Anni or sono, il 6 novembre del 2008, nel convegno ยซMilitari del Matese in guerra e in pace nel XX secoloยป, tenuto in Piedimonte Matese, feci riferimento alle colonizzazioni in Africa, alla guerra del 1915 e del โ€™43, ai soldati vittime del dovere e agli ufficiali Giovanni e Giuseppe Petella, da Piedimonte e Alessandro Vessella, da Alife i quali sโ€™erano distinti, in pace, per le loro attivitร  in larga misura utili nel sociale. Accennai anche ad un altro figlio del Matese, Vincenzo Tiberio, ma nato sul versante opposto del massiccio montuoso; per questa ragione e in attesa, di darne alle stampe maggiori notizie, di recente ne ho offerto almeno un breve scritto.1Cfr. R. Di Lello, Un figlio del Matese, lโ€™utile Penicillina, un Premio Nobel, in  โ€œQuattro passi nella storiaโ€, Casertasera.it (22- 11- 2019) (1)  al lettore, semmai  interessato allโ€™argomento. 

   Qui, da medico e con qualche considerazione personale, ripropongo quanto, procedendo nellโ€™indagine, a tuttโ€™oggi ho rinvenuto, principalmente in biografie a cura di medici. Questa breve storia, insomma, ha inizio e prosegue insieme al concetto di antibiosi; intanto, al fine soprattutto di contribuire a tenerne desto il ricordo tra le genti del Sannio e non soltanto, come non poco merita, considera Vincenzo Tiberio uomo di cultura, ufficiale di marina e medico, impegnato nellโ€™assistenza, nella ricerca scientifica e nella divulgazione, in particolare lungo il percorso verso lโ€™adozione dellโ€™antibioticoterapia.
A proposito, conviene rammentare che il termine antibiosi venne coniato nel 1889, da Antoine Vuillemin, ma giร  nel 1885, Arnaldo Cantani โ€“ un italiano, si badi beneโ€“ e Victor Babes avevano dimostrato lโ€™antagonismo dei microbi base dellโ€™antibioticoterapia.2Cfr. M Castelli, Lโ€™era antibiotica, in AA.VV., Il Farmaco nei Tempi. La nuova Frontiera, Parma, 1992, 4 voll., IV, p. 79-80.
Piรน in particolare, ancor prima, nel 1819, Bartolomeo Bizio, un italiano, aveva scoperto lโ€™attivitร  antibiotica di una muffa. Nel โ€˜70, J. Burdon-Sanderson annotรฒ che la muffa Penicillium โ€“risulterร  poi essere il glaucumโ€“ impediva lo sviluppo batterico. Un anno dopo, Joseph Lister confermรฒ e aggiunse, anzi, che entrando in competizione per lโ€™ossigeno coi batteri, la muffa li rendeva โ€œimmobili e languidiโ€. Nel 1888, Max Bierfreud notรฒ che le muffe ostacolavano lo sviluppo dei germi della putrefazione e Salmon A. Weksman comunicรฒ che proprietร  antibiotiche erano presenti oltre che nei batteri anche nelle muffe. Nel โ€˜94, Teodor Billroth riferรฌ sullโ€™antagonismo tra alcuni ceppi di Penicillium.3Cfr. G. Fraticelli, Storia curiosa dellโ€™infettivologia, s.l., ma Milano, s.d., ma 1995, 3 voll.,  I, pp. 34-35; L. Sterpellone, Dagli dei al DNA, Roma, 1988-1994, 8 voll., V, 1992, p. 772; M. Castelli, cit., pp. 79-80; J Thรจodoridรฉs, Dai miasmi ai virus, Paris, 1991, Zambeletti, 1992, p. 67
