
Cโรจ un profondo ed inscindibile legame tra un territorio e i suoi vini. Un legame che affonda le proprie radici nella storia e che si alimenta costantemente del rapporto profondo tra la terra e lโuomo: si tratta di unโunione che si fonda sul rispetto della natura e dei suoi tempi, valorizzando cosรฌ al massimo lโidentitร del territorio.

Oggi รจ praticamente impossibile tracciare collegamenti tra i vitigni moderni e quelli di etร romana. Tuttavia, nel tentativo di individuare โ nellโambito del โVigneto Sannioโ โ il terroir eletto per il vitigno camaiola, il percorso ha origine proprio al tempo dei Romani, ed in particolare dal nome di C. Cornelius Hermeros, un mercante pompeiano che trafficava beni in tutto il Mediterraneo. Dagli scavi effettuati nellโimponente cittร distrutta dallโeruzione vesuviana del 79 d.C. sono venute alla luce alcune anfore riportanti il suo nome, sulle quali sono indicati i prodotti custoditi al loro interno. Tra questi il โLiquamenโ (lโantenato della colatura di alici) e i vini โGauranumโ e โTelesinumโ.
Cโรจ un forte collegamento proprio tra il โTelesinumโ e il vitigno camaiola, dovuto allโarea di produzione e coltivazione. Il vino โTelesinumโ era prodotto nel territorio di Telesia, cittร romana di origine sannita, situata nel cuore della Valle Telesina, a metร strada tra i centri di San Salvatore Telesino e Telese Terme. La cittร sorgeva in una fertilissima pianura, in una posizione chiave del sistema viario del Sannio meridionale, essendo posta a metร strada fra Capua, Benevento e Venafro. In questโarea, intorno al III secolo a.C., la viticoltura era particolarmente fiorente, come testimonia anche lโatelier che sorgeva nella vicina Dugenta, in cui si producevano anfore โgreco-italicheโ, poi sostituite dalla Dressel 1, anfore utilizzate per un ampio mercato che abbracciava lโInghilterra, la Gallia, la Spagna e le province nord-africane e orientali. Le origini sannite di Telesia raccontano di una viticoltura probabilmente florida giร prima dei Romani, considerato che il capostipite dei Sanniti รจ Cato Sabus, indicato dal popolo degli Osci come โvenerabileโ e โpiantatore di vitiโ.

Nel territorio di Telesia la pratica della viticoltura proseguรฌ anche dopo la decadenza di Roma, dato che su queste terre regnarono per circa cinque secoli i Longobardi, popolo che ebbe grande rispetto per il vino, come testimoniano anche le leggi espressamente dedicate alla salvaguardia della viticoltura contenute nel monumentale Editto di Rotari o โEdictum Longobardorumโ.
Telesia venne distrutta dallโinvasione di Seodan (anno 860), che provocรฒ lo spostamento degli abitanti in aree ritenute piรน sicure. Con lโarrivo dei Normanni, il centro del potere religioso si spostรฒ nella zona sud dellโattuale abitato di Telese Terme. Nel frattempo, in territorio di San Salvatore Telesino, a poche centinaia di metri dallโanfiteatro della distrutta Telesia, sorse lโAbbazia benedettina del Santo Salvatore, con diverse grange che rivitalizzarono la valle del Calore anche nel settore vitivinicolo, considerato che questโordine ha fortemente contribuito anche allo sviluppo di nuove tecniche enologiche.

Di questa ininterrotta pratica testimonia il documento Assisa seu Statuta Civitatis Thelesiae, trascritto nel 1426 dal notaio Antonello da Cerreto e proveniente da un atto risalente ad un periodo precedente. In questo documento, alla voce โDe bucturariisโ si riportavano le tassazioni vigenti per smerciare vino nella cittร , che prevedano tariffe diverse per i produttori provenienti dalle varie localitร di produzione: โAmorosij Telesieโ, โSancti Salvatorisโ, โSorropache et Sanctii Iohannisโ, โPullyaniโ, โVenerisโ e โRageteโ.
Tuttavia, fu proprio in questo periodo che iniziรฒ la decadenza della viticoltura in area telesina. Decadenza legata a due fenomeni: il clima e il terremoto. Dopo il fenomeno del riscaldamento medievale, a partire dal XIV secolo, nellโintera Europa si assistette ad un graduale abbassamento delle temperature, che perdurรฒ per oltre cinque secoli. Questa Piccola Era Glaciale โ come definita dagli studiosi del clima โ toccรฒ il culmine intorno al 1850, quando le temperature ripresero ad aumentare (periodo meteorologico che dura ancora oggi).
