
Analizzando le grandi epidemie del presente e del passato, appare quasi straordinario quante siano innumerevoli le similitudini nei comportamenti sociali e negli atteggiamenti scientifici utilizzati nellโaffrontare i luttuosi eventi. Nelle stesse cause di insorgenza di pandemia, soprattutto quando le sue basi scientifiche non sono note, si generano due tipi di eventi sociali: lโindividuazione di un colpevole โesternoโ, nel passato identificati nellโira divina, oppure nei soldati stranieri, nelle navi o merci importate, oppure la colpevolizzazione di un elemento โinternoโ, come accaduto con gli untori, gli ebrei, gli eretici, i rivoluzionari. Il riconoscere una causa esterna allโepidemia rafforza i legami di gruppo, potenzia le dinamiche sociali interne e fa ritrovare la popolazione in una unione corale che esprime il proprio desiderio di cura attraverso pellegrinaggi, culti e riti collettivi. Un chiaro esempio di questo fenomeno รจ stata l’edificazione dell’eremo di sant’Orsola durante la peste di Napoli del 1656. Nellโattuale pandemia di Coronavirus si sono citati i pipistrelli o altri piccoli mammiferi presenti nei mercati asiatici, ma ci sono anche teorie piรน radicali sulla periodica necessitร di Madre Terra di riequilibrare le sempre piรน pressanti richieste di risorse degli uomini che la abitano con le effettive disponibilitร di cui la natura dispone.
La colpevolizzazione di un elemento interno si traduce in una serie di comportamenti socialmente disaggreganti, in cui le fazioni, le famiglie, i gruppi sociali di una stessa comunitร si fronteggiano e lottano l’uno contro l’altro: lโesito finale รจ in una profonda lacerazione della comunitร stessa. Nel caso del Coronavirus questa modalitร , almeno in Italia, รจ stata meno sentita, ma non sono mancati esempio di isolamento sociale, almeno temporaneo, di soggetti o gruppi di persone considerati comunque portatori e quindi non solo da evitare, ma da bandire. In ogni caso durante tutti i grandi flagelli sono presenti e si intrecciano entrambe le evenienze. Le lacerazioni interne alla cittร assediata dall’epidemia, la riorganizzazione del potere (politico, sociale, religioso, medico) e le forme di controllo imposte dalla segregazione, oggi diremmo lock-down, e della fuga โ come tante scene viste di vere e proprie migrazioni-transumanze tra le regioni italiane – rispecchiano piรน che i meccanismi protettivi del culto, lo svolgersi della dinamica storica. 1G. Calvi, Lโoro, il fuoco. le forche: la peste napoletana del 1656.
Non sembri strano ancora come lโaccesa dialettica tra il mondo politico e la comunitร scientifica non sia poi tanto cambiata in 400 anni. Lโutilizzo della parola โcontagioโ piรน che della parola โinfezioneโ sposta la ricerca scientifica e sociale dalla causa alla diffusione e diventa ambigua nellโintrecciarsi del dibattito medico e del discorso politico. Lโoscuritร e lโignoranza delle cause e del possibile andamento dellโepidemia rendono il binomio difficilmente separabile, e nell’impossibilitร di identificare un responsabile esterno, l’attenzione si sposta sul colpevole, sul diffusore interno al gruppo. Un modo di pilotare lโattenzione del popolo che รจ oggi svolto da giornali e social, mentre prima era solo svolto da Editti e leggi.
Se, poi, รจ consequenziale pensare ad un confronto politico con posizioni spesso diverse e contrastanti fra loro, ripensare ai contrasti scientifici resi pubblici in televisione dei vari virologi, nazionali ed internazionali, che a volte hanno avuto la capacitร di contraddire se stessi, รจ cosa ben preoccupante soprattutto pensando che accadeva anche durante le epidemie europee del 1500 e 1600.
