
In precedenti articoli ho pubblicato, in generale ed in particolare, di religione e taumaturghi nella Storia della Medicina dall’ Evo Antico all’ Età Moderna e, per il Medioevo, anche di san Menna, dopo aver visitato alcune volte Cima San Mennato, l’eremo dove il Santo dimorò, sul monte Pentime del Taburno.1Cfr. R. Di Lello, San Menna monaco solitario nella storia della medicina campana, in “Servire Insieme”, Diocesi di Cerreto Sannita – Telese – Sant’Agata de’ Goti, 2, 2009, pp. 265-282. Della biografia, per la Storia della Chiesa, hanno scritto fra i molti, chiamandolo o Menna o Mennato, papa Gregorio, già nel 593 o ’94;2Id., ibid., nt. 4, p. 266. un testo latino, ufficiale, della S. Metropolitana Chiesa Beneventana, nel 1887-1888;3Id., ibid., nt. 8, pp. 266-267. lo straniero Baudoin de Gaiffier, belga, nel 1944;4Id., ibid., pass. e nt. 9, p. 267. Giuseppe Corbo, di recente.5G. Corbo, San Menna eremita, un santo sannita, in “Almanacco”, Telese, Istituto Storico Sannio Telesino, 24-8-2024. Immagini del popolo Vitulanese che visita “nel giorno della festa di S. Menna la montagna, e la romita chiesetta del suo nome”, è possibile ammirare nelle cospicue fotografie, vetuste e perciò degne di stima, portate a compimento dal prof. Tonino Di Gennaro negli anni 1940-1960.6Cfr. Francesco Pedicini, La Valle Vitulanese e S. Menna Solitario, Bari, Stab. Tipografico Cannone, 1883 – Piesse-Grafica & Stampa – Foglianise (BN) -1999, p. 45 e, ibid., vedi Tonino Di Gennaro, Repertorio Fotografico (Anni 40/60), pp. 111-124, 128. Per la Storia della Medicina, non è superfluo anticipare che studiosi hanno distinto i santi in “medici”, in “considerati medici“ e in “non medici” e i taumaturghi risultano, circa il settore dell’attività, “generici” e “specialisti”. 7Per le note da 7 a 12, cfr. R. Di Lello, 2009. Circa la vita del Santo, la guarigione dell’arcivescovo Orsini, il canto in onore del penitente Solitario, nonché la dichiarazione a Protettore e la relazione del notaio M. Pastore di Vitulano cfr. pure F. Pedicini, 1999, pp.36-37, 48, 60-62 , 98-101, 107-108. A questo punto, rivisitando il mio articolo e i testi in esso citati,8vedi nota 7dirò del Santo nella vicenda medica, ma con aggiunte, con passi “tradotti dal latino”, con riferimenti “alla lettera”, in sintesi, molto semplicemente e, quindi, per il cortese lettore ordinario interessato al tema.
San Menna del Sannio, da distinguere da san Menna egiziano, martire del III secolo e taumaturgo contro le malattie della pelle, visse nel VI secolo. Ritenuto originario di Vitulano e di nobile famiglia, ancor giovane e alla vista di un teschio umano rinunciò alle delizie, localizzò su di un’altura, poi Monte San Menna, quasi ad ascendere al cielo, e vicino ad un corso d’acqua pura, nei pressi di una selva, il proprio eremo, vi costruì “una celletta” e vi si ritirò, in solitudine, preghiera, contemplazione e penitenza, si nutrì d’ erba dell’incolto terreno e d’acqua, dormì sulla nuda terra, fino al termine dei suoi giorni. Poiché papa Gregorio scrisse di “Men(n)a monaco solitario” da richiami di persone che Lo avevano conosciuto, è certo che già da vivo sanò nel corpo e corresse nell’agire chi, della diocesi e non soltanto, gli si era rivolto. Si racconta pure che, non molto dopo la morte dell’Anacoreta, puerpere afflitte da mancanza o da scarsità di latte per il neonato, erano guarite bevendo l’acqua della sorgente che, servita all’Uomo del Signore per dissetarsi, ora ne lambiva il sepolcro. Quel liquido sarà stato assunto anche contro patologie diverse. Di certo, comunque, è che gli stati morbosi furono, in maggior misura, infermità mammarie con interruzione della montata lattea; i ritorni in salute furono conseguenza anche di preghiere, a volte con offerte simboliche, e la devozione si diffuse al punto che, nella seconda metà del X scolo, in Tocco, due fratelli costruirono una chiesa, “ai confini del paese, in onore di S. Menna, in un luogo che già col di lui nome era appellato”.9vedi nota 7
