Come abbiamo ampiamente avuto modo di vedere, a breve distanza dall’attuale centro della ricostruita cittadina di Cerreto Sannita, nella località monte Cigno-Madonna della Libera, sorge un Tempio nel luogo dove anticamente era posto un insediamento sannita, probabilmente la Cominium Ocritum (o Cerritum), citata da Tito Livio e toccata da Annone, generale di Annibale, durante la seconda guerra punica.1T. Livio, Ab urbe condita, XXV.14
Attualmente sono ancora visibili i resti del basamento del tempio, siti nel sagrato della chiesa della Madonna della Libera, costruita proprio su queste vestigia.2Chiesa a croce latina, possiede una statua lignea databile alla prima metà del XVII secolo raffigurante la Madonna della Libera, venerata nel mese di luglio. Accanto è sita una casa, sulla sinistra, che era adibita ad abitazione dell’eremita, mentre sulla destra, è sita un’altra abitazione che fungeva da scuola.
In alcuni documenti del XVII secolo la zona dove si ergeva il tempio veniva chiamata Campo de fioreo Campo de fiori. Secondo alcuni storici l’appellativo fiore o flore deriverebbe da Flora, divinità alla quale era intitolato il tempio.3Un documento scritto che avvalora la tesi di una presenza di un insediamento sannita, esistente nella zona dove sono siti i resti del tempio, deriva da un documento del notaio Mario Cappella del 1593 che evidenzia come in quell’epoca nei cerretesi si conservava ancora il ricordo di un paese della Rocca del Cigno, corrispondente al villaggio sannita-romano che si trovava proprio nella zona compresa fra il tempio e la Rocca di monte Cigno (la parte terminale della montagna). Cfr.: R. Pescitelli, Chiesa Telesina: luoghi di culto, di educazione e di assistenza nel XVI e XVII secolo, Auxiliatrix, 1977, pp. 88-89.

Il termine Tempio proviene, nella nostra lingua, da un’epoca più tarda di quella descritta nei testi biblici; in epoca latina il templum era il settore del cielo che gli àuguri delimitavano con l’aiuto di una verga rituale; in questo quadrante di cielo venivano osservati fenomeni celesti e il volo degli uccelli da cui si traevano presagi e premonizioni. Successivamente queste aree, per rafforzarne la sacralità e per proteggerle vennero recintate e divennero di fatto un luogo chiuso, un edificio sacro adibito all’osservazione e al culto, una porta verso altre dimensioni, segnatamente quella divina.
Profano è colui o colei che non è ammesso nel sacro recinto in quanto non ritenuto ancora idoneo; fanum infatti è sinonimo di templum e pro-fanum è colui che sta davanti (pro) al Tempio (fanum) senza avere l’autorizzazione ad entrarvi. Da qui capiamo come mai i Templi arcaici,4E quelli massonici odierni. al proprio zenit, abbiano la volta stellata: in questo luogo l’Uomo, in un saldo e puro attaccamento alla natura, cercava di interpretare i segni divini del mondo iperuranio e di attingere così ad un piano superiore e metafisico rispetto a quello terreno.
Questo è un assioma valido a tutte le latitudini e in tutte le epoche dell’Uomo:
«…un Tempio rappresenta il luogo di congiunzione fra i cielo e la terra, il riflesso del mondo divino. Esso riproduce la creazione del mondo e si trova dunque legato alla cosmogonia, al sistema di formazione dell’universo. Esso diviene la porta verso un altro mondo. Sintesi del macrocosmo, il tempio è anche l’immagine del Microcosmo poiché rappresenta insieme il Mondo e l’Uomo…». 5I. Mainguy, Simbologia massonica nel terzo millennio.
Il tempio è anche il luogo della manifestazione della Shekinah, concetto ebraico relativo alla reale presenza divina, sempre presentata come un ente assolutamente luminoso, luce pura e chiarissima. Pertanto preso atto dell’importanza del luogo e della sua funzione, viene da sé che pochissimi posti possano davvero essere definiti Templi per loro natura. Essi devono essere posti in un luogo deputato al sacro in un auspicatus locus, ovvero in un posto effettivamente idoneo per le energie cosmiche e telluriche ad esso afferenti. Del tempio, dedicato alla Dea Flora, sono rimasti solo alcuni blocchi poligonali siti nel sagrato della chiesa della Madonna della Libera e che costituivano la base del podio del tempio. Su questi blocchi trovavano posto degli altri blocchi di pietra squadrata messi al contrario rispetto ai precedenti. Su questi ultimi blocchi poggiavano le colonne che erano decorate da capitelli in pietra riccamente fogliati. Alcuni di questi capitelli sono stati trovati in alcune stalle dei contadini dove erano usati, dopo essere stati scavati nel mezzo, come abbeveratoi per galline.6Cfr.: V. Mazzacane, Memorie storiche di Cerreto Sannita, Liguori Editore, 1990; N. Rotondi, Memorie storiche di Cerreto Sannita, a cura di A. Santagata, manoscritto inedito conservato nell’Archivio Comunale, 1870; Pro Loco Cerreto Sannita, Una passeggiata nella storia, Cerreto Sannita, Di Lauro, 2003.