โL’impotenza di fronte al dilagare del morbo acuisce parallelamente il conflitto fra la corporazione dei medici e la Deputazione di sanitร , costretta a minacciare con la pena di morte chi non si presenti alle riunioni indette dai magistrati e non riveli al capitano della strada alla cui tutela รจ preposto ยซdove habbitano gli ammalati che sapessero essere infetti di male contaggiosoยป per farli trasportare al lazzaretto, dato che i dottori ยซricusavano d’andare a quelli ch’erano infettiยป. Anche il terrore del contagio contribuisce ad incrementare la mortalitร , accelerando il ricovero di tutti i casi sospettiโ.2Ib. Pag 440.
Nei momenti in cui anche la scienza vacilla, mostrando disgregazione operativa e improvvisazione, la politica nuovamente mostra tutti i sui limiti culturali non offendo prospettive piรน rassicuranti, nel 2020 come nel 1600. Benchรฉ le misure adottate siano teoricamente corrette, anche durante le epidemie di peste il loro livello di applicazione รจ molto scarso e restano largamente inevase. Sono ben noti tutti gli episodi e le manifestazioni sempre piรน frequenti di intolleranza alle restrizioni del lock-down. ยซIn quanto ad ordinazioni per defendersi โ scrive Vincenzo Medici3Agente toscano a Napoli durante la pestilenza del 1636 a Firenze โ ยซse โne sono fatte moltissime, ma nisuna se ne osserva (…) perchรฉ le case dove si muore del male poche se ne serrano, et chi resta in vita prattica liberamenteยป.4Ib. Pag 442
Anche durante la pestilenza Napoletana โ in realtร durante tutte le pestilenze che hanno colpito nei secoli il vecchio continente โ le inadempienze nel rispetto delle regole di chiusura e di segregazione vengono attribuite a motivazioni prevalentemente economiche ed anche allora furono individuate forme assistenziali di tipo economico risarcitorio a chi doveva chiudere le botteghe. Intervengono sia la caritร privata (di laici e religiosi) che quella fornita dallโautoritร (il vicerรฉ). Lโamministrazione cittadina tenta di coordinare una politica assistenziale sotto forma di sussidi ai piรน indigenti e agli infermi poveri: ยซโฆRieti la cittร mandรฒ 250 scudi all’eletto del popolo perchรฉ li facesse distribuire alle case degl’infermi poveriโฆยป.5Ib. Pag 442 Vigeva lโobbligo di consegnare e bruciare materassi e letterecci degli ammorbati e veniva loro concesso un materasso nuovo. Nel 2020 non sono mancate simili forme di solidarietร con provvedimenti assistenziali sia da privati (aziende che hanno continuato a pagare gli stipendi ai loro dipendenti), sia a livello di amministrazioni locali con โbuoni spesa comunaliโ, ristori alle singole categorie di lavoratori e incentivi alla ripartenza economica da parte del Governo.
Anche la ripresa delle attivitร quotidiane โnormaliโ in coda allโepidemia presenta punti in comune tra passato e presente: Napoli, ad esempio, al termine della pestilenza del 1636, con una popolazione ridotta di oltre il 75%, riscopre lโeconomia e perde, almeno temporaneamente, gli equilibri sociali consolidati. Quasi in una riscoperta del valore intrinseco della vita, anche chi svolge mansioni umili e poco pagate, al termine della pestilenza rivendica il suo ruolo nel contesto sociale, imponendo prezzi e triplicando la richiesta economica, soprattutto nei servi essenziali. Facchini, scarpinelli e cocchieri rischiano di diventare i nuovi โricchiโ, ma lโeuforia dura poco e dopo pochi anni lโeconomia napoletana torna ad essere di consumismo effimero piuttosto che legata ad un vero e proprio stimolo produttivo. Per il momento osserviamo solo alcuni dei comportamenti giร descritti nel passato, con alcune categorie notevolmente โarricchiteโ ed altre uscite decisamente penalizzate dai 18 mesi di chiusure, cosรฌ come il piano di ristoro e resilienza del governo Italiano ha consentito un notevole afflusso monetario nelle casse dello Stato, il futuro ci dirร se saremo nuovamente incapaci di trasformare la moneta in economia.
