
ยซSantu Vitu Santu Vitu
ju tri voti vi lu dicu
vi lu dicu pi ssu lรฒbbiru (cane)
ca mi voli muzzicari
attaccร tici lu mussu cu nu muccaturi russu
attaccร tici lu ciancu
cu nu muccaturi jancu!ยป
Cosรฌ recita una antica preghiera sicula contro i morsi del cane. Una leggenda devozionale racconta che San Vito avrebbe incontrato dei pastori disperati perchรฉ alcuni cani avevano sbranato un bambino; allora il Santo, richiamati i cani, si sarebbe fatto restituire da essi i resti del corpo del bambino a cui avrebbe ridato la vita. Questa รจ solo uno dei tanti racconti che compongono la passio sancti Vitii. San Vito รจ divenuto, nel corso dei secoli, uno dei santi maggiormente invocati per la liberazione e la protezione dalle piรน disparate forme di agitazione psico-motoria e piรน in generale per la guarigione di corpo e anima. Pur trattandosi di un patronato di cui non รจ semplice rintracciare la genesi sul piano storico-agiografico, qualche elemento in tal senso sembra potersi giร cogliere nella caratterizzazione esorcistica di san Vito, cui fa riferimento l’anonima passio del VI-VII secolo a lui dedicato. Vito Lucano, infatti, avrebbe esorcizzato il figlio dell’imperatore Diocleziano1Note sui โballiโ di san Vito: danze, riti e luoghi del culto, in L. Carnevale (a cura di), Spazi e luoghi sacri. Espressioni ed esperienze di vissuto religioso, Bari 2017, pp. 211-226. I movimenti corporali convulsi e i fenomeni di agitazione parossistici, sono stati intesi dai cristiani come segni tangibili della presenza del Maligno, che si impossessa dellโeccitare in giudizio delle vittime, scuotendone i corpi alla maniera frenetica dei danzatori e delle danzatrici (pagani) di Bacco2L. Canetti, La danza dei posseduti, in โIl Diavolo nel Medioevoโ, Atti del XLIX Convegno storico internazionale del Centro Italiano di Studi sul Basso Medioevo-Accademia Tudertina (Todi, 14-17 ottobre2012), Spoleto 2013, 553-604.
Nel Martirologio Geronimiano3Il Martirologio geronimiano o gerolimiano (Martyrologium Hieronymianum) costituisce il piรน antico catalogo di martiri cristiani della Chiesa latina pervenuto: deve il suo nome al fatto di essere stato a torto attribuito a san Gerolamo, il Santo รจ commemorato il 15 giugno, un dato emblematico in quanto vicino al solstizio d’estate e ricadente nel periodo del raccolto che rappresenta una fase di โpassaggioโ celebrata da tutte le culture umane, attraverso riti spesso legati a manifestazioni coreutico-musicali. In Campania Vito arriva dalla Sicilia. Secondo la sua agiografia sbarca sulla foce del Sele. Da lรฌ, dopo il suo martirio, il culto di Vito diviene sempre piรน presente tra Campania e Lucania. Forte, ancora oggi รจ la devozioni che molti luoghi dellโentroterra campano hanno per il santo. Il luogo piรน vicino alla nostra valle telesina in cui si festeggia Vito Lucano, รจ la zona di Capua, Pignataro Maggiore, Vitulazio. Non รจ un caso che questi luoghi appena citati siano bagnati dal fiume Volturno. Un fiume, il Sele, per un fiume, il Volturno, ancora presenti nella storia di Vito e del suo viaggio. ร sicuramente tramite il fiume Volturno, che il culto arriva in Valle telesina ed in particolare a Frasso Telesino, dove sulla collina a Vito intitolata, sorge lโomonima cappella. Altro fattore, tuttโaltro che secondario, รจ il viaggio della transumanza che i pastori facevano (e fanno) dalla pianura verso lโAppennino. Frasso, come lโintera valle telesina, รจ punto strategico da sempre e ad una attenta analisi geografica, risulta come tappa intermedia per eccellenza di un ipotetico viaggio, dalle pianure casertane ai monti appenninici.
