
In occasione della tuttora in corso epidemia da Coronavirus, nata agli inizi del 2020, anno bisesto, si sta dicendo e facendo vedere di tutto e di piรน. Al riguardo, nello studiare la storia di precedenti cosรฌ definite pestilenze in Italia,(1) ho notato, a me pare, numerose analogie singolari, frutto, nella realtร , talvolta di immaginazioni, talaltra di certezze; per questa ragione, senza andare troppo indietro nel tempo e partendo dal Medioevo (476-1492) tenterรฒ di sunteggiarne alcune, tra le piรน comuni e semplici e a prescindere da tipo, causa, concausa, sintomi, prognosi e terapia, nel dettaglio.
Per quanto concerne il luogo dโorigine, fin dai primi giorni sโรจ detto che la malattia da Coronavirus ha avuto inizio in Cina; in seguito sโรจ parlato della diffusione nei quattro continenti. Giร in passato, nel 1347-โ48, una pestilenza, la Peste, o Morte, nera mitizzata dal Boccaccio, partendo dallโinterno dellโAsia, forse dalla Cina, coinvolse mezzo mondo e lโItalia da nord a sud, poi ritornรฒ e si estinse nel 1363.(2)
Circa la cagione, รจ diventato subito notorio che il morbo in atto รจ innescato da un virus, ossia un microorganismo, invisibile ad occhio nudo, il quale, di solito trasmesso dallโaria respirata o da starnuti di persone contaminate, penetra attraverso la bocca e il naso nei polmoni di individui sani, vi si localizza, li infiamma e determina febbre alta con difficoltร nella respirazione. Riprendendo intuizioni antiche, alcuni autori del Medioevo e poi del Moderno, fino al XIX secolo quando vennero scoperti i primi microorganismi, ritennero che semi, cioรจ animaletti piccolissimi, invisibili ad occhio nudo, per mezzo dellโaria malsana penetravano attraverso naso e bocca nel corpo umano, avvelenavano dapprima i polmoni e di conseguenza il cuore e provocavano gravi malattie. (3) Altri, nella seconda metร del XV secolo, rese noto che allo stesso modo agiva il vapore velenoso concentrato nellโaria, molte volte in modo tanto sottile da risultare non visibile, come pure le nebbie, i nugoli spessi e certi fumi; (4) oggi, si ritiene, altresรฌ, che e lo smog e lโaria inquinata possono veicolare e trasmettere il virus. (5)
Mezzi ipotizzati di contagio sarebbero anche il pane fresco e le verdure crude. Senonchรฉ, giร lโantica medicina indiana โe non รจ inverosimile quella cineseโ consigliava di non mangiare verdure crude nei periodi di moria. (6) Non solo, durantela epidemia del 1478-โ79 qualcuno suggerรฌ di mangiare pane abbrustolito e qualche altro di non toccare cose importate da luoghi infetti nรฉ mangiarle se non cotte o pulite o lavate. (7) Mi permetto inoltre rilevare, non avendolo notato ancora allo stato della ricerca, che fonte di diffusione potrebbero essere gli appartamenti in comune e i condominii. Del resto giร nel 1478โ79, venne dichiarato che la vicinanza di muri o la continuitร di case moltiplicavano la possibilitร di contagio. (8)
La fuga costituisce un particolare a tutti noto, infatti, fin da subito e per evitare lโinfezione, residenti contagiati e no si sono allontanati rapidamente dal luogo di insorgenza e da alcuni dโItalia verso mete stimate sicure. Negli anni Quaranta del VI secolo, poichรฉ la gente aveva la convinzione di evitare il flagello fuggendo, scappavano i figli lasciando insepolti i cadaveri dei genitori; correvano via i genitori, dimentichi del frutto, febbricitante, delle loro viscere. Nel VII secolo, si fuggiva per le cime dei monti o per luoghi diversi. (9) Si fuggiva durante la epidemia del 1348, perchรฉ a cura delleinfermitร nรฉ consiglio di medico nรฉ virtรน di alcuna medicina pareva che valesse e facesse effetto. (10) Nel corso della moria del 1478-โ79 venne addirittura proposto dal medico, quale precauzione, lโandare in alto o verso il basso, evitando la provenienza dellโaria infetta; non solo: fuggire presto e lontano e ritornare tardi. Anzi avendo la prevenzione utilizzato per giunta farmaci confezionati in pillole differenti, (11) vi fu chi, in seguito, perdurando nel 1656 la pestilenza manifestatasi nellโItalia centro-meridionale e in Genova, sostenne che lโunica efficace era la cosรฌ detta pillola del tribus, ossia, la solita fuga, ma: cede cito, longisque abi serusque reverte. (12)

A Pietraroia (BN), invece, gli abitanti credettero che questi tre avverbi allontanassero la distruttiva peste: โHaec tria tabificam pellunt adverbia pestem / Mox, longe, tarde, cede, recede redi / Tosto parti, lungi vanne, tardi tornaโโ; (13) in piรน, in localitร Metole โo Medele? cioรจ cureโ, lร dove, murata allโesterno di una casa colonica, lessi decenni or sono la citata epigrafe, ha inizio il Fosso dellโOspedale ed, รจ verosimile, stesse un lazzaretto.
