
A guardare tanti uomini e mezzi al lavoro per la realizzazione dell’Alta Capacità Napoli – Bari, il pensiero corre alle tante battaglie che nei decenni successivi all’Unità d’Italia videro protagonisti politici e imprenditori sanniti, impegnati per alleviare le condizioni di isolamento a cui si devono gran parte dei ritardi di un territorio immerso nell’antica Campania Felix.
Il problema del trasporto ferroviario, al pari di quello su gomma, è da decenni rilevante per il territorio della Valle Telesina e Titernina. Tutto questo nonostante una parentesi alquanto felice, registratasi dei decenni che vanno dall’arrivo della tratta ferroviaria Caserta-Benevento alla seconda guerra mondiale. Una parentesi che vide, non a caso, il boom del termalismo telesino e l’affermazione del vino prodotto in zona sotto la denominazione «Solopaca», richiamando la stazione da cui partiva il prodotto sacro a Bacco.
Nel corso dei decenni, in tanti hanno lavorato (e sperato) in una rete ferroviaria più efficiente, congeniale alle esigenze del territorio. Una storia di tanti sogni finiti nel cassetto.
Quello più grande è legato alla realizzazione di una tratta ferroviaria Caianello-Telese. Si tratta di un sogno in cui speravano soprattutto i due centri più importanti che sarebbero stati attraversati da questa tratta: Piedimonte Matese in provincia di Caserta; Cerreto Sannita in quella di Benevento. Un sogno rimasto tale nonostante tanti tentativi messi in campo.

Basti pensare che nella cittadina casertana, già nell’ottobre 1878 si costituì un “Comitato ferroviario” con l’incarico di lavorare, insieme alla giunta comunale, al progetto che era stato redatto dall’ingegnere Paolo Dovara, relativo al ‘Completamento della strada ferrata arteriale tra Roma e le Puglie, mediante il tronco da Presenzano o Caianello a Telese per Piedimonte d’Alife’. In realtà, in quegli stessi anni, sul versante cerretese si lavorava a progetti differenti, alcuni dei quali avevano già dato i primi frutti, considerato che il 15 marzo 1868 il primo treno fece fermata alla stazione Telese – Cerreto, la più importante lungo la tratta Caserta – Benevento che venne realizzata in pochissimi anni.
Si trattò di un successo legato soprattutto ai nomi di Michele Ungaro e Achille Jacobelli. Durante il suo lungo impegno politico, il cerretese Ungaro lottò molto per vedere compiute le ‘Linee del Sannio’, come appellava le linee ferroviarie Napoli – Benevento – Termoli e Napoli – Benevento – Foggia. Lo fece anche in un’opera a stampa in cui contestava fortemente il Progetto di Legge che era stato presentato al Parlamento dai ministri dei Lavori Pubblici (Menabrea) e delle Finanze (Minghetti) il 30 giugno 1864. A supporto di questa battaglia, nella primavera del 1865 arrivavano anche le richieste avanzate dalle Giunte municipali di Guardia Sanframondi, Gioia Sannitica, San Lorenzello, San Lorenzo Maggiore, Cerreto Sannita, Castelvenere e Amorosi. Queste‘Linee del Sannio’ avrebbero dovuto collegare in maniera più veloce il Tirreno con l’Adriatico rispetto alle linee ferroviarie che erano state individuate dalle Ferrovie meridionali, vale a dire la Ceprano – Pescara e la Salerno – Conza – Foggia. Consapevole dell’importanza che avrebbero avuto per lo sviluppo dell’intero Sannio, Ungaro lottò non poco per veder realizzate queste due linee ferroviarie. A dargli un grande supporto fu l’imprenditore originario di San Lupo, Achille Jacobelli, che si impegnò non poco per veder passare la già citata linea ferroviaria Napoli-Caserta-Benevento lungo la Valle Telesina, riuscendo a dirottare il tracciato originario, che prevedeva l’attraversamento della Valle Caudina, grazie anche alla possibilità di usufruire del ponte sul Calore in località Torello, da lui realizzato negli ultimi anni del dominio borbonico. Il collegamento più veloce Roma – Foggia venne così ad essere assicurato lungo il semicerchio Caianello – Capua – Caserta – Telese – Benevento. Una tratta di 74 chilometri.