Di un altro italiano, distintosi nella sperimentazione e per le importanti acquisizioni in questo campo, verrร  scritto: โ€œโ€ฆle sue ricerche vanno ben oltre la semplice intuizione teorica del concetto di antibiosi espresso da Lister e Vuilleminโ€.4L. Sterpellone, Un italiano prima di Fleming, in โ€œIl giornale della Previdenzaโ€, VIII, 7 (2006) pp. 15. E non รจ tutto: negli esperimenti aveva fatto uso di un suo particolare terreno di cultura che sarร  riutilizzato, a distanza di circa tre decenni da Alexander Fleming, nella scoperta della Penicillina, il primo farmaco impiegato in larga misura nellโ€™antibioticoterapia.5Cfr. V. Martines, Vincenzo Tiberio: lโ€™uomo, il ricercatore, lโ€™ufficiale, in โ€œGiornale di medicina militareโ€, CLV, 4, Roma, Direzione generale sanitร  militare (1955), p. 517 
Egli era Vincenzo Tiberio, โ€œnato dai Sig. coniugi Domenicant.o Tiberio e Filumena Guacciโ€, a Sepino โ€“ in provincia di Campobasso โ€“, il 1ยฐ maggio 1869.6Cfr. Sepino, Archivio della Parrocchia di S. Cristina, Libro dei nati e battezzati [โ€ฆ], 1858- 1869, p. 244)  Il padre era notaio, la famiglia agiata, il paese  povero, la regione poverissima.7W. Fiorentino, Vincenzo Tiberio, Precursore delle ricerche sulle muffe, in โ€œScienza e Tecnicaโ€, LXVI, 389, Roma, SIPS, (2003) pp. 15-18. Cfr. G. Fraticelli, cit., pp. 55-57. Per giunta, anche in Molise, quello fu lโ€™anno in cui il lungo, estenuante periodo del brigantaggio post unitario volgeva al termine, stemperandosi nel flusso migratorio per mezzo del quale gente abbandonata a se stessa, silenziosa, ma tenace, inseguiva, verso i lontani orizzonti dโ€™America, il miraggio di un avvenire migliore.8Da Atti di P.S., in R. Di Lello, G. R. Palumbo, Brigantaggio sul Matese 1860-1880, Benevento, Museo del Sannio, 1983, p.57. 

Vincenzo Tiberio (1869-1915)

Dopo aver frequentato le scuole inferiori a Sepino e portato a termine il liceo a Campobasso, Vincenzo si iscrisse alla Facoltร  di medicina nellโ€™Universitร  di Napoli e andรฒ ad abitare dagli zii Graniero โ€“ alla via Giuseppe Zanardelli โ€“ nel comune di Arzano.9W. Fiorentino, cit., pp. 15-16. L. Sterpellone, 2006,  p. 14-15.
Un singolare fenomeno colpรฌ, in quei giorni, lโ€™attenzione dello studente: lโ€™acqua di casa Graniero provocava disturbi intestinali tutte le volte che il pozzo veniva pulito; ridiventava potabile a mano a mano che si riformavano le muffe, nei giorni che seguivano alla pulizia.10W. Fiorentino, cit., pp. 15-16. L. Sterpellone, 2006, pp. 14-15. Gli sarร  venuto da  pensare, pertanto, che queste, esercitando una qualche azione, benefica dopotutto, preservassero o il pozzo da una contaminazione batterica o, quantomeno, lโ€™intestino dalle infezioni. Cosa, peraltro, tutta da dimostrare.
In ogni caso, circa il curriculum universitario, vโ€™รจ da ricordare che il Tiberio, laureatosi nel 1892, diventรฒ assistente, prima nellโ€™Istituto di patologia medica diretto proprio dal prof. Cantani, quindi nellโ€™Istituto dโ€™igiene medica diretto dal prof. De Giaxa.11V. Martines, cit., pp. 515-516. 
Sembrava sorridergli una carriera brillante quando, il 26 dicembre del 1893, si arruolรฒ in marina. Qualche autore scriverร : โ€œper una delusione amorosaโ€ e altri: โ€œper il suo grande amore per la Patria e per la Regia Marina Militareโ€, nonchรฉ, come รจ stato dedotto dai suoi Diari, per “il desiderio di conoscere il mondo e di allargare la propria cultura e le proprie esperienze”.12L. Sterpellone, 2006, p. 14. V. Martines, cit., pp. 516-518. Il certo, in proposito, รจ che, da uomo colto, alluderร  nei suoi ricordi, di frequente e con espressioni ammirate, alle rovine di antiche cittร  visitate.13Cfr. W. Fiorentino, cit., pp. 15-17.
