
Nel 1957 apparve sulla rivista: โLa Strenna dei Romanistiโ un originale articolo dal titolo: โLa Roma di Cola di Rienzo esiste ancora a Sepinoโ. Lโautore era un romano eccellente, Silvio Negro, uno dei primi giornalisti a poter essere definito vaticanista. La Strenna รจ, ancorโoggi, una prestigiosa rivista che raccoglie studi ed articoli di un ristretto e prestigioso club di amanti della cittร eterna. Lโautore inizia con una premessa: ยซCโรจ ancora la possibilitร di vedere com’era la Roma di Cola di Rienzo, con le case degli uomini costruite esclusivamente con pezzi di monumenti antichi, e talvolta inserite o addossate a quanto resta dei medesimi, con le fontane di duemila anni che servono da abbeveratoio alle mucche, con statue che fanno da sostegno ai pollai, con lapidi di maestosi e nobilissimi caratteri augustei che, per farsi leggere o fotografare, obbligano il visitatore a saltar da un sasso all’altro, attraverso a maleodoranti scoli di porciliยป.
Sepino รจ ancora sepolta, ed in quegli anni iniziano quelli che saranno i piรน intensi lavori di recupero della Pompei Sannita. Ma forte รจ il grido di preoccupazione di questo โromanoโ che si interessa degli scavi. ยซEsiste sempre questa cittร inimmaginabile, ma chi vuol vederla s’affretti, perchรฉ un archeologo nato a Roma sta attuando, estate su estate, il piano diligentemente predisposto per la sua distruzione, che รจ poi esattamente il piano di scavo di una cittร antica. Egli ha giร liberato quasi completamente il Foro, ha rialzato diverse tombe monumentali collocate fuori delle mura, e che sono piccole tombe di Cecilia Metella tali e quali, ha restaurato una delle porte, ha messo allo scoperto il giro esterno del teatroยป. Ma qui iniziano le dolenti note perchรฉ: โha ottenuto recentemente che la Cassa del Mezzogiorno costruisca nuove case per gli ultimi abitatori di questa cittร unica. E appena queste case saranno pronte, la fine di questa Roma medievale e agreste, rimasta ancora ai tempi di Cola di Rienzo, sarร segnataโ. Ma mentre da un lato si preoccupa della dispersione di un cosรฌ prezioso patrimonio dallโaltro ammette che: โOccorre dire, per la veritร , che il barbaro che perpetra questa distruzione assolve il suo compito col cuore a pezziโ. Il โbarbaroโ competente era il Sovraintendente Cianfrani che proprio in quegli anni compรฌ la piรน considerevole e competente opera di restauro dellโarea. Ma seguiamo ancora il cronista: โQuesta cittร puรฒ ancora dare l’impressione di quel ch’era Roma ai tempi di Cola di Rienzo, perchรฉ si trova dietro a quel massiccio montuoso ricchissimo d’acque che รจ il verde Matese, รจ sulle strade della preistoria, piรน che su quelle degli uomini d’oggi, non la si puรฒ trovare quindi sul proprio cammino, bisogna andare a cercarla di proposito. ร rimasta, a suo modo, una delle piรน conservate ed una delle piรน sconosciute cittร antiche proprio per questo.โ Questa conservazione รจ anche il frutto della localizzazione, da un punto piรน pianeggiante ad uno piรน collinare per posizionarsi meglio sulle vie della transumanza. โIl nome borbonico di ยซregi tratturiยป non tragga in inganno, le verdi strade delle pecore transumanti durano in realtร dai tempi preistorici. Esse sono sopravvissute a tutti i rivolgimenti, e non sono mutate per niente nei millenni, perchรฉ non era mutata per niente, fino a ieri, la transumanza.