
Monsignor Modesto Gavazzi (1) nacque a Ferrara in un anno tra il 1555 e il 1558. Entrรฒ tra i Minori Conventuali e, in seguito, fu maestro di teologia nel suo ordine. Come ci ricorda lo storiografo modenese Giovanni Franchini (2), monsignor Gavazzi fu un predicatore rinomato e nella chiesa dei Santi Apostoli in Roma tenne le omelie per il quaresimale del 1591. Dal padre Filippo Gesualdi (3), ministro generale dei Minori Conventuali, fu chiamato a servire il proprio ordine nel capitolo plenario che si tenne nel 1596 a Viterbo; cittร in cui predicรฒ, in quel torno di tempo, per ventidue volte nella basilica di San Francesco alla Rocca, e una volta sola, nel duomo, in occasione della ricorrenza della Santissima Trinitร . E ancora, nella cattedrale viterbese, nel 1656, monsignor Gavazzi declamรฒ eccelsi panegirici nonostante avesse come temibile concorrente padre Alessandro Ferrini da Firenze, francescano celebre per la melliflua facondia. Monsignor Gavazzi era, nel 1596, il reggente dello studio di Ferrara, luogo in cui momentaneamente viveva anche padre Cassandri da Castelfidardo (4), ottimo teologo e fine studioso di retorica sacra. Dopo una breve pausa, nel 1598 lo ritroviamo di nuovo al vertice dello studio teologico ferrarese. Divenuto famoso per lโavvincente retorica, suscitรฒ finanche lโinteresse di papa Clemente VIII. Narra, a tal proposito, Giovanni Franchini che quando monsignor Gavazzi presiedeva lo studio ferrarese, capitato in Ferrara il Sommo Pontefice Clemente VIII che, per incendio notturno, partรฌ dal castello estense e si ricoverรฒ nel nostro convento di San Francesco, dove celebrรฒ la mattina seguente, ebbe il Gavazzi occasione di meglio essere conosciuto dal Pontefice, cui giร era pervenuta notizia di questo letterato, e volendo decorar la cittร di qualche onore ecclesiastico il Pontefice nominรฒ il prelato alla guida della Chiesa dโAlife. Pertanto monsignor Gavazzi (5) fu nominato vescovo di Alife il 7 agosto 1598.
Dante Marrocco, raccogliendo informazioni a suo tempo annotate da Gianfrancesco Trutta (6), ci dice che monsignor Gavazzi fu protagonista in un violento scontro di competenze col clero piedimontese. Il 26 febbraio 1600, la Collegiata di Santa Maria Maggiore presentรฒ un ricorso alla Congregazione dei Vescovi e Regolari, poichรฉ monsignor Gavazzi voleva che la cura delle anime fosse esercitata dal solo arciprete della chiesa e non dallโintero capitolo. Purtroppo, il 21 febbraio 1601, la Congregazione diede torto al presule. Ciononostante la divergenza col clero durรฒ a lungo e, contrariato dallโesito del ricorso, monsignor Gavazzi creรฒ una nuova parrocchia indipendente nel villaggio di San Potito, il 14 aprile 1601, a scapito della Collegiata di Santa Maria Maggiore. Pochi anni dopo, e precisamente nellโagosto 1608, il vescovo morรฌ. Tre relazioni, dal 1600 al 1607 Nel primo resoconto si descrive, con dovizia di particolari, lโapparizione della Madonna nella campagna alifana. Il fatto esercitรฒ unโenorme attrattiva sui fedeli, che accorrevano da ogni dove e profondevano oblazioni per la costruzione di una chiesa in onore di Santa Maria Vergine, a testimonianza della devozione mariana. Purtroppo, gettate le fondamenta, la cappella rimase incompiuta, nonostante il signore della cittร di Alife (7) custodisse trecento ducati offerti appositamente per la costruzione. Apprendiamo inoltre, e con sorpresa, che la chiesa di Santa Maria della Grazia (8), sempre in Alife, ma fuori le mura, era sostenuta da colonne di marmo e bellissima, ma lasciata cosรฌ in abbandono tanto da essere conosciuta come lโabitazione dei villani. A Piedimonte invece lo snaturato amministratore del convento benedettino, un certo Simone De Rede, da povero che era divenne ricco, non essendosi mai interessato, in trentotto anni di lavoro, della sorte delle sprovvedute monache, che da sempre vivevano in condizioni precarie. 1600 Diocesi alifana. Il vescovo alifano, per il sesto triennio, visitรฒ le soglie degli Apostoli, esibendo la relazione sullo stato della Chiesa. La cattedrale, per la vetustร , ha bisogno di riparazioni, e solo in essa si conservano tutti i Sacramenti; sebbene siano esistite in Alife molte altre chiese parrocchiali, tuttavia ora ne restano in piedi solo le vestigia. Nella cattedrale cโerano otto canonici, un archidiacono e un primicerio (9), che durante la settimana celebravano soltanto la messa, non ottemperando alle ore canoniche. Cosรฌ il vescovo, nella visita pastorale, con il consenso del capitolo, ha estinto quattro canonicati, che erano vuoti, e ha conferito i loro redditi alle distribuzioni quotidiane, che erano quasi nulle, in modo che fossero esauditi gli uffici divini. Nellโagro alifano, qualche anno fa, lโimmagine di Santa Maria Vergine risplendeva in molti miracoli. Perciรฒ una grandissima quantitร di gente vi confluiva da ogni dove e le oblazioni divennero tanto copiose che gli uomini dellโUniversitร (10) di Alife ottennero dalla Chiesa la gestione delle offerte a queste condizioni: che costruissero una cappella a proprie spese e rendessero conto della sua amministrazione al vescovo. In veritร , gettate le fondamenta e alzati i muri, la chiesa rimase incompiuta. Trecento ducati delle oblazioni, dunque, sono presso il