Una descrizione pressochรจ completa della chiesetta di Frasso Telesino ce le fornisce il Canonico Pietro Fusco (1810-1879) che cosรฌ scriveva:
ยซQuesta chiesa รจ situata sopra una vasta pianura di un quarto di miglio non lontano da Frasso di ius patronato del Collegio. Essa รจ cinta dintorno da un muro quadrato, ma diruto, ed a costo di essa cevi un giardino bastantemente grande. Dentro questo muro vi si scorge una cisterna. Attacca colla detta Chiesa un compresso di case composto di due stanze superiori, a queste vi si accede mediante una scalinata di fabbrica, e due sottane e mette per abitazione del romito(eremita). Ha una campana, la quale fu benedetta da Mons. Albini, patrizio beneventano e Vescovo di S. Agata de’ Goti il di 13 giugno 1706 e fece da maestro delle sacre cerimonie il canonico Sig. D’Andrea Lucio di S. Agata. In essa chiesa vi sono cinque altari, cioรจ il primo della Madonna della Libera, il secondo di S.Vito, il terzo di S.Eligio, il quarto dei SS. Cosma e Damiano ed il quinto finalmente di S.Maria del Popolo. In questa Chiesa vi si cantano annue messe tre dal Collegio, cioรจ una nella terza festa di Pasqua di Resurrezione, ossia martedรฌ in albis, nell’altare di S. Vito. La seconda nella terza festa di Pentecoste nell’altare di S. Maria del Popolo e la terza finalmente nella festa di S.Vito il 15 giugno nell’altare di S. Vitoยป.
San Vito โ attualmente di proprietร comunale, ma precedentemente appartenuta alla Collegiata del SS. Corpo di Cristo โ ha dato il nome anche alla localitร nella quale รจ ubicata e, molto probabilmente la sua fondazione risale al XVII secolo. La facciata estremamente lineare โ vi si aprono un’unica porta con sovrastante oculo โ รจ scandita ai lati da paraste e superiormente รจ conclusa da un timpano triangolare; l’elemento naif di questa chiesetta รจ quel coronamento curvilineo posto al di sopra del timpano che, interrompendo la regolaritร dell’insieme, le dร il carattere di architettura spontanea.
Nel timpano รจ inserito un pannello con i miracoli di san Vito, composto di 20 riggiole maiolicate; questo pannello reca al centro l’immagine del Santo ed ai lati sei scene rappresentanti i suoi miracoli: uomini e donne aggrediti da cani, forse in preda alla rabbia oppure cani molto probabilmente guariti da questa malattia per intercessione del Santo. Superiormente l’immagine di San Vito รจ sormontata dal simbolo dell’eterno (l’occhio inserito nel triangolo) mentre inferiormente una corona regale contiene due palme simbolo del martirio. Uno dei maggiori esperti di ceramica campana, Guido Donatone, nativo di Airola, ha pubblicato questo pannello nel volume Maiolica popolare Campana, edito dal Banco di Napoli nel 1976 e curato dalle Edizioni Scientifiche Italiane. Il Donatone attribuisce il pannello alle Fabbriche di Cerreto, datandolo agli inizi del XIX secolo. Un modesto campanile, di forma quadrangolare con una guglia a pera, completa l’aspetto esterno di questa graziosa architettura “casareccia”. Mentre sulla facciata esterna e su quelle laterali la chiesa รจ discretamente conservata, notevoli sono, nella parte posteriore, i segni del degrado e dell’incuria: quella che era l’abitazione del romito โ le due stanze superiori e quelle inferiori โ รจ diruta, cosรฌ come la scala esterna di accesso, quasi impraticabile per la folta vegetazione che via via sta divorando e sconnettendo la muratura. Il programma iconologico di questa chiesetta doveva essere quasi tutto ispirato ai santi taumaturghe o connessi alla cultura contadina, ma dei cinque altari descritti dal Fusco ne restano solo tre: quello dei santi Cosma e Damiano, quello di san Vito ed un terzo, dove il culto originario รจ stato sostituito con quello di san Pasquale.4San Vito, una chiesa da salvare, di Giuseppe Lala. da Ezioflammia.com, http://web.tiscali.it/restauroantico/san_vito.htm