โ E dopo un rapido riferimento tra il preoccupato ed il nostalgico: โAdesso perรฒ che anche le pecore si motorizzano, anche i tratturi hanno gli anni contati. Se i paleontologi pensano realmenteโฆche nei modi di vita, nei termini che usano, nelle nenie che cantano i pastori migranti, riuniti la sera intorno al fuoco della sosta, vivano ancora inattese ereditร di altre epoche, non perdano neanch’essi tempoโฆ Si affrettino, perchรฉ puรฒ darsi che tra poche stagioni delle vie d’erba e della loro vita ancestrale non rimanga piรน che il ricordoโ. Lโautore, amico del Cianfrani, si spinge ad un piccolo resoconto storico: โOra quella che chiamano Altilia, e che fu un tempo Sepinum, รจ collocata proprio sul tratturo che da Pescasseroli porta a Candela, quando le pecore vi transitano passano ancora sulle pietre dell’antico Foro appena rimesse in luce, e il primo centro abitato รจ sorto qui come luogo di sosta dei greggi transumanti. E luogo di sosta, che fa il paio subito a nord con Boiano, ovviamente รจ rimasto sempre; ma a un certo punto la maggior parte degli abitanti si รจ trasferita sopra un vicino monte, vi ha fondata una cittร fortissima, l’ha circondata di mura pelasgiche, ed รจ stata la Sepino sannitaโ. Si fa riferimento a Terravecchia, lโinsediamento sannitico oggetto di un lungo e parzialmente fruttuoso assedio da parte di Papirio Cursore, nel 293 a. C., cioรจ durante la seconda guerra sannitica. Continua poi descrivendo lโepoca dโoro di Altilia e la successiva fondazione del nuovo abitato (quello odierno) di Sepino. โCapita cosรฌ che l’archeologoโฆ sospรฌra perchรฉ si rende conto che la moritura Altilia, i cui monumenti antichi sono oggi abitati da contadini molisani ancora in costume, รจ una cosa unica, lamenta che non sia passato da quelle parti nessun Goethe a perpetuarne il ricordo, piange, ma sono lagrime di coccodrillo. Mentre infatti parla a quel modo, l’occhio gli corre inavvertitamente al non lontano Monte Selvoso, dove volpi e serpi sono oggi le uniche abitatrici di. Quanto resta della cittร dei Sannitiโ. Prosegue con una originale osservazione: โAnche le colonne del Foro di Altilia sono uniche, nel loro genere, infatti, rocchio su rocchio, son state rimesse in gran parte in piedi, ma ce ne sono che, da una certa altezza in su, appaiono stranamente chiazzate di verdeโฆsono cosรฌ perchรฉ quei tratti emergevano dal terreno di riparto anche prima, si trovavano perciรฒ in mezzo a un campo, l’agricoltore ne ha approfittato per farne sostegni alle sue viti, e irrorando a primavera i filari per difenderli dalla peronospera, ha spruzzato di verderame anche le colonneโ. La descrizione di ciรฒ che lโarcheologo si trovava in quellโanno, di fronte, prosegue: โA pochi metri di distanza l’aratore prepara il terreno per le semine e incita con voce gutturale i suoi buoi. Tra ruderi emergenti e alberi da frutto, cumuli di detriti gettati fuori dai campi e liquame di stalle, andiamo a vedere il teatro. Fabius Maximus si vede scritto, in grandi e stupendi caratteri, sopra un masso che fa da stipite a una casa, e il visitatore si illumina come chi ritrova una vecchia cara conoscenza, lontanissimo dal pensare che questo Fabio Massimo non ha niente a che fare con il Cunctator, รจ vissuto ben sei secoli dopo di lui.โ. Il Molise rurale, ma ricchissimo di vestigia di un lontanissimo passato, viene sapientemente e sentimentalmente descritto dal prestigioso giornalista: โUna vecchietta grinzosa e gentile, in mantile e nappa scarlatta, siede presso una fontana che รจ ancora di quelle antiche, e un logoro smilzo leone di pietra le fa compagnia accovacciato a lato. Anche la fontana butta acqua da una bocca di leone, e si nota subito che il re del deserto รจ di casa in questa cittร romana del Molise. Leoni corrosi e mutili, e groppe, giubbe e teste dei medesimi, ritornano di continuo e abbondano in particolare presso le tombe. ร un dato insolito per una cittร antica, ma c’รจ di piรน, questi leoni, piรน che di un loro fratello che si possa trovare al Museo delle Terme, sono parenti strettissimi di quelli che si vedono in coppia alle porte delle cattedrali, i leoni della romana Sepino sono insomma romaniciโ. Ma subito dopo