
Nel giro di tre giorni mi sono imbattuto in due trattazioni che riguardano la ‘Nzilla e la tradizione cerretese della notte del 24 giugno, giorno di San Giovanni Battista. Per primo mi è capitato di rileggere, a distanza di 26 anni, lo scritto di Gianni Vergineo “Benevento la città magica”, che faceva da introduzione al libro “A tavola nel Sannio”, la giuda ai ristoranti della provincia di Benevento scritto a sei mani con Francesco Gagliardi e Isidoro Mastrobuoni nel 1992.
L’esimio e rimpianto professore Vergineo in quella dotta e persuasiva disquisizione riesce a togliermi un dubbio che ho avuto sin da bambino.
A Cerreto, quando si parla della ‘Nzilla il pensiero corre automaticamente ad una strega. Ad una figura femminile, malefica e perfida, proprio come una janara. Ma la ‘Nzilla, nella stessa tradizione cerretese, deve necessariamente farsi risalire alla biblica Salomè, tanto è vero che la filastrocca, tramandata di generazione in generazione, recita: «’Nzilla, ‘Nzilla che facisct’? Facisct’ taglià ‘a capa a San Giuann’ Battist’». Non ci possono essere dubbi, è proprio lei, Salomè, che “danza” in “punto mezzanotte” il 24 giugno su una trave di fuoco sospesa sul torrente Turio sotto il ponte di San Giovanni. Dunque, se la ‘Nzilla è da identificarsi con Salomè, la quale istigata dalla madre Erodiade istiga a sua volta Erode a tagliare la testa di San Giovanni Battista, che c’entra mai Salomè, per quando perfida e cattiva, con la figura della strega?
Come dicevo, l’articolo di Gianni Vergineo riletto con la curiosità di oggi, ha contribuito notevolmente a chiarirmi le idee.
Il noto studioso beneventano parte dal mito della fondazione di Benevento da parte del leggendario Diomede e dei suoi compagni trasformati in uccelli, divenuti nella letteratura successiva immagini di uccelli del male, di streghe. Passa poi a ricordare come da lì si arrivi al Decretum Gratiani (testo di Diritto Canonico redatto dal vescovo Graziano nel XII sec.) dove si fa menzione del ludus Dianae e del ludus Erodiadis. In questi giochi (ludus è gioco in latino): «…la metamorfosi magica, il viaggio notturno, i ludi orgiastici delle donne scellerate, propiziate da erbe magiche, sono intese come visioni oniriche e allucinatorie di persone devote a Satana, per cui credono di cavalcare di notte su bestie infernali con la vagante Diana e la danzante Erodiade (confusa con Salomè)».
La ragione della presenza di Diana – continua Vergineo – «si nasconde nel fatto che la dea pagana è la regina del mondo infero…L’aggregazione del personaggio biblico di Erodiade al ludus, si spiega con l’episodio della danza scellerata di Salomè, condannata a vagare eternamente nell’aria col Maligno, spinta da un vento furioso emesso dalla bocca del santo decapitato da Erode».
L’uso di accomunare i due ludi come pratiche magiche, orgiastiche e sataniche è poi continuata anche nel XVI secolo con Giovanni Francesco Pico della Mirandola che li unisce in un unico capitolo “Unde ludus Dianae et Herodiadis” di quell’opera, il Dialogus Strix, definita come” un’opera che getta le basi della letteratura umanistica sulla stregoneria”. Dunque ho capito, finalmente, il perché dell’associazione tra la ‘Nzilla e le janare. Le seguaci di Diana, le Djanare o janare e Salomè (la ‘Nzilla cerretese) nella tradizione e nella letteratura sono state viste (forse grazie alla danza in epoche dove era vista come espressione del maligno) come personaggi dediti a pratiche legate alla stregoneria. Tolto il primo dubbio mi restava il secondo: da dove deriva il nome ‘Nzilla?