Un poโ di cose sono cambiate dalla descrizione di metร โ800 del Fusco. Purtroppo le bellissime maioliche sono state rubate qualche anno fa e lโunico culto ancora presente รจ quello dei Santi Cosma e Damiano.ย ย Attenta e giusta รจ la riflessione del canonico Fusco: ยซIl programma iconologico di questa chiesetta doveva essere quasi tutto ispirato ai santi taumaturghi o connessi alla cultura contadinaยป. Non รจ ovviamente un caso che allโinterno della chiesa di San Vito, curatore di corpo e spirito, vi siano finiti i Santi taumaturghiย ย per eccellenza: Cosma e Damiano. Ancora oggi a Frasso Telesino forte รจ la devozione del popolo verso coloro i quali il popolo frassese chiama ยซi Santarielliยป. La chiesa di San Vito custodisce protesi e offerte votive di ogni genere.ย ย Da una parte Vito scaccia il demonio, dallโaltra Cosma e Damiano curano il corpo. Il culto di Vito รจ stato sostituito in toto, non essendoci nemmeno piรน una statua nella chiesetta a lui dedicata ma โsostituitoโ in un perfetto sincretismo dai โsantarielliโ. Appena varcata la soglia della cappella, troviamo quindi l’altare dedicato aiย ย santi Cosma e Damiano, parimenti venerati nell’Oriente e nell’Occidente cristiani, detti gli Anargiri (in greco, “senza argento“) per laย ย buona abitudine di prestare la loro opera di medici senza chiedere compenso alcuno. Iย ย poteri risanatori di questi due santi hanno per secoli affascinato uomini e donne, sia che si trattasse di contadini, come quelli che li pregavano per la buona salute del bestiame, che medici chirurghi che giร dal medioevo fondarono confraternite sotto la loro protezione.ย ย Un gustoso episodio, legato ai miracoli di questi due santi,ย ย ci รจย ย raccontato da Jacopo da Varagine:ย ย papa Felice, avolo di san Gregorio fece costruire in Roma una magnifica chiesa in onore dei santi Cosma e Damiano; in questa chiesa si trovava un servitore dei santi martiri al quale un cancro aveva divorato tutta la gamba. Durante il sonno gli apparvero i santi Cosma e Damiano i quali dopo un breve consulto decisero di prelevare dal cimitero di san Pietro in Vincoli la gamba di un etiopico appena sepolto al fine di sostituirla con quella malata. L’operazione riuscรฌ perfettamente: svegliatosi durante la notte e non sentendo alcun dolore, capรฌ dell’avvenuto miracolo e corse subito al cimitero ove trovรฒ la gamba del moro tagliata e quella sua posta nella stessa tomba.5Op. cit.
A Frasso Telesino, ad inserirsi in questa complessitร simbolica cโรจ lโesorcista per eccellenza, lโarchistratega, ovvero il principe della milizia celeste:ย Michahel.ย Giร molto si รจ parlato da queste pagine, con lavori eccellenti di amici e colleghi, dellโArcangelo e non ci soffermeremo qui sul culto micaelico a Frasso Telesino.6Selvaggio M., Bove E., Il culto micaelico in rupe nel Sannio Telesino (con contributi di R. Cangiano, G. Corbo, L. D’Amico, N. Ciervo, W. Mattei, G. Maturo, A. Martone), Istituto Storico del Sannio Telesino, 2022ย Un breve cenno nel nostro discorso merita lโeremo su Monte San Angelo. Li cโรจ la grotta sacra, propria del culto micaelico. La grotta รจ un archetipo universale ed evoca, tra le numerose valenze indicano dagli studiosi, anche il confitto tra Dio e il diavolo, come ha rilevato, per esempio, Cosimo Damiano Fonseca: ยซla contrapposizione dialettica tra Dio e Satana emerge con maggiore chiarezza ed evidenza quando lo spazio fisico da destinare al culto di Dio รจ una grotta che di per sรฉ si carica di significati di