Nel frattempo i politici alifani non si persero d’animo, continuando a portare avanti la loro battaglia, considerato l’importanza che rivestivano le ferrovie in un’epoca in cui il trasporto su strada non era ancora meccanizzato. In più occasioni evidenziarono all’attenzione del Governo come tale linea avrebbe «attraversato una superficie di paese abitata e popolata da bel oltre 120.000 abitanti operosi ed industriali, e per la falde del Matese, che offre una superficie di terreno appartenente per la maggior parte ai comuni, e che fornisce nell’estate pascoli abbondanti, da nutrire più che 60.000 capi di bestiame». Nel 1889 la Deputazione provinciale di Caserta presentò al Ministero dei lavori pubblici nuova istanza di concessione per la costruzione, invocando un sussidio governativo. L’attenzione era puntata sul progetto realizzato dall’ingegnere Luigi Trevellini, che prevedeva un percorso di 47,720 chilometri. Si trattava di un progetto che era stato approvato nel 1885 dal Consiglio superiore dei lavori pubblici. Poco più tardi (sul finire del 1892) il deputato Antonio Gaetani rievocava ancora una volta all’attenzione della Camera la promessa fatta alla vigilia delle elezioni generali del 1886 dal presidente del Consiglio, Agostino Depretis, per una sollecita concessione della linea Telese-Caianello, visto che era stato abbondantemente dimostrato come l’accorciamento del triangolo Telese-Caserta-Caianello fosse d’assoluta necessità per avvicinare le Puglie e le altre provincie a Roma.
Anzi, ai primi anni del Novecento, iniziò a prendere corpo anche un alternativo progetto relativo ad una tratta ferroviaria Telese-Cassino, presentato dall’ingegnere Gaetano Cariati e che, secondo alcuni, appariva «meglio rispondente agli interessi generali della regione». Questo progetto prevedeva una rete ferroviaria che dalla stazione di Venafro si dirigesse verso il Volturno, attraversato da un ponte di circa 150 metri, «e con andamento quasi pianeggiante tocca Capriati a Volturno, Ciorlano, Fontegreca, Prata Sannita, Pratella, Ailano, Raviscanina, Sant’Angelo d’Alife, Alife, congiungendosi a Piedimonte, alla costruenda stazione della Napoli-Piedimonte, e poi per San Potito, Gioia Sannitica, Faicchio, San Salvatore Telesino, raggiunge la stazione di Telese della Napoli-Foggia».
Un progetto, come si vede, che avrebbe tagliato fuori Cerreto Sannita. In realtà le perplessità circa questo nuovo progetto non si sollevarono solo dal Titerno, visto che il settimanale casertano ‘La Provincia’ agli inizi del 1909 invitava a non rimettere in discussione il progetto della linea ferroviaria Caianello-Telese, già approvato, per propugnare quello della Telese-Cassino, ancora tutto da vedere. Aggiungendo: «In tal modo verremmo innanzitutto a perdere del tempo e verremmo poi a creare un dualismo tra un progetto e l’altro per raggiungere il solo scopo di non vedere attuato né l’uno né l’altro». Ed ecco che Cerreto Sannita e Piedimonte Matese presero a lottare insieme proprio nel corso di quel 1909, anno in cui venne redatto il progetto per conto della società inglese Davis Worth. Il progetto venne realizzato dall’ingegnere Egidio Ferrante, con la collaborazione, per quanto concerne gli studi di campagna, dell’ingegnere Allegretti. L’input forte partì in questa fase proprio da Cerreto Sannita, grazie all’impegno del cavaliere Raffaele Falanga, che resuscitò l’antica idea progettuale, ammodernandola rispetto alle nuove esigenze del territorio.
