
Lโavanzare dellโetร mi ha stimolato il conoscere caratteristiche di argomenti diversi.1Per Cerreto e Pietraroja, ad esempio, ho appreso di manufatti architettonici, commemorativi, apotropaici e scaramantici; cfr. R. Di Lello, in โAlmanaccoโ, Istituto Storico Sannio Telesino (ISST) 2020 (1), 2021 (3), 2024 (1), passim. Nel 1943, durante lโultima guerra, da rifugiato in montagna, a San Potito Sannitico, udii il vocabolo โangรฌnuโ, โpirรฒccaโ, โvingiร struโ, โmazzรฒccaโ; lโho riudito da studentello convittore a Cerreto Sannita, negli anni Settanta a Pietraroja e nel 1983 a Guardia Regia. Ho indagato, finalmente, dallโinizio dei miei 89 anni, per apprenderne lโeventuale importanza e ho acquisito qualcosa che mi sembra non superfluo riportare, al solito in breve e โa la bonaโโ cioรจ in modo semplice โ per il lettore interessato e perchรฉ voglia aggiustarvi inesattezze e ampliare il testo. Ebbene, sul massiccio del Matese,2Per il territorio, cfr. Dante B. Marrocco, Piedimonte Matese, ivi, ASMV, 1980, cap. XXVI, Il Matese, pp. 445-477. sito in due regioni e quattro province, โangรฌnu, pirรฒcca, vingiร stru e mazzรฒccaโ sono, in genere, varianti dialettali del โbastรฒnuโ โ bastone โ e ne indicano nel particolare, per forma e origine: il tipo flesso in cima e quasi sempre adunco, lโesemplare con apice a pera, la bacchetta di vinco, la mazza grossa e con grande estremitร tondeggiante. Questi arnesi, in legno, alti e con sommitร elaborate, ai quali si allude comunemente, competono al pastore: i primi tre al โcaprร ruโ e al โpecurร ruโ โ capraio e pecoraio โ, il quarto al โvaccร ruโ โ vaccaio โ;3Per i detti termini in vernacolo ed altri, cfr. Bruno Migliorini, Vocabolario della lingua Italiana, Torino, G.B. Paravia & C., 1965, pp.139, 222, 799-800,1547,1602-1603. CC.VV., Nuovissimo Dardano. Dizionario della lingua italiana, Roma, Curcio, 1982, pp. 1829, 2335-2336. F. Galiani, Vocabolario delle parole del dialetto napoletano, Napoli, Porcelli, tomo primo, 1783, p. 17. Raffaele Andreoli, Vocabolario napoletano italiano, Torino, 1887, Pozzuoli-Napoli, De Marco, 1993, pp. 26, 293. R. Di Lello, Aspetti della cultura agricola e pastorale sul Matese, โAnnuario 1979โ, Piedimonte Matese, Associazione Storica del Medio Volturno, 1979, p74 in 64-85. AA.VV., Guardiaregia, a c.d. Pietro Vecchiarelli, Campobasso, Lampo Ed., 1982, pp. 95 e vid. pp. 98 e 129. Elena Cofrancesco, La parlata cerretese โL cโrratรจen, Cerreto Sannita, Associazione Socio Culturale Cerretese, 2ยฐ, 2002, pp. 274 e 277, 58, 70,68. Pierino Bello, Dizionario del dialetto di Pietraroja, Pietraroja, Pro loco, 2005, pp. 29, 177 , 272, 277. da quando, perchรฉ, come? Vediamo! E al riguardo mi pare convenga partire da lontano. Nicola Rotondi, colto arcidiacono di Cerreto, ha sostenuto, in un suo manoscritto del XIX secolo, poi dato alle stampe, che la pastorizia, procedendo da Abele, secondo figlio di Adamo primo uomo, era passata ai patriarchi nati da Set, il terzo figlio, e da quelli ad ogni popolo della terra. In piรน, nella Bibbia non poco e giร nella Genesi, e in altre opere, si legge di piccolo bestiame, di greggi, di pastori e, altresรฌ, di sacerdoti e di faraoni; si legge di bastoni, di mazze, di verghe, di vincastri e di bacoli, con funzione di difesa, di lavoro, di protezione e guida del gregge, di armi e dโinsegna di comando e dignitร .4Cfr. Nicola Rotondi, Memorie storiche di Cerreto Sannita, ms., 1869 – 1875, a c.d. Antonello Santagata, San Salvatore Telesino, Fiori di Zucca Ed., 3, 2019 e 2023, 1, p. 163. La Sacra Bibbia, Roma, CEI, 1974, pass; Nicolas Grimal, Lโantico Egitto, I, Milano, Corriere della Sera, 2004, pp. 5, 24, 25, 28-30. B. Migliorini, 1965, pp. 222,799-800,1268. Versione di episodio significante rammenta che Mosรจ, menando al pascolo le pecore del suocero, sacerdote in Palestina, giunse sullโ Oreb, il Monte di Dio, gli si rivelรฒ il Signore in mezzo ad una fiamma e gli disse: โIo ti mando dal faraone, fai uscire dallโEgitto il mio popolo, gli Israelitiโ; Mosรจ rispose che non lโavrebbero creduto nรฉ ascoltato; allora il Signore, in collera contro Mosรจ, disse: โChe hai in mano?โ Mosรจ rispose: โUn bastoneโ; Dio riprese: โTerrai in mano questo bastone con il quale compirai prodigiโ; Mosรจ obbedรฌ e โcol bastone di Dioโ fece prodigi.mfn]Cfr. La Sacra Bibbia, 1974, Esodo, III: 1-2, 4, 6 e 10; IV: 1-4, 17 e 20; pass.[/mfn] Altra versione eloquente rievoca che Davide, pecoraio da ragazzo e poi re dโIsraele, inneggiรฒ al Signore che, suo โpastoreโ, lo forniva di tutto: โsu pascoli erbosiโ lo faceva riposare; โad acque tranquilleโ lo conduceva; lo rinfrancava; lo guidava โper il giusto sentieroโ; nel cammino โin una valle oscuraโ lo liberava dal timore dโogni male, perchรฉ era con lui; il suo โvincastroโ e il suo โbastoneโ gli davano sicurezzaโ.5Cfr. La Sacra Bibbia, 1974, Primo libro di Samuele, capp. 16 e 17; Secondo libro di Samuele, cap. 3. Salmi, Salmo 22, diDavide, 1- 6. Il bastone di Dioโ e il vincastro indicavano: lโuno il potere divino e lโaltro quello pastorale.