Intercessioni portentose di San Menna vennero registrate, nel dettaglio, da Leone Marsicano che visse tra il 1046 circa e il 1115 o il ’117 e conobbe Alfano, agiografo e studioso di medicina e Costantino l’Africano, traduttore di testi medici arabi e greci. Da Leone si apprende che il Santo ristabilì: un “demente” accompagnato dalla madre alla tomba del “Beato Mennato” per impetrarne la grazia; la figlia di un cavaliere tormentata, da circa quattro mesi, da “febbre ardentissima”; un chierico “colpito da forte febbre”; un canonico corrucciato da“dolore d’orecchi” che, oltremodo intenso, gli faceva emettere “così come un demente, cicaleccio e ruggito forti”; una madre “dal seno privo di latte”; una fanciulla “con tutta la faccia tumefatta”; molte donne che pativano “di disturbo cefalico”;una matrona con le mani coperte “da macchie comunemente definite serpigine”; numerosi uomini, donne e bambini, ”febbricitanti”; una figlia che subiva “dolore di capo quantomai dannoso”; il feudatario, conte Roberto il Guiscardo, il quale, “colpito da violenta febbre”e da profondo malessere, volle raggiungerne la tomba nella ”cappella del palazzo comitale” in S. Agata dei Goti e, non appena vi entrò, la “ipertermia lo lasciò” e scomparve ogni disturbo; tanto, “a lode e gloria di Dio e del servo suo Mennato beatissimo”.10vedi nota 7 Per il resto del Medioevo non ho trovato elenco analogo, tuttavia è possibile citare che se ne parlò nel XIII secolo: ad esempio, parecchie donne “con mammelle asciutte” e di conseguenza preoccupate per i neonati, e tra queste una matrona, avendo supplicato il Santo e, talvolta, bevuto anche l’acqua della scaturigine sul Taburno, avevano ricevuto ”il beneficio” richiesto; san Menna era apparso più volte ad un povero “balbuziente, sordo e semplice di mente”, il quale, “corretto dello stupore” si reputò sempre fortunato;11vedi nota 7questi cenni mi inducono a pensare che l’opera benefica del Santo sia stata tanto manifesta da risultare ancora significativa e perciò da non trascurare.

Nell’Evo Moderno la devozione per San Menna si propagò supportata anche dalla conoscenza di nuovi, miracoli. Nel 1500, se non prima, un canto religioso rammentava, volto dal latino, che
“dopo la bevuta di stille
della preclara fonte
si empion di latte le mammelle
in cima all’alto monte“.
Nella seconda metà del secolo successivo, Giacomo Circi, vescovo diocesano, fece trasferire nella cattedrale di Sant’Agata de’ Goti i resti del Santo, a motivo di prodigiosi risultati. Nel 1701, il vescovo Filippo Albini, sanato da grave infezione malarica, riconobbe l’assistenza di san Menna e il sostegno che di continuo concedeva ai devoti non soltanto di quel territorio e, fra tutti, agli ossessi e, in maggioranza alle madri prive di latte; il 23 agosto del 1706, San Menna veniva dichiarato “protettore principale” di Vitulano e, il 27 febbraio del 1712, dopo i già patroni, la vergine sant’Agata e santo Stefano, elevato a “protettore meno principale” della città di S. Agata, del clero e della diocesi. In quel periodo, una poesia di Basilio Giannelli ribadiva che Dio
“In Menna operò miracoli e portenti
Di Vitulan sua patria ai prieghi, ai pianti
Un fonte scaturir fe d’acque algenti
Che le femminee poppe anche infeconde
Sanno render di latte ognor feconde”.