E tanto perchรฉ a formarne carattere e cultura umanistica, sulla quale, oltretutto, poggiava pure la medicina di quegli anni, avevano contribuito, fin dallโ€™etร  in cui ogni cosa colpisce e si imprime nellโ€™animo, lโ€™educazione ricevuta in famiglia e a scuola; lโ€™essere nato e vissuto a Sepino, paese quanto mai suggestivo per vestigia e storia, al pari di Boiano, Telese e Alife, antiche, rinomate cittร  sannitiche alle falde del Matese; gli scritti di autori dellโ€™Evo Antico e contemporanei quali ad esempio, G. Ciarlante, arciprete di Isernia, L. Arcari, arciprete di Sepino, G.M. Galanti, storico molisano, L. Mucci, parroco di Sepino, A. Carraba, scrittore molisano.14R. Di Lello (2019). Sulla visita a Sepino di  T. Momsen, nel 1845, ospite del Mucci e dei fratelli Giacchi, cfr. note, in CIL, IX, LII, p. 227. Sulla topografia redatta nel 1877 e sulla relazione di scavo del 1880, cfr. altresรฌ AA.VV., Sepino, Campobasso 1979, pp. 52, 55, 90.
Ma torniamo alla carriera.
Nel 1895, il Tiberio vinse  il concorso di medico di seconda classe del Corpo Sanitario Marittimo e prestรฒ servizio a Napoli, al quartiere Piedigrotta, nellโ€™Ospedale della Marina Militare con annesso Laboratorio dโ€™igiene.15Cfr. V. Martines, cit., p. 517. L. Sterpellone, 2006,  pp. 14-15. Intanto, sโ€™era occupato di muffe e proprio in quellโ€™anno rese noti i risultati dellโ€™indagine.16Lo fece pubblicando il suo articolo Sugli estratti di alcune muffe, in โ€œAnnali di Igiene Sperimentaleโ€, Istituto di Igiene della R. Universitร  di Napoli, n. 1 (1895) pp. 91-107.
Per piรน chiaramente mostrarne lโ€™importanza negli studi sullโ€™antibiosi e sullโ€™antibioticoterapia, lโ€™una e lโ€™altra, si puรฒ dire, a quel tempo ancora allo stato embrionario, pare necessario soffermarsi su  brani di un suo articolo, molto chiari, per quanto tecnici, e alla portata del lettore comune.
โ€œNei processi di evoluzione della materiaโ€, egli esordisce, โ€œparte importantissima รจ rappresentata dal molto diffuso ed interessante gruppo degli schizomicetiโ€ โ€“ cioรจ batteri โ€“ e โ€œnon meno importanti sono, sotto questi riguardi, i funghiโ€ i quali โ€“ cosa quanto mai ragguardevole โ€“ โ€œa volte pare che ostacolino, nella lotta per la vita, lo sviluppo degli schizomicetiโ€. Poi si domanda: โ€œQuali rapporti esistono nella concorrenza vitale tra questi diversi gruppi ?โ€ e replica: โ€œNellโ€™attuale stato della scienza rispondere a questi problemi รจ ben difficile. Vicino alla ricca sugli schizomiceti che, per il numero di specie patogene per lโ€™uomo, richiamano piรน lโ€™attenzione degli osservatori, quasi nulla รจ quella dei funghi che vanno comunemente sotto il nome generico di ifomiceti o, piรน semplicemente di muffeโ€. In merito, โ€œle osservazioni sul potere patogeno di alcune specieโ€ allo stato โ€œsono piรน numerose, rare invece sono quelle sulla loro vita in rapporto a quelle degli schizomicetiโ€.17Id., ibid., p. 91.
Pertanto, โ€œponendo a banda altre questioniโ€, lo studioso, primo fra altri, ha โ€œvoluto osservare quale azione hanno sugli schizomiceti i prodotti cellulari, solubili nellโ€™ acqua, di alcuni comunissimi ifomicetiโ€ ossia โ€œil Mucor mucedo, ed il Penicillium glaucum, non patogeni, e lโ€™Aspergillus flavescens, patogeno per lโ€™uomo e per gli animaliโ€.18Ibid., p. 92.
Per prima cosa, ha allestito un suo terreno di cultura โ€“del quale riporta componenti e modo di preparazioneโ€“ vi ha seminato le muffe e dopo lโ€™attecchimento, ne ha asportato vasti lembi, li ha triturati in mortaio, li ha ridotti in poltiglia e ne ha estratto il liquido. Quindi, per studiare โ€œil potere battericida dei liquidi ottenuti nel modo innanzi dettoโ€, ha effettuato dei saggi, tanto nelle provette quanto a goccia pendente, contro ben quattordici tipi dei โ€œbatteri piรน importantiโ€.19Ibid., pp. 93- 95.
Con quali esiti?
