
Le fonti storiche indicano l’anno Mille come il periodo di maggior influenza e dominazione normanna nell’Italia meridionale. Devoti dell’arcangelo Michele, il cui culto non si esaurì al semplice pellegrinaggio al ‘santuario dell’Angelo’ sul Gargano; degni successori dei fieri antenati Vichinghi -di cui però avevano tradito gli antichi culti pagani e si erano convertiti al cristianesimo-; protetti dalla testa ai piedi dall’hausberk -una cotta intessuta con minuscoli anelli di ferro a mo’ di armatura-, i Normanni -provenienti dalla non lontana terra di Normandia, ed eredi del vichingo Hrölfr o Rollo(ne) che ne costituì un Ducato (detto di Saint-Ouen o Rouen) in concessione del marchese di Neustria e re Roberto (911)- videro, nelle lotte intestine tra i vari potentati locali del Mezzogiorno, il mezzo per penetrare senza notevole sforzo in un territorio ricco in bellezza e fertilità.
Qualche studioso addirittura riferisce che all’aiuto ai Salernitani contro i numerosi assalti dei Saraceni, i Normanni presero l’impegno -non privo di interesse- di combattere anche i Bizantini[1]. Vero è che, ai freddi lidi d’Inghilterra e Irlanda e le aride dune della Tunisia o dell’Impero Romano d’Oriente, le ‘terre di mezzo’ del Mezzogiorno dovettero sembrare il luogo più appropriato per assecondare il loro desiderio di conquista. L’occasione propizia nacque dall’incontro del signore longobardo Melo di Bari[2] con alcuni pellegrini Normanni -quasi sicuramente nelle terre del Gargano- di ritorno dalla Terra Santa. L’aiuto proficuo dei ‘coloni del nord-ovest’ servì a costruire anche sulle rovine latine e longobarde della Longombardia minor.
Una nuova configurazione politica e geografica del territorio ebbe come conseguenza un più diffuso scambio di rapporti commerciali con i popoli islamici, ebraici e orientali. Il Mezzogiorno sembrò il luogo ideale per favorire più interessanti rapporti economici con i paesi che si affacciavano sul Mediterraneo; le zone interne, appenniniche -non meno ricche economicamente-, diventarono luoghi di scambio commerciale grazie ad un’impostazione diversa della rete stradale ed una nuova vitalità sociale e culturale.
Nonostante un fiscalismo oppressivo, che non fermò l’impulso delle attività economiche, gli insediamenti Normanni del X secolo sul territorio campano privilegiarono lo sviluppo agricolo, i dissodamenti di nuove terre -fino ad allora incolte o boschive-.
I nuovi nuclei abitati -sorti intorno al castello del signore normanno (o ‘Rocca’)- nati dalla cenere di precedenti fortificazioni longobarde e bizantine rinsaldarono gli equilibri economici dei nuovi proprietari. Le colture e i prodotti del lavoro dei contadini favorirono l’autonomia dei signori, ma asservirono la manodopera terriera.
Il Ducato di Benevento garantì lo sviluppo di piccoli centri abitati. Non era difficile trovare, intorno alle dimore di campagna, orti, vigne, fertili pascoli e moderni allestimenti irrigui -la cui costruzione servì anche successivamente, in età normanna-. Alla concimazione dei terreni, seguiva il lavoro manuale con rudimentali zappe e vanghe; di rado, un piccolo aiuto logistico era dato da bestie da soma o buoi -per lo più usati per dissodare ampie zone incolte o nel trasporto di legname-.
Il Ducato di Benevento, dalla seconda metà del IX secolo, aveva perso i principati di Capua e Salerno, che già da tempo avevano riconosciuto la loro autonomia. L’ulteriore guerra tra Radelchi e Siconolfo, narrata in modo minuzioso da Erchempertnella Historia Langobardorum Beneventanorum, contribuì dall’anno 849 alla divisione del Ducato nei due Principati di Benevento e Salerno. Sempre intorno all’842-849, Capua si staccò da Salerno e divenne principato indipendente (900). Se Pandolfo I Capo di Ferro (961-981), contribuì a riunire i tre principati, più a sud i Bizantini si radunarono nel catepanato di Lucania, Puglia e Calabria con capitale Bari. Eppure i territori interni non furono esenti da razzie dei Saraceni: se nel secolo IX, lunghe lotte intestine portarono al saccheggio di intere città -Miseno, Formia, Fondi e Capua-, ora, i Saraceni stanziati in Puglia facevano terra bruciata di Telese, Alife e Benevento, la capitale del Ducato. Del resto bisognerà aspettare Ruggero II[3] (1130), per mettere un po’ d’ordine nei vari territori -non senza devastazioni-. Fedele al papa, ma di più a se stesso, Ruggero II, diede il via ad una riforma legislativa senza precedenti, valida per l’intero Regno. A Ruggero II, infatti –laddove non si hanno prove certe in tal senso- vanno attribuite anche le “Assise di Ariano”, un vasto codex legislativo in due manoscritti: il Codice Vaticano 8782 e il Codice Cassinese 468.