Non poteva mancare, in questo rapido excursus sui parallelismi tra la pandemia da Covid-19 e le grandi epidemie del passato, il greenpass, la bolletta, avrebbero detto nellโItalia del 1500 e del 1600 dove la Peste si spostava da Roma verso Campania, Calabria e Basilicata. โFinita la quarantena, avranno ยซun vestito nuovo a spese pubblicheยป di modo che, ‘smesso l’abito che ยซavevano tenuto a tempo del maleยป possano ricevere la bolletta della salute e circolare liberamente per la cittร ยป.6Ib. Pag. 446
Il bollettino non era uguale in tutte le cittร della penisola e molte furono le richieste di renderlo unico onde evitare falsificazioni e brogli. Nel 1522, gli Eletti di Napoli chiedevano ad ogni cittร di fornire il modello del loro bollettino per gli opportuni raffronti comunicando contestualmente di aver chiuso le porte della Cittร a coloro che ne erano sprovvisti. โNoi Eletti del inclita et fedelissima cita de Napoli et Regno, havendo da provveder circa la guardia de lo porto de questa cita de Napoli, tanto per causa de la grassa, che non habia da uscir da questa cita sencza ordine et expressa licentia nostra, quanto ancora per cautela et guardia che nisciuno vascello, quale venesse da loco sospetto de peste, havisse da intrare in lo porto de questa cita sencza nostra expressa licentiaโ. Questo il testo della lettera inviata alle cittร di Capua, Sessa, Teano, Aversa, Pozzuoli.7Gr. Arch. Munic. Nap., Lett., vol. 1, n. 1496 rosso, fol. 75 retro, 8Arch. Di Stat. Di Nap., Atti del Collat. Cur., vol VIII, pag. 4 retro
Alle navi che tornavano da Roma, autorizzate dal Vicerรฉ, veniva imposta una vigilanza di quaranta giorni da scontarsi nelle acque di Procida, a Nisida.
Risultando comunque vani tutti gli sforzi per contenere la peste, essendo essa giunta anche a Ortona, Lanciano, Lucera, Castel di Sangro, si giunse anche alla determinazione di istituire una zona di protezione attorno la capitale, evitando ogni commercio, anche con bollettino, al di qua di Salerno, Capua9Gr. Arch. Munic. Nap., Lett., vol. 1, n. 1496 rosso, fol.100 e Benevento. La similitudine immediata รจ con lโistituzione delle fasce di colore con le varie restrizioni adoperate durante lโattuale pandemia.



Oltre a richiamare attenzione alle vie del mare, molti erano anche i richiami e le sollecitazioni a chiudere e monitorare le vie di terra: Capua, Venafro10Gr. Arch. Munic. Nap., Lett., vol. 1, n. 1496 rosso, fol.239, Teano, finanche i Frati di Montecassino furono sollecitati a non andare vagando e non โdare ricetto a frati di fuori regno e di Romaโ.11Gr. Arch. Munic. Nap., Lett., vol. 1, n. 1496 rosso, fol.226
Ulteriore preoccupazione venne dalla chiusura, anzi โmuraturaโ, dellโOspedale degli Incurabili e di Castel Novo nel settembre 1526 โnon tanto perchรฉ fosse stato infetto, ma piรน presto per cautela, data la vicinanza di Aversa, et anche per lo loco da se corrupto, atteso tanti sono ammorbati de mal franzese, cancari et altri morbi incurabiliโ, come fu risposto ai consoli di Benevento che chiedevano spiegazioni in quanto preoccupati dal possibile blocco delle forniture di granaglie che quotidianamente partivano da Benevento verso Napoli e dal crescente senso di insofferenza verso i cittadini di Napoli che iniziavano ad essere maltrattati quando si presentavano alle porte della cittร .