L’opera venne illustrata sull’edizione del gennaio 1910 della pubblicazione «Rassegna dei lavori pubblici e delle strade ferrate», dove leggiamo che grazie a questo impegno «il progetto è tale che i sindacati finanziari più ricchi e sicuri fanno già a gara nell’assicurarsi la fortuna di finanziarlo». Aggiungendo: «Data questa indiscutibile solidità dell’impresa, le Amministrazioni locali hanno il dovere di appoggiarla con tutte le loro forze, mostrando al Governo quanto ne abbiano a cuore l’esecuzione, e contribuendo da parte loro con la concessione del massimo sussidio».
Si trattava di un progetto il cui primario obiettivo era quello di allacciare, oltre i due centri più importanti, il maggior numero di centri abitati. Nel 1913 Falanga e Ferrante chiesero la concessione per la ferrovia in cui si legge: «Essa ha la lunghezza di m. 53.114,25, curve di raggio non inferiore a 350 m. e pendenze non superiori a 21,68 permille. Tre sono le opere principali che si incontrano lungo la linea, cioè un ponte a travate metalliche di m.149,35 in quattro campate per l’attraversamento sul fiume Volturno; un ponte a travate metalliche di m. 65 in una campata sul vallone Fontana Vecchia, ed un ponte pure a travate metalliche di m. 35 in una campata sul torrente Titerno; più sono progettati n. 157 tombini, ponticelli ed acquedotti di luce variabile da m. 0,80 a m. 10, e n. 23 cavalcavia».

Molto particolareggiata la descrizione del percorso illustrata sulla relazione del 1910. Lungo questa tanto agognata tratta, il treno avrebbe fatto il suo ingresso in provincia di Benevento dopo aver lasciato la stazione di San Potito-Gioia Sannitica. «Dopo questa fermata – si legge – la ferrovia sale in direzione di Gioia, fin verso il confine tra le Provincie di Caserta e Benevento; quindi percorre un lungo tratto orizzontale alle falde del monte Monaco, fino al sottopassaggio della strada provinciale presso Coppoli ed entra in galleria sopra Faicchio per raggiungere di nuovo la strada provinciale presso il vallone di Fontana Vecchia: tra la galleria e il vallone troverà luogo la fermata di Faicchio. In questo vallone è progettato un ponte a travata di acciaio, di 35 metri di luce, e due ponti di 10 metri di luce sono progettati per la strada sotto Fontana Vecchia: superata questa profonda depressione la ferrovia si mantiene per lungo tratto a monte della strada che percorre la sponda destra del Titerno, salendo leggermente finché l’attraversa con un cavalcavia per dirigersi verso S. Lorenzello e quindi avvicinarsi quanto più sia possibile a Cerreto. Dall’altipiano di Cerreto, per una galleria di 1.075 metri sotto il Colle Zeppo di Ferro, la ferrovia riesce alla strada provinciale che sottopassa in un’altra breve galleria, e quindi volgendo a destra nella direzione stessa della strada giunge a Castelvenere dov’è progettata la stazione che serve anche a Guardia. Oltrepassata questa stazione, la linea svolgendosi in lungo giro per facilitare la discesa verso il torrente Leuta (Seneta?) e il terreno di fronte al Grand Hotel, perfora l’estremo sprone del Colle Pugliano con una galleria di 368 metri, venendo ad uscire presso la strada degli antichi bagni; e proseguendo per un altro chilometro entra con una curva di 400 metri nel piazzale della stazione di Telese dall’estremità Benevento raggiungendo l’asse del fabbricato viaggiatori con la progressiva 53,114.25».
Purtroppo, nonostante i buonissimi propositi, neanche in questa grande occasione la ferrovia vide la luce. Così come fallirono anche i tentativi messi in campo all’indomani della prima guerra mondiale. Tentativi che mai produssero l’enfasi vissuta negli anni prebellici.
Archeologa classica. Lavora presso l’Università del Salento.
