
Sulla raccolta del primo trimestre del 1879 della rivista in lingua francese ‘Revue de lโart crรฉtien’, venne pubblicato un interessante articolo sul โTesoro della Cattedrale di Beneventoโ. Nella rivista โ organo della Sociรฉtรฉ de Saint-Jean e diretta da M. Le Chanoine e J. Corblet โ si evidenziava come ยซuno dei tesori piรน importanti e rinomati dello Stato Pontificio era senza dubbio quello della metropoli beneventana […] che doveva la sua incomparabile ricchezza e la sua meritata reputazione alle cose preziose che conservava […]ยป.

Uno scrigno di grande valore, che alla data dellโarticolo si presentava, purtroppo, impoverito rispetto alla sua ricchezza originaria, considerato che il Tesoro era stato privato di alcune delle opere piรน preziose. Il tutto si consumรฒ in occasione del saccheggio che la cittร di Benevento subรฌ durante la notte tra il 19 e 20 gennaio 1799 per mani delle truppe francesi. Quella notte, circa tremila soldati entrarono in cittร allโordine del generale Duhesme.ย
I militari francesi non vennero accolti nel migliore dei modi e, soprattutto, confermarono la triste fama di spoliatori.ย ย Lasciarono la cittร il mattino del 20 gennaio, non senza aver depredato il Tesoro della Cattedrale e il Monte dei Pegni. Tutto questo nonostante una forte reazione messa in campo dai beneventani. Il popolo, accortosi dellโaccaduto, ยซsi levรฒ al rumore e col suono delle campane a martello, chiamati gli abitanti dei circonvicini paesi, si fece ad inseguire i francesi che a marcia forzata si inoltravano verso Napoli. Li sopraggiunsero, di fatti, passato Montesarchio, ed ivi venne alla mischia coi medesimi. Sul principio dellโazione numerosi Francesi rimasero vittima del furore dei Beneventani, ma essendo questi armati in massa, senza guida e direzione, rimasero, come รจ naturale, sopraffattiยป.ย Purtroppo il tesoro sottrattoย rimase nelle mani dei vincitori: ยซper ragioni che non sappiamo – si puntualizza nell’articolo –ย ย non fu mai restituito alla chiesa spogliataยป.ย
Del sacco del Tesoro della Cattedrale parla anche Meomartini. Descrivendo la ricchezza del Tesoro, in cui spiccavaย un ยซvero gioiello ritrovato per caso, una cassa di bronzo che dovette racchiudere le ceneri di S. Barbatoยป, in merito ai beni trafugati nel 1799, Meomartiniย sottolineava che ยซdi quegli oggetti andati dispersi non si ebbero piรน notizieยป.ย
Tornando allโarticolo di ‘Revue de lโart crรฉtien’, va detto che esso costituisce una fonte di grande interesse, in quanto descrive il bottino che i francesi portarono via dalle sale del duomo. Una ricostruzione effettuata su quanto riportato nella relazione redatta dal Capitolo, ยซche merita – si sottolinea – anche gli onori della stampa, per la sua buona e minuziosa descrizioneยป. Si tratta di una descrizione dettagliata e veritiera, considerato che, parlando dei reperti ancora presenti nelle sale del Tesoro lโautore sottolinea: ยซHo verificato, l’inventario alla mano, gli oggetti certo della loro autenticitร , rivelata anche dallo stile, dallo stemma e dalle iscrizioniยป. Aggiungendo: ยซAnche mutilato, questo tesoro รจ ancora molto belloยป.
Tra le opere presenti descritte spiccava ยซun braccio di S. Barbato, in un braccio circondato da una corona di rose: la mano tiene la tradizionale vipera. Questo bellissimo reliquiario รจ una donazione del vescovo Foppa, che occupava la sede de Benevento dal 1643 al 1673ยป.