Divinitร e sovrani apparivano, nellโarte figurativa, col bastone, simbolo di potere, creduto talismano, di varia prominenza e con vertice modellato o ad uncino, o curvo, o arrotondato, o piriforme. Genti che affacciavano sul Mar Mediterraneo e a confine, utilizzavano, di consueto, il menzionato attrezzo.6Tanto, da immagini di antichi bastoni. Cfr. anche AA.VV. Dalla preistoria allโantico Egitto, Roma, La biblioteca di Repubblica, 2004, figg. a pp. 226, 456, 560, 664, 670. Nicolas Grimal, 2004, figg. 5, 43, 44, 52, 54. AA. DD., a c.d., Il libro dei morti EE. DD. pass. R. Di Lello, Esempi in foto n.1 nel testo. Per le genti del Sannio, agricoltori e pastori, lโallevamento ovino era piรน importante di altre industrie, a motivo della necessaria produzione di lana, latte e derivati, talchรฉ, col sopraggiungere del freddo invernale, i pecorai โpercorrevano con i loro greggi lunghe distanze per raggiungere zone di pascolo in pianuraโ7E.T. Salmon, Il Sannio e i Sanniti, Torino, Giulio Einaudi, 1985, pass. e pp. 55,56,72-74,79. Per insediamenti sul Matese, cfr. Id., ibid., pass. Nicola Rotondi, 1869,2019, I, pp 163-168 AA.VV., Sepino Archeologia e continuitร , Campobasso, Ed. Enne, 1979, pp. 5-31. AA.VV., Sannio Pentri e Frentani dal VI al I sec. A.C. Roma, De Luca Ed., 1980, pass. Nicola Mancini, Raviscanina, Piedimonte Matese, ikona, 1998, pp.5-21. Alberico Boiano, La ricchezza delle pecore, Napoli, Guida Editori, 2022, pp. 19-24. Lorenzo Morone, DallโUrtz al santuario italico di Cerreto Sannita, dalle case sparse di Vallantico a Telesia, in โAlmanaccoโ, Telese, ISST, 08/02/2025. Id., La bussola di Caia Borsa, in โAlmanaccoโ, Telese, ISST, 22/03/2025. e praticare scambi economici e culturali con i residenti. Circa i bastoni e in mancanza di reperti allo stato della ricerca, ho pensato che i pastori del Matese abbiano rifinito negli aspetti soliti le cuspidi di pertiche,8Da immagini di antichi bastoni e da: AA.VV., 2004, figg. a pp. 226, 456, 560, 664, 670, Nicolas Grimal, 2004, figg. 5, 43, 44, 52, 54. AA. DD. a c.d., Il libro dei morti, EE. DD., pass. quando non semplici e robuste di natura. Nel Medioevo, la pastorizia, in piรน larga misura lโovina, fu pratica fondamentale in special modo nelle zone rurali; sul Matese, dโaltro canto, al di lร dei miglioramenti vi furono momenti di crisi, pure a cagione di danni conseguiti a transumanza.9Cfr. Nicola Rotondi, 1869,2019, I, pp. 163-168. AA.VV., 1979, p. 31. AA.VV., Le vie della transumanza, Foggia, Leone, 1984, pass. Il bastone, indispensabile e ordinario, conservรฒ lunghezza e cima nelle forme descritte e il โvingiastroโ diventรฒ โ potremmo dire โ, piรน menzionato da quando Dante Alighieri poetรฒ:
Lo villanello a cui la roba manca,
si leva, e guarda, e vede la campagna
biancheggiar tutta;
poi ritorna e,
veggendo โl mondo aver cambiata faccia
in poco dโora, e prende suo vincastro
e fuor le pecorelle a pascer cacciaโ.10Dante Alighieri, La Divina Commedia, Inferno, XXIV, 7-15.
Il bacolo, rimase strumento ecclesiastico, come dimostra lโutensile ad apice arrotolato di Antonio Moretta, dal 1458 al 1482 vescovo della diocesi di Alife.11Cfr. AA VV, Alife, Ivi, Amministrazione Comunale, s.d., pp. 22-23 e lastra tombale del vescovo Moreta.