ritorna la rabbia per le condizioni di sรฌ tanto preziosi reperti: ยซIl giro esterno del teatro, liberato ora fino alla base, dร l’impressione inattesa e sgradita di cosa nuova, ma non si puรฒ dire altrettanto dell’interno, perchรฉ nella cavea c’รจ un letamaio, su quella che era la scena รจ sorta una fattoria, e diverse casette hanno trovato il modo di assestarsi nella parte piรน alta delle gradinate e, come quelle che si vedono nei presepi napoletani, le rustiche case del teatro sono festonate di mazzi di pannocchie messe a seccare. Spira aria di idillio rusticano, ma si dissolve di colpo quando i visitatori s’accorgono che, giรน nella cavea, tra i mucchi di paglia e quelli di letame, c’รจ un toro, sdraiato sia pure ma assolutamente libero. Cosรฌ la visita, che si annunciava dottamente ragionata su ogni singola parte, si arresta a mezzoยป. Lโarticolo termina con un simpatico siparietto che lo vede protagonista insieme ai suoi amici: ยซCosรฌ si va alla porta settentrionale che dร sul tratturo, ora rimessa in piedi fino alle statue del fastigio, ma nota agli studiosi di diritto romano anche quando era in rovina, per via di una iscrizione <de grege ovarico> la quale รจ sempre stata visibile, รจ stata pubblicata fin dal Cinquecento, e stabilisce pene per coloro che derubavano i pastori al tempo del passaggio delle greggiโฆ Ma c’รจ una parola che illumina di colpo il viso del decifratore ed รจ <abactia>. Quelli di Sepino tiravano cioรจ agli agnellini teneri. Con il pretesto che i transumanti uscivano dal tratturo, si impadronivano talvolta di pecore e perfino di giumente, ma li solleticavano in particolare gli abbacchi. ร l’esattore delle imposte che denuncia il fatto a chi di dovere; la pratica dopo diversi passamano finisce alla suprema magistratura di Roma, e questa ordina, in nome di Antonino Pio, che ai pastori non sia fatto danno, e stabilisce che la sentenza, con tutti gli allegati inclusi, sia incisa sulla porta dalla quale le greggi entrano a Sepinoยป. Ma mentre riferisce che ormai da quella porta settentrionale non passano piรน pecore ecco che: ยซLa sorte, benigna per il visitatore occasionale, le raddoppia seduta stante perchรฉ, mentre si discute ancora su quel latino, belati si annunciano alle spalle, diventano alto coro, si avvicinano, e presto una prima ondata di groppe villose scavalca il cumulo di detriti di cui gli scavatori hanno coperto il tratturo da questa parte, sommerge i binari della decauville, cala verso la porta, si infila con uno scalpiccio precipitoso sul basolato antico. Poichรฉ qui non c’รจ erba da brucare vanno veloci, e a una prima morra, condotta da un guidarello in giubba di pelle senza maniche, ne seguono una seconda e una terza. Davanti al sordo fragore di quella alluvione, una donna in costume tira da parte il suo asino, e la cittร morta si riempie del lamentoso richiamo delle pecore e delle grida dei pastori che portano a tracolla il grande ombrello verde. Vengono dal Matese e vanno a Troia, sono in viaggio da due giorni e ne cammineranno altri dieciยป.
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Bibliografia:
Valerio Cianfrani, Guida alle Antichitร di Sepino, Milano, 1958
Oreste Muccilli, La viabilitร romana nel tardo impero tra Bojano e Sepino, Campobasso, 1987
Gabriella DโHenry, La riorganizzazione del Sannio nellโItalia romanizzata, Roma, 1991.
Archeologa classica. Lavora presso l’Universitร del Salento.
Antonella Selvaggio
Architetto, libero professionista. Si occupa di progettazione architettonica, interior design e aspetti legati all’architettura del paesaggio. Dal 2021 รจ Consigliere dell’ordine degli Architetti della Provincia di Benevento. Ha partecipato a Mostre sul restauro architettonico e a numerose iniziative riguardanti la promozione territoriale.
