
Tra due catene di monti āin situ orridoā nel territorio dellāantica Valle di Tocco1Una bolla di papa Stefano IX del 1058 riporta che lāantico casale di Tocco in quellāanno ĆØ sede di una delle diocesi suffraganee dellāArcidiocesi di Benevento., presso il casale di Vitulano, āprima di arrivare a Paupisi nello spacco della montagna, al di qua di Solopacaā, si conservano i ruderi dellāantico monastero di Santa Maria della Grotta. Fu fatto realizzare dai principi longobardi Atenulfo II e Atenulfo III tra il 940 e il 944.2Lubin, Abbatiarum Italiae notitia, Roma, 1693 – F. Ughelli, in Italia Sacra, Venezia, 1721, ritiene che fu costruito al tempo di Atenulfo I principe di Benevento dal 900 al 910.Assunse da subito il nome di āSancta Maria de Criptis prope Toccum in diocesy Beneventana supra Vitulanumā3P. F. Hehr, Regesta Pontificum Romanorum Italia Pontificia, vol. IX, Berlino, 1962 – G. Marcarelli, Lāoriente del Taburno, Bn, 1916 perchĆ©, secondo la legenda, in una delle grotte carsiche presenti sul posto, fu ritrovata unāicona bizantina raffigurante la Madonna.4Lāicona, al momento della sconsacrazione dellāabbazia, fu portata nella chiesa di Santo Spirito di Vitulano. Oggi a Vitulano ĆØ conservata solo una copia mentre lāoriginale si trova presso la casa madre delle Suore Compassioniste Serve di Maria in Roma. Nei documenti del XII questo nome si trova spesso alternato con quello di S. Maria de Monte Drago.
GiĆ a partire dal periodo Normanno, in particolare nella seconda metĆ del XII secolo, il monastero fu oggetto di numerose donazioni di terre che contribuirono ad incrementare il suo patrimonio.
Nellāanno 1151 Guglielmo di Sanframondo concede allāabate Guglielmo, priore del monastero di S. Maria de Monte Drago, un privilegio di donazione. Le donazioni continuano anche con i successori di Guglielmo: āGiovanni Sanframondo, figlio del fù Guglielmo, signore di Limata, Cerreto, Guardia e molti altri castelli, per la remissione dei peccati suoi e dei suoi antenati, con atto del 15 aprile 1212, concede a Giovanni, priore della chiesa di S. Maria della Grotta, e ai suoi successori, la starza detta Granarusi, sita in localitĆ ad Modium; con atto del 15 luglio 1212, un terreno sul fiume Calore e una pezza di terra detta Curticella in localitĆ la Revolta e con atto del 1 luglio 1213 il diritto di macinare il grano nel suo mulino, sito in localitĆ le Nassarelle.
Anche Roberto conte di Caserta e Telese ĆØ particolarmente generoso con il monastero, con atto dellāaprile 1208 dona a Severino monaco del monastero di S. Maria della Grotta, una terra di fronte ad una casa del monastero stesso, fuori la cittĆ di Telese. Con atto del marzo 1210, sempre Roberto, con il consenso di sua moglie Adelagia, contessa di Caserta, conferma alla chiesa di S. Maria della Grotta, per mano di Giovanni rettore di questāultima, un tenimento sito nella cittĆ di Telese, nel luogo detto Venere. Con atto del dicembre 1216, Tommaso conte di Caserta (figlio del conte Roberto), per la remissione dei peccati suoi e dei suoi predecessori, dona al prete e monaco Giovanni per conto della chiesa di S. Maria della Grotta, tutti i beni dei fratelli Guglielmo de Atulino e Giovanni, posseduti dentro e fuori la cittĆ di Telese, in localitĆ Solopaca.
Oltre a queste vi sono numerose altre donazioni fatte soprattutto da privati, sempre con la formula della donatio pro anima,5La formula della donatio pro anima sta ad indicare le donazioni fatte generalmente ad un monastero con lāobbligo da parte dei monaci di celebrare delle messe per la salvezza dellāanima del donante o di un suo congiunto.che porteranno il monastero ad avere possedimenti nelle localitĆ di Vitulano, Tocco, Torrecuso, Limata, Telese, Solopaca, Cerreto ecc.
Il 13 novembre del 1207 Carlo, giudice di Capua e di Tocco, dona, per la sua anima, a Roberto priore del monastero di S. Maria della Grotta, una terra, nel territorio di Foglianise, pervenutagli da Giovanni di Raviscanina conte di Alife, ponendo come condizione che la stessa deve rimanere nel demanio della chiesa e non può essere date nĆ© in beneficio, nĆ© a censo e che nellāeventualitĆ il donante volesse farsi monaco deve essere accolto nel monastero senza fare altra donazione.6G. Marcarelli, op. cit.