NellโEvo Moderno, in Cerreto e โpaesi viciniโ la โindustria delle pecoreโ รจ stata florida, di migliaia di capi, perรฒ a non pochi venne in mente il detto: โChi ha animali, or ride, or piangeโ, quando, nel 1676, โper lโusato malore messosi nelle lor pecoreโ i proprietari โvidero tornare quasi il nienteโ del molto bestiame mandato a transumare in Puglia;12Nicola Rotondi, 1869,2019, I, pp. 163-168. e nella โvecchia e nuova Cerretoโ, prima e dopo lโorrendo terremoto del 1688 un detto ha sostenuto: โChi nun tene pecure, nun perdeโ โChi non possiede pecore non perde maiโ;13Domenico Franco, La pastorizia e il commercio della lana nella vecchia e nuova Cerreto, in โSamniumโ, Napoli, Istituto della Stampa, XXXVIII, 1965, III-IV e XXXIX,1966, I-II. Pasqualina Di Lello Manzelli, Alcune tradizioni popolari in Pietraroia, โAnnuario 1975โ, Napoli, Laurenziana, 1975,pp. 84-86, 90-91, 95, in 82-98. R Di Lello, 1979, p.72. il bastone, comunque, ha trovato sempre utilizzo, nelle forme consuete, anche se qualche volta per branchi esigui di ovini. Nel โ700, il sacro pastorale ad estremitร inclinata, lo si รจ potuto ammirare tenuto da un vescovo effigiato a Cerreto;14Cfr. Nicola Vigliotti, Renato Pescitelli, La ceramica di Cerreto Sannita e San Lorenzello, San Lorenzello, ECSG, 2007, p. 88, โAcquasantiera, decorata a rilievo con Vescovoโ. nei secoli successivi, il bacolo, con sommitร ricurva, verrร ancora portato, in solenni occasioni e in segno di dignitร , dal vescovo,15Cfr. B. Migliorini, 1965, p. 982. dal cardinale e dal papa, pastori del gregge cattolico.

Ai giorni nostri e in relazione a pastorizia e attivitร connesse, non mancano informazioni che toccano il secolo scorso e il presente. A fine estate del 1903 Gabriele DโAnnunzio ha composto in versi che a โsettembreโ, essendo โtempo di migrareโ in transumanza, i pastori โlascian gli stazziโ di montagna, e โscendono allโAdriaticoโ, perciรฒ rinnovano la โverga dโavellanoโ e, guidando il gregge, โvanno pel tratturo antico al piano [โฆ] su le vestigia degli antichi padriโ.16Gabriele DโAnnunzio, I pastori, 1903, 1-13. Per il bastone tradizionale, รจ opportuno anticipare che, col trascorrer del tempo, sul Matese sโรจ cimentato, oltre al pecoraio, qualche contadino, tale da sempre o non piรน pastore. Negli anni Settanta, ziโ Gabriele Bello, domiciliato a Pietraroja in localitร Ariola, mi fece dono di due โanginiโ, da lui manufatti da โullanaโ โ nocciola, avellano โ, e da โvrignaleโ โ corniolo โ, ciascuno con inciso, sul vertice a becco, un suggestivo volto dโuomo o di donna; li riporto qui in foto, insieme ad un terzo di anonimo artefice.17Vedi R. Di Lello, 1979, fig. 19.
Alquanto dopo vidi in Pietraroja, da Lucia Falcigno, gli esemplari collezionati dal genitore Domenico. Egli aveva scritto tre preziosi articoli su pastorizia, produzione e transumanza, e vi fa vedere dieci relative immagini, una delle quali, qui a capo di titolo, propone, munito di uncino, un โPastore con cane e gregge sulla Civitaโ, localitร a monte del paese; altra, di un calendario del 2015, mostra, qui nel dettaglio, un pastore che tiene con la destra un artistico uncino con volto,18Cfr. Domenico Falcigno, La pastorizia: ieri ed oggi, in โStoria di tutti i giorni vecchi discorsiโ, Pietraroia, Pro Loco-Comune,2005, pp. 13-15; Id., Il formaggio pecorino, โibid.โ, 2006, pp. 21-24; Id., Pastorizia e transumanza, con foto, โibid.โ,2011, pp. 2-7. Calendario, Pietraroja che fu. Antichi mestieri, con foto, 2015โ, Pietraroja, Pro Loco. opera, รจ probabile, del nominato Gabriele Bello.

Il 20 ottobre 2017, nel castagneto in localitร Filette, a Pietraroja, mโimbattei in Antonio Cusanelli che, molto avanti negli anni e seduto davanti casa, filava spago; lo fotografai e mi confidรฒ dโessere stato custode di pecore e di agnelli da quando aveva nove anni, al pari di coetanei, ed uno degli ultimi, nel 1970-โ80, a far transumanza in Puglia e dโavervi imparato, durante le soste, a confezionare โcisti re vinciโ โ cesti di vimini โ, โfuni e bastuniโ.19Ref. A. Cusanelli, Pietraroja, 20 ottobre 2017, ore 12.30. Il 15 aprile 2023, da Anna Luisa Bello, di Pietraroja, ho ricevuto lโimmagine di quattro โbastuniโ, due con uncino legato al tronco in attesa della stagionatura; suo nonno, Antonio Cusanelli, domiciliato in localitร Filette, li aveva tratti da germogli di castagno, flessibili eppure resistenti, per uso personale e per doni eventuali.20A.L. Bello, 15, 4, 2023, ore 14,32 e tel. pass.

Il 10 marzo 2025, sempre Anna L. Bello mi ha inviato due foto dei bastoni collezionati, datele da Lucia Falcigno; una di esse mette in evidenza una โmazzoccaโ, portata a compimento con testa grossa e tondeggiante, purtroppo corrosa, e una forma, approssimativa, forse di โpiroccaโ.21A.L. Bello, ref. con foto, per iPhone del 10,3, 2025, ore 17,12.