Mi imbatto, fortunatamente, in un piacevolissimo articolo del dottor Rosario Di Lello pubblicato il gennaio scorso su Casertasera.it dal titolo “La Nzilla, tra sacro e profano”, tratto dal suo ultimo libro “Magia nel Sannio”. Il chirurgo casertano, autore di decine di libri e pubblicazioni di storia locale oltre che di medicina, in questo pezzo parla di quanto ha raccolto su questa tradizione cerretese.
«A Cerreto nella notte tra il 23 e 24 giugno le janare ovvero le streghe, volando nude a cavalcioni di un manico di scopa…raggiungevano un corso d’acqua o un tempio diroccato…; a Cerreto si riunivano pure in contrada San Giovanni, presso l’omonima cappella, vicino al ponte sul torrente Turio. Nel medesimo luogo e nella notte tra il 23 e 24 di giugno vi appariva la ‘nzilla, non proprio una strega, ma una sottospecie della janara, giovane e bella, vestita di veli, ballava per ore, sul ponte, davanti all’edificio di culto e simboleggia Salomé».
Di Lello passa poi ad elencare le varie ipotesi di origine del nome ‘Nzilla partendo dall’intrigante congettura della derivazione dalla Sibilla (ipotesi condivisa dal compianto Ninuccio Ciarleglio, grande cultore e memoria delle tradizioni cerretesi, che riteneva plausibile la derivazione del nome dalla Sibilla Cumana). È noto e diffuso in tutta la penisola, infatti, l’uso di mettere un albume d’uovo in un recipiente di acqua, proprio la notte tra il 23 e il 24. Vedendo, poi, quali figure ne vengono fuori si ha una predizione del proprio destino. In genere appare una croce, una barca, un castello o un cerchio simboli rispettivamente di morte, viaggio, potere/ricchezza e matrimonio (il cerchio è l’anello). Una nota personale: quando lo feci io stesso quest’esperimento, da bambino, si formò un veliero così preciso nella sagoma che ne restai sbalordito. Così come la Sibilla, la giovane vergine che, ispirata dagli dei, rivelava il futuro, così dall’interpretazioni di quelle figure si traevano presagi e divinazioni per il futuro. Altre ipotesi facevano risalire l’origine del nome al termine Ancilla (serva in latino) o dalla contrazione del termine Zi(te)lla (non nel significato di nubile ma di fanciulla), ma in entrambi i casi appare molto più difficile una correlazione, se non per il comune genere femminile, con la figura della strega-Salomè. L’ultima spiegazione fornita dal Di Lello sembra, invece, molto più attraente e coinvolgente. Egli considera il passo della Bibbia in latino (la Vulgata) che riguarda l’episodio di Salomè. Questa, dopo aver ammaliato Erode con la sua danza riceve dal re l’offerta di chiedere qualunque cosa in cambio. Il brano in latino è «At illa, praemonita a matre sua: da mihi, inquit, hic in disco caput Joannis Baptistae», che tradotto in italiano è «Anzi ella, prevenuta da sua madre: dai a me – disse – qui nel vassoio, la testa di Giovanni Battista». Che tradotto a sua volta in dialetto – continua il Di Lello – diventa «Anz’illa, nzurfata d’a mamma soia…». Da lì ‘a ‘Nzilla.
Tutte ipotesi suggestive. Qualcuna di difficile correlazione, come Ancilla o Zitella, altre più plausibili o accettate come quella della Sibilla, altre ancora dotte e dilettevoli come la storpiatura da “At illa” a “Anz’illa”, storpiature frequenti, tra l’altro, nella ripetizione popolare di preghiere in latino.
Non potendovi essere certezza tutte le ipotesi sono da prendere in considerazione.