Nell’ottobre del 1715, il cardinale Pierfrancesco Orsini, arcivescovo di Benevento e in seguito papa Benedetto XIII, ritornò in salute, per intercessione dell’Eremita, da febbre, è verosimile epidemica, e l’11 novembre, ricorrendo la “festa Natalizia di detto Glorioso S. Menna” cantò “Pontificalmente la Messa solenne”, proponendo al popolo “le gran virtù del Santo”. Nel 1726, era d’uso, nella chiesa di Vitulano, un lungo canto che, in latino e in onore del “penitente Solitario” ne metteva in luce altresì le guarigioni operate per “il corpo e l’anima”.12vedi nota 7 Nel XIX secolo, era noto, le donne oltre che bevendo l’acqua della fonte, guarivano mangiando certa erba raccolta su Cima San Mennato; 13F. Pedicini, 1999, p. 37. addirittura, una puerpera, avendo ingerito per errore un vegetale tossico scambiato sull’eremo per la galattofora Erba di San Menna, non soltanto rimase illesa, per quanto ebbe il seno empito di latte; altre madri, mangiando sulla cima quell’erba, tanto usata, unita all’acqua della piccola fonte, ricevevano grazie.14Id., ibid., pp. 66-67. R, Di Lello, 2009 cit. Ne conseguiva che ”Il popolo Vitulanese visitando nel giorno della festa di S. Menna la montagna, e la romita chiesetta del suo nome, che torreggia su quelle vette,” si sentiva preso “da viva devozione nel ricordare che in essa abitò un tempo un suo concittadino”.15F. Pedicini,1999, p. 45. Da notare è che, nell’osservanza del segreto professionale, sono stati omessi i nomi dei pazienti ma, di estrema importanza e nell’interesse della Chiesa, non quelli del feudatario e dei due prelati. Nel ‘900, il credito nella taumaturgia del Santo e l’ossequio si sono rivelati notevoli: basti far presente che in occasione della festa sul Pentime, non son venute meno donne che hanno onorato in gruppi il sacro Busto e che nel corso della processione lo hanno portano a spalla, il fanciullo assorto e con fascetto d’erba tra le mani, la cospicua partecipazione di gente con giovani madri e figli, all’interno e all’esterno, ricolmi, dell’edificio di culto.16Vedi foto di T. Di Gennaro, cit. E a proposito di nomi, non trascurabile è stato il numero dei Mennato nel popolo di Vitulano.17Cfr., ad es., Elenco ufficiale abbonati al telefono, Benevento e Provincia, 1999-2000, pp.341-343.
Al presente, i devoti vedono nelle genericamente definite “Acqua di San Menna ” ed “Erba di San Menna” mezzi terapeutici meravigliosi; del resto, anche acque semplici e pure, specialmente di sorgenti in grotte, in forre e in selve evocano, tuttora, fra credenti, in paesi diversi, forze sacre ed arcane;18Cfr. R. Di Lello, Acque sacrali, acque medicinali, in “Clarus”, Diocesi si Alife-Caiazzo, Piedimonte Matese, I, 2, (2001), p. 6; I, 3, (2001), p. 9. Id., Credenze popolari e idroterapia, in “Il Sannio”, Benevento, XI, 28 (2006) p. 23.. Id, Una fonte e i suoi miracoli. La funtana r’zì Tiégliu sotto Ailano, in “Nuova Gazzetta di Caserta”, III, 53 (2001) p. 8. altrettanto è possibile affermare dei vegetali, così come, riferito da medico, ad esempio del “noce di Benevento”.19Cfr. del medico Roberto Michele Suozzi, Le piante medicinali, Roma, Newton Compton, 1994, pp. 26-27 e pass. Da colloqui in merito al tema, anche telefonici e con persone di cultura e tra queste con un medico e con un sacerdote, ultranovantenni,20M. DP., tel 0824 871285, 22-12-2024, ore 10,25. un medico, tel 0824 871285., R. B., tel. 0824 871075, 22-12-2024, ore 11,30. ho ricavato che le conoscenze risultano note comunemente, ma da tradizione e in modo generico; per quanto attiene all’immagine, Cosimo Formichella, che ringrazio, mi ha inviato “la foto”, rara, “dell’erba di San Menna più l’eremo del santo”, restaurato, immagini a colori “riprese sul Pentime”;21Cosimo Formichella, informazione telefonica, 13-12-2024, ore 11.25 ed email, da Solopaca, 10-1-2024, ore 10.45. e tanto mi stimola ad un esame, da medico, per la conoscenza botanica di nome proprio, famiglia, morfologia ed azione della rinomata Erba.