Il monastero, citato come S. Marie de Crypta in Monte Drogi, ĆØ beneficiato anche da numerose donazioni da parte dellāimperatore Federico II. Da un atto dellāAgosto 1209 si apprende che Bartolomeo, abate del monastero di S. Sofia, Riccardo, abate del monastero di S. Modesto e magister Enrico Collevaccino custode di S. Eustasio, su richiesta di Giovanni, abate di S. Maria della Grotta, fanno redigere la copia di due privilegi regi destinati a papa Innocenzo III. Nel primo, dato in Catania nel luglio 1209, Federico II, re di Sicilia, conferma al monastero precedenti donazioni: ā⦠terram que dicitur Silva Plana cum masclonibus et molendino, quod est iuxta civitatem Telesie⦠tenimentum quod dicitur Ferrarisii quod Robbertus de Ponte in territorio Pontis Maioris eidem obtulit monasterio⦠molendinum quod idem monasterium possidet in terra Limateā¦ā. Concede inoltre che gli animali del monastero possano pascolare liberamente sulle terre del demanio e pone il monastero stesso sotto la protezione regia. Nel secondo, dato in Messina nellāagosto del 1209, dona al monastero una porzione di terra del demanio, pari alla quantitĆ che può essere arata da quattro aratri, sita in localitĆ Limata Cupa di Morcone, e conferma tutte le precedenti donazioni fatte da re, pontefici, baroni e semplici fedeli.7J. Mazzoleni, Le Pergamene della SocietĆ Napoletana di Storia Patria, Napoli, 1963.- G. Marcarelli, op. cit.
Proprio per i molti beni e interessi che il monastero ha in numerose localitĆ accade che spesso si generano conflitti con altre realtĆ territoriali. In un atto del luglio 1214 Giovanni abate della canonica di S. Menna di SantāAgata e Giovanni arcidiacono della chiesa maggiore di SantāAgata, sono incaricati da papa Innocenzo III di dirimere una controversia insorta tra Luciano, vescovo di Telese, e Giovanni priore del monastero di S. Maria della Grotta, circa la spettanza delle decime delle terre che il monastero possiede nel territorio di Telese, e di quelle di un mulino che il monastero possiede in localitĆ Aquis Narium di Telese, abintus pontem qui dicitur Sancti Bartholomei.
Il vescovo rinunzia ad ogni diritto ed azione legale in cambio di un tenimento e di due appezzamenti di terra siti nel territorio di Solopaca, presso la chiesa di S. Donato, entrambi giĆ appartenenti al monastero.8Edizione digitale dei documenti dellāabbazia di S. Maria della Grotta di Vitulano 1200-1250, documento 59.
Durante il regno di Manfredi i possedimenti del monastero si arricchiscono ulteriormente a seguito di donazioni effettuate con atti rogati, tra lāaltro, a Tocco, Vitulano, Limata, Montecorvino ecc. Del 29 luglio 1264 ĆØ lāatto rogato in Morcone dal notaio Matteo con il quale il conte di Morcone, Bartolomeo Simplex, rilascia al monastero di S. Maria della Grotta i beni ad esso donati dal notaio Bartolo di Morcone e si ordina che gli siano consegnati anche quattro aratri di terra concessi da Federico II nel 1209.9J. Mazzoleni op. cit.
La cospicua documentazione che riguarda il monastero non tratta solo donazioni ma anche di altro. Lāabate Donato da Canzano, succeduto nel 1354 allāabate Tommaso, ĆØ costretto a cedere in enfiteusi ai figli di Riccardo Marzone alcune terre nel tenimento di Terlicoso. Dal documento si apprende che il monastero, per riparare i danni provocati da un incendio, lā8 novembre 1262, con atto rogato in Paupisi dal notaio Giorgio dāAirola di Tocco, aveva preso in prestito dal suddetto Riccardo 5 once dāoro e 15 tarƬ. Non potendo però pagare il debito, per i danni provocati dalle guerre, ĆØ costretto a cedere i predetti terreni. Il 23 ottobre del 1370 lo stesso abate, per riparare alcune case dirute e il campanile della chiesa, deve vendere una terra a Limata in localitĆ S. Marzano.10Pergamene fondo Fusco in J. Mazzoleni, op. cit.