Devo osservare, però, che a me non risulta o almeno non ricordo (ma i miei sono ricordi di racconti familiari non già frutto di una qualche ricerca) di aver mai sentito di una tradizione secondo la quale a Cerreto, in contrada San Giovanni o altrove, vi sia mai stato un raduno di janare o di streghe (a differenza della vicina San Lupo, per esempio, dove è consolidata la tradizione che vuole che dal ponte, detto appunto delle janare, partissero le streghe per volare, a cavalcioni della scopa, alla volta del noce di Benevento) poiché ho sempre sentito parlare solo della ‘Nzilla, che per quanto detto viene considerata popolarmente anch’essa una strega. Tuttavia, proprio partendo da un’ulteriore ipotesi formulata dal Di Lello, e cioè la presunta derivazione della ‘Nzilla dal termine ‘nziria (che in napoletano significa capriccio, bizza) a simboleggiare il capriccio di Salomè nel pretendere la testa del Battista, mi viene da suggerire un’ultima congettura. Cioè la derivazione da un verbo, che a quanto pare non ha riscontro negli altri dialetti della zona, che in cerretese ha proprio il significato di istigare, fomentare, insinuare: nz(i)llà.
Dunque inzillare in cerretese significa istigare, insinuare. Salomè è colei che, fomentata dalla madre, istiga Erode a tagliare la testa al Battista. Colei che ‘nzilla diventa la ‘Nzilla per antonomasia. Il termine nel dialetto cerretese potrebbe essere arrivato dal verbo insinuare (secondo la proposta del noto linguista Silvio Falato nonostante le sue riserve sulle origini dotte del termine) che diventa, nella forma iterativa o continuativa, insimillare da cui lo ‘nzillare dialettale e quindi ‘Nzilla. In verità potrebbe essere, però, vero anche il contrario cioè che il verbo ‘nzillare sia, come dire, secondario e derivi esso stesso dalla mitica figura della tradizione cerretese.
Un’ultimissima nota: Nzilla in siciliano è l’equivalente di donna scema, civettuola. A margine della leggenda della ‘Nzilla è interessante ricordare che quella fatidica notte è il preciso momento in cui bisogna preparare il nocillo. E’ ragionevole pensare che le noci necessarie allo squisito liquore vadano raccolte in quella data perché è il periodo in cui la loro maturazione consente di ottenere il migliore prodotto. Ma, sicuramente, la tradizione si lega anch’essa in qualche modo ad influssi magici e alle streghe/janare perché il collegamento delle noci/nocillo con il noce del Sabba di Benevento, dove le streghe si riunivano per i loro riti magici e per l’incontro con il Diavolo, è immediato.
Il tutto va inserito nell’aura di suggestione e mistero che circonda la notte di San Giovanni, la notte più magica dell’anno, sin dall’antichità, sin della trasformazione in festa religiosa della festa pagana della Fors (fortuna) rievocativa del solstizio d’estate e legata al culto del Sole.
Resta solo da stabilire in che epoca si sia insediato questo mito a Cerreto, anche se questa credenza, nelle varie versioni di Salomè che danza, da sola o in compagnia della madre Erodiade, su una trave di fuoco in cielo o sull’acqua, è diffusa in tutta Italia. Basta farsi un giro sul web per averne contezza.
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Dal libro: «Guida alla Valle Telesina e al Sannio» Ed. FioridiZucca, 2019
Archeologa classica. Lavora presso l’Università del Salento.
Antonella Selvaggio
Architetto, libero professionista. Si occupa di progettazione architettonica, interior design e aspetti legati all’architettura del paesaggio. Dal 2021 è Consigliere dell’ordine degli Architetti della Provincia di Benevento. Ha partecipato a Mostre sul restauro architettonico e a numerose iniziative riguardanti la promozione territoriale.
Vive a Morcone. Presidente Italia Nostra Matese Alto Tammaro.
Dottore di ricerca in Ingegneria Elettronica ed informatica presso l’Università degli Studi di Napoli. Ha Svolto attività didattica presso l’Università Federico II. Vive a Telese.
