
Cosa possono avere da dirsi un filosofo e teologo medievale, come Tommaso d’Aquino (1225-1274), ed un insigne fisico vivente del XXI secolo? Nell’immaginario comune, poco. In verità, moltissimo. Perché innumerevoli volte accade che le conoscenze scientifiche neghino pregiudizi del passato, ma molto spesso succede anche che uomini di scienza arrivino, dopo innumerevoli studi, in cima a vette già conquistate, secoli prima, dai grandi pensatori.
Il fisico che vorrei far dialogare con il filosofo del Medioevo per eccellenza è Guido Tonelli, professore all’Università di Pisa, uno dei protagonisti della scoperta del bosone di Higgs al Cern di Ginevra.
Tonelli è autore, recentemente, di un libro dal titolo Cercare mondi. Esplorazioni avventurose ai confini dell’universo, nel quale in più occasioni sottolinea quella che gli sembra la più sconvolgente scoperta dell’astrofisica e della cosmologia contemporanee: la precarietà dell’Universo.
Nulla di ciò che ci circonda è eterno.
Nel farlo, e qui sta certamente l’aspetto più interessante, Tonelli invoca l’ausilio dei filosofi, perché conferiscano al dato un significato, un’interpretazione.
Leggiamo qualche passo di Tonelli, nel quale si rivela, implicitamente, che la concezione dell’Universo come qualcosa di infinito ed immutabile, completo ed autosufficiente, propria di molta filosofia greca, delle filosofie panteiste (Giordano Bruno e Spinoza), del positivismo ottocentesco così come di tutti i materialismi di stampo marxista e comunista, non ha più alcuna cittadinanza nella scienza odierna (benché spesso ciò non sia ancora capito):
«…Ora la ricerca scientifica più avanzata ci indica un quadro completamente diverso (rispetto all’idea di un “mondo materiale perfetto, eterno, immutabile”). Quelle enormi costruzioni che ci parevano immortali, sono esse stesse fragili e sottoposte a rischi; non c’è nulla di eterno e immutabile che ci circonda, nemmeno l’universo stesso. Quella che consideravamo una nostra specifica debolezza, una anomalia caratteristica dei viventi, dalla quale le grandi strutture cosmiche apparivano immuni, sembra essere condizione generale dell’esistente. Trovo meraviglioso che le nostre osservazioni possano stabilire una relazione tra la precarietà della condizione umana e quella dell’universo nel suo complesso…».
Ancora: «…Ora siamo consapevoli che la meraviglia di mondo materiale che ci circonda, e che abbiamo sempre considerato eterna, sembra danzare, in equilibrio fragile e precario, sul baratro… Adesso che abbiamo imparato che l’intero universo si regge su un equilibrio precario che si potrebbe rompere in qualunque momento, vogliamo discuterne le implicazioni? Chi meglio dei filosofi, degli umanisti, degli artisti lo potrebbe fare?…». 1
Tommaso d’Aquino in aiuto dei cosmologi
Immaginiamo ora che Tommaso d’Aquino venga in aiuto alla richiesta del professor Tonelli, dopo aver appreso che gli scienziati, alla fine dell’Ottocento, hanno cominciato a discutere sulla possibile morte termica dell’Universo, mentre un sacerdote cattolico tomista, Georges Edouard Lemaître(1894-1966), negli anni Trenta del Novecento, ha ipotizzato la nascita dell’Universo da un “atomo primitivo” (teoria del Big Bang).