Questi mutamenti climatici ebbero ripercussioni ancora piรน marcate nellโarea telesina, colpita dal tremendo terremoto del 1349. Gli effetti del sisma, che originรฒ anche le acque solfuree telesine, contribuirono a creare un particolare microclima che in vaste aree rese impossibile le pratiche agricole, causando anche lo spopolamento della Telese medievale. La Statistica Murattiana di Terra di Lavoro (1811) racconta che i ยซComuni di Amorosi, e Puglianello, piรน vicini ai fiumi, vanno soggetto a frequenti nebbie, nello stesso caso trovasi Castel Veneri, situato in basso fondo lungo un ruscello detto Seneta che nellโestaโ impaluda, infatti le sommitร degli edifizj in questo luogo sono tutte annerite di licheni, e muschiยป. A causa di queste condizioni meteo, in queste realtร si respirava ยซunโaria non molto sana, anzi nellโestร diviene micidialeยป. Ad infestare questโatmosfera ยซconcorrono il lago, le mofete, e le acque sulfuree sui squallidi campi della deserta Teleseยป.
Lo scenario tornรฒ a cambiare โ con il mutare del clima โ allโindomani dellโUnitร di Italia. Nella seconda metร dellโOttocento anche in queste zone iniziarono a registrarsi profonde trasformazioni nella coltivazione della Vitis vinifera, innescate dalla necessitร di fare fronte allโarrivo di tre flagelli che misero seriamente a rischio la viticoltura: oidio (1845), fillossera (1854) e peronospora (1870). Contemporaneamente, grazie agli studi di Luigi Pasteur (iniziati nel 1863), si rivoluzionarono anche le tecniche in cantina.
Ed รจ in questa fase che entra in gioco il vitigno camaiola. Sul finire dellโ800 e, in modo ancora piรน convinto allโalba del โ900, anche nella Valle Telesina si avviรฒ un graduale passaggio della tecnica vitivinicola dal tradizionale empirismo alla moderna impostazione, basata su conoscenze scientifiche. Si iniziรฒ a prestare attenzione a questioni anche piรน pratiche, come le tecniche di scelta del vitigno, di impianto del vigneto, di potatura della vite, concimazione e vendemmia. Proprio in quei decenni si affermรฒ il vino Solopaca, che veniva prodotto utilizzando piรน vitigni. In particolare, per quanto concerne il Solopaca Rosso si utilizzavano vitigni caratterizzati da alto potere colorante, notevole carica di frutto e scarno profilo tannico. Si affermarono le tintiglie, la vernaccia, il primitivo e, soprattutto, la camaiola. Tutto questo mentre i produttori castelveneresi, che nella prima metร del โ900 diventarono fiore allโocchiello della produzione sannita, andavano alla ricerca di una identitร diversa dal vino Solopaca, chiamando il loro rosso Barbera, anche ai fini della grande opportunitร commerciale che questo nome allโepoca offriva.

Il vitigno camaiola, iscritto dal luglio 2021 al Registro nazionale delle varietร di viti (codice 938), costituisce la stragrande maggioranza degli ettari vitati fino a oggi rivendicati a barbera (codice 019) nella provincia di Benevento, in particolar modo proprio nellโarea telesina e titernina, dove la sua diffusione รจ massima. Ettari che non sono pochi e che, in questi ultimi anni, vanno incrementando.
Nel giugno 2017, quando da ricerche storiche โrisorseโ il nome camaiola, gli ettari di barbera erano 375; nellโaprile 2021, alla vigilia dellโiscrizione del vitigno con il suo antico nome, gli ettari sono diventati 412 (dati Agea). Come detto, il cuore del terroir eletto per il vitigno camaiola si concentra proprio nelle campagne allโombra dei resti dellโantica Telesia: il primato tocca a Telese Terme, che conta ben 63 ettari (30% della superficie vitata totale del Comune), seguita da San Salvatore Telesino, con 39 ettari vitati (15% della superficie vitata). In questa ristrettissima area, che conta circa 400 ettari vitati in tutto, si concentrano oltre 100 ettari coltivati ad uva camaiola: Telese Terme e San Salvatore Telesino (in rosso nel grafico) rappresentano il 25% del โVigneto Camaiolaโ .