Laurea in giurisprudenza presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. Dirigente amministrativa presso l’Università del Molise.



Andrea Ciervo nato a Caserta il 12.10.1975. Presbitero dal 24 novembre 2012 già Laureato in Giurisprudenza alla Federico II, con una tesi di Diritto Ecclesiastico sui Risvolti dei Patti Lateranensi col prof. Mario Tedeschi…tirocinante poi presso Studio Notaro in via Mezzocannone di Napoli…consegue il Baccalaureato presso l’Aloysianum di Padova nel 2007 con una tesi sulla Religione in Immanuel Kant col prof. Secondo Bongiovanni. Si Laurea in Sacra Teologia presso la Facoltà Teologica dell’ Italia Meridionale sezione san Tommaso nel 2012 sempre “Summa cum laude”
Presidente dell’Associazione culturale “La Biblioteca del Sannio”, dottore di ricerca presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” con una tesi sulla metadatazione della cartografia storica. Giornalista e direttore di Canale Sassuolo. Già docente a contratto di Lingua e Cultura Spagnola e Global History, presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo vanvitelliano, è attualmente tutor di Storia Contemporanea e Storia dei Partiti e Movimenti politici.






Farmacista. Dopo la laurea ha conseguito un master biennale e un corso di perfezionamento, approfondendo le conoscenze in ambito fitoterapico, micoterapico e nutraceutico, con la pubblicazione del lavoro di tesi sulla rivista di divulgazione scientifica di medicina naturale ‘Scienza Natura’ del Prof. Ivo Bianchi. Attivo nel sociale, è membro del Rotary Club Valle Telesina ed è amante dello sport e della natura. Innamorato del proprio territorio, ha iniziato a coltivare l’interesse per la storia locale.
Nato a Ponte, dove risiede. Dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato. Cultore di storia locale con particolare attenzione al periodo medievale. Ha pubblicato “Ponte tra Cronaca e Storia”, “Domenico Ocone, quarant’anni di storia pontese…”, “Le Vie di Ponte tra Storia e Leggenda”. Collabora con varie associazioni culturali.
Nato a Telese Terme ma originario di Amorosi è stato allievo del filosofo Massimo Achille Bonfantini. Laureato in Semiotica e Filosofia del Linguaggio presso l’Università l’Orientale di Napoli. Dedica le sue ricerche prevalentemente allo studio della filosofia e della psicologia dell’inconscio, come dei nuovi percorsi conoscitivi applicati alle neuroscienze. Ha pubblicato Cento petali e una rosa. Semiosi di un romanzo storico (Natan, 2016), Filosofia hegeliana e religione. Osservazioni su Sebastiano Maturi (Natan, 2017) e, recentemente, il saggio dal titolo: Nel gioco di un’incerta reciprocità: Gregory Bateson e la teoria del “doppio legame” (Ediz. Del Faro, 2020).
Musicista. Maestro di clarinetto ed orchestrale. Studioso di storia della filosofia e del ‘700 napoletano. Esperto simbolista e autore di testi esoterico/filosofici.
Nato a Napoli e residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale all’Università di Modena è stato aiuto chirurgo presso l’ospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente è pensionato. Dal 1° giugno 1978 è socio corrispondente dell’Associazione Culturale Italo Ispanica “C. Colombo – Madrid”. Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche. Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dell’Associazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio è stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.
Originario di Castelvenere. Già dipendente del Miur ora in pensione. Appassionato di Storia locale ed animatore di gruppi per la diffusione della lingua e delle tradizioni di Castelvenere.
Esperta di Comunicazione Istituzionale; in particolar modo di Social Media Policy e e di politiche agroalimentari legate all’economia di piccola scala per Slow Food, in Campania e Basilicata. Suoi contributi in ambito associativo sono legati a tradizioni e culture della terra e del territorio. Ha effettuato training in storiografia in Francia.