Al presente, sono stati adottati provvedimenti sanitari di prevenzione, sicchรฉ le dimore sembrano disabitate e perchรฉ quasi piรน nessuno esce di casa e perchรฉ non piรน occupate; i negozi di alcuni generi sono stati chiusi; le strade e le piazze risultano deserte e difficoltosa la raccolta dei prodotti agricoli . Nellโanno 540, a causa della malattia si vedevano, per la cittร desolata, case vuote, botteghe chiuse, mancato commercio, (14) nel 1348, anche prodotti campestri non piรน raccolti. (15) e, nel 1656, le campagne deserte. (16)
ร vigente, del pari, la quarantena. Essa ricalca la misura secondo la quale, in occasione del morbo nel 1348, i viaggiatori indiziati venivano trattenuti nei lazzaretti; (17) ricorda pure la disposizione veneziana del 1364, in base alla quale era dโobbligo la stazione quarantenaria ossia la sosta per 40 giorni, in territorio di Ragusa, ma lontano dalla cittร , di uomini e merci che giungevano da paesi infetti dโoltremare. (18) La quarantena entrรฒ in vigore pure nel Regno di Napoli durante la moria del 1656. (19)
Le funzioni religiose dal vivo sono state sospese; rimangono soltanto โรจ ovvioโ i riti funebri, ma senza accompagnamento. Nel 1348, non anche i parenti e gli amici, ma soltanto prezzolati beccamorti di un vicinato, i quali si facevano chiamare becchini e, talvolta, qualche prete, a passo svelto portavano il morto nella chiesa piรน prossima al luogo del decesso e, al termine di una cerimonia semplice e breve, lo deponevano in un loculo ancora libero o nella fossa comune. Non diversamente accadde nel 1656. (20)
Sono state chiuse le scuole e prorogati i convegni. Nel 1478-โ79, venne consigliata lโastensione dalla stretta conversazione e dalla turba. (21) Nel 1493, il re di Napoli, durante il flagello che coinvolse la capitale, emise un bando nel quale circa i rimedi per espellere il morbo, ordinava, oltretutto, che le scuole venissero chiuse ed aboliti incontri e riunioni. Non in maniera differente si provvide nel 1656.(22)
Nellโautocertificazione COVID-19, aggiornata al 27 marzo 2020 ed obbligatoria, colui il quale si sposta dalla propria abitazione deve dichiarare, tra lโaltro: di non essere sottoposto alle misure della quarantena, ovvero di non essere risultato positivo al covid-19; lโindirizzo di partenza e quello dโarrivo; che lo spostamento รจ determinato da esigenze lavorative, da assoluta urgenza, da situazioni di necessitร e da motivi di salute. Nel โ200 e ancora nel 1348 e nel โ63, chi doveva recarsi da un luogo ad altro, aveva lโobbligo, per evitare il diffondersi della malattia, di mostrare la bolletta, ossia un attestato sulla integritร dello stato di salute propria e sulla salubritร dei paesi dai quali proveniva e ai quali era diretto. Per Napoli, nel 1624, veniva chiesto il โbollettino o fede di sanitร โ, rilasciato dallโufficio competente; nel 1654, un bando ordinava a tutti, di qualsivoglia stato, grado e qualitร , addirittura di non ardire nรฉ presumere lasciare la propria casa senza espresso ordine dellโautoritร costituita; altro, successivo, comandava lโutilizzo dei soliti bollettini di salute. (23)
