
Nel 2011, in concomitanza con il 150ยฐ anniversario dellโunificazione della Penisola, lโIstituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inra) presentรฒ i dati di una complessa indagine sullโevoluzione dei consumi registrata a partire dal 1861. La lente era puntata su alcuni prodotti alimentari che oggi costituiscono le componenti fondamentali della dieta italiana. Dallโindagine emergeva una frattura profonda tra due periodi, contrassegnati da dinamiche che possiamo definire quasi opposte: il primo periodo comprende il novantennio che scorre tra lโunificazione e la fine della seconda guerra mondiale; il secondo interessa gli ultimi sessantโanni. Due epoche segnate da dati inequivocabili: nel corso del primo periodo i consumi di questi cibi erano aumentati molto poco e molto lentamente, confermando lโimmagine di un Paese povero e arretrato, condannato a una dieta pressochรฉ vegetariana, povera di grassi e di proteine; nella seconda fase si registra una brusca impennata che inverte la tendenza e apre, con il 1950, unโepoca nuova e senza precedenti, di crescita costante e intensa, nella quale lโalimentazione italiana raggiunge i livelli e gli standard dei Paesi avanzati del mondo occidentale.
Per il mondo del vino la ripresa dopo la seconda guerra mondiale fu alquanto lenta a causa di piรน difficoltร , aumentate nel Sannio che si trovava a fare i conti anche con i danni causati da un imprevisto e doloroso passaggio del conflitto bellico. Nel corso del convegno agrario italo-americano che si svolse a Firenze, dal 25 al 29 gennaio 1946, si sviscerarono le negativitร legate alla ricostruzione viticola post fillosserica che aveva subito un evidente rallentamento, con le criticitร che furono acuite dalla mancanza di manodopera e dalla distruzione di quella che era l’industria vivaistica. A tutto ciรฒ si andavano a sommare, nelle regioni interessate anche dalla guerra di liberazione della Penisola, i rilevanti danni causati dalle offese belliche e dalle occupazioni da parte dei reparti militari. Fenomeno che interessรฒ anche la Campania, in particolare le province di Benevento, Avellino e Salerno, in cui circa il 30% del patrimonio dei vigneti aveva subito danni.
Nel 1948 la produzione di uva nel Sannio toccรฒ la cifra di 697.430 quintali, mentre furono prodotti 424.080 ettolitri di vino. Numeri che erano ben lontani da quelli delle vendemmie antecedenti alla guerra: nel 1938 la produzione di uva in provincia fu di 1.081.000 quintali. Le cose andarono meglio con la vendemmia 1949, quando si raccolsero 1.023.490 quintali di uva e si produssero 611.990 ettolitri di vino. Ma giร l’anno successivo si registrรฒ una nuova contrazione (813.310 quintali di uva, 481.900 ettolitri di vino), che diventรฒ ancora piรน marcata nel 1951 (728.210 quintali di uva, 432.520 ettolitri di vino). In questo frangente a causare le difficoltร fu soprattutto la progressiva crisi dei prezzi agricoli rispetto a quelli industriali. Il prezzo dell’uva, nel periodo considerato, diminuรฌ del 40-50%, mentre i costi di produzione lievitarono sensibilmente, se si considera che solo il prezzo del solfato di rame aumentรฒ del 150%.
Nonostante queste difficoltร fu proprio il vino a โsoccorrereโ in quel periodo le casse comunali. Il Consiglio comunale, guidato dal sindaco Cosimo Moccia, nellโimpossibilitร di pareggiare il bilancio 1947, il 24 ottobre di quellโanno deliberรฒ ยซdi istituire un diritto in ragione del 0,50% sul valore del vino esportato, in considerazione che il comune produce diverse migliaia di quintali di vino allโannoยป. Richiesta che fu inviata, tramite la Prefettura di Benevento, al Ministero delle Finanze, al fine di ottenere la relativa autorizzazione. Il 30 gennaio 1948 arrivรฒ la risposta da parte della Direzione generale dei servizi per la finanza locale, che riportava il parere espresso dal Ministro delle finanze di concerto con quello per l’interno. I dicasteri autorizzavano il Comune ad istituire tale diritto, ampliandolo anche al mosto e all’uva, in considerazione del fatto che ยซla produzione locale dei detti generi รจ tale da rendere apprezzabile il provento dellโaccennato diritto ai fini del miglioramento della situazione finanziaria del Comuneยป.