Vive a Morcone. Presidente Italia Nostra Matese Alto Tammaro.
Dottore di ricerca in Ingegneria Elettronica ed informatica presso l’Universitร degli Studi di Napoli. Ha Svolto attivitร didattica presso l’Universitร Federico II. Vive a Telese.
Laurea in giurisprudenza presso l’Universitร degli Studi “La Sapienza” di Roma. Dirigente amministrativa presso l’Universitร del Molise.



Andrea Ciervo nato a Caserta il 12.10.1975. Presbitero dal 24 novembre 2012 giร Laureato in Giurisprudenza alla Federico II, con una tesi di Diritto Ecclesiastico sui Risvolti dei Patti Lateranensi col prof. Mario Tedeschi…tirocinante poi presso Studio Notaro in via Mezzocannone di Napoli…consegue il Baccalaureato presso l’Aloysianum di Padova nel 2007 con una tesi sulla Religione in Immanuel Kant col prof. Secondo Bongiovanni. Si Laurea in Sacra Teologia presso la Facoltร Teologica dell’ Italia Meridionale sezione san Tommaso nel 2012 sempre “Summa cum laude”
Presidente dellโAssociazione culturale โLa Biblioteca del Sannioโ, dottore di ricerca presso lโUniversitร degli Studi della Campania โLuigi Vanvitelliโ con una tesi sulla metadatazione della cartografia storica. Giornalista e direttore di Canale Sassuolo. Giร docente a contratto di Lingua e Cultura Spagnola e Global History, presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo vanvitelliano, รจ attualmente tutor di Storia Contemporanea e Storia dei Partiti e Movimenti politici.






Farmacista. Dopo la laurea ha conseguito un master biennale e un corso di perfezionamento, approfondendo le conoscenze in ambito fitoterapico, micoterapico e nutraceutico, con la pubblicazione del lavoro di tesi sulla rivista di divulgazione scientifica di medicina naturale ‘Scienza Natura’ del Prof. Ivo Bianchi. Attivo nel sociale, รจ membro del Rotary Club Valle Telesina ed รจ amante dello sport e della natura. Innamorato del proprio territorio, ha iniziato a coltivare l’interesse per la storia locale.
Nato a Ponte, dove risiede. Dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato. Cultore di storia locale con particolare attenzione al periodo medievale. Ha pubblicato “Ponte tra Cronaca e Storia”, “Domenico Ocone, quarant’anni di storia pontese…”, “Le Vie di Ponte tra Storia e Leggenda”. Collabora con varie associazioni culturali.
Nato a Telese Terme ma originario di Amorosi รจ stato allievo del filosofo Massimo Achille Bonfantini. Laureato in Semiotica e Filosofia del Linguaggio presso l’Universitร l’Orientale di Napoli. Dedica le sue ricerche prevalentemente allo studio della filosofia e della psicologia dell’inconscio, come dei nuovi percorsi conoscitivi applicati alle neuroscienze. Ha pubblicato Cento petali e una rosa. Semiosi di un romanzo storico (Natan, 2016), Filosofia hegeliana e religione. Osservazioni su Sebastiano Maturi (Natan, 2017) e, recentemente, il saggio dal titolo: Nel gioco di un’incerta reciprocitร : Gregory Bateson e la teoria del “doppio legame” (Ediz. Del Faro, 2020).
Musicista. Maestro di clarinetto ed orchestrale. Studioso di storia della filosofia e del ‘700 napoletano. Esperto simbolista e autore di testi esoterico/filosofici.
Nato a Napoli e residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia allโUniversitร di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale allโUniversitร di Modena รจ stato aiuto chirurgo presso lโospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente รจ pensionato.ย Dal 1ยฐ giugno 1978 รจ socio corrispondente dellโAssociazione Culturale Italo Ispanica โC. Colombo โ Madridโ.ย Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche.ย Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dellโAssociazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio รจ stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.
