
Quali sono le opportunità di sviluppo per un’area interna del nostro paese fatta di borghi e piccoli centri? E se questo territorio fosse anche una zona montana? Rendiamo il quesito più difficile e aggiungiamo anche che si tratta di un territorio del sud.
Quasi ci sembra di sentirle le risposte più comuni a una domanda come questa:
– Ampliamo i collegamenti con i più vicini centri industrializzati della zona costiera –
– Puntiamo tutto sull’industria del turismo –
Oppure sulla base di strategie già sperimentate lo scorso secolo:
– Incoraggiamo grandi attori dell’industria a investire in quest’area con agevolazioni economiche – .
È opinione condivisa infatti che favorire lo sviluppo di un luogo decentrato vuol dire fare di quest’ultimo il “dormitorio” del più popolato capoluogo in pianura. Un’altra idea diffusa è quella di fare delle zone più appartate del paese la periferia delle storiche aree industriali.
La soluzione al quesito è la seguente: lo sviluppo di un’area montuosa e interna del Mezzogiorno si fonda sul rafforzamento di attività economiche diversificate. Queste attività devono essere nate spontaneamente sul territorio e devono riflettere la sua unicità.

La montagna e i territori del sud nell’immaginario comune
Il Sannio di oggi, cioè quel luogo del nostro paese che è stato la terra dei Sanniti 2700 anni fa corrisponde al territorio sopra descritto. Questa zona ha pagato lo scorso secolo le ragioni geopolitiche di un Mezzogiorno rimasto indietro. Il Sannio dei giorni nostri sconta anche una visione stereotipata della montagna e dei borghi meridionali. Le opinioni radicate infatti contribuiscono a penalizzare la ripresa di questi luoghi considerati le caratteristiche località di vacanza. Queste aree sono inoltre reputate zone difficili da vivere nel quotidiano, inadatte allo sviluppo di un sistema produttivo autonomo. Progresso sociale e alta qualità della vita sono storicamente associati alla vita nella metropoli.
Mutamenti economici e specificità territoriali
Dalla fine del secolo scorso a oggi tuttavia numerosi cambiamenti in ambito economico e culturale hanno però di fatto indebolito il mito della metropoli:
È diventato urgente il contrasto al cambiamento climatico.
Si è diffusa la consapevolezza che crescita economica non vuol dire sempre sviluppo.
Chi è emigrato ha compreso che vivere in una grande città presenta dei limiti.
È nato un welfare per il recupero dei divari territoriali fondato sulla specificità geografica e ambientale.
Fondamenti per una rinascita
Oggi nel territorio sannita, le imprese agricole, manifatturiere e di servizi costituiscono una realtà importante ma ancora fragile. Questa realtà andrebbe rafforzata. Bisogna considerare infatti che nell’Italia intera le piccole e medie imprese rappresentano il fondamento dell’economia.
Per valorizzare il Sannio di oggi occorrerebbe inoltre mettere al centro la cultura della lentezza e di una dimensione più umana della vita. Quest’ultimo aspetto dovrebbe costituire una risorsa per lo sviluppo anziché un elemento di debolezza.
La sicurezza, l’innovazione, la valorizzazione dell’individuo come essere umano e come componente di una comunità sono e devono essere i punti di partenza per assottigliare i divari territoriali.
Nuove opportunità per il territorio sannita
Tra i primi obiettivi per una strategia di sviluppo del Sannio dunque bisognerebbe considerare:
Tutela del territorio
Tutela della cultura e del sapere tecnico.
Sostegno alle attività economiche che sono espressione della storia e della cultura di questo luogo.
Superamento della carenza o della inadeguatezza infrastrutturale
Il Sannio di oggi: agricoltura
La vocazione agricola del Sannio andrebbe potenziata e resa competitiva incoraggiando la cooperazione. Utili in tal senso potrebbero essere programmi di supporto rivolti a cooperative e consorzi. Gli agricoltori uniti tra loro possiedono tra l’altro la capacità di proteggere la qualità dei prodotti, di spingere per la sempre maggior tutela dell’IGP e della produzione tipica.
Utile alle aziende risulterebbe inoltre la capacità di osservare le esperienze sviluppate altrove come quella dei modelli ibridi di impresa. Questi ultimi, ad esempio, si fondano sulla capacità di dialogo fra aziende, amministrazioni locali e istituzioni. Ciò può contribuire a rafforzare un settore come quello agricolo nel Sannio di oggi. Questa soluzione stesso tempo aiuterebbe a consolidare i servizi sul territorio.