Da questo nucleo si dipana una fitta ragnatela che va ad interessare le vigne delle realtร confinanti: Castelvenere con 38 ettari (5% della superficie vitata); Amorosi con 27 ettari (30%); Solopaca con 25 ettari (4%); Faicchio con 20 ettari (15%); San Lorenzello con 19 ettari (9%); Puglianello con 14 ettari (23%); Melizzano con 12 ettari (8%). In questo anello che โstringeโ lโantica Telesia (in arancio nel grafico) si concentra il 37% delle vigne di camaiola della provincia di Benevento. Dunque, oltre il 60% degli ettari coltivati a questa varietร รจ concentrata nelle localitร giร indicate negli โAssisa seu Statuta Civitatis Thelesiaeโ.
La camaiola viene particolarmente coltivata anche nelle realtร poste ai limiti della provincia, che segnano il confine con quella di Caserta: Frasso Telesino con 8 ettari (8%), Dugenta con 9 ettari (7%); SantโAgata dei Goti con 21 ettari (6%); Limatola con 1,6 ettari (27%). Sul versante opposto, a nord, da segnalare la realtร di Cerreto Sannita, la sede circondariale da cui si irradiรฒ il sapere agricolo allโindomani dellโUnitร dโItalia, con una quota rilevante di 13,5 ettari (10% della superficie vitata). In queste realtร (in giallo nel grafico) ritroviamo il 13% delle vigne camaiola.
Al di fuori di questa cornice spicca Benevento (in azzurro nel grafico), dove gli ettari vitati a camaiola sono passati dai 12 del 2017 ai 19 della primavera 2021, facendo registrare lโincremento piรน rilevante in termini percentuali (+58%) e rappresentando il 4,5% della superficie totale.

Con il termine terroir si intende un concetto complesso, che riassume tutti i criteri che contribuiscono alla tipicitร di un vino. Il terroir, dunque, puรฒ essere definito come unโarea ben delimitata dove le condizioni naturali, fisiche e chimiche, la zona geografica ed il clima permettono la realizzazione di un vino specifico e identificabile mediante le caratteristiche uniche della propria territorialitร . A tutto questo si aggiunge lโintervento dellโuomo.

Piรน volte abbiamo scritto delle unicitร organolettiche dei vini Camaiola, poche volte abbiamo approfondito le condizioni per cui questo vitigno รจ finito per essere coltivato quasi esclusivamente in una ristrettissima area. Se si deve ai produttori di Castelvenere il merito di aver custodito la ricca tradizione enologica legata al vitigno, bisogna riconoscere che alla salvaguardia di questa varietร hanno contribuito molti agricoltori della valle, appartenenti ad alcune famiglie che da sempre legano il loro nome alla coltivazione di queste uve, in primis le famiglie Foschini, Di Mezza e Iannotti (solo per citarne alcune), grandi proprietari terrieri della zona della piana telesina. La distribuzione del vitigno non รจ legata solo alle preferenze dei viticoltori, bensรฌ fortemente condizionata dalla natura dei suoli e dalle condizioni climatiche. Parliamo di fattori che influenzano anche il sistema di allevamento, tanto che molta camaiola ancora oggi รจ prodotta da vecchi impianti che si rifanno alla raggiera.

Per quanto concerne il suolo, il vitigno si รจ ben adattato su specifici terreni, in particolare quelli influenzati dalle eruzioni vulcaniche. Grazie al lavoro di alcuni studiosi (tra cui Antonio Leone e Antonio Di Gennaro) conosciamo le influenze lasciate su questo territorio dalle azioni eruttive, in particolare da quella dei Campi Flegrei risalente a piรน di 39.000 anni fa.ย Tra queste zone risalta la Piana di Telese, costituita da unโampia superficie pianeggiante delimitata dalla media valle del Volturno a occidente, dalle colline di Telese a est e dal fiume Calore a sud. Il substrato della Piana รจ costituito da una sovrapposizione di depositi alluvionali, ignimbritici e travertinosi. Cโรจ poi la Piana Ignimbritica sospesa di Castelvenere, costituita da unโampia superficie pianeggiante che interessa anche il territorio di San Salvatore Telesino (localitร Pugliano). Nellโarea del Titerno troviamo la depressione strutturale, compresa tra i versanti del Matese a nord e le colline della Bassa Valle del Calore a sud: questa superficie โ che interessa la zona bassa dei territorio di San Lorenzello e Cerreto Sannita โย รจ stata aggradata da depositi ignimbritici che hanno dato luogo ad unโampia zona pianeggiante, successivamente reincisa dal Torrente Titerno. Sullโaltro versante, ai piedi del Taburno, troviamo i terrazzi strutturali di ignimbrite campana che dalla zona sud orientale del territorio di Solopaca vanno ad abbracciare quello di Melizzano. Viaggiando ancora piรน verso sud, nellโarea di Dugenta, troviamo affioramenti di piroclastiti e delle lave delle ignimbriti campane e del vulcano Roccamonfina. Questa ricostruzione permette di stabilire uno stretto collegamento tra la natura dei suoli e la diffusione del vitigno, che si รจ ben allocato su terreni sciolti, ben drenati, caratterizzati da una ricchezza di potassio โ che favorisce la concentrazione di zuccheri โ che a volte mostra anche qualche nota critica.