Vede, caro professor Tonelli – direbbe probabilmente Tommaso – la precarietà di cui lei parla è all’origine della mia filosofia, circa 800 anni orsono. Da filosofo, infatti, mi sono posto il problema della mortalità di ogni realtà che ci circonda: muoiono gli animali, le piante, gli uomini… Ai miei tempi, sviato dalla cosmologia aristotelica e pagana, non sapevo che anche le stelle nascono e muoiono, come avete scoperto voi moderni, nel secolo appena trascorso. Mi era però chiara la precarietà, la fragilità, la vulnerabilità, come dice lei, di ogni cosa. E questo lo potevo desumere non soltanto dall’osservazione della natura, ma anche dalle Sacre Scritture, da un dogma assai importante e originale ivi presente, ma assente in tutte le altre religioni e filosofie: quello della creazione dell’universo dal nulla di materia. Si tratta di un concetto difficile: presente, nell’antichità, solo nel libro sacro agli Ebrei, nei tempi più vicini a Lei è stato deriso da molti filosofi celebri come Hegel, Feuerbach, Marx, Nietzsche… tutti più o meno concordi nel considerarlo, con Arthur Schopenhauer, un dogma giudaico rozzo, crasso e riprovevole.
Per tutti coloro che ho nominato, infatti, la mortalità umana si annulla nell’immortalità dell’Universo, di modo che se è pur vero che tutto muore, rimane anche vero che esiste qualcosa di immutabile ed eterno, l’Universo appunto, che permette al mutevole di manifestarsi.
La Bibbia, come accennavo, afferma il contrario: inizia infatti con un Dio trascendente ed onnipotente, che crea “…in principio cieli e terra…”, i quali non sono dunque il Tutto della realtà esistente; prosegue con innumerevoli passi in cui l’universo è sempre presentato come qualcosa di limitato, finito, mortale.
Ad esempio nel Salmo 89 si legge: «…prima che nascessero i monti e la terra e il mondo fossero generati, da sempre e per sempre tu sei, Dio…»; oppure, nel Salmo 102, si apprende che cielo e terra «…periranno, mentre Tu rimani; si logorano tutti come un vestito, come un abito Tu li muterai ed essi svaniranno. Ma Tu sei sempre lo stesso e i tuoi anni non hanno fine…».
Così anche il Nuovo Testamento, laddove si dice che: «…Il cielo e la terra passeranno ma le mie parole non passeranno…» (Luca, 21-33), oppure nella II lettera di Pietro: «… Il giorno del Signore verrà come un ladro; allora i cieli con fragore passeranno, gli elementi consumati dal calore si dissolveranno e la terra con quanto c’è in essa sarà distrutta. Poiché dunque tutte queste cose devono dissolversi…».
Come potevo, caro professore, spiegare questi passi, nelle università e nelle chiese in cui insegnavo e predicavo, senza conoscere ciò che la fisica avrebbe dimostrato molti secoli più tardi?
Certamente mi appoggiai anche alla logica del grande sant’Agostino (354-430), quando scriveva: «…Ma tu dici: perché le cose vengono meno? Perché sono mutabili. Perché sono mutabili? Perché non sono sommamente. Perché non sono sommamente? Perché sono inferiori a Colui dal quale sono state fatte. Chi le ha fatte? Colui che è sommamente. Chi è costui? Dio, la Trinità immutabile che le ha fatte per mezzo della somma sapienza e le conserva con somma benignità. Perché le ha fatte? Perché fossero. Infatti l’essere, per quanto minimo, è un bene, poiché il sommo essere è il sommo bene. Da che cosa le ha fatte? Dal nulla…». (De vera religione,18, 35).
Soprattutto, ricordavo ai miei discepoli che deve necessariamente esistere un Essere assoluto, cioè una Realtà eterna, che non è mai nata e mai morirà, perché se Essa non esistesse dovremmo ipotizzare, in qualche istante, l’esistenza del non essere.
Ma non vi è nulla di più assurdo che il dire che il non essere è.
Questa Realtà eterna, questo Essere assoluto, questo Tutto, allora, può essere forse l’universo? No, perché ogni cosa che vediamo intorno a noi è precaria, fragile, “contingente”: cioè non ontologicamente autosufficiente; non necessaria, ma possibile; non eterna, ma finita; non incausata, ma causata.
Ne consegue che l’universo, proprio come me, deve poggiare su una Realtà più solida, l’Esse ipsum subsistens, l’Essere sussistente per sé stesso, l’Essere che non può che essere. In altre parole: Dio.