Esempi di ibrido sono i percorsi turistici all’interno delle imprese agricole e in generale la connessione fra agricoltura e turismo. Un altro esempio di flessibilità fondata sul dialogo fra aziende e realtà locali è la connessione fra agricoltura e servizi di assistenza alla persona. L’agricoltura sociale, del resto, nata in Olanda sul finire degli anni Novanta, conosce oggi numerosi esempi anche in Italia.
Sostegno alla persona
Riguardo ai servizi, accanto a quelli erogati dalle pubbliche istituzioni bisognerebbe riflettere sulle potenzialità del cosiddetto “welfare dal basso”. Con questa espressione intendono quei piani di tutela nati dalla collaborazione fra i comuni e le realtà locali. Per entità del territorio si intendono tutti quei soggetti che partecipano alla sua vita economica. Dunque le imprese, le istituzioni e le associazioni no profit. Tra gli esempi di quanto descritto proprio nella regione Campania è presente il caso di Piaggine Borgo Sociale.
Abbiamo alle spalle un periodo difficile, l’emergenza sanitaria ha contribuito ad erodere ulteriormente un tessuto economico di per sé delicato. Gli anni critici hanno tuttavia messo in luce le possibilità offerte dalle tecnologie informatiche come quella di lavorare o fare rete a distanza.
Fra le misure più urgenti per la ripresa economica del Sannio, dunque, dovrebbe esserci il sostegno alle imprese danneggiate dal periodo appena trascorso.
Oltre a ciò occorrerebbe impegnarsi a continuare ciò che si stava delineando in campo economico prima dell’arresto forzato.
La costituzione di nuove imprese andrebbe dunque incoraggiata, utili a tale scopo potrebbero risultare i rimborsi economici per le start-up da poco fondate. Ugualmente importanti potrebbero rivelarsi possibili bandi per le imprese che investono in innovazione, energie rinnovabili, località di alta quota.
Storia, cultura e settore dei servizi
La tutela del sapere nel territorio sannita è senz’altro legato alla valorizzazione delle espressioni culturali sviluppate nel passato e nel presente. Il patrimonio di conoscenze andrebbe protetto anche attraverso la valorizzazione dell’artigianato, del patrimonio archeologico.
Elementi di progresso per il Sannio di oggi sono la presenza dell’Università e dell’Ente Geopaleontologico di Pietraroja. L’Università del Sannio è stata istituita nel 1998, la fondazione dell’Ente Geopaleontologico nel 2017. Quest’ultimo è preposto alla conservazione e valorizzazione del patrimonio geologico e paleontologico di uno dei maggiori siti italiani. Il geosito di Pietraroja è costituito dal parco e dal museo di geologia e paleontologia Paleolab.
Le infrastrutture
Fermare lo spopolamento del territorio sannita richiederebbe tra le varie misure quella di garantire in tutte le sue aree la presenza completa delle scuole secondarie.
Interventi irrinunciabili, per il Sannio inoltre, dovrebbero essere rappresentati dalla banda larga e dai collegamenti. Nel campo delle infrastrutture si intravedono per quest’area segnali molto positivi. La prima grande opportunità infatti è costituita dal progetto di raddoppio della strada statale 372 Telesina. Il secondo vantaggio invece è rappresentato dalla realizzazione dall’alta velocità Napoli Bari.
Un altro importante cambiamento corrisponderà alla messa in opera della diga di Campolattaro che assicurerà autonomia idrica al territorio. Quest’intervento programmato da vari decenni sembra finalmente prossimo all’attuazione.
Occasione imperdibile per il Sannio di oggi è certamente il PNRR Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, approvato in via definitiva dal governo lo scorso giugno.
Poi il legame dei sanniti al loro territorio
La pandemia, la paura del contagio, i continui decreti: un flusso infinito di cose e di eventi ci ha imposto la distanza. Così, due mani tese come a volersi prendere, senza mai toccarsi, sono diventate simbolo di questo periodo duro e lontano.