Insomma, nella Storia della Medicina, San Menna, nato, vissuto, morto in una zona del Sannio e operatore di miracoli, può essere annoverato tra i locali taumaturghi specialisti in quanto, seppur non medico, ha ricondotto in salute non pochi infermi e, in prevalenza, donne affette da patologie mammarie. Così come reso noto, da medici, per altri guaritori,22Cfr. del medico Luciano Sterpellone, I santi e la medicina. Medici, taumaturghi, protettori, Cinisello Balsamo, San Paolo, 1994, p. 8. R. Di Lello, Santi guaritori nella cultura popolare campana, in “Il Sannio”, Benevento, X, 91 (2005) p. 21. Id., Santa Lucia protettrice e taumaturga […] nell’antica diocesi di Alife, in “clarusonline.it”, 13-12-2024. il numero considerevole di ricorsi al Santo e di riferimenti alla taumaturgia d’elezione può essere ricondotto, oltre tutto, mi sembra, ad un fattore distintivo, il nome: poiché, “mamma” in latino e “menna” in dialetto significano “mammella”, non è improbabile che, per questo, donne inferme, per la cura, e sane, per una eventuale prevenzione, si siano rivolte a san Menna, di propria iniziativa, con fiducia e in numero crescente nel tempo.
E concludo: sarò grato a chi vorrà rivedere le eventuali inesattezze e aggiungere dell’altro.
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Note:
[1] Cfr. R. Di Lello, San Menna monaco solitario nella storia della medicina campana, in “Servire Insieme”, Diocesi di Cerreto Sannita –Telese -Sant’Agata de’ Goti, 2, 2009, pp. 265-282.
[2] Id., ibid., nt. 4, p. 266.
[3] Id., ibid., nt. 8, pp. 266-267.
[4] Id., ibid., pass. e nt. 9, p. 267.
[5] G. Corbo, San Menna eremita, un santo sannita, in “Almanacco”, Telese, Istituto Storico Sannio Telesino, 24-8-2024.
[6] Cfr. Francesco Pedicini, La Valle Vitulanese e S. Menna Solitario, Bari, Stab. Tipografico Cannone, 1883 – Piesse-Grafica & Stampa – Foglianise (BN) -1999, p. 45 e, ibid., vedi Tonino Di Gennaro, Repertorio Fotografico (Anni 40/60), pp. 111-124, 128.
[7] – [12] Per le note da 7 a 12, cfr. R. Di Lello, 2009. Circa la vita del Santo, la guarigione dell’arcivescovo Orsini, il canto in onore del penitente Solitario, nonché la dichiarazione a Protettore e la relazione del notaio M. Pastore di Vitulano cfr. pure F. Pedicini, 1999, pp.36-37, 48, 60-62 , 98-101, 107-108.
[13] F. Pedicini, 1999, p. 37.
[14] Id., ibid., pp. 66-67. R, Di Lello, 2009 cit.
[15] F. Pedicini,1999, p. 45.
[16] Vedi foto di T. Di Gennaro, cit.
[17] Cfr., ad es., Elenco ufficiale abbonati al telefono, Benevento e Provincia, 1999-2000, pp.341-343.
[18] Cfr. R. Di Lello, Acque sacrali, acque medicinali, in “Clarus”, Diocesi si Alife-Caiazzo, Piedimonte Matese, I, 2, (2001), p. 6; I, 3, (2001), p. 9. Id., Credenze popolari e idroterapia, in “Il Sannio”, Benevento, XI, 28 (2006) p. 23.. Id, Una fonte e i suoi miracoli. La funtana r’zì Tiégliu sotto Ailano, in “Nuova Gazzetta di Caserta”, III, 53 (2001) p. 8.
[19] Cfr. del medico Roberto Michele Suozzi, Le piante medicinali, Roma, Newton Compton, 1994, pp. 26-27 e pass.
[20] M. DP., tel 0824 871285, 22-12-2024, ore 10,25. un medico, tel 0824 871285., R. B., tel. 0824 871075, 22-12-2024, ore 11,30.
