Nel 1799, anche la famiglia diretta di Ercole dโ€™Agnese, martire politico, rimase coinvolta e non poco nella breve, drammatica vita della Repubblica Napoletana; a tal proposito, nellโ€™indagine in corso  attinente al detto protagonista, cittadino di Piedimonte dโ€™Alife, oggi Piedimonte Matese,1Come da Decreto del 13 agosto 1970. Cfr.  Comune di Piedimonte Matese, Nel primo anniversario del nuovo nome diPiedimonte Matese, ivi, Grillo, 1971. consultando riferimenti a stampa di autori locali, fonti manoscritte con taluni particolari inediti, riedizioni di giornali in italiano e in francese di quellโ€™anno, ho appreso quanto segue, seppure  in via preliminare e a prescindere da controverse opinioni di parte.
La famiglia dโ€™Agnese, napoletana e di ceto superiore, aveva presentato, giร  dalla seconda metร  del โ€˜200, personalitร  quali, ad esempio, Marino cavaliere di re Carlo dโ€™Angiรฒ, Lancillotto governatore di Gaeta, Biordo ufficiale di marina, Astorgio arcivescovo di Benevento, Alfonso podestร  di Firenze. Un ramo cadetto sโ€™era trasferito da Napoli a Piedimonte dove, nel 1712, era nato Vincenzo che prenderร  in moglie Eleonora Melchiorre Mastrantuoni, di Caiazzo, e diventerร  capofamiglia.2Cfr. Ricordi di Ercole dโ€™Agnese martire politico del 1799, raccolti dal nipote Ercole dโ€™Agnese e donati al Municipio di Piedimonte dโ€™Alife. 1892, ms. s. p., ma p. 3. Ringrazio il prof. Costantino Leuci per il prezioso dono di Ricordi in fotocopia.     

Libro deโ€™ Battezzati, 1735 -1754. Archivio della Parrocchia S. Maria Maggiore, Piedimonte Matese. (Foto R. Di Lello)

Da Vincenzo ed Eleonora nacque Ercole e nel 1745, il 3 di maggio, nella chiesa di Santa Maria Maggiore, a Piedimonte, ricevette il battesimo, col nome di โ€œErcole Simone Marcellinoโ€, e  โ€œMadrina fu donna Giovanna dโ€™Agnese, da mandato di  procura del signor dottore don Francesco dโ€™Agnese [โ€ฆ]โ€.3Cfr. Piedimonte Matese, Archivio Parrocchiale di S. Maria Maggiore, Libro deโ€™ Battezzati Anno 1735 Fino al 1754, ms. pp. 174-175 e pass. Cfr. altresรฌ Ricordi, s.p., ma p. 12. Il terzo nome, al pari del primo o del secondo o del terzo di non pochi neonati, tra i quali il fratello Marcellino, venuto al mondo dieci anni dopo, gli sarร  stato imposto o per devozione al Santo patrono della cittร , venerato specialmente nel rione, o per voto fatto, prima, durante o dopo il parto, al Santo taumaturgo guaritore di donne meno-metrorragiche e di neonati.4Cfr. R. Di Lello, San Marcellino prete martire e taumaturgo, in AA.VV., Ricordando S. Marcellino, Prete e Martire Patrono della cittร  di Piedimonte Matese, Tipografica del Matese, Piedimonte Matese, 2003, pp. 71-77.

Onciario 1754. Biblioteca del Comune, Piedimonte Matese, (Foto R. Di Lello)

Nel 1751, la famiglia dโ€™Agnese risultava costituita dai coniugi Vincenzo di anni 38 ed Eleonora di anni 28, da sei loro figli dei quali una femmina ed Ercole secondogenito, da Beatrice Moretti, da Giovanna, da Francesco dimorante in Napoli e dal canonico Marcantonio, rispettivamente madre, sorella e fratelli di Vincenzo; aveva a servizio una donna e un uomo e alle dipendenze una nutrice ed un cocchiere; abitava โ€œa casa propria palaziata, sita nel luogo detto la Piazza di S. Domenico, con  giardinello  muratoโ€, a confine con proprietร  altrui  โ€œe via Publicaโ€;  possedeva beni consistenti. In seguito, fino al 1760, nacquero altri sette figli dei quali cinque maschi e due femmine.5Cfr. Piedimonte Matese, Biblioteca Civica, Onciario 1754, ms. p. 516 e foto a capo di titolo. Cfr. pure Ricordi, cit., s. p., ma  3 e 12.  

