
Se Cosimo Giordano sia stato un partigiano e patriota borbonico o un assassino, delinquente comune, o magari entrambe le cose, รจ tuttโora materia di discussione e di scontro tra opposti modi di leggere la storia, quel periodo storico e le azioni del personaggio in questione. Si tratta, perรฒ, di un pezzo di storia che ci ha riguardato da vicino, per cui il confronto tra i diversi modi di vedere รจ ancor piรน sentito dalle nostre parti. Le vicende del brigante cerretese, nellโambito di quella โguerra civileโ che portรฒ allโunitร dโItalia, coinvolsero di persona i nostri avi e si svolsero tra le mura e le strade di quelle che oggi sono le nostre case e i nostri paesi.
Ciascuna delle parti il piรน delle volte, perรฒ, si รจ fatta fazione e, a volte, alla confusione hanno contribuito anche alcuni storici, che abdicando dal ruolo principale di raccontare semplicemente i fatti, li hanno conditi troppo spesso di opinioni personali. Eโ giusto precisare, dโaltronde, che qui non si vuole dare alcuna risposta, di nessun genere, alla questione ma solo contribuire, sia pure con la brevitร e semplicitร di un articolo, alla conoscenza del personaggio attraverso le vicissitudini della sua vita.
Cosimo Giordano nasce a Cerreto nel 1839 da madre siciliana e da Generoso, probabilmente detto ยซRรฒsโยป, lโabbreviativo usato nel paese per quel nome. La sua infanzia non dovette essere facile ma, dโaltronde, allโepoca lโinfanzia non era facile per nessuno. Apprendista barbiere e guardiano di animali (naturalmente non suoi ma del padrone), tutti lo dipingono come scaltro e intelligente, tranne Abele De Blasio (ma si capirร in seguito perchรฉ) che lo ritrae come โun imbecille, incapace di apprendere qualsiasi mestiereโ.
L’assassinio del padre
Ancora non aveva 16 anni quando accadde un grave ed importante episodio che rappresenterร una prima svolta nella sua movimentata vita. Se ne stava tornando a casa in compagnia del padre quando, lungo la strada vennero affrontati da un certo Giuseppe Baldini al quale Generoso doveva dei soldi. Alle insistenti richieste di restituzione da parte del Baldini, Giordano padre chiese di aspettare tempi migliori e che glieli avrebbe restituiti lโanno successivo. Il creditore non volle sentire ragioni e, durante lโalterco, lo assalรฌ colpendolo con unโascia alla testa uccidendolo sul colpo. Cosimo che aveva assistito alla scena, dโimpulso sโavventรฒ sullโassassino del padre sventrandolo con un coltello e lasciando lโuomo senza vita a terra.
A seguito del fatto di sangue viene arrestato e processato ma, la Gran Corte Criminale di Napoli, in considerazione della giovane etร e, soprattutto, del movente affettivo, lo assolve.
Negli anni successivi pare si sia comportato correttamente in quanto non ci sono episodi di rilievo riferiti. A 20 anni qualcuno gli dice che per la sua corporatura puรฒ essere arruolato nei Reali Carabinieri a cavallo (ancora una volta il De Blasio, invece, dice che โa causa della sua costituzione fisica non potette fare nemmeno il contadinoโ) per cui presenta domanda e viene ammesso.
Come fosse in realtร fisicamente lo sappiamo da una scheda segnaletica fatta dallโUfficio di Pubblica Sicurezza di Cerreto nel 1880 quando aveva 41 anni: alto 1,70 m., piuttosto robusto, viso oblungo di colorito scuro, naso lineare. Fronte regolare con capelli, ciglia e occhi neri; porta barba piccola e baffi neri. Segni particolari: una cicatrice sotto lโocchio sinistro e mancanza di falange al mignolo sinistro.
Comunque viene arruolato e conquista presto i gradi di Caporale, mentre lโanno successivo diventa Sergente (anche se verrร sempre ricordato come Caporal Cosimo) e con questi gradi partecipa alla battaglia del Volturno.
In questa battaglia, considerata una delle piรน importanti del Risorgimento, svoltasi lungo lโomonimo fiume, lโesercito borbonico tentรฒ una vana controffensiva allโavanzata di Garibaldi. Ad essa prese parte, โdistinguendosi per valoreโ il giovane Cosimo (alla battaglia partecipa, come volontario nei garibaldini perรฒ, anche Carmine Crocco, ridiventato filo-borbonico dopo la disfatta, sarร uno dei piรน temuti capi briganti della Basilicata).