valido signore della cittร di Alife (11). Sempre nellโagro alifano esistono altre due chiese della Congregazione dei Celestini: lโuna di Santa Maria delle Vergini, ornata con belle pitture ma senza porte e quasi del tutto distrutta, lโaltra di Santa Maria della Grazia, ampia, sostenuta da colonne di marmo e di nobile costruzione ma lasciata cosรฌ in abbandono, tanto che tutti la conoscono come lโabitazione dei villani. In Alife cโรจ pure un insigne monastero, in cui molti Frati Minori osservanti una volta vivevano insieme e avevano una loro chiesa. Ora in quel luogo abita soltanto un monaco dei Celestini, che prende tutti i redditi della chiesa, oltre diciotto ducati lโanno, e li rende ai suoi superiori. Nessuno pensa alla riparazione della chiesa o del monastero, che tra breve andranno in rovina. Nella Collegiata di Santa Maria Maggiore, della terra di Piedimonte, il capitolo รจ quasi al completo e la cura delle anime รจ esercitata dai canonici tutte le settimane. Il vescovo inoltre nella visita generale ha stabilito che la cura delle anime ricada principalmente sullโarchipresbitero (12) di quel capitolo e che i suoi coadiutori siano canonici ritenuti idonei, poichรฉ, per antica corruttela, quei canonicati non ottennero curati dalla Sede Apostolica, sebbene i presbiteri si dichiarassero crucciati da quel decreto e ricorressero alla Sacra Congregazione dei Vescovi, che finora non ha emesso alcuna disposizione. Gli stessi canonici di quella chiesa sono impegnati soltanto nella celebrazione delle messe giornaliere, ma non adempiono le ore canoniche, sebbene il loro reddito sia di cinquanta ducati annui; per la qual cosa il vescovo cerca di porre rimedio. Nelle collegiate dellโAnnunziata e della Santa Croce, della stessa terra di Piedimonte, in cui si assolve la cura delle anime, il capitolo รจ quasi al completo. Il vescovo inoltre durante la visita ha ordinato che entro un tempo definito detti capitoli presentino un sacerdote idoneo, proveniente o meno dai medesimi capitoli, cui sia affidata la cura delle anime. Le monache di San Benedetto, della stessa terra di Piedimonte, che sono dodici, ignorano completamente la loro regola e sono prive di tutte le cose necessarie al sostentamento; la maggior parte dei campi, che loro spettano, รจ occupata da diverse persone, cosicchรฉ i redditi delle monache, rimasti nella disponibilitร del monastero, sono oltremodo tenui; e i loro terreni sono affidati in enfiteusi, sebbene nessuna cosa sia stata decretata da un mandato apostolico. Sebbene il vescovo, nella visita pastorale, avesse emanato un ed to che stabiliva la decadenza di quellโamministrazione monastica, in modo che le monache rivelassero ciรฒ che di proprietร del monastero era stato affidato in enfiteusi e si comportassero diversamente, soltanto le cose giร note furono rivelate e, per giunta, dei beni conventuali non rimane nemmeno un inventario. Un certo Simone De Rede, che รจ morto improvvisamente lโanno scorso, amministrรฒ come procuratore il patrimonio di quel monastero per trentotto anni, nรฉ mai diede conto della sua attivitร ; spesso invitato dalle monache a fare lโinventario dei beni, non volle mai redigerlo; era povero prima dellโamministrazione, dopo la morte, invece, lasciรฒ molti beni ai suoi eredi. Il vescovo chiede che qualcuno tra gli eredi dellโex amministratore sia costretto a rendere conto della sua gestione patrimoniale. Il monastero รจ angustissimo: le celle sono fatte di tavole di legno, non ha un refettorio, nรฉ stanze separate per le novizie e infine manca di tutte le cose necessarie. Se non fosse per un congruo aiuto offerto dallโUniversitร di Piedimonte per la ricostruzione di quel convento, il vescovo potrebbe pensare di sopprimerlo. Nella chiesa di Prata si conservano tutti i Sacramenti che dai presbiteri sono amministrati ogni settimana. Tuttavia il vescovo, nella visita, ha ordinato che entro un tempo ben definito sia presentato un sacerdote idoneo, cui affidare la cura delle anime. Nella terra di SantโAngelo esistono cinque chiese parrocchiali: la prima รจ Santa Maria della Valle, con la cura delle anime esercitata da un archipresbitero, la seconda รจ San Bartolomeo, quasi distrutta per la vetustร , la terza รจ San Nicola, distante non poco dal centro abitato di quella terra. Non si conserva nessun Sacramento in queste ultime due chiese, ma i loro parroci sono stati assunti da Santa Maria della Valle, per il bene di tutti i parrocchiani. Queste due chiese, ormai quasi distrutte dallโobsolescenza, non possono essere riparate per mancanza di fondi, cosรฌ che il vescovo, nella visita pastorale, ha deciso di unirle alla chiesa madre di Santa Maria della Valle, dove si possono celebrare le messe e adempiere gli uffici divini. Il vescovo tuttavia aspetta il mandato della Sacra Congregazione del Concilio. Delle restanti due chiese una รจ sotto lโinvocazione della Santa Croce (13), lโaltra di San Felice, quasi distrutta dalla vecchiaia, tanto che il parroco della prima ha preso i Sacramenti per i suoi parrocchiani. Fratello Modesto, vescovo alifano.ย

1604
La seconda relazione (14) di monsignor Modesto Gavazzi, presentata in Roma il 20 febbraio 1604, si rifร completamente alla prima, quella del 1600, e non aggiunge nulla di nuovo.
