
Sembra opportuno premettere che il rudere della torre edificata insieme al castello, nel Medioevo e sopra la roccia in localitร SantโAngiolillo, a Pietraroia in provincia di Benevento, รจ stato, fino ai primi anni Settanta del secolo passato, lโultimo, evidente testimone della locale vita civile, poi trasferita piรน a valle dal funesto terremoto del 1688. Al riguardo e in un precedente articolo, dopo aver accennato a casi nei quali la pietra e il marmo colorato hanno segnalato il paese montano nel toponimo, nellโarchitettura, nellโarte e nella scienza, avvalendomi di notizie e di immagini, in parte inedite, raccolte dal 1975 al โ79 e di recente, ho rilevato il modo in cui incisioni e sculture lapidee ricordano la carestia, la peste e il sisma del โ600, tre nefasti e molto noti avvenimenti;1Cfr. R. Di Lello, Pietraroia. Pietre che parlano di sventure (Nota preliminare) in โStoria di Pietraroiaโ, Istituto Storico Sannio Telesino . it (11-11-2020)
A distanza di mesi, sono ritornato a Pietraroia e alle pietre e, via facendo, ho riletto quanto dโaltro rinvenuto, ragion per cui, dal momento che pure qualcuno del paese mi ha incitato a proseguire nella esposizione,2N. B., con email del 16-11-2020, ore 22.26.riporterรฒ, non per lโesperto รจ ovvio, restanti notizie e immagini di pietre che parlano di storia.

Seguirรฒ nei limiti del possibile, come al solito, lโordine cronologico e, al fine di rendermi piรน agevole il compito e non tediare il paziente lettore, dividerรฒ lโargomento in due temi che atterranno, il primo, questo, allโaspetto civile e, il prossimo, Deo favente, a quello religioso. Adesso, allโinizio dello svolgimento, sโincontra la figura di un busto in pietra, scolpita e incorniciata, di cm. 40×60 ca., murata in unโabitazione di Via Aurora; la stupenda immagine presenta corona sul capo, acconciatura di capelli ed abito che fanno pensare a persona di rango elevato vissuta in tempi assai lontani.

A non molta distanza, sotto la grondaia di unโabitazione in Via Trieste, una composizione di tre elementi riporta due sculture simili su pietra, ciascuna raffigurante un volto fra raggi e, tra esse, la copia a rilievo di cinque fiori o frutti, in argilla; provengono รจ verosimile dalla Pietraroia medievale Rappresentano, forse, i volti di antiche divinitร o il sole e la luna, rispettivamente, guardando a sinistra e a destra, il primo con tratti piรน marcati, il secondo alquanto delicato; non รจ inverosimile che, quantunque ornamentali, avessero, insieme al terzo elemento, un significato apotropaico a favore e a protezione della fertilitร agreste.

Sculture vetuste stanno pure lontano dal paese, in localitร Mรฉtele; il toponimo deriverebbe dal latino singolare mรฉdelaossia rimedio, medicina, cura e perciรฒ luogo di ricovero e terapia e, perchรฉ no?, lazzaretto nel corso di epidemie.3Cfr. R. Di Lello, Coronavirus Epidemie e singolari analogie, in โStoria della medicinaโ, Istituto Storico Sannio Telesino. it (05-5-2020). Un arco, con fregi identici a quelli dei sottostanti due stipiti, presenta al centro, una pietra di colore diverso collocatavi, non รจ improbabile, in un successiva occasione; in essa quattro righi incisi nel 1740, alludono, pare, nel(la) ben feli(ce) etร del detto an(no) al regn(o) borbonico, a firma di D(on) Gio(vanni) Batti(sta) in Pie (traroia); da notare che il regno borbonico fu instaurato nel 1736, nel โ40 la regina diede alla luce una figlia, re Carlo volle recarsi a Bari ed offrire, per gratitudine, nella basilica di San Nicola, un ostensorio dโargento4V. Gleijeses, La storia di Napoli, Napoli, Del Giglio, 1987, p. 663. e il santo era, da tempo, il considerato patrono di Pietraroia.