Questa mia argomentazione, nei manuali che spiegano il mio pensiero, è detta “argomento della contingenza”, e suona così: «…tutti gli elementi e tutte le sostanze che compongono l’universo nascono e periscono, sono generate e si dissolvono. Nulla di quanto fa parte dell’universo e neppure l’universo stesso ha diritto all’esistenza; tutto è colpito da una terribile fragilità. Perciò, se esiste, esiste precisamente perché ha ricevuto l’esistenza da altri. Ma per spiegare l’esistenza di una realtà contingente non si può ricorrere ad una catena infinita di esseri contingenti. Dunque alla fine occorre ammettere l’esistenza di un essere che sia di per sé necessario e non tragga da altri la propria esistenza, ma sia causa dell’esistenza degli altri». 2
In altre parole: oggi sappiamo che l’universo, che voi scienziati dite finito nel tempo e nello spazio, ha avuto un inizio, ma è anche logico dire che non può averlo avuto dal nulla, perché dal nulla non nasce nulla. Ne desumerei che viene dunque da una Realtà più “stabile”, cioè da Dio, e da quel “nulla” di materia, di spazio e di tempo di cui parla la Bibbia, ma che è ormai entrato anche nel gergo di fisici e cosmologi nell’ultimo cinquantennio!
Se dunque l’universo è, ma non da sempre e per sempre, in quanto realtà precaria (nell’insieme e in ogni sua parte), esso non è l’Essere, ma ha l’essere, partecipa dell’Essere: un po’ come il suo libro, caro professore, che lei ha tratto, come un “creatore”, quasi dal nulla. Scrivo “creatore” tra virgolette e aggiungo quel “quasi”, perché l’uomo non sa creare in senso pieno, non essendo Dio: lei ha avuto bisogno, infatti, della carta e dell’inchiostro, per poter dirci quello che le stava a cuore!
Vede, anche questo computer su cui ho battuto il presente articolo, è un ente possibile e non necessario, che esiste soltanto perché vi è una realtà superiore che lo fonda: quella dell’uomo che lo ha progettato, voluto, ed assemblato.
Uso questo esempio perché leggo che se un tempo, dal Basso Medioevo sino al Seicento, si paragonava l’universo ad un grande orologio (e Dio ad un Orologiaio), oggi si paragona spesso il Cosmo ad un immenso computer. Forse sarebbe il caso di chiedersi anche, però, da dove derivano i suoi componenti, donde origina l’intelligenza che lo fa funzionare, cosa ci sia stato “prima” di esso e cosa ci sarà “dopo”. La sua “precarietà”, infatti, così come la sua funzionalità, richiedono un a spiegazione esterna ad esso.
Per concludere, la rimando al mio discepolo Dante Alighieri (1265-1321), o al mio contemporaneo Francesco d’Assisi (1882-1226): entrambi, in accordo con me, ritenevano che ogni realtà precaria dell’universo è riflesso, più o meno lucente, dell’Essere assoluto di Dio, il quale dunque si vela e si svela nel fiore, nel cristallo di neve, nell’uomo, senza coincidere mai totalmente con nessuna di queste entità. «…Perché Dio è invisibile, ma si vede in ogni cosa».
Vi avevo rimandato alla mia riflessione: eccola…
E se tutto è Essere Assoluto quale è il significato di libertà?
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1 Guido Tonelli, Cercare mondi. Esplorazioni avventurose ai confini dell’universo, Rizzoli, Milano, 2017, p. 161-164, 158.
2 Battista Mondin, Epistemologia e cosmologia, ESD, Bologna, 2017.
Archeologa classica. Lavora presso l’Università del Salento.
Antonella Selvaggio
Architetto, libero professionista. Si occupa di progettazione architettonica, interior design e aspetti legati all’architettura del paesaggio. Dal 2021 è Consigliere dell’ordine degli Architetti della Provincia di Benevento. Ha partecipato a Mostre sul restauro architettonico e a numerose iniziative riguardanti la promozione territoriale.