La banda Giordano
Dopo la sconfitta, Cosimo ritorna al suo paese e risponde per due volte alla chiamata per arruolarsi nel nuovo esercito italiano. Per il suo passato borbonico non fu accolto nel migliore dei modi dai commilitoni e dagli ufficiali filo-piemontesi, per cui, ad evitare casini, lo rispediscono a casa.
Cerca di ricominciare facendo il bracciante agricolo, ma anche nel suo paese qualcuno lo beffeggiava per i suoi trascorsi borbonici. Inoltre, -racconta la Sangiuolo- alcuni potenti signorotti del paese insidiavano la bellissima cognata e due sorelle. Cercรฒ di tutelarle, probabilmente con modi non proprio gentili, per la qual cosa questi non precisati signorotti, anche per avere campo libero con le donne, pare abbiano sollecitato contro di lui lโemissione di un mandato di cattura. Non gli resta altro, per evitare la prigione, che darsi alla macchia. Trova, nelle campagne cerretesi e matesine, altri sbandati come Giuseppe Ludovico, alias โPilucchielloโ, Domenico Di Crosta, detto โTribunaleโ e Girolamo Civitillo, conosciuto come โSenza pauraโ. Con questi, e molti altri, forma una banda della quale viene riconosciuto come capo. Si comportano come una vera gang, per sostenersi taglieggiano, uccidono e rubano. A volte fanno dei โfavoriโ a qualche manutengolo che li proteggeva. In particolare terrorizzano e uccidono i nemici di Pasquale Mendillo, dal quale spesso veniva coperto, padre della sua fidanzata Marianella. Non mancarono feroci delitti con mutilazioni, a scopo di esempio, di chi era sospettato di essere spia delle Guardie. Insomma commettono crimini che poco hanno di motivazioni nobili. In questo contesto quello che fece piรน scalpore fu lโassassinio di don Annibale Piccirillo, dellโUfficio del Registro di Guardia, prima sparato e poi pugnalato. Ucciso, molto probabilmente, su commissione di un altro brigante il quale si era costituito, su suggerimento di Don Annibale, con la falsa promessa dellโimpunitร .
Rapidamente la banda si andava ingrossando e le necessitร di soldi, viveri e armi aumentava. Documentato รจ il pizzino a scopo estorsivo, scritto da un suo luogotenente ed inviato alla badessa di Cerreto, Suor Mariangela Pacelli: โCome avete cercato denaro per Caribaldo cosรฌ vi preghiamo di mandarci mille ducati a noi altri sbandatiโ. O un altro scritto, di suo pugno, al canonico Pasquale Cofrancesco al quale imponeva di mandargli la โcarabina da bersagliere e sei mazzi di cartucceโ.
La banda in breve tempo si arricchรฌ di altri elementi tra i quali briganti, sbandati, morti di fame e delinquenti comuni, ma anche ex soldati e contadini delusi da Garibaldi, provenienti da vari paesi tanto che dovette dividerla in quattro gruppi. Il clamore suscitato dalle loro โgestaโ incrementava sempre piรน la fama di Cosimo che, da allora, sembra cambiare linea. Invia lettere di estorsione ai notabili dei paesi spiegando loro che lo fa per mantenere chi si batte per la restaurazione di Francesco II.
Anche De Blasio scrive che โdal monte Matese, centro delle sue gesta, il Giordano emanava gli ordini per sollevare le masse contro lโattuale Governoโ. Contestualmente lo stesso Re deposto, attraverso i suoi uomini, organizza, coordina e sovvenziona le bande di briganti in tutto il Sud. Nel suo giro venne a Cerreto, sicuramente a tal scopo, sotto le mentite spoglie di un suonatore dโarpa, Luigi di Borbone, fratellastro di Franceschiello.
Le azioni della banda Giordano cominciano a prendere delle connotazioni โpoliticheโ.
I fatti di Pontelandolfo
Cosimo Giordano e la sua banda, nel mese di agosto del 1861, furono protagonisti dei noti fatti di Pontelandolfo e Casalduni.