1607
La prossima relazione si limita a presentare un semplice fatto di cronaca che si trasforma in un lungo e ingarbugliato conflitto giurisdizionale. La baruffa tra un chierico e un laico, avvenuta a Piedimonte nella piazza di San Domenico, si estende per cerchi concentrici e coinvolge personaggi eminentemente influenti: il vescovo di Alife, il duca di Piedimonte, il governatore regio, il giudice ecclesiastico, fino ad arrivare addirittura a Napoli, dove finalmente รจ risolta dal vicerรฉ, Juan Alonso Pimentel de Herrera (15), che la dirime con saggezza, tenendo conto degli equilibri esistenti, in modo che il potere feudale non invada protervamente il raggio dโazione della Chiesa. Oltre allโaspetto giudiziario di un pervicace scontro tra poteri (messo in evidenza, con numerosi esempi, da Pietro Giannone nellโIstoria civile del Regno di Napoli) comune a tante altre realtร locali, emerge dal resoconto episcopale anche un piccolo contributo per la storiografia piedimontese: veniamo a sapere che in palazzo ducale cโera un carcere feudale, chiamato La Pomposa, sul cui etimo si possono avanzare infinite speculazioni
La relazione sulla diocesi alifana, per il settimo triennio, รจ stata esibita dal Reverendissimo Signor Vescovo il giorno 5 giugno 1607. Illustrissimi e Reverendissimi Signori Cardinali della Congregazione del Sacro Concilio Tridentino (16). Fratello Modesto, vescovo alifano per grazia di Dio e della Sede Apostolica, in questo settimo triennio, in cui personalmente ha visitato le soglie dei Santi Apostoli, nullโaltro ha da esporre alla Sacra Congregazione se non un solo fatto che ha ritenuto degno di raccontare alle Vostre Signorie Illustrissime in modo che appaia evidente a quante inquietudini sia sottoposto il vescovo nellโatto di difendere la giurisdizione ecclesiastica. Sappiano dunque che in questo corrente anno 1607, nel mese di febbraio, il chierico Angelo Cini, nipote del mio predecessore Enrico Cini, mentre stava nella grande piazza di San Domenico, in terra di Piedimonte, con parole contumeliose fu provocato a rissa da un certo Girolamo DโAmico. Il chierico Cini senza indugio, volendosi difendere, rispose oltraggiosamente al DโAmico e mentre i due stavano per arrivare alle mani, improvvisamente apparvero cinque guardie armate del duca Gaetani (17), valido signore di questa terra, che catturarono il reverendo nonostante fosse in abito talare e avesse la tonsura. Il chierico Cini (18) voleva essere trasferito davanti al proprio giudice, ma le guardie lo portarono al carcere privato, chiamato La Pomposa, in palazzo ducale, a Piedimonte. Il vescovo, saputo ciรฒ, con una missiva scritta dal prete don Giacomo Petrucci, pretese che il chierico Cini fosse consegnato alla curia episcopale e scomunicรฒ le cinque guardie ducali per lโindebito arresto. Intervenne pure il regio governatore di Piedimonte (19) che rimise il chierico Cini al giudice ecclesiastico competente, insieme a tutti gli atti. I funzionari feudali, uomini del duca Gaetani, reclamarono contro questa decisione e si appellarono al Tribunale della Vicaria (20), in Napoli, esigendo che il Governatore fosse subito punito per aver liberato il chierico Cini e, davanti alla corte, tirarono fuori pure una lettera contro il vescovo. Si costituรฌ in giudizio, in opposizione alla deliberazione del governatore, anche il duca Gaetani in persona, il quale, con tutte le sue forze, voleva che il chierico Cini fosse di nuovo mandato in carcere. Il chierico Cini, sentendosi sotto pressione pur senza aver commesso alcun misfatto, non era libero di muoversi e temeva per la propria salute. Tuttavia il chierico Cini e il governatore non furono puniti, anzi conobbe lโincresciosa storia anche lโillustrissimo ed eccellentissimo signor Vicerรฉ, in Napoli, che convenne sulla non liceitร dellโarresto del primo e sulla non punibilitร del secondo. Dal canto suo il vescovo, per una pacifica convivenza, promise al duca Gaetani che avrebbe implorato, presso il Santo Padre (21), la remissione della scomunica per le cinque predette guardie. Per le altre cose, rimando alla precedente relazione. Fratello Modesto, vescovo.