Eppure in questa corsa al “non toccarci mai”, come spesso accade, ci ha pensato la vita e la natura a darci le risposte giuste. Svuotate le città e in compenso ripopolate le campagne, lo smart working prima e l’impossibilità di viaggiare hanno concesso a tutti la possibilità non solo di guardare ma di osservare la bellezza del nostro territorio. Questo periodo ci ha donato la riscoperta dell’alimentare sotto casa, della farmacia di fiducia e poi ancora la possibilità di guardare il paesaggio, riassaporare il sapore di un’aria pulita, di guardare al verde e scorgere nei metri lontani decine e decine di possibilità.
…E la voglia di ricostruire
Nel tempo abbiamo sottovalutato le possibilità di questi territori dimenticati, come spesso accade in Italia, alzare i tacchi e andare via a volte è sembrata l’unica via d’uscita. In realtà in questi luoghi le possibilità sono infinite, se non altro per una politica che si fa quasi come volontariato e con un confronto diretto ed immediato, ossia la necessità intrinseca nell’essere umano di associarsi e creare comunità.
È questa un’occasione di riscatto per il Sannio di oggi, per la sua cultura e i suoi monumenti, per i paesaggi incantevoli, per l’agricoltura di qualità, per le specialità enogastronomiche e soprattutto per le sue bellezze immerse nei borghi. Le eccellenze dell’artigianato e le suggestive tradizioni tutte da scoprire, devono attrarre il pubblico e creare nuove opportunità.
Archeologa classica. Lavora presso l’Università del Salento.
Antonella Selvaggio
Architetto, libero professionista. Si occupa di progettazione architettonica, interior design e aspetti legati all’architettura del paesaggio. Dal 2021 è Consigliere dell’ordine degli Architetti della Provincia di Benevento. Ha partecipato a Mostre sul restauro architettonico e a numerose iniziative riguardanti la promozione territoriale.
Vive a Morcone. Presidente Italia Nostra Matese Alto Tammaro.
Dottore di ricerca in Ingegneria Elettronica ed informatica presso l’Università degli Studi di Napoli. Ha Svolto attività didattica presso l’Università Federico II. Vive a Telese.
Laurea in giurisprudenza presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. Dirigente amministrativa presso l’Università del Molise.



Andrea Ciervo nato a Caserta il 12.10.1975. Presbitero dal 24 novembre 2012 già Laureato in Giurisprudenza alla Federico II, con una tesi di Diritto Ecclesiastico sui Risvolti dei Patti Lateranensi col prof. Mario Tedeschi…tirocinante poi presso Studio Notaro in via Mezzocannone di Napoli…consegue il Baccalaureato presso l’Aloysianum di Padova nel 2007 con una tesi sulla Religione in Immanuel Kant col prof. Secondo Bongiovanni. Si Laurea in Sacra Teologia presso la Facoltà Teologica dell’ Italia Meridionale sezione san Tommaso nel 2012 sempre “Summa cum laude”
Presidente dell’Associazione culturale “La Biblioteca del Sannio”, dottore di ricerca presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” con una tesi sulla metadatazione della cartografia storica. Giornalista e direttore di Canale Sassuolo. Già docente a contratto di Lingua e Cultura Spagnola e Global History, presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo vanvitelliano, è attualmente tutor di Storia Contemporanea e Storia dei Partiti e Movimenti politici.






Farmacista. Dopo la laurea ha conseguito un master biennale e un corso di perfezionamento, approfondendo le conoscenze in ambito fitoterapico, micoterapico e nutraceutico, con la pubblicazione del lavoro di tesi sulla rivista di divulgazione scientifica di medicina naturale ‘Scienza Natura’ del Prof. Ivo Bianchi. Attivo nel sociale, è membro del Rotary Club Valle Telesina ed è amante dello sport e della natura. Innamorato del proprio territorio, ha iniziato a coltivare l’interesse per la storia locale.
Nato a Ponte, dove risiede. Dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato. Cultore di storia locale con particolare attenzione al periodo medievale. Ha pubblicato “Ponte tra Cronaca e Storia”, “Domenico Ocone, quarant’anni di storia pontese…”, “Le Vie di Ponte tra Storia e Leggenda”. Collabora con varie associazioni culturali.