Ercole dโ€™Agnese frequentรฒ, con profitto, la vicina scuola dei Padri Domenicani, invece i fratelli Alessandro e Filippo, terzo e quartogenito, furono allievi nel seminario di Capua. Senonchรฉ, โ€œmorto il padre,  e rimaritatasi la madreโ€, lo zio Marcantonio assunse il governo di famiglia e, non tollerando il modo di pensare e il comportarsi di Ercole, lo oppresse a tal punto da indurlo a fuggire a Napoli, dallo zio Francesco, avvocato, e ad espatriare in Francia. Il giovane si presentava avvenente, di statura bassa, di fisico asciutto e ben proporzionato, di volto spigliato, di mento pronunciato e di naso grandicello, parlava poco, anche quando era allegro, e si muoveva in modo disinvolto. A Parigi, sposรฒ Paolina Tibouthier, nipote del generale Giovambattista Abrial, ed ebbe due figli che chiamรฒ Francesco e Francesca per riconoscenza verso lo zio che molto lo aveva aiutato nellโ€™espatrio. Nel 1789, in Francia  esplose la rivoluzione e il dโ€™Agnese, prendendovi parte, raggiunse alti gradi di governo.6Cfr. Ricordi, s.p., ma 3-4,9-11.
A Napoli, nel contempo, i liberali, sempre piรน numerosi, diffondevano le idee repubblicane di libertร , eguaglianza e fraternitร , mentre le autoritร  monarchiche li osteggiavano con arresti, processi e condanne. Quando le truppe francesi venute in Italia ebbero il sopravvento sulle borboniche, re Ferdinando e la corte ripararono in Sicilia, nel dicembre del 1798. Entrati in Napoli, i Francesi vi proclamarono la repubblica e vi organizzarono un governo provvisorio.7Cfr. La Gazette Nationale ou Le Moniteur universel, pp. 788 e 792 in Il Monitore Napoletano 1799, a c.d. Mario Battaglini, Napoli, Alfredo Guida Editore, 1999, pp. 702-865. R. Di Lello, Insurrezioni e brigantaggio sul Matese. Gli avvenimenti del 1799, in AA.VV., Brigantaggio meridionale e circondario cerretese 1799-1888, Associazione Socio-Culturale Cerretese, Cerreto Sannita, 1988, pp. 23-39. Id., Il brigante Fra Diavolo dal Matese al Patibolo (tra editi e inediti), โ€œAnnuario 2017โ€, Associazione Storica Valle Telesina, 2018, pp. 129-170.
Da Parigi, vi andoโ€™ lโ€™Abrial e, in aprile,  formรฒ il nuovo governo con una commissione legislativa ed una esecutiva della quale entrรฒ a far parte, quale presidente, Ercole dโ€™Agnese. Ritornato a Napoli, con moglie e figli, non mancรฒ di recarsi a Piedimonte, due volte, a salutare le persone care e per organizzare la truppa civica; ripartendo, fece uscire di clausura, dal cenobio di San Salvatore, e condusse a Napoli la monaca Maria Eleonora, al secolo Carlotta, sua sorella.8Cfr. Il Monitore Napoletano 1799, cit. pp. 454-456, 514 e pass. La Gazette Nationale ou Le Moniteur universel, cit. pp. 796-797 e 841, 846-849. Ricordi, cit., s. p., ma 4-5, 8 e 45-46. Cronaca manoscritta, a c.d. Dante Marrocco, cit., pp. 68-70.
A Piedimonte, intanto,  Giuseppe, fratello primogenito e sindaco nel 1779 era โ€œamicissimo costui del reโ€, e โ€œprimario cittadino dopo il Baroneโ€ ; Filippo, invece, sindaco nel 1786 dopo Alessandro e prima del sestogenito Domenico,  โ€œamicissimoโ€ di monarchici e โ€œocculto vero realistaโ€, aveva accettato dai repubblicani lโ€™incarico di giudice, ma โ€œper far qualche bene alli paesaniโ€, da  โ€œrivoluzionarioโ€, ma finto e in modo assai prudente.9In Cronaca manoscritta, a c.d. Dante Marrocco, Il saccheggio di Piedimonte nel 1799 (Narrato da Vincenzo Mezzala), Napoli, Ariello, 1965, II, Piedimonte Matese, Rotary Club, 1999, pp. 68 e 72-73. Sui dโ€™Agnese sindaci di Piedimonte, cfr. Raffaello Marrocco, Memorie storiche di Piedimonte dโ€™Alife, ivi, La Bodoniana, 1926, pp.103-105.
Senonchรฉ, in giugno, dopo che in breve volger di tempo le truppe francesi sโ€™erano ritirate, il monarchico cardinale Ruffo, a capo di bande armate, riconquistรฒ Napoli e i patrioti repubblicani ed un esiguo numero di militari ripararono in castelli.10R. Di Lello, 1988; Id., 2017.  