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Bibliografia
- Dante Marrocco, Il vescovato alifano nel Medio Volturno, Piedimonte Matese ASMV, 1979, p. 36-39. Cfr. Patrick Gauchat, Hierarchia catholica Medii aevi: A pontificatu Clementis VIII (1592) usque ad pontificatum Alexandri VII (1667), Ed. Monasterii Regensberg, 1935, volume 4, p. 78. Monsignor Gavazzi fu autore di alcune pubblicazioni di carattere teologico. Cfr. a) Modesto Gavazzi, Opuscula theologica patris magistri Modestii Gauatii Ferrariens, Totius Ord. Minor. … procuratoris generalis โฆ Romรฆ typis Ludouici Grignani, 1650. b) Modesto Gavazzi, De macula peccati permanentis personalis, et originalis geminata disputatio theologica auctore fratre Modesto Gauatio โฆ Bononiรฆ typis Baptistรฆ Ferronij, 1642. c) Modesto Gavazzi e Ioannes Duns Scotus, De venerabili Eucharistiรฆ sacramento ac sacrosanctรฆ missรฆ sacrificio disputationes theologicรฆ ad mentem Ioannis Duns Scoti authore f. Modesto Gauatio ferrariensi โฆ Romรฆ typis HH. Corbelletti, 1656.
- Giovanni Franchini, Bibliosofia, e memorie letterarie di scrittori francescani conuentuali ch’hanno scritto dopo l’anno 1585 raccolte da f. Gioanni Franchini da’ Modena dello stess’ordine โฆ In Modena per gli eredi Soliani stampatori duc., 1693, p. 503-504.
- Gesualdi Filippo, in Dizionario Biografico degli Italiani โ Treccani, volume 53 (2000), voce scritta da Dario Bussolini
- Credo che Giovanni Bianchini si riferisca a padre Agostino Cassandri da Castelfidardo, chiarissimo maestro di retorica sacra, eloquentissimo panegirista e prolifico scrittore. Cfr. Filippo Vecchietti e Tommaso Moro, Biblioteca picena o sia notizie istoriche delle opere e degli scrittori piceni. Tomo primo [-quinto] โฆ Osimo presso Domenicantonio Quercetti stamp. vescv. e pubb., 1790, p. 92-93. Cfr. pure il Dizionario Biografico degli Italiani โ Treccani (volume 45, edito nel 1995) alla voce Fausti, Bonifazio, detto il Montolmo, scritta da Rosario Contarino, da cui apprendiamo che il Montolmo approfondรฌ le nozioni di oratoria sacra a Castelfidardo presso Agostino Cassandri (che era Padre nellโOrdine dei Frati Minori).
- Michele Mancino riporta che: Al Vescovo di Alife, che in quegli anni era il minore conventuale Modesto Gavazzi, theologiae magister, richiesto dai governatori dellโAnnunziata [in Napoli] per un ciclo di prediche, il vicario generale รจ invitato a fare ogni onore e cortesia, quando si presenterร per il permesso. Cfr. Michele Mancino, Licentia confitendi: selezione e controllo dei confessori a Napoli in etร moderna, Roma Edizioni di storia e letteratura, 2000, p. 133. Ciรฒ dimostra che la fama di predicatore di monsignor Gavazzi era diffusa sullโintero territorio nazionale.
- Gianfrancesco Trutta (Piedimonte Matese, 1699-1786) fu arciprete (nella collegiata piedimontese di Santa Maria Maggiore), archeologo e storiografo erudito. Cfr. Dante Marrocco, Il vescovato alifano nel Medio Volturno, Piedimonte Matese ASMV, 1979, p. 253. Cfr. Gianfrancesco Trutta, Cronaca di quattro secoli. (Nella Guida Turistica di Piedimonte Matese, scritta da Iolanda DโAngelo e Fabio Brandi, Piedimonte Matese Effatร Societร Cooperativa, 2015, a pagina 124, si legge che Dante Marrocco ritrovรฒ tale opera [Cronaca di quattro secoli] in un volume manoscritto di Santa Maria Maggiore, come copia tarda, datata 1841, del canonico Don Giuseppe Sanillo). Lโapografo di don Giuseppe Sanillo (San Potito, 28 maggio 1768 โ San Potito, 21 luglio 1846), copiato in modo fededegno da Dante Marrocco, si puรฒ leggere online, nella trascrizione di Michele Giugliano (che, fondatamente, pone la data di redazione della Cronaca di Gianfrancesco Trutta al 1781 e ne ricostruisce la storia editoriale): http://asmvpiedimonte.altervista.org/Trutta/Trutta_cronaca_4_sec_.html.