Ultima, ma non per importanza, citazione, va fatta riguardo le USCA, le unitร di assistenza domiciliare e gli ospedali dedicati, in realtร giร istituiti efficientemente proprio durante la peste del 1523. Gli appestati venivano inviati allโOspedale di S. Gennaro e le case sospette sbarrate. Gli Eletti avevano assunto il medico del Cardinale Colonna, cui avevano aggregato quattro barbieri per โsagnare ret medicare li morbatiโ, due confessori, un ministro di giustizia e โdoi alguzziniโ per coloro che avessero osato celare il morbo o ardito di parlare coi sani. Essi dovevano stare appartati in apposita casa e, girando per la cittร per lโesercizio del loro ministero, โdovevano andare con lo modo debito e non praticare con alcunoโ.12Gr. Arch. Munic. Nap., Lett., vol. 1, n. 1496 rosso, fol.262 Alle spese necessarie per gli appestati si era provveduto per mezzo di un tesoriere che cavalcava per la cittร tenendo conto delle case sbarrate e delle persone sospette secondo le informazioni di parenti e amici e faceva ottenere loro il vitto necessario per sostenersi per quattro giorni e non bastava in totale la spesa giornaliera di 200 ducati.13Gr. Arch. Munic. Nap., Lett., vol. 1, n. 1496 rosso, fol.265 retro e 279 retro
Ora come allora, innumerevoli sono le similitudini tra pestilenze del passato e Covid-19, forse troppe, considerando che sono trascorsi 500 anni di cultura, progresso sociale e scientifico.
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NOTE:
[1]ย G. Calvi Lโoro, il fuoco. le forche: la peste napoletana del 1656.
[2] Ib. Pag 440
[3] Agente toscano a Napoli durante la pestilenza del 1636
[4] Ib. Pag 442
[5] Ib. Pag 442
[6] Ib. Pag. 446
[7] Gr. Arch. Munic. Nap., Lett., vol. 1, n. 1496 rosso, fol. 75 retro
[8] Arch. Di Stat. Di Nap., Atti del Collat. Cur., vol VIII, pag. 4 retro
[9] Gr. Arch. Munic. Nap., Lett., vol. 1, n. 1496 rosso, fol.100
[10] Gr. Arch. Munic. Nap., Lett., vol. 1, n. 1496 rosso, fol.239
[11] Gr. Arch. Munic. Nap., Lett., vol. 1, n. 1496 rosso, fol.226
[12] Gr. Arch. Munic. Nap., Lett., vol. 1, n. 1496 rosso, fol.262
[13] Gr. Arch. Munic.ย Nap., Lett., vol. 1, n. 1496 rosso, fol.265 retro e 279 retro
Archeologa classica. Lavora presso l’Universitร del Salento.
Antonella Selvaggio
Architetto, libero professionista. Si occupa di progettazione architettonica, interior design e aspetti legati all’architettura del paesaggio. Dal 2021 รจ Consigliere dell’ordine degli Architetti della Provincia di Benevento. Ha partecipato a Mostre sul restauro architettonico e a numerose iniziative riguardanti la promozione territoriale.
Vive a Morcone. Presidente Italia Nostra Matese Alto Tammaro.
Dottore di ricerca in Ingegneria Elettronica ed informatica presso l’Universitร degli Studi di Napoli. Ha Svolto attivitร didattica presso l’Universitร Federico II. Vive a Telese.
Laurea in giurisprudenza presso l’Universitร degli Studi “La Sapienza” di Roma. Dirigente amministrativa presso l’Universitร del Molise.