Antonella Selvaggio
Architetto, libero professionista. Si occupa di progettazione architettonica, interior design e aspetti legati all’architettura del paesaggio. Dal 2021 è Consigliere dell’ordine degli Architetti della Provincia di Benevento. Ha partecipato a Mostre sul restauro architettonico e a numerose iniziative riguardanti la promozione territoriale.
Vive a Morcone. Presidente Italia Nostra Matese Alto Tammaro.
Dottore di ricerca in Ingegneria Elettronica ed informatica presso l’Università degli Studi di Napoli. Ha Svolto attività didattica presso l’Università Federico II. Vive a Telese.
Laurea in giurisprudenza presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. Dirigente amministrativa presso l’Università del Molise.



Andrea Ciervo nato a Caserta il 12.10.1975. Presbitero dal 24 novembre 2012 già Laureato in Giurisprudenza alla Federico II, con una tesi di Diritto Ecclesiastico sui Risvolti dei Patti Lateranensi col prof. Mario Tedeschi…tirocinante poi presso Studio Notaro in via Mezzocannone di Napoli…consegue il Baccalaureato presso l’Aloysianum di Padova nel 2007 con una tesi sulla Religione in Immanuel Kant col prof. Secondo Bongiovanni. Si Laurea in Sacra Teologia presso la Facoltà Teologica dell’ Italia Meridionale sezione san Tommaso nel 2012 sempre “Summa cum laude”
Presidente dell’Associazione culturale “La Biblioteca del Sannio”, dottore di ricerca presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” con una tesi sulla metadatazione della cartografia storica. Giornalista e direttore di Canale Sassuolo. Già docente a contratto di Lingua e Cultura Spagnola e Global History, presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo vanvitelliano, è attualmente tutor di Storia Contemporanea e Storia dei Partiti e Movimenti politici.






Farmacista. Dopo la laurea ha conseguito un master biennale e un corso di perfezionamento, approfondendo le conoscenze in ambito fitoterapico, micoterapico e nutraceutico, con la pubblicazione del lavoro di tesi sulla rivista di divulgazione scientifica di medicina naturale ‘Scienza Natura’ del Prof. Ivo Bianchi. Attivo nel sociale, è membro del Rotary Club Valle Telesina ed è amante dello sport e della natura. Innamorato del proprio territorio, ha iniziato a coltivare l’interesse per la storia locale.
Nato a Ponte, dove risiede. Dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato. Cultore di storia locale con particolare attenzione al periodo medievale. Ha pubblicato “Ponte tra Cronaca e Storia”, “Domenico Ocone, quarant’anni di storia pontese…”, “Le Vie di Ponte tra Storia e Leggenda”. Collabora con varie associazioni culturali.
Nato a Telese Terme ma originario di Amorosi è stato allievo del filosofo Massimo Achille Bonfantini. Laureato in Semiotica e Filosofia del Linguaggio presso l’Università l’Orientale di Napoli. Dedica le sue ricerche prevalentemente allo studio della filosofia e della psicologia dell’inconscio, come dei nuovi percorsi conoscitivi applicati alle neuroscienze. Ha pubblicato Cento petali e una rosa. Semiosi di un romanzo storico (Natan, 2016), Filosofia hegeliana e religione. Osservazioni su Sebastiano Maturi (Natan, 2017) e, recentemente, il saggio dal titolo: Nel gioco di un’incerta reciprocità: Gregory Bateson e la teoria del “doppio legame” (Ediz. Del Faro, 2020).
Musicista. Maestro di clarinetto ed orchestrale. Studioso di storia della filosofia e del ‘700 napoletano. Esperto simbolista e autore di testi esoterico/filosofici.
Nato a Napoli e residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale all’Università di Modena è stato aiuto chirurgo presso l’ospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente è pensionato. Dal 1° giugno 1978 è socio corrispondente dell’Associazione Culturale Italo Ispanica “C. Colombo – Madrid”. Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche. Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dell’Associazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio è stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.
Originario di Castelvenere. Già dipendente del Miur ora in pensione. Appassionato di Storia locale ed animatore di gruppi per la diffusione della lingua e delle tradizioni di Castelvenere.