Si trattava di una misura di non poco conto se consideriamo che solo qualche mese prima, il 1ยฐ maggio, erano entrate in vigore le nuove tariffe relative allโimposta comunale sulle bevande vinose. La tariffa sui โVini comuniโ (quelli confezionati in fusti o altri recipienti, di gradazione alcolica superiore od uguale ai cinque gradi dellโalcoolometrico di Gaj Lussac e non superiore a ventuno) passรฒ dalle 500 alle 800 lire ad ettolitro; quella sui โVini finiโ (vini speciali: vini liquorosi, passiti e non passiti; vini aromatici e aperitivi a base di vino), passรฒ dalle 1.000 lire alle 3.000 lire ad ettolitro: lโimposta per i vini in bottiglia, di qualsiasi qualitร , venne aumentata da 10 lire a 40 lire a bottiglia; quella degli spumanti salรฌ da 50 lire a 100 lire alla bottiglia. Restรฒ invariata, invece, la tariffa prevista per lโuva fresca destinata alla vinificazione, quantificata in 520 lire al quintale. Esente le uve da tavola di qualitร pizzutella, pane, panse, precoce, zibibbo, moscato nero e bianco, luglienga bianca.
Lo scenario ebbe il bis lโanno successivo, con un atto adottato il 13 dicembre 1948ย da unโassise consiliare striminzita (oltre al sindaco Moccia cโerano i consiglieri Giuseppe Moccia, Antonio Di Santo, Vincenzo Venditti, Matteo Simone, Angelo Matarazzo e Luigi D’Onofrio). In quella occasione il Consiglio comunale ripropose la richiesta di usufruire del diritto speciale sul vino, uva e mosto. Misura che si imponeva ยซin quanto si renderebbe impossibile il pareggio del Bilancio dellโEsercizio 1949, in corso di compilazione, avendo applicato in esso tutti i normali tributi di carattere locale, con le aliquote massime consentiteยป. Nellโatto consiliare si evidenziava anche lโinutilitร ยซdi estendere lโimposta di consumo a nuove voci per il loro irrilevante rendimento, in quanto lโunica maggiore produzione locale รจ il vinoยป. Cosรฌ come si sottolineava lโequitร della tassazione, considerato ยซche tale imposizione colpisce la maggior parte dei cittadini, essendo questo Comune eminentemente agricolo, specializzato in particolar modo nella coltivazione dei vignetiยป e ยซche data lโesigua percentuale 0,50%, lโimposta non รจ tanto risentita dai contribuentiยป.ย
Partiva, dunque, una nuova richiesta al Ministero delle Finanze ยซaffinchรฉ anche per lโEsercizio 1949, siano applicati i diritti di esportazione sul vino, mosto ed uva prodotto in questo tenimento e destinate al trasporto in altri Comuni, in misura del 0,50% sul valoreยป. Lโatto venne approvato allโunanimitร dai sette componenti presenti: numero minimo necessario per garantire la validitร della seduta. In aula erano presenti i rappresentanti di entrambe le espressioni consiliari che da oltre due anni si andavano duramente combattendo in aula e a suon di ricorsi. Si trattรฒ dellโultima seduta consiliare presieduta dal sindaco Moccia che, sul finire dellโanno, presentรฒ le dimissioni. Lโepisodio del voto congiunto non deve stupire piรน di tanto se consideriamo che anche la nuova amministrazione comunale, guidata da Vincenzo Venditti, chiederร lโapplicazione di questo diritto speciale per pareggiare i bilanci comunali dei successivi tre anni.
Il vino, dunque, โsalvagenteโ delle finanze comunali. Nonostante lโaliquota venisse considerata ยซesiguaยป dagli amministratori, essa produsse entrate tali da garantire il pareggio di bilancio. Per lโesercizio finanziario 1951 lโamministrazione prevedeva, allโatto della richiesta inviata al Ministero, un’entrata, grazie a questo diritto speciale, quantificata in 400.000 lire: voce consistente se si considera che il totale del bilancio superava di poco i sei milioni di lire.