Nato a Telese Terme ma originario di Amorosi è stato allievo del filosofo Massimo Achille Bonfantini. Laureato in Semiotica e Filosofia del Linguaggio presso l’Università l’Orientale di Napoli. Dedica le sue ricerche prevalentemente allo studio della filosofia e della psicologia dell’inconscio, come dei nuovi percorsi conoscitivi applicati alle neuroscienze. Ha pubblicato Cento petali e una rosa. Semiosi di un romanzo storico (Natan, 2016), Filosofia hegeliana e religione. Osservazioni su Sebastiano Maturi (Natan, 2017) e, recentemente, il saggio dal titolo: Nel gioco di un’incerta reciprocità: Gregory Bateson e la teoria del “doppio legame” (Ediz. Del Faro, 2020).
Musicista. Maestro di clarinetto ed orchestrale. Studioso di storia della filosofia e del ‘700 napoletano. Esperto simbolista e autore di testi esoterico/filosofici.
Nato a Napoli e residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale all’Università di Modena è stato aiuto chirurgo presso l’ospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente è pensionato. Dal 1° giugno 1978 è socio corrispondente dell’Associazione Culturale Italo Ispanica “C. Colombo – Madrid”. Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche. Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dell’Associazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio è stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.
Originario di Castelvenere. Già dipendente del Miur ora in pensione. Appassionato di Storia locale ed animatore di gruppi per la diffusione della lingua e delle tradizioni di Castelvenere.
Esperta di Comunicazione Istituzionale; in particolar modo di Social Media Policy e e di politiche agroalimentari legate all’economia di piccola scala per Slow Food, in Campania e Basilicata. Suoi contributi in ambito associativo sono legati a tradizioni e culture della terra e del territorio. Ha effettuato training in storiografia in Francia.
Dottore in Archeologia e Scienze Storiche, ha svolto diverse campagne di scavo alla necropoli del Cigno a Macchia Valfortore (CB), con l’Università degli studi di Napoli Federico II e alla necropoli di Crocifisso del tufo a Orvieto (TR), con il Parco Archeologico Ambientale dell’Orvietano e l’ Università dell’Arizona. È attuale vice Presidente della Pro Loco di Sant’Agata dei Goti (BN) dove svolge anche la funzione di OLP per il Servizio Civile Universale. È giornalista tirocinante presso la testata QuasiMezzogiorno. Sì è occupato di alcuni ambiti di archeologia della produzione del Sannio caudino. Attualmente s’interessa alle istituzioni sociali e militari del Medioevo. È vice Presidente dell’Istituto Storico Sannio Telesino.
Cultore di storia locale e delle tradizioni del suo paese. Autore del saggio “Notizie storiche ed urbanistiche di Cerreto antica” in cui ha ricostruito l’antico borgo distrutto dal terremoto del 1688.
Dottore in Legge ed autore di ricerche di Storia Locale. Ha partecipato al progetto “Un museo a colori” avente il fine di far conoscere il museo di arte ceramica di Cerreto Sannita. Le mansioni svolte sono state quelle di guida museale e bibliotecaria, e redazione di progetti e lavori di gruppo con gli altri volontari. Ha scritto un saggio nella Antologia dedicata al bicentenario della nascita di Michele Ungaro, edita dalla Società di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita.
Già sindaco di Caiazzo, dopo aver conseguito la maturità scientifica, rivolge il suo impegno politico alle battaglie del Partito Radicale, soprattutto nel campo della tutela dell’ambiente e in quello per una giustizia giusta. Nel 1980 viene eletto consigliere comunale a Caiazzo, città in cui vive, in rappresentanza della “nuova sinistra”. Nel 1982 aderisce alla Lega per l’Ambiente, promuovendo diverse iniziative per la tutela del fiume Volturno e per il recupero del patrimonio edilizio del centro storico di Caiazzo. Tra il 1987 e il 1994 è Presidente dell’Associazione Storica del Caiatino. Nel 1994 viene eletto sindaco di Caiazzo con la lista civica “Rinascita Caiatina”. Rieletto nel 1998, si adopera per una crescita socio-economica della città; realizza un programma pluriennale, che viene selezionato anche da “Sviluppo Italia” SpA per la costituzione di un Laboratorio di sperimentazione per lo sviluppo locale. Presidente dell’Associazione “Città Paesaggio” dal 2003, è coordinatore del progetto “Per una Carta dei paesaggi dell’olio e dell’olivo”, realizzato d’intesa con l’Associazione nazionale “Città dell’Olio”. Nel 2007 aderisce a Slow Food, dedicandosi soprattutto alla salvaguardia delle piccole produzioni agricole. Ha pubblicato con le Edizioni 2000diciassette: La Memoria e L’Oblio, un saggio sull’eccidio di Caiazzo durante l’ultimo conflitto mondiale.
Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza Cultore di Storia Locale ha scritto il saggio: Telesia 1349 Peste e Terremoto edizioni duemiladicessette, 2016, Cartoline da Telese ed. Unione Filatelica Beneventana, 2009; Castelvenere Valdese insieme a P. Carlo Ed. Realtà Sannita, 2016; Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita insieme a F. Pace, edito dall’ASMV nel 2019. Ha scritto nell’Antologia sulla vita di Michele Ungaro edito dalla Società di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita nel 2019.ha in corso di pubblicazione un libro di poesie. Dirige la collana di poesie della Casa Editrice FioriDiZucca. Presidente pro-tempore dell’Istituto Storico del Sannio Telesino. Premio Upupa 2017 e 2019 per gli studi di storia locale.
Insegnante, vive a Caiazzo. È Presidente del’Associazione Storica del Caiatino.
Maestro elementare, appassionato studioso e cultore di Storia Locale.
Biologo residente a Telese Terme. Cultore di storia locale con particolare riferimento alla storia del periodo sannitico. È autore del saggio “La Leonessa e il fenomeno luminoso nella grotta di Sant’Angelo” edito da Fioridizucca nel 2022.
Sannita di origini e toscano d’adozione. Medico anestesista, ha coltivato con interesse e particolarmente studiato la “Terapia del dolore”. Di tale disciplina è stato per lunghi anni docente all’Università di Siena. Ha avuto anche esperienze di insegnamento all’estero (Bobigny Paris nord, Accademia Russa delle Scienze mediche, Accademia Lettone di Scienze odontoiatriche). Ufficiale medico dell’Esercito italiano, è appassionato di esoterismo, di cultura e tradizioni popolari. E’ autore di saggistica. Ha recentemente pubblicato saggio su “Massoneria, relazioni umane e comunicazione tecnologica” edito da Fioridizucca edizioni.
Giornalista professionista. Scrittore di romanzi e direttore di diverse testate radio televisive. Fondatore del sito: Neifatti.it
Medico specialista in oncologia e cure palliative è autore principalmente di pubblicazioni scientifiche di settore in lingua inglese ed italiana. È stato inoltre relatore
Laurea magistrale in Lettere. Docente a Prato. Ha approfondito gli eventi storici che portarono alla “Marcia della fame” del 1957 nei comuni del Valfortore sannita. Ha scritto il “Catasto Onciario della Terra di San Salvatore”.
Medico e scrittore. Ha all’attivo numerose collaborazioni con riviste di carattere storico. Ha pubblicato una Vita di San Leucio, il libro: “Da Casale a Comune” e la Storia della Parrocchiale Santa Maria Assunta di San Salvatore Telesino. Ha partecipato all’Antologia “Dieci Medici Raccontano”, che ha ottenuto il “Premio Rufolo 2019”. Premio Olmo 2009 per il romanzo storico «L’ultima notte di Bedò», è anche autore di alcuni saggi sulla Storia della Medicina tra cui uno studio sulla Depressione dal titolo «Il potere misterioso della bile nera, breve storia della depressione da Ippocrate a Charlie Brown». Nel 2024 ha pubblicato “Fu la peste” e “Islam a Telesia” per ABE Editore Napoli. Fondatore e Direttore Editoriale della Casa Editrice Fioridizucca.
Studioso della storia del Risorgimento e cultore del periodo Borbonico, ha recentemente collaborato con un suo scritto all’antologia biografica dedicata a Michele Ungaro. Ha in corso un saggio su Sanchez De Luna, un Vescovo del ‘700.

Scrittore, poeta e divulgatore culturale. Medico di continuità assistenziale. Autore di diversi saggi storici e racconti. Ha partecipato all’antologia “Dieci Medici Raccontano”. Fondatore del Premio Nazionale Olmo che tutti gli anni si svolge in Raviscanina (Ce).
