Un Occidente apatico assiste distratto e conformista alla distruzione, allโ€™abbattimento o al danneggiamento di opere e statue interpretate come simbolo di un passato โ€œrazzistaโ€ da chi evidentemente ignora che i fattori culturali vanno contestualizzati cosรฌ come le testimonianze del passato stesso. Al riguardo, sarebbe utile (finalmente) sgombrare il campo da un equivoco storico, quello del cosiddetto โ€œsaluto romanoโ€ che molti analfabeti (funzionali e non) credono di intravedere nella statuaria romana.

Lโ€™antica Roma ha fortemente influenzato lโ€™immaginario collettivo, soprattutto durante i venti anni di regime fascista. Inoltre la cinematografia, veicolandola durante il ventennio e nel dopoguerra, grazie ai peplum degli anni Cinquanta e Sessanta (film in costume ambientati in una fantasiosa antichitร ), ha fatto circolare lโ€™idea che gli antichi romani salutassero stendendo il braccio destro, specie davanti alle autoritร .
Tra le legioni era in vigore la salutatio militaris, un saluto militare codificato nellโ€™antica Roma che sembra analogo al saluto militare moderno, ritenuto in genere unโ€™invenzione medioevale.
Nemmeno un esempio nellโ€™arte romana, dalla scultura alla coniazione di monete e medaglie o alla pittura, mostra il saluto romano cosรฌ come ci รจ noto dai film.
Il gesto di alzare il braccio destro nella cultura romana aveva una funzione e un significato diverso.
La mano destra alzata nellโ€™antichitร  era usata simbolicamente per rendere onore o esprimere fedeltร , amicizia e lealtร . A volte, nei rilievi scultorei, i soldati alzano la mano aperta, come faremmo noi nel salutare un caro amico o un conoscente per strada, ma senza braccio teso; oppure, come si vede in diverse opere dโ€™arte, รจ lโ€™imperator (comandante militare) ad alzare leggermente il braccio in un gesto che tuttavia รจ quello dellโ€™adlocutio, di cui abbiamo una nota testimonianza di epoca tardo-etrusca, il cosiddetto โ€œArringatoreโ€, gesto che accompagna un augurio, un buon auspicio o un discorso rivolto ai legionari, con il palmo della mano verticale e le dita aperte.

Dunque, prima che la furia iconoclasta si abbatta anche su di noi, almeno impariamo a distinguere il saluto fascista dallโ€™adlocutioโ€ฆ non fosse altro che perchรฉ โ€œfa fineโ€ sembrare meno ignoranti di quanto non lo si รจ nei fatti.

P.S.: non conoscere l’adlocutio non รจ causa di analfabetismoโ€ฆ ovviamenteโ€ฆ il richiamo al problema dell’analfabetismo funzionale vale per coloro che, non conoscendo affatto un argomento, pretendono di esprimere al riguardo un’opinione che, data la mancata conoscenza, non puรฒ essere ‘opinione’ reale. E fieri di tanto nulla la riverberano nel marasma della finta informazione e dei Social.
Tutti gli altri semplicemente ‘ignorano’ e l’ignoranza รจ condizione privilegiata dello spirito umano, come ricorda l’esempio di Socrate.



Michele Selvaggio

Presidente dell'Istituto Storico Sannio Telesino. Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza, cultore di Storia locale. Autore di "Telesia 1349. Peste e Terremoto", "Cartoline da Telese", "Castelvenere Valdese", "Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita". Ha partecipato all'Antologia su Michele Ungaro edita dalla Societร  di Mutuo Soccorso di Cerreto.