Le conclusioni si rivelano a dir poco sorprendenti: โ€œRisulta chiaro [โ€ฆ] che nella sostanza cellulare delle muffe esaminate son contenutiโ€, dove in maggiore e dove in minor misura, โ€œdei principi solubili in acqua , forniti di azione battericidaโ€, ragion per cui, โ€œle muffe sarebbero di forte ostacolo alla vita e alle propagazione dei batteri patogeniโ€, in generale e, in particolare, almeno di quelli presi in esame.20Ibid., p.  95.
E giร  รจ tanto. Ma vโ€™รจ dellโ€™altro. Il Tiberio ha indagato per giunta su un possibile potere chemiotattico delle tre muffe ovvero sulle capacitร  che i loro liquidi hanno dโ€™indurre una leucocitosi cioรจ un aumento dei globuli bianchi che, in definitiva, รจ โ€œuno dei mezzi piรน potenti di difesa messi in atto dallโ€™organismo verso gli agenti infettiviโ€. Ebbene, dopo aver inoculato dei conigli, per via sottocutanea, egli ha notato che soltanto il liquido dellโ€™Aspergillus รจ dotato โ€œdi notevole potere chemiotatticoโ€ mentre gli altri manifestano scarsa attivitร , โ€œma sempre apprezzabileโ€. Effetti analoghi li ha ottenuti inoculando cavie, ma per via peritoneale.21Ibid., pp. 94, 96-97. Infine, dopo aver provocato nelle cavie infezioni di tifo e di colera, ha studiato una eventuale azione curativa delle dette muffe: al riguardo, ha registrato che soltanto il liquido dellโ€˜ Aspergillus manifesta azione e preventiva e curativa contro le dette infezioni; attivitร  preventiva e terapeutica che si realizzano โ€œin parte per il potere battericida [โ€ฆ] ma in massima parte per lโ€™attiva leucocitosiโ€ che le sostanze cellulari della muffa sono in grado di generare.22Ibid., p. 98.
Si assiste, dunque, ad un notevole passo avanti nello studio e nelle conoscenze sullโ€™antibiosi e sullโ€™antibioticoterapia sperimentale; ma a questo punto, lโ€™indagine sulle muffe appare interrotta. Il 26 luglio del 1896, Vincenzo Tiberio pose mano ai Diari. Non molto dopo, ebbe inizio il periodo dei viaggi e delle missioni.  Nella primavera del โ€˜97, sโ€™imbarcรฒ sulla nave da guerra Sicilia che faceva parte di una squadra multinazionale diretta a Creta per evitare un conflitto tra Turchia e Grecia. Sbarcรฒ a Canea, dove era di stanza il distaccamento italiano e, altresรฌ, disinfestรฒ gli alloggiamenti dai parassiti; diagnosticรฒ e curรฒ numerosi casi di tifo, paratifo ed enteriti; localizzรฒ alcune infiltrazioni inquinanti nellโ€™acquedotto, provvide alla decontaminazione e rese potabile lโ€™acqua.23Cfr. W. Fiorentino, cit., pp. 16-17.
Il 22 ottobre del โ€™98, ritornรฒ in Italia; da metร  novembre lavorรฒ a Venezia, nellโ€™Ospedale della Marina, prima nel reparto di malattie veneree, poi in chirurgia e quindi nel laboratorio analisi; diede alle stampe uno studio sulla Determinazione alimentare dei marinai a terra, in โ€œAnnali di medicina navale e colonialeโ€. Nel 1900 divulgรฒ Due casi di anchilostomiasi intestinale, sempre in โ€œAnnaliโ€.24Id., Ibid.
Non รจ improbabile che in quegli anni abbia ripensato allโ€™antibiosi. A proposito, infatti, vโ€™รจ da rilevare che, nel 1896, il  Penicillium glaucum aveva dato miglior prova di sรฉ quando Bartolomeo Gosio, direttore dei Laboratori di Batteriologia dellโ€™Istituto Superiore di Sanitร , ne aveva isolato un principio attivo ad azione antibiotica: la penicillina? Senonchรฉ, per una serie di motivi, il Gosio non annesse importanza alcuna alla scoperta.25Cfr. E.H. Ackerknecht e A.H. Murken, Compendio di Storia della medicina, Torino, 2000, p. 271. G. Fraticelli, cit., pp. 56-58; M. Castelli, cit., pp. 80-81. E ancora: nel dicembre dellโ€™anno successivo, Ernest Duchesne, medico militare, aveva sostenuto in una sua tesi, che se certi batteri impedivano lo sviluppo di alcuni ceppi di Penicillium, certi Penicillium, altre volte,  inibivano o rallentavano lo sviluppo di taluni germi patogeni, in vitro e, nella cavia, in vivo; comunque, il Glaucum proteggeva gli animali dallโ€™azione di taluni germi.26J. Thรจodoridรฉs, cit., pp. 68-69. L. Sterpellone, 1992, p. 773.