Il 7 di quel mese scoppiano a Pontelandolfo dei moti filoborbonici, le Guardie Nazionali scappano e Caporal Cosimo con i suoi ne approfitta per entrare nel paese e issare la bandiera dei Borbone. Negli scontri vi furono quattro morti. Il giorno 11 giunge in ricognizione un drappello di 45 soldati piemontesi che si accampano nella torre del castello. Vengono affrontati da un gruppo di briganti e contadini per cui scappano prima verso San Lupo, poi verso Casalduni. Lungo la strada vengono accerchiati dalla banda diretta dal brigante Pica, catturati e uccisi tutti, tranne tre o quattro che, in qualche modo, riuscirono a salvarsi. Alcuni storici raccontano che furono torturati, massacrati con le mazze e calpestati con i cavalli. Altri che furono fucilati (Vergineo). La ritorsione sabauda non tardรฒ ad arrivare. Il generale Cialdini, con pieni poteri per la repressione del brigantaggio, il 14 agosto incarica il colonnello Negri ed il maggiore Melegari di recarsi a Pontelandolfo e Casalduni affinchรฉ dei due paesi โnon resti pietra su pietraโ. A Casalduni erano fuggiti proprio tutti, a Pontelandolfo quasi tutti. Negri se la prese con i pochi civili rimasti a Pontelandolfo tra cui due liberali amici dei piemontesi, i fratelli Rinaldi, ed una ragazza uccisa dopo essere stata violentata. Totale: 13 morti accertati. I due paesi vengono dati alle fiamme cosicchรฉ Negri puรฒ comunicare a Cialdini che ยซgiustizia รจ fatta, Pontelandolfo e Casalduni bruciano ancoraยป. Dopo questi accadimenti la banda Giordano continua ad imperversare. I briganti vivono sui monti, nascosti nelle grotte. La latitanza ha il suo costo e quindi ancora estorsioni (dalle quali sono sempre esenti medici e farmacisti), sequestri, agguati ed omicidi ma anche combattimenti contro le truppe piemontesi che Caporal Cosimo riesce in piรน di una occasione a tener testa e a metterle in difficoltร con la tattica di isolare singoli reparti dei battaglioni sabaudi. Giordano acquista la fama di una inafferrabile primula rossa (Molfese). Nel 1862 Cosimo commette due crimini dalla motivazione opposta. A maggio, insieme ad una quindicina di compagni, va a prelevare nel Circolo Sociale di San Lorenzo Maggiore, frequentato dai benestanti, il ricco possidente Pasquale Melchiorre. I briganti lo portano sui monti e fanno strazio del suo corpo. Gli tagliano le orecchie, il naso e i genitali che inviarono alla moglie. Perchรฉ? Il Melchiorre aveva violentato una โragazza cerreteseโ. Nel mese di luglio tende un agguato a Salvatore Pacelli, politico di San Salvatore e acerrimo avversario del politico cerretese Michele Ungaro, questโultimo presidente in carica della neonata provincia di Benevento. Lโattentato a Pacelli fallisce per una circostanza favorevole ma il principale sospettato di essere il mandante fu proprio il Commendatore Ungaro che, si dice, fornisse protezione politica al Giordano e che lo utilizzasse per i suoi scopi. Un altro delitto al quale si possono attribuire connotazioni di ordine politico fu quello di Nunziante Cefarelli di Civitella nel 1863. Cefarelli era un fervente liberale, capitano della Guardia Nazionale, potenziale avversario dellโUngaro alle vicine elezioni per la Camera nonchรฉ instancabile braccatore del brigante. Cosimo Giordano gli tende un agguato e lo uccide insieme ad altri 10 uomini del suo drappello. A Cefarelli, in senso di disprezzo, taglia il pizzetto โalla piemonteseโ. Nel frattempo Capraccosimo, mentre sostiene economicamente, con i proventi dei ricatti, molte bande di briganti (tra le quali quelle di Domenico Fuoco, Alessandro Pace e Francesco Guerra) che erano state cacciate dal Molise e costrette a rifugiarsi sui monti di Cusano, continua a reclutare uomini per la causa dei Borbone. Ma alla fine del 1864 sparisce da Cerreto e si rifugia a Roma dove, per altro, viene arrestato con lโaccusa di omicidio, dalla quale viene poi assolto. Ritorna nella sua zona lโanno dopo, ma nonostante nel suo paese avesse sempre goduto dellโomertร dei suoi compaesani, dellโappoggio dei โmanutengoliโ e della protezione politica, decide di ritornare, alla fine dello stesso anno, nello Stato Pontificio. Ormai la repressione dellโesercito italiano aveva sempre piรน successo, gli arresti si susseguono, le fucilazioni e le delazioni pure. I soldati piemontesi, ma anche i โliberaliโ meridionali, erano autorizzati dalle autoritร militari, a tagliare le teste dei briganti e mostrarle in segno di valore e, soprattutto, per essere ben ricompensati.