Al centro del basamento una spaccatura è suggestiva dell’accesso al sacello del tempio mediante una scalinata.Ovviamente i resti del Tempio Italico sono stati usati per erigere l’edificio sacro cattolico e, alcuni blocchi, sono stati usati nel XVIII secolo per realizzare la fontana sita a poche decine di metri dalla chiesa della Madonna della Libera.
Nell’immagine7Rielaborazione a cura dello Studio dell’Architetto Lorenzo Morone.che segue vi è una ricostruzione dell’originale pianta del luogo sacro.

Il culto di Flora era presente presso i popoli italici. Sia i Sabini che i Vestini avevano un mese dedicato a Flora, che corrispondeva al nostro luglio nel caso dei Vestini mentre è ignota la corrispondenza nel caso dei Sabini.8E. T. Salmon, Il Sannio e i Sanniti, Torino, Einaudi, 1985.
La Dea si trovava, ovviamente, anche presso i Sanniti dove viene menzionata nella Tavola di Agnone con il nome indigeno di Fluusai Kerriiai, vale a dire Flora di Cerere. Questo stretto legame tra le due Dee sembra sia esistito anche a Roma, dove Flora sarebbe stata considerata ministra di Cerere.9Scolii a Giovenale, 6, 249: ”… Flora erat apud antiquos ministra Cereris…”.
Cosa lega questo luogo, in modo imprescindibile, a questo culto?
Fluusai Kerriiai (Flora) è la dea italica della fioritura dei cereali e delle altre piante utili all’alimentazione, compresi vigneti e alberi da frutto.10G. Dumézil, La religione romana arcaica, Milano, Rizzoli, 1977, p. 247.
In una traduzione più accurata della Tavola di Agnone, abbiamo che il quadro completo di KerriI che si trasforma, nel sesto rigo, in AMMAi KERRiIAi, in cui compare il suffisso AiS (meridionale) senza la S. Proseguendo nella traduzione di questa parte della Tavola compare il termine PATAREI (pietra-montagna). La Tavola si conclude con SAKARATER (terra sacra).
Una Dea legata indissolubilmente agli archetipi Italici della pietra e della terra che abbiamo già incontrato nei precedenti capitoli.
Col tempo venne intesa come Dea della primavera e mantenne anche presso i Romani la stessa valenza religiosa. Il suo culto si perde nella notte dei tempi essendo presente addirittura nei riti dei fratelli Arvali.
Dal 28 aprile al 3 maggio di ogni anno, momento critico della fioritura delle messi, si svolgevano i Ludi Floreales o più semplicemente Floralia, feste dedicate alla Dea, non è possibile individuare se questi riti fossero presenti già in epoca Italica.11R. Del Ponte, Dei e miti italici, Genova, ECIG, 1985, p.153.
Ma è certo che questi due simboli, la Grande Madre e la coltivazione dei cereali, sono l’uno conseguenza ciclica dell’altro e, oltre ai solstizi, come già descritto, sono legati da tradizioni ancora più antiche e legate ad un genius loci ancestrale che, ancora oggi, è presente in questo territorio. Approfondiamoci in questi due simboli…
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[1] T. Livio, Ab urbe condita, XXV.14
[2] Chiesa a croce latina, possiede una statua lignea databile alla prima metà del XVII secolo raffigurante la Madonna della Libera, venerata nel mese di luglio. Accanto è sita una casa, sulla sinistra, che era adibita ad abitazione dell’eremita, mentre sulla destra, è sita un’altra abitazione che fungeva da scuola.