Fatto sta che dal dicembre 1900 Vincenzo Tiberio dovette svolgere altra missione, in Africa orientale. Imbarcato quale capo servizio sanitario sulla cannoniera Volturno, raggiunse Zanzibar, in Tanzania, e vi si impegnรฒ nellโ€™ assistenza clinica e nellโ€™indagine su alcune malattie tropicali. Dopo di chรฉ effettuate altre soste a Mogadiscio, ad Aden e a Massaua, raggiunse lโ€™Italia. Pubblicรฒ, sempre sulla stessa rivista, Il vitto dei militari della Regia Marina [โ€ฆ],nel 1901 e Note sul vitto negli Ospedali della Regia Marina  nonchรฉ Alcuni casi di beri-beri osservati sulla R. Nave Volturno in Zanzibar, nel โ€˜903.27W. Fiorentino, cit., pp. 17-18. Nel frattempo, essendosi comportato โ€œda bravo soldatoโ€, aveva ricevuto, nel 1902, la promozione a medico di prima classe.28L. Sterpellone, 2006, p. 15.
Quel tipo di vita ebbe una pausa, dedicata, diremmo oggi, al privato, allorquando, il 5 agosto 1905, Vincenzo sposรฒ Amalia Graniero. Da lei avrร  due figlie.29P. Palumbo, Il primo documento sul potere degli antibiotici [โ€ฆ],  in โ€œScienzaonlineโ€, I, 1, (2003), s.p.
Di lรฌ a non molto, quale ufficiale medico riprese incarichi, viaggi e studi. In occasione dellโ€™imbarco sulla nave ospedale Re dโ€™Italia, pubblicรฒ Ventilazione e riscaldamento sulle navi con termosifone (thermotank), in โ€œAnnaliโ€ di medicina navale e colonialeโ€ del 1908.30W. Fiorentino, cit., pp. 17-18.  Non programmata fu, al contrario, la spedizione umanitaria a Messina dove il terremoto del 28 dicembre โ€˜908 aveva raso al suolo la cittร  facendovi migliaia di morti;31Cfr. AA. VV., Grande Dizionario Enciclopedico, UTET, 1970, XII, p. 421. Vincenzo Tiberio, accorsovi, sulla nave Campania, con medici militari e civili e con un gruppo di infermieri, si prodigรฒ nel mettere in salvo 2000 persone. Con R.D. del 5 giugno e del 7 luglio 1910, diventรฒ oggetto di menzione dโ€™onore โ€œper essersi segnalato in operositร  coraggio, filantropia e abnegazioneโ€.32Cfr. V. Martines, cit., pp. 524-526.

Dal marzo al novembre del 1912, diresse il laboratorio batteriologico dellโ€™Ospedale militare a La Maddalena e, per giunta, affrontรฒ il problema della malaria, quanto mai diffusa nella zona.33Cfr. W. Fiorentino, cit., p. 18.  Intanto, in Africa, era in pieno svolgimento, per lโ€™Italia, la politica coloniale sancita nel 1912 con la conquista della Libia e con la Pace di Losanna.34G. Spini, Disegno storico delle civiltร , Roma, 1963, 3 voll., III, pp. 316-317; 351-352.

Sepino (Cb): iscrizione celebrativa di Vincenzo Tiberio


A gennaio dellโ€™anno successivo, venne mandato proprio in Cirenaica, a dirigere lโ€™Infermeria e il Gabinetto scientifico della Base navale di Tobruck.35L. Sterpellone, 2006, pp. 14-15. Anche in terra dโ€™Africa associรฒ, al solito, il servizio di clinico e di analista con la ricerca e con lโ€™attivitร  di pubblicista, tantโ€™รจ che colse occasione per interessarsi ancora di tifo, di paratifo e di enteriti e per dare alle stampe, sugli  โ€œAnnaliโ€ del 1914, gli articoli circa La patologia della Costa cirenaica, e la Patologia clinica e vaccinazione antitifica alla base navale di Tobruck. Nel frattempo, a Tobruck, nellโ€™agosto del โ€™13, aveva ricevuto la notizia della promozione a maggiore.36Id., Ibid., pp. 14-15.. W. Fiorentino, cit., pp. 16-18.