Sulla sua testa pende una taglia, โimmediatamente pagata in oroโ, di complessive 16.000 lire (paragonabili a circa 50.000 euro) di cui 13.000 offerte dal Governo e 3.000 messe a disposizione dalla Provincia, cosa che alletta molto pastori, contadini e la poverissima gente del popolo. I briganti sono sempre piรน sfiduciati e hanno cominciato a capire che in quelle condizioni al piรน vengono strumentalizzati da qualche politico. Oppure hanno capito, come sostiene Vergineo, che essendo essi ad approfittare dei Borbone per armi, soldi e legittimazione politica, e non viceversa, i giorni del Regno di Napoli erano finiti. A Roma, invece, Cosimo รจ diventato un personaggio e la sua notorietร รจ diventata nazionale. Soprattutto da quando uno scrittore napoletano, Pasquale Villani, ne fa il protagonista del romanzo di avventura ยซCosimo Giordano e i saccheggiatori di Cerreto del 1860ยป, edito nel 1864. Veste bene ed รจ accolto bene negli ambienti filoborbonici per cui non scappa allโestero come altri capi briganti anche perchรฉ โspera in una restaurazione borbonica e di diventare Generale con il ritorno di Francesco IIโ (Sangiuolo). Torna comunque a Cerreto dove tutto gli va storto, ha il tempo di effettuare un paio di sequestri che non gli fruttano le somme sperate e di essere accusato, nel 1866, dellโomicidio di Raffaele De Blasio, padre dellโantropologo e storico guardiese Abele De Blasio (ecco il motivo di tanta avversione). Di questo omicidio Cosimo Giordano non se ne assunse mai la responsabilitร dichiarandosi sempre innocente.Ormai i tempi sono cambiati. Sparisce di nuovo nel 1867 per riparare a Marsiglia, poi unโaltra fugace apparizione nella sua terra, nel 1868, quando pare volesse consegnarsi alle autoritร , infine fa perdere completamente le sue tracce. Durante la sua assenza parecchi malviventi ed ex briganti approfittano del terrore suscitato dal suo nome per inviare falsi pizzini ricattatori firmati Caporal Cosimo ad alcuni benestanti.

Di Cosimo Giordano, perรฒ, restava solo il suo fantasma perchรฉ per una decina dโanni non si ebbero piรน sue notizie. ร segnalata di nuovo la sua presenza a Cerreto solo nel 1880, molto probabilmente perchรฉ aveva bisogno di soldi. Si favoleggiรฒ, nel paese, circa un suo tesoro nascosto che era venuto a riprendere, ma, di fatti, per procurarsi il danaro fu costretto a rapinare di una considerevole somma un signorotto di Morcone. In Francia si chiamava Giuseppe Pollice e aveva stabilito la sua residenza a Lione dove gestiva un negozio di frutta e verdura. Ha una compagna, con la quale convive, ed un figlio. Ha intenzione perรฒ, e sarร la sua fine, di regolarizzare lโunione sposando la sua donna. Per il matrimonio si rende necessario il certificato di โstato liberoโ che il prete francese richiede al parroco di Cerreto. La cosa non sfugge alle autoritร italiane, presumibilmente avvertite dal prete. Ma non essendoci lโestradizione e perchรฉ considerato rifugiato politico, non poteva essere arrestato in Francia. Per cui viene attirato in Italia con uno stratagemma. Un funzionario di polizia, fingendosi un commerciante di frutta, gli propone un grosso affare da concretizzarsi a Genova. Giordano abbocca, ma come mette piede in Italia viene arrestato. Era il 1882. Da Genova viene portato nel carcere di Benevento dove resta esattamente due anni, fino alla conclusione del processo. Di questo periodo ci รจ giunta una lettera inoltrata ad un nipote poco dopo lโarresto. Il contenuto della missiva, dove โpiangeโ per le precarie condizioni di salute del congiunto e si duole di saperlo senza denaro (โma neppure ioโ, scrive); dove prega Iddio piรน per il nipote che per i suoi figli โche almeno stanno bene dove stannoโ; dove, nel salutarlo insieme alla famiglia, dice โnon pensate a me che avete sofferto abbastanzaโ, ha fatto pensare ad alcuni storici che โIl brigante Giordano non era certamente dotato di quella ferocia e quel cinismo, che, invece, caratterizzarono l’indole ed il comportamento di alcuni suoi collaboratori come il “Pilucchiello” e l’Albaneseโ (Spada). La causa si concluse nel mese di agosto del 1884. Giordano venne difeso dai migliori avvocati sulla piazza. Prima di tutto da Michele Ungaro e poi da Giuseppe DโAndrea, entrambi di Cerreto, dallโavvocato Corrado di Montesarchio e dallโavvocato di Torrecuso Antonio Mellusi, poeta e storico, mazziniano tra i primi fautori dellโunitร dโItalia. La linea difensiva fu basata nel presentare โi misfatti della banda Giordano come una conseguenza di una particolare condizione politica nel Circondario di Cerretoโ. Nonostante lo schieramento difensivo, la Corte lo ritenne colpevole di tutti i capi dโimputazione tra cui 4 omicidi (incluso quello del padre di Abele De Blasio),10 reati di furto, estorsione o mancata estorsione violenta nonchรฉ per essere โcapo-banda di malfattoriโ. Il Pubblico Ministero, come riporta De Blasio, non gli imputa nulla di scritto relativamente ai fatti di Pontelandolfo ma i Giudici, nella sentenza emessa in nome Sua Maestร Umberto I, al punto 12, lo ritengono colpevole di aver: โnell’agosto 1861 in Pontelandolfo in riunione di banda armata di cui egli era il capo consumati atti di esecuzione aventi per oggetto di cangiare e distruggere la forma del Governo e di istigare gli abitanti ad armarsi contro il potere dello Statoโ. Lo condannano dunque, sia come delinquente comune che come reazionario borbonico, ai lavori forzati a vita, alla perdita dei diritti politici e civili, allโinterdizione patrimoniale e a pagare le spese.