Passando al clima, va detto che questa varietร (insieme ad altre, come ad esempio lโormai quasi scomparsa Primata di Castelvenere) si รจ diffusa nelle zone piรน pianeggianti anche per le sue caratteristiche fenologiche. Parliamo di una pianura allโombra di alture scoscese che superano i 1.300 metri di quota, le cui vette vengono frequentemente innevate, anche in primavera inoltrata, con il dannoso rischio di distruttive gelate notturne. Lโunica difesa contro questo evento climatico รจ dato dalla scelta di impiantare vitigni dal germogliamento tardivo, proprio come la camaiola, il cui ciclo vegetativo parte nella seconda decade di aprile inoltrata. Lโaltro aspetto fenologico importante รจ la maturazione abbastanza precoce, che si registra intorno alla seconda decade di settembre.
Questa la carta di identitร di un vitigno dalle grandi potenzialitร . Il Sannio Consorzio Tutela Vini รจ al lavoro per portare a termine lโiter burocratico al fine di poter vedere sul mercato le prime bottiglie di vino etichettate con il nome Camaiola. Ad oggi si รจ richiesto di modificare il disciplinare di produzione dei vini Sannio Dop, prevedendo appunto la varietร Camaiola.
Nel frattempo, grazie ad un gruppo di aziende che si sono unite per conoscere scientificamente e valorizzare le peculiaritร del vitigno, รจ nato il progetto Indigena, che presenterร i suoi risultati entro la fine dellโanno, coinvolgendo docenti della Facoltร di Agraria dellโUniversitร degli Studi di Napoli Federico II.

Interessante sottolineare che allo stato le bottiglie a Denominazione di Origine (Sannio Doc Barbera, ovviamente) costituiscono solo una piccola quota della considerevole produzione di uva. Nel 2021 le bottiglie fascettate sono state circa 56 mila (55.877): un numero ben piรน alto rispetto a quelle del 2018, quando la cifra superava di poco le 36.000 bottiglie, ma veramente irrisorio rispetto alle potenzialitร , di oltre 2 milioni di bottiglie!
Il forte incremento degli ettari vitati di camaiola registrato negli ultimi anni dimostra in maniera evidente che il lavoro portato avanti per la riscoperta e la valorizzazione di questo storico vitigno ha convinto molti viticoltori ad investire su di esso. A questo si aggiunge lโevidenza che nellโultima vendemmia queste uve sono risultate quelle piรน ricercate e maggiormente retribuite. Un primo importante obiettivo รจ dunque stato raggiunto da parte di chi ha lavorato a dare la giusta โpersonalitร โ ad una risorsa cosรฌ importante, penalizzata sul mercato da un nome errato e non identitario. Il lavoro da fare รจ ancora molto e chiama in causa, oltre agli studiosi e alle istituzioni, lโintero mondo della produzione, al quale non รจ concessa la possibilitร di ripetere errori giร commessi in passato su altre produzioni.
Il vitigno camaiola potrebbe ripercorrere lโesempio della Lacrima di Morro dโAlba, un vino che presenta molte analogie nel gusto con il Camaiola, che ottenne la Denominazione di Origine nel 1985: allora si contavano solo 3 ettari di vitigno, oggi gli ettari rivendicati sono diventati 207, con una produzione in bottiglia che nel 2020 ha toccato la cifra di 1,7 milioni.