- ร da ipotizzare, molto verosimilmente, che la chiesa stava per essere costruita in un luogo non distante dallโattuale cappella di Santa Maria delle Grazie (o della Grazia), lungo la strada che dal santuario porta a Piedimonte, dove si trova ancora una piccola cappella votiva, segno tangibile di unโantica venerazione mariana. Sul concetto di santitร nella Controriforma e in Etร Barocca, Cfr. Miguel Gotor, Chiesa e santitร nell’Italia moderna, Roma GLF, 2004. Per quanto riguarda il signore di Alife, detentore dei trecento ducati, monsignor Gavazzi si riferisce sicuramente a Fabio Barone. Cfr. Dante Marrocco, I governatori di Alife dal 1585 al 1687, Capua Edizioni Salvi, 1967, p. 7. Cfr. Giovanni Vincenzo Ciarlanti, Memorie istoriche del Sannio chiamato oggi Principato Ultra, contrada di Molisi, e parte di Terra di Lavoro, province del regno di Napoli, Campobasso Onofrio Nuzzi, 1823, volume V, in cui, a pagina 65, si legge che: il feudo di Alife fu venduto a Violante delle Castelle, per ducati 21500. Dopo la sua morte, nel 1584, ne fu investito il suo figliuolo, Fabio Barone, e poi Giulio [Barone], suo fratello, che lo vendรฉ a Don Francesco Gaetani, Duca di Laurenzana e Signore di Piedimonte.
- Lโattrazione che esercita il fascino delle rovine รจ descritta anche da Cristopher Woodward in un libro di cui raccomando caldamente la lettura, per conoscere, e scoprire, lโItalia comโera, da un punto di vista urbanistico e architettonico. Cfr. Christopher Woodward, Tra le rovine: un viaggio attraverso la storia, l’arte e la letteratura, Parma Ugo Guanda, 2008
- Il primicerio era lโecclesiastico che vigilava e presiedeva i suddiaconi e gli altri chierici minori nel servizio divino.
- Amministrazione municipale.
- Ci si riferisce o a Fabio o a Giulio Barone, feudatari di Alife, prima della famiglia Gaetani di Larenzana.
- Arciprete.
- Sulla chiesa parrocchiale della Santa Croce, in Raviscanina, si veda: Antonio Mario Napoletano, Ecclesia Sancti Angeli de Ravecanina: devozioni arte e documenti di Raviscanina e Sant’Angelo d’Alife, Piedimonte Matese Ikona, 2005.
- ASV, Congr. Concilio, Relat. Dioec. 32A, 21r.-22v.
- Juan Alonso Pimentel de Herrera fu Vicerรฉ di Napoli dal 6 aprile 1603 allโundici luglio 1610.
- Ho riassunto con scrupolo questa relazione per renderla fruibile al lettore
- Il duca Alfonso I Gaetani dโAragona fu Signore di Piedimonte dal 1606 al 1618. Cfr. Dante Marrocco, Piedimonte Matese: storia e attualitร , Piedimonte Matese, Edizioni ASMV, 1980, p. 77.
- Il chierico Don Angelo Cini, invocando il privilegium fori [privilegio del foro], pretendeva che la competenza penale e civile dellโaccaduto spettasse esclusivamente al tribunale ecclesiastico della propria diocesi. Cfr. Antonio Banfi, Habent illi iudices suos: studi sull’esclusivitร della giurisdizione ecclesiastica e sulle origini del privilegium fori in diritto romano e bizantino, Milano A. Giuffrรจ, 2005.
- Il governatore di Piedimonte, nel mese di febbraio 1607, era Maurizio Apicella. Cfr. Raffaello Marrocco, Memorie storiche di Piedimonte d’Alife, Piedimonte d’Alife La Bodoniana, 1926, p. 95.
- Il Tribunale, o Gran Corte, della Vicaria, in Napoli, istituito dal Re Carlo II dโAngiรฒ, era la prima magistratura dโappello di tutte le corti del Regno di Napoli per le cause criminali e civili. Cfr. Pietro Giannone, Istoria civile del Regno di Napoli, tomo IV, 1821, p. 279-282
- Papa Paolo V, nato Camillo Borghese (Roma, 17 settembre 1552 โ Roma, 28 gennaio 1621), รจ stato sovrano dello Stato Pontificio dal 1605 alla morte. Cfr. Ludwig Von Pastor, Storia dei Papi nel periodo della restaurazione cattolica e della Guerra dei Trent’anni: Leone XI e Paolo V (1605-1621), volume 12, Roma, Desclรจe, 1930, p. 737.
Archeologa classica. Lavora presso l’Universitร del Salento.
Antonella Selvaggio
Architetto, libero professionista. Si occupa di progettazione architettonica, interior design e aspetti legati all’architettura del paesaggio. Dal 2021 รจ Consigliere dell’ordine degli Architetti della Provincia di Benevento. Ha partecipato a Mostre sul restauro architettonico e a numerose iniziative riguardanti la promozione territoriale.
Vive a Morcone. Presidente Italia Nostra Matese Alto Tammaro.
Dottore di ricerca in Ingegneria Elettronica ed informatica presso l’Universitร degli Studi di Napoli. Ha Svolto attivitร didattica presso l’Universitร Federico II. Vive a Telese.
Laurea in giurisprudenza presso l’Universitร degli Studi “La Sapienza” di Roma. Dirigente amministrativa presso l’Universitร del Molise.