Nel XIV secolo continua lāincremento patrimoniale del monastero con donazioni nelle localitĆ di Cerreto, Telese, Solopaca, Paupisi, Vitulano, Tocco e Capua. Il 20 settembre 1397 viene rogato in Limata una donazio pro anima con la quale il fisico Tomaso Filippo Nicolai de Andrea e la moglie Costanza donano varie case in Cerreto, un oratorio sotto il titolo di S. Maria Maddalena e S. Marta, libri ed arredi sacri, con lāobbligo per il monastero di concedere loro vitto, alloggio e vestimenti.11Pergamene fondo Fusco in J. Mazzoleni, op. cit.
A testimonianza della grande considerazione di cui gode il monastero anche presso i nuovi sovrani angioini, vi ĆØ lāintervento degli stessi per aiutare il monastero quando Pietro, Enrico e Rizzardo di Tocco ācum illicita comitiva armatorumā lo assediano e lo invadono. Oppure quando si schierano a fianco del monastero in una lite che lo vede contrapposto a āAgata de Pontifex domino castri Tocciā che contesta la proprietĆ di alcuni beni in Vitulano e Tocco.12Registri Angioini 1311-1312 e 1324
Un manoscritto anonimo del XVII secolo, scoperto dal prof. Alfredo Zazo, riporta la descrizione dellāabbazia:
āLāAbbadia di Santa Maria delle Grotte dellāOrdine di San Benedetto di niuna Diocesi, nulladimeno frĆ li confini della Diocesi Beneventana nella terra di Vitulano si ritrova frĆ due Monti Altissimi delli quali il primo si chiama Monte Pezzuto il secondo la terra dellāAbbadia, dove essendo un luogo tanto stretto che niuna altra cosa occupa Ć passegieri se non che calando per qualche parte precipitosa; onde ĆØ che pochissimi huomini aggiuntati, e per il sito e dalla qualitĆ potriano abbattere qualsivoglia numeroso esercito. La chiesa anticamente fabricata Ć guisa di grotte, donde prese la denominazione di Santa Maria delle Grotte, si serve humilmente delli monaci della Congregatione Celestina, Ć quali un tempo dallāAbbati fù assignata Ć bastanza una conveniente portione per il di loro sustenimento, et in quella con gran concorso del popolo e con somma adoratione si conserva unāantichissima Imagine della Beatissima Vergine, per li miracoli della quale hanno ritrovato qua ⦠tutti beniā¦ā
Nello stesso documento sono poi elencati beni nel territorio di Vitulano, con i feudi di S. Stefano e della Difesa, di Limata e la giurisdizione dellāacqua del fiume Calore che furono confermati al monastero il 7 luglio 1537 e successivamente lā11 febbraio 1623. Sempre nello stesso anno sono attestati beni in Castelvenere, Guardia Sanframondi, S. Lorenzo Maggiore, S. Lupo, Casalduni, Cerreto, Solopaca, Telese, Villa S. Salvatore, Castelvenere, Tocco, Cacciano, Campoli e Benevento, Capua, Lucera ecc. Al monastero viene inoltre confermata, dalla Corte e dalla Dogana di Puglia, franchigia e giurisdizione per il pascolo, mentre la dogana del sale di Napoli ĆØ tenuta a dare, ogni anno, sei tomola di sale.13Il manoscritto ĆØ riportato inĀ Le Pergamene della SocietĆ Napoletana di Storia Patria,Ā di J. Mazzoleni.
I primi monaci che ebbero il governo del monastero furono i Benedettini,14F. Procaccini, Gli atti di S. Menna eremita, Napoli 1883 anche se da notizie storiche riportate negli atti delĀ Patrimonio EcclesiasticoĀ risulta che il monastero inizialmente era tenuto dai monaci Basiliani sostituiti solo successivamente dai Benedettini.15A.S.N., Patrimonio Ecclesiastico, fasc. 920 in J. Mazzoleni op. cit.
Dai Benedettini il monastero passò allāordine dei Celestini e poi a quello degli Umiliati.Ā
Nel 1303, durante il periodo in cui lāabbazia era tenuta dagli Umiliati, si tentò di sopprimerla e di aggregarla a quella di S. Maria a Mazzocca di Foiano, ma la generale sollevazione degli abitanti della Valle lo impedƬ.[mfnA. Meomartini, I comuni della provincia di Benevento, Benevento , 1907.[/mfn] Nel 1660 fu affidata alla Congregazione dei monaci Camaldolesi che la tennero per pochi anni perchĆ© con il terremoto del 1688 le strutture del complesso badiale subirono notevoli danni che non furono mai del tutto riparati. Nel 1705 il cardinale Vincenzo Maria Orsini, titolare dellāarcidiocesi di Benevento ne decretò la sconsacrazione.