[3] Un documento scritto che avvalora la tesi di una presenza di un insediamento sannita, esistente nella zona dove sono siti i resti del tempio, deriva da un documento del notaio Mario Cappella del 1593 che evidenzia come in quell’epoca nei cerretesi si conservava ancora il ricordo di un paese della Rocca del Cigno, corrispondente al villaggio sannita-romano che si trovava proprio nella zona compresa fra il tempio e la Rocca di monte Cigno (la parte terminale della montagna). Cfr.: R. Pescitelli, Chiesa Telesina: luoghi di culto, di educazione e di assistenza nel XVI e XVII secolo, Auxiliatrix, 1977, pp. 88-89.
[4] E quelli massonici odierni.
[5] I. Mainguy, Simbologia massonica nel terzo millennio.
[6] Cfr.: V. Mazzacane, Memorie storiche di Cerreto Sannita, Liguori Editore, 1990; N. Rotondi, Memorie storiche di Cerreto Sannita, a cura di A. Santagata, manoscritto inedito conservato nell’Archivio Comunale, 1870; Pro Loco Cerreto Sannita, Una passeggiata nella storia, Cerreto Sannita, Di Lauro, 2003.
[7] Rielaborazione a cura dello Studio dell’Architetto Lorenzo Morone.
[8] E. T. Salmon, Il Sannio e i Sanniti, Torino, Einaudi, 1985.
[9] Scolii a Giovenale, 6, 249: ”… Flora erat apud antiquos ministra Cereris…”.
[10] G. Dumézil, La religione romana arcaica, Milano, Rizzoli, 1977, p. 247.
[11] R. Del Ponte, Dei e miti italici, Genova, ECIG, 1985, p.153.
Archeologa classica. Lavora presso l’Università del Salento.
Antonella Selvaggio
Architetto, libero professionista. Si occupa di progettazione architettonica, interior design e aspetti legati all’architettura del paesaggio. Dal 2021 è Consigliere dell’ordine degli Architetti della Provincia di Benevento. Ha partecipato a Mostre sul restauro architettonico e a numerose iniziative riguardanti la promozione territoriale.
Vive a Morcone. Presidente Italia Nostra Matese Alto Tammaro.
Dottore di ricerca in Ingegneria Elettronica ed informatica presso l’Università degli Studi di Napoli. Ha Svolto attività didattica presso l’Università Federico II. Vive a Telese.
Laurea in giurisprudenza presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. Dirigente amministrativa presso l’Università del Molise.



Andrea Ciervo nato a Caserta il 12.10.1975. Presbitero dal 24 novembre 2012 già Laureato in Giurisprudenza alla Federico II, con una tesi di Diritto Ecclesiastico sui Risvolti dei Patti Lateranensi col prof. Mario Tedeschi…tirocinante poi presso Studio Notaro in via Mezzocannone di Napoli…consegue il Baccalaureato presso l’Aloysianum di Padova nel 2007 con una tesi sulla Religione in Immanuel Kant col prof. Secondo Bongiovanni. Si Laurea in Sacra Teologia presso la Facoltà Teologica dell’ Italia Meridionale sezione san Tommaso nel 2012 sempre “Summa cum laude”
Presidente dell’Associazione culturale “La Biblioteca del Sannio”, dottore di ricerca presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” con una tesi sulla metadatazione della cartografia storica. Giornalista e direttore di Canale Sassuolo. Già docente a contratto di Lingua e Cultura Spagnola e Global History, presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo vanvitelliano, è attualmente tutor di Storia Contemporanea e Storia dei Partiti e Movimenti politici.






Farmacista. Dopo la laurea ha conseguito un master biennale e un corso di perfezionamento, approfondendo le conoscenze in ambito fitoterapico, micoterapico e nutraceutico, con la pubblicazione del lavoro di tesi sulla rivista di divulgazione scientifica di medicina naturale ‘Scienza Natura’ del Prof. Ivo Bianchi. Attivo nel sociale, è membro del Rotary Club Valle Telesina ed è amante dello sport e della natura. Innamorato del proprio territorio, ha iniziato a coltivare l’interesse per la storia locale.
Nato a Ponte, dove risiede. Dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato. Cultore di storia locale con particolare attenzione al periodo medievale. Ha pubblicato “Ponte tra Cronaca e Storia”, “Domenico Ocone, quarant’anni di storia pontese…”, “Le Vie di Ponte tra Storia e Leggenda”. Collabora con varie associazioni culturali.