[21] Cosimo Formichella, informazione telefonica, 13-12-2024, ore 11.25 ed email, da Solopaca, 10-1-2024, ore 10.45.22- Cfr. del medico Luciano Sterpellone, I santi e la medicina. Medici, taumaturghi, protettori, Cinisello Balsamo, San Paolo, 1994, p. 8. R. Di Lello, Santi guaritori nella cultura popolare campana, in “Il Sannio”, Benevento, X, 91 (2005) p. 21. Id., Santa Lucia protettrice e taumaturga […] nell’antica diocesi di Alife, in “clarusonline.it”, 13-12-2024.
Antonella Selvaggio
Archeologa classica. Lavora presso l’Università del Salento.
Medico e scrittore. Ha all’attivo numerose collaborazioni con riviste di carattere storico. Ha pubblicato una Vita di San Leucio, il libro: “Da Casale a Comune” e la Storia della Parrocchiale Santa Maria Assunta di San Salvatore Telesino. Ha partecipato all’Antologia “Dieci Medici Raccontano”, che ha ottenuto il “Premio Rufolo 2019”. Premio Olmo 2009 per il romanzo storico «L’ultima notte di Bedò», è anche autore di alcuni saggi sulla Storia della Medicina tra cui uno studio sulla Depressione dal titolo «Il potere misterioso della bile nera, breve storia della depressione da Ippocrate a Charlie Brown». Nel 2024 ha pubblicato “Fu la peste” e “Islam a Telesia” per ABE Editore Napoli. Fondatore e Direttore Editoriale della Casa Editrice Fioridizucca.


Laurea magistrale in Lettere. Docente a Prato. Ha approfondito gli eventi storici che portarono alla “Marcia della fame” del 1957 nei comuni del Valfortore sannita. Ha scritto il “Catasto Onciario della Terra di San Salvatore”.

Scrittore, poeta e divulgatore culturale. Medico di continuità assistenziale. Autore di diversi saggi storici e racconti. Ha partecipato all’antologia “Dieci Medici Raccontano”. Fondatore del Premio Nazionale Olmo che tutti gli anni si svolge in Raviscanina (Ce).
Dottore in Lettere. all’Università di Salerno, indirizzo “storico medievale”. Si è poi laureata in Scienze della Formazione primaria all’Ateneo di Campobasso. Studiosa della storia della sua città. Lettrice instancabile di autori italiani e stranieri, si occupa della formazione di piccoli lettori e poeti. È insegnante nella Scuola Primaria da quindici anni. Ha sperimentato innovative metodologie di approccio alla lettura utilizzando le nuove tecnologie che hanno portato alla pubblicazione di una ricerca dal titolo: TIC e DSA. Riflessioni ed esperienze sulle nuove frontiere della pedagogia speciale, Ed. EriksonLive. La storia locale e la ricerca accurata le ha permesso di pubblicare anche un Saggio in storia medievale sull’assetto urbano e riorganizzazione del territorio della Benevento nei sec. XI e XII. Animatore culturale, scrive poesie per fermare in foto-scritte, attimi di vita.
Lorenzo Piombo, medico psichiatra, dirigente del Dipartimento Salute Mentale della ASL di Benevento. Ricercatore e studioso di storia. Vive e opera a Morcone.
Avvocato. Patrocinante in Cassazione. Scrittore di Storia Locale. Opera a Guardia Sanframondi.
Architetto e docente. Appassionato cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, città in cui vive. Ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti. Collabora con il Blog dell’Istituto Storico del Sannio di cui è socio fondatore. È autore del saggio “Cominium Ocritum e le forche caudine: una storia
Studioso del ‘700 napoletano e dell’epopea di Federico II ha approfondito in modo particolare le influenza arabe sull’architettura napoletana. Studioso di suffisso e di religioni orientali.