Dal 4 al 6 luglio 2025, ho trovato, da Nicola De Carlo, da Domenico Varrone e da Giuseppe Iamartino, in Pietraroja, tre rare โpiroccheโ, di rispettive misure decrescenti e dal De Carlo mi ha sorpreso un bastone incompleto; ho fotografato tutto il materiale e osservando lโarnese incompiuto ho dedotto che il pastore, eliminati i rami e parte del nodo in comune, somigliante a collo e testa bovina, avrebbe potuto ricavare il culmine di โpiroccaโ. E non รจ tutto: Giovanni Mannato, di Pietrarojia, mi ha reso noto dโaver โfatto una pirocca con nodo del vrignale e un vingiastro con saliceโ.22G. Mannato, tel, 0824 868044, ref. in Pietraroja, Piazza Municipio, 6-7-2025, ore 12.39.

Infine, in appunti sulla matesina cultura agricola e pastorale, messi insieme nel corso di unโindagine sul campo, integrati con testi e foto e quindi editati, ma soltanto in parte,23Cfr. R. Di Lello, 1979, cit. Id. Aspetti dellโarte agro-pastorale nel Beneventano (Esperienze e prospettive), โRivista Storica Del Sannioโ, Benevento, De Toma, I, 2, 1983, pp. 43-52. ho riletto che, โper tradizione secolareโ, il pastore di Pietraroja, cosรฌ come quello di altri paesi dellโarea matesina, costruiva โda sรฉโ con legno o di nocciola, o di corniolo, o di castagno, o di vinco, bastoni โquanto la propria altezza, o piรน o meno di pocoโ; ne arrotondava la cuspide, oppure lโincurvava e la teneva legata qualche tempo per la โstagionaturaโ, se di castagno, altrimenti e piรน di frequente, se di nocciola o di corniolo, integrava piรน agevolmente la biforcazione di due rami contigui mozzandola, accorciandone uno e manipolandolo โa beccoโ. Il bastone, ripeto, in generico dialetto โbastรฒnuโ e nello specifico โangรฌnu, pirรฒcca, vingiร stru e mazzรฒccaโ, era, cosi come altri oggetti, un mezzo di lavoro personale da rispondere a esigenze e caratteristiche individuali e, perciรฒ, da esser โfatto con le sue stesse mani dal pecoraioโ e in giusta misura. Perchรฉ era di legno, lungo e con estremitร elaborata? Perchรฉ risultava: garantito dalla tradizione, economico, di abituale e semplice fattura, resistente, di facile e comoda presa, leggero e adeguato al molteplice impiego, quale? Oltretutto: il sostegno della persona, nella deambulazione, specialmente nei lunghi tragitti; il โmenare allineate le pecore fuori,โ in transumanza, in pascoli verdi e verso limpide acque abbondanti; il raggrupparle allโombra nelle ore calde; โlโappoggio e il riposo, sempre allโertaโ nel sorvegliarle in sosta, tenendolo puntato a terra, col palmo delle mani โsopra il tunnoโ โ sul tondo โ, e col mento sul dorso delle stesse; il difendere โla mansueta pecorellaโ da bestie aggressive, lโ โacchiappareโ e trarre a sรฉ quella fugace da mungere o lโagnello caduto in un corso dโacqua o in un fosso; il โtrattenere al collare il caneโ che sโavventava; il โportare a spalla una mappataโ โ un fagotto โ, il tirar giรน dallโalbero qualche rametto con della frutta. Ed รจ probabile che il pastore, pur se inconsapevolmente, abbia talvolta valutato miracoli i risultati positivi ottenuti col bastone; non solo: forse per questo e per evidenziare la propria importanza socio-economica e la conseguente autoritร , nonchรฉ la capacitร artistica, nei momenti di riposo abbia impreziosito, con intagli, lโinsostituibile, inseparabile, simbolico compagno di lavoro e di sopravvivenza e tanto non mai per lucro, ma anche al fine di farne eventuale dono, sincero ed eloquente.
In conclusione, oso pensare che perfino un umile oggetto possa costituire motivo e argomento di storia; o no?
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Note:
[1] Per Cerreto e Pietraroja, ad esempio, ho appreso di manufatti architettonici, commemorativi, apotropaici e scaramantici; cfr. R. Di Lello, in โAlmanaccoโ, Istituto Storico Sannio Telesino (ISST) 2020 (1), 2021 (3), 2024 (1), passim.
[2] Per il territorio, cfr. Dante B. Marrocco, Piedimonte Matese, ivi, ASMV, 1980, cap. XXVI, Il Matese, pp. 445-477.
[3] Per i detti termini in vernacolo ed altri, cfr. Bruno Migliorini, Vocabolario della lingua Italiana, Torino, G.B. Paravia & C., 1965, pp.139, 222, 799-800,1547,1602-1603. CC.VV., Nuovissimo Dardano. Dizionario della lingua italiana, Roma, Curcio, 1982, pp. 1829, 2335-2336. F. Galiani, Vocabolario delle parole del dialetto napoletano, Napoli, Porcelli, tomo primo, 1783, p. 17. Raffaele Andreoli, Vocabolario napoletano italiano, Torino, 1887, Pozzuoli-Napoli, De Marco, 1993, pp. 26, 293. R. Di Lello, Aspetti della cultura agricola e pastorale sul Matese, โAnnuario 1979โ, Piedimonte Matese, Associazione Storica del Medio Volturno, 1979, p74 in 64-85. AA.VV., Guardiaregia, a c.d. Pietro Vecchiarelli, Campobasso, Lampo Ed., 1982, pp. 95 e vid. pp. 98 e 129. Elena Cofrancesco, La parlata cerretese โL cโrratรจen, Cerreto Sannita, Associazione Socio Culturale Cerretese, 2ยฐ, 2002, pp. 274 e 277, 58, 70,68. Pierino Bello, Dizionario del dialetto di Pietraroja, Pietraroja, Pro loco, 2005, pp. 29, 177 , 272, 277.