negativitร , quali appunto l’assenza della luce, l’angusia spaziale, la capacitร mimetica: risulta allora del tutto naturale associare la grotta al ricettacolo di forze demoniacheยป. Altra pratica rituale inerente al nostro discorso รจ quella dellโincubatio. L’incubazione รจ una pratica magico-religiosa che consiste nel dormire in un’area sacra allo scopo di sperimentare in sogno rivelazioni sul futuro oppure di ricevere cure o benedizioni di vario tipo. Questo rito รจ stato associato per secoli al culto micaelico e sicuramente anche a Frasso Telesino qualche longobardo della prima ora avrร potuto sperimentarloโฆ
Non andremo oltre, qui piuttosto si vuole sottolineare la straordinaria realtร storico-religiosa presente nellaย Terrae Fraxi.ย San Vito, Santi Cosma e Damiano e San Michele: tutti โimpegnatiโ alla cura del corpo, dellโanima ma piรน in generale al benessere psico-fisico di abitanti e fedeli. Dunque, in questa nostra Terra di Mezzo la cura della persona ha avuto da sempre un valore centrale. Basti pensare anche alle storiche terme romane di Telesia che tra terremoti e abbandoni, nelย 1861 il cavaliere Achille Jacobelli di San Lupo, sfruttando la particolaritร dellโacqua del territorio, riprese il complesso romano, fondando quelle che oggi vengono denominate le Antiche Terme Jacobelli.
Inaugurate nel 1867 il complesso termale, fu concepito per essere concorrenziale a quello Provinciale, ma le finanze della famiglia Jacobelli cominciarono a scarseggiare e la struttura fu ceduta. Nel 1871 il complesso fu gestito da Filippo Capuano di Cerreto Sannita per poi essere acquistato nel 1875 dal cavaliere Eduardo Minieri di Napoli7https://prolocotelesia.wordpress.com/antiche-terme-jacobelli/. Ancora oggi le acque curative della zona confluiscono in un complesso termale nel centro di Telese Terme che accoglie annualmente migliaia di persone in cerca di cure, refrigerio e relax.ย ย
Anche se leggermente defilato, posto a guardia della Valle tra il S. Angelo e ilย Taburnum,ย Frasso Telesino riconferma ancora oggi il suo centrale ruolo nel panorama storico-religioso della Valle Telesina.
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[1] Note sui โballiโ di san Vito: danze, riti e luoghi del culto in L. Carnevale (a cura di), Spazi e luoghi sacri. Espressioni ed esperienze di vissuto religioso, Bari 2017, pp. 211-226.
[2] L. Canetti, La danza dei posseduti, in โIl Diavolo nel Medioevoโ, Atti del XLIX Convegno storico internazionale del Centro Italiano di Studi sul Basso Medioevo-Accademia Tudertina (Todi, 14-17 ottobre2012), Spoleto 2013, 553-604.
[3] Il Martirologio geronimiano o gerolimiano (Martyrologium Hieronymianum) costituisce il piรน antico catalogo di martiri cristiani della Chiesa latina pervenuto: deve il suo nome al fatto di essere stato a torto attribuito a san Gerolamo.
[4] San Vito,una chiesa da salvare, di Giuseppe Lala. da Ezioflammia.com http://web.tiscali.it/restauroantico/san_vito.htm
[5] Op. cit.
[6] Selvaggio M., Bove E., Il culto micaelico in rupe nel Sannio Telesino (con contributi di R. Cangiano, G. Corbo, L. D’Amico, N. Ciervo, W. Mattei, G. Maturo, A. Martone), Istituto Storico del Sannio Telesino, 2022.
[7] https://prolocotelesia.wordpress.com/antiche-terme-jacobelli/
Archeologa classica. Lavora presso l’Universitร del Salento.
Antonella Selvaggio
Architetto, libero professionista. Si occupa di progettazione architettonica, interior design e aspetti legati all’architettura del paesaggio. Dal 2021 รจ Consigliere dell’ordine degli Architetti della Provincia di Benevento. Ha partecipato a Mostre sul restauro architettonico e a numerose iniziative riguardanti la promozione territoriale.