Andrea Ciervo nato a Caserta il 12.10.1975. Presbitero dal 24 novembre 2012 giร Laureato in Giurisprudenza alla Federico II, con una tesi di Diritto Ecclesiastico sui Risvolti dei Patti Lateranensi col prof. Mario Tedeschi…tirocinante poi presso Studio Notaro in via Mezzocannone di Napoli…consegue il Baccalaureato presso l’Aloysianum di Padova nel 2007 con una tesi sulla Religione in Immanuel Kant col prof. Secondo Bongiovanni. Si Laurea in Sacra Teologia presso la Facoltร Teologica dell’ Italia Meridionale sezione san Tommaso nel 2012 sempre “Summa cum laude”
Presidente dellโAssociazione culturale โLa Biblioteca del Sannioโ, dottore di ricerca presso lโUniversitร degli Studi della Campania โLuigi Vanvitelliโ con una tesi sulla metadatazione della cartografia storica. Giornalista e direttore di Canale Sassuolo. Giร docente a contratto di Lingua e Cultura Spagnola e Global History, presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo vanvitelliano, รจ attualmente tutor di Storia Contemporanea e Storia dei Partiti e Movimenti politici.






Farmacista. Dopo la laurea ha conseguito un master biennale e un corso di perfezionamento, approfondendo le conoscenze in ambito fitoterapico, micoterapico e nutraceutico, con la pubblicazione del lavoro di tesi sulla rivista di divulgazione scientifica di medicina naturale ‘Scienza Natura’ del Prof. Ivo Bianchi. Attivo nel sociale, รจ membro del Rotary Club Valle Telesina ed รจ amante dello sport e della natura. Innamorato del proprio territorio, ha iniziato a coltivare l’interesse per la storia locale.
Nato a Ponte, dove risiede. Dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato. Cultore di storia locale con particolare attenzione al periodo medievale. Ha pubblicato “Ponte tra Cronaca e Storia”, “Domenico Ocone, quarant’anni di storia pontese…”, “Le Vie di Ponte tra Storia e Leggenda”. Collabora con varie associazioni culturali.
Nato a Telese Terme ma originario di Amorosi รจ stato allievo del filosofo Massimo Achille Bonfantini. Laureato in Semiotica e Filosofia del Linguaggio presso l’Universitร l’Orientale di Napoli. Dedica le sue ricerche prevalentemente allo studio della filosofia e della psicologia dell’inconscio, come dei nuovi percorsi conoscitivi applicati alle neuroscienze. Ha pubblicato Cento petali e una rosa. Semiosi di un romanzo storico (Natan, 2016), Filosofia hegeliana e religione. Osservazioni su Sebastiano Maturi (Natan, 2017) e, recentemente, il saggio dal titolo: Nel gioco di un’incerta reciprocitร : Gregory Bateson e la teoria del “doppio legame” (Ediz. Del Faro, 2020).
Musicista. Maestro di clarinetto ed orchestrale. Studioso di storia della filosofia e del ‘700 napoletano. Esperto simbolista e autore di testi esoterico/filosofici.
Nato a Napoli e residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia allโUniversitร di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale allโUniversitร di Modena รจ stato aiuto chirurgo presso lโospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente รจ pensionato.ย Dal 1ยฐ giugno 1978 รจ socio corrispondente dellโAssociazione Culturale Italo Ispanica โC. Colombo โ Madridโ.ย Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche.ย Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dellโAssociazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio รจ stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.
Originario di Castelvenere. Giร dipendente del Miur ora in pensione. Appassionato di Storia locale ed animatore di gruppi per la diffusione della lingua e delle tradizioni di Castelvenere.
Esperta di Comunicazione Istituzionale; in particolar modo di Social Media Policy e e di politiche agroalimentari legate all’economia di piccola scala per Slow Food, in Campania e Basilicata. Suoi contributi in ambito associativo sono legati a tradizioni e culture della terra e del territorio. Ha effettuato training in storiografia in Francia.