Dottore in Lettere. all’Università di Salerno, indirizzo “storico medievale”. Si è poi laureata in Scienze della Formazione primaria all’Ateneo di Campobasso. Studiosa della storia della sua città. Lettrice instancabile di autori italiani e stranieri, si occupa della formazione di piccoli lettori e poeti. È insegnante nella Scuola Primaria da quindici anni. Ha sperimentato innovative metodologie di approccio alla lettura utilizzando le nuove tecnologie che hanno portato alla pubblicazione di una ricerca dal titolo: TIC e DSA. Riflessioni ed esperienze sulle nuove frontiere della pedagogia speciale, Ed. EriksonLive. La storia locale e la ricerca accurata le ha permesso di pubblicare anche un Saggio in storia medievale sull’assetto urbano e riorganizzazione del territorio della Benevento nei sec. XI e XII. Animatore culturale, scrive poesie per fermare in foto-scritte, attimi di vita.
Medico di Emergenza territoriale residente in Puglianello. Ha collaborato all’opera Dieci Medici Raccontano.
Lorenzo Piombo, medico psichiatra, dirigente del Dipartimento Salute Mentale della ASL di Benevento. Ricercatore e studioso di storia. Vive e opera a Morcone.
Avvocato. Patrocinante in Cassazione. Scrittore di Storia Locale. Opera a Guardia Sanframondi.
Promotore culturale dell’area di Faicchio. Dopo aver conseguito la maturità classica si è laureato in Economia. È dirigente d’impresa a Milano nel settore delle borse valori e mercati finanziari. Ha scritto diversi articoli sulla stampa finanziaria nazionale, tra cui il Sole 24 Ore ed Investire. È appassionato di cultura locale, ha vinto il premio Prosa IX Premio letterario dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Titolare delle strutture ricettive “Magie del Sannio” ha dato vita anche al “Piccolo Museo privato di Faicchio Magie del Sannio”.
Dottore in Storia. Autore di un saggio storico, conseguente a ricerca d’archivio, sul suo Comune dal titolo: Faicchio 1920 – 1946 dall’avvento del Fascismo alla nascita della Repubblica, 2016.
Medico ed esperto di storia della gastronomia.
Architetto e docente. Appassionato cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, città in cui vive. Ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti. Collabora con il Blog dell’Istituto Storico del Sannio di cui è socio fondatore. È autore del saggio “Cominium Ocritum e le forche caudine: una storia
Studioso del ‘700 napoletano e dell’epopea di Federico II ha approfondito in modo particolare le influenza arabe sull’architettura napoletana. Studioso di suffisso e di religioni orientali.
Medico del Lavoro. Regista teatrale. Giornalista pubblicista. Fondatore di “Byblos”, la biblioteca del Sannio. Scrittore e divulgatore della storia e dei personaggi del Sannio, ha pubblicato “A tavola nel Sannio”, una guida ai ristoranti della provincia di Benevento; “Dietro la Leggenda” (2016), una raccolta di racconti ispirati a fiabe e a leggende del Sannio. Nel 2017 ha pubblicato “Samnes”, un romanzo storico sull’epopea sannita. Ha curato la trascrizione del manoscritto e la stampa dei tre volumi delle “Memorie storiche di Cerreto Sannita per Arcidiacono Nicola Rotondi”. Nel 2019 ha pubblicato “Guida alla Valle Telesina e al Sannio”. Ha pubblicato “Il delitto del pozzo dei pazzi”, un medical-thriller ambientato nel primo ‘900 nell’ospedale degli Incurabili di Napoli. È autore della “Storia di Cerreto dalla preistoria alla seconda guerra mondiale (2022) e di “Fiabe e Favole in cerretese”, edito da Fioridizucca. (2023).
È nato e vive a Castelvenere. Già docente di materie letterarie nella scuola statale, ha pubblicato diverse raccolte di liriche, pagine di ricerca letteraria, studi relativi alla cultura popolare. È presente in antologie, dizionari bio-bibliografici e testi scolastici. Appassionato si storia e di tradizioni locali, è membro di associazioni culturali nazionali. I suoi versi hanno ricevuto giudizi positivi da parte della critica e in concorsi letterari si è classificato ai primi posti.
Giornalista Pubblicista. Esperto di Enologia, collabora a diversi siti web del settore. Collaboratore del blog lucianopignataro.it è responsabile dell’Ufficio Stampa del Sannio Consorzio Tutela Vini. 
Infaticabile animatore culturale dell’area del Caiatino e del Casertano. Allievo del prof. Galasso. Fondatore di Gruppi culturali dediti alla divulgazione della storia del Territorio, attualmente responsabile di Procedimento Unità Operativa Biblioteca civica e Archivio Storico del Comune di Caiazzo.