Rientrato in patria, stette a Venezia come direttore del gabinetto di batteriologia e igiene nellโ€™Ospedale della Marina. Tempo dopo, ottenne il trasferimento a Napoli nellโ€™Ospedale di Piedigrotta. Vi rimase ucciso da un infarto, il 7 di gennaio del 1915.37L. Sterpellone, 2006,  p. 15. In quella breve parentesi napoletana, avrร  avuto modo di andare ancora col pensiero allโ€™antibiosi.

Arzano (Na), epigrafe a Vincenzo Tiberio

Dopo la morte del Tiberio trascorse altro tempo, da rammentare.
Nel primo quindicennio del nuovo secolo, numerose ricerche condotte, perรฒ su batteri,  diedero  risultati positivi sulle loro proprietร  antibiotiche.38M. Castelli, cit., pp. 82-83. Negli anni Venti, a Londra, Alexander Fleming โ€“ รจ verosimile dopo essersi documentato al riguardo โ€“ riprese le osservazioni sullโ€™attivitร  degli ifomiceti e utilizzรฒ un terreno di cultura come quello impiegato dal Tiberio, ma una muffa diversa. Nel 1929 rese pubblica, in un articolo, la scoperta della Penicillina nel โ€œsuccoโ€ del Penicillium notatum. In seguito, a Oxford, Howard W. Florey ed Ernst B. Chain โ€“ dopo essersi documentati โ€“ purificarono il succo e utilizzarono lโ€™antibiotico. Insomma, tutto era accaduto in Europa.39L. Sterpellone, I Nobel della Medicina, Milano, 1991, pp. 171-177. Id., 2006, p. 15. Nel โ€™45, i tre scienziati furono insigniti del Premio Nobel, โ€œper la scoperta della penicillina e dei suoi effetti curativi in certe malattie infettiveโ€.40Id., 1991, pp. 171-177.

โ€œFleming non mancherร , onestamente, di citare le ingegnose e fruttuose ricerche condotte, giร  alla fine dellโ€™โ€˜800, dallโ€™italiano Vincenzo Tiberioโ€.41Id., 2006, p. 15. 

____________
[1] Cfr. R. Di Lello, Un figlio del Matese, lโ€™utile Penicillina, un Premio Nobel, in  โ€œQuattro passi nella storiaโ€, Casertasera.it (22- 11- 2019)
[2] Cfr. M Castelli, Lโ€™era antibiotica, in AA.VV., Il Farmaco nei Tempi. La nuova Frontiera, Parma, 1992, 4 voll., IV, p. 79-80.
[3] Cfr. G. Fraticelli, Storia curiosa dellโ€™infettivologia, s.l., ma Milano, s.d., ma 1995, 3 voll.,  I, pp. 34-35; L. Sterpellone, Dagli dei al DNA, Roma, 1988-1994, 8 voll., V, 1992, p. 772; M. Castelli, cit., pp. 79-80; J Thรจodoridรฉs, Dai miasmi ai virus, Paris, 1991, Zambeletti, 1992, p. 67.
[4] L. Sterpellone, Un italiano prima di Fleming, in โ€œIl giornale della Previdenzaโ€, VIII, 7 (2006) pp. 15. 
[5] Cfr. V. Martines, Vincenzo Tiberio: lโ€™uomo, il ricercatore, lโ€™ufficiale, in โ€œGiornale di medicina militareโ€, CLV, 4, Roma, Direzione generale sanitร  militare (1955), p. 517. 
[6] Cfr. Sepino, Archivio della Parrocchia di S. Cristina, Libro dei nati e battezzati [โ€ฆ], 1858- 1869, p. 244)
[7] W. Fiorentino, Vincenzo Tiberio, Precursore delle ricerche sulle muffe, in โ€œScienza e Tecnicaโ€, LXVI, 389, Roma, SIPS, (2003) pp. 15-18. Cfr. G. Fraticelli, cit., pp. 55-57.   
[8] Da Atti di P.S., in R. Di Lello, G. R. Palumbo, Brigantaggio sul Matese 1860-1880, Benevento, Museo del Sannio, 1983, p.57.  