Sopra un ingresso attiguo, parte sacra di possibile luogo dโassistenza sanitaria in passato, stanno sculture lapidee che, dallโalto in basso, rappresentano: una piccola croce su tondo a lato dโun davanzale, un volto con collaretto e con un fiore ai due lati, forse con finalitร scaramantica, una scritta in due righi, non chiara, ma attinente forse alla croce salvifica e la soglietta con croce tra due composizioni floreali.

Ancora in paese, stemmi lapidei, murati su facciate, rappresentano mediante scritte, figure e simboli, tra gli altri contrassegni riconosciuti di famiglie. Chiavi di volta e imposte elaborate,ย costruiteย ex novoย o portate da luogo diverso e adattate sopra stipiti di ingressi, nella Pietraroia post terremoto 1688,5Ad esempio in Via IV Novembre edย in Via del Piave. Ref. N. Bello. anche seย mute, par che indichino pregresse rinunce e privazioni a cagione del sisma, ma cheย si volleย dar valore e significato alla vita da affrontare nelle nuove abitazioni.

E passiamo al secolo scorso. Dopo la prima guerra mondiale, una iniziativa dellโarciprete don Lorenzo De Carlo, parroco dal 1916 al โ62, portรฒ, negli anni Venti, alla costruzione del monumento ai Caduti, in Piazza Vittoria; fu inaugurato il 24 luglio 1924 e lโanno dopo un singolare, cruento episodio ne segnรฒ la storia; nel โ43 ebbe inizio la rovina e nel 1960 venne abbattuto.6Cfr. D. Falcigno, Storie di tutti i giorni, vecchi discorsi, Pietraroja, Pro Loco, 2007, pp. 3-4; Id., Don Lorenzo De Carlo un parroco di montagna, Comune di Pietraroja-Pro Loco Pietraroja, 2008, pp. 14-16. Per i particolari della solenne inaugurazione, cfr. lโopuscolo S.A., Ricordo dellโerezione ed inaugurazione del monumento ai Caduti diPietraroja, 26 Luglio 1924, Campobasso, Colitti, s.d., ma 1924, pp. 15-24. Il nuovo monumento รจ stato eretto nellโattigua localitร Giardinetti e inaugurato, con cerimonia solenne, nellโaprile del 2007.

Gli anni Trenta costituiscono periodo di notevole attinenza al tema, come dimostrano i testi di storia, le trasmissioni audiovisive e, per Pietraroia, anche i reperti seguenti. Ebbene, sulla lastra di cm. 18×37, parte della lapidea fontana pubblica in Via Trieste, angolo con Via Fontanelle, una frase, in cinque righi ognuno di mm. 40, rammenta che nellโ anno IX del fascismo il complesso venne donato al comune dai figli di Tommaso Venditto, nel 1930.

Sopra la fontana, tra la statua di San Pio e lโedicola della Madonna, allโinizio e a sinistra del tratto di strada che, in salita, mena allโ ingresso del paese, una lastra marmorea di cm 125×577Ref. G.C. Iamartino, email 16-12-2020., posta nel 1935, rammenta in otto righi lโenorme ingiustizia delle sanzioni adottate dalla Societร delle Nazioni a carico dellโItalia, a causa della guerra del 1930-1935 contro lโEtiopia.8Cfr. pure D. Falcigno, Storia di tutti i giorni vecchi discorsi, Pro Loco Pietraroia-Comune Pietraroia, 2007, pp. 9-10.

Ho accennato, in principio, al marmo colorato di Pietraroia; di pregio e rinomato รจ stato pure quello bianco, come dimostra una vetusta cartolina illustrata, donatami con altre dallโerede del committente, la quale riproduce il panorama di Pietraroia, m.857s.m., un gruppo di giovanetti che crescono belli e forti a Pietraroia e, non poteva mancare, la meravigliosa cava del marmo bianco, esposto a Bruxelles, e premiato a Roma il 29 Aprile 1936.