[4] Cfr. Nicola Rotondi, Memorie storiche di Cerreto Sannita, ms., 1869 – 1875, a c.d. Antonello Santagata, San Salvatore Telesino, Fiori di Zucca Ed., 3, 2019 e 2023, 1, p. 163. La Sacra Bibbia, Roma, CEI, 1974, pass; Nicolas Grimal, Lโantico Egitto, I, Milano, Corriere della Sera, 2004, pp. 5, 24, 25, 28-30. B. Migliorini, 1965, pp. 222,799-800,1268.
[5] Cfr. La Sacra Bibbia, 1974, Esodo, III: 1-2, 4, 6 e 10; IV: 1-4, 17 e 20; pass.
[6] Cfr. La Sacra Bibbia, 1974, Primo libro di Samuele, capp. 16 e 17; Secondo libro di Samuele, cap. 3. Salmi, Salmo 22, di Davide, 1- 6. Il bastone di Dioโ e il vincastro indicavano: lโuno il potere divino e lโaltro quello pastorale.
[7] Tanto, da immagini di antichi bastoni. Cfr. anche AA.VV. Dalla preistoria allโantico Egitto, Roma, La biblioteca di Repubblica, 2004, figg. a pp. 226, 456, 560, 664, 670. Nicolas Grimal, 2004, figg. 5, 43, 44, 52, 54. AA. DD., a c.d., Il libro dei morti EE. DD. pass. R. Di Lello, Esempi in foto n.1 nel testo.
[8] E.T. Salmon, Il Sannio e i Sanniti, Torino, Giulio Einaudi, 1985, pass. e pp. 55,56,72-74,79. Per insediamenti sul Matese, cfr. Id., ibid., pass. Nicola Rotondi, 1869,2019, I, pp 163-168 AA.VV., Sepino Archeologia e continuitร , Campobasso, Ed. Enne, 1979, pp. 5-31. AA.VV., Sannio Pentri e Frentani dal VI al I sec. A.C. Roma, De Luca Ed., 1980, pass. Nicola Mancini, Raviscanina, Piedimonte Matese, ikona, 1998, pp.5-21. Alberico Boiano, La ricchezza delle pecore, Napoli, Guida Editori, 2022, pp. 19-24. Lorenzo Morone, DallโUrtz al santuario italico di Cerreto Sannita, dalle case sparse di Vallantico a Telesia, in โAlmanaccoโ, Telese, ISST, 08/02/2025. Id., La bussola di Caia Borsa, in โAlmanaccoโ, Telese, ISST, 22/03/2025.
[9] Da immagini di antichi bastoni e da: AA.VV., 2004, figg. a pp. 226, 456, 560, 664, 670, Nicolas Grimal, 2004, figg. 5, 43, 44, 52, 54. AA. DD. a c.d., Il libro dei morti, EE. DD., pass.
[10] Cfr. Nicola Rotondi, 1869,2019, I, pp. 163-168. AA.VV., 1979, p. 31. AA.VV., Le vie della transumanza, Foggia, Leone, 1984, pass.
[11] Dante Alighieri, La Divina Commedia, Inferno, XXIV, 7-15.
[12] Cfr. AA VV, Alife, Ivi, Amministrazione Comunale, s.d., pp. 22-23 e lastra tombale del vescovo Moreta. [13] Nicola Rotondi, 1869,2019, I, pp. 163-168.
[14] Domenico Franco, La pastorizia e il commercio della lana nella vecchia e nuova Cerreto, in โSamniumโ, Napoli, Istituto della Stampa, XXXVIII, 1965, III-IV e XXXIX,1966, I-II. Pasqualina Di Lello Manzelli, Alcune tradizioni popolari in Pietraroia, โAnnuario 1975โ, Napoli, Laurenziana, 1975,pp. 84-86, 90-91, 95, in 82-98. R Di Lello, 1979, p.72.
[15] Cfr. Nicola Vigliotti, Renato Pescitelli, La ceramica di Cerreto Sannita e San Lorenzello, San Lorenzello, ECSG, 2007, p. 88, โAcquasantiera, decorata a rilievo con Vescovoโ.
[16]ยญยญยญยญยญยญยญยญยญยญยญยญ Cfr. B. Migliorini, 1965, p. 982.
[17] Gabriele DโAnnunzio, I pastori, 1903, 1-13.
[18] Vedi R. Di Lello, 1979, fig. 19.
[19] Cfr. Domenico Falcigno, La pastorizia: ieri ed oggi, in โStoria di tutti i giorni vecchi discorsiโ, Pietraroia, Pro Loco-Comune,2005, pp. 13-15; Id., Il formaggio pecorino, โibid.โ, 2006, pp. 21-24; Id., Pastorizia e transumanza, con foto, โibid.โ,2011, pp. 2-7. Calendario, Pietraroja che fu. Antichi mestieri, con foto, 2015โ, Pietraroja, Pro Loco.
[20] Ref. A. Cusanelli, Pietraroja, 20 ottobre 2017, ore 12.30.
[21] A.L. Bello, 15, 4, 2023, ore 14,32 e tel. pass.
[22] A.L. Bello, ref. con foto, per iPhone del 10,3, 2025, ore 17,12.