Trasferito nel carcere siciliano di massima sicurezza dellโisola di Favignana, scontรฒ la pena per soli 4 anni. Infatti, nel novembre del 1888 morรฌ (non รจ dato sapere come, se di morte naturale o violenta, malattia o stenti) quando aveva da qualche giorno superato i 49 anni.

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Testi consultati sull’argomento:
De Blasio, Brigantaggio tramontato, Napoli, 1908
Sangiuolo, Il Brigantaggio nella Provincia di Benevento 1860-1880, Ed. De Martino, Benevento, 1975
Spada, Personaggi e vicende del Sannio contemporaneo, Ed. Casa editrice beneventana, Benevento, 1973
Molfese, Storia del brigantaggio dopo lโunitร , Feltrinelli, 1966
Vergineo, Il Sannio brigante, Benevento, 1991
Archeologa classica. Lavora presso l’Universitร del Salento.
Antonella Selvaggio
Architetto, libero professionista. Si occupa di progettazione architettonica, interior design e aspetti legati all’architettura del paesaggio. Dal 2021 รจ Consigliere dell’ordine degli Architetti della Provincia di Benevento. Ha partecipato a Mostre sul restauro architettonico e a numerose iniziative riguardanti la promozione territoriale.
Vive a Morcone. Presidente Italia Nostra Matese Alto Tammaro.
Dottore di ricerca in Ingegneria Elettronica ed informatica presso l’Universitร degli Studi di Napoli. Ha Svolto attivitร didattica presso l’Universitร Federico II. Vive a Telese.
Laurea in giurisprudenza presso l’Universitร degli Studi “La Sapienza” di Roma. Dirigente amministrativa presso l’Universitร del Molise.



Andrea Ciervo nato a Caserta il 12.10.1975. Presbitero dal 24 novembre 2012 giร Laureato in Giurisprudenza alla Federico II, con una tesi di Diritto Ecclesiastico sui Risvolti dei Patti Lateranensi col prof. Mario Tedeschi…tirocinante poi presso Studio Notaro in via Mezzocannone di Napoli…consegue il Baccalaureato presso l’Aloysianum di Padova nel 2007 con una tesi sulla Religione in Immanuel Kant col prof. Secondo Bongiovanni. Si Laurea in Sacra Teologia presso la Facoltร Teologica dell’ Italia Meridionale sezione san Tommaso nel 2012 sempre “Summa cum laude”
Presidente dellโAssociazione culturale โLa Biblioteca del Sannioโ, dottore di ricerca presso lโUniversitร degli Studi della Campania โLuigi Vanvitelliโ con una tesi sulla metadatazione della cartografia storica. Giornalista e direttore di Canale Sassuolo. Giร docente a contratto di Lingua e Cultura Spagnola e Global History, presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo vanvitelliano, รจ attualmente tutor di Storia Contemporanea e Storia dei Partiti e Movimenti politici.






Farmacista. Dopo la laurea ha conseguito un master biennale e un corso di perfezionamento, approfondendo le conoscenze in ambito fitoterapico, micoterapico e nutraceutico, con la pubblicazione del lavoro di tesi sulla rivista di divulgazione scientifica di medicina naturale ‘Scienza Natura’ del Prof. Ivo Bianchi. Attivo nel sociale, รจ membro del Rotary Club Valle Telesina ed รจ amante dello sport e della natura. Innamorato del proprio territorio, ha iniziato a coltivare l’interesse per la storia locale.