E su lastra, รจ verosimile di quel marmo bianco, di cm. 85×150, murata e incorniciata con malta sulla facciata della chiesa parrocchiale, in alto, lโiscrizione di 21 righi rammenta che il 26 gennaio 1932 il principe Umberto di Savoia adorรฒ in questo tempio il Re divino, che il 26 gennaio 1937, la luce illuminรฒ elettricamente di Pietraroia le vie e le case, che nel 1937 lโarciprete Lorenzo De Carlo fece incidere e pose questa lapide; da notare che la foto n.1, dโepoca, la mostra al di sotto di un lampione elettrico, il primo, รจ probabile, in paese.

Trascorse quasi un quarto di secolo e una lastra fu posta sul deposito dellโacquedotto, in localitร Civita e ricorda ancora, in cinque righi, che lโ Acquedotto di Pietraroia venne finanziato dalla Cassa Per Il Mezzogiorno nel 1961.

Per concludere, a lato di quel citato breve tratto di strada che, in salita, conduce allโingresso del paese, una lapide di marmo, incisa, ne segna il toponimo e induce chi vi giunge a conoscerne almeno qualcosa della storia. Singolare รจ che mentre la detta iscrizione รจ costituita anche da una J, altra in metallo, poco distante, sulla strada e quelle nelle immagini sopra riportate segnano, invece, una I; del nome e sulle varianti della vocale, comunque, giร qualcosa sโรจ scritto.9Cfr. R. Di Lello, Santa Croce โin silva Sepiniโ e Pietraroja, in un contratto del 1274, in โIl Sannio quotidianoโ, Benevento, Pagine Sannite, V, 22 ottobre (2000) p. 11. Id., Pietraro?a. Le vicende di un toponimo, in โLa Voce del Titernoโ, Cerreto Sannita, Comunitร Montana del Titerno, II, 10 (2006) pp. 10-12.

Tanto, per quanto concerne lโargomento, allo stato dellโindagine e nella speranza che altri, esperto รจ ovvio, legga lโarticolo, riveda le ipotesi e revisioni le eventuali inesattezze.
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[1]ย Cfr. R. Di Lello,ย Pietraroia. Pietreย che parlano di sventureย (Nota preliminare)ย in โStoria di Pietraroiaโ, Istituto Storico Sannio Telesino . itย ย (11-11-2020)ย ย
[2]ย N. B., conย emailย del 16-11-2020, ore 22.26.ย
[3]ย Cfr. R. Di Lello,ย Coronavirus Epidemie e singolari analogie, in โStoria della medicinaโ, Istituto Storico Sannio Telesino. it (05-5-2020).ย ย
[4]ย V. Gleijeses,ย La storia di Napoli, Napoli, Del Giglio, 1987, p. 663.ย
[5]ย Ad esempio in Via IV Novembre edย in Via del Piave. Ref. N. Bello.ย
[6]ย ย Cfr. D. Falcigno,ย Storie di tutti i giorni, vecchi discorsi, Pietraroja, Pro Loco, 2007, pp. 3-4; Id.,ย Don Lorenzo De Carlo un parroco di montagna, Comune di Pietraroja-Pro Loco Pietraroja, 2008, pp. 14-16. Per i particolari della solenne inaugurazione, cfr. lโopuscolo S.A.,ย Ricordo dellโerezione ed inaugurazioneย del monumentoย ai Caduti diPietraroja,ย 26 Luglio 1924, Campobasso, Colitti, s.d., ma 1924, pp. 15-24.ย
[7]ย Ref. G.C. Iamartino,ย emailย 16-12-2020.ย
[8]ย Cfr. pure D. Falcigno,ย Storia di tutti iย giorni vecchi discorsi, Pro Loco Pietraroia-Comune Pietraroia, 2007, pp. 9-10.ย ย
[9] Cfr. R. Di Lello,ย Santa Croce โin silva Sepiniโ e Pietraroja, in un contratto del 1274,ย in โIl Sannio quotidianoโ, Benevento, Pagine Sannite, V, 22 ottobre (2000) p. 11. Id.,ย Pietraro?a. Le vicende di un toponimo, in โLa Voce del Titernoโ, Cerreto Sannita, Comunitร Montana del Titerno, II, 10 (2006) pp. 10-12.ย ย
Archeologa classica. Lavora presso l’Universitร del Salento.
Antonella Selvaggio
Architetto, libero professionista. Si occupa di progettazione architettonica, interior design e aspetti legati all’architettura del paesaggio. Dal 2021 รจ Consigliere dell’ordine degli Architetti della Provincia di Benevento. Ha partecipato a Mostre sul restauro architettonico e a numerose iniziative riguardanti la promozione territoriale.
Vive a Morcone. Presidente Italia Nostra Matese Alto Tammaro.
Dottore di ricerca in Ingegneria Elettronica ed informatica presso l’Universitร degli Studi di Napoli. Ha Svolto attivitร didattica presso l’Universitร Federico II. Vive a Telese.
Laurea in giurisprudenza presso l’Universitร degli Studi “La Sapienza” di Roma. Dirigente amministrativa presso l’Universitร del Molise.



