dopo la laurea ha conseguito un master biennale e un corso di perfezionamento, approfondendo le conoscenze in ambito fitoterapico, micoterapico e nutraceutico, con la pubblicazione del lavoro di tesi sulla rivista di divulgazione scientifica di medicina naturale ‘Scienza Natura’ del Prof. Ivo Bianchi. Attivo nel sociale, รจ membro del Rotary Club Valle Telesina ed รจ amante dello sport e della natura. Innamorato del proprio territorio, ha iniziato a coltivare l’interesse per la storia locale.
Nato a Ponte, dove risiede. Dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato. Cultore di storia locale con particolare attenzione al periodo medievale. Ha pubblicato “Ponte tra Cronaca e Storia”, “Domenico Ocone, quarant’anni di storia pontese…”, “Le Vie di Ponte tra Storia e Leggenda”. Collabora con varie associazioni culturali.
Nato a Telese Terme ma originario di Amorosi รจ stato allievo del filosofo Massimo Achille Bonfantini. Laureato in Semiotica e Filosofia del Linguaggio presso l’Universitร l’Orientale di Napoli. Dedica le sue ricerche prevalentemente allo studio della filosofia e della psicologia dell’inconscio, come dei nuovi percorsi conoscitivi applicati alle neuroscienze. Ha pubblicato Cento petali e una rosa. Semiosi di un romanzo storico (Natan, 2016), Filosofia hegeliana e religione. Osservazioni su Sebastiano Maturi (Natan, 2017) e, recentemente, il saggio dal titolo: Nel gioco di un’incerta reciprocitร : Gregory Bateson e la teoria del “doppio legame” (Ediz. Del Faro, 2020).
Musicista. Maestro di clarinetto ed orchestrale. Studioso di storia della filosofia e del ‘700 napoletano. Esperto simbolista e autore di testi esoterico/filosofici.
Nato a Napoli e residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia allโUniversitร di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale allโUniversitร di Modena รจ stato aiuto chirurgo presso lโospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente รจ pensionato.ย Dal 1ยฐ giugno 1978 รจ socio corrispondente dellโAssociazione Culturale Italo Ispanica โC. Colombo โ Madridโ.ย Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche.ย Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dellโAssociazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio รจ stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.
Originario di Castelvenere. Giร dipendente del Miur ora in pensione. Appassionato di Storia locale ed animatore di gruppi per la diffusione della lingua e delle tradizioni di Castelvenere.
Esperta di Comunicazione Istituzionale; in particolar modo di Social Media Policy e e di politiche agroalimentari legate all’economia di piccola scala per Slow Food, in Campania e Basilicata. Suoi contributi in ambito associativo sono legati a tradizioni e culture della terra e del territorio. Ha effettuato training in storiografia in Francia.
Dottore in Archeologia e Scienze Storiche, ha svolto diverse campagne di scavo alla necropoli del Cigno a Macchia Valfortore (CB), con lโUniversitร degli studi di Napoli Federico II e alla necropoli di Crocifisso del tufo a Orvieto (TR), con il Parco Archeologico Ambientale dellโOrvietano e lโ Universitร dell’Arizona. ร attuale vice Presidente della Pro Loco di SantโAgata dei Goti (BN) dove svolge anche la funzione di OLP per il Servizio Civile Universale. ร giornalista tirocinante presso la testata QuasiMezzogiorno. Sรฌ รจ occupato di alcuni ambiti di archeologia della produzione del Sannio caudino. Attualmente s’interessa alle istituzioni sociali e militari del Medioevo. ร vice Presidente dell’Istituto Storico Sannio Telesino.
Cultore di storia locale e delle tradizioni del suo paese. Autore del saggio “Notizie storiche ed urbanistiche di Cerreto antica” in cui ha ricostruito l’antico borgo distrutto dal terremoto del 1688.
Dottore in Legge ed autore di ricerche di Storia Locale. Ha partecipato al progetto “Un museo a colori” avente il fine di far conoscere il museo di arte ceramica di Cerreto Sannita. Le mansioni svolte sono state quelle di guida museale e bibliotecaria, e redazione di progetti e lavori di gruppo con gli altri volontari. Ha scritto un saggio nella Antologia dedicata al bicentenario della nascita di Michele Ungaro, edita dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita.