Nato a Ponte, dove risiede. Dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato. Cultore di storia locale con particolare attenzione al periodo medievale. Ha pubblicato “Ponte tra Cronaca e Storia”, “Domenico Ocone, quarant’anni di storia pontese…”, “Le Vie di Ponte tra Storia e Leggenda”. Collabora con varie associazioni culturali.
Nato a Telese Terme ma originario di Amorosi รจ stato allievo del filosofo Massimo Achille Bonfantini. Laureato in Semiotica e Filosofia del Linguaggio presso l’Universitร l’Orientale di Napoli. Dedica le sue ricerche prevalentemente allo studio della filosofia e della psicologia dell’inconscio, come dei nuovi percorsi conoscitivi applicati alle neuroscienze. Ha pubblicato Cento petali e una rosa. Semiosi di un romanzo storico (Natan, 2016), Filosofia hegeliana e religione. Osservazioni su Sebastiano Maturi (Natan, 2017) e, recentemente, il saggio dal titolo: Nel gioco di un’incerta reciprocitร : Gregory Bateson e la teoria del “doppio legame” (Ediz. Del Faro, 2020).
Musicista. Maestro di clarinetto ed orchestrale. Studioso di storia della filosofia e del ‘700 napoletano. Esperto simbolista e autore di testi esoterico/filosofici.
Nato a Napoli e residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia allโUniversitร di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale allโUniversitร di Modena รจ stato aiuto chirurgo presso lโospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente รจ pensionato.ย Dal 1ยฐ giugno 1978 รจ socio corrispondente dellโAssociazione Culturale Italo Ispanica โC. Colombo โ Madridโ.ย Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche.ย Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dellโAssociazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio รจ stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.
Originario di Castelvenere. Giร dipendente del Miur ora in pensione. Appassionato di Storia locale ed animatore di gruppi per la diffusione della lingua e delle tradizioni di Castelvenere.
Esperta di Comunicazione Istituzionale; in particolar modo di Social Media Policy e e di politiche agroalimentari legate all’economia di piccola scala per Slow Food, in Campania e Basilicata. Suoi contributi in ambito associativo sono legati a tradizioni e culture della terra e del territorio. Ha effettuato training in storiografia in Francia.
Dottore in Archeologia e Scienze Storiche, ha svolto diverse campagne di scavo alla necropoli del Cigno a Macchia Valfortore (CB), con lโUniversitร degli studi di Napoli Federico II e alla necropoli di Crocifisso del tufo a Orvieto (TR), con il Parco Archeologico Ambientale dellโOrvietano e lโ Universitร dell’Arizona. ร attuale vice Presidente della Pro Loco di SantโAgata dei Goti (BN) dove svolge anche la funzione di OLP per il Servizio Civile Universale. ร giornalista tirocinante presso la testata QuasiMezzogiorno. Sรฌ รจ occupato di alcuni ambiti di archeologia della produzione del Sannio caudino. Attualmente s’interessa alle istituzioni sociali e militari del Medioevo. ร vice Presidente dell’Istituto Storico Sannio Telesino.
Cultore di storia locale e delle tradizioni del suo paese. Autore del saggio “Notizie storiche ed urbanistiche di Cerreto antica” in cui ha ricostruito l’antico borgo distrutto dal terremoto del 1688.
Dottore in Legge ed autore di ricerche di Storia Locale. Ha partecipato al progetto “Un museo a colori” avente il fine di far conoscere il museo di arte ceramica di Cerreto Sannita. Le mansioni svolte sono state quelle di guida museale e bibliotecaria, e redazione di progetti e lavori di gruppo con gli altri volontari. Ha scritto un saggio nella Antologia dedicata al bicentenario della nascita di Michele Ungaro, edita dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita.
Giร sindaco di Caiazzo, dopo aver conseguito la maturitร scientifica, rivolge il suo impegno politico alle battaglie del Partito Radicale, soprattutto nel campo della tutela dell’ambiente e in quello per una giustizia giusta. Nel 1980 viene eletto consigliere comunale a Caiazzo, cittร in cui vive, in rappresentanza della “nuova sinistra”. Nel 1982 aderisce alla Lega per l’Ambiente, promuovendo diverse iniziative per la tutela del fiume Volturno e per il recupero del patrimonio edilizio del centro storico di Caiazzo. Tra il 1987 e il 1994 รจ Presidente dell’Associazione Storica del Caiatino. Nel 1994 viene eletto sindaco di Caiazzo con la lista civica “Rinascita Caiatina”. Rieletto nel 1998, si adopera per una crescita socio-economica della cittร ; realizza un programma pluriennale, che viene selezionato anche da “Sviluppo Italia” SpA per la costituzione di un Laboratorio di sperimentazione per lo sviluppo locale. Presidente dell’Associazione “Cittร Paesaggio” dal 2003, รจ coordinatore del progetto “Per una Carta dei paesaggi dell’olio e dell’olivo”, realizzato d’intesa con l’Associazione nazionale “Cittร dell’Olio”. Nel 2007 aderisce a Slow Food, dedicandosi soprattutto alla salvaguardia delle piccole produzioni agricole. Ha pubblicato con le Edizioni 2000diciassette: La Memoria e LโOblio, un saggio sullโeccidio di Caiazzo durante l’ultimo conflitto mondiale.
Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza Cultore di Storia Locale ha scritto il saggio: Telesia 1349 Peste e Terremoto edizioni duemiladicessette, 2016, Cartoline da Telese ed. Unione Filatelica Beneventana, 2009; Castelvenere Valdese insieme a P. Carlo Ed. Realtร Sannita, 2016; Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita insieme a F. Pace, edito dallโASMV nel 2019. Ha scritto nellโAntologia sulla vita di Michele Ungaro edito dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita nel 2019.ha in corso di pubblicazione un libro di poesie. Dirige la collana di poesie della Casa Editrice FioriDiZucca. Presidente pro-tempore dellโIstituto Storico del Sannio Telesino. Premio Upupa 2017 e 2019 per gli studi di storia locale.
Insegnante, vive a Caiazzo. ร Presidente del’Associazione Storica del Caiatino.
Maestro elementare, appassionato studioso e cultore di Storia Locale.
Biologo residente a Telese Terme. Cultore di storia locale con particolare riferimento alla storia del periodo sannitico. ร autore del saggio “La Leonessa e il fenomeno luminoso nella grotta di Sant’Angelo” edito da Fioridizucca nel 2022.
Sannita di origini e toscano d’adozione. Medico anestesista, ha coltivato con interesse e particolarmente studiato la “Terapia del dolore”. Di tale disciplina รจ stato per lunghi anni docente all’Universitร di Siena. Ha avuto anche esperienze di insegnamento all’estero (Bobigny Paris nord, Accademia Russa delle Scienze mediche, Accademia Lettone di Scienze odontoiatriche). Ufficiale medico dell’Esercito italiano, รจ appassionato di esoterismo, di cultura e tradizioni popolari. E’ autore di saggistica. Ha recentemente pubblicato saggio su “Massoneria, relazioni umane e comunicazione tecnologica” edito da Fioridizucca edizioni.
Giornalista professionista. Scrittore di romanzi e direttore di diverse testate radio televisive. Fondatore del sito: Neifatti.it
Medico specialista in oncologia e cure palliative รจ autore principalmente di pubblicazioni scientifiche di settore in lingua inglese ed italiana. ร stato inoltre relatore
Laurea magistrale in Lettere. Docente a Prato. Ha approfondito gli eventi storici che portarono alla โMarcia della fameโ del 1957 nei comuni del Valfortore sannita. Ha scritto il “Catasto Onciario della Terra di San Salvatore”.
Medico e scrittore. Ha allโattivo numerose collaborazioni con riviste di carattere storico. Ha pubblicato una Vita di San Leucio, il libro: โDa Casale a Comuneโ e la Storia della Parrocchiale Santa Maria Assunta di San Salvatore Telesino. Ha partecipato allโAntologia โDieci Medici Raccontanoโ, che ha ottenuto il “Premio Rufolo 2019”. Premio Olmo 2009 per il romanzo storico ยซL’ultima notte di Bedรฒยป, รจ anche autore di alcuni saggi sulla Storia della Medicina tra cui uno studio sulla Depressione dal titolo ยซIl potere misterioso della bile nera, breve storia della depressione da Ippocrate a Charlie Brownยป. Nel 2024 ha pubblicato “Fu la peste” e “Islam a Telesia” per ABE Editore Napoli. Fondatore e Direttore Editoriale della Casa Editrice Fioridizucca.
Studioso della storia del Risorgimento e cultore del periodo Borbonico, ha recentemente collaborato con un suo scritto allโantologia biografica dedicata a Michele Ungaro. Ha in corso un saggio su Sanchez De Luna, un Vescovo del โ700.

Scrittore, poeta e divulgatore culturale. Medico di continuitร assistenziale. Autore di diversi saggi storici e racconti. Ha partecipato all’antologia “Dieci Medici Raccontano”. Fondatore del Premio Nazionale Olmo che tutti gli anni si svolge in Raviscanina (Ce).