Con sentenza del 7 maggio 1783 lāabbazia di S. Maria della Grotta venne dichiarata di patronato regio essendo giĆ registrata dal 13 marzo dello stesso anno nel catalogo delle cappellanie devolute alla Regia Corona.16A.S.N.,Ā Curia del Cappellano Maggiore, Consulte, vol.Ā 690 e 693. Allāinizio del XIX secolo viene devoluta al demanio e nella divisione del 1817 numerosi suoi territori vengono ceduti al Comune di Vitulano.
Nonostante, nello stesso periodo, lāabbazia risulti ancora proprietaria di numerosi beni, nei territori di San Lorenzo Maggiore, San Lupo, Casalduni, Paupisi, Cerreto, Solopaca, Castelvenere, nonchĆ© in Terra di Lavoro e Molise, il suo ricco patrimonio appare, però, notevolmente ridotto.Ā
Nellāanno 1842 risulta ancora amministrata dal Cardinale Arcivescovo di Capua D. Francesco Serra dei duchi di Cassano ma le sue strutture sono oramai in definitiva rovina. In una relazione del Vescovo della diocesi di Alife e Telese, del 29 dicembre 1844, si legge: ā Esisteva nella diocesi unāantica e ricca Badia concistoriale sotto il titolo di S. Maria della Grotta, in tenimento di Solopaca e di essa rimangono magnifici ruderi sullāerta di una montagna che fa parte della catena degli Appennini. Lāabbadia si amministra dallāabate commendatario Cardinale Arcivescovo di Capuaā.17Relazione inviata al Segretario di Stato agli Affari Ecclesiastici. – A.S.N.Ā Mappa beneficiaria della diocesi di Cerreto,Ā Classe II, n.Ā Ā 49 – Mazzoleni op. cit.

La documentazione che riguarda lāabbazia ĆØ molto ricca ed ĆØ costituita, principalmente, dalle pergamene del cosiddetto fondo Fusco. Si tratta di un corposo fondo pergamenaceo conservato nellāArchivio di Stato di Napoli dove fu trasferito nel 1958 dalla SocietĆ Napoletana di Storia Patria che le aveva acquisite dagli eredi di Salvatore e Giuseppe Maria Fusco.Ā
Il fondo catalogato con il nome di S. Maria della Grotta, in origine era costituito da 670 pergamene che andavano dallāanno 1164 al 1731. Attualmente ne sono presenti 485, risultano disperse tutte quelle che vanno dallāanno 1539 al 1731 ad eccezione di una dellā8 ottobre 1709.18Salvatore Fusco (25 dic. 1772 – 30 apr. 1849) e il figlio, Maria Giuseppe (9 sett. 1814 – 26 febb. 1849) furono appassionati cultori di storia patria che raccolsero, trascrissero e conservarono materiale e documenti di grandissimo valore storico, in J. Mazzoleni op. cit.Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā
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[1] Una bolla di papa Stefano IX del 1058 riporta che lāantico casale di Tocco in quellāanno ĆØ sede di una delle diocesi suffraganee dellāArcidiocesi di Benevento.
[2]Ā Lubin,Ā Abbatiarum Italiae notitia, Roma, 1693 – F. Ughelli, inĀ Italia Sacra, Venezia, 1721, ritiene che fu costruito al tempo di Atenulfo I principe di Benevento dal 900 al 910.
[3] P. F. Hehr,Ā Regesta Pontificum Romanorum Italia Pontificia, vol. IX,Ā Berlino, 1962 – G. Marcarelli,Ā Lāoriente del Taburno, Bn, 1916
[4]Ā Lāicona, al momento della sconsacrazione dellāabbazia, fu portata nella chiesa di Santo Spirito di Vitulano. Oggi a Vitulano ĆØ conservata solo una copia mentre lāoriginale si trova presso la casa madre delle Suore Compassioniste Serve di Maria in Roma.
[5]Ā La formula dellaĀ donatio pro animaĀ sta ad indicare le donazioni fatte generalmente ad un monastero con lāobbligo da parte dei monaci di celebrare delle messe per la salvezza dellāanima del donante o di un suo congiunto.
[6]Ā G. Marcarelli, op. cit.
[7]Ā J. Mazzoleni,Ā Le Pergamene della SocietĆ Napoletana di Storia Patria, Napoli, 1963.- G. Marcarelli, op. cit.
[8] Edizione digitale dei documenti dellāabbazia di S. Maria della Grotta di Vitulano 1200-1250, documento 59.
[9]Ā J. Mazzoleni op. cit.