Vive a Morcone. Presidente Italia Nostra Matese Alto Tammaro.
Dottore di ricerca in Ingegneria Elettronica ed informatica presso l’Universitร degli Studi di Napoli. Ha Svolto attivitร didattica presso l’Universitร Federico II. Vive a Telese.
Laurea in giurisprudenza presso l’Universitร degli Studi “La Sapienza” di Roma. Dirigente amministrativa presso l’Universitร del Molise.



Andrea Ciervo nato a Caserta il 12.10.1975. Presbitero dal 24 novembre 2012 giร Laureato in Giurisprudenza alla Federico II, con una tesi di Diritto Ecclesiastico sui Risvolti dei Patti Lateranensi col prof. Mario Tedeschi…tirocinante poi presso Studio Notaro in via Mezzocannone di Napoli…consegue il Baccalaureato presso l’Aloysianum di Padova nel 2007 con una tesi sulla Religione in Immanuel Kant col prof. Secondo Bongiovanni. Si Laurea in Sacra Teologia presso la Facoltร Teologica dell’ Italia Meridionale sezione san Tommaso nel 2012 sempre “Summa cum laude”
Presidente dellโAssociazione culturale โLa Biblioteca del Sannioโ, dottore di ricerca presso lโUniversitร degli Studi della Campania โLuigi Vanvitelliโ con una tesi sulla metadatazione della cartografia storica. Giornalista e direttore di Canale Sassuolo. Giร docente a contratto di Lingua e Cultura Spagnola e Global History, presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo vanvitelliano, รจ attualmente tutor di Storia Contemporanea e Storia dei Partiti e Movimenti politici.






Farmacista. Dopo la laurea ha conseguito un master biennale e un corso di perfezionamento, approfondendo le conoscenze in ambito fitoterapico, micoterapico e nutraceutico, con la pubblicazione del lavoro di tesi sulla rivista di divulgazione scientifica di medicina naturale ‘Scienza Natura’ del Prof. Ivo Bianchi. Attivo nel sociale, รจ membro del Rotary Club Valle Telesina ed รจ amante dello sport e della natura. Innamorato del proprio territorio, ha iniziato a coltivare l’interesse per la storia locale.
Nato a Ponte, dove risiede. Dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato. Cultore di storia locale con particolare attenzione al periodo medievale. Ha pubblicato “Ponte tra Cronaca e Storia”, “Domenico Ocone, quarant’anni di storia pontese…”, “Le Vie di Ponte tra Storia e Leggenda”. Collabora con varie associazioni culturali.
Nato a Telese Terme ma originario di Amorosi รจ stato allievo del filosofo Massimo Achille Bonfantini. Laureato in Semiotica e Filosofia del Linguaggio presso l’Universitร l’Orientale di Napoli. Dedica le sue ricerche prevalentemente allo studio della filosofia e della psicologia dell’inconscio, come dei nuovi percorsi conoscitivi applicati alle neuroscienze. Ha pubblicato Cento petali e una rosa. Semiosi di un romanzo storico (Natan, 2016), Filosofia hegeliana e religione. Osservazioni su Sebastiano Maturi (Natan, 2017) e, recentemente, il saggio dal titolo: Nel gioco di un’incerta reciprocitร : Gregory Bateson e la teoria del “doppio legame” (Ediz. Del Faro, 2020).
Musicista. Maestro di clarinetto ed orchestrale. Studioso di storia della filosofia e del ‘700 napoletano. Esperto simbolista e autore di testi esoterico/filosofici.
Nato a Napoli e residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia allโUniversitร di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale allโUniversitร di Modena รจ stato aiuto chirurgo presso lโospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente รจ pensionato.ย Dal 1ยฐ giugno 1978 รจ socio corrispondente dellโAssociazione Culturale Italo Ispanica โC. Colombo โ Madridโ.ย Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche.ย Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dellโAssociazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio รจ stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.
Originario di Castelvenere. Giร dipendente del Miur ora in pensione. Appassionato di Storia locale ed animatore di gruppi per la diffusione della lingua e delle tradizioni di Castelvenere.