Nato a Telese Terme ma originario di Amorosi è stato allievo del filosofo Massimo Achille Bonfantini. Laureato in Semiotica e Filosofia del Linguaggio presso l’Università l’Orientale di Napoli. Dedica le sue ricerche prevalentemente allo studio della filosofia e della psicologia dell’inconscio, come dei nuovi percorsi conoscitivi applicati alle neuroscienze. Ha pubblicato Cento petali e una rosa. Semiosi di un romanzo storico (Natan, 2016), Filosofia hegeliana e religione. Osservazioni su Sebastiano Maturi (Natan, 2017) e, recentemente, il saggio dal titolo: Nel gioco di un’incerta reciprocità: Gregory Bateson e la teoria del “doppio legame” (Ediz. Del Faro, 2020).
Musicista. Maestro di clarinetto ed orchestrale. Studioso di storia della filosofia e del ‘700 napoletano. Esperto simbolista e autore di testi esoterico/filosofici.
Nato a Napoli e residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale all’Università di Modena è stato aiuto chirurgo presso l’ospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente è pensionato. Dal 1° giugno 1978 è socio corrispondente dell’Associazione Culturale Italo Ispanica “C. Colombo – Madrid”. Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche. Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dell’Associazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio è stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.
Originario di Castelvenere. Già dipendente del Miur ora in pensione. Appassionato di Storia locale ed animatore di gruppi per la diffusione della lingua e delle tradizioni di Castelvenere.
Esperta di Comunicazione Istituzionale; in particolar modo di Social Media Policy e e di politiche agroalimentari legate all’economia di piccola scala per Slow Food, in Campania e Basilicata. Suoi contributi in ambito associativo sono legati a tradizioni e culture della terra e del territorio. Ha effettuato training in storiografia in Francia.
Dottore in Archeologia e Scienze Storiche, ha svolto diverse campagne di scavo alla necropoli del Cigno a Macchia Valfortore (CB), con l’Università degli studi di Napoli Federico II e alla necropoli di Crocifisso del tufo a Orvieto (TR), con il Parco Archeologico Ambientale dell’Orvietano e l’ Università dell’Arizona. È attuale vice Presidente della Pro Loco di Sant’Agata dei Goti (BN) dove svolge anche la funzione di OLP per il Servizio Civile Universale. È giornalista tirocinante presso la testata QuasiMezzogiorno. Sì è occupato di alcuni ambiti di archeologia della produzione del Sannio caudino. Attualmente s’interessa alle istituzioni sociali e militari del Medioevo. È vice Presidente dell’Istituto Storico Sannio Telesino.
Cultore di storia locale e delle tradizioni del suo paese. Autore del saggio “Notizie storiche ed urbanistiche di Cerreto antica” in cui ha ricostruito l’antico borgo distrutto dal terremoto del 1688.
Dottore in Legge ed autore di ricerche di Storia Locale. Ha partecipato al progetto “Un museo a colori” avente il fine di far conoscere il museo di arte ceramica di Cerreto Sannita. Le mansioni svolte sono state quelle di guida museale e bibliotecaria, e redazione di progetti e lavori di gruppo con gli altri volontari. Ha scritto un saggio nella Antologia dedicata al bicentenario della nascita di Michele Ungaro, edita dalla Società di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita.
Già sindaco di Caiazzo, dopo aver conseguito la maturità scientifica, rivolge il suo impegno politico alle battaglie del Partito Radicale, soprattutto nel campo della tutela dell’ambiente e in quello per una giustizia giusta. Nel 1980 viene eletto consigliere comunale a Caiazzo, città in cui vive, in rappresentanza della “nuova sinistra”. Nel 1982 aderisce alla Lega per l’Ambiente, promuovendo diverse iniziative per la tutela del fiume Volturno e per il recupero del patrimonio edilizio del centro storico di Caiazzo. Tra il 1987 e il 1994 è Presidente dell’Associazione Storica del Caiatino. Nel 1994 viene eletto sindaco di Caiazzo con la lista civica “Rinascita Caiatina”. Rieletto nel 1998, si adopera per una crescita socio-economica della città; realizza un programma pluriennale, che viene selezionato anche da “Sviluppo Italia” SpA per la costituzione di un Laboratorio di sperimentazione per lo sviluppo locale. Presidente dell’Associazione “Città Paesaggio” dal 2003, è coordinatore del progetto “Per una Carta dei paesaggi dell’olio e dell’olivo”, realizzato d’intesa con l’Associazione nazionale “Città dell’Olio”. Nel 2007 aderisce a Slow Food, dedicandosi soprattutto alla salvaguardia delle piccole produzioni agricole. Ha pubblicato con le Edizioni 2000diciassette: La Memoria e L’Oblio, un saggio sull’eccidio di Caiazzo durante l’ultimo conflitto mondiale.
Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza Cultore di Storia Locale ha scritto il saggio: Telesia 1349 Peste e Terremoto edizioni duemiladicessette, 2016, Cartoline da Telese ed. Unione Filatelica Beneventana, 2009; Castelvenere Valdese insieme a P. Carlo Ed. Realtà Sannita, 2016; Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita insieme a F. Pace, edito dall’ASMV nel 2019. Ha scritto nell’Antologia sulla vita di Michele Ungaro edito dalla Società di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita nel 2019.ha in corso di pubblicazione un libro di poesie. Dirige la collana di poesie della Casa Editrice FioriDiZucca. Presidente pro-tempore dell’Istituto Storico del Sannio Telesino. Premio Upupa 2017 e 2019 per gli studi di storia locale.
Insegnante, vive a Caiazzo. È Presidente del’Associazione Storica del Caiatino.
Maestro elementare, appassionato studioso e cultore di Storia Locale.
Biologo residente a Telese Terme. Cultore di storia locale con particolare riferimento alla storia del periodo sannitico. È autore del saggio “La Leonessa e il fenomeno luminoso nella grotta di Sant’Angelo” edito da Fioridizucca nel 2022.
Sannita di origini e toscano d’adozione. Medico anestesista, ha coltivato con interesse e particolarmente studiato la “Terapia del dolore”. Di tale disciplina è stato per lunghi anni docente all’Università di Siena. Ha avuto anche esperienze di insegnamento all’estero (Bobigny Paris nord, Accademia Russa delle Scienze mediche, Accademia Lettone di Scienze odontoiatriche). Ufficiale medico dell’Esercito italiano, è appassionato di esoterismo, di cultura e tradizioni popolari. E’ autore di saggistica. Ha recentemente pubblicato saggio su “Massoneria, relazioni umane e comunicazione tecnologica” edito da Fioridizucca edizioni.
Giornalista professionista. Scrittore di romanzi e direttore di diverse testate radio televisive. Fondatore del sito: Neifatti.it
Medico specialista in oncologia e cure palliative è autore principalmente di pubblicazioni scientifiche di settore in lingua inglese ed italiana. È stato inoltre relatore
Laurea magistrale in Lettere. Docente a Prato. Ha approfondito gli eventi storici che portarono alla “Marcia della fame” del 1957 nei comuni del Valfortore sannita. Ha scritto il “Catasto Onciario della Terra di San Salvatore”.
Medico e scrittore. Ha all’attivo numerose collaborazioni con riviste di carattere storico. Ha pubblicato una Vita di San Leucio, il libro: “Da Casale a Comune” e la Storia della Parrocchiale Santa Maria Assunta di San Salvatore Telesino. Ha partecipato all’Antologia “Dieci Medici Raccontano”, che ha ottenuto il “Premio Rufolo 2019”. Premio Olmo 2009 per il romanzo storico «L’ultima notte di Bedò», è anche autore di alcuni saggi sulla Storia della Medicina tra cui uno studio sulla Depressione dal titolo «Il potere misterioso della bile nera, breve storia della depressione da Ippocrate a Charlie Brown». Nel 2024 ha pubblicato “Fu la peste” e “Islam a Telesia” per ABE Editore Napoli. Fondatore e Direttore Editoriale della Casa Editrice Fioridizucca.
Studioso della storia del Risorgimento e cultore del periodo Borbonico, ha recentemente collaborato con un suo scritto all’antologia biografica dedicata a Michele Ungaro. Ha in corso un saggio su Sanchez De Luna, un Vescovo del ‘700.

Scrittore, poeta e divulgatore culturale. Medico di continuità assistenziale. Autore di diversi saggi storici e racconti. Ha partecipato all’antologia “Dieci Medici Raccontano”. Fondatore del Premio Nazionale Olmo che tutti gli anni si svolge in Raviscanina (Ce).