Giร sindaco di Caiazzo, dopo aver conseguito la maturitร scientifica, rivolge il suo impegno politico alle battaglie del Partito Radicale, soprattutto nel campo della tutela dell’ambiente e in quello per una giustizia giusta. Nel 1980 viene eletto consigliere comunale a Caiazzo, cittร in cui vive, in rappresentanza della “nuova sinistra”. Nel 1982 aderisce alla Lega per l’Ambiente, promuovendo diverse iniziative per la tutela del fiume Volturno e per il recupero del patrimonio edilizio del centro storico di Caiazzo. Tra il 1987 e il 1994 รจ Presidente dell’Associazione Storica del Caiatino. Nel 1994 viene eletto sindaco di Caiazzo con la lista civica “Rinascita Caiatina”. Rieletto nel 1998, si adopera per una crescita socio-economica della cittร ; realizza un programma pluriennale, che viene selezionato anche da “Sviluppo Italia” SpA per la costituzione di un Laboratorio di sperimentazione per lo sviluppo locale. Presidente dell’Associazione “Cittร Paesaggio” dal 2003, รจ coordinatore del progetto “Per una Carta dei paesaggi dell’olio e dell’olivo”, realizzato d’intesa con l’Associazione nazionale “Cittร dell’Olio”. Nel 2007 aderisce a Slow Food, dedicandosi soprattutto alla salvaguardia delle piccole produzioni agricole. Ha pubblicato con le Edizioni 2000diciassette: La Memoria e LโOblio, un saggio sullโeccidio di Caiazzo durante l’ultimo conflitto mondiale.
Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza Cultore di Storia Locale ha scritto il saggio: Telesia 1349 Peste e Terremoto edizioni duemiladicessette, 2016, Cartoline da Telese ed. Unione Filatelica Beneventana, 2009; Castelvenere Valdese insieme a P. Carlo Ed. Realtร Sannita, 2016; Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita insieme a F. Pace, edito dallโASMV nel 2019. Ha scritto nellโAntologia sulla vita di Michele Ungaro edito dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita nel 2019.ha in corso di pubblicazione un libro di poesie. Dirige la collana di poesie della Casa Editrice FioriDiZucca. Presidente pro-tempore dellโIstituto Storico del Sannio Telesino. Premio Upupa 2017 e 2019 per gli studi di storia locale.
Insegnante, vive a Caiazzo. ร Presidente del’Associazione Storica del Caiatino.
Maestro elementare, appassionato studioso e cultore di Storia Locale.
Biologo residente a Telese Terme. Cultore di storia locale con particolare riferimento alla storia del periodo sannitico. ร autore del saggio “La Leonessa e il fenomeno luminoso nella grotta di Sant’Angelo” edito da Fioridizucca nel 2022.
Sannita di origini e toscano d’adozione. Medico anestesista, ha coltivato con interesse e particolarmente studiato la “Terapia del dolore”. Di tale disciplina รจ stato per lunghi anni docente all’Universitร di Siena. Ha avuto anche esperienze di insegnamento all’estero (Bobigny Paris nord, Accademia Russa delle Scienze mediche, Accademia Lettone di Scienze odontoiatriche). Ufficiale medico dell’Esercito italiano, รจ appassionato di esoterismo, di cultura e tradizioni popolari. E’ autore di saggistica. Ha recentemente pubblicato saggio su “Massoneria, relazioni umane e comunicazione tecnologica” edito da Fioridizucca edizioni.
Giornalista professionista. Scrittore di romanzi e direttore di diverse testate radio televisive. Fondatore del sito: Neifatti.it
Medico specialista in oncologia e cure palliative รจ autore principalmente di pubblicazioni scientifiche di settore in lingua inglese ed italiana. ร stato inoltre relatore
Laurea magistrale in Lettere. Docente a Prato. Ha approfondito gli eventi storici che portarono alla โMarcia della fameโ del 1957 nei comuni del Valfortore sannita. Ha scritto il “Catasto Onciario della Terra di San Salvatore”.
Medico e scrittore. Ha allโattivo numerose collaborazioni con riviste di carattere storico. Ha pubblicato una Vita di San Leucio, il libro: โDa Casale a Comuneโ e la Storia della Parrocchiale Santa Maria Assunta di San Salvatore Telesino. Ha partecipato allโAntologia โDieci Medici Raccontanoโ, che ha ottenuto il “Premio Rufolo 2019”. Premio Olmo 2009 per il romanzo storico ยซL’ultima notte di Bedรฒยป, รจ anche autore di alcuni saggi sulla Storia della Medicina tra cui uno studio sulla Depressione dal titolo ยซIl potere misterioso della bile nera, breve storia della depressione da Ippocrate a Charlie Brownยป. Nel 2024 ha pubblicato “Fu la peste” e “Islam a Telesia” per ABE Editore Napoli. Fondatore e Direttore Editoriale della Casa Editrice Fioridizucca.
Studioso della storia del Risorgimento e cultore del periodo Borbonico, ha recentemente collaborato con un suo scritto allโantologia biografica dedicata a Michele Ungaro. Ha in corso un saggio su Sanchez De Luna, un Vescovo del โ700.

Scrittore, poeta e divulgatore culturale. Medico di continuitร assistenziale. Autore di diversi saggi storici e racconti. Ha partecipato all’antologia “Dieci Medici Raccontano”. Fondatore del Premio Nazionale Olmo che tutti gli anni si svolge in Raviscanina (Ce).