Dottore in Archeologia e Scienze Storiche, ha svolto diverse campagne di scavo alla necropoli del Cigno a Macchia Valfortore (CB), con lโUniversitร degli studi di Napoli Federico II e alla necropoli di Crocifisso del tufo a Orvieto (TR), con il Parco Archeologico Ambientale dellโOrvietano e lโ Universitร dell’Arizona. ร attuale vice Presidente della Pro Loco di SantโAgata dei Goti (BN) dove svolge anche la funzione di OLP per il Servizio Civile Universale. ร giornalista tirocinante presso la testata QuasiMezzogiorno. Sรฌ รจ occupato di alcuni ambiti di archeologia della produzione del Sannio caudino. Attualmente s’interessa alle istituzioni sociali e militari del Medioevo. ร vice Presidente dell’Istituto Storico Sannio Telesino.
Cultore di storia locale e delle tradizioni del suo paese. Autore del saggio “Notizie storiche ed urbanistiche di Cerreto antica” in cui ha ricostruito l’antico borgo distrutto dal terremoto del 1688.
Dottore in Legge ed autore di ricerche di Storia Locale. Ha partecipato al progetto “Un museo a colori” avente il fine di far conoscere il museo di arte ceramica di Cerreto Sannita. Le mansioni svolte sono state quelle di guida museale e bibliotecaria, e redazione di progetti e lavori di gruppo con gli altri volontari. Ha scritto un saggio nella Antologia dedicata al bicentenario della nascita di Michele Ungaro, edita dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita.
Giร sindaco di Caiazzo, dopo aver conseguito la maturitร scientifica, rivolge il suo impegno politico alle battaglie del Partito Radicale, soprattutto nel campo della tutela dell’ambiente e in quello per una giustizia giusta. Nel 1980 viene eletto consigliere comunale a Caiazzo, cittร in cui vive, in rappresentanza della “nuova sinistra”. Nel 1982 aderisce alla Lega per l’Ambiente, promuovendo diverse iniziative per la tutela del fiume Volturno e per il recupero del patrimonio edilizio del centro storico di Caiazzo. Tra il 1987 e il 1994 รจ Presidente dell’Associazione Storica del Caiatino. Nel 1994 viene eletto sindaco di Caiazzo con la lista civica “Rinascita Caiatina”. Rieletto nel 1998, si adopera per una crescita socio-economica della cittร ; realizza un programma pluriennale, che viene selezionato anche da “Sviluppo Italia” SpA per la costituzione di un Laboratorio di sperimentazione per lo sviluppo locale. Presidente dell’Associazione “Cittร Paesaggio” dal 2003, รจ coordinatore del progetto “Per una Carta dei paesaggi dell’olio e dell’olivo”, realizzato d’intesa con l’Associazione nazionale “Cittร dell’Olio”. Nel 2007 aderisce a Slow Food, dedicandosi soprattutto alla salvaguardia delle piccole produzioni agricole. Ha pubblicato con le Edizioni 2000diciassette: La Memoria e LโOblio, un saggio sullโeccidio di Caiazzo durante l’ultimo conflitto mondiale.
Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza Cultore di Storia Locale ha scritto il saggio: Telesia 1349 Peste e Terremoto edizioni duemiladicessette, 2016, Cartoline da Telese ed. Unione Filatelica Beneventana, 2009; Castelvenere Valdese insieme a P. Carlo Ed. Realtร Sannita, 2016; Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita insieme a F. Pace, edito dallโASMV nel 2019. Ha scritto nellโAntologia sulla vita di Michele Ungaro edito dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita nel 2019.ha in corso di pubblicazione un libro di poesie. Dirige la collana di poesie della Casa Editrice FioriDiZucca. Presidente pro-tempore dellโIstituto Storico del Sannio Telesino. Premio Upupa 2017 e 2019 per gli studi di storia locale.
Insegnante, vive a Caiazzo. ร Presidente del’Associazione Storica del Caiatino.
Maestro elementare, appassionato studioso e cultore di Storia Locale.
