Georg Vogeler, Antonella Ambrosio e Vera Isabell Schwarz-Ricci (1) hanno ritrovato, presso la Biblioteca della Societร  Napoletana di Storia Patria (BSNSP, 3 AA, II, 35), una pergamena del marzo del 1210, in cui Roberto, conte di Caserta e di Telese, con il consenso di sua moglie Adelagia, contessa di Caserta, conferma alla chiesa di S. Maria della Grotta, per mano di Giovanni rettore e custode di questโ€™ultima, un tenimento che era stato di Raone di Pietro de Leo, abitante in Venere, localitร  sita nella cittร  di Telesia, nel luogo detto, Ramo a Venere, e che questโ€™ultimo aveva donato alla chiesa stessa, ricevendo in benedizione unโ€™oncia e mezza dโ€™oro.

Rappresenta uno dei rari documenti di scrittura beneventana. La scrittura beneventana รจ una grafia minuscola medievale, cosรฌ chiamata in quanto originaria del ducato di Benevento.
รˆ stata anche chiamata scrittura langobarda (o longobarda o longobardisca). Infatti trae origine da territori abitati dai Longobardi (Longobardia minor), e talvolta anche gotica; รจ stata denominata Beneventana per la prima volta dal paleografo Elias Avery Lowe. La Beneventana si distingue nelle tipizzazioni barese e cassinese.

La sottoscrizione del Conte รจ vergata in inchiostro rosso, con il nome e il signum crucis iscritti in un rombo. Il testo, ovviamente, รจ in latino e lo riportiamo nella trascrizione degli Autori.

[(signum crucis)] [In] nomine sante et individue Trinitatis. Nos Robbertus [divi]na favente clementia Casertanorum, Telesinorum aliorumque multorum comes nostras ad Deum tendere preces confidimus, si dignas petitiones nostrorum fidelium non contem pnimus et eosdem fideles nostros benefitio nobis fore credimus fideliores et in nostro servitio prontiores et ceteros ea que benefecerimus arbitratos nostris fidelius hobedire preceptis. Idcirco, sicut nobis aptum et congruum fui[t], bona quidem nostra voluntate consensu etiam et voluntate egregie domine Adelagie, Dei gratia Caserte comitisse dilecte ucxoris nostre, astante coram nobis Guillelmo Thelesino iudice nostro fideli aliisque probis viris fidelibus nostris damus, tradimus, concedimus et confirmamus Deo et ecclesie Sancte Marie de Cripta sita in monte Drogi, per manus domini Iohannis eiusdem eclesie rectoris adque custodis hoc est totum et integrum tenimentum, quod quondam fuit Raonis Petri de Leo habitatoris Veneris, tenimentum scitum infra fines civitatis nostre Telesie in loco Veneris, quod tenimentum ipse prenominatus Rao pro remissione peccatorum suorum suprascripte ecclesie ex mera sua voluntate tradiderat et gratanter obtulerat ad possessionem predicte eclesie et successorum eius. Hoc autem suprascriptum tenimentum qualiter declaratum superius cum viis et anditis suis ibidem intrandi et exeundi adque cum omnibus suis pertinentiis omnino debet et iam dicte eclesie per manus anteprefati prioris tradimus, concedimus et confirmamus ad super habendum et securiter possidendum et pro suprascripta nostra concessione pariter et confirmacione recepimus a te suprascripto priore pro parte prenominate eclesie in benedictione unziam auri unam et dimidiam. Et neque ipsa eclesia [ne]que successores eius a nobis vel a nostris heredibus, successoribus, iudicibus, castaldeis vel a quibuscumque nostre partis puplice actoribus inde [a]liquod contrarium vel molestiam habeant sed firmiter et quiete, sicut superius legitur, teneat et possideat et sub dicione sua suorumque success [orum] maneat semper. Quod si quis forte ausu temerario huius nostre concessionis in aliquo violator extiterit, sciat se compositurum [solido]s regale quinquaginta medietate Camere nostre et medietate prenominate eclesie. Ut autem hec nostra concessio et confir[ma]tio verius credatur et firmiter observetur, manu propria subscribendo corroboravimus et tibi Guillelmo Thelesie nostro notario taliter scribere precepimus. In anno dominice incarnacionis millesimo ducentesimo decimo et duodecimo anno regni domini nostri Frederici, Dei gratia magnifici regis Scicilie, ducatus Apulie et principatus Capue, mense marcii, indictione duodecima. (signum notarii) Signum (signum crucis) Robberti comitis. (signum crucis) Ego qui supra Guillelmus iudex. (signum iudicis).

Questa รจ la nostra molto libera traduzione.