Le sue potenzialitร perรฒ non sono solo enologiche. Nello scenario attuale โ caratterizzato in maniera crescente dalla globalizzazione dei mercati โ si fa sempre piรน forte da parte dei consumatori lโesigenza di scoprire e recuperare le origini di un vino, di cercare il prodotto tipico nel luogo di origine, spinti dal forte desiderio di conoscere il perchรฉ in un preciso luogo venga prodotto quel particolare vino, che cosa ha di caratteristico quel territorio per produrre quel vino cosรฌ unico da non poter essere prodotto in altri luoghi. Ed ecco come anche lโenoturismo potrebbe essere fortemente stimolato grazie al forte appeal di un vino che viene prodotto da uve coltivate allโombra di una delle piรน importanti cittร dellโantichitร .
________________
Bibliografia:ย
Archeologa classica. Lavora presso l’Universitร del Salento.
Antonella Selvaggio
Architetto, libero professionista. Si occupa di progettazione architettonica, interior design e aspetti legati all’architettura del paesaggio. Dal 2021 รจ Consigliere dell’ordine degli Architetti della Provincia di Benevento. Ha partecipato a Mostre sul restauro architettonico e a numerose iniziative riguardanti la promozione territoriale.
Vive a Morcone. Presidente Italia Nostra Matese Alto Tammaro.
Dottore di ricerca in Ingegneria Elettronica ed informatica presso l’Universitร degli Studi di Napoli. Ha Svolto attivitร didattica presso l’Universitร Federico II. Vive a Telese.
Laurea in giurisprudenza presso l’Universitร degli Studi “La Sapienza” di Roma. Dirigente amministrativa presso l’Universitร del Molise.



Andrea Ciervo nato a Caserta il 12.10.1975. Presbitero dal 24 novembre 2012 giร Laureato in Giurisprudenza alla Federico II, con una tesi di Diritto Ecclesiastico sui Risvolti dei Patti Lateranensi col prof. Mario Tedeschi…tirocinante poi presso Studio Notaro in via Mezzocannone di Napoli…consegue il Baccalaureato presso l’Aloysianum di Padova nel 2007 con una tesi sulla Religione in Immanuel Kant col prof. Secondo Bongiovanni. Si Laurea in Sacra Teologia presso la Facoltร Teologica dell’ Italia Meridionale sezione san Tommaso nel 2012 sempre “Summa cum laude”
Presidente dellโAssociazione culturale โLa Biblioteca del Sannioโ, dottore di ricerca presso lโUniversitร degli Studi della Campania โLuigi Vanvitelliโ con una tesi sulla metadatazione della cartografia storica. Giornalista e direttore di Canale Sassuolo. Giร docente a contratto di Lingua e Cultura Spagnola e Global History, presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo vanvitelliano, รจ attualmente tutor di Storia Contemporanea e Storia dei Partiti e Movimenti politici.






Farmacista. Dopo la laurea ha conseguito un master biennale e un corso di perfezionamento, approfondendo le conoscenze in ambito fitoterapico, micoterapico e nutraceutico, con la pubblicazione del lavoro di tesi sulla rivista di divulgazione scientifica di medicina naturale ‘Scienza Natura’ del Prof. Ivo Bianchi. Attivo nel sociale, รจ membro del Rotary Club Valle Telesina ed รจ amante dello sport e della natura. Innamorato del proprio territorio, ha iniziato a coltivare l’interesse per la storia locale.
Nato a Ponte, dove risiede. Dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato. Cultore di storia locale con particolare attenzione al periodo medievale. Ha pubblicato “Ponte tra Cronaca e Storia”, “Domenico Ocone, quarant’anni di storia pontese…”, “Le Vie di Ponte tra Storia e Leggenda”. Collabora con varie associazioni culturali.
Nato a Telese Terme ma originario di Amorosi รจ stato allievo del filosofo Massimo Achille Bonfantini. Laureato in Semiotica e Filosofia del Linguaggio presso l’Universitร l’Orientale di Napoli. Dedica le sue ricerche prevalentemente allo studio della filosofia e della psicologia dell’inconscio, come dei nuovi percorsi conoscitivi applicati alle neuroscienze. Ha pubblicato Cento petali e una rosa. Semiosi di un romanzo storico (Natan, 2016), Filosofia hegeliana e religione. Osservazioni su Sebastiano Maturi (Natan, 2017) e, recentemente, il saggio dal titolo: Nel gioco di un’incerta reciprocitร : Gregory Bateson e la teoria del “doppio legame” (Ediz. Del Faro, 2020).