ร stato posto in atto altresรฌ il sistema della zona rossa, o blindata ossia circoscritta da cintura di sicurezza di forze dellโordine, per impedire lโingresso e lโuscita di persone colpite. A Napoli, nel corso dellโ epidemia del 1656, venne disposto un cordone vigilato da nobili che, al fine di vanificare il rinnovo del contagio, impedรฌ lโingresso di nuove persone, dal regno e dallโestero, nella capitale, fino a quando tutto il regno non fu dichiarato libero dalla pestilenza. (24)
Colui il quale, infine, presta assistenza medica deve rispettare norme igieniche personali e indossare indumento adeguato costituito da tuta, cappuccio, maschera, occhiali, visiera, guanti e calzari. Del resto, negli anni Trenta del โ600, i medici si proteggevano con un abito, di vecchia invenzione โdata la fine, รจ chiaro, di precedenti colleghiโ e di stoffe particolari; comprendeva camicia, pantaloni legati alle tomaie di scarpe polacchine, camice fino alle caviglie e con maniche lunghe, cappuccio e maschera con lenti di cristallo, a protezione degli occhi, e naso a becco, con narici e contenente sostanze per la disinfezione dellโaria inspirata, cappello a falda larga, guanti, e bastone col quale poter toccare lโinfermo, (25) tenendovisi a distanza di sicurezza. (26)
Ordinari avvertimenti attuali, per evitare il morbo, sono il non toccarsi gli occhi, il naso e la bocca; lโ usare mascherina e guanti; il non frequentare locali chiusi, angusti, affollati, ad esempio negozi e, semmai, entrarvi a turno. Nel perdurare della moria del 1478-โ79 fu consigliato di non toccare gli occhi per non nuoce ad essi (27) e si notรฒ pure che il prendere a mani nude cose infette era dannoso e il contagio avvenuto per bocca e naso offendeva presto; pertanto, si suggerรฌ di guardarsi dallโaria chiusa e umida, di proteggere il naso e, perciรฒ, la bocca anche, con una spugna bagnata e di porre attenzione ai luoghi stretti e gremiti. (28)
Un complesso ancor piรน comune attiene a consigli di prudenza, ricordati in modo costante da mezzi audiovisivi e no, e dice: ยซResta a casa e non uscire se non per necessitร , soltanto per esigenze di salute, per lavoro o per fare la spesa; mantieni lโambiente pulito e aerato; evita il contatto con altri a meno di un metro o meglio due; lavati spesso le mani e poi trattale con disinfettantiยป. Del resto, nel corso del Medioevo giร di consueto si prestava interesse allโigiene del corpo, dellโalimentazione e dellโ ambiente e si dava importanza al lavarsi โspessoโ le mani. (29) Per quanto piรน direttamente interessa il tema, nel 1479-โ80 si raccomandรฒ, quali regole, di non uscire di casa, di tenere aerati e puliti gli ambienti, di evitare le conversazioni o, altrimenti, mantenersi dallโinterlocutore, almeno a due braccia, o a sei, se sospetto portatore di malattia infettiva, nonchรฉ, fra le altre misure igieniche, di lavarsi spesso le mani. (30) Provvedimenti analoghi vennero adottati a Napoli nel 1493 e nel 1656. (31)
A questo punto, mentre mi accingo a concludere, rimane sempre viva lโesortazione a mantenersi sani per mezzo del โlavarsi spesso le maniโ; il modo di dire, piรน volte utilizzato nel Medioevo e ripetuto nel tempo, come un comandamento, rivendica, pare, con la singolare analogia, origine da unโopera, fiore della medicina, della celeberrima Scuola Salernitana; essa rammentava, fra 3520 versi, il rinomato ammonimenti in latino:
“Si fore vis sanus ablue saepe manus“. (32)
(Se vuoi dirti sano lava spesso le mani).
Intanto, per questa drammatica vicenda, รจ in preparazione la Fase 2 che verrร presentata il 1 maggio 2020, di venerdรฌ.