Dottore in Lettere. all’Universitร di Salerno, indirizzo “storico medievale”. Si รจ poi laureata in Scienze della Formazione primaria all’Ateneo di Campobasso. Studiosa della storia della sua cittร . Lettrice instancabile di autori italiani e stranieri, si occupa della formazione di piccoli lettori e poeti. ร insegnante nella Scuola Primaria da quindici anni. Ha sperimentato innovative metodologie di approccio alla lettura utilizzando le nuove tecnologie che hanno portato alla pubblicazione di una ricerca dal titolo: TIC e DSA. Riflessioni ed esperienze sulle nuove frontiere della pedagogia speciale, Ed. EriksonLive. La storia locale e la ricerca accurata le ha permesso di pubblicare anche un Saggio in storia medievale sull’assetto urbano e riorganizzazione del territorio della Benevento nei sec. XI e XII. Animatore culturale, scrive poesie per fermare in foto-scritte, attimi di vita.
Medico di Emergenza territoriale residente in Puglianello. Ha collaborato all’opera Dieci Medici Raccontano.
Lorenzo Piombo, medico psichiatra, dirigente del Dipartimento Salute Mentale della ASL di Benevento. Ricercatore e studioso di storia. Vive e opera a Morcone.
Avvocato. Patrocinante in Cassazione. Scrittore di Storia Locale. Opera a Guardia Sanframondi.
Promotore culturale dellโarea di Faicchio. Dopo aver conseguito la maturitร classica si รจ laureato in Economia. ร dirigente d’impresa a Milano nel settore delle borse valori e mercati finanziari. Ha scritto diversi articoli sulla stampa finanziaria nazionale, tra cui il Sole 24 Ore ed Investire. ร appassionato di cultura locale, ha vinto il premio Prosa IX Premio letterario dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Titolare delle strutture ricettive “Magie del Sannio” ha dato vita anche al “Piccolo Museo privato di Faicchio Magie del Sannio”.
Dottore in Storia. Autore di un saggio storico, conseguente a ricerca d’archivio, sul suo Comune dal titolo: ย Faicchio 1920 – 1946 dall’avvento del Fascismo alla nascita della Repubblica, 2016.
Medico ed esperto di storia della gastronomia.
Architetto e docente. Appassionato cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, cittร in cui vive. Ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti. Collabora con il Blog dell’Istituto Storico del Sannio di cui รจ socio fondatore. ร autore del saggio “Cominium Ocritum e le forche caudine: una storia
Studioso del ‘700 napoletano e dell’epopea di Federico II ha approfondito in modo particolare le influenza arabe sull’architettura napoletana. Studioso diย suffisso e di religioni orientali.
Medico del Lavoro. Regista teatrale. Giornalista pubblicista. Fondatore di “Byblos”, la biblioteca del Sannio. Scrittore e divulgatore della storia e dei personaggi del Sannio, ha pubblicato “A tavola nel Sannio”, una guida ai ristoranti della provincia di Benevento; “Dietro la Leggenda” (2016), una raccolta di racconti ispirati a fiabe e a leggende del Sannio. Nel 2017 ha pubblicato “Samnes”, un romanzo storico sull’epopea sannita. Ha curato la trascrizione del manoscritto e la stampa dei tre volumi delle “Memorie storiche di Cerreto Sannita per Arcidiacono Nicola Rotondi”. Nel 2019 ha pubblicato “Guida alla Valle Telesina e al Sannio”. Ha pubblicato “Il delitto del pozzo dei pazzi”, un medical-thriller ambientato nel primo ‘900 nell’ospedale degli Incurabili di Napoli. ร autore della “Storia di Cerreto dalla preistoria alla seconda guerra mondiale (2022) e di “Fiabe e Favole in cerretese”, edito da Fioridizucca. (2023).
ร nato e vive a Castelvenere. Giร docente di materie letterarie nella scuola statale, ha pubblicato diverse raccolte di liriche, pagine di ricerca letteraria, studi relativi alla cultura popolare. ร presente in antologie, dizionari bio-bibliografici e testi scolastici. Appassionato si storia e di tradizioni locali, รจ membro di associazioni culturali nazionali. I suoi versi hanno ricevuto giudizi positivi da parte della critica e in concorsi letterari si รจ classificato ai primi posti.
Giornalista Pubblicista. Esperto di Enologia, collabora a diversi siti web del settore. Collaboratore del blog lucianopignataro.it รจ responsabile dell’Ufficio Stampa del Sannio Consorzio Tutela Vini. 
Infaticabile animatore culturale dellโarea del Caiatino e del Casertano. Allievo del prof. Galasso. Fondatore di Gruppi culturali dediti alla divulgazione della storia del Territorio, attualmente responsabile di Procedimento Unitร Operativa Biblioteca civica e Archivio Storico del Comune di Caiazzo.