Esperta di Comunicazione Istituzionale; in particolar modo di Social Media Policy e e di politiche agroalimentari legate all’economia di piccola scala per Slow Food, in Campania e Basilicata. Suoi contributi in ambito associativo sono legati a tradizioni e culture della terra e del territorio. Ha effettuato training in storiografia in Francia.
Dottore in Archeologia e Scienze Storiche, ha svolto diverse campagne di scavo alla necropoli del Cigno a Macchia Valfortore (CB), con l’Università degli studi di Napoli Federico II e alla necropoli di Crocifisso del tufo a Orvieto (TR), con il Parco Archeologico Ambientale dell’Orvietano e l’ Università dell’Arizona. È attuale vice Presidente della Pro Loco di Sant’Agata dei Goti (BN) dove svolge anche la funzione di OLP per il Servizio Civile Universale. È giornalista tirocinante presso la testata QuasiMezzogiorno. Sì è occupato di alcuni ambiti di archeologia della produzione del Sannio caudino. Attualmente s’interessa alle istituzioni sociali e militari del Medioevo. È vice Presidente dell’Istituto Storico Sannio Telesino.
Cultore di storia locale e delle tradizioni del suo paese. Autore del saggio “Notizie storiche ed urbanistiche di Cerreto antica” in cui ha ricostruito l’antico borgo distrutto dal terremoto del 1688.
Dottore in Legge ed autore di ricerche di Storia Locale. Ha partecipato al progetto “Un museo a colori” avente il fine di far conoscere il museo di arte ceramica di Cerreto Sannita. Le mansioni svolte sono state quelle di guida museale e bibliotecaria, e redazione di progetti e lavori di gruppo con gli altri volontari. Ha scritto un saggio nella Antologia dedicata al bicentenario della nascita di Michele Ungaro, edita dalla Società di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita.
Già sindaco di Caiazzo, dopo aver conseguito la maturità scientifica, rivolge il suo impegno politico alle battaglie del Partito Radicale, soprattutto nel campo della tutela dell’ambiente e in quello per una giustizia giusta. Nel 1980 viene eletto consigliere comunale a Caiazzo, città in cui vive, in rappresentanza della “nuova sinistra”. Nel 1982 aderisce alla Lega per l’Ambiente, promuovendo diverse iniziative per la tutela del fiume Volturno e per il recupero del patrimonio edilizio del centro storico di Caiazzo. Tra il 1987 e il 1994 è Presidente dell’Associazione Storica del Caiatino. Nel 1994 viene eletto sindaco di Caiazzo con la lista civica “Rinascita Caiatina”. Rieletto nel 1998, si adopera per una crescita socio-economica della città; realizza un programma pluriennale, che viene selezionato anche da “Sviluppo Italia” SpA per la costituzione di un Laboratorio di sperimentazione per lo sviluppo locale. Presidente dell’Associazione “Città Paesaggio” dal 2003, è coordinatore del progetto “Per una Carta dei paesaggi dell’olio e dell’olivo”, realizzato d’intesa con l’Associazione nazionale “Città dell’Olio”. Nel 2007 aderisce a Slow Food, dedicandosi soprattutto alla salvaguardia delle piccole produzioni agricole. Ha pubblicato con le Edizioni 2000diciassette: La Memoria e L’Oblio, un saggio sull’eccidio di Caiazzo durante l’ultimo conflitto mondiale.
Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza Cultore di Storia Locale ha scritto il saggio: Telesia 1349 Peste e Terremoto edizioni duemiladicessette, 2016, Cartoline da Telese ed. Unione Filatelica Beneventana, 2009; Castelvenere Valdese insieme a P. Carlo Ed. Realtà Sannita, 2016; Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita insieme a F. Pace, edito dall’ASMV nel 2019. Ha scritto nell’Antologia sulla vita di Michele Ungaro edito dalla Società di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita nel 2019.ha in corso di pubblicazione un libro di poesie. Dirige la collana di poesie della Casa Editrice FioriDiZucca. Presidente pro-tempore dell’Istituto Storico del Sannio Telesino. Premio Upupa 2017 e 2019 per gli studi di storia locale.