Andrea Ciervo nato a Caserta il 12.10.1975. Presbitero dal 24 novembre 2012 giร Laureato in Giurisprudenza alla Federico II, con una tesi di Diritto Ecclesiastico sui Risvolti dei Patti Lateranensi col prof. Mario Tedeschi…tirocinante poi presso Studio Notaro in via Mezzocannone di Napoli…consegue il Baccalaureato presso l’Aloysianum di Padova nel 2007 con una tesi sulla Religione in Immanuel Kant col prof. Secondo Bongiovanni. Si Laurea in Sacra Teologia presso la Facoltร Teologica dell’ Italia Meridionale sezione san Tommaso nel 2012 sempre “Summa cum laude”
Presidente dellโAssociazione culturale โLa Biblioteca del Sannioโ, dottore di ricerca presso lโUniversitร degli Studi della Campania โLuigi Vanvitelliโ con una tesi sulla metadatazione della cartografia storica. Giornalista e direttore di Canale Sassuolo. Giร docente a contratto di Lingua e Cultura Spagnola e Global History, presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo vanvitelliano, รจ attualmente tutor di Storia Contemporanea e Storia dei Partiti e Movimenti politici.






Farmacista. Dopo la laurea ha conseguito un master biennale e un corso di perfezionamento, approfondendo le conoscenze in ambito fitoterapico, micoterapico e nutraceutico, con la pubblicazione del lavoro di tesi sulla rivista di divulgazione scientifica di medicina naturale ‘Scienza Natura’ del Prof. Ivo Bianchi. Attivo nel sociale, รจ membro del Rotary Club Valle Telesina ed รจ amante dello sport e della natura. Innamorato del proprio territorio, ha iniziato a coltivare l’interesse per la storia locale.
Nato a Ponte, dove risiede. Dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato. Cultore di storia locale con particolare attenzione al periodo medievale. Ha pubblicato “Ponte tra Cronaca e Storia”, “Domenico Ocone, quarant’anni di storia pontese…”, “Le Vie di Ponte tra Storia e Leggenda”. Collabora con varie associazioni culturali.
Nato a Telese Terme ma originario di Amorosi รจ stato allievo del filosofo Massimo Achille Bonfantini. Laureato in Semiotica e Filosofia del Linguaggio presso l’Universitร l’Orientale di Napoli. Dedica le sue ricerche prevalentemente allo studio della filosofia e della psicologia dell’inconscio, come dei nuovi percorsi conoscitivi applicati alle neuroscienze. Ha pubblicato Cento petali e una rosa. Semiosi di un romanzo storico (Natan, 2016), Filosofia hegeliana e religione. Osservazioni su Sebastiano Maturi (Natan, 2017) e, recentemente, il saggio dal titolo: Nel gioco di un’incerta reciprocitร : Gregory Bateson e la teoria del “doppio legame” (Ediz. Del Faro, 2020).
Musicista. Maestro di clarinetto ed orchestrale. Studioso di storia della filosofia e del ‘700 napoletano. Esperto simbolista e autore di testi esoterico/filosofici.
Nato a Napoli e residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia allโUniversitร di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale allโUniversitร di Modena รจ stato aiuto chirurgo presso lโospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente รจ pensionato.ย Dal 1ยฐ giugno 1978 รจ socio corrispondente dellโAssociazione Culturale Italo Ispanica โC. Colombo โ Madridโ.ย Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche.ย Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dellโAssociazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio รจ stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.