Il contenuto delle Assise, fu moderno per minuzia di concetti giuridici e per la solerzia di provvedimenti in materia penale. Non a caso, per ricchezza di contenuti Federico II di Svevia (1198-1250) ne trasferì l’intero testo nel Liber Augustalis (1231)[4]. La legislazione di Ruggero II -passando attraverso chiare norme di diritto pubblico e privato- impose il principio della volontà sovrana quale fonte unica del diritto della comunità, e ridusse il diritto longobardo e bizantino a fonte normativa sussidiaria, destinata a sopperire ad eventuali lacune della legge regia.
Interessante è il tarì, una moneta che esprime perfettamente la sintesi delle culture presenti nel Regno normanno:

Nel recto: il nome di re Ruggero e il titolo in lingua araba: al-malik Rujaral-mu’azzamal – mu’tazzbi – illah («re Ruggero, venerando e potente per grazia di Dio»); nel verso: una croce latina con la scritta in greco IC XC NI KA («Gesù Cristo vince»).
Intanto nella valle Telesina[5], I Sanframondi dominavano -o sarebbe meglio dire, difendevano- le terre della Contea: ad Ugo Conte di Telese era succeduta la famiglia dei normanni Rainulfo, che dimostrò di volere una certa quiete economica per la sua gente; Ruggero II adirato contro il cognato Rainulfo ne invase le terre, occupò Castel Ponte, mise ferro e fuoco Limata[6] e si spinse fino a Telese[7]; solo nel 1303 Barthèlemy Sighenoulf, con l’approvazione di Re Carlo II, divenne signore e Conte di Telese[8].
In sintesi, sono molteplici i signori coinvolti nella successione al feudo di Telese[9]: nel 1229, la civitas si arrende all’esercito del Legato Pontificio -al comando del cardinale Colonna-, nelle lotte tra Federico II e la Chiesa; tra il 1231 e 1260 il feudo è guidato da Pietro da S. Germano e Giovanni di Lauro; nel conflitto tra Svevi e Angioini, il territorio telesino si schiera con Carlo I d’Angiò -che intanto aveva sconfitto Manfredi a Benevento (1266) e Corradino vicino Tagliacozzo (1268)-; il feudo telesino è affidato a Guglielmo di Vaudemont ed è visitato dallo stesso Carlo I d’Angiò nel 1263 e nel 1278, tra il 28 e 29 giugno.
Di qui in poi -dopo un vuoto temporale di qualche decennio, ove si ipotizza che metà del feudo sia passato da Henrichellus Passerellus a Henricus de Girardo insieme a Pietro Baheraun in Pugliano- si rintracciano: Pietro Gaetano Della Ratta dei Conti di Caserta (1334) e Francesco Monsorio in Telese, nel Casale di S. Salvatore e Casal-Venere; in linea di successione a Solopaca si affermano ancora i Monsorio e i (gens) Grimaldi.
All’Abbazia di S. Salvatore intanto tra il X secolo e il XV, l’onere di rappresentare il fulcro della vita religiosa e politica della valle telesina. Di lì passò Sant’Anselmo, che non disdegnò meditare nei pressi del ‘pozzo’, tutt’ora ben conservato.
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[1] Molti di essi si stabilirono a Salerno, come mercenari, con guida il principe Guaimario III; altri, si mossero più a sud, in Puglia, e parteciparono agli scontri contro i Bizantini. Si ricordano i fratelli d’Altavilla, figli di Tancredi, e il clan dei Drengot-Quarrel, con a capo i fratelli Osmondo e Rainulfo. Cfr. Delogu P., I Normanni in Italia, ed. Liguori, Napoli, 1984, pag. 20.