Ercole Dโ€™Agnese, Busto. Piedimonte Matese, Museo Civico,  (Foto R. Di Lello)

A fine mese sโ€™ebbe la capitolazione, ma i giacobini furono incarcerati ed ebbe inizio la lunga serie  di esecuzioni alla pena capitale. Ercole dโ€™Agnese, processato e condannato a morte, ingerรฌ dellโ€™oppio โ€“ per non subire dolore fisico e trauma psichicoโ€“ e perse i sensi; poi  si riprese alquanto, โ€œpur tuttavia fu portato sopra una sedia, ed al patibolo vi giunse quasi mortoโ€, in Piazza Mercato, comunque lo impiccarono; era il tardo pomeriggio del primo giorno dโ€™ottobre. Fu sepolto โ€œnella congregazione dei Dottori chiamata S.ta Luciellaโ€.11Cfr. Ricordi, cit., s.p., ma 5-6,8,13-18.
Il dโ€™Agnese non fu il solo a rimetterci, tantโ€™รจ vero che pesanti conseguenze si ripercossero anche a carico di famigliari: moglie e figli vennero mandati in esilio; nelle note di proscrizione rimasero inclusi i fratelli Filippo, Pietro e Carlotta, i quali stavano in Napoli da pochi giorni, nonchรฉ frate Giacinto dei Padri di Monte Vergine al secolo Egidio; e non รจ tutto:  quali โ€œRei di Statoโ€ furono condannati sotto pena di morte se fossero ritornati senza il Reale Permesso nei Reali Domini; la sorella, โ€œarrestata e menata nelle segreteโ€, non ne venne fuori, per lโ€™esilio, โ€œche dopo la morte del fratelloโ€. Continue furono le  confische   alla famiglia e i grandi possessi affidati ad un Aniello Toscano della Giunta di Stato nรฉ mancarono, a danno di Ercole, di Filippo, di Pietro e di Giuseppe, sequestri di denaro loro intestato nelle banche.12Cfr. Ricordi, s.p., ma 8-10, โ€“12โ€“, 28-30, 45-46, 51-52, 55.

Ricordi di Ercole dโ€™Agnese. Fotocopia. (Foto R. Di Lello)

Il 30 maggio del 1800, il re concesse un โ€œperdono generaleโ€, ragion per cui, dopo lโ€™esecuzione di 99 cittadini dal giugno del โ€˜99, il patibolo comune venne, finalmente, rimosso da โ€œLargo Mercatoโ€.13Cfr. Ricordi, s.p., ma 77-96.  
Per quanto concerne i famigliari menzionati, Filippo, nel 1806, era giudice di pace nella terra natia e Carlotta vi morรฌ vecchia nel 1844. Nel marzo del 1802, Paolina, la vedova del martire, stava a Parigi; Francesco, il figlio, emigrato nel Nord America, fu richiamato, dopo la rivoluzione del 1830, dal re di Francia ed ebbe posto in palazzo reale, quale addetto alla sicurezza personale del monarca; Francesca, la sorella, ritornata in patria diventรฒ โ€œegregia pittrice di maiolicaโ€ e, nel 1833, moglie di un Dubois Davesne.14Cfr. Ricordi, s.p., ma. 8-10 e 35-38. Anche la figlia fu decoratrice e, nel 1891, donรฒ al comune di Piedimonte un busto che raffigurava Ercole; il manufatto ispirรฒ lo scultore Mossuti nella costruzione della statua che gli eresse in Piazza Ercole dโ€™Agnese a Piedimonte.15C. Leuci, Per un profilo biografico di Ercole dโ€™Agnese, in Felicio Corvese e Olindo Isernia, a c.d., Il difficile cammino dellโ€™Unitร  dโ€™Italia [โ€ฆ],Centro Studi Daniele, Caserta, 2010, p. 44, in 31- 46 e figure 1-4, in Appendice fotografica.  

Ercole dโ€™Agnese ed i suoi tempi. Piedimonte dโ€™Alife, 1911. (Foto R. Di Lello)

Lโ€™attenzione, infine, รจ stata attratta da Ercole dโ€™Agnese, ma dal  nipote omonimo: sindaco di Piedimonte dal 1877 al 1887 e dal 1890 al 1903, fu insignito di tre onorificenze cavalleresche dal 1885 al 1896; per la storia, oltre ad aver raccolto, da stampe, manoscritti e tradizioni di famiglia, i citati, preziosi Ricordi, commemorรฒ, nel marzo del 1899, tutti i martiri napoletani del โ€˜799 e pubblicรฒ, in opuscolo del 1911, la interessante relazione tenuta, nellโ€™ottobre del 1908, in merito allo zio, per lโ€™inaugurazione, in Piedimonte, del circolo di cultura intitolato โ€œErcole dโ€™Agneseโ€.16Raffaello Marrocco, Memorie storiche, cit., pp. 105 e 122.- Per la storia, cfr. E. dโ€™Agnese, Ercole dโ€™Agnese ed i suoi tempi, Piedimonte dโ€™Alife, Libreria Editrice Sannita, 1911. 