Negli anni di cui stiamo parlando il consumo del vino registrรฒ forti incrementi. Nel 1951 il consumo medio di vino pro capite in Italia toccรฒ la cifra di 83,8 litri. Questa cifra salirร anno dopo anno, fino a toccare i 116 litri pro capite nel 1968. La successiva inversione della curva portรฒ la discesa sotto i 100 litri pro capite nellโanno 1975. Seguรฌ un declino costante: nel 1986, lโanno delloย scandalo del metanolo, il consumo medio pro capite di vino si attestรฒ alla cifra di 68 litri.ย Oggi siamo a circa 37 litri di vino a persona, minimo storico dallโUnitร dโItalia, rappresentando poco piรน della metร dei consumiย di bevande alcoliche (vini, birre, liquori e acquaviti) che si attestano a circa 70 litri per persona allโanno.ย ย
Questi numeri sono ben lontani da quelli che fanno segnare leย bevande gassate che, nonostante i cali degli ultimissimi anni, registrano un consumo medio annuo pro-capite di circa 50 litri. La bibita diventata icona di questo mercato, la Coca Cola, negli anni in cui si vedevano aumentare i consumi del vino era costretta a fare i conti con un difficile ingresso sul mercato italiano ed europeo. In piena seconda guerra mondiale, la Germania di Hitler ne vietรฒ lโimportazione sul suolo tedesco. In Italia questa guerra alla bibita americana proseguรฌ anche dopo la fine del conflitto, condotta soprattutto dalle forze di sinistra. Nel mondo comunista quel ยซliquido oscuroยป, che tra il 1948 e il 1952 i compagni francesi avevano sparso per le vie di Parigi, rimase a lungo unโentitร innominabile, tanto da chiamarla ยซla bibita Zeta-Zetaยป. Una forte ostilitร che non veniva nascosta dallo stesso leader di allora del Pci, lโonorevole Palmiro Togliatti, il quale, nel corso di un dibattito in aula sul Patto Atlantico (correva lโanno 1949), in risposta alle continue interruzioni del deputato democristiano Tonengo, di cui erano note a Montecitorio le debolezze etiliche, con crudele sarcasmo affermรฒ: ยซOnorevole Tonengo si auguri che assieme alla Nato non venga approvata qualche clausola segreta con cui sโimponga persino a lei di bere Coca-Cola anzichรฉ il vino dei colli dellโAstigianoยป.
In alternativa, venne favorita lโattivitร imprenditoriale di un giovane laziale,ย Pietro Neri, che nel 1949 lanciรฒ in Italia una bibita innovativa che subito incontrรฒ il favore del pubblico, il Chinotto. Una bottiglia senza etichetta, che mostrava interamente un liquido scuro, simile a quello della Coca Cola, che era sbarcata qualche anno prima con lโesercito americano ad Anzio.

Al tempo stesso la Coca Cola fu oggetto di un serrato scontro politico, con i comunisti che profusero grande impegno affinchรฉ lโimposta di consumo per la bibita proveniente dallโAmerica fosse determinata nella misura del 25%, rispetto al 10% di tutte le altre bevande gassate, che venivano tutte prodotte utilizzando una parte di succo di frutta. Nellโambito del dibattito che si registrรฒ nelle aule parlamentari il senatore comunista Paolo Fortunati pronunciรฒ contro la bibita una vera e propria dichiarazione di guerra: ยซAddirittura si dice ormai pubblicamente, a Bologna e fuori Bologna, che anche la Coca Cola sarร considerata a base di succhi naturali di frutta. Io non vorrei che gli italiani fossero costretti a fare quello che fanno gli egiziani ad Alessandria e al Cairo: cioรจ a rovesciare e a bruciare per le strade gli autocarri che trasportano la Coca Cola!ยป. Contro la diffusione della bibita erano anche le frange piรน conservatrici della Democrazia Cristiana, influenzate soprattutto dalla gerarchia ecclesiastica, che diffidava non solo sul liquido esotico e frizzante ma sulla stessa forma della bottiglietta, che sembrava ricalcare i fianchi femminili.

In questo clima, lโamministrazione castelvenerese guidata dal sindaco Venditti, nella seduta del 29 ottobre 1950 non perse tempo a deliberare lโatto con cui stabiliva ยซlโaliquota dโimposta sul Coca Cola al 25%, vale a dire a lire 12,50 alla bottigliaยป, atto che ben presto dovette essere annullato. Lโassise cittadina, nella seduta del 27 maggio dellโanno successivo, adottรฒ una nuova delibera che faceva seguito ad un invito espresso il 7 aprile precedente dalla Prefettura di Benevento. Con la nuova delibera venne ridotta dal 25% al 10 lโaliquota di imposta sulla bibita, con la tariffa che passรฒ da 12,5 a 5 lire alla bottiglia.