Andrea Ciervo nato a Caserta il 12.10.1975. Presbitero dal 24 novembre 2012 giร Laureato in Giurisprudenza alla Federico II, con una tesi di Diritto Ecclesiastico sui Risvolti dei Patti Lateranensi col prof. Mario Tedeschi…tirocinante poi presso Studio Notaro in via Mezzocannone di Napoli…consegue il Baccalaureato presso l’Aloysianum di Padova nel 2007 con una tesi sulla Religione in Immanuel Kant col prof. Secondo Bongiovanni. Si Laurea in Sacra Teologia presso la Facoltร Teologica dell’ Italia Meridionale sezione san Tommaso nel 2012 sempre “Summa cum laude”
Presidente dellโAssociazione culturale โLa Biblioteca del Sannioโ, dottore di ricerca presso lโUniversitร degli Studi della Campania โLuigi Vanvitelliโ con una tesi sulla metadatazione della cartografia storica. Giornalista e direttore di Canale Sassuolo. Giร docente a contratto di Lingua e Cultura Spagnola e Global History, presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo vanvitelliano, รจ attualmente tutor di Storia Contemporanea e Storia dei Partiti e Movimenti politici.






Farmacista. Dopo la laurea ha conseguito un master biennale e un corso di perfezionamento, approfondendo le conoscenze in ambito fitoterapico, micoterapico e nutraceutico, con la pubblicazione del lavoro di tesi sulla rivista di divulgazione scientifica di medicina naturale ‘Scienza Natura’ del Prof. Ivo Bianchi. Attivo nel sociale, รจ membro del Rotary Club Valle Telesina ed รจ amante dello sport e della natura. Innamorato del proprio territorio, ha iniziato a coltivare l’interesse per la storia locale.
Nato a Ponte, dove risiede. Dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato. Cultore di storia locale con particolare attenzione al periodo medievale. Ha pubblicato “Ponte tra Cronaca e Storia”, “Domenico Ocone, quarant’anni di storia pontese…”, “Le Vie di Ponte tra Storia e Leggenda”. Collabora con varie associazioni culturali.
Nato a Telese Terme ma originario di Amorosi รจ stato allievo del filosofo Massimo Achille Bonfantini. Laureato in Semiotica e Filosofia del Linguaggio presso l’Universitร l’Orientale di Napoli. Dedica le sue ricerche prevalentemente allo studio della filosofia e della psicologia dell’inconscio, come dei nuovi percorsi conoscitivi applicati alle neuroscienze. Ha pubblicato Cento petali e una rosa. Semiosi di un romanzo storico (Natan, 2016), Filosofia hegeliana e religione. Osservazioni su Sebastiano Maturi (Natan, 2017) e, recentemente, il saggio dal titolo: Nel gioco di un’incerta reciprocitร : Gregory Bateson e la teoria del “doppio legame” (Ediz. Del Faro, 2020).
Musicista. Maestro di clarinetto ed orchestrale. Studioso di storia della filosofia e del ‘700 napoletano. Esperto simbolista e autore di testi esoterico/filosofici.
Nato a Napoli e residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia allโUniversitร di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale allโUniversitร di Modena รจ stato aiuto chirurgo presso lโospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente รจ pensionato.ย Dal 1ยฐ giugno 1978 รจ socio corrispondente dellโAssociazione Culturale Italo Ispanica โC. Colombo โ Madridโ.ย Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche.ย Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dellโAssociazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio รจ stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.
Originario di Castelvenere. Giร dipendente del Miur ora in pensione. Appassionato di Storia locale ed animatore di gruppi per la diffusione della lingua e delle tradizioni di Castelvenere.
Esperta di Comunicazione Istituzionale; in particolar modo di Social Media Policy e e di politiche agroalimentari legate all’economia di piccola scala per Slow Food, in Campania e Basilicata. Suoi contributi in ambito associativo sono legati a tradizioni e culture della terra e del territorio. Ha effettuato training in storiografia in Francia.
Dottore in Archeologia e Scienze Storiche, ha svolto diverse campagne di scavo alla necropoli del Cigno a Macchia Valfortore (CB), con lโUniversitร degli studi di Napoli Federico II e alla necropoli di Crocifisso del tufo a Orvieto (TR), con il Parco Archeologico Ambientale dellโOrvietano e lโ Universitร dell’Arizona. ร attuale vice Presidente della Pro Loco di SantโAgata dei Goti (BN) dove svolge anche la funzione di OLP per il Servizio Civile Universale. ร giornalista tirocinante presso la testata QuasiMezzogiorno. Sรฌ รจ occupato di alcuni ambiti di archeologia della produzione del Sannio caudino. Attualmente s’interessa alle istituzioni sociali e militari del Medioevo. ร vice Presidente dell’Istituto Storico Sannio Telesino.
Cultore di storia locale e delle tradizioni del suo paese. Autore del saggio “Notizie storiche ed urbanistiche di Cerreto antica” in cui ha ricostruito l’antico borgo distrutto dal terremoto del 1688.
Dottore in Legge ed autore di ricerche di Storia Locale. Ha partecipato al progetto “Un museo a colori” avente il fine di far conoscere il museo di arte ceramica di Cerreto Sannita. Le mansioni svolte sono state quelle di guida museale e bibliotecaria, e redazione di progetti e lavori di gruppo con gli altri volontari. Ha scritto un saggio nella Antologia dedicata al bicentenario della nascita di Michele Ungaro, edita dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita.