Musicista. Maestro di clarinetto ed orchestrale. Studioso di storia della filosofia e del ‘700 napoletano. Esperto simbolista e autore di testi esoterico/filosofici.
Nato a Napoli e residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia allโUniversitร di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale allโUniversitร di Modena รจ stato aiuto chirurgo presso lโospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente รจ pensionato.ย Dal 1ยฐ giugno 1978 รจ socio corrispondente dellโAssociazione Culturale Italo Ispanica โC. Colombo โ Madridโ.ย Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche.ย Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dellโAssociazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio รจ stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.
Originario di Castelvenere. Giร dipendente del Miur ora in pensione. Appassionato di Storia locale ed animatore di gruppi per la diffusione della lingua e delle tradizioni di Castelvenere.
Esperta di Comunicazione Istituzionale; in particolar modo di Social Media Policy e e di politiche agroalimentari legate all’economia di piccola scala per Slow Food, in Campania e Basilicata. Suoi contributi in ambito associativo sono legati a tradizioni e culture della terra e del territorio. Ha effettuato training in storiografia in Francia.
Dottore in Archeologia e Scienze Storiche, ha svolto diverse campagne di scavo alla necropoli del Cigno a Macchia Valfortore (CB), con lโUniversitร degli studi di Napoli Federico II e alla necropoli di Crocifisso del tufo a Orvieto (TR), con il Parco Archeologico Ambientale dellโOrvietano e lโ Universitร dell’Arizona. ร attuale vice Presidente della Pro Loco di SantโAgata dei Goti (BN) dove svolge anche la funzione di OLP per il Servizio Civile Universale. ร giornalista tirocinante presso la testata QuasiMezzogiorno. Sรฌ รจ occupato di alcuni ambiti di archeologia della produzione del Sannio caudino. Attualmente s’interessa alle istituzioni sociali e militari del Medioevo. ร vice Presidente dell’Istituto Storico Sannio Telesino.
Cultore di storia locale e delle tradizioni del suo paese. Autore del saggio “Notizie storiche ed urbanistiche di Cerreto antica” in cui ha ricostruito l’antico borgo distrutto dal terremoto del 1688.
Dottore in Legge ed autore di ricerche di Storia Locale. Ha partecipato al progetto “Un museo a colori” avente il fine di far conoscere il museo di arte ceramica di Cerreto Sannita. Le mansioni svolte sono state quelle di guida museale e bibliotecaria, e redazione di progetti e lavori di gruppo con gli altri volontari. Ha scritto un saggio nella Antologia dedicata al bicentenario della nascita di Michele Ungaro, edita dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita.
Giร sindaco di Caiazzo, dopo aver conseguito la maturitร scientifica, rivolge il suo impegno politico alle battaglie del Partito Radicale, soprattutto nel campo della tutela dell’ambiente e in quello per una giustizia giusta. Nel 1980 viene eletto consigliere comunale a Caiazzo, cittร in cui vive, in rappresentanza della “nuova sinistra”. Nel 1982 aderisce alla Lega per l’Ambiente, promuovendo diverse iniziative per la tutela del fiume Volturno e per il recupero del patrimonio edilizio del centro storico di Caiazzo. Tra il 1987 e il 1994 รจ Presidente dell’Associazione Storica del Caiatino. Nel 1994 viene eletto sindaco di Caiazzo con la lista civica “Rinascita Caiatina”. Rieletto nel 1998, si adopera per una crescita socio-economica della cittร ; realizza un programma pluriennale, che viene selezionato anche da “Sviluppo Italia” SpA per la costituzione di un Laboratorio di sperimentazione per lo sviluppo locale. Presidente dell’Associazione “Cittร Paesaggio” dal 2003, รจ coordinatore del progetto “Per una Carta dei paesaggi dell’olio e dell’olivo”, realizzato d’intesa con l’Associazione nazionale “Cittร dell’Olio”. Nel 2007 aderisce a Slow Food, dedicandosi soprattutto alla salvaguardia delle piccole produzioni agricole. Ha pubblicato con le Edizioni 2000diciassette: La Memoria e LโOblio, un saggio sullโeccidio di Caiazzo durante l’ultimo conflitto mondiale.
Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza Cultore di Storia Locale ha scritto il saggio: Telesia 1349 Peste e Terremoto edizioni duemiladicessette, 2016, Cartoline da Telese ed. Unione Filatelica Beneventana, 2009; Castelvenere Valdese insieme a P. Carlo Ed. Realtร Sannita, 2016; Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita insieme a F. Pace, edito dallโASMV nel 2019. Ha scritto nellโAntologia sulla vita di Michele Ungaro edito dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita nel 2019.ha in corso di pubblicazione un libro di poesie. Dirige la collana di poesie della Casa Editrice FioriDiZucca. Presidente pro-tempore dellโIstituto Storico del Sannio Telesino. Premio Upupa 2017 e 2019 per gli studi di storia locale.
Insegnante, vive a Caiazzo. ร Presidente del’Associazione Storica del Caiatino.
Maestro elementare, appassionato studioso e cultore di Storia Locale.
Biologo residente a Telese Terme. Cultore di storia locale con particolare riferimento alla storia del periodo sannitico. ร autore del saggio “La Leonessa e il fenomeno luminoso nella grotta di Sant’Angelo” edito da Fioridizucca nel 2022.
Sannita di origini e toscano d’adozione. Medico anestesista, ha coltivato con interesse e particolarmente studiato la “Terapia del dolore”. Di tale disciplina รจ stato per lunghi anni docente all’Universitร di Siena. Ha avuto anche esperienze di insegnamento all’estero (Bobigny Paris nord, Accademia Russa delle Scienze mediche, Accademia Lettone di Scienze odontoiatriche). Ufficiale medico dell’Esercito italiano, รจ appassionato di esoterismo, di cultura e tradizioni popolari. E’ autore di saggistica. Ha recentemente pubblicato saggio su “Massoneria, relazioni umane e comunicazione tecnologica” edito da Fioridizucca edizioni.
Giornalista professionista. Scrittore di romanzi e direttore di diverse testate radio televisive. Fondatore del sito: Neifatti.it
Medico specialista in oncologia e cure palliative รจ autore principalmente di pubblicazioni scientifiche di settore in lingua inglese ed italiana. ร stato inoltre relatore
Laurea magistrale in Lettere. Docente a Prato. Ha approfondito gli eventi storici che portarono alla โMarcia della fameโ del 1957 nei comuni del Valfortore sannita. Ha scritto il “Catasto Onciario della Terra di San Salvatore”.
Medico e scrittore. Ha allโattivo numerose collaborazioni con riviste di carattere storico. Ha pubblicato una Vita di San Leucio, il libro: โDa Casale a Comuneโ e la Storia della Parrocchiale Santa Maria Assunta di San Salvatore Telesino. Ha partecipato allโAntologia โDieci Medici Raccontanoโ, che ha ottenuto il “Premio Rufolo 2019”. Premio Olmo 2009 per il romanzo storico ยซL’ultima notte di Bedรฒยป, รจ anche autore di alcuni saggi sulla Storia della Medicina tra cui uno studio sulla Depressione dal titolo ยซIl potere misterioso della bile nera, breve storia della depressione da Ippocrate a Charlie Brownยป. Nel 2024 ha pubblicato “Fu la peste” e “Islam a Telesia” per ABE Editore Napoli. Fondatore e Direttore Editoriale della Casa Editrice Fioridizucca.
Studioso della storia del Risorgimento e cultore del periodo Borbonico, ha recentemente collaborato con un suo scritto allโantologia biografica dedicata a Michele Ungaro. Ha in corso un saggio su Sanchez De Luna, un Vescovo del โ700.

Scrittore, poeta e divulgatore culturale. Medico di continuitร assistenziale. Autore di diversi saggi storici e racconti. Ha partecipato all’antologia “Dieci Medici Raccontano”. Fondatore del Premio Nazionale Olmo che tutti gli anni si svolge in Raviscanina (Ce).