Ma lโoggetto piรน importante legato al culto per il santo vescovo vissuto nel VII secolo e nato a Castelvenere risultava tra quelli prelevati dai francesi. Lโelenco delle opere spoliate si apre, infatti, con ยซun calice e una patena dโoro, su una base di argento fuso (a getto); nel nodo cโรจ l’ultima cenaย ย con i dodici apostoliยป. Non si trattava di un calice qualunque, visto che ad esso era ยซattribuita unโorigine incredibile: si stima โ leggiamo nellโarticolo โ che fosse stato realizzato con lโoro dellโidolo, a forma di vipera, adorato dai beneventani, nel VII secolo; per questo S. Barbato ha la vipera per attributo. Per quanto riguarda il nodo, indica un tempo molto diverso. Questi nodi sono comuni attualmente nel napoletano, dove questo capriccioso ornamento era principalmente coltivato: ho citato altri esemplari alla mostra di Roma del 1870ยป. Quella che viene messa in risalto รจ lโimportanza che rivestiva lโopera rubata: ยซRappresentare lโultima cena in uno spazio cosรฌ piccolo era davvero un tour de force. Ci rammarichiamo della scomparsa di tali opere che interessano sia lโarte che lโarcheologiaยป.
Non sappiamo se la forte opposizione castelvenerese alla Repubblica del 1799 fosse legata a questo saccheggio. Certo รจ che proprio nel paese della Valle Telesina si registrarono le prime (e le piรน forti) reazioni contro la Repubblica di ispirazione francese. Si trattรฒ di unโopposizione particolarmente ostile, che prese di mira soprattutto il simbolo della Repubblica: lโAlbero della Libertร .ย ย
Tre giorni dopo il saccheggio del Tesoro del Duomo (23 gennaio) venne proclamata la Repubblica Napoletana e, pochi giorni dopo (12 febbraio), venne pubblicato il Catechismo ufficiale della Repubblica Napoletana, con il compito di educare i sudditi a divenire cittadini. Il simbolo della Repubblica Napoletana venne individuato nellโAlbero della Libertร , sulla scia del primo Albero piantato a Parigi (nel 1790) durante la Rivoluzione. Questi Alberi vennero successivamente piantati nella piazza principale di ogni municipio di Francia: rituale che prese a vivere anche in Svizzera e in Italia durante il “triennio giacobino”.
Nel Sannio beneventano (che allora rientrava in buona parte nei confini di Terra di Lavoro), cosรฌ come in tante altre realtร del Principato Ultra, della Capitanata e del Molise, รจ proprio intorno allโAlbero della Libertร โ in diversi luoghi piรน volte piantato e divelto โ che si intrecciรฒ la lotta fra repubblicani e realisti. Nobili, parroci e sacerdoti indirizzarono la furia popolare contro ยซlโalbero del fanatismoยป, contro ยซlโinfame alboreยป.
Cosa che puntualmente si verificรฒ anche a Castelvenere.
Dagli atti del notaio Domenico Antonio Zotti di Torrecuso, custoditi presso lโArchivio di Stato di Benevento, apprendiamo che in paese a guidare lโopposizione fu il parroco, reverendo Antonio Ventucci, di origini pontesi. Lโarciprete, come raccontano le dichiarazioni rese il 28 luglio 1799 dai castelveneresi Filippo Di Santo e Giambattista Ricci, si mostrรฒ fortemente contrario alla Repubblica, per questo ยซperseguitato insieme ad altri quattro arcipreti dal reverendo Domenico Ferrignoยป.
Ventucci si rifiutรฒ di far cantare il โTe Deumโ in occasione dellโerezione dellโAlbero. E farร ancora di piรน: ยซAlla fine di febbraio, ricevuta da Benevento, tramite il pontese Gennaro Simeone, copia della lettera del 31 gennaio con cui il sovrano incita alla fedeltร e preannuncia il proprio ritorno, la fa conoscere in giro, causando il taglio dellโalbero della libertร il 3 marzo. Per questo motivo รจ processato dalla municipalitร di Guardia Sanframondi e deve poi discolparsi presso il governo di polizia di Napoli. Di nuovo รจ arrestato dalla truppa civica di Guardia guidata da Antonio Bruni per aver tolto un ordine repubblicano affisso alla porta della sacrestia, ma riesce a scappare e resta nascosto fino alla vittoria del reยป.
LโAlbero castelvenerese fu il primo ad essere abbattuto, seguito da quello di Pontelandolfo (24 aprile), Melizzano (25 aprile), San Martino Sannita (30 aprile), Sant’Angelo a Cupolo (1ยฐ maggio), Apice (4 maggio), San Giorgio la Molara (23 maggio), Morcone (24 maggio), Terranova e San Giacomo (26 maggio), Torrecuso (31 maggio). Gli abbattimenti si moltiplicarono a partire dalla fine del mese di aprile, quando nelle varie realtร iniziarono a diffondersi le notizie dellโavvicinarsi delle truppe reali dalle Puglie.