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1- Cfr. R. Di Lello, Dagli Dei al Coronavirus e Id., Epidemie [โฆ] nellโEvo Antico [โฆ] nel Medioevo[โฆ] nellโEvo Moderno, in โQuattro passi nella storiaโ, Casertasera.it (11-3- 2020), (20- 3- 2020),( 4- 4-2020), (22- 4- 2020) 2- Cfr. Giovanni Boccaccio, Decameron, I. S. De Renzi, Storia della medicina in Italia, Napoli, Filiatre Sebezio, 1843-1848 โ Sala Bolognese, Forni, 1988 , 5 vol., II, pp. 294-307. J Thรฉodoridรจs, Dai miasmi ai virus, Paris, L. Pariente, 1992, pp. 109-110. 3- Cfr. G. Penso, La medicina romana, Paris, Ciba-Geigy, 1985, pp. 496 e 498; Id., La medicina medioevale, s.l., Ciba-Geigy, 1991, pp.501-502; J Thรฉodoridรจs, cit., pp. 22-27. 4- Cfr. Marsilio Ficino Consilio contro la pestilenzia, a c.d., E. Musacchio, Bologna Cappelli, 1983, cap. I-III, pp. 55-58, XXII, p. 106, XXIII, p. 108. 5- Cfr. yahoo, 24-4-2020. 6- E. H. Ackerknecht e A. H. Murken, Compendio di storia della medicina, Torino, Centro Scientifico Editore, 2000, pp. 52 e 55. 7- Autore ignoto, in G. Penso, 1991, cit., p. 512 e M. Ficino, cit., IV, p. 61 e V, p.66. 8- M. Ficino, cit., XXIII, p. 108. 9- Paolo Diacono, Storia dei Longobardi, a c.d. E Bartolini, Firenze, TEA, 1988, II, 4, pp. 58-61 e VI, 5, pp. 262-263. 10- Cfr. G. Boccaccio, cit., G. Penso,1991, cit., pp. 366-367. 11- Cfr. M. Ficino, cit., II, p. 57, V, p. 64,VI, pp. 66-69, XXIII, pp. 108-110. 12- Id. VI, pp. 66-69. S. De Renzi, Napoli nellโanno 1656, Napoli, De Pascale, 1867- Celi, 1968, pp.56, 66-67 e 82-92. 13- Pietraroia, Archivio della Parrocchia, Memorie, ms. p. 127. 14- Cfr. Documento 4, in S. De Renzi Storia documentata della Scuola Medica di Salerno, Napoli, Nobile, 1857- Milano, Ferro, 1967, pp. VI-VII,15- G. Boccaccio, cit. S. De Renzi, II, cit., pp. 305-306. 16- S. De Renzi, 1867-1968, cit. p. 144. 17- Cfr. S. De Renzi, II. cit., pp. 394-397. J Thรฉodoridรจs, cit. p. 110. 18- G. Penso, 1991, cit. pp. 511-512. 19- Cfr. S. De Renzi, 1867-1968, cit. p. 61 e Prammatiche, 11 e 17, pp. 196, 213 e pass. 20- G. Boccaccio, cit., S. De Renzi, II, cit., pp. 303-305. Id., 1867-1968, cit., p. 49. 21- M. Ficino, cit., V, p. 64. 22- Cfr. Prammatica CXXXVII, in S. De Renzi, 1857-1967, cit., pp. XCIV-XCV e Id., 1867-1968, cit., pp. 59 e 91. 23- Cfr. S. De Renzi, II, cit., p. 308; Id. 1867-1968, cit., doc.1, p.251, pramm. 7, p. 192 e 11, p. 196. 24- Id., 1867-1968, cit. p. 97. 25- Cfr. J. Manget, in K. Cattaneo, Le grandi epidemie nella storia, Milano, Bracco, s.d. e s.p., ma pp. 2 e 12. 26- Cfr. M. Ficino, cap. XXIII, p. 108. 27- Autore ignoto, in G. Penso, 1991, cit., 512. 28-Cfr. M. Ficino, cit., V, pp. 63-66, XXII, pp. 105-106, XXIII, p. 108. 29- Cfr. G. Penso, 1991, cit., pp. 517-520. 30- M. Ficino, cit. V, pp. 63 e 65, XXII, pp. 105-106, XXIII, p. 108. 31- Cfr. pramm. CXXXVII, in S. De Renzi, 1857-1967, cit., p. XCV e Id., 1867-1968, cit., pp. 59 e 91 e pass.) 32- Flos medicinae Scholae Salerni, in S. De Renzi, Collectio salernitana, Napoli, Filiatre-Sebezio, 1852-1859- Bologna Forni, 1967, 5 vol., I, cap. III, v. 125, p. 449; V, ยง3, v. 215, p. 7.