[2] Cfr. Pio B., Melo da Bari, in Aa.Vv., Dizionario Biografico degli Italiani, Istituto della Enciclopedia Italiana, 2009, Roma, vol. 73, pp. 45-6.
[3] Cfr. Aubé P., Ruggero II. Re di Sicilia, Calabria e Puglia. Un normanno nel Mediterraneo, Newton & Compton Editori, Roma 2002.
[4] Tramontana S., Il Mezzogiorno Medievale. Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi nei secoli XIXV, ed. Carocci, Roma 2000.
[5] Meomartini A., I comuni della provincia di Benevento, De Martini, 1970, pag. 275.
[6] Alessandro Telesino, De Rebus Gestis Rogerii Siciliae Regis, Lib. II, cap. LXI, pag. 125.
[7] Lettera di Guidobaldo, abbate di Montecassino a Lotario imperatore, in Ciarlanti V., Memorie istoriche del Sannio, Nuzzi, Campobasso, II, pag. 296.
[8] Per accuse di vario genere, tra cui l’aver peccato di adulterio con Caterina moglie di Filippo d’Angiò, fu allontanato dai possedimenti di Telese e il territorio dichiarato civitas regia da re Roberto. Cfr. Marrocco D., Quaternus redditum Civitatis Thelesiae del 1426, in Annuario ASMV, Piedimonte Matese, 1977 pag. 149.
[9] Vigliotti N., Telesia… Telese Terme. Due Millenni, tipolitografia don Bosco, Telese, 1993 pp. 108-9.
Archeologa classica. Lavora presso l’Università del Salento.
Antonella Selvaggio
Architetto, libero professionista. Si occupa di progettazione architettonica, interior design e aspetti legati all’architettura del paesaggio. Dal 2021 è Consigliere dell’ordine degli Architetti della Provincia di Benevento. Ha partecipato a Mostre sul restauro architettonico e a numerose iniziative riguardanti la promozione territoriale.
Vive a Morcone. Presidente Italia Nostra Matese Alto Tammaro.
Dottore di ricerca in Ingegneria Elettronica ed informatica presso l’Università degli Studi di Napoli. Ha Svolto attività didattica presso l’Università Federico II. Vive a Telese.
Laurea in giurisprudenza presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. Dirigente amministrativa presso l’Università del Molise.



Andrea Ciervo nato a Caserta il 12.10.1975. Presbitero dal 24 novembre 2012 già Laureato in Giurisprudenza alla Federico II, con una tesi di Diritto Ecclesiastico sui Risvolti dei Patti Lateranensi col prof. Mario Tedeschi…tirocinante poi presso Studio Notaro in via Mezzocannone di Napoli…consegue il Baccalaureato presso l’Aloysianum di Padova nel 2007 con una tesi sulla Religione in Immanuel Kant col prof. Secondo Bongiovanni. Si Laurea in Sacra Teologia presso la Facoltà Teologica dell’ Italia Meridionale sezione san Tommaso nel 2012 sempre “Summa cum laude”
Presidente dell’Associazione culturale “La Biblioteca del Sannio”, dottore di ricerca presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” con una tesi sulla metadatazione della cartografia storica. Giornalista e direttore di Canale Sassuolo. Già docente a contratto di Lingua e Cultura Spagnola e Global History, presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo vanvitelliano, è attualmente tutor di Storia Contemporanea e Storia dei Partiti e Movimenti politici.






Farmacista. Dopo la laurea ha conseguito un master biennale e un corso di perfezionamento, approfondendo le conoscenze in ambito fitoterapico, micoterapico e nutraceutico, con la pubblicazione del lavoro di tesi sulla rivista di divulgazione scientifica di medicina naturale ‘Scienza Natura’ del Prof. Ivo Bianchi. Attivo nel sociale, è membro del Rotary Club Valle Telesina ed è amante dello sport e della natura. Innamorato del proprio territorio, ha iniziato a coltivare l’interesse per la storia locale.
Nato a Ponte, dove risiede. Dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato. Cultore di storia locale con particolare attenzione al periodo medievale. Ha pubblicato “Ponte tra Cronaca e Storia”, “Domenico Ocone, quarant’anni di storia pontese…”, “Le Vie di Ponte tra Storia e Leggenda”. Collabora con varie associazioni culturali.