Biologo residente a Telese Terme. Cultore di storia locale con particolare riferimento alla storia del periodo sannitico. ร autore del saggio “La Leonessa e il fenomeno luminoso nella grotta di Sant’Angelo” edito da Fioridizucca nel 2022.
Sannita di origini e toscano d’adozione. Medico anestesista, ha coltivato con interesse e particolarmente studiato la “Terapia del dolore”. Di tale disciplina รจ stato per lunghi anni docente all’Universitร di Siena. Ha avuto anche esperienze di insegnamento all’estero (Bobigny Paris nord, Accademia Russa delle Scienze mediche, Accademia Lettone di Scienze odontoiatriche). Ufficiale medico dell’Esercito italiano, รจ appassionato di esoterismo, di cultura e tradizioni popolari. E’ autore di saggistica. Ha recentemente pubblicato saggio su “Massoneria, relazioni umane e comunicazione tecnologica” edito da Fioridizucca edizioni.
Giornalista professionista. Scrittore di romanzi e direttore di diverse testate radio televisive. Fondatore del sito: Neifatti.it
Medico specialista in oncologia e cure palliative รจ autore principalmente di pubblicazioni scientifiche di settore in lingua inglese ed italiana. ร stato inoltre relatore
Laurea magistrale in Lettere. Docente a Prato. Ha approfondito gli eventi storici che portarono alla โMarcia della fameโ del 1957 nei comuni del Valfortore sannita. Ha scritto il “Catasto Onciario della Terra di San Salvatore”.
Medico e scrittore. Ha allโattivo numerose collaborazioni con riviste di carattere storico. Ha pubblicato una Vita di San Leucio, il libro: โDa Casale a Comuneโ e la Storia della Parrocchiale Santa Maria Assunta di San Salvatore Telesino. Ha partecipato allโAntologia โDieci Medici Raccontanoโ, che ha ottenuto il “Premio Rufolo 2019”. Premio Olmo 2009 per il romanzo storico ยซL’ultima notte di Bedรฒยป, รจ anche autore di alcuni saggi sulla Storia della Medicina tra cui uno studio sulla Depressione dal titolo ยซIl potere misterioso della bile nera, breve storia della depressione da Ippocrate a Charlie Brownยป. Nel 2024 ha pubblicato “Fu la peste” e “Islam a Telesia” per ABE Editore Napoli. Fondatore e Direttore Editoriale della Casa Editrice Fioridizucca.
Studioso della storia del Risorgimento e cultore del periodo Borbonico, ha recentemente collaborato con un suo scritto allโantologia biografica dedicata a Michele Ungaro. Ha in corso un saggio su Sanchez De Luna, un Vescovo del โ700.

Scrittore, poeta e divulgatore culturale. Medico di continuitร assistenziale. Autore di diversi saggi storici e racconti. Ha partecipato all’antologia “Dieci Medici Raccontano”. Fondatore del Premio Nazionale Olmo che tutti gli anni si svolge in Raviscanina (Ce).
Dottore in Lettere. all’Universitร di Salerno, indirizzo “storico medievale”. Si รจ poi laureata in Scienze della Formazione primaria all’Ateneo di Campobasso. Studiosa della storia della sua cittร . Lettrice instancabile di autori italiani e stranieri, si occupa della formazione di piccoli lettori e poeti. ร insegnante nella Scuola Primaria da quindici anni. Ha sperimentato innovative metodologie di approccio alla lettura utilizzando le nuove tecnologie che hanno portato alla pubblicazione di una ricerca dal titolo: TIC e DSA. Riflessioni ed esperienze sulle nuove frontiere della pedagogia speciale, Ed. EriksonLive. La storia locale e la ricerca accurata le ha permesso di pubblicare anche un Saggio in storia medievale sull’assetto urbano e riorganizzazione del territorio della Benevento nei sec. XI e XII. Animatore culturale, scrive poesie per fermare in foto-scritte, attimi di vita.