Vive a Morcone. Presidente Italia Nostra Matese Alto Tammaro.
Dottore di ricerca in Ingegneria Elettronica ed informatica presso l’Università degli Studi di Napoli. Ha Svolto attività didattica presso l’Università Federico II. Vive a Telese.
Laurea in giurisprudenza presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. Dirigente amministrativa presso l’Università del Molise.



Andrea Ciervo nato a Caserta il 12.10.1975. Presbitero dal 24 novembre 2012 già Laureato in Giurisprudenza alla Federico II, con una tesi di Diritto Ecclesiastico sui Risvolti dei Patti Lateranensi col prof. Mario Tedeschi…tirocinante poi presso Studio Notaro in via Mezzocannone di Napoli…consegue il Baccalaureato presso l’Aloysianum di Padova nel 2007 con una tesi sulla Religione in Immanuel Kant col prof. Secondo Bongiovanni. Si Laurea in Sacra Teologia presso la Facoltà Teologica dell’ Italia Meridionale sezione san Tommaso nel 2012 sempre “Summa cum laude”
Presidente dell’Associazione culturale “La Biblioteca del Sannio”, dottore di ricerca presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” con una tesi sulla metadatazione della cartografia storica. Giornalista e direttore di Canale Sassuolo. Già docente a contratto di Lingua e Cultura Spagnola e Global History, presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo vanvitelliano, è attualmente tutor di Storia Contemporanea e Storia dei Partiti e Movimenti politici.






Farmacista. Dopo la laurea ha conseguito un master biennale e un corso di perfezionamento, approfondendo le conoscenze in ambito fitoterapico, micoterapico e nutraceutico, con la pubblicazione del lavoro di tesi sulla rivista di divulgazione scientifica di medicina naturale ‘Scienza Natura’ del Prof. Ivo Bianchi. Attivo nel sociale, è membro del Rotary Club Valle Telesina ed è amante dello sport e della natura. Innamorato del proprio territorio, ha iniziato a coltivare l’interesse per la storia locale.
Nato a Ponte, dove risiede. Dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato. Cultore di storia locale con particolare attenzione al periodo medievale. Ha pubblicato “Ponte tra Cronaca e Storia”, “Domenico Ocone, quarant’anni di storia pontese…”, “Le Vie di Ponte tra Storia e Leggenda”. Collabora con varie associazioni culturali.
Nato a Telese Terme ma originario di Amorosi è stato allievo del filosofo Massimo Achille Bonfantini. Laureato in Semiotica e Filosofia del Linguaggio presso l’Università l’Orientale di Napoli. Dedica le sue ricerche prevalentemente allo studio della filosofia e della psicologia dell’inconscio, come dei nuovi percorsi conoscitivi applicati alle neuroscienze. Ha pubblicato Cento petali e una rosa. Semiosi di un romanzo storico (Natan, 2016), Filosofia hegeliana e religione. Osservazioni su Sebastiano Maturi (Natan, 2017) e, recentemente, il saggio dal titolo: Nel gioco di un’incerta reciprocità: Gregory Bateson e la teoria del “doppio legame” (Ediz. Del Faro, 2020).
Musicista. Maestro di clarinetto ed orchestrale. Studioso di storia della filosofia e del ‘700 napoletano. Esperto simbolista e autore di testi esoterico/filosofici.
Nato a Napoli e residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale all’Università di Modena è stato aiuto chirurgo presso l’ospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente è pensionato. Dal 1° giugno 1978 è socio corrispondente dell’Associazione Culturale Italo Ispanica “C. Colombo – Madrid”. Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche. Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dell’Associazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio è stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.
Originario di Castelvenere. Già dipendente del Miur ora in pensione. Appassionato di Storia locale ed animatore di gruppi per la diffusione della lingua e delle tradizioni di Castelvenere.
