La lettura di due recenti saggi quali quello di S. Sonetti,ย Lโ€™affaire Pontelandolfo. La storia, la memoria, il mito (1861-2019), Viella, Roma, 2020, quello di C. Calefati, A. Fiorio, F. Palmieri,ย Storia e fake news: il caso del neoborbonismo, in ยซRicerche di storia politicaยป, n. 1, 2020 e la dotta ricerca di Christopher Calefati per la piattaforma culturale di “Pandora Rivista” (2021) ripropongono, finalmente, delle riflessioni obiettive e documentate sulla complessa e intricata storia del brigantaggio postunitario e l’altrettanta complessa ricostruzione storica del Risorgimento meridionale. Nell’incontro di Santโ€™Angelo in Formis (vi รจ ampio resoconto all’interno di questo sito) la dr. A.M. Romano ha prepotentemente condiviso come le figure di quel periodo, da Francesco II ai Briganti del Sannio Telesino, vengano reinterpretate, sovente senza elementi concreti, della consolidataย contronarrazioneย risorgimentale o difese, anche con toni eccessivamente di sufficienza,ย ย della storiografiaย classica. Intanto aprire un dibattito non ideologico aiuterebbe a comprendere le radici di questa duttilitร  interpretativa.ย ย Sia la produzione storiografica accademicaย ย che la narrazione antirisorgimentale iniziano la loro produzione storica giร  nell’immediato indomani dellโ€™Unificazione originando, da subito, una duplice interpretazione. Con la caduta di Gaeta termina la difesa di Francesco II per la riconquista del Regno delle Due Sicilie contro il neonato Regno dโ€™Italia. Immediatamente, la corte in esilio, dellโ€™ex monarca napoletano, รจ protagonista di unโ€™intensa attivitร  letteraria incentrata sulla rievocazione mitologica del regno borbonico: โ€œi vinti si identificarono nel ricordo dellโ€™esperienza dellโ€™estrema difesa del regno, includendo e sviluppando le narrazioni a cui avevano dato origine fino al 1866. La loro causa perduta diventรฒ la rivendicazione di una dignitร  nazionale distrutta ma anche la sua consacrazioneโ€.1C. Pinto,ย Gli ultimi borbonici. Narrazioni e miti della nazione perduta duo-siciliana (1867-1911), in ยซMeridianaยป, n. 88, 2017, p. 66.
Quei dieci anni di resistenza antiunitaria vengono, quindi, mitizzati (un Regno prospero e all’avanguardia), rielaborati come vittimismo (esercito invasore e violento) e nostalgia (una aristocrazia improvvisamente fuori ruolo e che si auto-compiange).2A. Musi,ย Mito e realtร  della nazione napoletana, Guida Editori, Napoli, 2015. I briganti sono inseriti allโ€™interno di questa narrazione mitologica con il ruolo di martiri della causa legittimista, brutalmente trucidati da un esercito invasore.3S. Vitale,ย Gli scrittori borbonici dopo il โ€˜60, in ยซLโ€™Alfiereยป, vol. 4, gennaio 1962, pp. 1-3.