Giร sindaco di Caiazzo, dopo aver conseguito la maturitร scientifica, rivolge il suo impegno politico alle battaglie del Partito Radicale, soprattutto nel campo della tutela dell’ambiente e in quello per una giustizia giusta. Nel 1980 viene eletto consigliere comunale a Caiazzo, cittร in cui vive, in rappresentanza della “nuova sinistra”. Nel 1982 aderisce alla Lega per l’Ambiente, promuovendo diverse iniziative per la tutela del fiume Volturno e per il recupero del patrimonio edilizio del centro storico di Caiazzo. Tra il 1987 e il 1994 รจ Presidente dell’Associazione Storica del Caiatino. Nel 1994 viene eletto sindaco di Caiazzo con la lista civica “Rinascita Caiatina”. Rieletto nel 1998, si adopera per una crescita socio-economica della cittร ; realizza un programma pluriennale, che viene selezionato anche da “Sviluppo Italia” SpA per la costituzione di un Laboratorio di sperimentazione per lo sviluppo locale. Presidente dell’Associazione “Cittร Paesaggio” dal 2003, รจ coordinatore del progetto “Per una Carta dei paesaggi dell’olio e dell’olivo”, realizzato d’intesa con l’Associazione nazionale “Cittร dell’Olio”. Nel 2007 aderisce a Slow Food, dedicandosi soprattutto alla salvaguardia delle piccole produzioni agricole. Ha pubblicato con le Edizioni 2000diciassette: La Memoria e LโOblio, un saggio sullโeccidio di Caiazzo durante l’ultimo conflitto mondiale.
Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza Cultore di Storia Locale ha scritto il saggio: Telesia 1349 Peste e Terremoto edizioni duemiladicessette, 2016, Cartoline da Telese ed. Unione Filatelica Beneventana, 2009; Castelvenere Valdese insieme a P. Carlo Ed. Realtร Sannita, 2016; Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita insieme a F. Pace, edito dallโASMV nel 2019. Ha scritto nellโAntologia sulla vita di Michele Ungaro edito dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita nel 2019.ha in corso di pubblicazione un libro di poesie. Dirige la collana di poesie della Casa Editrice FioriDiZucca. Presidente pro-tempore dellโIstituto Storico del Sannio Telesino. Premio Upupa 2017 e 2019 per gli studi di storia locale.
Insegnante, vive a Caiazzo. ร Presidente del’Associazione Storica del Caiatino.
Maestro elementare, appassionato studioso e cultore di Storia Locale.
Biologo residente a Telese Terme. Cultore di storia locale con particolare riferimento alla storia del periodo sannitico. ร autore del saggio “La Leonessa e il fenomeno luminoso nella grotta di Sant’Angelo” edito da Fioridizucca nel 2022.
Sannita di origini e toscano d’adozione. Medico anestesista, ha coltivato con interesse e particolarmente studiato la “Terapia del dolore”. Di tale disciplina รจ stato per lunghi anni docente all’Universitร di Siena. Ha avuto anche esperienze di insegnamento all’estero (Bobigny Paris nord, Accademia Russa delle Scienze mediche, Accademia Lettone di Scienze odontoiatriche). Ufficiale medico dell’Esercito italiano, รจ appassionato di esoterismo, di cultura e tradizioni popolari. E’ autore di saggistica. Ha recentemente pubblicato saggio su “Massoneria, relazioni umane e comunicazione tecnologica” edito da Fioridizucca edizioni.
Giornalista professionista. Scrittore di romanzi e direttore di diverse testate radio televisive. Fondatore del sito: Neifatti.it
Medico specialista in oncologia e cure palliative รจ autore principalmente di pubblicazioni scientifiche di settore in lingua inglese ed italiana. ร stato inoltre relatore
Laurea magistrale in Lettere. Docente a Prato. Ha approfondito gli eventi storici che portarono alla โMarcia della fameโ del 1957 nei comuni del Valfortore sannita. Ha scritto il “Catasto Onciario della Terra di San Salvatore”.
Medico e scrittore. Ha allโattivo numerose collaborazioni con riviste di carattere storico. Ha pubblicato una Vita di San Leucio, il libro: โDa Casale a Comuneโ e la Storia della Parrocchiale Santa Maria Assunta di San Salvatore Telesino. Ha partecipato allโAntologia โDieci Medici Raccontanoโ, che ha ottenuto il “Premio Rufolo 2019”. Premio Olmo 2009 per il romanzo storico ยซL’ultima notte di Bedรฒยป, รจ anche autore di alcuni saggi sulla Storia della Medicina tra cui uno studio sulla Depressione dal titolo ยซIl potere misterioso della bile nera, breve storia della depressione da Ippocrate a Charlie Brownยป. Nel 2024 ha pubblicato “Fu la peste” e “Islam a Telesia” per ABE Editore Napoli. Fondatore e Direttore Editoriale della Casa Editrice Fioridizucca.
Studioso della storia del Risorgimento e cultore del periodo Borbonico, ha recentemente collaborato con un suo scritto allโantologia biografica dedicata a Michele Ungaro. Ha in corso un saggio su Sanchez De Luna, un Vescovo del โ700.