Originario di Castelvenere. Giร dipendente del Miur ora in pensione. Appassionato di Storia locale ed animatore di gruppi per la diffusione della lingua e delle tradizioni di Castelvenere.
Esperta di Comunicazione Istituzionale; in particolar modo di Social Media Policy e e di politiche agroalimentari legate all’economia di piccola scala per Slow Food, in Campania e Basilicata. Suoi contributi in ambito associativo sono legati a tradizioni e culture della terra e del territorio. Ha effettuato training in storiografia in Francia.
Dottore in Archeologia e Scienze Storiche, ha svolto diverse campagne di scavo alla necropoli del Cigno a Macchia Valfortore (CB), con lโUniversitร degli studi di Napoli Federico II e alla necropoli di Crocifisso del tufo a Orvieto (TR), con il Parco Archeologico Ambientale dellโOrvietano e lโ Universitร dell’Arizona. ร attuale vice Presidente della Pro Loco di SantโAgata dei Goti (BN) dove svolge anche la funzione di OLP per il Servizio Civile Universale. ร giornalista tirocinante presso la testata QuasiMezzogiorno. Sรฌ รจ occupato di alcuni ambiti di archeologia della produzione del Sannio caudino. Attualmente s’interessa alle istituzioni sociali e militari del Medioevo. ร vice Presidente dell’Istituto Storico Sannio Telesino.
Cultore di storia locale e delle tradizioni del suo paese. Autore del saggio “Notizie storiche ed urbanistiche di Cerreto antica” in cui ha ricostruito l’antico borgo distrutto dal terremoto del 1688.
Dottore in Legge ed autore di ricerche di Storia Locale. Ha partecipato al progetto “Un museo a colori” avente il fine di far conoscere il museo di arte ceramica di Cerreto Sannita. Le mansioni svolte sono state quelle di guida museale e bibliotecaria, e redazione di progetti e lavori di gruppo con gli altri volontari. Ha scritto un saggio nella Antologia dedicata al bicentenario della nascita di Michele Ungaro, edita dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita.
Giร sindaco di Caiazzo, dopo aver conseguito la maturitร scientifica, rivolge il suo impegno politico alle battaglie del Partito Radicale, soprattutto nel campo della tutela dell’ambiente e in quello per una giustizia giusta. Nel 1980 viene eletto consigliere comunale a Caiazzo, cittร in cui vive, in rappresentanza della “nuova sinistra”. Nel 1982 aderisce alla Lega per l’Ambiente, promuovendo diverse iniziative per la tutela del fiume Volturno e per il recupero del patrimonio edilizio del centro storico di Caiazzo. Tra il 1987 e il 1994 รจ Presidente dell’Associazione Storica del Caiatino. Nel 1994 viene eletto sindaco di Caiazzo con la lista civica “Rinascita Caiatina”. Rieletto nel 1998, si adopera per una crescita socio-economica della cittร ; realizza un programma pluriennale, che viene selezionato anche da “Sviluppo Italia” SpA per la costituzione di un Laboratorio di sperimentazione per lo sviluppo locale. Presidente dell’Associazione “Cittร Paesaggio” dal 2003, รจ coordinatore del progetto “Per una Carta dei paesaggi dell’olio e dell’olivo”, realizzato d’intesa con l’Associazione nazionale “Cittร dell’Olio”. Nel 2007 aderisce a Slow Food, dedicandosi soprattutto alla salvaguardia delle piccole produzioni agricole. Ha pubblicato con le Edizioni 2000diciassette: La Memoria e LโOblio, un saggio sullโeccidio di Caiazzo durante l’ultimo conflitto mondiale.
Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza Cultore di Storia Locale ha scritto il saggio: Telesia 1349 Peste e Terremoto edizioni duemiladicessette, 2016, Cartoline da Telese ed. Unione Filatelica Beneventana, 2009; Castelvenere Valdese insieme a P. Carlo Ed. Realtร Sannita, 2016; Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita insieme a F. Pace, edito dallโASMV nel 2019. Ha scritto nellโAntologia sulla vita di Michele Ungaro edito dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita nel 2019.ha in corso di pubblicazione un libro di poesie. Dirige la collana di poesie della Casa Editrice FioriDiZucca. Presidente pro-tempore dellโIstituto Storico del Sannio Telesino. Premio Upupa 2017 e 2019 per gli studi di storia locale.
Insegnante, vive a Caiazzo. ร Presidente del’Associazione Storica del Caiatino.
Maestro elementare, appassionato studioso e cultore di Storia Locale.
Biologo residente a Telese Terme. Cultore di storia locale con particolare riferimento alla storia del periodo sannitico. ร autore del saggio “La Leonessa e il fenomeno luminoso nella grotta di Sant’Angelo” edito da Fioridizucca nel 2022.
Sannita di origini e toscano d’adozione. Medico anestesista, ha coltivato con interesse e particolarmente studiato la “Terapia del dolore”. Di tale disciplina รจ stato per lunghi anni docente all’Universitร di Siena. Ha avuto anche esperienze di insegnamento all’estero (Bobigny Paris nord, Accademia Russa delle Scienze mediche, Accademia Lettone di Scienze odontoiatriche). Ufficiale medico dell’Esercito italiano, รจ appassionato di esoterismo, di cultura e tradizioni popolari. E’ autore di saggistica. Ha recentemente pubblicato saggio su “Massoneria, relazioni umane e comunicazione tecnologica” edito da Fioridizucca edizioni.
Giornalista professionista. Scrittore di romanzi e direttore di diverse testate radio televisive. Fondatore del sito: Neifatti.it
Medico specialista in oncologia e cure palliative รจ autore principalmente di pubblicazioni scientifiche di settore in lingua inglese ed italiana. ร stato inoltre relatore
Laurea magistrale in Lettere. Docente a Prato. Ha approfondito gli eventi storici che portarono alla โMarcia della fameโ del 1957 nei comuni del Valfortore sannita. Ha scritto il “Catasto Onciario della Terra di San Salvatore”.
Medico e scrittore. Ha allโattivo numerose collaborazioni con riviste di carattere storico. Ha pubblicato una Vita di San Leucio, il libro: โDa Casale a Comuneโ e la Storia della Parrocchiale Santa Maria Assunta di San Salvatore Telesino. Ha partecipato allโAntologia โDieci Medici Raccontanoโ, che ha ottenuto il “Premio Rufolo 2019”. Premio Olmo 2009 per il romanzo storico ยซL’ultima notte di Bedรฒยป, รจ anche autore di alcuni saggi sulla Storia della Medicina tra cui uno studio sulla Depressione dal titolo ยซIl potere misterioso della bile nera, breve storia della depressione da Ippocrate a Charlie Brownยป. Nel 2024 ha pubblicato “Fu la peste” e “Islam a Telesia” per ABE Editore Napoli. Fondatore e Direttore Editoriale della Casa Editrice Fioridizucca.
Studioso della storia del Risorgimento e cultore del periodo Borbonico, ha recentemente collaborato con un suo scritto allโantologia biografica dedicata a Michele Ungaro. Ha in corso un saggio su Sanchez De Luna, un Vescovo del โ700.