Dottore in Archeologia e Scienze Storiche, ha svolto diverse campagne di scavo alla necropoli del Cigno a Macchia Valfortore (CB), con l’Università degli studi di Napoli Federico II e alla necropoli di Crocifisso del tufo a Orvieto (TR), con il Parco Archeologico Ambientale dell’Orvietano e l’ Università dell’Arizona. È attuale vice Presidente della Pro Loco di Sant’Agata dei Goti (BN) dove svolge anche la funzione di OLP per il Servizio Civile Universale. È giornalista tirocinante presso la testata QuasiMezzogiorno. Sì è occupato di alcuni ambiti di archeologia della produzione del Sannio caudino. Attualmente s’interessa alle istituzioni sociali e militari del Medioevo. È vice Presidente dell’Istituto Storico Sannio Telesino.
Cultore di storia locale e delle tradizioni del suo paese. Autore del saggio “Notizie storiche ed urbanistiche di Cerreto antica” in cui ha ricostruito l’antico borgo distrutto dal terremoto del 1688.
Dottore in Legge ed autore di ricerche di Storia Locale. Ha partecipato al progetto “Un museo a colori” avente il fine di far conoscere il museo di arte ceramica di Cerreto Sannita. Le mansioni svolte sono state quelle di guida museale e bibliotecaria, e redazione di progetti e lavori di gruppo con gli altri volontari. Ha scritto un saggio nella Antologia dedicata al bicentenario della nascita di Michele Ungaro, edita dalla Società di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita.
Già sindaco di Caiazzo, dopo aver conseguito la maturità scientifica, rivolge il suo impegno politico alle battaglie del Partito Radicale, soprattutto nel campo della tutela dell’ambiente e in quello per una giustizia giusta. Nel 1980 viene eletto consigliere comunale a Caiazzo, città in cui vive, in rappresentanza della “nuova sinistra”. Nel 1982 aderisce alla Lega per l’Ambiente, promuovendo diverse iniziative per la tutela del fiume Volturno e per il recupero del patrimonio edilizio del centro storico di Caiazzo. Tra il 1987 e il 1994 è Presidente dell’Associazione Storica del Caiatino. Nel 1994 viene eletto sindaco di Caiazzo con la lista civica “Rinascita Caiatina”. Rieletto nel 1998, si adopera per una crescita socio-economica della città; realizza un programma pluriennale, che viene selezionato anche da “Sviluppo Italia” SpA per la costituzione di un Laboratorio di sperimentazione per lo sviluppo locale. Presidente dell’Associazione “Città Paesaggio” dal 2003, è coordinatore del progetto “Per una Carta dei paesaggi dell’olio e dell’olivo”, realizzato d’intesa con l’Associazione nazionale “Città dell’Olio”. Nel 2007 aderisce a Slow Food, dedicandosi soprattutto alla salvaguardia delle piccole produzioni agricole. Ha pubblicato con le Edizioni 2000diciassette: La Memoria e L’Oblio, un saggio sull’eccidio di Caiazzo durante l’ultimo conflitto mondiale.
Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza Cultore di Storia Locale ha scritto il saggio: Telesia 1349 Peste e Terremoto edizioni duemiladicessette, 2016, Cartoline da Telese ed. Unione Filatelica Beneventana, 2009; Castelvenere Valdese insieme a P. Carlo Ed. Realtà Sannita, 2016; Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita insieme a F. Pace, edito dall’ASMV nel 2019. Ha scritto nell’Antologia sulla vita di Michele Ungaro edito dalla Società di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita nel 2019.ha in corso di pubblicazione un libro di poesie. Dirige la collana di poesie della Casa Editrice FioriDiZucca. Presidente pro-tempore dell’Istituto Storico del Sannio Telesino. Premio Upupa 2017 e 2019 per gli studi di storia locale.
Insegnante, vive a Caiazzo. È Presidente del’Associazione Storica del Caiatino.