[23] G. Mannato, tel, 0824 868044, ref. in Pietraroja, Piazza Municipio, 6-7-2025, ore 12.39. 24– Cfr. R. Di Lello, 1979, cit. Id. Aspetti dellโarte agro-pastorale nel Beneventano (Esperienze e prospettive), โRivista Storica.
Archeologa classica. Lavora presso l’Universitร del Salento.
Antonella Selvaggio
Architetto, libero professionista. Si occupa di progettazione architettonica, interior design e aspetti legati all’architettura del paesaggio. Dal 2021 รจ Consigliere dell’ordine degli Architetti della Provincia di Benevento. Ha partecipato a Mostre sul restauro architettonico e a numerose iniziative riguardanti la promozione territoriale.
Vive a Morcone. Presidente Italia Nostra Matese Alto Tammaro.
Dottore di ricerca in Ingegneria Elettronica ed informatica presso l’Universitร degli Studi di Napoli. Ha Svolto attivitร didattica presso l’Universitร Federico II. Vive a Telese.
Laurea in giurisprudenza presso l’Universitร degli Studi “La Sapienza” di Roma. Dirigente amministrativa presso l’Universitร del Molise.



Andrea Ciervo nato a Caserta il 12.10.1975. Presbitero dal 24 novembre 2012 giร Laureato in Giurisprudenza alla Federico II, con una tesi di Diritto Ecclesiastico sui Risvolti dei Patti Lateranensi col prof. Mario Tedeschi…tirocinante poi presso Studio Notaro in via Mezzocannone di Napoli…consegue il Baccalaureato presso l’Aloysianum di Padova nel 2007 con una tesi sulla Religione in Immanuel Kant col prof. Secondo Bongiovanni. Si Laurea in Sacra Teologia presso la Facoltร Teologica dell’ Italia Meridionale sezione san Tommaso nel 2012 sempre “Summa cum laude”
Presidente dellโAssociazione culturale โLa Biblioteca del Sannioโ, dottore di ricerca presso lโUniversitร degli Studi della Campania โLuigi Vanvitelliโ con una tesi sulla metadatazione della cartografia storica. Giornalista e direttore di Canale Sassuolo. Giร docente a contratto di Lingua e Cultura Spagnola e Global History, presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo vanvitelliano, รจ attualmente tutor di Storia Contemporanea e Storia dei Partiti e Movimenti politici.






Farmacista. Dopo la laurea ha conseguito un master biennale e un corso di perfezionamento, approfondendo le conoscenze in ambito fitoterapico, micoterapico e nutraceutico, con la pubblicazione del lavoro di tesi sulla rivista di divulgazione scientifica di medicina naturale ‘Scienza Natura’ del Prof. Ivo Bianchi. Attivo nel sociale, รจ membro del Rotary Club Valle Telesina ed รจ amante dello sport e della natura. Innamorato del proprio territorio, ha iniziato a coltivare l’interesse per la storia locale.
Nato a Ponte, dove risiede. Dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato. Cultore di storia locale con particolare attenzione al periodo medievale. Ha pubblicato “Ponte tra Cronaca e Storia”, “Domenico Ocone, quarant’anni di storia pontese…”, “Le Vie di Ponte tra Storia e Leggenda”. Collabora con varie associazioni culturali.
Nato a Telese Terme ma originario di Amorosi รจ stato allievo del filosofo Massimo Achille Bonfantini. Laureato in Semiotica e Filosofia del Linguaggio presso l’Universitร l’Orientale di Napoli. Dedica le sue ricerche prevalentemente allo studio della filosofia e della psicologia dell’inconscio, come dei nuovi percorsi conoscitivi applicati alle neuroscienze. Ha pubblicato Cento petali e una rosa. Semiosi di un romanzo storico (Natan, 2016), Filosofia hegeliana e religione. Osservazioni su Sebastiano Maturi (Natan, 2017) e, recentemente, il saggio dal titolo: Nel gioco di un’incerta reciprocitร : Gregory Bateson e la teoria del “doppio legame” (Ediz. Del Faro, 2020).
Musicista. Maestro di clarinetto ed orchestrale. Studioso di storia della filosofia e del ‘700 napoletano. Esperto simbolista e autore di testi esoterico/filosofici.
Nato a Napoli e residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia allโUniversitร di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale allโUniversitร di Modena รจ stato aiuto chirurgo presso lโospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente รจ pensionato.ย Dal 1ยฐ giugno 1978 รจ socio corrispondente dellโAssociazione Culturale Italo Ispanica โC. Colombo โ Madridโ.ย Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche.ย Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dellโAssociazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio รจ stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.
Originario di Castelvenere. Giร dipendente del Miur ora in pensione. Appassionato di Storia locale ed animatore di gruppi per la diffusione della lingua e delle tradizioni di Castelvenere.
Esperta di Comunicazione Istituzionale; in particolar modo di Social Media Policy e e di politiche agroalimentari legate all’economia di piccola scala per Slow Food, in Campania e Basilicata. Suoi contributi in ambito associativo sono legati a tradizioni e culture della terra e del territorio. Ha effettuato training in storiografia in Francia.
Dottore in Archeologia e Scienze Storiche, ha svolto diverse campagne di scavo alla necropoli del Cigno a Macchia Valfortore (CB), con lโUniversitร degli studi di Napoli Federico II e alla necropoli di Crocifisso del tufo a Orvieto (TR), con il Parco Archeologico Ambientale dellโOrvietano e lโ Universitร dell’Arizona. ร attuale vice Presidente della Pro Loco di SantโAgata dei Goti (BN) dove svolge anche la funzione di OLP per il Servizio Civile Universale. ร giornalista tirocinante presso la testata QuasiMezzogiorno. Sรฌ รจ occupato di alcuni ambiti di archeologia della produzione del Sannio caudino. Attualmente s’interessa alle istituzioni sociali e militari del Medioevo. ร vice Presidente dell’Istituto Storico Sannio Telesino.