Raffigurazione dell’eccidio di Pontelandolfo

In contrasto con questa lettura, agli inizi del secolo trascorso, alcuni studiosi iniziano a produrre studi in cui i briganti vengono inseriti nell’ambito delle piรน complesse dinamiche agrarie, pastorali e della povertร  delle aree interne: ยซIl brigantaggio รจ considerato lโ€™estrema lotta di un ceto contadino arretrato e male organizzato che cerca di riconquistare spazi di azione politica nella questione demaniale. Nonostante molte bande armate non abbiano come obiettivo principale la rivoluzione agraria, esse hanno nei ceti piรน bassi un serbatoio di adepti da reclutare. Infatti, sebbene le rivendicazioni contadine non sottendano le motivazioni del brigantaggio, queste fungono da spinta nellโ€™affermazione di questo fenomeno come questione nazionaleยป.4C. Calefati, Il revival del brigantaggio meridionale. Tra storiografia e mitografia, Pandora rivista, 2021.
Ulteriore confusione avviene con lโ€™interpretazione marxista del brigantaggio nella storiografia nel secondo Dopoguerra, attraverso la riproposizione delle considerazioni di Antonio Gramsci sul Risorgimento, impropriamente ridotte alla definizione della lotta banditesca comeย rivoluzione agraria mancata, utilizzata in maniera strumentale e acriticamente ripetitiva da molti studiosi appartenenti a questa corrente interpretativa.5G. Vacca,ย Gramsci interprete del Risorgimento: una presenza controversa (1949-1967), in A. Bini, C. Daniele, S. Pons (a cura di),ย Farsi italiani. La costruzione dellโ€™idea di nazione nellโ€™Italia repubblicana, Feltrinelli, Milano, 2011, pp. 67-105. Si giunge agli anni settanta in cui il neo-borbonismo diviene motivo di propaganda politica con la figura del deputato missino Silvio Vitale cui si affiancano studiosi di dichiarata fede revisionista. Questi, nel tempo e con pervicacia, riescono ad affiancarsiย e inglobare anche leย fazioni gramsciane.ย ย Con l’unione di un unico fronte meridionalista e autonomista nasce il Movimento Neoborbonico, i cui fondatori inondano il panorama culturale e letterario del Sud con continue riproposizioni delle tesi legittimiste ed enfatizzanti, fino al mito, delle figure banditesche. Nel Sannio Telesino si opera una vivace discussione sulla figura di Cosimo Giordano, studiato nelle antologie dell’Associazione Storica del Medio Volturno e nelle recenti biografie di Michele Ungaro e Salvatore Pacelli.6Aa.Vv., Antologia per il bicentenario di Michele Ungaro, Istituto Storico del Sannio Telesino, 2020; E. Bove, Politica e Affari nell’Italia del Risorgimento, Ed.Fioridizucca-Istituto Storico del Sannio Telesino (di prossima uscita) indifferentemente vengono classificati come eroi di una resistenza contro i conquistatori, ma anche vittime di eccidi, o banali delinquenti senza scrupoli.7A. Ciano, I Savoia ed il massacro del Sud, AliRibelli Ed., 2009. Una rilettura acritica, e quindi valida sotto il profilo storico, a nostro parere dovrebbe distinguere tra narrazioni prive di ogni base documentaria, ma fortunate perchรฉ cavalcano mode pilotate a incanalare la rabbia e la frustrazione di un Sud ancora arretrato, e studi che tentano una lettura equilibrata di un periodo storico inevitabilmente contraddittorio. Questa mistura tra la narrazione mitologica sul brigantaggio come base di uso politico attuale e il definire tout-court il fenomeno esclusivamente come delinquenziale, non permette una riflessione che forse chiarirebbe bene la questione: la storia del brigantaggio รจ stata la prima vera guerra civile italiana. Bisogna ricondurre tutti i fenomeni del tema alla lotta interna nel Mezzogiorno che, in quegli anni, vide la societร  dividersi tra sostenitori del progetto unitario (spinta piรน popolare) e i legittimisti filoborbonici (decisamente aristocratici). Nel Sannio Telesino, poi, sarebbe il caso di rivedere, su basi di ricerca storiografica documentale, la definitiva veritร  sulle controverse vicende di Pontelandolfo e Casalduni, finora rappresentate come esempi di unย massacro al sud8P. Aprile,ย Terroniย , (2010) eย Carnefici, (2016); G. B. Guerri,ย Il sangue del Sud,ย (2010;ย G. Di Fioreย Briganti,ย 2017; ย L. Del Boca,ย Savoia Boia!,ย (2018).ย o indicati comeย comuni martiriย del Risorgimento.9S. Sonetti,ย Lโ€™affaire Pontelandolfo. La storia, la memoria, il mito (1861-2019), Viella, Roma, 2020.

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[1] C. Pinto,ย Gli ultimi borbonici. Narrazioni e miti della nazione perduta duo-siciliana (1867-1911), in ยซMeridianaยป, n. 88, 2017, p. 66.
[2] A. Musi,ย Mito e realtร  della nazione napoletana, Guida Editori, Napoli, 2015.
[3] S. Vitale,ย Gli scrittori borbonici dopo il โ€˜60, in ยซLโ€™Alfiereยป, vol. 4, gennaio 1962, pp. 1-3.
[4] C. Calefati, Il revival del brigantaggio meridionale. Tra storiografia e mitografia, Pandora rivista, 2021.
[5] G. Vacca,ย Gramsci interprete del Risorgimento: una presenza controversa (1949-1967), in A. Bini, C. Daniele, S. Pons (a cura di),ย Farsi italiani. La costruzione dellโ€™idea di nazione nellโ€™Italia repubblicana, Feltrinelli, Milano, 2011, pp. 67-105.
[6] Aa.Vv., Antologia per il bicentenario di Michele Ungaro, Istituto Storico del Sannio Telesino, 2020; E. Bove, Politica e Affari nell’Italia del Risorgimento (di prossima uscita).
[7] P. Aprile,ย Terroniย , (2010) eย Carnefici, (2016); G. B. Guerri,ย Il sangue del Sud,ย (2010;ย G. Di Fioreย Briganti,ย 2017; ย L. Del Boca,ย Savoia Boia!,ย (2018).
[8] A. Ciano, I Savoia ed il massacro del Sud, AliRibelli Ed., 2009.
[9]ย S. Sonetti,ย Lโ€™affaire Pontelandolfo. La storia, la memoria, il mito (1861-2019), Viella, Roma, 2020.



Michele Selvaggio

Presidente dell'Istituto Storico Sannio Telesino. Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza, cultore di Storia locale. Autore di "Telesia 1349. Peste e Terremoto", "Cartoline da Telese", "Castelvenere Valdese", "Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita". Ha partecipato all'Antologia su Michele Ungaro edita dalla Societร  di Mutuo Soccorso di Cerreto.