Dottore in Lettere. all’Università di Salerno, indirizzo “storico medievale”. Si è poi laureata in Scienze della Formazione primaria all’Ateneo di Campobasso. Studiosa della storia della sua città. Lettrice instancabile di autori italiani e stranieri, si occupa della formazione di piccoli lettori e poeti. È insegnante nella Scuola Primaria da quindici anni. Ha sperimentato innovative metodologie di approccio alla lettura utilizzando le nuove tecnologie che hanno portato alla pubblicazione di una ricerca dal titolo: TIC e DSA. Riflessioni ed esperienze sulle nuove frontiere della pedagogia speciale, Ed. EriksonLive. La storia locale e la ricerca accurata le ha permesso di pubblicare anche un Saggio in storia medievale sull’assetto urbano e riorganizzazione del territorio della Benevento nei sec. XI e XII. Animatore culturale, scrive poesie per fermare in foto-scritte, attimi di vita.
Medico di Emergenza territoriale residente in Puglianello. Ha collaborato all’opera Dieci Medici Raccontano.
Lorenzo Piombo, medico psichiatra, dirigente del Dipartimento Salute Mentale della ASL di Benevento. Ricercatore e studioso di storia. Vive e opera a Morcone.
Avvocato. Patrocinante in Cassazione. Scrittore di Storia Locale. Opera a Guardia Sanframondi.
Promotore culturale dell’area di Faicchio. Dopo aver conseguito la maturità classica si è laureato in Economia. È dirigente d’impresa a Milano nel settore delle borse valori e mercati finanziari. Ha scritto diversi articoli sulla stampa finanziaria nazionale, tra cui il Sole 24 Ore ed Investire. È appassionato di cultura locale, ha vinto il premio Prosa IX Premio letterario dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Titolare delle strutture ricettive “Magie del Sannio” ha dato vita anche al “Piccolo Museo privato di Faicchio Magie del Sannio”.
Dottore in Storia. Autore di un saggio storico, conseguente a ricerca d’archivio, sul suo Comune dal titolo: Faicchio 1920 – 1946 dall’avvento del Fascismo alla nascita della Repubblica, 2016.
Medico ed esperto di storia della gastronomia.
Architetto e docente. Appassionato cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, città in cui vive. Ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti. Collabora con il Blog dell’Istituto Storico del Sannio di cui è socio fondatore. È autore del saggio “Cominium Ocritum e le forche caudine: una storia
Studioso del ‘700 napoletano e dell’epopea di Federico II ha approfondito in modo particolare le influenza arabe sull’architettura napoletana. Studioso di suffisso e di religioni orientali.
Medico del Lavoro. Regista teatrale. Giornalista pubblicista. Fondatore di “Byblos”, la biblioteca del Sannio. Scrittore e divulgatore della storia e dei personaggi del Sannio, ha pubblicato “A tavola nel Sannio”, una guida ai ristoranti della provincia di Benevento; “Dietro la Leggenda” (2016), una raccolta di racconti ispirati a fiabe e a leggende del Sannio. Nel 2017 ha pubblicato “Samnes”, un romanzo storico sull’epopea sannita. Ha curato la trascrizione del manoscritto e la stampa dei tre volumi delle “Memorie storiche di Cerreto Sannita per Arcidiacono Nicola Rotondi”. Nel 2019 ha pubblicato “Guida alla Valle Telesina e al Sannio”. Ha pubblicato “Il delitto del pozzo dei pazzi”, un medical-thriller ambientato nel primo ‘900 nell’ospedale degli Incurabili di Napoli. È autore della “Storia di Cerreto dalla preistoria alla seconda guerra mondiale (2022) e di “Fiabe e Favole in cerretese”, edito da Fioridizucca. (2023).
È nato e vive a Castelvenere. Già docente di materie letterarie nella scuola statale, ha pubblicato diverse raccolte di liriche, pagine di ricerca letteraria, studi relativi alla cultura popolare. È presente in antologie, dizionari bio-bibliografici e testi scolastici. Appassionato si storia e di tradizioni locali, è membro di associazioni culturali nazionali. I suoi versi hanno ricevuto giudizi positivi da parte della critica e in concorsi letterari si è classificato ai primi posti.
Giornalista Pubblicista. Esperto di Enologia, collabora a diversi siti web del settore. Collaboratore del blog lucianopignataro.it è responsabile dell’Ufficio Stampa del Sannio Consorzio Tutela Vini. 
Infaticabile animatore culturale dell’area del Caiatino e del Casertano. Allievo del prof. Galasso. Fondatore di Gruppi culturali dediti alla divulgazione della storia del Territorio, attualmente responsabile di Procedimento Unità Operativa Biblioteca civica e Archivio Storico del Comune di Caiazzo.