[segno della croce] nel nome dei santi e della indivisibile Trinitร . Noi Roberto fervente richiedente della clemenza divina, dei Casertani, e dei Telesini, che come molti altri aspirano ad allungare le mani verso Dio per esprimergli preghiere di fiducia con la speranza [che Egli] reputi degni i fedeli delle nostre richieste e crediamo che i voti sarebbero piรน osservanti e a beneficio dalle stesse persone richiedenti, laddove lโ€™Onnipotente [giudichi] conformi alla fedeltร  del nostro servizio al nostro Altissimo e sia ร rbitro del nostro desiderio di obbedire fedele ai precetti. Per tale motivo, ritenendo adeguato e vantaggioso ed in buon accordo con la nostra volontร , รจ anche il nostro desiderio e lโ€™intenzione condivisa della contessa di Caserta, nostra amata moglie, presente Guglielmo Telesino, il giudice di cui nutriamo fiducia, ed alla presenza di altri uomini degni della stessa fiducia e nostri fedeli,  concediamo, commercio, concessione, e con la approvazione a Dio, alla chiesa di Santa Maria della Cripta [Grotta], situata in monte Drogi, attraverso le mani del Signore e alla cura del detentore e rettore della chiesa stessa, al fine di custodire questo e il tutto intero tenimento che un tempo fu di Raone di Pietro Di Leo, tenimento conosciuto dal di dentro i confini della nostra cittร  di Telese, come proprietร  del suddetto Raone, giร  dono alla chiesa, a nome del perdono dei suoi peccati. Per la citata chiesa per la mia spontanea volontร  [offro] , il possesso alla stessa, per gioia ricevuta, e consegnata ai suoi successori. Ciรฒ detto [cedo] questa Tenuta, il cui stato di conservazione รจ descritto sopra, con la strada ed il suo ingresso, e di lasciare [in proprietร ] uscite e tutto ciรฒ di pertinenza a detta chiesa, per quanto detto prima in concessione oltre a confermare il nostro possesso e per garantirne che il permesso sia in nostro patrimonio e che la nostra concessione sia chiara, a voi Priore, con la conferma [da parte vostra] di aver ricevuto ciรฒ detto nel primo punto, e un una benedizione per un anno e mezzo. Ma nรฉ la chiesa nonchรฉ noi o i nostri successori, eredi, discendenti e persone di corte o da uno qualsiasi dei nostri dirigenti pubblici [possa esserci] il contrario o aver fastidio, [si conferma] che fermamente e pacificamente in quanto stabilito nel di sopra possesso e, sotto il controllo dei loro successori futuri, di averne il controllo per sempre. Ma se dovessero, con audacia, tentare di violare questa Carta della nostra concessione, ad uno qualsiasi dei violatori della materia, si imporrร  regalia cinquanta di cui metร  alla nostra camera e lโ€™altra metร  alla suddetta chiesa. Per confermare questa nostra concessione poniamo fermamente in ottemperanza e con fermezza la propria firma, io per rafforzare a Guglielmo da Thelesie nostro notaio a scrivere in modo accurato.

Nellโ€™anno dalla incarnazione mille duecento dieci e dodicesimo anno del Signore Federico orgoglioso Re di Sicilia, governatore della Puglia e del  governo di Capua. Nel mese di marzo, dodicesimo tributo. (segno della croce del notaio). Segno della croce di Roberto. Io, come sopra, Guglielmo giudice (segno del giudice).

(da una idea di Andrea Ciervo, Archeologo)


(1) gruppo di ricercatori of the University of Naples Federico II ed autori della digitalizzazione dei documenti dell’abbazia di S. Maria della Grotta di Vitulano (BN). 1200-1250: http://monasterium.net/mom/SMG1200-1250/37/charter).

Per approfondimenti: G. Tescione, Caserta medievale e i suoi Conti, Ed. La Diana, Caserta, 1965, pp. 182-183. Cfr.: Elenco, ASPN, 12 (1887), p. 833, n. 80 e Giulio Battelli: Beneventana, scritture e miniatura, in: Enciclopedia Cattolica II, Cittร  del Vaticano 1949, p. 1617-1618; Elias Avery Lowe: The Beneventan Script. A history of the south Italian Minuscule, Oxford 1914.



Michele Selvaggio

Presidente dell'Istituto Storico Sannio Telesino. Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza, cultore di Storia locale. Autore di "Telesia 1349. Peste e Terremoto", "Cartoline da Telese", "Castelvenere Valdese", "Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita". Ha partecipato all'Antologia su Michele Ungaro edita dalla Societร  di Mutuo Soccorso di Cerreto.