Scrittore, poeta e divulgatore culturale. Medico di continuitร assistenziale. Autore di diversi saggi storici e racconti. Ha partecipato all’antologia “Dieci Medici Raccontano”. Fondatore del Premio Nazionale Olmo che tutti gli anni si svolge in Raviscanina (Ce).
Dottore in Lettere. all’Universitร di Salerno, indirizzo “storico medievale”. Si รจ poi laureata in Scienze della Formazione primaria all’Ateneo di Campobasso. Studiosa della storia della sua cittร . Lettrice instancabile di autori italiani e stranieri, si occupa della formazione di piccoli lettori e poeti. ร insegnante nella Scuola Primaria da quindici anni. Ha sperimentato innovative metodologie di approccio alla lettura utilizzando le nuove tecnologie che hanno portato alla pubblicazione di una ricerca dal titolo: TIC e DSA. Riflessioni ed esperienze sulle nuove frontiere della pedagogia speciale, Ed. EriksonLive. La storia locale e la ricerca accurata le ha permesso di pubblicare anche un Saggio in storia medievale sull’assetto urbano e riorganizzazione del territorio della Benevento nei sec. XI e XII. Animatore culturale, scrive poesie per fermare in foto-scritte, attimi di vita.
Medico di Emergenza territoriale residente in Puglianello. Ha collaborato all’opera Dieci Medici Raccontano.
Lorenzo Piombo, medico psichiatra, dirigente del Dipartimento Salute Mentale della ASL di Benevento. Ricercatore e studioso di storia. Vive e opera a Morcone.
Avvocato. Patrocinante in Cassazione. Scrittore di Storia Locale. Opera a Guardia Sanframondi.
Promotore culturale dellโarea di Faicchio. Dopo aver conseguito la maturitร classica si รจ laureato in Economia. ร dirigente d’impresa a Milano nel settore delle borse valori e mercati finanziari. Ha scritto diversi articoli sulla stampa finanziaria nazionale, tra cui il Sole 24 Ore ed Investire. ร appassionato di cultura locale, ha vinto il premio Prosa IX Premio letterario dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Titolare delle strutture ricettive “Magie del Sannio” ha dato vita anche al “Piccolo Museo privato di Faicchio Magie del Sannio”.
Dottore in Storia. Autore di un saggio storico, conseguente a ricerca d’archivio, sul suo Comune dal titolo: ย Faicchio 1920 – 1946 dall’avvento del Fascismo alla nascita della Repubblica, 2016.
Medico ed esperto di storia della gastronomia.
Architetto e docente. Appassionato cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, cittร in cui vive. Ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti. Collabora con il Blog dell’Istituto Storico del Sannio di cui รจ socio fondatore. ร autore del saggio “Cominium Ocritum e le forche caudine: una storia
Studioso del ‘700 napoletano e dell’epopea di Federico II ha approfondito in modo particolare le influenza arabe sull’architettura napoletana. Studioso diย suffisso e di religioni orientali.
Medico del Lavoro. Regista teatrale. Giornalista pubblicista. Fondatore di “Byblos”, la biblioteca del Sannio. Scrittore e divulgatore della storia e dei personaggi del Sannio, ha pubblicato “A tavola nel Sannio”, una guida ai ristoranti della provincia di Benevento; “Dietro la Leggenda” (2016), una raccolta di racconti ispirati a fiabe e a leggende del Sannio. Nel 2017 ha pubblicato “Samnes”, un romanzo storico sull’epopea sannita. Ha curato la trascrizione del manoscritto e la stampa dei tre volumi delle “Memorie storiche di Cerreto Sannita per Arcidiacono Nicola Rotondi”. Nel 2019 ha pubblicato “Guida alla Valle Telesina e al Sannio”. Ha pubblicato “Il delitto del pozzo dei pazzi”, un medical-thriller ambientato nel primo ‘900 nell’ospedale degli Incurabili di Napoli. ร autore della “Storia di Cerreto dalla preistoria alla seconda guerra mondiale (2022) e di “Fiabe e Favole in cerretese”, edito da Fioridizucca. (2023).
ร nato e vive a Castelvenere. Giร docente di materie letterarie nella scuola statale, ha pubblicato diverse raccolte di liriche, pagine di ricerca letteraria, studi relativi alla cultura popolare. ร presente in antologie, dizionari bio-bibliografici e testi scolastici. Appassionato si storia e di tradizioni locali, รจ membro di associazioni culturali nazionali. I suoi versi hanno ricevuto giudizi positivi da parte della critica e in concorsi letterari si รจ classificato ai primi posti.
Giornalista Pubblicista. Esperto di Enologia, collabora a diversi siti web del settore. Collaboratore del blog lucianopignataro.it รจ responsabile dell’Ufficio Stampa del Sannio Consorzio Tutela Vini. 
Infaticabile animatore culturale dellโarea del Caiatino e del Casertano. Allievo del prof. Galasso. Fondatore di Gruppi culturali dediti alla divulgazione della storia del Territorio, attualmente responsabile di Procedimento Unitร Operativa Biblioteca civica e Archivio Storico del Comune di Caiazzo.