Medico del Lavoro. Regista teatrale. Giornalista pubblicista. Fondatore di “Byblos”, la biblioteca del Sannio. Scrittore e divulgatore della storia e dei personaggi del Sannio, ha pubblicato “A tavola nel Sannio”, una guida ai ristoranti della provincia di Benevento; “Dietro la Leggenda” (2016), una raccolta di racconti ispirati a fiabe e a leggende del Sannio. Nel 2017 ha pubblicato “Samnes”, un romanzo storico sull’epopea sannita. Ha curato la trascrizione del manoscritto e la stampa dei tre volumi delle “Memorie storiche di Cerreto Sannita per Arcidiacono Nicola Rotondi”. Nel 2019 ha pubblicato “Guida alla Valle Telesina e al Sannio”. Ha pubblicato “Il delitto del pozzo dei pazzi”, un medical-thriller ambientato nel primo ‘900 nell’ospedale degli Incurabili di Napoli. È autore della “Storia di Cerreto dalla preistoria alla seconda guerra mondiale (2022) e di “Fiabe e Favole in cerretese”, edito da Fioridizucca. (2023).
È nato e vive a Castelvenere. Già docente di materie letterarie nella scuola statale, ha pubblicato diverse raccolte di liriche, pagine di ricerca letteraria, studi relativi alla cultura popolare. È presente in antologie, dizionari bio-bibliografici e testi scolastici. Appassionato si storia e di tradizioni locali, è membro di associazioni culturali nazionali. I suoi versi hanno ricevuto giudizi positivi da parte della critica e in concorsi letterari si è classificato ai primi posti.
Architetto, libero professionista. Si occupa di progettazione architettonica, interior design e aspetti legati all’architettura del paesaggio. Dal 2021 è Consigliere dell’ordine degli Architetti della Provincia di Benevento. Ha partecipato a Mostre sul restauro architettonico e a numerose iniziative riguardanti la promozione territoriale.
Insegnante, vive a Caiazzo. È Presidente del’Associazione Storica del Caiatino.
Cultore di storia locale e delle tradizioni del suo paese. Autore del saggio “Notizie storiche ed urbanistiche di Cerreto antica” in cui ha ricostruito l’antico borgo distrutto dal terremoto del 1688.
Originario di Castelvenere. Già dipendente del Miur ora in pensione. Appassionato di Storia locale ed animatore di gruppi per la diffusione della lingua e delle tradizioni di Castelvenere.
Nato a Napoli e residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale all’Università di Modena è stato aiuto chirurgo presso l’ospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente è pensionato. Dal 1° giugno 1978 è socio corrispondente dell’Associazione Culturale Italo Ispanica “C. Colombo – Madrid”. Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche. Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dell’Associazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio è stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.
Musicista. Maestro di clarinetto ed orchestrale. Studioso di storia della filosofia e del ‘700 napoletano. Esperto simbolista e autore di testi esoterico/filosofici.
Nato a Telese Terme ma originario di Amorosi è stato allievo del filosofo Massimo Achille Bonfantini. Laureato in Semiotica e Filosofia del Linguaggio presso l’Università l’Orientale di Napoli. Dedica le sue ricerche prevalentemente allo studio della filosofia e della psicologia dell’inconscio, come dei nuovi percorsi conoscitivi applicati alle neuroscienze. Ha pubblicato Cento petali e una rosa. Semiosi di un romanzo storico (Natan, 2016), Filosofia hegeliana e religione. Osservazioni su Sebastiano Maturi (Natan, 2017) e, recentemente, il saggio dal titolo: Nel gioco di un’incerta reciprocità: Gregory Bateson e la teoria del “doppio legame” (Ediz. Del Faro, 2020).
Nato a Ponte, dove risiede. Dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato. Cultore di storia locale con particolare attenzione al periodo medievale. Ha pubblicato “Ponte tra Cronaca e Storia”, “Domenico Ocone, quarant’anni di storia pontese…”, “Le Vie di Ponte tra Storia e Leggenda”. Collabora con varie associazioni culturali.
Farmacista. Dopo la laurea ha conseguito un master biennale e un corso di perfezionamento, approfondendo le conoscenze in ambito fitoterapico, micoterapico e nutraceutico, con la pubblicazione del lavoro di tesi sulla rivista di divulgazione scientifica di medicina naturale ‘Scienza Natura’ del Prof. Ivo Bianchi. Attivo nel sociale, è membro del Rotary Club Valle Telesina ed è amante dello sport e della natura. Innamorato del proprio territorio, ha iniziato a coltivare l’interesse per la storia locale.