Lโultimo attacco alla bibita arrivata da Atlanta fu sferzato nel 1953 dal Governo democristiano, guidato da Alcide De Gasperi che, sollecitato dal presidente della Coldiretti Paolo Bonomi, decise di tassare pesantemente la Coca Cola, con lโaccusa di ledere gli interessiย dei viticoltori. Fu il classico colpo di coda, considerato che anche i democratici cristiani ben presto si sarebbero adattati alle tendenze del mercato.ย Nel dicembre di quello stesso anno anche in Francia, dove piรน forte era stata la campagna contro la ยซcoca-colonizzazioneยป, la Coca Cola divenne una bibita, libera di essere commercializzata.ย Si stava ormai entrando nella societร dei consumi.
Archeologa classica. Lavora presso l’Universitร del Salento.
Antonella Selvaggio
Architetto, libero professionista. Si occupa di progettazione architettonica, interior design e aspetti legati all’architettura del paesaggio. Dal 2021 รจ Consigliere dell’ordine degli Architetti della Provincia di Benevento. Ha partecipato a Mostre sul restauro architettonico e a numerose iniziative riguardanti la promozione territoriale.
Vive a Morcone. Presidente Italia Nostra Matese Alto Tammaro.
Dottore di ricerca in Ingegneria Elettronica ed informatica presso l’Universitร degli Studi di Napoli. Ha Svolto attivitร didattica presso l’Universitร Federico II. Vive a Telese.
Laurea in giurisprudenza presso l’Universitร degli Studi “La Sapienza” di Roma. Dirigente amministrativa presso l’Universitร del Molise.



Andrea Ciervo nato a Caserta il 12.10.1975. Presbitero dal 24 novembre 2012 giร Laureato in Giurisprudenza alla Federico II, con una tesi di Diritto Ecclesiastico sui Risvolti dei Patti Lateranensi col prof. Mario Tedeschi…tirocinante poi presso Studio Notaro in via Mezzocannone di Napoli…consegue il Baccalaureato presso l’Aloysianum di Padova nel 2007 con una tesi sulla Religione in Immanuel Kant col prof. Secondo Bongiovanni. Si Laurea in Sacra Teologia presso la Facoltร Teologica dell’ Italia Meridionale sezione san Tommaso nel 2012 sempre “Summa cum laude”
Presidente dellโAssociazione culturale โLa Biblioteca del Sannioโ, dottore di ricerca presso lโUniversitร degli Studi della Campania โLuigi Vanvitelliโ con una tesi sulla metadatazione della cartografia storica. Giornalista e direttore di Canale Sassuolo. Giร docente a contratto di Lingua e Cultura Spagnola e Global History, presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo vanvitelliano, รจ attualmente tutor di Storia Contemporanea e Storia dei Partiti e Movimenti politici.






Farmacista. Dopo la laurea ha conseguito un master biennale e un corso di perfezionamento, approfondendo le conoscenze in ambito fitoterapico, micoterapico e nutraceutico, con la pubblicazione del lavoro di tesi sulla rivista di divulgazione scientifica di medicina naturale ‘Scienza Natura’ del Prof. Ivo Bianchi. Attivo nel sociale, รจ membro del Rotary Club Valle Telesina ed รจ amante dello sport e della natura. Innamorato del proprio territorio, ha iniziato a coltivare l’interesse per la storia locale.
Nato a Ponte, dove risiede. Dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato. Cultore di storia locale con particolare attenzione al periodo medievale. Ha pubblicato “Ponte tra Cronaca e Storia”, “Domenico Ocone, quarant’anni di storia pontese…”, “Le Vie di Ponte tra Storia e Leggenda”. Collabora con varie associazioni culturali.
Nato a Telese Terme ma originario di Amorosi รจ stato allievo del filosofo Massimo Achille Bonfantini. Laureato in Semiotica e Filosofia del Linguaggio presso l’Universitร l’Orientale di Napoli. Dedica le sue ricerche prevalentemente allo studio della filosofia e della psicologia dell’inconscio, come dei nuovi percorsi conoscitivi applicati alle neuroscienze. Ha pubblicato Cento petali e una rosa. Semiosi di un romanzo storico (Natan, 2016), Filosofia hegeliana e religione. Osservazioni su Sebastiano Maturi (Natan, 2017) e, recentemente, il saggio dal titolo: Nel gioco di un’incerta reciprocitร : Gregory Bateson e la teoria del “doppio legame” (Ediz. Del Faro, 2020).