Maestro elementare, appassionato studioso e cultore di Storia Locale.
Biologo residente a Telese Terme. Cultore di storia locale con particolare riferimento alla storia del periodo sannitico. È autore del saggio “La Leonessa e il fenomeno luminoso nella grotta di Sant’Angelo” edito da Fioridizucca nel 2022.
Sannita di origini e toscano d’adozione. Medico anestesista, ha coltivato con interesse e particolarmente studiato la “Terapia del dolore”. Di tale disciplina è stato per lunghi anni docente all’Università di Siena. Ha avuto anche esperienze di insegnamento all’estero (Bobigny Paris nord, Accademia Russa delle Scienze mediche, Accademia Lettone di Scienze odontoiatriche). Ufficiale medico dell’Esercito italiano, è appassionato di esoterismo, di cultura e tradizioni popolari. E’ autore di saggistica. Ha recentemente pubblicato saggio su “Massoneria, relazioni umane e comunicazione tecnologica” edito da Fioridizucca edizioni.
Giornalista professionista. Scrittore di romanzi e direttore di diverse testate radio televisive. Fondatore del sito: Neifatti.it
Medico specialista in oncologia e cure palliative è autore principalmente di pubblicazioni scientifiche di settore in lingua inglese ed italiana. È stato inoltre relatore
Laurea magistrale in Lettere. Docente a Prato. Ha approfondito gli eventi storici che portarono alla “Marcia della fame” del 1957 nei comuni del Valfortore sannita. Ha scritto il “Catasto Onciario della Terra di San Salvatore”.
Medico e scrittore. Ha all’attivo numerose collaborazioni con riviste di carattere storico. Ha pubblicato una Vita di San Leucio, il libro: “Da Casale a Comune” e la Storia della Parrocchiale Santa Maria Assunta di San Salvatore Telesino. Ha partecipato all’Antologia “Dieci Medici Raccontano”, che ha ottenuto il “Premio Rufolo 2019”. Premio Olmo 2009 per il romanzo storico «L’ultima notte di Bedò», è anche autore di alcuni saggi sulla Storia della Medicina tra cui uno studio sulla Depressione dal titolo «Il potere misterioso della bile nera, breve storia della depressione da Ippocrate a Charlie Brown». Nel 2024 ha pubblicato “Fu la peste” e “Islam a Telesia” per ABE Editore Napoli. Fondatore e Direttore Editoriale della Casa Editrice Fioridizucca.
Studioso della storia del Risorgimento e cultore del periodo Borbonico, ha recentemente collaborato con un suo scritto all’antologia biografica dedicata a Michele Ungaro. Ha in corso un saggio su Sanchez De Luna, un Vescovo del ‘700.

Scrittore, poeta e divulgatore culturale. Medico di continuità assistenziale. Autore di diversi saggi storici e racconti. Ha partecipato all’antologia “Dieci Medici Raccontano”. Fondatore del Premio Nazionale Olmo che tutti gli anni si svolge in Raviscanina (Ce).
Dottore in Lettere. all’Università di Salerno, indirizzo “storico medievale”. Si è poi laureata in Scienze della Formazione primaria all’Ateneo di Campobasso. Studiosa della storia della sua città. Lettrice instancabile di autori italiani e stranieri, si occupa della formazione di piccoli lettori e poeti. È insegnante nella Scuola Primaria da quindici anni. Ha sperimentato innovative metodologie di approccio alla lettura utilizzando le nuove tecnologie che hanno portato alla pubblicazione di una ricerca dal titolo: TIC e DSA. Riflessioni ed esperienze sulle nuove frontiere della pedagogia speciale, Ed. EriksonLive. La storia locale e la ricerca accurata le ha permesso di pubblicare anche un Saggio in storia medievale sull’assetto urbano e riorganizzazione del territorio della Benevento nei sec. XI e XII. Animatore culturale, scrive poesie per fermare in foto-scritte, attimi di vita.