Esperta di Comunicazione Istituzionale; in particolar modo di Social Media Policy e e di politiche agroalimentari legate all’economia di piccola scala per Slow Food, in Campania e Basilicata. Suoi contributi in ambito associativo sono legati a tradizioni e culture della terra e del territorio. Ha effettuato training in storiografia in Francia.
Dottore in Archeologia e Scienze Storiche, ha svolto diverse campagne di scavo alla necropoli del Cigno a Macchia Valfortore (CB), con lโUniversitร degli studi di Napoli Federico II e alla necropoli di Crocifisso del tufo a Orvieto (TR), con il Parco Archeologico Ambientale dellโOrvietano e lโ Universitร dell’Arizona. ร attuale vice Presidente della Pro Loco di SantโAgata dei Goti (BN) dove svolge anche la funzione di OLP per il Servizio Civile Universale. ร giornalista tirocinante presso la testata QuasiMezzogiorno. Sรฌ รจ occupato di alcuni ambiti di archeologia della produzione del Sannio caudino. Attualmente s’interessa alle istituzioni sociali e militari del Medioevo. ร vice Presidente dell’Istituto Storico Sannio Telesino.
Cultore di storia locale e delle tradizioni del suo paese. Autore del saggio “Notizie storiche ed urbanistiche di Cerreto antica” in cui ha ricostruito l’antico borgo distrutto dal terremoto del 1688.
Dottore in Legge ed autore di ricerche di Storia Locale. Ha partecipato al progetto “Un museo a colori” avente il fine di far conoscere il museo di arte ceramica di Cerreto Sannita. Le mansioni svolte sono state quelle di guida museale e bibliotecaria, e redazione di progetti e lavori di gruppo con gli altri volontari. Ha scritto un saggio nella Antologia dedicata al bicentenario della nascita di Michele Ungaro, edita dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita.
Giร sindaco di Caiazzo, dopo aver conseguito la maturitร scientifica, rivolge il suo impegno politico alle battaglie del Partito Radicale, soprattutto nel campo della tutela dell’ambiente e in quello per una giustizia giusta. Nel 1980 viene eletto consigliere comunale a Caiazzo, cittร in cui vive, in rappresentanza della “nuova sinistra”. Nel 1982 aderisce alla Lega per l’Ambiente, promuovendo diverse iniziative per la tutela del fiume Volturno e per il recupero del patrimonio edilizio del centro storico di Caiazzo. Tra il 1987 e il 1994 รจ Presidente dell’Associazione Storica del Caiatino. Nel 1994 viene eletto sindaco di Caiazzo con la lista civica “Rinascita Caiatina”. Rieletto nel 1998, si adopera per una crescita socio-economica della cittร ; realizza un programma pluriennale, che viene selezionato anche da “Sviluppo Italia” SpA per la costituzione di un Laboratorio di sperimentazione per lo sviluppo locale. Presidente dell’Associazione “Cittร Paesaggio” dal 2003, รจ coordinatore del progetto “Per una Carta dei paesaggi dell’olio e dell’olivo”, realizzato d’intesa con l’Associazione nazionale “Cittร dell’Olio”. Nel 2007 aderisce a Slow Food, dedicandosi soprattutto alla salvaguardia delle piccole produzioni agricole. Ha pubblicato con le Edizioni 2000diciassette: La Memoria e LโOblio, un saggio sullโeccidio di Caiazzo durante l’ultimo conflitto mondiale.
Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza Cultore di Storia Locale ha scritto il saggio: Telesia 1349 Peste e Terremoto edizioni duemiladicessette, 2016, Cartoline da Telese ed. Unione Filatelica Beneventana, 2009; Castelvenere Valdese insieme a P. Carlo Ed. Realtร Sannita, 2016; Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita insieme a F. Pace, edito dallโASMV nel 2019. Ha scritto nellโAntologia sulla vita di Michele Ungaro edito dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita nel 2019.ha in corso di pubblicazione un libro di poesie. Dirige la collana di poesie della Casa Editrice FioriDiZucca. Presidente pro-tempore dellโIstituto Storico del Sannio Telesino. Premio Upupa 2017 e 2019 per gli studi di storia locale.