[10]Ā Pergamene fondo Fusco in J. Mazzoleni, op. cit.Ā
[11]Ā Pergamene fondo Fusco in J. Mazzoleni, op. cit.
[12]Ā Registri Angioini 1311-1312 e 1324Ā
[13]Ā Il manoscritto ĆØ riportato inĀ Le Pergamene della SocietĆ Napoletana di Storia Patria,Ā di J. Mazzoleni.
[14] F. Procaccini, Gli atti di S. Menna eremita, Napoli 1883
[15]Ā A.S.N., Patrimonio Ecclesiastico, fasc. 920 in J. Mazzoleni op. cit.
[16]Ā A. Meomartini, I comuni della provincia di Benevento, Benevento , 1907.
[17]Ā A.S.N.,Ā Curia del Cappellano Maggiore, Consulte, vol.Ā 690 e 693.
[18]Ā Relazione inviata al Segretario di Stato agli Affari Ecclesiastici. – A.S.N.Ā Mappa beneficiaria della diocesi di Cerreto,Ā Classe II, n.Ā Ā 49 – Mazzoleni op. cit.
[19]Ā Salvatore Fusco (25 dic. 1772 – 30 apr. 1849) e il figlio, Maria Giuseppe (9 sett. 1814 – 26 febb. 1849) furono appassionati cultori di storia patria che raccolsero, trascrissero e conservarono materiale e documenti di grandissimo valore storico, in J. Mazzoleni op. cit.
Archeologa classica. Lavora presso l’UniversitĆ del Salento.
Antonella Selvaggio
Architetto, libero professionista. Si occupa di progettazione architettonica, interior design e aspetti legati all’architettura del paesaggio. Dal 2021 ĆØ Consigliere dell’ordine degli Architetti della Provincia di Benevento. Ha partecipato a Mostre sul restauro architettonico e a numerose iniziative riguardanti la promozione territoriale.
Vive a Morcone. Presidente Italia Nostra Matese Alto Tammaro.
Dottore di ricerca in Ingegneria Elettronica ed informatica presso l’UniversitĆ degli Studi di Napoli. Ha Svolto attivitĆ didattica presso l’UniversitĆ Federico II. Vive a Telese.
Laurea in giurisprudenza presso l’UniversitĆ degli Studi “La Sapienza” di Roma. Dirigente amministrativa presso l’UniversitĆ del Molise.



Andrea Ciervo nato a Caserta il 12.10.1975. Presbitero dal 24 novembre 2012 giĆ Laureato in Giurisprudenza alla Federico II, con una tesi di Diritto Ecclesiastico sui Risvolti dei Patti Lateranensi col prof. Mario Tedeschi…tirocinante poi presso Studio Notaro in via Mezzocannone di Napoli…consegue il Baccalaureato presso l’Aloysianum di Padova nel 2007 con una tesi sulla Religione in Immanuel Kant col prof. Secondo Bongiovanni. Si Laurea in Sacra Teologia presso la FacoltĆ Teologica dell’ Italia Meridionale sezione san Tommaso nel 2012 sempre “Summa cum laude”
Presidente dellāAssociazione culturale āLa Biblioteca del Sannioā, dottore di ricerca presso lāUniversitĆ degli Studi della Campania āLuigi Vanvitelliā con una tesi sulla metadatazione della cartografia storica. Giornalista e direttore di Canale Sassuolo. GiĆ docente a contratto di Lingua e Cultura Spagnola e Global History, presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo vanvitelliano, ĆØ attualmente tutor di Storia Contemporanea e Storia dei Partiti e Movimenti politici.






Farmacista. Dopo la laurea ha conseguito un master biennale e un corso di perfezionamento, approfondendo le conoscenze in ambito fitoterapico, micoterapico e nutraceutico, con la pubblicazione del lavoro di tesi sulla rivista di divulgazione scientifica di medicina naturale ‘Scienza Natura’ del Prof. Ivo Bianchi. Attivo nel sociale, ĆØ membro del Rotary Club Valle Telesina ed ĆØ amante dello sport e della natura. Innamorato del proprio territorio, ha iniziato a coltivare l’interesse per la storia locale.
Nato a Ponte, dove risiede. Dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato. Cultore di storia locale con particolare attenzione al periodo medievale. Ha pubblicato “Ponte tra Cronaca e Storia”, “Domenico Ocone, quarant’anni di storia pontese…”, “Le Vie di Ponte tra Storia e Leggenda”. Collabora con varie associazioni culturali.