Dottore in Lettere. all’Universitร di Salerno, indirizzo “storico medievale”. Si รจ poi laureata in Scienze della Formazione primaria all’Ateneo di Campobasso. Studiosa della storia della sua cittร . Lettrice instancabile di autori italiani e stranieri, si occupa della formazione di piccoli lettori e poeti. ร insegnante nella Scuola Primaria da quindici anni. Ha sperimentato innovative metodologie di approccio alla lettura utilizzando le nuove tecnologie che hanno portato alla pubblicazione di una ricerca dal titolo: TIC e DSA. Riflessioni ed esperienze sulle nuove frontiere della pedagogia speciale, Ed. EriksonLive. La storia locale e la ricerca accurata le ha permesso di pubblicare anche un Saggio in storia medievale sull’assetto urbano e riorganizzazione del territorio della Benevento nei sec. XI e XII. Animatore culturale, scrive poesie per fermare in foto-scritte, attimi di vita.
Medico di Emergenza territoriale residente in Puglianello. Ha collaborato all’opera Dieci Medici Raccontano.
Lorenzo Piombo, medico psichiatra, dirigente del Dipartimento Salute Mentale della ASL di Benevento. Ricercatore e studioso di storia. Vive e opera a Morcone.
Avvocato. Patrocinante in Cassazione. Scrittore di Storia Locale. Opera a Guardia Sanframondi.
Promotore culturale dellโarea di Faicchio. Dopo aver conseguito la maturitร classica si รจ laureato in Economia. ร dirigente d’impresa a Milano nel settore delle borse valori e mercati finanziari. Ha scritto diversi articoli sulla stampa finanziaria nazionale, tra cui il Sole 24 Ore ed Investire. ร appassionato di cultura locale, ha vinto il premio Prosa IX Premio letterario dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Titolare delle strutture ricettive “Magie del Sannio” ha dato vita anche al “Piccolo Museo privato di Faicchio Magie del Sannio”.
Dottore in Storia. Autore di un saggio storico, conseguente a ricerca d’archivio, sul suo Comune dal titolo: ย Faicchio 1920 – 1946 dall’avvento del Fascismo alla nascita della Repubblica, 2016.
Medico ed esperto di storia della gastronomia.
Architetto e docente. Appassionato cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, cittร in cui vive. Ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti. Collabora con il Blog dell’Istituto Storico del Sannio di cui รจ socio fondatore. ร autore del saggio “Cominium Ocritum e le forche caudine: una storia
Studioso del ‘700 napoletano e dell’epopea di Federico II ha approfondito in modo particolare le influenza arabe sull’architettura napoletana. Studioso diย suffisso e di religioni orientali.
Medico del Lavoro. Regista teatrale. Giornalista pubblicista. Fondatore di “Byblos”, la biblioteca del Sannio. Scrittore e divulgatore della storia e dei personaggi del Sannio, ha pubblicato “A tavola nel Sannio”, una guida ai ristoranti della provincia di Benevento; “Dietro la Leggenda” (2016), una raccolta di racconti ispirati a fiabe e a leggende del Sannio. Nel 2017 ha pubblicato “Samnes”, un romanzo storico sull’epopea sannita. Ha curato la trascrizione del manoscritto e la stampa dei tre volumi delle “Memorie storiche di Cerreto Sannita per Arcidiacono Nicola Rotondi”. Nel 2019 ha pubblicato “Guida alla Valle Telesina e al Sannio”. Ha pubblicato “Il delitto del pozzo dei pazzi”, un medical-thriller ambientato nel primo ‘900 nell’ospedale degli Incurabili di Napoli. ร autore della “Storia di Cerreto dalla preistoria alla seconda guerra mondiale (2022) e di “Fiabe e Favole in cerretese”, edito da Fioridizucca. (2023).
ร nato e vive a Castelvenere. Giร docente di materie letterarie nella scuola statale, ha pubblicato diverse raccolte di liriche, pagine di ricerca letteraria, studi relativi alla cultura popolare. ร presente in antologie, dizionari bio-bibliografici e testi scolastici. Appassionato si storia e di tradizioni locali, รจ membro di associazioni culturali nazionali. I suoi versi hanno ricevuto giudizi positivi da parte della critica e in concorsi letterari si รจ classificato ai primi posti.
Giornalista Pubblicista. Esperto di Enologia, collabora a diversi siti web del settore. Collaboratore del blog lucianopignataro.it รจ responsabile dell’Ufficio Stampa del Sannio Consorzio Tutela Vini. 
Infaticabile animatore culturale dellโarea del Caiatino e del Casertano. Allievo del prof. Galasso. Fondatore di Gruppi culturali dediti alla divulgazione della storia del Territorio, attualmente responsabile di Procedimento Unitร Operativa Biblioteca civica e Archivio Storico del Comune di Caiazzo.