Insegnante, vive a Caiazzo. ร Presidente del’Associazione Storica del Caiatino.
Maestro elementare, appassionato studioso e cultore di Storia Locale.
Biologo residente a Telese Terme. Cultore di storia locale con particolare riferimento alla storia del periodo sannitico. ร autore del saggio “La Leonessa e il fenomeno luminoso nella grotta di Sant’Angelo” edito da Fioridizucca nel 2022.
Sannita di origini e toscano d’adozione. Medico anestesista, ha coltivato con interesse e particolarmente studiato la “Terapia del dolore”. Di tale disciplina รจ stato per lunghi anni docente all’Universitร di Siena. Ha avuto anche esperienze di insegnamento all’estero (Bobigny Paris nord, Accademia Russa delle Scienze mediche, Accademia Lettone di Scienze odontoiatriche). Ufficiale medico dell’Esercito italiano, รจ appassionato di esoterismo, di cultura e tradizioni popolari. E’ autore di saggistica. Ha recentemente pubblicato saggio su “Massoneria, relazioni umane e comunicazione tecnologica” edito da Fioridizucca edizioni.
Giornalista professionista. Scrittore di romanzi e direttore di diverse testate radio televisive. Fondatore del sito: Neifatti.it
Medico specialista in oncologia e cure palliative รจ autore principalmente di pubblicazioni scientifiche di settore in lingua inglese ed italiana. ร stato inoltre relatore
Laurea magistrale in Lettere. Docente a Prato. Ha approfondito gli eventi storici che portarono alla โMarcia della fameโ del 1957 nei comuni del Valfortore sannita. Ha scritto il “Catasto Onciario della Terra di San Salvatore”.
Medico e scrittore. Ha allโattivo numerose collaborazioni con riviste di carattere storico. Ha pubblicato una Vita di San Leucio, il libro: โDa Casale a Comuneโ e la Storia della Parrocchiale Santa Maria Assunta di San Salvatore Telesino. Ha partecipato allโAntologia โDieci Medici Raccontanoโ, che ha ottenuto il “Premio Rufolo 2019”. Premio Olmo 2009 per il romanzo storico ยซL’ultima notte di Bedรฒยป, รจ anche autore di alcuni saggi sulla Storia della Medicina tra cui uno studio sulla Depressione dal titolo ยซIl potere misterioso della bile nera, breve storia della depressione da Ippocrate a Charlie Brownยป. Nel 2024 ha pubblicato “Fu la peste” e “Islam a Telesia” per ABE Editore Napoli. Fondatore e Direttore Editoriale della Casa Editrice Fioridizucca.
Studioso della storia del Risorgimento e cultore del periodo Borbonico, ha recentemente collaborato con un suo scritto allโantologia biografica dedicata a Michele Ungaro. Ha in corso un saggio su Sanchez De Luna, un Vescovo del โ700.

Scrittore, poeta e divulgatore culturale. Medico di continuitร assistenziale. Autore di diversi saggi storici e racconti. Ha partecipato all’antologia “Dieci Medici Raccontano”. Fondatore del Premio Nazionale Olmo che tutti gli anni si svolge in Raviscanina (Ce).
Dottore in Lettere. all’Universitร di Salerno, indirizzo “storico medievale”. Si รจ poi laureata in Scienze della Formazione primaria all’Ateneo di Campobasso. Studiosa della storia della sua cittร . Lettrice instancabile di autori italiani e stranieri, si occupa della formazione di piccoli lettori e poeti. ร insegnante nella Scuola Primaria da quindici anni. Ha sperimentato innovative metodologie di approccio alla lettura utilizzando le nuove tecnologie che hanno portato alla pubblicazione di una ricerca dal titolo: TIC e DSA. Riflessioni ed esperienze sulle nuove frontiere della pedagogia speciale, Ed. EriksonLive. La storia locale e la ricerca accurata le ha permesso di pubblicare anche un Saggio in storia medievale sull’assetto urbano e riorganizzazione del territorio della Benevento nei sec. XI e XII. Animatore culturale, scrive poesie per fermare in foto-scritte, attimi di vita.