Insegnante, vive a Caiazzo. È Presidente del’Associazione Storica del Caiatino.
Maestro elementare, appassionato studioso e cultore di Storia Locale.
Biologo residente a Telese Terme. Cultore di storia locale con particolare riferimento alla storia del periodo sannitico. È autore del saggio “La Leonessa e il fenomeno luminoso nella grotta di Sant’Angelo” edito da Fioridizucca nel 2022.
Sannita di origini e toscano d’adozione. Medico anestesista, ha coltivato con interesse e particolarmente studiato la “Terapia del dolore”. Di tale disciplina è stato per lunghi anni docente all’Università di Siena. Ha avuto anche esperienze di insegnamento all’estero (Bobigny Paris nord, Accademia Russa delle Scienze mediche, Accademia Lettone di Scienze odontoiatriche). Ufficiale medico dell’Esercito italiano, è appassionato di esoterismo, di cultura e tradizioni popolari. E’ autore di saggistica. Ha recentemente pubblicato saggio su “Massoneria, relazioni umane e comunicazione tecnologica” edito da Fioridizucca edizioni.
Giornalista professionista. Scrittore di romanzi e direttore di diverse testate radio televisive. Fondatore del sito: Neifatti.it
Medico specialista in oncologia e cure palliative è autore principalmente di pubblicazioni scientifiche di settore in lingua inglese ed italiana. È stato inoltre relatore
Laurea magistrale in Lettere. Docente a Prato. Ha approfondito gli eventi storici che portarono alla “Marcia della fame” del 1957 nei comuni del Valfortore sannita. Ha scritto il “Catasto Onciario della Terra di San Salvatore”.
Medico e scrittore. Ha all’attivo numerose collaborazioni con riviste di carattere storico. Ha pubblicato una Vita di San Leucio, il libro: “Da Casale a Comune” e la Storia della Parrocchiale Santa Maria Assunta di San Salvatore Telesino. Ha partecipato all’Antologia “Dieci Medici Raccontano”, che ha ottenuto il “Premio Rufolo 2019”. Premio Olmo 2009 per il romanzo storico «L’ultima notte di Bedò», è anche autore di alcuni saggi sulla Storia della Medicina tra cui uno studio sulla Depressione dal titolo «Il potere misterioso della bile nera, breve storia della depressione da Ippocrate a Charlie Brown». Nel 2024 ha pubblicato “Fu la peste” e “Islam a Telesia” per ABE Editore Napoli. Fondatore e Direttore Editoriale della Casa Editrice Fioridizucca.
Studioso della storia del Risorgimento e cultore del periodo Borbonico, ha recentemente collaborato con un suo scritto all’antologia biografica dedicata a Michele Ungaro. Ha in corso un saggio su Sanchez De Luna, un Vescovo del ‘700.

Scrittore, poeta e divulgatore culturale. Medico di continuità assistenziale. Autore di diversi saggi storici e racconti. Ha partecipato all’antologia “Dieci Medici Raccontano”. Fondatore del Premio Nazionale Olmo che tutti gli anni si svolge in Raviscanina (Ce).
Dottore in Lettere. all’Università di Salerno, indirizzo “storico medievale”. Si è poi laureata in Scienze della Formazione primaria all’Ateneo di Campobasso. Studiosa della storia della sua città. Lettrice instancabile di autori italiani e stranieri, si occupa della formazione di piccoli lettori e poeti. È insegnante nella Scuola Primaria da quindici anni. Ha sperimentato innovative metodologie di approccio alla lettura utilizzando le nuove tecnologie che hanno portato alla pubblicazione di una ricerca dal titolo: TIC e DSA. Riflessioni ed esperienze sulle nuove frontiere della pedagogia speciale, Ed. EriksonLive. La storia locale e la ricerca accurata le ha permesso di pubblicare anche un Saggio in storia medievale sull’assetto urbano e riorganizzazione del territorio della Benevento nei sec. XI e XII. Animatore culturale, scrive poesie per fermare in foto-scritte, attimi di vita.