Dottore in Lettere. all’Universitร di Salerno, indirizzo “storico medievale”. Si รจ poi laureata in Scienze della Formazione primaria all’Ateneo di Campobasso. Studiosa della storia della sua cittร . Lettrice instancabile di autori italiani e stranieri, si occupa della formazione di piccoli lettori e poeti. ร insegnante nella Scuola Primaria da quindici anni. Ha sperimentato innovative metodologie di approccio alla lettura utilizzando le nuove tecnologie che hanno portato alla pubblicazione di una ricerca dal titolo: TIC e DSA. Riflessioni ed esperienze sulle nuove frontiere della pedagogia speciale, Ed. EriksonLive. La storia locale e la ricerca accurata le ha permesso di pubblicare anche un Saggio in storia medievale sull’assetto urbano e riorganizzazione del territorio della Benevento nei sec. XI e XII. Animatore culturale, scrive poesie per fermare in foto-scritte, attimi di vita.
Medico di Emergenza territoriale residente in Puglianello. Ha collaborato all’opera Dieci Medici Raccontano.
Lorenzo Piombo, medico psichiatra, dirigente del Dipartimento Salute Mentale della ASL di Benevento. Ricercatore e studioso di storia. Vive e opera a Morcone.
Avvocato. Patrocinante in Cassazione. Scrittore di Storia Locale. Opera a Guardia Sanframondi.
Promotore culturale dellโarea di Faicchio. Dopo aver conseguito la maturitร classica si รจ laureato in Economia. ร dirigente d’impresa a Milano nel settore delle borse valori e mercati finanziari. Ha scritto diversi articoli sulla stampa finanziaria nazionale, tra cui il Sole 24 Ore ed Investire. ร appassionato di cultura locale, ha vinto il premio Prosa IX Premio letterario dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Titolare delle strutture ricettive “Magie del Sannio” ha dato vita anche al “Piccolo Museo privato di Faicchio Magie del Sannio”.
Dottore in Storia. Autore di un saggio storico, conseguente a ricerca d’archivio, sul suo Comune dal titolo: ย Faicchio 1920 – 1946 dall’avvento del Fascismo alla nascita della Repubblica, 2016.
Medico ed esperto di storia della gastronomia.
Architetto e docente. Appassionato cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, cittร in cui vive. Ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti. Collabora con il Blog dell’Istituto Storico del Sannio di cui รจ socio fondatore. ร autore del saggio “Cominium Ocritum e le forche caudine: una storia
Studioso del ‘700 napoletano e dell’epopea di Federico II ha approfondito in modo particolare le influenza arabe sull’architettura napoletana. Studioso diย suffisso e di religioni orientali.
Medico del Lavoro. Regista teatrale. Giornalista pubblicista. Fondatore di “Byblos”, la biblioteca del Sannio. Scrittore e divulgatore della storia e dei personaggi del Sannio, ha pubblicato “A tavola nel Sannio”, una guida ai ristoranti della provincia di Benevento; “Dietro la Leggenda” (2016), una raccolta di racconti ispirati a fiabe e a leggende del Sannio. Nel 2017 ha pubblicato “Samnes”, un romanzo storico sull’epopea sannita. Ha curato la trascrizione del manoscritto e la stampa dei tre volumi delle “Memorie storiche di Cerreto Sannita per Arcidiacono Nicola Rotondi”. Nel 2019 ha pubblicato “Guida alla Valle Telesina e al Sannio”. Ha pubblicato “Il delitto del pozzo dei pazzi”, un medical-thriller ambientato nel primo ‘900 nell’ospedale degli Incurabili di Napoli. ร autore della “Storia di Cerreto dalla preistoria alla seconda guerra mondiale (2022) e di “Fiabe e Favole in cerretese”, edito da Fioridizucca. (2023).
ร nato e vive a Castelvenere. Giร docente di materie letterarie nella scuola statale, ha pubblicato diverse raccolte di liriche, pagine di ricerca letteraria, studi relativi alla cultura popolare. ร presente in antologie, dizionari bio-bibliografici e testi scolastici. Appassionato si storia e di tradizioni locali, รจ membro di associazioni culturali nazionali. I suoi versi hanno ricevuto giudizi positivi da parte della critica e in concorsi letterari si รจ classificato ai primi posti.
Giornalista Pubblicista. Esperto di Enologia, collabora a diversi siti web del settore. Collaboratore del blog lucianopignataro.it รจ responsabile dell’Ufficio Stampa del Sannio Consorzio Tutela Vini. 
Infaticabile animatore culturale dellโarea del Caiatino e del Casertano. Allievo del prof. Galasso. Fondatore di Gruppi culturali dediti alla divulgazione della storia del Territorio, attualmente responsabile di Procedimento Unitร Operativa Biblioteca civica e Archivio Storico del Comune di Caiazzo.