Esperta di Comunicazione Istituzionale; in particolar modo di Social Media Policy e e di politiche agroalimentari legate all’economia di piccola scala per Slow Food, in Campania e Basilicata. Suoi contributi in ambito associativo sono legati a tradizioni e culture della terra e del territorio. Ha effettuato training in storiografia in Francia.
Dottore in Archeologia e Scienze Storiche, ha svolto diverse campagne di scavo alla necropoli del Cigno a Macchia Valfortore (CB), con l’Università degli studi di Napoli Federico II e alla necropoli di Crocifisso del tufo a Orvieto (TR), con il Parco Archeologico Ambientale dell’Orvietano e l’ Università dell’Arizona. È attuale vice Presidente della Pro Loco di Sant’Agata dei Goti (BN) dove svolge anche la funzione di OLP per il Servizio Civile Universale. È giornalista tirocinante presso la testata QuasiMezzogiorno. Sì è occupato di alcuni ambiti di archeologia della produzione del Sannio caudino. Attualmente s’interessa alle istituzioni sociali e militari del Medioevo. È vice Presidente dell’Istituto Storico Sannio Telesino.
Cultore di storia locale e delle tradizioni del suo paese. Autore del saggio “Notizie storiche ed urbanistiche di Cerreto antica” in cui ha ricostruito l’antico borgo distrutto dal terremoto del 1688.
Dottore in Legge ed autore di ricerche di Storia Locale. Ha partecipato al progetto “Un museo a colori” avente il fine di far conoscere il museo di arte ceramica di Cerreto Sannita. Le mansioni svolte sono state quelle di guida museale e bibliotecaria, e redazione di progetti e lavori di gruppo con gli altri volontari. Ha scritto un saggio nella Antologia dedicata al bicentenario della nascita di Michele Ungaro, edita dalla Società di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita.
Già sindaco di Caiazzo, dopo aver conseguito la maturità scientifica, rivolge il suo impegno politico alle battaglie del Partito Radicale, soprattutto nel campo della tutela dell’ambiente e in quello per una giustizia giusta. Nel 1980 viene eletto consigliere comunale a Caiazzo, città in cui vive, in rappresentanza della “nuova sinistra”. Nel 1982 aderisce alla Lega per l’Ambiente, promuovendo diverse iniziative per la tutela del fiume Volturno e per il recupero del patrimonio edilizio del centro storico di Caiazzo. Tra il 1987 e il 1994 è Presidente dell’Associazione Storica del Caiatino. Nel 1994 viene eletto sindaco di Caiazzo con la lista civica “Rinascita Caiatina”. Rieletto nel 1998, si adopera per una crescita socio-economica della città; realizza un programma pluriennale, che viene selezionato anche da “Sviluppo Italia” SpA per la costituzione di un Laboratorio di sperimentazione per lo sviluppo locale. Presidente dell’Associazione “Città Paesaggio” dal 2003, è coordinatore del progetto “Per una Carta dei paesaggi dell’olio e dell’olivo”, realizzato d’intesa con l’Associazione nazionale “Città dell’Olio”. Nel 2007 aderisce a Slow Food, dedicandosi soprattutto alla salvaguardia delle piccole produzioni agricole. Ha pubblicato con le Edizioni 2000diciassette: La Memoria e L’Oblio, un saggio sull’eccidio di Caiazzo durante l’ultimo conflitto mondiale.
Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza Cultore di Storia Locale ha scritto il saggio: Telesia 1349 Peste e Terremoto edizioni duemiladicessette, 2016, Cartoline da Telese ed. Unione Filatelica Beneventana, 2009; Castelvenere Valdese insieme a P. Carlo Ed. Realtà Sannita, 2016; Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita insieme a F. Pace, edito dall’ASMV nel 2019. Ha scritto nell’Antologia sulla vita di Michele Ungaro edito dalla Società di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita nel 2019.ha in corso di pubblicazione un libro di poesie. Dirige la collana di poesie della Casa Editrice FioriDiZucca. Presidente pro-tempore dell’Istituto Storico del Sannio Telesino. Premio Upupa 2017 e 2019 per gli studi di storia locale.