Presidente dell’Associazione culturale “La Biblioteca del Sannio”, dottore di ricerca presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” con una tesi sulla metadatazione della cartografia storica. Giornalista e direttore di Canale Sassuolo. Già docente a contratto di Lingua e Cultura Spagnola e Global History, presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo vanvitelliano, è attualmente tutor di Storia Contemporanea e Storia dei Partiti e Movimenti politici.



Laurea in giurisprudenza presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. Dirigente amministrativa presso l’Università del Molise.
Dottore di ricerca in Ingegneria Elettronica ed informatica presso l’Università degli Studi di Napoli. Ha Svolto attività didattica presso l’Università Federico II. Vive a Telese.
Vive a Morcone. Presidente Italia Nostra Matese Alto Tammaro.
Maestro elementare, appassionato studioso e cultore di Storia Locale.
Biologo residente a Telese Terme. Cultore di storia locale con particolare riferimento alla storia del periodo sannitico. È autore del saggio “La Leonessa e il fenomeno luminoso nella grotta di Sant’Angelo” edito da Fioridizucca nel 2022.
Già sindaco di Caiazzo, dopo aver conseguito la maturità scientifica, rivolge il suo impegno politico alle battaglie del Partito Radicale, soprattutto nel campo della tutela dell’ambiente e in quello per una giustizia giusta. Nel 1980 viene eletto consigliere comunale a Caiazzo, città in cui vive, in rappresentanza della “nuova sinistra”. Nel 1982 aderisce alla Lega per l’Ambiente, promuovendo diverse iniziative per la tutela del fiume Volturno e per il recupero del patrimonio edilizio del centro storico di Caiazzo. Tra il 1987 e il 1994 è Presidente dell’Associazione Storica del Caiatino. Nel 1994 viene eletto sindaco di Caiazzo con la lista civica “Rinascita Caiatina”. Rieletto nel 1998, si adopera per una crescita socio-economica della città; realizza un programma pluriennale, che viene selezionato anche da “Sviluppo Italia” SpA per la costituzione di un Laboratorio di sperimentazione per lo sviluppo locale. Presidente dell’Associazione “Città Paesaggio” dal 2003, è coordinatore del progetto “Per una Carta dei paesaggi dell’olio e dell’olivo”, realizzato d’intesa con l’Associazione nazionale “Città dell’Olio”. Nel 2007 aderisce a Slow Food, dedicandosi soprattutto alla salvaguardia delle piccole produzioni agricole. Ha pubblicato con le Edizioni 2000diciassette: La Memoria e L’Oblio, un saggio sull’eccidio di Caiazzo durante l’ultimo conflitto mondiale.
Giornalista Pubblicista. Esperto di Enologia, collabora a diversi siti web del settore. Collaboratore del blog lucianopignataro.it è responsabile dell’Ufficio Stampa del Sannio Consorzio Tutela Vini.
Dottore in Storia. Autore di un saggio storico, conseguente a ricerca d’archivio, sul suo Comune dal titolo: Faicchio 1920 – 1946 dall’avvento del Fascismo alla nascita della Repubblica, 2016.
Promotore culturale dell’area di Faicchio. Dopo aver conseguito la maturità classica si è laureato in Economia. È dirigente d’impresa a Milano nel settore delle borse valori e mercati finanziari. Ha scritto diversi articoli sulla stampa finanziaria nazionale, tra cui il Sole 24 Ore ed Investire. È appassionato di cultura locale, ha vinto il premio Prosa IX Premio letterario dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Titolare delle strutture ricettive “Magie del Sannio” ha dato vita anche al “Piccolo Museo privato di Faicchio Magie del Sannio”.
Giornalista professionista. Scrittore di romanzi e direttore di diverse testate radio televisive. Fondatore del sito: Neifatti.it
Esperta di Comunicazione Istituzionale; in particolar modo di Social Media Policy e e di politiche agroalimentari legate all’economia di piccola scala per Slow Food, in Campania e Basilicata. Suoi contributi in ambito associativo sono legati a tradizioni e culture della terra e del territorio. Ha effettuato training in storiografia in Francia.