Originario di Castelvenere. Giร dipendente del Miur ora in pensione. Appassionato di Storia locale ed animatore di gruppi per la diffusione della lingua e delle tradizioni di Castelvenere.
Esperta di Comunicazione Istituzionale; in particolar modo di Social Media Policy e e di politiche agroalimentari legate all’economia di piccola scala per Slow Food, in Campania e Basilicata. Suoi contributi in ambito associativo sono legati a tradizioni e culture della terra e del territorio. Ha effettuato training in storiografia in Francia.
Dottore in Archeologia e Scienze Storiche, ha svolto diverse campagne di scavo alla necropoli del Cigno a Macchia Valfortore (CB), con lโUniversitร degli studi di Napoli Federico II e alla necropoli di Crocifisso del tufo a Orvieto (TR), con il Parco Archeologico Ambientale dellโOrvietano e lโ Universitร dell’Arizona. ร attuale vice Presidente della Pro Loco di SantโAgata dei Goti (BN) dove svolge anche la funzione di OLP per il Servizio Civile Universale. ร giornalista tirocinante presso la testata QuasiMezzogiorno. Sรฌ รจ occupato di alcuni ambiti di archeologia della produzione del Sannio caudino. Attualmente s’interessa alle istituzioni sociali e militari del Medioevo. ร vice Presidente dell’Istituto Storico Sannio Telesino.
Cultore di storia locale e delle tradizioni del suo paese. Autore del saggio “Notizie storiche ed urbanistiche di Cerreto antica” in cui ha ricostruito l’antico borgo distrutto dal terremoto del 1688.
Dottore in Legge ed autore di ricerche di Storia Locale. Ha partecipato al progetto “Un museo a colori” avente il fine di far conoscere il museo di arte ceramica di Cerreto Sannita. Le mansioni svolte sono state quelle di guida museale e bibliotecaria, e redazione di progetti e lavori di gruppo con gli altri volontari. Ha scritto un saggio nella Antologia dedicata al bicentenario della nascita di Michele Ungaro, edita dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita.
Giร sindaco di Caiazzo, dopo aver conseguito la maturitร scientifica, rivolge il suo impegno politico alle battaglie del Partito Radicale, soprattutto nel campo della tutela dell’ambiente e in quello per una giustizia giusta. Nel 1980 viene eletto consigliere comunale a Caiazzo, cittร in cui vive, in rappresentanza della “nuova sinistra”. Nel 1982 aderisce alla Lega per l’Ambiente, promuovendo diverse iniziative per la tutela del fiume Volturno e per il recupero del patrimonio edilizio del centro storico di Caiazzo. Tra il 1987 e il 1994 รจ Presidente dell’Associazione Storica del Caiatino. Nel 1994 viene eletto sindaco di Caiazzo con la lista civica “Rinascita Caiatina”. Rieletto nel 1998, si adopera per una crescita socio-economica della cittร ; realizza un programma pluriennale, che viene selezionato anche da “Sviluppo Italia” SpA per la costituzione di un Laboratorio di sperimentazione per lo sviluppo locale. Presidente dell’Associazione “Cittร Paesaggio” dal 2003, รจ coordinatore del progetto “Per una Carta dei paesaggi dell’olio e dell’olivo”, realizzato d’intesa con l’Associazione nazionale “Cittร dell’Olio”. Nel 2007 aderisce a Slow Food, dedicandosi soprattutto alla salvaguardia delle piccole produzioni agricole. Ha pubblicato con le Edizioni 2000diciassette: La Memoria e LโOblio, un saggio sullโeccidio di Caiazzo durante l’ultimo conflitto mondiale.
Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza Cultore di Storia Locale ha scritto il saggio: Telesia 1349 Peste e Terremoto edizioni duemiladicessette, 2016, Cartoline da Telese ed. Unione Filatelica Beneventana, 2009; Castelvenere Valdese insieme a P. Carlo Ed. Realtร Sannita, 2016; Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita insieme a F. Pace, edito dallโASMV nel 2019. Ha scritto nellโAntologia sulla vita di Michele Ungaro edito dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita nel 2019.ha in corso di pubblicazione un libro di poesie. Dirige la collana di poesie della Casa Editrice FioriDiZucca. Presidente pro-tempore dellโIstituto Storico del Sannio Telesino. Premio Upupa 2017 e 2019 per gli studi di storia locale.