Archeologa classica. Lavora presso l’Universitร del Salento.
Antonella Selvaggio
Architetto, libero professionista. Si occupa di progettazione architettonica, interior design e aspetti legati all’architettura del paesaggio. Dal 2021 รจ Consigliere dell’ordine degli Architetti della Provincia di Benevento. Ha partecipato a Mostre sul restauro architettonico e a numerose iniziative riguardanti la promozione territoriale.
Vive a Morcone. Presidente Italia Nostra Matese Alto Tammaro.
Dottore di ricerca in Ingegneria Elettronica ed informatica presso l’Universitร degli Studi di Napoli. Ha Svolto attivitร didattica presso l’Universitร Federico II. Vive a Telese.
Laurea in giurisprudenza presso l’Universitร degli Studi “La Sapienza” di Roma. Dirigente amministrativa presso l’Universitร del Molise.



Andrea Ciervo nato a Caserta il 12.10.1975. Presbitero dal 24 novembre 2012 giร Laureato in Giurisprudenza alla Federico II, con una tesi di Diritto Ecclesiastico sui Risvolti dei Patti Lateranensi col prof. Mario Tedeschi…tirocinante poi presso Studio Notaro in via Mezzocannone di Napoli…consegue il Baccalaureato presso l’Aloysianum di Padova nel 2007 con una tesi sulla Religione in Immanuel Kant col prof. Secondo Bongiovanni. Si Laurea in Sacra Teologia presso la Facoltร Teologica dell’ Italia Meridionale sezione san Tommaso nel 2012 sempre “Summa cum laude”
Presidente dellโAssociazione culturale โLa Biblioteca del Sannioโ, dottore di ricerca presso lโUniversitร degli Studi della Campania โLuigi Vanvitelliโ con una tesi sulla metadatazione della cartografia storica. Giornalista e direttore di Canale Sassuolo. Giร docente a contratto di Lingua e Cultura Spagnola e Global History, presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo vanvitelliano, รจ attualmente tutor di Storia Contemporanea e Storia dei Partiti e Movimenti politici.






Farmacista. Dopo la laurea ha conseguito un master biennale e un corso di perfezionamento, approfondendo le conoscenze in ambito fitoterapico, micoterapico e nutraceutico, con la pubblicazione del lavoro di tesi sulla rivista di divulgazione scientifica di medicina naturale ‘Scienza Natura’ del Prof. Ivo Bianchi. Attivo nel sociale, รจ membro del Rotary Club Valle Telesina ed รจ amante dello sport e della natura. Innamorato del proprio territorio, ha iniziato a coltivare l’interesse per la storia locale.
Nato a Ponte, dove risiede. Dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato. Cultore di storia locale con particolare attenzione al periodo medievale. Ha pubblicato “Ponte tra Cronaca e Storia”, “Domenico Ocone, quarant’anni di storia pontese…”, “Le Vie di Ponte tra Storia e Leggenda”. Collabora con varie associazioni culturali.
Nato a Telese Terme ma originario di Amorosi รจ stato allievo del filosofo Massimo Achille Bonfantini. Laureato in Semiotica e Filosofia del Linguaggio presso l’Universitร l’Orientale di Napoli. Dedica le sue ricerche prevalentemente allo studio della filosofia e della psicologia dell’inconscio, come dei nuovi percorsi conoscitivi applicati alle neuroscienze. Ha pubblicato Cento petali e una rosa. Semiosi di un romanzo storico (Natan, 2016), Filosofia hegeliana e religione. Osservazioni su Sebastiano Maturi (Natan, 2017) e, recentemente, il saggio dal titolo: Nel gioco di un’incerta reciprocitร : Gregory Bateson e la teoria del “doppio legame” (Ediz. Del Faro, 2020).
Musicista. Maestro di clarinetto ed orchestrale. Studioso di storia della filosofia e del ‘700 napoletano. Esperto simbolista e autore di testi esoterico/filosofici.