Cultore di storia locale e delle tradizioni del suo paese. Autore del saggio “Notizie storiche ed urbanistiche di Cerreto antica” in cui ha ricostruito l’antico borgo distrutto dal terremoto del 1688.
Dottore in Legge ed autore di ricerche di Storia Locale. Ha partecipato al progetto “Un museo a colori” avente il fine di far conoscere il museo di arte ceramica di Cerreto Sannita. Le mansioni svolte sono state quelle di guida museale e bibliotecaria, e redazione di progetti e lavori di gruppo con gli altri volontari. Ha scritto un saggio nella Antologia dedicata al bicentenario della nascita di Michele Ungaro, edita dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita.
Giร sindaco di Caiazzo, dopo aver conseguito la maturitร scientifica, rivolge il suo impegno politico alle battaglie del Partito Radicale, soprattutto nel campo della tutela dell’ambiente e in quello per una giustizia giusta. Nel 1980 viene eletto consigliere comunale a Caiazzo, cittร in cui vive, in rappresentanza della “nuova sinistra”. Nel 1982 aderisce alla Lega per l’Ambiente, promuovendo diverse iniziative per la tutela del fiume Volturno e per il recupero del patrimonio edilizio del centro storico di Caiazzo. Tra il 1987 e il 1994 รจ Presidente dell’Associazione Storica del Caiatino. Nel 1994 viene eletto sindaco di Caiazzo con la lista civica “Rinascita Caiatina”. Rieletto nel 1998, si adopera per una crescita socio-economica della cittร ; realizza un programma pluriennale, che viene selezionato anche da “Sviluppo Italia” SpA per la costituzione di un Laboratorio di sperimentazione per lo sviluppo locale. Presidente dell’Associazione “Cittร Paesaggio” dal 2003, รจ coordinatore del progetto “Per una Carta dei paesaggi dell’olio e dell’olivo”, realizzato d’intesa con l’Associazione nazionale “Cittร dell’Olio”. Nel 2007 aderisce a Slow Food, dedicandosi soprattutto alla salvaguardia delle piccole produzioni agricole. Ha pubblicato con le Edizioni 2000diciassette: La Memoria e LโOblio, un saggio sullโeccidio di Caiazzo durante l’ultimo conflitto mondiale.
Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza Cultore di Storia Locale ha scritto il saggio: Telesia 1349 Peste e Terremoto edizioni duemiladicessette, 2016, Cartoline da Telese ed. Unione Filatelica Beneventana, 2009; Castelvenere Valdese insieme a P. Carlo Ed. Realtร Sannita, 2016; Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita insieme a F. Pace, edito dallโASMV nel 2019. Ha scritto nellโAntologia sulla vita di Michele Ungaro edito dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita nel 2019.ha in corso di pubblicazione un libro di poesie. Dirige la collana di poesie della Casa Editrice FioriDiZucca. Presidente pro-tempore dellโIstituto Storico del Sannio Telesino. Premio Upupa 2017 e 2019 per gli studi di storia locale.
Insegnante, vive a Caiazzo. ร Presidente del’Associazione Storica del Caiatino.
Maestro elementare, appassionato studioso e cultore di Storia Locale.
Biologo residente a Telese Terme. Cultore di storia locale con particolare riferimento alla storia del periodo sannitico. ร autore del saggio “La Leonessa e il fenomeno luminoso nella grotta di Sant’Angelo” edito da Fioridizucca nel 2022.
Sannita di origini e toscano d’adozione. Medico anestesista, ha coltivato con interesse e particolarmente studiato la “Terapia del dolore”. Di tale disciplina รจ stato per lunghi anni docente all’Universitร di Siena. Ha avuto anche esperienze di insegnamento all’estero (Bobigny Paris nord, Accademia Russa delle Scienze mediche, Accademia Lettone di Scienze odontoiatriche). Ufficiale medico dell’Esercito italiano, รจ appassionato di esoterismo, di cultura e tradizioni popolari. E’ autore di saggistica. Ha recentemente pubblicato saggio su “Massoneria, relazioni umane e comunicazione tecnologica” edito da Fioridizucca edizioni.
Giornalista professionista. Scrittore di romanzi e direttore di diverse testate radio televisive. Fondatore del sito: Neifatti.it
Medico specialista in oncologia e cure palliative รจ autore principalmente di pubblicazioni scientifiche di settore in lingua inglese ed italiana. ร stato inoltre relatore
Laurea magistrale in Lettere. Docente a Prato. Ha approfondito gli eventi storici che portarono alla โMarcia della fameโ del 1957 nei comuni del Valfortore sannita. Ha scritto il “Catasto Onciario della Terra di San Salvatore”.
Medico e scrittore. Ha allโattivo numerose collaborazioni con riviste di carattere storico. Ha pubblicato una Vita di San Leucio, il libro: โDa Casale a Comuneโ e la Storia della Parrocchiale Santa Maria Assunta di San Salvatore Telesino. Ha partecipato allโAntologia โDieci Medici Raccontanoโ, che ha ottenuto il “Premio Rufolo 2019”. Premio Olmo 2009 per il romanzo storico ยซL’ultima notte di Bedรฒยป, รจ anche autore di alcuni saggi sulla Storia della Medicina tra cui uno studio sulla Depressione dal titolo ยซIl potere misterioso della bile nera, breve storia della depressione da Ippocrate a Charlie Brownยป. Nel 2024 ha pubblicato “Fu la peste” e “Islam a Telesia” per ABE Editore Napoli. Fondatore e Direttore Editoriale della Casa Editrice Fioridizucca.