Insegnante, vive a Caiazzo. ร Presidente del’Associazione Storica del Caiatino.
Maestro elementare, appassionato studioso e cultore di Storia Locale.
Biologo residente a Telese Terme. Cultore di storia locale con particolare riferimento alla storia del periodo sannitico. ร autore del saggio “La Leonessa e il fenomeno luminoso nella grotta di Sant’Angelo” edito da Fioridizucca nel 2022.
Sannita di origini e toscano d’adozione. Medico anestesista, ha coltivato con interesse e particolarmente studiato la “Terapia del dolore”. Di tale disciplina รจ stato per lunghi anni docente all’Universitร di Siena. Ha avuto anche esperienze di insegnamento all’estero (Bobigny Paris nord, Accademia Russa delle Scienze mediche, Accademia Lettone di Scienze odontoiatriche). Ufficiale medico dell’Esercito italiano, รจ appassionato di esoterismo, di cultura e tradizioni popolari. E’ autore di saggistica. Ha recentemente pubblicato saggio su “Massoneria, relazioni umane e comunicazione tecnologica” edito da Fioridizucca edizioni.
Giornalista professionista. Scrittore di romanzi e direttore di diverse testate radio televisive. Fondatore del sito: Neifatti.it
Medico specialista in oncologia e cure palliative รจ autore principalmente di pubblicazioni scientifiche di settore in lingua inglese ed italiana. ร stato inoltre relatore
Laurea magistrale in Lettere. Docente a Prato. Ha approfondito gli eventi storici che portarono alla โMarcia della fameโ del 1957 nei comuni del Valfortore sannita. Ha scritto il “Catasto Onciario della Terra di San Salvatore”.
Medico e scrittore. Ha allโattivo numerose collaborazioni con riviste di carattere storico. Ha pubblicato una Vita di San Leucio, il libro: โDa Casale a Comuneโ e la Storia della Parrocchiale Santa Maria Assunta di San Salvatore Telesino. Ha partecipato allโAntologia โDieci Medici Raccontanoโ, che ha ottenuto il “Premio Rufolo 2019”. Premio Olmo 2009 per il romanzo storico ยซL’ultima notte di Bedรฒยป, รจ anche autore di alcuni saggi sulla Storia della Medicina tra cui uno studio sulla Depressione dal titolo ยซIl potere misterioso della bile nera, breve storia della depressione da Ippocrate a Charlie Brownยป. Nel 2024 ha pubblicato “Fu la peste” e “Islam a Telesia” per ABE Editore Napoli. Fondatore e Direttore Editoriale della Casa Editrice Fioridizucca.
Studioso della storia del Risorgimento e cultore del periodo Borbonico, ha recentemente collaborato con un suo scritto allโantologia biografica dedicata a Michele Ungaro. Ha in corso un saggio su Sanchez De Luna, un Vescovo del โ700.

Scrittore, poeta e divulgatore culturale. Medico di continuitร assistenziale. Autore di diversi saggi storici e racconti. Ha partecipato all’antologia “Dieci Medici Raccontano”. Fondatore del Premio Nazionale Olmo che tutti gli anni si svolge in Raviscanina (Ce).
Dottore in Lettere. all’Universitร di Salerno, indirizzo “storico medievale”. Si รจ poi laureata in Scienze della Formazione primaria all’Ateneo di Campobasso. Studiosa della storia della sua cittร . Lettrice instancabile di autori italiani e stranieri, si occupa della formazione di piccoli lettori e poeti. ร insegnante nella Scuola Primaria da quindici anni. Ha sperimentato innovative metodologie di approccio alla lettura utilizzando le nuove tecnologie che hanno portato alla pubblicazione di una ricerca dal titolo: TIC e DSA. Riflessioni ed esperienze sulle nuove frontiere della pedagogia speciale, Ed. EriksonLive. La storia locale e la ricerca accurata le ha permesso di pubblicare anche un Saggio in storia medievale sull’assetto urbano e riorganizzazione del territorio della Benevento nei sec. XI e XII. Animatore culturale, scrive poesie per fermare in foto-scritte, attimi di vita.