Scrittore, poeta e divulgatore culturale. Medico di continuitร assistenziale. Autore di diversi saggi storici e racconti. Ha partecipato all’antologia “Dieci Medici Raccontano”. Fondatore del Premio Nazionale Olmo che tutti gli anni si svolge in Raviscanina (Ce).
Dottore in Lettere. all’Universitร di Salerno, indirizzo “storico medievale”. Si รจ poi laureata in Scienze della Formazione primaria all’Ateneo di Campobasso. Studiosa della storia della sua cittร . Lettrice instancabile di autori italiani e stranieri, si occupa della formazione di piccoli lettori e poeti. ร insegnante nella Scuola Primaria da quindici anni. Ha sperimentato innovative metodologie di approccio alla lettura utilizzando le nuove tecnologie che hanno portato alla pubblicazione di una ricerca dal titolo: TIC e DSA. Riflessioni ed esperienze sulle nuove frontiere della pedagogia speciale, Ed. EriksonLive. La storia locale e la ricerca accurata le ha permesso di pubblicare anche un Saggio in storia medievale sull’assetto urbano e riorganizzazione del territorio della Benevento nei sec. XI e XII. Animatore culturale, scrive poesie per fermare in foto-scritte, attimi di vita.
Medico di Emergenza territoriale residente in Puglianello. Ha collaborato all’opera Dieci Medici Raccontano.
Lorenzo Piombo, medico psichiatra, dirigente del Dipartimento Salute Mentale della ASL di Benevento. Ricercatore e studioso di storia. Vive e opera a Morcone.
Avvocato. Patrocinante in Cassazione. Scrittore di Storia Locale. Opera a Guardia Sanframondi.
Promotore culturale dellโarea di Faicchio. Dopo aver conseguito la maturitร classica si รจ laureato in Economia. ร dirigente d’impresa a Milano nel settore delle borse valori e mercati finanziari. Ha scritto diversi articoli sulla stampa finanziaria nazionale, tra cui il Sole 24 Ore ed Investire. ร appassionato di cultura locale, ha vinto il premio Prosa IX Premio letterario dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Titolare delle strutture ricettive “Magie del Sannio” ha dato vita anche al “Piccolo Museo privato di Faicchio Magie del Sannio”.
Dottore in Storia. Autore di un saggio storico, conseguente a ricerca d’archivio, sul suo Comune dal titolo: ย Faicchio 1920 – 1946 dall’avvento del Fascismo alla nascita della Repubblica, 2016.
Medico ed esperto di storia della gastronomia.
Architetto e docente. Appassionato cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, cittร in cui vive. Ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti. Collabora con il Blog dell’Istituto Storico del Sannio di cui รจ socio fondatore. ร autore del saggio “Cominium Ocritum e le forche caudine: una storia
Studioso del ‘700 napoletano e dell’epopea di Federico II ha approfondito in modo particolare le influenza arabe sull’architettura napoletana. Studioso diย suffisso e di religioni orientali.
Medico del Lavoro. Regista teatrale. Giornalista pubblicista. Fondatore di “Byblos”, la biblioteca del Sannio. Scrittore e divulgatore della storia e dei personaggi del Sannio, ha pubblicato “A tavola nel Sannio”, una guida ai ristoranti della provincia di Benevento; “Dietro la Leggenda” (2016), una raccolta di racconti ispirati a fiabe e a leggende del Sannio. Nel 2017 ha pubblicato “Samnes”, un romanzo storico sull’epopea sannita. Ha curato la trascrizione del manoscritto e la stampa dei tre volumi delle “Memorie storiche di Cerreto Sannita per Arcidiacono Nicola Rotondi”. Nel 2019 ha pubblicato “Guida alla Valle Telesina e al Sannio”. Ha pubblicato “Il delitto del pozzo dei pazzi”, un medical-thriller ambientato nel primo ‘900 nell’ospedale degli Incurabili di Napoli. ร autore della “Storia di Cerreto dalla preistoria alla seconda guerra mondiale (2022) e di “Fiabe e Favole in cerretese”, edito da Fioridizucca. (2023).
ร nato e vive a Castelvenere. Giร docente di materie letterarie nella scuola statale, ha pubblicato diverse raccolte di liriche, pagine di ricerca letteraria, studi relativi alla cultura popolare. ร presente in antologie, dizionari bio-bibliografici e testi scolastici. Appassionato si storia e di tradizioni locali, รจ membro di associazioni culturali nazionali. I suoi versi hanno ricevuto giudizi positivi da parte della critica e in concorsi letterari si รจ classificato ai primi posti.
Giornalista Pubblicista. Esperto di Enologia, collabora a diversi siti web del settore. Collaboratore del blog lucianopignataro.it รจ responsabile dell’Ufficio Stampa del Sannio Consorzio Tutela Vini. 
Infaticabile animatore culturale dellโarea del Caiatino e del Casertano. Allievo del prof. Galasso. Fondatore di Gruppi culturali dediti alla divulgazione della storia del Territorio, attualmente responsabile di Procedimento Unitร Operativa Biblioteca civica e Archivio Storico del Comune di Caiazzo.