Nato a Telese Terme ma originario di Amorosi è stato allievo del filosofo Massimo Achille Bonfantini. Laureato in Semiotica e Filosofia del Linguaggio presso l’Università l’Orientale di Napoli. Dedica le sue ricerche prevalentemente allo studio della filosofia e della psicologia dell’inconscio, come dei nuovi percorsi conoscitivi applicati alle neuroscienze. Ha pubblicato Cento petali e una rosa. Semiosi di un romanzo storico (Natan, 2016), Filosofia hegeliana e religione. Osservazioni su Sebastiano Maturi (Natan, 2017) e, recentemente, il saggio dal titolo: Nel gioco di un’incerta reciprocità: Gregory Bateson e la teoria del “doppio legame” (Ediz. Del Faro, 2020).
Musicista. Maestro di clarinetto ed orchestrale. Studioso di storia della filosofia e del ‘700 napoletano. Esperto simbolista e autore di testi esoterico/filosofici.
Nato a Napoli e residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale all’Università di Modena è stato aiuto chirurgo presso l’ospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente è pensionato. Dal 1° giugno 1978 è socio corrispondente dell’Associazione Culturale Italo Ispanica “C. Colombo – Madrid”. Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche. Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dell’Associazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio è stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.
Originario di Castelvenere. Già dipendente del Miur ora in pensione. Appassionato di Storia locale ed animatore di gruppi per la diffusione della lingua e delle tradizioni di Castelvenere.
Esperta di Comunicazione Istituzionale; in particolar modo di Social Media Policy e e di politiche agroalimentari legate all’economia di piccola scala per Slow Food, in Campania e Basilicata. Suoi contributi in ambito associativo sono legati a tradizioni e culture della terra e del territorio. Ha effettuato training in storiografia in Francia.
Dottore in Archeologia e Scienze Storiche, ha svolto diverse campagne di scavo alla necropoli del Cigno a Macchia Valfortore (CB), con l’Università degli studi di Napoli Federico II e alla necropoli di Crocifisso del tufo a Orvieto (TR), con il Parco Archeologico Ambientale dell’Orvietano e l’ Università dell’Arizona. È attuale vice Presidente della Pro Loco di Sant’Agata dei Goti (BN) dove svolge anche la funzione di OLP per il Servizio Civile Universale. È giornalista tirocinante presso la testata QuasiMezzogiorno. Sì è occupato di alcuni ambiti di archeologia della produzione del Sannio caudino. Attualmente s’interessa alle istituzioni sociali e militari del Medioevo. È vice Presidente dell’Istituto Storico Sannio Telesino.
Cultore di storia locale e delle tradizioni del suo paese. Autore del saggio “Notizie storiche ed urbanistiche di Cerreto antica” in cui ha ricostruito l’antico borgo distrutto dal terremoto del 1688.
Dottore in Legge ed autore di ricerche di Storia Locale. Ha partecipato al progetto “Un museo a colori” avente il fine di far conoscere il museo di arte ceramica di Cerreto Sannita. Le mansioni svolte sono state quelle di guida museale e bibliotecaria, e redazione di progetti e lavori di gruppo con gli altri volontari. Ha scritto un saggio nella Antologia dedicata al bicentenario della nascita di Michele Ungaro, edita dalla Società di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita.
Già sindaco di Caiazzo, dopo aver conseguito la maturità scientifica, rivolge il suo impegno politico alle battaglie del Partito Radicale, soprattutto nel campo della tutela dell’ambiente e in quello per una giustizia giusta. Nel 1980 viene eletto consigliere comunale a Caiazzo, città in cui vive, in rappresentanza della “nuova sinistra”. Nel 1982 aderisce alla Lega per l’Ambiente, promuovendo diverse iniziative per la tutela del fiume Volturno e per il recupero del patrimonio edilizio del centro storico di Caiazzo. Tra il 1987 e il 1994 è Presidente dell’Associazione Storica del Caiatino. Nel 1994 viene eletto sindaco di Caiazzo con la lista civica “Rinascita Caiatina”. Rieletto nel 1998, si adopera per una crescita socio-economica della città; realizza un programma pluriennale, che viene selezionato anche da “Sviluppo Italia” SpA per la costituzione di un Laboratorio di sperimentazione per lo sviluppo locale. Presidente dell’Associazione “Città Paesaggio” dal 2003, è coordinatore del progetto “Per una Carta dei paesaggi dell’olio e dell’olivo”, realizzato d’intesa con l’Associazione nazionale “Città dell’Olio”. Nel 2007 aderisce a Slow Food, dedicandosi soprattutto alla salvaguardia delle piccole produzioni agricole. Ha pubblicato con le Edizioni 2000diciassette: La Memoria e L’Oblio, un saggio sull’eccidio di Caiazzo durante l’ultimo conflitto mondiale.
Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza Cultore di Storia Locale ha scritto il saggio: Telesia 1349 Peste e Terremoto edizioni duemiladicessette, 2016, Cartoline da Telese ed. Unione Filatelica Beneventana, 2009; Castelvenere Valdese insieme a P. Carlo Ed. Realtà Sannita, 2016; Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita insieme a F. Pace, edito dall’ASMV nel 2019. Ha scritto nell’Antologia sulla vita di Michele Ungaro edito dalla Società di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita nel 2019.ha in corso di pubblicazione un libro di poesie. Dirige la collana di poesie della Casa Editrice FioriDiZucca. Presidente pro-tempore dell’Istituto Storico del Sannio Telesino. Premio Upupa 2017 e 2019 per gli studi di storia locale.
Insegnante, vive a Caiazzo. È Presidente del’Associazione Storica del Caiatino.
Maestro elementare, appassionato studioso e cultore di Storia Locale.
Biologo residente a Telese Terme. Cultore di storia locale con particolare riferimento alla storia del periodo sannitico. È autore del saggio “La Leonessa e il fenomeno luminoso nella grotta di Sant’Angelo” edito da Fioridizucca nel 2022.
Sannita di origini e toscano d’adozione. Medico anestesista, ha coltivato con interesse e particolarmente studiato la “Terapia del dolore”. Di tale disciplina è stato per lunghi anni docente all’Università di Siena. Ha avuto anche esperienze di insegnamento all’estero (Bobigny Paris nord, Accademia Russa delle Scienze mediche, Accademia Lettone di Scienze odontoiatriche). Ufficiale medico dell’Esercito italiano, è appassionato di esoterismo, di cultura e tradizioni popolari. E’ autore di saggistica. Ha recentemente pubblicato saggio su “Massoneria, relazioni umane e comunicazione tecnologica” edito da Fioridizucca edizioni.
Giornalista professionista. Scrittore di romanzi e direttore di diverse testate radio televisive. Fondatore del sito: Neifatti.it
Medico specialista in oncologia e cure palliative è autore principalmente di pubblicazioni scientifiche di settore in lingua inglese ed italiana. È stato inoltre relatore
Laurea magistrale in Lettere. Docente a Prato. Ha approfondito gli eventi storici che portarono alla “Marcia della fame” del 1957 nei comuni del Valfortore sannita. Ha scritto il “Catasto Onciario della Terra di San Salvatore”.
Medico e scrittore. Ha all’attivo numerose collaborazioni con riviste di carattere storico. Ha pubblicato una Vita di San Leucio, il libro: “Da Casale a Comune” e la Storia della Parrocchiale Santa Maria Assunta di San Salvatore Telesino. Ha partecipato all’Antologia “Dieci Medici Raccontano”, che ha ottenuto il “Premio Rufolo 2019”. Premio Olmo 2009 per il romanzo storico «L’ultima notte di Bedò», è anche autore di alcuni saggi sulla Storia della Medicina tra cui uno studio sulla Depressione dal titolo «Il potere misterioso della bile nera, breve storia della depressione da Ippocrate a Charlie Brown». Nel 2024 ha pubblicato “Fu la peste” e “Islam a Telesia” per ABE Editore Napoli. Fondatore e Direttore Editoriale della Casa Editrice Fioridizucca.
Studioso della storia del Risorgimento e cultore del periodo Borbonico, ha recentemente collaborato con un suo scritto all’antologia biografica dedicata a Michele Ungaro. Ha in corso un saggio su Sanchez De Luna, un Vescovo del ‘700.

Scrittore, poeta e divulgatore culturale. Medico di continuità assistenziale. Autore di diversi saggi storici e racconti. Ha partecipato all’antologia “Dieci Medici Raccontano”. Fondatore del Premio Nazionale Olmo che tutti gli anni si svolge in Raviscanina (Ce).