Nato a Napoli e residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia allโUniversitร di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale allโUniversitร di Modena รจ stato aiuto chirurgo presso lโospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente รจ pensionato.ย Dal 1ยฐ giugno 1978 รจ socio corrispondente dellโAssociazione Culturale Italo Ispanica โC. Colombo โ Madridโ.ย Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche.ย Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dellโAssociazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio รจ stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.
Originario di Castelvenere. Giร dipendente del Miur ora in pensione. Appassionato di Storia locale ed animatore di gruppi per la diffusione della lingua e delle tradizioni di Castelvenere.
Esperta di Comunicazione Istituzionale; in particolar modo di Social Media Policy e e di politiche agroalimentari legate all’economia di piccola scala per Slow Food, in Campania e Basilicata. Suoi contributi in ambito associativo sono legati a tradizioni e culture della terra e del territorio. Ha effettuato training in storiografia in Francia.
Dottore in Archeologia e Scienze Storiche, ha svolto diverse campagne di scavo alla necropoli del Cigno a Macchia Valfortore (CB), con lโUniversitร degli studi di Napoli Federico II e alla necropoli di Crocifisso del tufo a Orvieto (TR), con il Parco Archeologico Ambientale dellโOrvietano e lโ Universitร dell’Arizona. ร attuale vice Presidente della Pro Loco di SantโAgata dei Goti (BN) dove svolge anche la funzione di OLP per il Servizio Civile Universale. ร giornalista tirocinante presso la testata QuasiMezzogiorno. Sรฌ รจ occupato di alcuni ambiti di archeologia della produzione del Sannio caudino. Attualmente s’interessa alle istituzioni sociali e militari del Medioevo. ร vice Presidente dell’Istituto Storico Sannio Telesino.
Cultore di storia locale e delle tradizioni del suo paese. Autore del saggio “Notizie storiche ed urbanistiche di Cerreto antica” in cui ha ricostruito l’antico borgo distrutto dal terremoto del 1688.
Dottore in Legge ed autore di ricerche di Storia Locale. Ha partecipato al progetto “Un museo a colori” avente il fine di far conoscere il museo di arte ceramica di Cerreto Sannita. Le mansioni svolte sono state quelle di guida museale e bibliotecaria, e redazione di progetti e lavori di gruppo con gli altri volontari. Ha scritto un saggio nella Antologia dedicata al bicentenario della nascita di Michele Ungaro, edita dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita.
Giร sindaco di Caiazzo, dopo aver conseguito la maturitร scientifica, rivolge il suo impegno politico alle battaglie del Partito Radicale, soprattutto nel campo della tutela dell’ambiente e in quello per una giustizia giusta. Nel 1980 viene eletto consigliere comunale a Caiazzo, cittร in cui vive, in rappresentanza della “nuova sinistra”. Nel 1982 aderisce alla Lega per l’Ambiente, promuovendo diverse iniziative per la tutela del fiume Volturno e per il recupero del patrimonio edilizio del centro storico di Caiazzo. Tra il 1987 e il 1994 รจ Presidente dell’Associazione Storica del Caiatino. Nel 1994 viene eletto sindaco di Caiazzo con la lista civica “Rinascita Caiatina”. Rieletto nel 1998, si adopera per una crescita socio-economica della cittร ; realizza un programma pluriennale, che viene selezionato anche da “Sviluppo Italia” SpA per la costituzione di un Laboratorio di sperimentazione per lo sviluppo locale. Presidente dell’Associazione “Cittร Paesaggio” dal 2003, รจ coordinatore del progetto “Per una Carta dei paesaggi dell’olio e dell’olivo”, realizzato d’intesa con l’Associazione nazionale “Cittร dell’Olio”. Nel 2007 aderisce a Slow Food, dedicandosi soprattutto alla salvaguardia delle piccole produzioni agricole. Ha pubblicato con le Edizioni 2000diciassette: La Memoria e LโOblio, un saggio sullโeccidio di Caiazzo durante l’ultimo conflitto mondiale.
Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza Cultore di Storia Locale ha scritto il saggio: Telesia 1349 Peste e Terremoto edizioni duemiladicessette, 2016, Cartoline da Telese ed. Unione Filatelica Beneventana, 2009; Castelvenere Valdese insieme a P. Carlo Ed. Realtร Sannita, 2016; Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita insieme a F. Pace, edito dallโASMV nel 2019. Ha scritto nellโAntologia sulla vita di Michele Ungaro edito dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita nel 2019.ha in corso di pubblicazione un libro di poesie. Dirige la collana di poesie della Casa Editrice FioriDiZucca. Presidente pro-tempore dellโIstituto Storico del Sannio Telesino. Premio Upupa 2017 e 2019 per gli studi di storia locale.
Insegnante, vive a Caiazzo. ร Presidente del’Associazione Storica del Caiatino.
Maestro elementare, appassionato studioso e cultore di Storia Locale.
Biologo residente a Telese Terme. Cultore di storia locale con particolare riferimento alla storia del periodo sannitico. ร autore del saggio “La Leonessa e il fenomeno luminoso nella grotta di Sant’Angelo” edito da Fioridizucca nel 2022.
Sannita di origini e toscano d’adozione. Medico anestesista, ha coltivato con interesse e particolarmente studiato la “Terapia del dolore”. Di tale disciplina รจ stato per lunghi anni docente all’Universitร di Siena. Ha avuto anche esperienze di insegnamento all’estero (Bobigny Paris nord, Accademia Russa delle Scienze mediche, Accademia Lettone di Scienze odontoiatriche). Ufficiale medico dell’Esercito italiano, รจ appassionato di esoterismo, di cultura e tradizioni popolari. E’ autore di saggistica. Ha recentemente pubblicato saggio su “Massoneria, relazioni umane e comunicazione tecnologica” edito da Fioridizucca edizioni.
Giornalista professionista. Scrittore di romanzi e direttore di diverse testate radio televisive. Fondatore del sito: Neifatti.it
Medico specialista in oncologia e cure palliative รจ autore principalmente di pubblicazioni scientifiche di settore in lingua inglese ed italiana. ร stato inoltre relatore
Laurea magistrale in Lettere. Docente a Prato. Ha approfondito gli eventi storici che portarono alla โMarcia della fameโ del 1957 nei comuni del Valfortore sannita. Ha scritto il “Catasto Onciario della Terra di San Salvatore”.
Medico e scrittore. Ha allโattivo numerose collaborazioni con riviste di carattere storico. Ha pubblicato una Vita di San Leucio, il libro: โDa Casale a Comuneโ e la Storia della Parrocchiale Santa Maria Assunta di San Salvatore Telesino. Ha partecipato allโAntologia โDieci Medici Raccontanoโ, che ha ottenuto il “Premio Rufolo 2019”. Premio Olmo 2009 per il romanzo storico ยซL’ultima notte di Bedรฒยป, รจ anche autore di alcuni saggi sulla Storia della Medicina tra cui uno studio sulla Depressione dal titolo ยซIl potere misterioso della bile nera, breve storia della depressione da Ippocrate a Charlie Brownยป. Nel 2024 ha pubblicato “Fu la peste” e “Islam a Telesia” per ABE Editore Napoli. Fondatore e Direttore Editoriale della Casa Editrice Fioridizucca.
Studioso della storia del Risorgimento e cultore del periodo Borbonico, ha recentemente collaborato con un suo scritto allโantologia biografica dedicata a Michele Ungaro. Ha in corso un saggio su Sanchez De Luna, un Vescovo del โ700.

Scrittore, poeta e divulgatore culturale. Medico di continuitร assistenziale. Autore di diversi saggi storici e racconti. Ha partecipato all’antologia “Dieci Medici Raccontano”. Fondatore del Premio Nazionale Olmo che tutti gli anni si svolge in Raviscanina (Ce).
Dottore in Lettere. all’Universitร di Salerno, indirizzo “storico medievale”. Si รจ poi laureata in Scienze della Formazione primaria all’Ateneo di Campobasso. Studiosa della storia della sua cittร . Lettrice instancabile di autori italiani e stranieri, si occupa della formazione di piccoli lettori e poeti. ร insegnante nella Scuola Primaria da quindici anni. Ha sperimentato innovative metodologie di approccio alla lettura utilizzando le nuove tecnologie che hanno portato alla pubblicazione di una ricerca dal titolo: TIC e DSA. Riflessioni ed esperienze sulle nuove frontiere della pedagogia speciale, Ed. EriksonLive. La storia locale e la ricerca accurata le ha permesso di pubblicare anche un Saggio in storia medievale sull’assetto urbano e riorganizzazione del territorio della Benevento nei sec. XI e XII. Animatore culturale, scrive poesie per fermare in foto-scritte, attimi di vita.