Come detto, non sappiamo se i due episodi siano collegati. Ma di sicuro, la notizia della detrazione del Calice di San Barbato da parte delle truppe del generale Duhesme avrebbe provocato nei castelveneresi una ferma e tempestiva reazione contro il simbolo dei โvandaliโ francesi.

Archeologa classica. Lavora presso l’Universitร del Salento.
Antonella Selvaggio
Architetto, libero professionista. Si occupa di progettazione architettonica, interior design e aspetti legati all’architettura del paesaggio. Dal 2021 รจ Consigliere dell’ordine degli Architetti della Provincia di Benevento. Ha partecipato a Mostre sul restauro architettonico e a numerose iniziative riguardanti la promozione territoriale.
Vive a Morcone. Presidente Italia Nostra Matese Alto Tammaro.
Dottore di ricerca in Ingegneria Elettronica ed informatica presso l’Universitร degli Studi di Napoli. Ha Svolto attivitร didattica presso l’Universitร Federico II. Vive a Telese.
Laurea in giurisprudenza presso l’Universitร degli Studi “La Sapienza” di Roma. Dirigente amministrativa presso l’Universitร del Molise.



Andrea Ciervo nato a Caserta il 12.10.1975. Presbitero dal 24 novembre 2012 giร Laureato in Giurisprudenza alla Federico II, con una tesi di Diritto Ecclesiastico sui Risvolti dei Patti Lateranensi col prof. Mario Tedeschi…tirocinante poi presso Studio Notaro in via Mezzocannone di Napoli…consegue il Baccalaureato presso l’Aloysianum di Padova nel 2007 con una tesi sulla Religione in Immanuel Kant col prof. Secondo Bongiovanni. Si Laurea in Sacra Teologia presso la Facoltร Teologica dell’ Italia Meridionale sezione san Tommaso nel 2012 sempre “Summa cum laude”
Presidente dellโAssociazione culturale โLa Biblioteca del Sannioโ, dottore di ricerca presso lโUniversitร degli Studi della Campania โLuigi Vanvitelliโ con una tesi sulla metadatazione della cartografia storica. Giornalista e direttore di Canale Sassuolo. Giร docente a contratto di Lingua e Cultura Spagnola e Global History, presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo vanvitelliano, รจ attualmente tutor di Storia Contemporanea e Storia dei Partiti e Movimenti politici.






Farmacista. Dopo la laurea ha conseguito un master biennale e un corso di perfezionamento, approfondendo le conoscenze in ambito fitoterapico, micoterapico e nutraceutico, con la pubblicazione del lavoro di tesi sulla rivista di divulgazione scientifica di medicina naturale ‘Scienza Natura’ del Prof. Ivo Bianchi. Attivo nel sociale, รจ membro del Rotary Club Valle Telesina ed รจ amante dello sport e della natura. Innamorato del proprio territorio, ha iniziato a coltivare l’interesse per la storia locale.
Nato a Ponte, dove risiede. Dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato. Cultore di storia locale con particolare attenzione al periodo medievale. Ha pubblicato “Ponte tra Cronaca e Storia”, “Domenico Ocone, quarant’anni di storia pontese…”, “Le Vie di Ponte tra Storia e Leggenda”. Collabora con varie associazioni culturali.
Nato a Telese Terme ma originario di Amorosi รจ stato allievo del filosofo Massimo Achille Bonfantini. Laureato in Semiotica e Filosofia del Linguaggio presso l’Universitร l’Orientale di Napoli. Dedica le sue ricerche prevalentemente allo studio della filosofia e della psicologia dell’inconscio, come dei nuovi percorsi conoscitivi applicati alle neuroscienze. Ha pubblicato Cento petali e una rosa. Semiosi di un romanzo storico (Natan, 2016), Filosofia hegeliana e religione. Osservazioni su Sebastiano Maturi (Natan, 2017) e, recentemente, il saggio dal titolo: Nel gioco di un’incerta reciprocitร : Gregory Bateson e la teoria del “doppio legame” (Ediz. Del Faro, 2020).
Musicista. Maestro di clarinetto ed orchestrale. Studioso di storia della filosofia e del ‘700 napoletano. Esperto simbolista e autore di testi esoterico/filosofici.