Nato a Telese Terme ma originario di Amorosi ĆØ stato allievo del filosofo Massimo Achille Bonfantini. Laureato in Semiotica e Filosofia del Linguaggio presso l’UniversitĆ l’Orientale di Napoli. Dedica le sue ricerche prevalentemente allo studio della filosofia e della psicologia dell’inconscio, come dei nuovi percorsi conoscitivi applicati alle neuroscienze. Ha pubblicato Cento petali e una rosa. Semiosi di un romanzo storico (Natan, 2016), Filosofia hegeliana e religione. Osservazioni su Sebastiano Maturi (Natan, 2017) e, recentemente, il saggio dal titolo: Nel gioco di un’incerta reciprocitĆ : Gregory Bateson e la teoria del “doppio legame” (Ediz. Del Faro, 2020).
Musicista. Maestro di clarinetto ed orchestrale. Studioso di storia della filosofia e del ‘700 napoletano. Esperto simbolista e autore di testi esoterico/filosofici.
Nato a Napoli e residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia allāUniversitĆ di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale allāUniversitĆ di Modena ĆØ stato aiuto chirurgo presso lāospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente ĆØ pensionato.Ā Dal 1° giugno 1978 ĆØ socio corrispondente dellāAssociazione Culturale Italo Ispanica āC. Colombo ā Madridā.Ā Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche.Ā Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dellāAssociazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio ĆØ stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.
Originario di Castelvenere. GiĆ dipendente del Miur ora in pensione. Appassionato di Storia locale ed animatore di gruppi per la diffusione della lingua e delle tradizioni di Castelvenere.
Esperta di Comunicazione Istituzionale; in particolar modo di Social Media Policy e e di politiche agroalimentari legate all’economia di piccola scala per Slow Food, in Campania e Basilicata. Suoi contributi in ambito associativo sono legati a tradizioni e culture della terra e del territorio. Ha effettuato training in storiografia in Francia.
Dottore in Archeologia e Scienze Storiche, ha svolto diverse campagne di scavo alla necropoli del Cigno a Macchia Valfortore (CB), con lāUniversitĆ degli studi di Napoli Federico II e alla necropoli di Crocifisso del tufo a Orvieto (TR), con il Parco Archeologico Ambientale dellāOrvietano e lā UniversitĆ dell’Arizona. Ć attuale vice Presidente della Pro Loco di SantāAgata dei Goti (BN) dove svolge anche la funzione di OLP per il Servizio Civile Universale. Ć giornalista tirocinante presso la testata QuasiMezzogiorno. SƬ ĆØ occupato di alcuni ambiti di archeologia della produzione del Sannio caudino. Attualmente s’interessa alle istituzioni sociali e militari del Medioevo. Ć vice Presidente dell’Istituto Storico Sannio Telesino.
Cultore di storia locale e delle tradizioni del suo paese. Autore del saggio “Notizie storiche ed urbanistiche di Cerreto antica” in cui ha ricostruito l’antico borgo distrutto dal terremoto del 1688.
Dottore in Legge ed autore di ricerche di Storia Locale. Ha partecipato al progetto “Un museo a colori” avente il fine di far conoscere il museo di arte ceramica di Cerreto Sannita. Le mansioni svolte sono state quelle di guida museale e bibliotecaria, e redazione di progetti e lavori di gruppo con gli altri volontari. Ha scritto un saggio nella Antologia dedicata al bicentenario della nascita di Michele Ungaro, edita dalla SocietĆ di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita.
GiĆ sindaco di Caiazzo, dopo aver conseguito la maturitĆ scientifica, rivolge il suo impegno politico alle battaglie del Partito Radicale, soprattutto nel campo della tutela dell’ambiente e in quello per una giustizia giusta. Nel 1980 viene eletto consigliere comunale a Caiazzo, cittĆ in cui vive, in rappresentanza della “nuova sinistra”. Nel 1982 aderisce alla Lega per l’Ambiente, promuovendo diverse iniziative per la tutela del fiume Volturno e per il recupero del patrimonio edilizio del centro storico di Caiazzo. Tra il 1987 e il 1994 ĆØ Presidente dell’Associazione Storica del Caiatino. Nel 1994 viene eletto sindaco di Caiazzo con la lista civica “Rinascita Caiatina”. Rieletto nel 1998, si adopera per una crescita socio-economica della cittĆ ; realizza un programma pluriennale, che viene selezionato anche da “Sviluppo Italia” SpA per la costituzione di un Laboratorio di sperimentazione per lo sviluppo locale. Presidente dell’Associazione “CittĆ Paesaggio” dal 2003, ĆØ coordinatore del progetto “Per una Carta dei paesaggi dell’olio e dell’olivo”, realizzato d’intesa con l’Associazione nazionale “CittĆ dell’Olio”. Nel 2007 aderisce a Slow Food, dedicandosi soprattutto alla salvaguardia delle piccole produzioni agricole. Ha pubblicato con le Edizioni 2000diciassette: La Memoria e LāOblio, un saggio sullāeccidio di Caiazzo durante l’ultimo conflitto mondiale.
Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza Cultore di Storia Locale ha scritto il saggio: Telesia 1349 Peste e Terremoto edizioni duemiladicessette, 2016, Cartoline da Telese ed. Unione Filatelica Beneventana, 2009; Castelvenere Valdese insieme a P. Carlo Ed. RealtĆ Sannita, 2016; Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita insieme a F. Pace, edito dallāASMV nel 2019. Ha scritto nellāAntologia sulla vita di Michele Ungaro edito dalla SocietĆ di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita nel 2019.ha in corso di pubblicazione un libro di poesie. Dirige la collana di poesie della Casa Editrice FioriDiZucca. Presidente pro-tempore dellāIstituto Storico del Sannio Telesino. Premio Upupa 2017 e 2019 per gli studi di storia locale.
Insegnante, vive a Caiazzo. Ć Presidente del’Associazione Storica del Caiatino.
Maestro elementare, appassionato studioso e cultore di Storia Locale.
Biologo residente a Telese Terme. Cultore di storia locale con particolare riferimento alla storia del periodo sannitico. Ć autore del saggio “La Leonessa e il fenomeno luminoso nella grotta di Sant’Angelo” edito da Fioridizucca nel 2022.
Sannita di origini e toscano d’adozione. Medico anestesista, ha coltivato con interesse e particolarmente studiato la “Terapia del dolore”. Di tale disciplina ĆØ stato per lunghi anni docente all’UniversitĆ di Siena. Ha avuto anche esperienze di insegnamento all’estero (Bobigny Paris nord, Accademia Russa delle Scienze mediche, Accademia Lettone di Scienze odontoiatriche). Ufficiale medico dell’Esercito italiano, ĆØ appassionato di esoterismo, di cultura e tradizioni popolari. E’ autore di saggistica. Ha recentemente pubblicato saggio su “Massoneria, relazioni umane e comunicazione tecnologica” edito da Fioridizucca edizioni.
Giornalista professionista. Scrittore di romanzi e direttore di diverse testate radio televisive. Fondatore del sito: Neifatti.it
Medico specialista in oncologia e cure palliative ĆØ autore principalmente di pubblicazioni scientifiche di settore in lingua inglese ed italiana. Ć stato inoltre relatore
Laurea magistrale in Lettere. Docente a Prato. Ha approfondito gli eventi storici che portarono alla āMarcia della fameā del 1957 nei comuni del Valfortore sannita. Ha scritto il “Catasto Onciario della Terra di San Salvatore”.
Medico e scrittore. Ha allāattivo numerose collaborazioni con riviste di carattere storico. Ha pubblicato una Vita di San Leucio, il libro: āDa Casale a Comuneā e la Storia della Parrocchiale Santa Maria Assunta di San Salvatore Telesino. Ha partecipato allāAntologia āDieci Medici Raccontanoā, che ha ottenuto il “Premio Rufolo 2019”. Premio Olmo 2009 per il romanzo storico Ā«L’ultima notte di Bedò», ĆØ anche autore di alcuni saggi sulla Storia della Medicina tra cui uno studio sulla Depressione dal titolo Ā«Il potere misterioso della bile nera, breve storia della depressione da Ippocrate a Charlie BrownĀ». Nel 2024 ha pubblicato “Fu la peste” e “Islam a Telesia” per ABE Editore Napoli. Fondatore e Direttore Editoriale della Casa Editrice Fioridizucca.
Studioso della storia del Risorgimento e cultore del periodo Borbonico, ha recentemente collaborato con un suo scritto allāantologia biografica dedicata a Michele Ungaro. Ha in corso un saggio su Sanchez De Luna, un Vescovo del ā700.

Scrittore, poeta e divulgatore culturale. Medico di continuitĆ assistenziale. Autore di diversi saggi storici e racconti. Ha partecipato all’antologia “Dieci Medici Raccontano”. Fondatore del Premio Nazionale Olmo che tutti gli anni si svolge in Raviscanina (Ce).