Musicista. Maestro di clarinetto ed orchestrale. Studioso di storia della filosofia e del ‘700 napoletano. Esperto simbolista e autore di testi esoterico/filosofici.
Nato a Napoli e residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia allโUniversitร di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale allโUniversitร di Modena รจ stato aiuto chirurgo presso lโospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente รจ pensionato.ย Dal 1ยฐ giugno 1978 รจ socio corrispondente dellโAssociazione Culturale Italo Ispanica โC. Colombo โ Madridโ.ย Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche.ย Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dellโAssociazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio รจ stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.
Originario di Castelvenere. Giร dipendente del Miur ora in pensione. Appassionato di Storia locale ed animatore di gruppi per la diffusione della lingua e delle tradizioni di Castelvenere.
Esperta di Comunicazione Istituzionale; in particolar modo di Social Media Policy e e di politiche agroalimentari legate all’economia di piccola scala per Slow Food, in Campania e Basilicata. Suoi contributi in ambito associativo sono legati a tradizioni e culture della terra e del territorio. Ha effettuato training in storiografia in Francia.
Dottore in Archeologia e Scienze Storiche, ha svolto diverse campagne di scavo alla necropoli del Cigno a Macchia Valfortore (CB), con lโUniversitร degli studi di Napoli Federico II e alla necropoli di Crocifisso del tufo a Orvieto (TR), con il Parco Archeologico Ambientale dellโOrvietano e lโ Universitร dell’Arizona. ร attuale vice Presidente della Pro Loco di SantโAgata dei Goti (BN) dove svolge anche la funzione di OLP per il Servizio Civile Universale. ร giornalista tirocinante presso la testata QuasiMezzogiorno. Sรฌ รจ occupato di alcuni ambiti di archeologia della produzione del Sannio caudino. Attualmente s’interessa alle istituzioni sociali e militari del Medioevo. ร vice Presidente dell’Istituto Storico Sannio Telesino.
Cultore di storia locale e delle tradizioni del suo paese. Autore del saggio “Notizie storiche ed urbanistiche di Cerreto antica” in cui ha ricostruito l’antico borgo distrutto dal terremoto del 1688.
Dottore in Legge ed autore di ricerche di Storia Locale. Ha partecipato al progetto “Un museo a colori” avente il fine di far conoscere il museo di arte ceramica di Cerreto Sannita. Le mansioni svolte sono state quelle di guida museale e bibliotecaria, e redazione di progetti e lavori di gruppo con gli altri volontari. Ha scritto un saggio nella Antologia dedicata al bicentenario della nascita di Michele Ungaro, edita dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita.
Giร sindaco di Caiazzo, dopo aver conseguito la maturitร scientifica, rivolge il suo impegno politico alle battaglie del Partito Radicale, soprattutto nel campo della tutela dell’ambiente e in quello per una giustizia giusta. Nel 1980 viene eletto consigliere comunale a Caiazzo, cittร in cui vive, in rappresentanza della “nuova sinistra”. Nel 1982 aderisce alla Lega per l’Ambiente, promuovendo diverse iniziative per la tutela del fiume Volturno e per il recupero del patrimonio edilizio del centro storico di Caiazzo. Tra il 1987 e il 1994 รจ Presidente dell’Associazione Storica del Caiatino. Nel 1994 viene eletto sindaco di Caiazzo con la lista civica “Rinascita Caiatina”. Rieletto nel 1998, si adopera per una crescita socio-economica della cittร ; realizza un programma pluriennale, che viene selezionato anche da “Sviluppo Italia” SpA per la costituzione di un Laboratorio di sperimentazione per lo sviluppo locale. Presidente dell’Associazione “Cittร Paesaggio” dal 2003, รจ coordinatore del progetto “Per una Carta dei paesaggi dell’olio e dell’olivo”, realizzato d’intesa con l’Associazione nazionale “Cittร dell’Olio”. Nel 2007 aderisce a Slow Food, dedicandosi soprattutto alla salvaguardia delle piccole produzioni agricole. Ha pubblicato con le Edizioni 2000diciassette: La Memoria e LโOblio, un saggio sullโeccidio di Caiazzo durante l’ultimo conflitto mondiale.
Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza Cultore di Storia Locale ha scritto il saggio: Telesia 1349 Peste e Terremoto edizioni duemiladicessette, 2016, Cartoline da Telese ed. Unione Filatelica Beneventana, 2009; Castelvenere Valdese insieme a P. Carlo Ed. Realtร Sannita, 2016; Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita insieme a F. Pace, edito dallโASMV nel 2019. Ha scritto nellโAntologia sulla vita di Michele Ungaro edito dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita nel 2019.ha in corso di pubblicazione un libro di poesie. Dirige la collana di poesie della Casa Editrice FioriDiZucca. Presidente pro-tempore dellโIstituto Storico del Sannio Telesino. Premio Upupa 2017 e 2019 per gli studi di storia locale.
Insegnante, vive a Caiazzo. ร Presidente del’Associazione Storica del Caiatino.
Maestro elementare, appassionato studioso e cultore di Storia Locale.
Biologo residente a Telese Terme. Cultore di storia locale con particolare riferimento alla storia del periodo sannitico. ร autore del saggio “La Leonessa e il fenomeno luminoso nella grotta di Sant’Angelo” edito da Fioridizucca nel 2022.
Sannita di origini e toscano d’adozione. Medico anestesista, ha coltivato con interesse e particolarmente studiato la “Terapia del dolore”. Di tale disciplina รจ stato per lunghi anni docente all’Universitร di Siena. Ha avuto anche esperienze di insegnamento all’estero (Bobigny Paris nord, Accademia Russa delle Scienze mediche, Accademia Lettone di Scienze odontoiatriche). Ufficiale medico dell’Esercito italiano, รจ appassionato di esoterismo, di cultura e tradizioni popolari. E’ autore di saggistica. Ha recentemente pubblicato saggio su “Massoneria, relazioni umane e comunicazione tecnologica” edito da Fioridizucca edizioni.
Giornalista professionista. Scrittore di romanzi e direttore di diverse testate radio televisive. Fondatore del sito: Neifatti.it
Medico specialista in oncologia e cure palliative รจ autore principalmente di pubblicazioni scientifiche di settore in lingua inglese ed italiana. ร stato inoltre relatore
Laurea magistrale in Lettere. Docente a Prato. Ha approfondito gli eventi storici che portarono alla โMarcia della fameโ del 1957 nei comuni del Valfortore sannita. Ha scritto il “Catasto Onciario della Terra di San Salvatore”.
Medico e scrittore. Ha allโattivo numerose collaborazioni con riviste di carattere storico. Ha pubblicato una Vita di San Leucio, il libro: โDa Casale a Comuneโ e la Storia della Parrocchiale Santa Maria Assunta di San Salvatore Telesino. Ha partecipato allโAntologia โDieci Medici Raccontanoโ, che ha ottenuto il “Premio Rufolo 2019”. Premio Olmo 2009 per il romanzo storico ยซL’ultima notte di Bedรฒยป, รจ anche autore di alcuni saggi sulla Storia della Medicina tra cui uno studio sulla Depressione dal titolo ยซIl potere misterioso della bile nera, breve storia della depressione da Ippocrate a Charlie Brownยป. Nel 2024 ha pubblicato “Fu la peste” e “Islam a Telesia” per ABE Editore Napoli. Fondatore e Direttore Editoriale della Casa Editrice Fioridizucca.
Studioso della storia del Risorgimento e cultore del periodo Borbonico, ha recentemente collaborato con un suo scritto allโantologia biografica dedicata a Michele Ungaro. Ha in corso un saggio su Sanchez De Luna, un Vescovo del โ700.

Scrittore, poeta e divulgatore culturale. Medico di continuitร assistenziale. Autore di diversi saggi storici e racconti. Ha partecipato all’antologia “Dieci Medici Raccontano”. Fondatore del Premio Nazionale Olmo che tutti gli anni si svolge in Raviscanina (Ce).