Nato a Napoli e residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia allโUniversitร di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale allโUniversitร di Modena รจ stato aiuto chirurgo presso lโospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente รจ pensionato.ย Dal 1ยฐ giugno 1978 รจ socio corrispondente dellโAssociazione Culturale Italo Ispanica โC. Colombo โ Madridโ.ย Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche.ย Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dellโAssociazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio รจ stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.
Originario di Castelvenere. Giร dipendente del Miur ora in pensione. Appassionato di Storia locale ed animatore di gruppi per la diffusione della lingua e delle tradizioni di Castelvenere.
Esperta di Comunicazione Istituzionale; in particolar modo di Social Media Policy e e di politiche agroalimentari legate all’economia di piccola scala per Slow Food, in Campania e Basilicata. Suoi contributi in ambito associativo sono legati a tradizioni e culture della terra e del territorio. Ha effettuato training in storiografia in Francia.
Dottore in Archeologia e Scienze Storiche, ha svolto diverse campagne di scavo alla necropoli del Cigno a Macchia Valfortore (CB), con lโUniversitร degli studi di Napoli Federico II e alla necropoli di Crocifisso del tufo a Orvieto (TR), con il Parco Archeologico Ambientale dellโOrvietano e lโ Universitร dell’Arizona. ร attuale vice Presidente della Pro Loco di SantโAgata dei Goti (BN) dove svolge anche la funzione di OLP per il Servizio Civile Universale. ร giornalista tirocinante presso la testata QuasiMezzogiorno. Sรฌ รจ occupato di alcuni ambiti di archeologia della produzione del Sannio caudino. Attualmente s’interessa alle istituzioni sociali e militari del Medioevo. ร vice Presidente dell’Istituto Storico Sannio Telesino.
Cultore di storia locale e delle tradizioni del suo paese. Autore del saggio “Notizie storiche ed urbanistiche di Cerreto antica” in cui ha ricostruito l’antico borgo distrutto dal terremoto del 1688.
Dottore in Legge ed autore di ricerche di Storia Locale. Ha partecipato al progetto “Un museo a colori” avente il fine di far conoscere il museo di arte ceramica di Cerreto Sannita. Le mansioni svolte sono state quelle di guida museale e bibliotecaria, e redazione di progetti e lavori di gruppo con gli altri volontari. Ha scritto un saggio nella Antologia dedicata al bicentenario della nascita di Michele Ungaro, edita dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita.
Giร sindaco di Caiazzo, dopo aver conseguito la maturitร scientifica, rivolge il suo impegno politico alle battaglie del Partito Radicale, soprattutto nel campo della tutela dell’ambiente e in quello per una giustizia giusta. Nel 1980 viene eletto consigliere comunale a Caiazzo, cittร in cui vive, in rappresentanza della “nuova sinistra”. Nel 1982 aderisce alla Lega per l’Ambiente, promuovendo diverse iniziative per la tutela del fiume Volturno e per il recupero del patrimonio edilizio del centro storico di Caiazzo. Tra il 1987 e il 1994 รจ Presidente dell’Associazione Storica del Caiatino. Nel 1994 viene eletto sindaco di Caiazzo con la lista civica “Rinascita Caiatina”. Rieletto nel 1998, si adopera per una crescita socio-economica della cittร ; realizza un programma pluriennale, che viene selezionato anche da “Sviluppo Italia” SpA per la costituzione di un Laboratorio di sperimentazione per lo sviluppo locale. Presidente dell’Associazione “Cittร Paesaggio” dal 2003, รจ coordinatore del progetto “Per una Carta dei paesaggi dell’olio e dell’olivo”, realizzato d’intesa con l’Associazione nazionale “Cittร dell’Olio”. Nel 2007 aderisce a Slow Food, dedicandosi soprattutto alla salvaguardia delle piccole produzioni agricole. Ha pubblicato con le Edizioni 2000diciassette: La Memoria e LโOblio, un saggio sullโeccidio di Caiazzo durante l’ultimo conflitto mondiale.