Medico di Emergenza territoriale residente in Puglianello. Ha collaborato all’opera Dieci Medici Raccontano.
Lorenzo Piombo, medico psichiatra, dirigente del Dipartimento Salute Mentale della ASL di Benevento. Ricercatore e studioso di storia. Vive e opera a Morcone.
Avvocato. Patrocinante in Cassazione. Scrittore di Storia Locale. Opera a Guardia Sanframondi.
Promotore culturale dell’area di Faicchio. Dopo aver conseguito la maturità classica si è laureato in Economia. È dirigente d’impresa a Milano nel settore delle borse valori e mercati finanziari. Ha scritto diversi articoli sulla stampa finanziaria nazionale, tra cui il Sole 24 Ore ed Investire. È appassionato di cultura locale, ha vinto il premio Prosa IX Premio letterario dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Titolare delle strutture ricettive “Magie del Sannio” ha dato vita anche al “Piccolo Museo privato di Faicchio Magie del Sannio”.
Dottore in Storia. Autore di un saggio storico, conseguente a ricerca d’archivio, sul suo Comune dal titolo: Faicchio 1920 – 1946 dall’avvento del Fascismo alla nascita della Repubblica, 2016.
Medico ed esperto di storia della gastronomia.
Architetto e docente. Appassionato cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, città in cui vive. Ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti. Collabora con il Blog dell’Istituto Storico del Sannio di cui è socio fondatore. È autore del saggio “Cominium Ocritum e le forche caudine: una storia
Studioso del ‘700 napoletano e dell’epopea di Federico II ha approfondito in modo particolare le influenza arabe sull’architettura napoletana. Studioso di suffisso e di religioni orientali.
Medico del Lavoro. Regista teatrale. Giornalista pubblicista. Fondatore di “Byblos”, la biblioteca del Sannio. Scrittore e divulgatore della storia e dei personaggi del Sannio, ha pubblicato “A tavola nel Sannio”, una guida ai ristoranti della provincia di Benevento; “Dietro la Leggenda” (2016), una raccolta di racconti ispirati a fiabe e a leggende del Sannio. Nel 2017 ha pubblicato “Samnes”, un romanzo storico sull’epopea sannita. Ha curato la trascrizione del manoscritto e la stampa dei tre volumi delle “Memorie storiche di Cerreto Sannita per Arcidiacono Nicola Rotondi”. Nel 2019 ha pubblicato “Guida alla Valle Telesina e al Sannio”. Ha pubblicato “Il delitto del pozzo dei pazzi”, un medical-thriller ambientato nel primo ‘900 nell’ospedale degli Incurabili di Napoli. È autore della “Storia di Cerreto dalla preistoria alla seconda guerra mondiale (2022) e di “Fiabe e Favole in cerretese”, edito da Fioridizucca. (2023).
È nato e vive a Castelvenere. Già docente di materie letterarie nella scuola statale, ha pubblicato diverse raccolte di liriche, pagine di ricerca letteraria, studi relativi alla cultura popolare. È presente in antologie, dizionari bio-bibliografici e testi scolastici. Appassionato si storia e di tradizioni locali, è membro di associazioni culturali nazionali. I suoi versi hanno ricevuto giudizi positivi da parte della critica e in concorsi letterari si è classificato ai primi posti.
Giornalista Pubblicista. Esperto di Enologia, collabora a diversi siti web del settore. Collaboratore del blog lucianopignataro.it è responsabile dell’Ufficio Stampa del Sannio Consorzio Tutela Vini. 
Infaticabile animatore culturale dell’area del Caiatino e del Casertano. Allievo del prof. Galasso. Fondatore di Gruppi culturali dediti alla divulgazione della storia del Territorio, attualmente responsabile di Procedimento Unità Operativa Biblioteca civica e Archivio Storico del Comune di Caiazzo.