Dottore in Lettere. all’Universitร di Salerno, indirizzo “storico medievale”. Si รจ poi laureata in Scienze della Formazione primaria all’Ateneo di Campobasso. Studiosa della storia della sua cittร . Lettrice instancabile di autori italiani e stranieri, si occupa della formazione di piccoli lettori e poeti. ร insegnante nella Scuola Primaria da quindici anni. Ha sperimentato innovative metodologie di approccio alla lettura utilizzando le nuove tecnologie che hanno portato alla pubblicazione di una ricerca dal titolo: TIC e DSA. Riflessioni ed esperienze sulle nuove frontiere della pedagogia speciale, Ed. EriksonLive. La storia locale e la ricerca accurata le ha permesso di pubblicare anche un Saggio in storia medievale sull’assetto urbano e riorganizzazione del territorio della Benevento nei sec. XI e XII. Animatore culturale, scrive poesie per fermare in foto-scritte, attimi di vita.
Medico di Emergenza territoriale residente in Puglianello. Ha collaborato all’opera Dieci Medici Raccontano.
Lorenzo Piombo, medico psichiatra, dirigente del Dipartimento Salute Mentale della ASL di Benevento. Ricercatore e studioso di storia. Vive e opera a Morcone.
Avvocato. Patrocinante in Cassazione. Scrittore di Storia Locale. Opera a Guardia Sanframondi.
Promotore culturale dellโarea di Faicchio. Dopo aver conseguito la maturitร classica si รจ laureato in Economia. ร dirigente d’impresa a Milano nel settore delle borse valori e mercati finanziari. Ha scritto diversi articoli sulla stampa finanziaria nazionale, tra cui il Sole 24 Ore ed Investire. ร appassionato di cultura locale, ha vinto il premio Prosa IX Premio letterario dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Titolare delle strutture ricettive “Magie del Sannio” ha dato vita anche al “Piccolo Museo privato di Faicchio Magie del Sannio”.
Dottore in Storia. Autore di un saggio storico, conseguente a ricerca d’archivio, sul suo Comune dal titolo: ย Faicchio 1920 – 1946 dall’avvento del Fascismo alla nascita della Repubblica, 2016.
Medico ed esperto di storia della gastronomia.
Architetto e docente. Appassionato cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, cittร in cui vive. Ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti. Collabora con il Blog dell’Istituto Storico del Sannio di cui รจ socio fondatore. ร autore del saggio “Cominium Ocritum e le forche caudine: una storia
Studioso del ‘700 napoletano e dell’epopea di Federico II ha approfondito in modo particolare le influenza arabe sull’architettura napoletana. Studioso diย suffisso e di religioni orientali.
Medico del Lavoro. Regista teatrale. Giornalista pubblicista. Fondatore di “Byblos”, la biblioteca del Sannio. Scrittore e divulgatore della storia e dei personaggi del Sannio, ha pubblicato “A tavola nel Sannio”, una guida ai ristoranti della provincia di Benevento; “Dietro la Leggenda” (2016), una raccolta di racconti ispirati a fiabe e a leggende del Sannio. Nel 2017 ha pubblicato “Samnes”, un romanzo storico sull’epopea sannita. Ha curato la trascrizione del manoscritto e la stampa dei tre volumi delle “Memorie storiche di Cerreto Sannita per Arcidiacono Nicola Rotondi”. Nel 2019 ha pubblicato “Guida alla Valle Telesina e al Sannio”. Ha pubblicato “Il delitto del pozzo dei pazzi”, un medical-thriller ambientato nel primo ‘900 nell’ospedale degli Incurabili di Napoli. ร autore della “Storia di Cerreto dalla preistoria alla seconda guerra mondiale (2022) e di “Fiabe e Favole in cerretese”, edito da Fioridizucca. (2023).
ร nato e vive a Castelvenere. Giร docente di materie letterarie nella scuola statale, ha pubblicato diverse raccolte di liriche, pagine di ricerca letteraria, studi relativi alla cultura popolare. ร presente in antologie, dizionari bio-bibliografici e testi scolastici. Appassionato si storia e di tradizioni locali, รจ membro di associazioni culturali nazionali. I suoi versi hanno ricevuto giudizi positivi da parte della critica e in concorsi letterari si รจ classificato ai primi posti.
Giornalista Pubblicista. Esperto di Enologia, collabora a diversi siti web del settore. Collaboratore del blog lucianopignataro.it รจ responsabile dell’Ufficio Stampa del Sannio Consorzio Tutela Vini. 
Infaticabile animatore culturale dellโarea del Caiatino e del Casertano. Allievo del prof. Galasso. Fondatore di Gruppi culturali dediti alla divulgazione della storia del Territorio, attualmente responsabile di Procedimento Unitร Operativa Biblioteca civica e Archivio Storico del Comune di Caiazzo.