Medico di Pronto Soccorso ed Emergenza Cultore di Storia Locale ha scritto il saggio: Telesia 1349 Peste e Terremoto edizioni duemiladicessette, 2016, Cartoline da Telese ed. Unione Filatelica Beneventana, 2009; Castelvenere Valdese insieme a P. Carlo Ed. Realtร Sannita, 2016; Officine Massoniche e Vendite Carbonare in Area Sannita insieme a F. Pace, edito dallโASMV nel 2019. Ha scritto nellโAntologia sulla vita di Michele Ungaro edito dalla Societร di Mutuo Soccorso di Cerreto Sannita nel 2019.ha in corso di pubblicazione un libro di poesie. Dirige la collana di poesie della Casa Editrice FioriDiZucca. Presidente pro-tempore dellโIstituto Storico del Sannio Telesino. Premio Upupa 2017 e 2019 per gli studi di storia locale.
Insegnante, vive a Caiazzo. ร Presidente del’Associazione Storica del Caiatino.
Maestro elementare, appassionato studioso e cultore di Storia Locale.
Biologo residente a Telese Terme. Cultore di storia locale con particolare riferimento alla storia del periodo sannitico. ร autore del saggio “La Leonessa e il fenomeno luminoso nella grotta di Sant’Angelo” edito da Fioridizucca nel 2022.
Sannita di origini e toscano d’adozione. Medico anestesista, ha coltivato con interesse e particolarmente studiato la “Terapia del dolore”. Di tale disciplina รจ stato per lunghi anni docente all’Universitร di Siena. Ha avuto anche esperienze di insegnamento all’estero (Bobigny Paris nord, Accademia Russa delle Scienze mediche, Accademia Lettone di Scienze odontoiatriche). Ufficiale medico dell’Esercito italiano, รจ appassionato di esoterismo, di cultura e tradizioni popolari. E’ autore di saggistica. Ha recentemente pubblicato saggio su “Massoneria, relazioni umane e comunicazione tecnologica” edito da Fioridizucca edizioni.
Giornalista professionista. Scrittore di romanzi e direttore di diverse testate radio televisive. Fondatore del sito: Neifatti.it
Medico specialista in oncologia e cure palliative รจ autore principalmente di pubblicazioni scientifiche di settore in lingua inglese ed italiana. ร stato inoltre relatore
Laurea magistrale in Lettere. Docente a Prato. Ha approfondito gli eventi storici che portarono alla โMarcia della fameโ del 1957 nei comuni del Valfortore sannita. Ha scritto il “Catasto Onciario della Terra di San Salvatore”.
Medico e scrittore. Ha allโattivo numerose collaborazioni con riviste di carattere storico. Ha pubblicato una Vita di San Leucio, il libro: โDa Casale a Comuneโ e la Storia della Parrocchiale Santa Maria Assunta di San Salvatore Telesino. Ha partecipato allโAntologia โDieci Medici Raccontanoโ, che ha ottenuto il “Premio Rufolo 2019”. Premio Olmo 2009 per il romanzo storico ยซL’ultima notte di Bedรฒยป, รจ anche autore di alcuni saggi sulla Storia della Medicina tra cui uno studio sulla Depressione dal titolo ยซIl potere misterioso della bile nera, breve storia della depressione da Ippocrate a Charlie Brownยป. Nel 2024 ha pubblicato “Fu la peste” e “Islam a Telesia” per ABE Editore Napoli. Fondatore e Direttore Editoriale della Casa Editrice Fioridizucca.
Studioso della storia del Risorgimento e cultore del periodo Borbonico, ha recentemente collaborato con un suo scritto allโantologia biografica dedicata a Michele Ungaro. Ha in corso un saggio su Sanchez De Luna, un Vescovo del โ700.

Scrittore, poeta e divulgatore culturale. Medico di continuitร assistenziale. Autore di diversi saggi storici e racconti. Ha partecipato all’antologia “Dieci Medici Raccontano”. Fondatore del Premio Nazionale Olmo che tutti gli anni si svolge in Raviscanina (Ce).
Dottore in Lettere. all’Universitร di Salerno, indirizzo “storico medievale”. Si รจ poi laureata in Scienze della Formazione primaria all’Ateneo di Campobasso. Studiosa della storia della sua cittร . Lettrice instancabile di autori italiani e stranieri, si occupa della formazione di piccoli lettori e poeti. ร insegnante nella Scuola Primaria da quindici anni. Ha sperimentato innovative metodologie di approccio alla lettura utilizzando le nuove tecnologie che hanno portato alla pubblicazione di una ricerca dal titolo: TIC e DSA. Riflessioni ed esperienze sulle nuove frontiere della pedagogia speciale, Ed. EriksonLive. La storia locale e la ricerca accurata le ha permesso di pubblicare anche un Saggio in storia medievale sull’assetto urbano e riorganizzazione del territorio della Benevento nei sec. XI e XII. Animatore culturale, scrive poesie per fermare in foto-scritte, attimi di vita.