[9] W. Fiorentino, cit., pp. 15-16. L. Sterpellone, 2006,  p. 14-15.
[10] W. Fiorentino, cit., pp. 15-16. L. Sterpellone, 2006, pp. 14-15.
[11] V. Martines, cit., pp. 515-516.   
[12] L. Sterpellone, 2006, p. 14. V. Martines, cit., pp. 516-518.  
[13] Cfr. W. Fiorentino, cit., pp. 15-17. 
[14] R. Di Lello (2019). Sulla visita a Sepino di  T. Momsen, nel 1845, ospite del Mucci e dei fratelli Giacchi, cfr. note, in CIL, IX, LII, p. 227. Sulla topografia redatta nel 1877 e sulla relazione di scavo del 1880, cfr. altresรฌ AA.VV., Sepino, Campobasso 1979, pp. 52, 55, 90. 
[15] Cfr. V. Martines, cit., p. 517. L. Sterpellone, 2006,  pp. 14-15. 
[16] Lo fece pubblicando il suo articolo Sugli estratti di alcune muffe,in โ€œAnnali di Igiene Sperimentaleโ€, Istituto di Igiene della R. Universitร  di Napoli, n. 1 (1895) pp. 91-107.  
[17] Id., ibid., p. 91.  
[18] Ibid., p. 92. 
[19]Ibid., pp. 93- 95. 
[20] Ibid., p.  95. 
[21] Ibid., pp. 94, 96-97.  
[22] Ibid., p. 98. 
[23] Cfr. W. Fiorentino, cit., pp. 16-17.  
[24] Id., Ibid. 
[25] Cfr. E.H. Ackerknecht e A.H. Murken, Compendio di Storia della medicina, Torino, 2000, p. 271. G. Fraticelli, cit., pp. 56-58; M. Castelli, cit., pp. 80-81.     
[26] J. Thรจodoridรฉs, cit., pp. 68-69. L. Sterpellone, 1992, p. 773. 
[27] W. Fiorentino, cit., pp. 17-18. 
[28] L. Sterpellone, 2006, p. 15. 
[29] P. Palumbo, Il primo documento sul potere degli antibiotici [โ€ฆ],  in โ€œScienzaonlineโ€, I, 1, (2003), s.p. 
[30] W. Fiorentino, cit., pp. 17-18. 
[31] Cfr. AA. VV., Grande Dizionario Enciclopedico, UTET, 1970, XII, p. 421. 
[32] Cfr. V. Martines, cit., pp. 524-526. 
[33] Cfr. W. Fiorentino, cit., p. 18. 
[34] G. Spini, Disegno storico delle civiltร , Roma, 1963, 3 voll., III, pp. 316-317; 351-352. 
[35] L. Sterpellone, 2006, pp. 14-15.  
[36] Id., Ibid., pp. 14-15.. W. Fiorentino, cit., pp. 16-18. 
[37] L. Sterpellone, 2006,  p. 15. 
[38] M. Castelli, cit., pp. 82-83. 
[39] L. Sterpellone, I Nobel della Medicina, Milano, 1991, pp. 171-177. Id., 2006, p. 15. 
[40] Id., 1991, pp. 171-177. 
[41] Id., 2006, p. 15.



Rosario Di Lello

Rosario Di Lello รจ nato a Napoli il 9 dicembre 1936 ed รจ residente in Piedimonte Matese. Laureato in Medicina e Chirurgia allโ€™Universitร  di Napoli e successiva specializzazione in Chirurgia generale allโ€™Universitร  di Modena รจ stato aiuto chirurgo presso lโ€™ospedale civile di Piedimonte Matese e, dal maggio 1990, primario del reparto di Pronto Soccorso. Attualmente รจ pensionato. Dal 1ยฐ giugno 1978 รจ socio corrispondente dellโ€™Associazione Culturale Italo Ispanica โ€œC. Colombo โ€“ Madridโ€. Negli anni 1972-73, in collaborazione con altri, ha pubblicato alcuni articoli specialistici su riviste mediche. Cultore di storia e tradizioni locali ha pubblicato studi su vari Annuari e collane dellโ€™Associazione Storica del Medio Volturno (sodalizio del quale oltre che socio รจ stato in passato anche componente del consiglio direttivo) ed in altre riviste e quotidiani regionali.