Medico di Emergenza territoriale residente in Puglianello. Ha collaborato all’opera Dieci Medici Raccontano.
Lorenzo Piombo, medico psichiatra, dirigente del Dipartimento Salute Mentale della ASL di Benevento. Ricercatore e studioso di storia. Vive e opera a Morcone.
Avvocato. Patrocinante in Cassazione. Scrittore di Storia Locale. Opera a Guardia Sanframondi.
Promotore culturale dellโarea di Faicchio. Dopo aver conseguito la maturitร classica si รจ laureato in Economia. ร dirigente d’impresa a Milano nel settore delle borse valori e mercati finanziari. Ha scritto diversi articoli sulla stampa finanziaria nazionale, tra cui il Sole 24 Ore ed Investire. ร appassionato di cultura locale, ha vinto il premio Prosa IX Premio letterario dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Titolare delle strutture ricettive “Magie del Sannio” ha dato vita anche al “Piccolo Museo privato di Faicchio Magie del Sannio”.
Dottore in Storia. Autore di un saggio storico, conseguente a ricerca d’archivio, sul suo Comune dal titolo: ย Faicchio 1920 – 1946 dall’avvento del Fascismo alla nascita della Repubblica, 2016.
Medico ed esperto di storia della gastronomia.
Architetto e docente. Appassionato cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, cittร in cui vive. Ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti. Collabora con il Blog dell’Istituto Storico del Sannio di cui รจ socio fondatore. ร autore del saggio “Cominium Ocritum e le forche caudine: una storia
Studioso del ‘700 napoletano e dell’epopea di Federico II ha approfondito in modo particolare le influenza arabe sull’architettura napoletana. Studioso diย suffisso e di religioni orientali.
Medico del Lavoro. Regista teatrale. Giornalista pubblicista. Fondatore di “Byblos”, la biblioteca del Sannio. Scrittore e divulgatore della storia e dei personaggi del Sannio, ha pubblicato “A tavola nel Sannio”, una guida ai ristoranti della provincia di Benevento; “Dietro la Leggenda” (2016), una raccolta di racconti ispirati a fiabe e a leggende del Sannio. Nel 2017 ha pubblicato “Samnes”, un romanzo storico sull’epopea sannita. Ha curato la trascrizione del manoscritto e la stampa dei tre volumi delle “Memorie storiche di Cerreto Sannita per Arcidiacono Nicola Rotondi”. Nel 2019 ha pubblicato “Guida alla Valle Telesina e al Sannio”. Ha pubblicato “Il delitto del pozzo dei pazzi”, un medical-thriller ambientato nel primo ‘900 nell’ospedale degli Incurabili di Napoli. ร autore della “Storia di Cerreto dalla preistoria alla seconda guerra mondiale (2022) e di “Fiabe e Favole in cerretese”, edito da Fioridizucca. (2023).
ร nato e vive a Castelvenere. Giร docente di materie letterarie nella scuola statale, ha pubblicato diverse raccolte di liriche, pagine di ricerca letteraria, studi relativi alla cultura popolare. ร presente in antologie, dizionari bio-bibliografici e testi scolastici. Appassionato si storia e di tradizioni locali, รจ membro di associazioni culturali nazionali. I suoi versi hanno ricevuto giudizi positivi da parte della critica e in concorsi letterari si รจ classificato ai primi posti.
Giornalista Pubblicista. Esperto di Enologia, collabora a diversi siti web del settore. Collaboratore del blog lucianopignataro.it รจ responsabile dell’Ufficio Stampa del Sannio Consorzio Tutela Vini. 
Infaticabile animatore culturale dellโarea del Caiatino e del Casertano. Allievo del prof. Galasso. Fondatore di Gruppi culturali dediti alla divulgazione della storia del Territorio, attualmente responsabile di Procedimento Unitร Operativa Biblioteca civica e Archivio Storico del Comune di Caiazzo.