Questo, in sintesi, รจ quanto, allo stato della ricerca.

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Note:
[1] Come da Decreto del 13 agosto 1970. Cfr.  Comune di Piedimonte Matese, Nel primo anniversario del nuovo nome diPiedimonte Matese, ivi, Grillo, 1971.  
[2] Cfr. Ricordi di Ercole dโ€™Agnese martire politico del 1799, raccolti dal nipote Ercole dโ€™Agnese e donati al Municipio di Piedimonte dโ€™Alife. 1892, ms. s. p., ma p. 3. Ringrazio il prof. Costantino Leuci per il prezioso dono di Ricordi in fotocopia.  
[3] Cfr. Piedimonte Matese, Archivio Parrocchiale di S. Maria Maggiore, Libro deโ€™ Battezzati Anno 1735 Fino al 1754, ms. pp. 174-175 e pass. Cfr. altresรฌ Ricordi, s.p., ma p. 12. 
[4] Cfr. R. Di Lello, San Marcellino prete martire e taumaturgo, in AA.VV., Ricordando S. Marcellino, Prete e Martire Patrono della cittร  di Piedimonte Matese, Tipografica del Matese, Piedimonte Matese, 2003, pp. 71-77.
[5] Cfr. Piedimonte Matese, Biblioteca Civica, Onciario 1754, ms. p. 516 e foto a capo di titolo. Cfr. pure Ricordi, cit., s. p., ma  3 e 12. 
[6] Cfr. Ricordi, s.p., ma 3-4,9-11.
[7] Cfr. La Gazette Nationale ou Le Moniteur universel, pp. 788 e 792 in Il Monitore Napoletano 1799, a c.d. Mario Battaglini, Napoli, Alfredo Guida Editore, 1999, pp. 702-865. R. Di Lello, Insurrezioni e brigantaggio sul Matese. Gli avvenimenti del 1799, in AA.VV., Brigantaggio meridionale e circondario cerretese 1799-1888, Associazione Socio-Culturale Cerretese, Cerreto Sannita, 1988, pp. 23-39. Id., Il brigante Fra Diavolo dal Matese al Patibolo (tra editi e inediti), โ€œAnnuario 2017โ€, Associazione Storica Valle Telesina, 2018, pp. 129-170.
[8] Cfr. Il Monitore Napoletano 1799, cit. pp. 454-456, 514 e pass. La Gazette Nationale ou Le Moniteur universel, cit. pp. 796-797 e 841, 846-849. Ricordi, cit., s. p., ma 4-5, 8 e 45-46. Cronaca manoscritta, a c.d. Dante Marrocco, cit., pp. 68-70.
[9] In Cronaca manoscritta, a c.d. Dante Marrocco, Il saccheggio di Piedimonte nel 1799 (Narrato da Vincenzo Mezzala), Napoli, Ariello, 1965, II, Piedimonte Matese, Rotary Club, 1999, pp. 68 e 72-73. Sui dโ€™Agnese sindaci di Piedimonte, cfr. Raffaello Marrocco, Memorie storiche di Piedimonte dโ€™Alife, ivi, La Bodoniana, 1926, pp.103-105.
[10] R. Di Lello, 1988; Id., 2017.
[11] Cfr. Ricordi, cit., s.p., ma 5-6,8,13-18.
[12] Cfr. Ricordi, s.p., ma 8-10, โ€“12โ€“, 28-30, 45-46, 51-52, 55.
[13] Cfr. Ricordi, s.p., ma 77-96.
[14] Cfr. Ricordi, s.p., ma. 8-10 e 35-38.
[15]– C. Leuci, Per un profilo biografico di Ercole dโ€™Agnese, in Felicio Corvese e Olindo Isernia, a c.d., Il difficile cammino dellโ€™Unitร  dโ€™Italia [โ€ฆ], Centro Studi Daniele, Caserta, 2010, p. 44, in 31- 46 e figure 1-4, in Appendice fotografica.
[16]– Raffaello Marrocco, Memorie storiche, cit., pp. 105 e 122.- Per la storia, cfr. E. dโ€™Agnese, Ercole dโ€™Agnese ed i suoi tempi, Piedimonte dโ€™Alife, Libreria Editrice Sannita, 1911. 



Rosario Di Lello

Rosario Di Lello รจ nato a Napoli il 9 dicembre 1936 ed รจ residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia allโ€™Universitร  di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale allโ€™Universitร  di Modena รจ stato aiuto chirurgo presso lโ€™ospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente รจ pensionato. Dal 1ยฐ giugno 1978 รจ socio corrispondente dellโ€™Associazione Culturale Italo Ispanica โ€œC. Colombo โ€“ Madridโ€. Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche. Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dellโ€™Associazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio รจ stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.