Medico di Emergenza territoriale residente in Puglianello. Ha collaborato all’opera Dieci Medici Raccontano.
Lorenzo Piombo, medico psichiatra, dirigente del Dipartimento Salute Mentale della ASL di Benevento. Ricercatore e studioso di storia. Vive e opera a Morcone.
Avvocato. Patrocinante in Cassazione. Scrittore di Storia Locale. Opera a Guardia Sanframondi.
Promotore culturale dellโarea di Faicchio. Dopo aver conseguito la maturitร classica si รจ laureato in Economia. ร dirigente d’impresa a Milano nel settore delle borse valori e mercati finanziari. Ha scritto diversi articoli sulla stampa finanziaria nazionale, tra cui il Sole 24 Ore ed Investire. ร appassionato di cultura locale, ha vinto il premio Prosa IX Premio letterario dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Titolare delle strutture ricettive “Magie del Sannio” ha dato vita anche al “Piccolo Museo privato di Faicchio Magie del Sannio”.
Dottore in Storia. Autore di un saggio storico, conseguente a ricerca d’archivio, sul suo Comune dal titolo: ย Faicchio 1920 – 1946 dall’avvento del Fascismo alla nascita della Repubblica, 2016.
Medico ed esperto di storia della gastronomia.
Architetto e docente. Appassionato cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, cittร in cui vive. Ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti. Collabora con il Blog dell’Istituto Storico del Sannio di cui รจ socio fondatore. ร autore del saggio “Cominium Ocritum e le forche caudine: una storia
Studioso del ‘700 napoletano e dell’epopea di Federico II ha approfondito in modo particolare le influenza arabe sull’architettura napoletana. Studioso diย suffisso e di religioni orientali.
Medico del Lavoro. Regista teatrale. Giornalista pubblicista. Fondatore di “Byblos”, la biblioteca del Sannio. Scrittore e divulgatore della storia e dei personaggi del Sannio, ha pubblicato “A tavola nel Sannio”, una guida ai ristoranti della provincia di Benevento; “Dietro la Leggenda” (2016), una raccolta di racconti ispirati a fiabe e a leggende del Sannio. Nel 2017 ha pubblicato “Samnes”, un romanzo storico sull’epopea sannita. Ha curato la trascrizione del manoscritto e la stampa dei tre volumi delle “Memorie storiche di Cerreto Sannita per Arcidiacono Nicola Rotondi”. Nel 2019 ha pubblicato “Guida alla Valle Telesina e al Sannio”. Ha pubblicato “Il delitto del pozzo dei pazzi”, un medical-thriller ambientato nel primo ‘900 nell’ospedale degli Incurabili di Napoli. ร autore della “Storia di Cerreto dalla preistoria alla seconda guerra mondiale (2022) e di “Fiabe e Favole in cerretese”, edito da Fioridizucca. (2023).
ร nato e vive a Castelvenere. Giร docente di materie letterarie nella scuola statale, ha pubblicato diverse raccolte di liriche, pagine di ricerca letteraria, studi relativi alla cultura popolare. ร presente in antologie, dizionari bio-bibliografici e testi scolastici. Appassionato si storia e di tradizioni locali, รจ membro di associazioni culturali nazionali. I suoi versi hanno ricevuto giudizi positivi da parte della critica e in concorsi letterari si รจ classificato ai primi posti.
Giornalista Pubblicista. Esperto di Enologia, collabora a diversi siti web del settore. Collaboratore del blog lucianopignataro.it รจ responsabile dell’Ufficio Stampa del Sannio Consorzio Tutela Vini. 
Infaticabile animatore culturale dellโarea del Caiatino e del Casertano. Allievo del prof. Galasso. Fondatore di Gruppi culturali dediti alla divulgazione della storia del Territorio, attualmente responsabile di Procedimento Unitร Operativa Biblioteca civica e Archivio Storico del Comune di Caiazzo.