Medico di Emergenza territoriale residente in Puglianello. Ha collaborato all’opera Dieci Medici Raccontano.
Lorenzo Piombo, medico psichiatra, dirigente del Dipartimento Salute Mentale della ASL di Benevento. Ricercatore e studioso di storia. Vive e opera a Morcone.
Avvocato. Patrocinante in Cassazione. Scrittore di Storia Locale. Opera a Guardia Sanframondi.
Promotore culturale dellโarea di Faicchio. Dopo aver conseguito la maturitร classica si รจ laureato in Economia. ร dirigente d’impresa a Milano nel settore delle borse valori e mercati finanziari. Ha scritto diversi articoli sulla stampa finanziaria nazionale, tra cui il Sole 24 Ore ed Investire. ร appassionato di cultura locale, ha vinto il premio Prosa IX Premio letterario dell’Associazione Storica del Medio Volturno. Titolare delle strutture ricettive “Magie del Sannio” ha dato vita anche al “Piccolo Museo privato di Faicchio Magie del Sannio”.
Dottore in Storia. Autore di un saggio storico, conseguente a ricerca d’archivio, sul suo Comune dal titolo: ย Faicchio 1920 – 1946 dall’avvento del Fascismo alla nascita della Repubblica, 2016.
Medico ed esperto di storia della gastronomia.
Architetto e docente. Appassionato cultore di Storia Locale in Cerreto Sannita, cittร in cui vive. Ha come campi di interesse gli insediamenti abitativi sanniti. Collabora con il Blog dell’Istituto Storico del Sannio di cui รจ socio fondatore. ร autore del saggio “Cominium Ocritum e le forche caudine: una storia
Studioso del ‘700 napoletano e dell’epopea di Federico II ha approfondito in modo particolare le influenza arabe sull’architettura napoletana. Studioso diย suffisso e di religioni orientali.
Medico del Lavoro. Regista teatrale. Giornalista pubblicista. Fondatore di “Byblos”, la biblioteca del Sannio. Scrittore e divulgatore della storia e dei personaggi del Sannio, ha pubblicato “A tavola nel Sannio”, una guida ai ristoranti della provincia di Benevento; “Dietro la Leggenda” (2016), una raccolta di racconti ispirati a fiabe e a leggende del Sannio. Nel 2017 ha pubblicato “Samnes”, un romanzo storico sull’epopea sannita. Ha curato la trascrizione del manoscritto e la stampa dei tre volumi delle “Memorie storiche di Cerreto Sannita per Arcidiacono Nicola Rotondi”. Nel 2019 ha pubblicato “Guida alla Valle Telesina e al Sannio”. Ha pubblicato “Il delitto del pozzo dei pazzi”, un medical-thriller ambientato nel primo ‘900 nell’ospedale degli Incurabili di Napoli. ร autore della “Storia di Cerreto dalla preistoria alla seconda guerra mondiale (2022) e di “Fiabe e Favole in cerretese”, edito da Fioridizucca. (2023).
ร nato e vive a Castelvenere. Giร docente di materie letterarie nella scuola statale, ha pubblicato diverse raccolte di liriche, pagine di ricerca letteraria, studi relativi alla cultura popolare. ร presente in antologie, dizionari bio-bibliografici e testi scolastici. Appassionato si storia e di tradizioni locali, รจ membro di associazioni culturali nazionali. I suoi versi hanno ricevuto giudizi positivi da parte della critica e in concorsi letterari si รจ classificato ai primi posti.
Giornalista Pubblicista. Esperto di Enologia, collabora a diversi siti web del settore. Collaboratore del blog lucianopignataro.it รจ responsabile dell’Ufficio Stampa del Sannio Consorzio Tutela Vini. 
Infaticabile animatore culturale dellโarea del Caiatino e del Casertano. Allievo del prof. Galasso. Fondatore di Gruppi culturali dediti alla divulgazione della storia del Territorio, attualmente responsabile di Procedimento Unitร Operativa Biblioteca civica e Archivio Storico del Comune di Caiazzo.