Medico di Emergenza territoriale residente in Puglianello. Ha collaborato all’opera Dieci Medici Raccontano.
Lorenzo Piombo, medico psichiatra, dirigente del Dipartimento Salute Mentale della ASL di Benevento. Ricercatore e studioso di storia. Vive e opera a Morcone.
Avvocato. Patrocinante in Cassazione. Scrittore di Storia Locale. Opera a Guardia Sanframondi.
Promotore culturale dellโarea di Faicchio. Dopo aver conseguito la maturitร classica si รจ laureato in Economia. ร dirigente d’impresa a Milano nel settore delle borse valori e mercati finanziari. Ha scritto diversi articoli sulla stampa finanziaria nazionale, tra cui il Sole 24 Ore ed Investire. ร appassionato di cultura locale, ha vinto il premio Prosa IX Premio letterario dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Titolare delle strutture ricettive “Magie del Sannio” ha dato vita anche al “Piccolo Museo privato di Faicchio Magie del Sannio”.
Dottore in Storia. Autore di un saggio storico, conseguente a ricerca d’archivio, sul suo Comune dal titolo: ย Faicchio 1920 – 1946 dall’avvento del Fascismo alla nascita della Repubblica, 2016.
Medico ed esperto di storia della gastronomia.
Architetto e docente. Appassionato cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, cittร in cui vive. Ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti. Collabora con il Blog dell’Istituto Storico del Sannio di cui รจ socio fondatore. ร autore del saggio “Cominium Ocritum e le forche caudine: una storia
Studioso del ‘700 napoletano e dell’epopea di Federico II ha approfondito in modo particolare le influenza arabe sull’architettura napoletana. Studioso diย suffisso e di religioni orientali.
Medico del Lavoro. Regista teatrale. Giornalista pubblicista. Fondatore di “Byblos”, la biblioteca del Sannio. Scrittore e divulgatore della storia e dei personaggi del Sannio, ha pubblicato “A tavola nel Sannio”, una guida ai ristoranti della provincia di Benevento; “Dietro la Leggenda” (2016), una raccolta di racconti ispirati a fiabe e a leggende del Sannio. Nel 2017 ha pubblicato “Samnes”, un romanzo storico sull’epopea sannita. Ha curato la trascrizione del manoscritto e la stampa dei tre volumi delle “Memorie storiche di Cerreto Sannita per Arcidiacono Nicola Rotondi”. Nel 2019 ha pubblicato “Guida alla Valle Telesina e al Sannio”. Ha pubblicato “Il delitto del pozzo dei pazzi”, un medical-thriller ambientato nel primo ‘900 nell’ospedale degli Incurabili di Napoli. ร autore della “Storia di Cerreto dalla preistoria alla seconda guerra mondiale (2022) e di “Fiabe e Favole in cerretese”, edito da Fioridizucca. (2023).
ร nato e vive a Castelvenere. Giร docente di materie letterarie nella scuola statale, ha pubblicato diverse raccolte di liriche, pagine di ricerca letteraria, studi relativi alla cultura popolare. ร presente in antologie, dizionari bio-bibliografici e testi scolastici. Appassionato si storia e di tradizioni locali, รจ membro di associazioni culturali nazionali. I suoi versi hanno ricevuto giudizi positivi da parte della critica e in concorsi letterari si รจ classificato ai primi posti.
Giornalista Pubblicista. Esperto di Enologia, collabora a diversi siti web del settore. Collaboratore del blog lucianopignataro.it รจ responsabile dell’Ufficio Stampa del Sannio Consorzio Tutela Vini. 
Infaticabile animatore culturale dellโarea del Caiatino e del Casertano. Allievo del prof. Galasso. Fondatore di Gruppi culturali dediti alla divulgazione della storia del Territorio, attualmente responsabile di Procedimento Unitร Operativa Biblioteca civica e Archivio Storico del Comune di Caiazzo.