Medico di Emergenza territoriale residente in Puglianello. Ha collaborato all’opera Dieci Medici Raccontano.
Lorenzo Piombo, medico psichiatra, dirigente del Dipartimento Salute Mentale della ASL di Benevento. Ricercatore e studioso di storia. Vive e opera a Morcone.
Avvocato. Patrocinante in Cassazione. Scrittore di Storia Locale. Opera a Guardia Sanframondi.
Promotore culturale dell’area di Faicchio. Dopo aver conseguito la maturità classica si è laureato in Economia. È dirigente d’impresa a Milano nel settore delle borse valori e mercati finanziari. Ha scritto diversi articoli sulla stampa finanziaria nazionale, tra cui il Sole 24 Ore ed Investire. È appassionato di cultura locale, ha vinto il premio Prosa IX Premio letterario dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Titolare delle strutture ricettive “Magie del Sannio” ha dato vita anche al “Piccolo Museo privato di Faicchio Magie del Sannio”.
Dottore in Storia. Autore di un saggio storico, conseguente a ricerca d’archivio, sul suo Comune dal titolo: Faicchio 1920 – 1946 dall’avvento del Fascismo alla nascita della Repubblica, 2016.
Medico ed esperto di storia della gastronomia.
Architetto e docente. Appassionato cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, città in cui vive. Ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti. Collabora con il Blog dell’Istituto Storico del Sannio di cui è socio fondatore. È autore del saggio “Cominium Ocritum e le forche caudine: una storia
Studioso del ‘700 napoletano e dell’epopea di Federico II ha approfondito in modo particolare le influenza arabe sull’architettura napoletana. Studioso di suffisso e di religioni orientali.
Medico del Lavoro. Regista teatrale. Giornalista pubblicista. Fondatore di “Byblos”, la biblioteca del Sannio. Scrittore e divulgatore della storia e dei personaggi del Sannio, ha pubblicato “A tavola nel Sannio”, una guida ai ristoranti della provincia di Benevento; “Dietro la Leggenda” (2016), una raccolta di racconti ispirati a fiabe e a leggende del Sannio. Nel 2017 ha pubblicato “Samnes”, un romanzo storico sull’epopea sannita. Ha curato la trascrizione del manoscritto e la stampa dei tre volumi delle “Memorie storiche di Cerreto Sannita per Arcidiacono Nicola Rotondi”. Nel 2019 ha pubblicato “Guida alla Valle Telesina e al Sannio”. Ha pubblicato “Il delitto del pozzo dei pazzi”, un medical-thriller ambientato nel primo ‘900 nell’ospedale degli Incurabili di Napoli. È autore della “Storia di Cerreto dalla preistoria alla seconda guerra mondiale (2022) e di “Fiabe e Favole in cerretese”, edito da Fioridizucca. (2023).
È nato e vive a Castelvenere. Già docente di materie letterarie nella scuola statale, ha pubblicato diverse raccolte di liriche, pagine di ricerca letteraria, studi relativi alla cultura popolare. È presente in antologie, dizionari bio-bibliografici e testi scolastici. Appassionato si storia e di tradizioni locali, è membro di associazioni culturali nazionali. I suoi versi hanno ricevuto giudizi positivi da parte della critica e in concorsi letterari si è classificato ai primi posti.
Giornalista Pubblicista. Esperto di Enologia, collabora a diversi siti web del settore. Collaboratore del blog lucianopignataro.it è responsabile dell’Ufficio Stampa del Sannio Consorzio Tutela Vini. 
Infaticabile animatore culturale dell’area del Caiatino e del Casertano. Allievo del prof. Galasso. Fondatore di Gruppi culturali dediti alla divulgazione della storia del Territorio, attualmente responsabile di Procedimento Unità Operativa Biblioteca civica e Archivio Storico del Comune di Caiazzo.