Dottore in Lettere. all’UniversitĆ di Salerno, indirizzo “storico medievale”. Si ĆØ poi laureata in Scienze della Formazione primaria all’Ateneo di Campobasso. Studiosa della storia della sua cittĆ . Lettrice instancabile di autori italiani e stranieri, si occupa della formazione di piccoli lettori e poeti. Ć insegnante nella Scuola Primaria da quindici anni. Ha sperimentato innovative metodologie di approccio alla lettura utilizzando le nuove tecnologie che hanno portato alla pubblicazione di una ricerca dal titolo: TIC e DSA. Riflessioni ed esperienze sulle nuove frontiere della pedagogia speciale, Ed. EriksonLive. La storia locale e la ricerca accurata le ha permesso di pubblicare anche un Saggio in storia medievale sull’assetto urbano e riorganizzazione del territorio della Benevento nei sec. XI e XII. Animatore culturale, scrive poesie per fermare in foto-scritte, attimi di vita.
Medico di Emergenza territoriale residente in Puglianello. Ha collaborato all’opera Dieci Medici Raccontano.
Lorenzo Piombo, medico psichiatra, dirigente del Dipartimento Salute Mentale della ASL di Benevento. Ricercatore e studioso di storia. Vive e opera a Morcone.
Avvocato. Patrocinante in Cassazione. Scrittore di Storia Locale. Opera a Guardia Sanframondi.
Promotore culturale dellāarea di Faicchio. Dopo aver conseguito la maturitĆ classica si ĆØ laureato in Economia. Ć dirigente d’impresa a Milano nel settore delle borse valori e mercati finanziari. Ha scritto diversi articoli sulla stampa finanziaria nazionale, tra cui il Sole 24 Ore ed Investire. Ć appassionato di cultura locale, ha vinto il premio Prosa IX Premio letterario dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Titolare delle strutture ricettive “Magie del Sannio” ha dato vita anche al “Piccolo Museo privato di Faicchio Magie del Sannio”.
Dottore in Storia. Autore di un saggio storico, conseguente a ricerca d’archivio, sul suo Comune dal titolo: Ā Faicchio 1920 – 1946 dall’avvento del Fascismo alla nascita della Repubblica, 2016.
Medico ed esperto di storia della gastronomia.
Architetto e docente. Appassionato cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, cittĆ in cui vive. Ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti. Collabora con il Blog dell’Istituto Storico del Sannio di cui ĆØ socio fondatore. Ć autore del saggio “Cominium Ocritum e le forche caudine: una storia
Studioso del ‘700 napoletano e dell’epopea di Federico II ha approfondito in modo particolare le influenza arabe sull’architettura napoletana. Studioso diĀ suffisso e di religioni orientali.
Medico del Lavoro. Regista teatrale. Giornalista pubblicista. Fondatore di “Byblos”, la biblioteca del Sannio. Scrittore e divulgatore della storia e dei personaggi del Sannio, ha pubblicato “A tavola nel Sannio”, una guida ai ristoranti della provincia di Benevento; “Dietro la Leggenda” (2016), una raccolta di racconti ispirati a fiabe e a leggende del Sannio. Nel 2017 ha pubblicato “Samnes”, un romanzo storico sull’epopea sannita. Ha curato la trascrizione del manoscritto e la stampa dei tre volumi delle “Memorie storiche di Cerreto Sannita per Arcidiacono Nicola Rotondi”. Nel 2019 ha pubblicato “Guida alla Valle Telesina e al Sannio”. Ha pubblicato “Il delitto del pozzo dei pazzi”, un medical-thriller ambientato nel primo ‘900 nell’ospedale degli Incurabili di Napoli. Ć autore della “Storia di Cerreto dalla preistoria alla seconda guerra mondiale (2022) e di “Fiabe e Favole in cerretese”, edito da Fioridizucca. (2023).
Ć nato e vive a Castelvenere. GiĆ docente di materie letterarie nella scuola statale, ha pubblicato diverse raccolte di liriche, pagine di ricerca letteraria, studi relativi alla cultura popolare. Ć presente in antologie, dizionari bio-bibliografici e testi scolastici. Appassionato si storia e di tradizioni locali, ĆØ membro di associazioni culturali nazionali. I suoi versi hanno ricevuto giudizi positivi da parte della critica e in concorsi letterari si ĆØ classificato ai primi posti.
Giornalista Pubblicista. Esperto di Enologia, collabora a diversi siti web del settore. Collaboratore del blog lucianopignataro.it ĆØ responsabile dell’Ufficio Stampa del Sannio Consorzio Tutela Vini. 
Infaticabile animatore culturale dellāarea del Caiatino e del Casertano. Allievo del prof. Galasso. Fondatore di Gruppi culturali dediti alla divulgazione della storia del Territorio, attualmente responsabile di Procedimento UnitĆ Operativa Biblioteca civica e Archivio Storico del Comune di Caiazzo.