Dottore in Lettere. all’Università di Salerno, indirizzo “storico medievale”. Si è poi laureata in Scienze della Formazione primaria all’Ateneo di Campobasso. Studiosa della storia della sua città. Lettrice instancabile di autori italiani e stranieri, si occupa della formazione di piccoli lettori e poeti. È insegnante nella Scuola Primaria da quindici anni. Ha sperimentato innovative metodologie di approccio alla lettura utilizzando le nuove tecnologie che hanno portato alla pubblicazione di una ricerca dal titolo: TIC e DSA. Riflessioni ed esperienze sulle nuove frontiere della pedagogia speciale, Ed. EriksonLive. La storia locale e la ricerca accurata le ha permesso di pubblicare anche un Saggio in storia medievale sull’assetto urbano e riorganizzazione del territorio della Benevento nei sec. XI e XII. Animatore culturale, scrive poesie per fermare in foto-scritte, attimi di vita.
Medico di Emergenza territoriale residente in Puglianello. Ha collaborato all’opera Dieci Medici Raccontano.
Lorenzo Piombo, medico psichiatra, dirigente del Dipartimento Salute Mentale della ASL di Benevento. Ricercatore e studioso di storia. Vive e opera a Morcone.
Avvocato. Patrocinante in Cassazione. Scrittore di Storia Locale. Opera a Guardia Sanframondi.
Promotore culturale dell’area di Faicchio. Dopo aver conseguito la maturità classica si è laureato in Economia. È dirigente d’impresa a Milano nel settore delle borse valori e mercati finanziari. Ha scritto diversi articoli sulla stampa finanziaria nazionale, tra cui il Sole 24 Ore ed Investire. È appassionato di cultura locale, ha vinto il premio Prosa IX Premio letterario dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Titolare delle strutture ricettive “Magie del Sannio” ha dato vita anche al “Piccolo Museo privato di Faicchio Magie del Sannio”.
Dottore in Storia. Autore di un saggio storico, conseguente a ricerca d’archivio, sul suo Comune dal titolo: Faicchio 1920 – 1946 dall’avvento del Fascismo alla nascita della Repubblica, 2016.
Medico ed esperto di storia della gastronomia.
Architetto e docente. Appassionato cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, città in cui vive. Ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti. Collabora con il Blog dell’Istituto Storico del Sannio di cui è socio fondatore. È autore del saggio “Cominium Ocritum e le forche caudine: una storia
Studioso del ‘700 napoletano e dell’epopea di Federico II ha approfondito in modo particolare le influenza arabe sull’architettura napoletana. Studioso di suffisso e di religioni orientali.
Medico del Lavoro. Regista teatrale. Giornalista pubblicista. Fondatore di “Byblos”, la biblioteca del Sannio. Scrittore e divulgatore della storia e dei personaggi del Sannio, ha pubblicato “A tavola nel Sannio”, una guida ai ristoranti della provincia di Benevento; “Dietro la Leggenda” (2016), una raccolta di racconti ispirati a fiabe e a leggende del Sannio. Nel 2017 ha pubblicato “Samnes”, un romanzo storico sull’epopea sannita. Ha curato la trascrizione del manoscritto e la stampa dei tre volumi delle “Memorie storiche di Cerreto Sannita per Arcidiacono Nicola Rotondi”. Nel 2019 ha pubblicato “Guida alla Valle Telesina e al Sannio”. Ha pubblicato “Il delitto del pozzo dei pazzi”, un medical-thriller ambientato nel primo ‘900 nell’ospedale degli Incurabili di Napoli. È autore della “Storia di Cerreto dalla preistoria alla seconda guerra mondiale (2022) e di “Fiabe e Favole in cerretese”, edito da Fioridizucca. (2023).
È nato e vive a Castelvenere. Già docente di materie letterarie nella scuola statale, ha pubblicato diverse raccolte di liriche, pagine di ricerca letteraria, studi relativi alla cultura popolare. È presente in antologie, dizionari bio-bibliografici e testi scolastici. Appassionato si storia e di tradizioni locali, è membro di associazioni culturali nazionali. I suoi versi hanno ricevuto giudizi positivi da parte della critica e in concorsi letterari si è classificato ai primi posti.
Giornalista Pubblicista. Esperto di Enologia, collabora a diversi siti web del settore. Collaboratore del blog lucianopignataro.it è responsabile dell’Ufficio Stampa del Sannio Consorzio Tutela Vini. 
Infaticabile animatore culturale dell’area del Caiatino e del Casertano. Allievo del prof. Galasso. Fondatore di Gruppi culturali dediti alla divulgazione della storia del Territorio, attualmente responsabile di Procedimento Unità Operativa Biblioteca civica e Archivio Storico del Comune di Caiazzo.