Medico di Emergenza territoriale residente in Puglianello. Ha collaborato all’opera Dieci Medici Raccontano.
Lorenzo Piombo, medico psichiatra, dirigente del Dipartimento Salute Mentale della ASL di Benevento. Ricercatore e studioso di storia. Vive e opera a Morcone.
Avvocato. Patrocinante in Cassazione. Scrittore di Storia Locale. Opera a Guardia Sanframondi.
Promotore culturale dellโarea di Faicchio. Dopo aver conseguito la maturitร classica si รจ laureato in Economia. ร dirigente d’impresa a Milano nel settore delle borse valori e mercati finanziari. Ha scritto diversi articoli sulla stampa finanziaria nazionale, tra cui il Sole 24 Ore ed Investire. ร appassionato di cultura locale, ha vinto il premio Prosa IX Premio letterario dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Titolare delle strutture ricettive “Magie del Sannio” ha dato vita anche al “Piccolo Museo privato di Faicchio Magie del Sannio”.
Dottore in Storia. Autore di un saggio storico, conseguente a ricerca d’archivio, sul suo Comune dal titolo: ย Faicchio 1920 – 1946 dall’avvento del Fascismo alla nascita della Repubblica, 2016.
Medico ed esperto di storia della gastronomia.
Architetto e docente. Appassionato cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, cittร in cui vive. Ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti. Collabora con il Blog dell’Istituto Storico del Sannio di cui รจ socio fondatore. ร autore del saggio “Cominium Ocritum e le forche caudine: una storia
Studioso del ‘700 napoletano e dell’epopea di Federico II ha approfondito in modo particolare le influenza arabe sull’architettura napoletana. Studioso diย suffisso e di religioni orientali.
Medico del Lavoro. Regista teatrale. Giornalista pubblicista. Fondatore di “Byblos”, la biblioteca del Sannio. Scrittore e divulgatore della storia e dei personaggi del Sannio, ha pubblicato “A tavola nel Sannio”, una guida ai ristoranti della provincia di Benevento; “Dietro la Leggenda” (2016), una raccolta di racconti ispirati a fiabe e a leggende del Sannio. Nel 2017 ha pubblicato “Samnes”, un romanzo storico sull’epopea sannita. Ha curato la trascrizione del manoscritto e la stampa dei tre volumi delle “Memorie storiche di Cerreto Sannita per Arcidiacono Nicola Rotondi”. Nel 2019 ha pubblicato “Guida alla Valle Telesina e al Sannio”. Ha pubblicato “Il delitto del pozzo dei pazzi”, un medical-thriller ambientato nel primo ‘900 nell’ospedale degli Incurabili di Napoli. ร autore della “Storia di Cerreto dalla preistoria alla seconda guerra mondiale (2022) e di “Fiabe e Favole in cerretese”, edito da Fioridizucca. (2023).
ร nato e vive a Castelvenere. Giร docente di materie letterarie nella scuola statale, ha pubblicato diverse raccolte di liriche, pagine di ricerca letteraria, studi relativi alla cultura popolare. ร presente in antologie, dizionari bio-bibliografici e testi scolastici. Appassionato si storia e di tradizioni locali, รจ membro di associazioni culturali nazionali. I suoi versi hanno ricevuto giudizi positivi da parte della critica e in concorsi letterari si รจ classificato ai primi posti.
Giornalista Pubblicista. Esperto di Enologia, collabora a diversi siti web del settore. Collaboratore del blog lucianopignataro.it รจ responsabile dell’Ufficio Stampa del Sannio Consorzio Tutela Vini. 
Infaticabile animatore culturale dellโarea del Caiatino e del Casertano. Allievo del prof. Galasso. Fondatore di Gruppi culturali dediti alla divulgazione della storia del Territorio, attualmente responsabile di Procedimento Unitร Operativa Biblioteca civica e Archivio Storico del Comune di Caiazzo.