Studioso della storia del Risorgimento e cultore del periodo Borbonico, ha recentemente collaborato con un suo scritto allโantologia biografica dedicata a Michele Ungaro. Ha in corso un saggio su Sanchez De Luna, un Vescovo del โ700.

Scrittore, poeta e divulgatore culturale. Medico di continuitร assistenziale. Autore di diversi saggi storici e racconti. Ha partecipato all’antologia “Dieci Medici Raccontano”. Fondatore del Premio Nazionale Olmo che tutti gli anni si svolge in Raviscanina (Ce).
Dottore in Lettere. all’Universitร di Salerno, indirizzo “storico medievale”. Si รจ poi laureata in Scienze della Formazione primaria all’Ateneo di Campobasso. Studiosa della storia della sua cittร . Lettrice instancabile di autori italiani e stranieri, si occupa della formazione di piccoli lettori e poeti. ร insegnante nella Scuola Primaria da quindici anni. Ha sperimentato innovative metodologie di approccio alla lettura utilizzando le nuove tecnologie che hanno portato alla pubblicazione di una ricerca dal titolo: TIC e DSA. Riflessioni ed esperienze sulle nuove frontiere della pedagogia speciale, Ed. EriksonLive. La storia locale e la ricerca accurata le ha permesso di pubblicare anche un Saggio in storia medievale sull’assetto urbano e riorganizzazione del territorio della Benevento nei sec. XI e XII. Animatore culturale, scrive poesie per fermare in foto-scritte, attimi di vita.
Medico di Emergenza territoriale residente in Puglianello. Ha collaborato all’opera Dieci Medici Raccontano.
Lorenzo Piombo, medico psichiatra, dirigente del Dipartimento Salute Mentale della ASL di Benevento. Ricercatore e studioso di storia. Vive e opera a Morcone.
Avvocato. Patrocinante in Cassazione. Scrittore di Storia Locale. Opera a Guardia Sanframondi.
Promotore culturale dellโarea di Faicchio. Dopo aver conseguito la maturitร classica si รจ laureato in Economia. ร dirigente d’impresa a Milano nel settore delle borse valori e mercati finanziari. Ha scritto diversi articoli sulla stampa finanziaria nazionale, tra cui il Sole 24 Ore ed Investire. ร appassionato di cultura locale, ha vinto il premio Prosa IX Premio letterario dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Titolare delle strutture ricettive “Magie del Sannio” ha dato vita anche al “Piccolo Museo privato di Faicchio Magie del Sannio”.
Dottore in Storia. Autore di un saggio storico, conseguente a ricerca d’archivio, sul suo Comune dal titolo: ย Faicchio 1920 – 1946 dall’avvento del Fascismo alla nascita della Repubblica, 2016.
Medico ed esperto di storia della gastronomia.
Architetto e docente. Appassionato cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, cittร in cui vive. Ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti. Collabora con il Blog dell’Istituto Storico del Sannio di cui รจ socio fondatore. ร autore del saggio “Cominium Ocritum e le forche caudine: una storia
Studioso del ‘700 napoletano e dell’epopea di Federico II ha approfondito in modo particolare le influenza arabe sull’architettura napoletana. Studioso diย suffisso e di religioni orientali.
Medico del Lavoro. Regista teatrale. Giornalista pubblicista. Fondatore di “Byblos”, la biblioteca del Sannio. Scrittore e divulgatore della storia e dei personaggi del Sannio, ha pubblicato “A tavola nel Sannio”, una guida ai ristoranti della provincia di Benevento; “Dietro la Leggenda” (2016), una raccolta di racconti ispirati a fiabe e a leggende del Sannio. Nel 2017 ha pubblicato “Samnes”, un romanzo storico sull’epopea sannita. Ha curato la trascrizione del manoscritto e la stampa dei tre volumi delle “Memorie storiche di Cerreto Sannita per Arcidiacono Nicola Rotondi”. Nel 2019 ha pubblicato “Guida alla Valle Telesina e al Sannio”. Ha pubblicato “Il delitto del pozzo dei pazzi”, un medical-thriller ambientato nel primo ‘900 nell’ospedale degli Incurabili di Napoli. ร autore della “Storia di Cerreto dalla preistoria alla seconda guerra mondiale (2022) e di “Fiabe e Favole in cerretese”, edito da Fioridizucca. (2023).
ร nato e vive a Castelvenere. Giร docente di materie letterarie nella scuola statale, ha pubblicato diverse raccolte di liriche, pagine di ricerca letteraria, studi relativi alla cultura popolare. ร presente in antologie, dizionari bio-bibliografici e testi scolastici. Appassionato si storia e di tradizioni locali, รจ membro di associazioni culturali nazionali. I suoi versi hanno ricevuto giudizi positivi da parte della critica e in concorsi letterari si รจ classificato ai primi posti.
Giornalista Pubblicista. Esperto di Enologia, collabora a diversi siti web del settore. Collaboratore del blog lucianopignataro.it รจ responsabile dell’Ufficio Stampa del Sannio Consorzio Tutela Vini. 
Infaticabile animatore culturale dellโarea del Caiatino e del Casertano. Allievo del prof. Galasso. Fondatore di Gruppi culturali dediti alla divulgazione della storia del Territorio, attualmente responsabile di Procedimento Unitร Operativa Biblioteca civica e Archivio Storico del Comune di Caiazzo.