Insegnante, vive a Caiazzo. È Presidente del’Associazione Storica del Caiatino.
Maestro elementare, appassionato studioso e cultore di Storia Locale.
Biologo residente a Telese Terme. Cultore di storia locale con particolare riferimento alla storia del periodo sannitico. È autore del saggio “La Leonessa e il fenomeno luminoso nella grotta di Sant’Angelo” edito da Fioridizucca nel 2022.
Sannita di origini e toscano d’adozione. Medico anestesista, ha coltivato con interesse e particolarmente studiato la “Terapia del dolore”. Di tale disciplina è stato per lunghi anni docente all’Università di Siena. Ha avuto anche esperienze di insegnamento all’estero (Bobigny Paris nord, Accademia Russa delle Scienze mediche, Accademia Lettone di Scienze odontoiatriche). Ufficiale medico dell’Esercito italiano, è appassionato di esoterismo, di cultura e tradizioni popolari. E’ autore di saggistica. Ha recentemente pubblicato saggio su “Massoneria, relazioni umane e comunicazione tecnologica” edito da Fioridizucca edizioni.
Giornalista professionista. Scrittore di romanzi e direttore di diverse testate radio televisive. Fondatore del sito: Neifatti.it
Medico specialista in oncologia e cure palliative è autore principalmente di pubblicazioni scientifiche di settore in lingua inglese ed italiana. È stato inoltre relatore
Laurea magistrale in Lettere. Docente a Prato. Ha approfondito gli eventi storici che portarono alla “Marcia della fame” del 1957 nei comuni del Valfortore sannita. Ha scritto il “Catasto Onciario della Terra di San Salvatore”.
Medico e scrittore. Ha all’attivo numerose collaborazioni con riviste di carattere storico. Ha pubblicato una Vita di San Leucio, il libro: “Da Casale a Comune” e la Storia della Parrocchiale Santa Maria Assunta di San Salvatore Telesino. Ha partecipato all’Antologia “Dieci Medici Raccontano”, che ha ottenuto il “Premio Rufolo 2019”. Premio Olmo 2009 per il romanzo storico «L’ultima notte di Bedò», è anche autore di alcuni saggi sulla Storia della Medicina tra cui uno studio sulla Depressione dal titolo «Il potere misterioso della bile nera, breve storia della depressione da Ippocrate a Charlie Brown». Nel 2024 ha pubblicato “Fu la peste” e “Islam a Telesia” per ABE Editore Napoli. Fondatore e Direttore Editoriale della Casa Editrice Fioridizucca.
Studioso della storia del Risorgimento e cultore del periodo Borbonico, ha recentemente collaborato con un suo scritto all’antologia biografica dedicata a Michele Ungaro. Ha in corso un saggio su Sanchez De Luna, un Vescovo del ‘700.

Scrittore, poeta e divulgatore culturale. Medico di continuità assistenziale. Autore di diversi saggi storici e racconti. Ha partecipato all’antologia “Dieci Medici Raccontano”. Fondatore del Premio Nazionale Olmo che tutti gli anni si svolge in Raviscanina (Ce).
Dottore in Lettere. all’Università di Salerno, indirizzo “storico medievale”. Si è poi laureata in Scienze della Formazione primaria all’Ateneo di Campobasso. Studiosa della storia della sua città. Lettrice instancabile di autori italiani e stranieri, si occupa della formazione di piccoli lettori e poeti. È insegnante nella Scuola Primaria da quindici anni. Ha sperimentato innovative metodologie di approccio alla lettura utilizzando le nuove tecnologie che hanno portato alla pubblicazione di una ricerca dal titolo: TIC e DSA. Riflessioni ed esperienze sulle nuove frontiere della pedagogia speciale, Ed. EriksonLive. La storia locale e la ricerca accurata le ha permesso di pubblicare anche un Saggio in storia medievale sull’assetto urbano e riorganizzazione del territorio della Benevento nei sec. XI e XII. Animatore culturale, scrive poesie per fermare in foto-scritte, attimi di vita.