Infaticabile animatore culturale dell’area del Caiatino e del Casertano. Allievo del prof. Galasso. Fondatore di Gruppi culturali dediti alla divulgazione della storia del Territorio, attualmente responsabile di Procedimento Unità Operativa Biblioteca civica e Archivio Storico del Comune di Caiazzo.
Medico ed esperto di storia della gastronomia.
Medico di Emergenza territoriale residente in Puglianello. Ha collaborato all’opera Dieci Medici Raccontano.
Studioso della storia del Risorgimento e cultore del periodo Borbonico, ha recentemente collaborato con un suo scritto all’antologia biografica dedicata a Michele Ungaro. Ha in corso un saggio su Sanchez De Luna, un Vescovo del ‘700.
Medico specialista in oncologia e cure palliative è autore principalmente di pubblicazioni scientifiche di settore in lingua inglese ed italiana. È stato inoltre relatore
Sannita di origini e toscano d’adozione. Medico anestesista, ha coltivato con interesse e particolarmente studiato la “Terapia del dolore”. Di tale disciplina è stato per lunghi anni docente all’Università di Siena. Ha avuto anche esperienze di insegnamento all’estero (Bobigny Paris nord, Accademia Russa delle Scienze mediche, Accademia Lettone di Scienze odontoiatriche). Ufficiale medico dell’Esercito italiano, è appassionato di esoterismo, di cultura e tradizioni popolari. E’ autore di saggistica. Ha recentemente pubblicato saggio su “Massoneria, relazioni umane e comunicazione tecnologica” edito da Fioridizucca edizioni.
Dottore in Legge ed autore di ricerche di Storia Locale. Ha partecipato al progetto “Un museo a colori” avente il fine di far conoscere il museo di arte ceramica di Cerreto Sannita. Le mansioni svolte sono state quelle di guida museale e bibliotecaria, e redazione di progetti e lavori di gruppo con gli altri volontari. Ha scritto un saggio nella Antologia dedicata al bicentenario della nascita di Michele Ungaro, edita dalla Società di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita.
Andrea Ciervo nato a Caserta il 12.10.1975. Presbitero dal 24 novembre 2012 già Laureato in Giurisprudenza alla Federico II, con una tesi di Diritto Ecclesiastico sui Risvolti dei Patti Lateranensi col prof. Mario Tedeschi…tirocinante poi presso Studio Notaro in via Mezzocannone di Napoli…consegue il Baccalaureato presso l’Aloysianum di Padova nel 2007 con una tesi sulla Religione in Immanuel Kant col prof. Secondo Bongiovanni. Si Laurea in Sacra Teologia presso la Facoltà Teologica dell’ Italia Meridionale sezione san Tommaso nel 2012 sempre “Summa cum laude”
Dottore in Archeologia e Scienze Storiche, ha svolto diverse campagne di scavo alla necropoli del Cigno a Macchia Valfortore (CB), con l’Università degli studi di Napoli Federico II e alla necropoli di Crocifisso del tufo a Orvieto (TR), con il Parco Archeologico Ambientale dell’Orvietano e l’ Università dell’Arizona. È attuale vice Presidente della Pro Loco di Sant’Agata dei Goti (BN) dove svolge anche la funzione di OLP per il Servizio Civile Universale. È giornalista tirocinante presso la testata QuasiMezzogiorno. Sì è occupato di alcuni ambiti di archeologia della produzione del Sannio caudino. Attualmente s’interessa alle istituzioni sociali e militari del Medioevo. È vice Presidente dell’Istituto Storico Sannio Telesino.
Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza Cultore di Storia Locale ha scritto il saggio: Telesia 1349 Peste e Terremoto edizioni duemiladicessette, 2016, Cartoline da Telese ed. Unione Filatelica Beneventana, 2009; Castelvenere Valdese insieme a P. Carlo Ed. Realtà Sannita, 2016; Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita insieme a F. Pace, edito dall’ASMV nel 2019. Ha scritto nell’Antologia sulla vita di Michele Ungaro edito dalla Società di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita nel 2019.ha in corso di pubblicazione un libro di poesie. Dirige la collana di poesie della Casa Editrice FioriDiZucca. Presidente pro-tempore dell’Istituto Storico del Sannio Telesino. Premio Upupa 2017 e 2019 per gli studi di storia locale.