Medico di Emergenza territoriale residente in Puglianello. Ha collaborato all’opera Dieci Medici Raccontano.
Lorenzo Piombo, medico psichiatra, dirigente del Dipartimento Salute Mentale della ASL di Benevento. Ricercatore e studioso di storia. Vive e opera a Morcone.
Avvocato. Patrocinante in Cassazione. Scrittore di Storia Locale. Opera a Guardia Sanframondi.
Promotore culturale dell’area di Faicchio. Dopo aver conseguito la maturità classica si è laureato in Economia. È dirigente d’impresa a Milano nel settore delle borse valori e mercati finanziari. Ha scritto diversi articoli sulla stampa finanziaria nazionale, tra cui il Sole 24 Ore ed Investire. È appassionato di cultura locale, ha vinto il premio Prosa IX Premio letterario dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Titolare delle strutture ricettive “Magie del Sannio” ha dato vita anche al “Piccolo Museo privato di Faicchio Magie del Sannio”.
Dottore in Storia. Autore di un saggio storico, conseguente a ricerca d’archivio, sul suo Comune dal titolo: Faicchio 1920 – 1946 dall’avvento del Fascismo alla nascita della Repubblica, 2016.
Medico ed esperto di storia della gastronomia.
Architetto e docente. Appassionato cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, città in cui vive. Ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti. Collabora con il Blog dell’Istituto Storico del Sannio di cui è socio fondatore. È autore del saggio “Cominium Ocritum e le forche caudine: una storia
Studioso del ‘700 napoletano e dell’epopea di Federico II ha approfondito in modo particolare le influenza arabe sull’architettura napoletana. Studioso di suffisso e di religioni orientali.
Medico del Lavoro. Regista teatrale. Giornalista pubblicista. Fondatore di “Byblos”, la biblioteca del Sannio. Scrittore e divulgatore della storia e dei personaggi del Sannio, ha pubblicato “A tavola nel Sannio”, una guida ai ristoranti della provincia di Benevento; “Dietro la Leggenda” (2016), una raccolta di racconti ispirati a fiabe e a leggende del Sannio. Nel 2017 ha pubblicato “Samnes”, un romanzo storico sull’epopea sannita. Ha curato la trascrizione del manoscritto e la stampa dei tre volumi delle “Memorie storiche di Cerreto Sannita per Arcidiacono Nicola Rotondi”. Nel 2019 ha pubblicato “Guida alla Valle Telesina e al Sannio”. Ha pubblicato “Il delitto del pozzo dei pazzi”, un medical-thriller ambientato nel primo ‘900 nell’ospedale degli Incurabili di Napoli. È autore della “Storia di Cerreto dalla preistoria alla seconda guerra mondiale (2022) e di “Fiabe e Favole in cerretese”, edito da Fioridizucca. (2023).
È nato e vive a Castelvenere. Già docente di materie letterarie nella scuola statale, ha pubblicato diverse raccolte di liriche, pagine di ricerca letteraria, studi relativi alla cultura popolare. È presente in antologie, dizionari bio-bibliografici e testi scolastici. Appassionato si storia e di tradizioni locali, è membro di associazioni culturali nazionali. I suoi versi hanno ricevuto giudizi positivi da parte della critica e in concorsi letterari si è classificato ai primi posti.
Giornalista Pubblicista. Esperto di Enologia, collabora a diversi siti web del settore. Collaboratore del blog lucianopignataro.it è responsabile dell’Ufficio Stampa del Sannio Consorzio Tutela Vini. 
Infaticabile animatore culturale dell’area del Caiatino e del Casertano. Allievo del prof. Galasso. Fondatore di Gruppi culturali dediti alla divulgazione della storia del Territorio, attualmente responsabile di Procedimento Unità Operativa Biblioteca civica e Archivio Storico del Comune di Caiazzo.